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Punta Lauro con Punta Campanella Diving Center

Provo a svegliare Lorenza chiamandola più volte … nessun segno di risveglio … riprovo dopo aver fatto colazione … niente ancora. Il cielo è plumbeo e promette pioggia … la lascio dormire, non è certo che riusciremo ad uscire in mare. Salgo sullo scooter e mentre raggiungo Marina della Lobra, inizia a piovere come era prevedibile. Raggiungo il diving e non vedo nessuno … sono tutti sotto la tettoia del bar “Paguro” per ripararsi dall’acqua. Mi dirigo verso il deposito per riprendere la muta e portarla a casa ma Gianluigi mi viene incontro dicendomi che l’uscita è confermata. Benissimo, non avevo voglia di ritornarmene a casa senza il carico d’azoto! Prepariamo le attrezzature al coperto e appena pronti saliamo sul gommone, con direzione Punta Lauro. C’è una leggera onda ma le condizioni del mare sono accettabili. Ci tuffiamo tutti insieme sulla punta e la percorriamo fin verso i -40 metri. Mi infilo nella piccola grotta alla base della parete, la cui volta  è ricoperta dai finissimi “merletti” di briozoi, più avanti incontriamo un grande pezzo di rete abbandonata che ahimè è ancora “pescante”, andrebbe eliminata quanto prima. Proseguiamo ancora un poco e poi iniziamo a rientrare nella baia. Gianluigi mi mostra una bella coppia adulta di Sparisoma cretense, il pesce pappagallo che è presente in mar mediterraneo che però non riesco a fotografare a dovere. Sulla parete, vicino ad un’altra grotta che è presente sulla parete, a pochi metri d’acqua, incontriamo un cimazio e una lepre di mare dagli anelli, Aplysia dactylomela dal caratteristico colore giallo-nero. Lascio sfilare tutto il gruppo per ammirarla e mi fermo seguendola nel suo muoversi lento sulla roccia, sballottato dal moto ondoso che nel frattempo è aumentato. Mentre scatto approfitto anche per smaltire i 6 minuti di decompressione accumulati. Sarei rimasto ancora a lungo a fotografarla, perché tra le nuvole ogni tanto si intravedeva anche il sole … e la situazione era particolarmente intrigante, ma l’idea di essere atteso dai miei compagni d’immersione  non mi piace. Termino così gli scatti e risalgo, raggiungendo tra le onde il gommone che è nei pressi della spiaggia. Fortunatamente subito mi vengono incontro  e posso risalire a bordo agevolmente. Rientriamo a terra con il meteo che inizia a migliorare, le nuvole si diradano sempre più. Mentre sistemo tutta l’attrezzatura per riportarla a casa, il sole prende completamente il posto delle nuvole. Vado a casa soddisfatto, in tempo per andare a guardare la Juventus in tv ed il Gran Premio di F1.

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Le parole Coraggio … Pazienti … Obiettivi … Performance …  si alternano nella mia mente a seguito della piacevole riunione lavorativa di Roma, ma tra queste ce n’è anche qualcun altra …. Mare … Immersione … Fotosub
La settimana si conclude infatti al meglio con una bella immersione notturna con mio fratello Arturo a Cala di Puolo, eppure la giornata è stata alquanto complessa. Sono partito di primo mattino alla volta di Napoli per portare in officina la mia auto aziendale che, a causa dei terribili temporali scaricatisi in zona, si è allagata mandando in tilt la centralina elettronica. Dopo le inevitabili procedure mi consegnano una vettura sostitutiva e resto a lavorare su Napoli. Quando rientro a casa mi devo occupare delle consuete attività familiari, ma non ho nessuna fretta, anche mio fratello è impegnato nelle stesse attività! Quando anche lui ha terminato e mi viene a prendere sono le 2130, carico l’attrezzatura in auto e ce ne andiamo a Puolo. Il meteo non promette nulla di buono, si vedono i fulmini in lontananza all’orizzonte, ma il mare è calmo “lisciato” dallo scirocco. Scarichiamo le attrezzature sulla spiaggia mentre alcuni turisti tedeschi escono dall’acqua dopo il bagno notturno.

