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Vervece con Punta Campanella Diving Center

Apro gli occhi e mi affaccio alla finestra per guardare il mare … il sole è accecante e corro subito ad abbassare le tende in cucina per fare colazione in penombra … le condizioni meteorologiche sembrano ottimali. Divoro rapidamente yogurt e cereali e vado ad inserire le batterie, ormai cariche, all’interno dei due fedelissimi flash Inon Z240. La fotocamera è pronta da giorni, configurata ancora come l’ultima volta con il Sigma 15 mm ed il Microdome Isotecnic. Appena sono pronto salto sullo scooter, ma il meteo inizia a cambiare, il cielo si rannuvola sempre di più. Raggiungo il Punta Campanella Diving Center  alle 9:00 dove con piacere incontro gli amici dell’associazione Jacques Cousteau che, rientrati da un tuffo allo scoglio del Vervece, sono alle prese con l’identificazione delle specie osservate in immersione, per contribuire al monitoraggio “Blue Team in Action” all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Al diving incontro anche il mio amico Andrea che non vedevo da tempo ed un gruppo di sub romani venuti per il weekend a Massa Lubrense. 

Mi preparo velocemente come al solito e carico l’attrezzatura sul gommone ormai pieno di bombole. Anche noi andiamo allo Scoglio del Vervece che raggiungiamo ormeggiando alla boa. Una improvvisa “tempesta” di vento meridionale si scatena sul posto, le onde cominciano a formarsi con la spuma bianca che ne caratterizza la cresta. Mi tuffo per primo con il cielo plumbeo, in lontananza si vedono le nuvole nere su Ischia cariche di pioggia, ma il vento le spinge via lontane.  L’acqua è molto torbida e “buia” …. seguo un percorso leggermente diverso dal solito cercando di raggiungere qualche punto meno conosciuto. Mi diverto a testare anche di giorno questa configurazione fotografica, per avere ben chiaro in quali situazioni utilizzarla. Non mancano i dentici, i barracuda, qualche orata, le cernie e gli scorfani. Non vedo però la famigliola di corvine che ultimamente ho incontrato, ma solo tanti saraghi. Termino l’immersione nei pressi della statua della Madonnina che è stata appena ripulita in occasione dei festeggiamenti e risalgo a bordo del gommone. Il rientro è caratterizzato dagli spruzzi che ci sommergono completamente mentre raggiungiamo il porto, ma una volta sbarcati il vento cala drasticamente e riappare il sole ….. oserei dire: situazione “fantozziana”. Smonto tutto e scappo a casa, salto la seconda immersione e la notturna prevista stasera, ahimè ho già altri impegni.

 

 

Torre Vado con Lorenza

Questa è l’ultima giornata utile per fare immersione in salento, domani si rientra a casa, per riprendere l’attività lavorativa. Come le altre mattine sveglio Lorenza dopo aver assemblato le due custodie Isotta e ci precipitiamo a fare la prima colazione appena apre il buffet, subito dopo siamo in auto con direzione Diving Service. Scarichiamo le ceste con le fotocamere, parcheggiamo l’auto con il pass gratuito messo a disposizione dal diving e ce ne andiamo a piedi al porto. Qui troviamo tutta la nostra “roba” a bordo e dobbiamo solo saltare sulla pedana per imbarcarci. Oggi il vento è calato e Marcello dovrebbe portarci in due punti nuovi d’immersione, Paseddhu e Punta Barracuda, nei pressi del faro di Leuca. Navighiamo per circa un’ora fino a raggiungere il punto d’immersione dove però è già ormeggiato un gommone di un altro diving. Ci ancoriamo a poca distanza per poi raggiungere sott’acqua il punto migliore. Marcello mi lascia di nuovo la possibilità di fotografare da solo con Lorenza, lui invece guiderà il folto gruppo seguendo noi. Scendiamo lungo la catena, avvertiamo una intensa corrente che contrasta il notro incedere. Raggiungiamo la balza sommersa a circa -30/35 metri che scende fino a -70 m ricoperta di gorgonie rosse e popolamenti coralligeni, pieno di castagnole rosse e boghe che si muovono sincrone intorno a noi. Lorenza è ancora con la sua D7200 ed il 40 mm ed inizia a fotografare un enorme vermocane adagiato su una paramuricea. Solo il tempo di uno scatto che le arriva dal basso una serie di bolle di un altro subacqueo che le rovina la scena, impedendole di “catturare” al meglio l’interessantissima situazione. Proseguiamo e lei continua a scattare, resto a sorvegliarla mentre fotografa ricordandole che siamo a -40 metri e che dopo ci tocca una lunga decompressione! Risaliamo soddisfatti lungo la catena e poi ci spostiamo alle cime piombate che si trovano a poppa. Qui  effettuiamo la sosta fino a che i nostri computer non ci segnalano di poter uscire. 

A bordo Elvio ci prepara le “frise” con il pomodoro fresco mentre noi sostituiamo le bombole montando il consueto Nitrox 32% per la seconda immersione. Ci spostiamo a ridosso della punta dove si erge il faro per prepararci e fare un bagno e poi usciamo di nuovo per immergerci a Punta Barracuda. Marcello decide allora di concederci il privilegio di essere guidati direttamente da lui, affidando il gruppo a Roberto ed Elvio. Ha “dichiarato” in anticipo che ci avrebbe fatto vedere qualche Felimare picta e puntualmente ne vediamo una mezza dozzina! Devo tenere a bada la verve di Lorenza che non mollerebbe la presa per nessun motivo, ce n’è una coppia intenta a riprodursi, mia figlia si “contorce” in prossimità del fondo roccioso per riuscire a fotografarle al meglio, fin quando le faccio segno che abbiamo accumulato ancora alcuni minuti di deco prima di risalire. Così, soddisfatti ma dispiaciuti per essere al termine della nostra esperienza subacquea salentina, guadagniamo una posizione di privilegio sul tetto della barca dove ci godiamo un’ora di sole durante la navigazione verso il porto.

Andiamo infine al diving per ritornarvi in tarda serata a ricomporre le borse subacquee. Marcello ci attende con la sua “calcolatrice” in mano e mi prepara il conto ….

il Boss Marcello Ferrari e la sua calcolatrice

lo ringrazio per l’accoglienza offertami, per il gentilissimo pensiero avuto nei riguardi di mia figlia Lorenza, per avermi fatto sentire a casa mia, complimentandomi per l’efficientissima organizzazione del Diving Service, dove nulla è lasciato al caso e dove ho notato alcune finezze che non ho mai visto altrove. Bravo Marcello 👏!

Torre Vado con Lorenza e Fabio Palumbo

Il mio rapporto con la sveglia in vacanza è di odio/amore …. si tira sempre tardi la sera e svegliarsi presto è sempre faticoso, ma la prospettiva di andare in acqua mi fa alzare anche prima di sentirla squillare. Inizio subito ad assemblare le fotocamere (Nikon D800E e D7200) per me e Lorenza che lascio ancora dormire per una mezz’ora. Alle 7:30 la sveglio per poi andare a fare la prima colazione di corsa …. abbiamo pochi minuti, il buffet apre alle 8 e non prima …. e noi dobbiamo essere al diving per le 8:15! Ormai abbiamo  collaudato i tempi, riusciamo anche ad ottimizzate il carico delle custodie fotosub in auto e subito partiamo. Raggiungiamo in tempo il diving, mentre Lory va a prendere le ceste sub da caricare sul furgone e poi in barca, io scacico le ceste fotografiche con le due “rosse” Isotta per farle portare in barca. Parcheggio l’auto ed andiamo al porto. La sorpresa odierna è quella di trovare in barca un caro amico fotosub, Fabio Palumbo, venuto per un tuffo qui a Pescoluse. Il vento c’è ancora anche se in netto miglioramento, possiamo quindi tornare nei pressi del faro di Leuca nel punto chiamato Le Ancore, dove ci immergeremo nel blu. Anche oggi Marcello mi lascia anticipare il gruppo facendomi immergere prima di tutti con Lorenza e Fabio.

Scendiamo lungo la catena e raggiungiamo il fondo a -42 metri. Sono un poco in apprensione avendo con me Lorenza ma “armata” di fotocamera …. scatto le mie foto ma confesso di aver prestato più attenzione a controllare lei che a guardare nel mio mirino. Inesorabilmente la devo avvisare che è il momento di risalire, non resta che affrontare alcuni minuti di decompressione sotto la barca, il momento “ideale” per la sessione selfie! Risaliamo a bordo e iniziamo subito a smontare le attrezzature, mentre la barca è ancora sgombra di subacquei, poi ce ne andiamo a prua a magiare le “pucce” e a prendere in poco di sole.