 

Ci prepariamo ed entriamo in acqua alle 2230. La temperatura è elevata e la visibilità accettabile nonostante l’intensa pioggia dei giorni passati. Raggiungiamo il pendio sabbioso in cerca di soggetti dopo aver scavalcato la rete che è stata calata a pochi metri di profondità e distanza dalla spiaggia. Impigliata nelle sue maglie c’è solo una grande triglia, già morta. Sono presenti come al solito i gronchetti, i pesci lucertola, le stelle corazzate, le polpesse e i latterini, ma non scatto a questi soggetti per non sovraccaricare l’archivio inutilmente. Arturo perlustra il fondo parallelamente a me, a distanza di qualche metro. Abbiamo ambedue una configurazione grandangolare: io ho montato sulla Nikon D800 il Sigma 15 mm con il paraluce tagliato per farlo entrare nell’oblò Microdome Isotecnic che avevo rigato internamente in una delle mie “prove” e sapientemente “riportato a nuova vita” dal mio amico speciale Rosario Scariati. Arturo invece ha il Tokina 10-17 mm sulla Nikon D7000 e l’oblò Minidome Isotecnic da 4,5″ anch’esso “rianimato” dal mitico Rosario. Trascorriamo in immersione circa 70′ senza particolari sussulti, solo un piccolo esemplare di Octopus  macropus  che sembra danzare davanti all’obiettivo. Risaliamo in superficie con la pioggia che inizia a cadere.

Mentre ci spogliamo, Arturo mi segnala di aver fotografato un pesce pappagallo addormentato tra i sassi, ma non ha fatto in tempo a mostrarmelo perché al secondo lampo dei flash è fuggito via come un razzo. Carichiamo le attrezzature ancora montate in auto e fuggiamo via al mio garage, dove smontiamo tutto al riparo dalla pioggia. Mi riaccompagna a casa all’una di notte e ci salutiamo con un selfie in auto, dopo una bella serata trascorsa insieme, “rubata” al maltempo.

 

Posto Segreto in solitaria – Immersione Notturna

Le ferie volgono al termine e bisogna capitalizzare tutte le occasioni propizie …. la mattinata è stata piena di appuntamenti familiari, tante “cosine” da sistemare che non mi hanno fatto nemmeno andare in spiaggia, ma il meteo è favorevole, il mare è calmo e la temperatura dell’aria non è soffocante come la settimana che è appena trascorsa. Non si può lasciare passare così la giornata! E allora, solo in serata, riesco ad organizzarmi per andare a fare un tuffo nel mio “giardino segreto” dove spesso incontro soggetti interessanti.
Recupero in fretta l’attrezzatura dal garage e raggiungo il posto stabilito. La serata è bellissima, con la luna crescente e il lento e ritmico frangersi delle impercettibili onde sulla spiaggia. Inizio a vestirmi e … mi accorgo di aver dimenticato i calzari in garage! Sono sul punto di tornare indietro, effettuo una prova e … trovo la soluzione! Infilo le pinne usando i sandali, non il massimo della comodità ma riesco a pinneggiare senza problemi.


L’acqua è cristallina e calda fino a fondo, mi sento a mio agio anche in profondità e avverto sensazioni positive …. i minuti trascorrono senza sussulti. Trovo solo una seppia intenta a cacciare, la osservo sperando che possa catturare una preda davanti al mio obiettivo. Proseguo e risalgo, in cerca di piccoli soggetti adatti al Micro Nikkor 60 mm.  La parete è ricca di crostacei, grandi e piccolissimi, scorfani, ghiozzi, sciarrani e re di triglie. Trovo anche una moneta che conservo nel polsino della muta … potrebbe servire come riferimento dimensionale. L’occasione di usarla si presenta qualche minuto dopo. Un enorme vermocane Hermodice carunculata si muove su una roccia sollevandosi ed abbassandosi di continuo, quando gli scatti si fanno più ravvicinati osservo l’animale sollevare a scatto le setole bianche, pronto a trafiggere eventuali aggressori. Lo fotografo a lungo,  dopo aver messo la moneta nelle sue vicinanze, cercando di non disturbarlo. Per evitare di pungermi inavvertitamente, mi guardo sempre intorno prima di appoggiare una mano sul fondo per sostenermi, temendo la presenza di qualche altro esemplare. L’aria della bombola è quasi finita, risalgo a bassa quota e ritorno a terra, soddisfatto. Anche stasera il mare ha saputo regalarmi grandi emozioni!