Dopo circa un’ora, tra sosta/relax e navigazione verso Torre Vado, raggiungiamo il sito della seconda immersione, il relitto Sanandrea, una nave cisterna affaondata durante la seconda guerra mondiale, di cui residuano solo alcune lamiere, ma comunque interessanti, adagiate su un fondale di circa -25 metri. Ritorniamo tutti e tre in acqua con un Nitrox 32% e con le nostre fotocamere, ancora una volta per primi. Qui ci divertiamo a guardare in ogni anfratto in cerca di pesci. Sotto una lamiera tra le più grandi, una coppia di cernie brune si ripara mantanendosi comunque a distanza di sicurezza dal mio oblò emisferico. Il tempo passa veloce, Lorenza è sempre più a suo agio con la fotocamera e ciò mi rende orgoglioso. È tempo di risalire, l’aria scarseggia, a Lorenza è toccato in monobombola da 12 litri e per un fotografo l’autonomia non è mai abbastanza!

Risaliamo soddisfatti e divertiti, pronti ai tuffi di domani. Una volta rientrati al diving senza aver dovuto trasportare nulla 😀 provvediamo al risciacquo delle fotocamere e mute, pronti poi a raggiungere mia moglie e mia figlia in spiaggia per mangiare e fare il bagno!

Torre Vado Relitto con Lorenza, Antonio e Gianmarco

Stamattina la sveglia non suona presto e possiamo scendere tutti insieme a fare colazione in hotel. Dopo il giorno di stop di ieri per il meteo avverso, dedicato ad una visita a Otranto, oggi si torna in acqua nel pomeriggio con i miei amici del Poseidon Team A.S.D., Antonio Mario e Gianmarco Giordano.

Mi raggiungono con le famiglie per le 14:00 in spiaggia e dopo pranzo ci spostiamo al diving per prendere le attrezzature e raggiungere la barca in banchina.

Alle 16:00 ci muoviamo per andare al relitto Tefvik Kaplan I che si trova a poca distanza dal porto di Torre Vado. Il vento è ancora sostenuto e c’è ancora onda, ma si può andare in acqua in sicurezza. Marcello Ferrari mi fa sentire a casa mia e mi concede di entrare per primo in acqua con i miei amici lasciando guidare me il gruppo, lui invece scenderà dopo qualche minuto con oltre quindici subacquei, evitandomi il “traffico” che di li a poco ci sarebbe stato lungo lo scafo. La visibilità è buona, ma la luce bassa del pomeriggio non aiuta. Ci godiamo un bel giro tranquillo con Lorenza, Antonio e Gianmarco che mi seguono, fermandosi ogni tanto a scattare le foto. Visitiamo il relitto in ogni angolo, fino a trovare sulla zona della coperta una bella cernia dorata che si è nascosta tra le lamiere. Qui nasce una inevitabile disputa per accaparrarsi la posizione migliore …. Lorenza ha sangue blu e non si smentisce …. conquista la posizione e non la molla ad Antonio che in ogni caso riesce a scattare qualche buona foto. Risaliamo a bordo molto soddisfatti. Non posso che ringraziare calorosamente il boss per la fiducia accordatami. Well done Marcello! 

I miei amici purtroppo devono andare via, ci salutiamo dandoci appuntamento alle prossime immersioni di casa nostra. La mia serata prosegue con la famiglia con una bella passeggiata a Leuca con cena sul mare.

 

 

Torre Vado con Lorenza – Punta Meliso e Le Aragoste

Sveglia ore 7 e subito inizio ad assemblare la mia fotocamera e poi quella di Lorenza, alle 7:30 la sveglio dopo aver terminato le operazioni e alle 8 scendiamo a fare la prima colazione. Arriviamo all’appuntamento al diving alle 8:30 dove ci attende Marcello Ferrari  dietro al suo computer, indaffarato a sistemare tutte le persone sull’elenco barca.  Il meteo non è ottimale, di notte è piovuto e residua molto vento che ci obbliga ad un’uscita sotto costa. Raggiungiamo così il faro di Leuca e ci immergiano a Punta Meliso sulla parete che scende formando un gomito roccioso.