Puolo con Filippo, Edo, Pietro e Mimmo

Disteso sul lettino ricevo una telefonata da mio fratello, mentre scrivo sul blog il resoconto mattutino. Mi avverte che non sarà con noi stasera poiché domattina la sveglia suona presto per andare a lavoro. Rientro a casa e riassemblo la fotocamera con un nuovo corredo ottico, montando il Tokina 10-17 mm. Mangio qualcosa di leggero prima di scendere per andare al diving alle 20 dove trovo i miei amici a tavola per la cena.

Aspettiamo che sia terminata e saliamo sul gommone con direzione Cala di Puolo. Il cielo è sereno e pieno di stelle, la luna è nuova ed il mare abbastanza calmo. Ci immergiamo disposti a raggiera in cerca del Pesce San Pietro, io sono all’estrema sinistra sotto la parete rocciosa, poi c’è Filippo, Pietro, Edoardo e Mimmo. Subito incontro un granco in caccia fuori tana, lo seguo per parecchio tempo cercando di anticiparlo nei suoi movimenti. I miei amici proseguono sul pendio e li perdo dopo poco, ci rivediamo in acqua bassa circa 60′ dopo, intenti alla decompressione. Una volta sul gommone apprendo con soddisfazione che Filippo è riuscito a “scovare” uno Zeus faber a -50 metri e fotografandolo lo ha portato a risalire fino a -30 metri lasciandolo all’obiettivo di Pietro che così ha potuto fotografare il suo santo. Filippo ci racconta di aver visto anche una gallinella ed un polpo di rena, niente male visto che noialtri abbiamo visto poco o nulla al di fuori di piccoli polpi, seppie e triglie.

Ritorniamo al diving e ci svestiamo. Filippo è velocissimo, come lo sono io quando ho fretta di rientrare a casa. Chiude le borse subacquee e subito si mette in viaggio per Siena, dopo aver bevuto un caffè. Mi trattengo ancora un poco con Edo, Pietro e Mimmo al bar consumando un gelato, mentre Mimmo, con il saliscendi degli spaghetti che hanno “tormentato” la sua immersione, giura categoricamente di non cenare più … prima del tuffo! È stato un grande piacere ed onore accompagnare Filippo sott’acqua, peccato debba andare già via così presto. Resto in debito con lui di un’immersione “guidata” allo scoglio proteso ….. 😃

Punta Campanella con Filippo, Pietro e Mimmo

Appuntamento alle 10 al diving per andare a Punta Campanella, finalmente incontro Pietro che oggi sarà dei nostri. Aspettiamo l’arrivo di Mimmo e di alcuni clienti snorkelisti e partiamo. Raggiungiamo la boa gialla ed ormeggiamo il gommone. Mi assumo la responsabilità di accompagnare Filippo allo Scoglio Proteso ma commetto una grave leggerezza …. non controllo il punto di riferimento sulla costa. Iniziamo a scendere e Filippo mi mostra un branco di piccoli barracuda. Gli faccio segno d’ignorarli e di segurmi, saremmo tornati a cercarli dopo. Pinneggio a lungo contro corrente, che probabilmente mi inganna, trascorre troppo tempo in navigazione e dello scoglio non c’è traccia! Chiedo subito scusa 😥  a Filippo e dirottiamo sulle gorgonie rosse, ma di certo non sono floride come quelle a cui è abituato in Toscana. L’immersione prosegue lungo il pianoro fino al faraglione, con alcuni minuti di deco da smaltire. Sono mortificato e vengo deriso dal maestro Mimmo che si diverte a stuzzicarmi. Ci spostiamo poi con il gommone all’interno della Baia di Jeranto per accompagnare gli snorkelisti per un secondo tuffo. Non avevo compreso il programma nel dettaglio e ne resto sorpreso, avendo dato appuntamento alla famiglia al mare per ora di pranzo. Quando rientriamo a terra sono già completamente svestito e pronto a tornare a casa. Raggiungo la famiglia al mare per pranzare e riposare un poco, prima di ripartire per la notturna in cui proverò a riscattare la brutta figura! 

Puolo con Filippo, Arturo e Mimmo

Un magnifico tramonto del sole dietro Ischia “incendia” la serata di ferragosto, giornata caratterizzata dall’ennesimo incendio  sul monte Faito contrastato dai Canadair. Raggiungo il diving a Marina della Lobra dopo essere stato al mare con la famiglia, con me c’è anche mio fratello Arturo che stasera mi accompagna in immersione. Arriviamo al porto nel bel mezzo della festa patronale, con migliaia di persone intervenute per ammirare la processione della Statua della Madonna. Raggiungiamo a fatica il parcheggio dei motorini, scarichiamo le attrezzature e ci incontriamo con Filippo, Mimmo & Co che stanno ultimando la cena prima di andare in acqua. Sono passato per il garage ed ho preso la muta stagna, memore del freddo patito nell’ultima notturna e che mi aveva fatto risalire in cerca di “calore”. Ci prepariamo lentamente anche perché bisogna attendere il rientro delle barche che hanno seguito la processione in mare ed anche l’amico Pietro da Roma, ma di lui nessuna traccia …

Finalmente alle 21 molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo a Cala di Puolo. Siamo tutti desiderosi di mostrare a Filippo le bellezze del nostro mare e delle immersioni notturne a Puolo, è venuto qui proprio con questo scopo, con la speranza d’incontrare un Pesce San Pietro.  Ormeggiamo nella baia e mi accorgo di aver dimenticato il computer subacqueo nel borsone al diving. Fortunatamente Edoardo ha con se il suo orologio subacqueo Suunto che mi presta consentendomi di non abortire il tuffo. Grazie Mille Edo! Ci tuffiamo, l’acqua in superficie è torbidissima e calda, fortunatamente sotto i 15 metri è ottima e gelata. La scelta della muta stagna è stata corretta. Scendo con Arturo sul pendio sabbioso, insieme a Mimmo,  Filippo e Gianluigi che, per la prima volta, è in versione fotosub.  Ci sono tanti piccoli polpi in caccia sulla sabbia, ma anche triglie, rombi e pesci lucertola. Quando raggiungiamo la parte pietrosa del fondale incontriamo due piccole Alicia mirabilis. Dopo un primo scatto segnalo la presenza a Filippo  che è poco distante da me. Proseguiamo il giro tornando verso riva dove mi diverto a fotografare alcune grandi triglie, abbastanza confidenti sotto il potente fascio di luce della torcia Archon. Rientriamo a terra senza nessun grande sussulto fotografico, nessun “Pietro” avvistato, santo e non,  ma pronti a replicare anche domani sera!

 

Puolo con Ass. Jacques Cousteau – Immersione Notturna

Un inferno di fuoco avvolge il Vesuvio ed il monte Faito da alcuni giorni. Le fiamme ed il fumo si espandono nonostante l’incessante attività dei Canadair e dei pompieri, giunti ormai al collasso delle energie. Il disastro è immane con decine di ettari di bosco e pineta distrutti, insieme ai loro abitanti. 

In serata ho appuntamento con Nicola & Antonella per un tuffo notturna con gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau alla Cala di Puolo. Ci vediamo in spiaggia alle 20:15 quando la luce è ancora tanta, ci vestiamo e scendiamo in acqua. Entro per primo in acqua per effettuare delle prove con la Nikon D800, poi ritorno a terra e prendo la seconda fotocamera Nikon D7200 con il Nikkor 40 mm, posando la prima e seguo il gruppo che è già lungo il pendio sabbioso.
La serata non è particolarmente ricca d’incontri, degna di nota solo la piccola corvina addormentata tra i sassi che mi mostra Antonella,  ma come al solito divertente, con un epilogo piacevolissimo ….. picnic sulla spiaggia! Grandi i miei amici! Bisogna replicare al più presto!

 

Ustica – Secca della Colombara

Il V Trofeo Isotta è stato un successo, ieri sera abbiamo celebrato i vincitori che hanno raccolto un ricchissimo montepremi e mostrato al pubblico del villaggio Punta Spalmatore le fotografie dei concorrenti in gara. Ho avuto anche l’immenso piacere di conoscere di persona un mito della fotosub italiana, Domenico Drago che è venuto alla cerimonia di premiazione per conversare con me e per portare i suoi saluti ai miei genitori.