Le pareti sono completamente coperte da grandi spugne blu Dysidea avara e tantissimi briozoi, ma abbondano le boghe che ci avvolgono completamente. Si vede sfrecciare anche un branco di piccole ricciole e qualche cernia. Lorenza mi segue senza fotocamera e con la maschera nuova, che fortunatamente non si appanna, pronta a mettersi in posa quando necessario mentre Marcello mi guida passo passo a scoprire le bellezze del sito. Ahimè c’è tanta gente in acqua e risulta difficile inquadrare solo lei nel fotogramma, arduo quindi evitare di scattare agli ignari sub in acqua. 

Risaliamo a bordo e dopo aver cambiato le bombole e montato del nitrox 32% ci spostiamo verso Torre Vado in un sito chiamato Le Aragoste o Elmi, dove la roccia ricca di coralligeno si “perde” sulla sabbia finissima dove è frequente l’incontro del Dolium galea, un grosso mollusco gasteropode che vive infossato nel sedimento. Qui si incontrano anche alcune razze, pronte a scappare via, le seppie, i pesci civetta e pettine. Noto con grande piacere che ci sono tante Pinna nobilis vive, anche se una nacchera morta la trovo anche qui …. speriamo non ci siano problemi anche in salento. Questa volta Lorenza è munita della sua fotocamera Nikon D7200 con lo scafandro Isotecnic, il micro nikkor 40 mm ed una coppia di flash Inon Z240 collegati con i cavi elettrici, sostituiti in navigazione perché quelli in fibra non volevano saperne di funzionare. Mi diletto a guardarla mentre scatta, sposta i flash angolandoli al bisogno …. sono orgoglioso 😃. L’immersione infatti è quasi totalmente dedicata ad ammirarla e correggerla. Mi mostra sul display i suoi scatti e sembrano abbastanza incoraggianti. E’ la prima volta che usa la SUA fotocamera e mi segnala che è fin troppo neutra, la prossima volta elimineremo qualche galleggiante. In ogni caso vedo una razza schizzare via sorpresa dal nostro arrivo e finalmente un doglio vivo, anche se ritirato all’interno della sua conchiglia perché spostato da Marcello per mostrarmelo. Grazie! 

Risaliamo dopo oltre 60′ di puro divertimento e torniamo al diving. Anche questa volta troviamo tutto lì e procediamo al lavaggio e stoccaggio completo. Sono ormai le 15 e andiamo a raggiungere i familiari in spiaggia. Quando parcheggiamo l’auto nei pressi dell’hotel, noto una vettura a me familiare …. con l’adesivo del Poseidon Team A.S.D. sul portabagagli … è Antonio Mario con la sua famiglia che è venuto a trovarci in spiaggia essendo anche lui in vacanza in salento.

Restiamo al mare fino alla sera, una doccia e ce ne andiamo a cena a Salve, un paesino vicino Pescoluse dove stasera si svolge la XVIII Sagra della Taranta. Vi arriviamo con pochi minuti di automobile e parcheggiamo. La folla è oceanica, difficile riuscire a mangiare alla sagra con una fila chilometrica alla cassa. Decidiamo di cercare un ristorante ma è tutto sold-out … optiamo per una macelleria con annessa grilleria, ma l’attesa è lunga mentre impieghiamo solo qualche minuto per consumare il tutto. Qui ci raggiunge da Torre Suda anche un altro socio Poseidon, Gianmarco che è con Carmen ed una coppia di amici. Trascorriamo una bella serata e dopo una foto ricordo ci salutiamo, dandoci appuntamento per mercoledì quando proveremo a fare una immersione pomeridiana tutti insieme!

Torre Vado con Lorenza, Salvatore e Virginia – Ancore e Tevfik Kaptan I

Inizia oggi una settimana di vacanza subacquea in Salento a Torre Vado. Dopo il lungo viaggio di ieri, finalmente vado in acqua con mia figlia Lorenza e alcuni amici, il socio del Poseidon Team A.S.D. Salvatore Carbone e la bravissima fotografa Virginia Salzedo, intenti ad allenarsi in previsione del prossimo campionato italiano di fotosub.

Salvatore passa a prenderci con l’auto all’albergo e ci porta al Diving Service di Marcello Ferrari. Le attrezzature sono già nelle ceste e dobbiamo quindi solo montarle e caricarle nel minivan. Ci spostiamo a piedi verso il porto semi vestiti, dove troviamo tutte le attrezzature già a bordo.