con il mitico Domenico Drago

Lascio Lidia dormire, chiudo quasi completamente i bagagli in previsione della partenza di questo pomeriggio e scendo al porto alle 8:00 dopo aver fatto colazione insieme ai miei amici fotosub. Raggiunto il porto ci prepariamo e saliamo sui gommoni di Mr Jump e partiamo con direzione Secca della Colombara. Oggi c’è una intensa corrente sulla secca che spinge forte in superficie. In profondità si sta decisamente meglio, riparati dalla parete verticale su cui riposa il relitto. Lo raggiungiamo subito ma non è consentito penetrare all’interno, per cui mi limito ad alcune foto panoramiche. La corrente disturba le placide cernie che oggi sono più basse sul fondo e in prossimità di anfratti in cui ripararsi. Riesco ad avvicinarne una scendendo in “caduta” sopra si lei fin quando non si allontana di qualche metro. Proseguiamo il percorso lungo la parete ed incontriamo in grande branco di barracuda che questa volta è nel suo abituale punto ma oggi sono disposti in formazione ordinata come in un plotone d’armata, tutti allineati e coperti. È bellissimo vederli sfilare placidi a pochi centimetri dall’oblò, devo allontanarmi da loro per effettuare degli scatti del branco per intero e non vi riesco, a causa dell’enormità dello stesso. Terminiamo l’immersione sotto le guglie rocciose che si ergono a pochi metri dall’acqua e qui effettuo qualche minuto di deco a fotografare le margherite di mare che questa volta sono aperte, poi andiamo alla catena dove inizio la sessione “selfie” con tutti i miei amici, Jordi e Susanna, Alfio, Gianpiero, Mattia e gli altri. Terminata l’immersione torno al villaggio dove mi attende Lidia che, fatta colazione, è in piscina con le figlie di Elisa Isotta. Mi dedico così  a loro fino a dopo pranzo, quando inizia la “corsa” a richiudere i bagagli e ad accaparrarsi un posto sul pulmino stracolmo del sig. Pippo, che ha da trasportare entro le 17 una settantina di persone al porto. Lo tress è altissimo, ho temuto di non riuscire a fare in tempo, ma finalmente riusciamo a “guadagnare” un posto sul minivan e raggiungere il gruppo campano, con Giancarlo, Simona, Mattia e Gianpiero che sono scesi prima di me. L’attesa in banchina è micidiale, il caldo è torrido, ci sciogliamo al sole fin quando non saliamo a bordo dell’aliscafo che ci porterà a Palermo. La traversata trascorre a guardare le foto scartate da Giancarlo, Gianpy e Mattia, sbarchiamo e ci prepariamo di nuovo ad imbarcare sul traghetto per Napoli che arriverà domattina. Una volta a bordo ceniamo tutti insieme mangiando gli arancini siciliani e i dolcini comprati da Giancarlo.

Sono veramente contento, nonostante sia abbastanza affaticato dal viaggio, di aver trascorso qualche giorno di vacanza al mare con mia figlia Lidia e un bel gruppo di amici, peccato ancora di non aver avuto con me anche mia moglie Mariolina e la studentessa Lorenza, ma ci sarà sicuramente una nuova occasione!

Ustica – Secca della Colombara

Ci svegliamo con il frinire delle cicale ed andiamo a fare colazione. Alle 9:00 c’è un appuntamento da non perdere …. la foto di gruppo con le magliette celebrative realizzate dalla famiglia Isotta.

Il gruppo dei fotosub

Mentre i concorrenti si preparano per la prima parte della gara che si svolgerà nel primo pomeriggio, me ne vado con Lidia a fare immersione alla Secca della Colombara insieme ai miei compagni d’avventura, i giurati Orazio Aloi e lo spagnolo Jordy Chias, accompagnati da Alessandro Ruju. Ci prepariamo in banchina sotto un sole rovente, sono costretto a bagnarmi più volte con l’acqua per abbassare la temperatura. Finalmente salpiamo e raggiungiamo il punto stabilito dove stazionano già alcuni gommoni di subacquei. L’acqua è trasparente e lascia intravedere dalla superficie i colori della roccia sottostante. Lidia si tuffa in mare con la sua muta e si lascia fotografare prima dell’immersione.

Scendiamo lungo l’ancora ed Alessandro, come anticipato nel briefing, si mette in cerca del branco di barracuda che solitamente staziona sul pianoro roccioso. I pesci non sono nel luogo atteso, ma Alessandro ne “fiuta” la presenza a distanza portandoci vicini ad un “tornado” di pesci enormi. Resto immobile per non spaventarli e li vedo sfilare sincronicamente davanti all’obiettivo fisheye che ho montato. Scatto senza muovermi fin quando qualcuno del gruppo non si avvicina facendone svanire l’armoniosa disposizione, generando il “caos” con gli argentei pinnuti che si separano in diversi gruppi, per poi ricomporsi a qualche decina di metri di distanza. Proseguiamo lungo la passeggiata dirigendoci verso il relitto, ne tragitto si lasciano ammirare una settantina di cernie, brune e rosse, che stazionano sulla secca e nei pressi della nave affondata. È un vero spettacolo, non ho mai visto qualcosa di simile. Dal blu intenso dell’acqua sopraggiunge poi una enorme ricciola, lunga quasi due metri, si avvicina con movimenti impercettibili al nostro gruppo e poi si allontana di nuovo in cerca di prede. Raggiungiamo le lamiere della nave ed effettuiamo un giro rapito alle sue strutture, l’immersione ahimè volge al termine e sarebbe stato molto interessante visitarne anche le parti interne, in cerca dei maestosi serranidi che vi abitano all’interno. Riabbraccio la piccola Lidia che mi attende in gommone e appena libero dall’attrezzatura facciamo un bagno insieme prima di ritornare in porto. Giunti a terra troviamo tutti i concorrenti pronti ad imbarcarsi per iniziare la competizione.

Li salutiamo e ce ne andiamo a pranzare per poi dedicarci ad un bagno presso il faro.

In serata, dopo cena inizia la giuria per valutare i primi due temi in programma, sezione grandangolo e foto a tema.

Orazio e Jordi sono dei validissimi collaboratori anche se con due “anime” diverse. Una molto votata all’innovazione, l’altra molto più tradizionalista, il mio compito è quindi quello di mediare tra di loro per rendere la scelta ed il giudizio il più equilibrato possibile. Restiamo a discutere fino alle due di notte, quando finalmente completiamo le operazioni, dandoci appuntamento per il mattino seguente per assegnare i punteggi.

Ustica – Punta Falconiera

Dopo un giorno di viaggio finalmente raggiungiamo l’isola, ci sistemiamo al Villaggio Punta Spalmatore di Ustica e prendiamo possesso del bungalow.

Sono in vacanza solo con mia figlia Lidia, poiché le altre mie donne sono a casa a causa degli esami di maturità e sono ospite della famiglia Isotta che mi ha concesso il grande onore di presenziare alla giuria del V Trofeo Isotta di Fotografia Subacquea.

il nostro bungalow

Ritrovo ed abbraccio con immenso piacere Egidio, Lilia, Elisa ed Andrea con le “mie nipotine” Alice e Gaia, ma anche tanti amici fotografi che non vedo da quando ho lasciato l’agonismo. C’è il GRO SUB di Catania quasi al completo e tanti altri amici, compresi i miei compaesani ed atleti del Poseidon Team, Giancarlo e Gianpiero. Appena pronti scendiamo con il pulmino al porto dove Alessandro ed Alfio, insieme ai ragazzi del diving Mr Jump ci attendono per uscire in mare per un primo tuffo. Ci spostiamo di poco dal porto e raggiungiamo il punto d’immersione. Mi immergo ed inizio a scattare ma mi accorgo che i flash non scattano! Risalgo in gommone ed apro la fotocamera, sistemando il cavo sincro-flash che non consentiva il corretto sollevamento del flash built-in della mia Nikon D800e. Controllato che i flash sono ok mi rituffo in acqua in cerca di Alfio e del gruppo di fotografi. Li ritrovo in prossimità della grotta dove un grande spirografo troneggia sulla parete coperta di spugne. Proseguo insieme a loro a ritroso ed incontro svariati punti interessanti dove la roccia crea delle spaccature e anfratti, tutte ricoperte da briozoi, serpulidi e spugne. Lungo la parte rocciosa e nella prateria di Posidonia si possono vedere tanti pesci, grandi e piccoli, tante salpe, donzelle ed alcune cernie, l’acqua è limpida e la temperatura confortevole. Restiamo ad esplorare quello che sarà uno dei campi gara prescelti fino al tardo pomeriggio quando rientriamo per la cena ed il briefing iniziale del concorso fotografico, durante il quale si illustreranno gli aspetti tecnici e logistici del trofeo.