Marcello Ferrari è già uscito con la barca e lo ritroveremo sul punto d’immersione nei pressi di Leuca. Siamo proprio al confine tra i due mari, lo Ionio e l’Adriatico, durante l’immersione saremo nel punto d’unione. Viaggiamo veloci in gommone dopo aver fatto una  doverosa foto ricordo, con Andrea e “Bambu” che ci spiegano l’immersione che effettueremo, scendendo nel blu, lungo la catena dell’ancora che ci porta su una “collinetta” coperta da gorgonie rosse e briozoi. Subito raggiungo il fondo e adocchio l’unica gorgonia bicolore, faccio segno a Lorenza che subito si mette in posa. L’acqua è abbastanza limpida e calda fino a 40 metri, il termoclino non si avverte, non ci si rende conto di essere in profondità. Lasciamo le gorgonie e ci spostiamo qualche metro più in su, dove è presente una enorme ancora, la più grande che abbia mai visto. I minuti passano veloci e vedo la delusione di Lorenza nel vedere che dopo poco dobbiamo già iniziare la risalita! L’organizzazione è ottimale perché sotto bordo sono anche presenti alcune cime piombate per facilitare la decompressione senza essere tutti “appesi” alla catena di ormeggio.

Ci spogliamo e facciamo un bel  bagno prima di spostarci. durante la navigazione cambiamo le bombole e montiamo del Nitrox 32% per andare ad immergerci sul relitto che si trova nei pressi del porto di Torre Vado. Il Tevfik Kaptan I è affondato nel 2007 e giace a bassa profondità, si vedono le sue forme già dalla superficie. Lorenza dopo un iniziale problema di compensazione mi segue nell’esplorazione della nave. Bambu ci mostra ogni particolare, passando per la prua, il vano di carico e poi la poppa con le eliche. Infine visitiamo anche la sala di comando con la luce che entra dalle finestre. Effettuiamo molti scatti alternandoci con Virginia e Salvatore nei punti più interessanti.

Trascorriamo così una bellissima mattinata con simpaticissimi amici. Appena tornati in porto lasciamo tutto in barca, ritroveremo fotocamera e bombole al diving, senza dover trasportare nulla! Che spettacolo! Procediamo al lavaggio delle attrezzature all’interno delle grandi vasche che ritrovano sul retro, sistemiamo il tutto ad asciugare e ce ne torniamo in hotel dove ci attendono Lidia e Mariolina che sono già al mare. Proseguiamo così la giornata in spiaggia cullati dalle onde e “pizzicati” alle caviglie dai famelici pesciolini presenti in zona. 

Grotta dell’Isca con Filippo e Mimmo

Ci sono un napoletano, un senese e … un 1/2 napoletano e 1/2 senese che si incontrano al Punta Campanella Diving …

sembra una barzelletta ma non lo è; oggi è con me e Mimmo (il 1/2 senese) un grande fotografo subacqueo, tra i più bravi che conosco personalmente, che è venuto a trovarci da Siena  per fare alcuni tuffi con i suoi amici fotosub  napoletani. Quando arrivo al diving trovo già tutti in posizione, c’è anche Edoardo, venuto da Baia con Ivana, poi Antonella, Virgilio e lo staff al completo. Mi chiedono un consiglio sull’immersione da effettuare …. un rapido check mentale e rispondo: Scoglio dell’Isca! Ricevere l’approvazione per l’opportuna scelta del sito dal prof. Roscigno è fonte di grande soddisfazione 😁 , ci prepariamo quindi per uscire con il gommone a visitare le due cavità che si aprono al di sotto dello scoglio. 

Accompagno Filippo Borghi all’interno del tunnel subacqueo mostrandogli subito le “finestre” in cui stazionano i saraghi fasciati, poi lo lascio scattare in tranquillità e mi accorgo della presenza di un gronco in una piccola fenditura della volta. Lo fotografiamo a turno, prima che esca fuori tana per cercare un luogo più appartato. Porto quindi il mio amico a visitare la grotta che si apre nella roccia poco oltre l’uscita dal tunnel subacqueo in cui ci troviamo, ma Filippo, per evitare problemi di compensazione, non sale fino alla superficie ad ammirare la parte emersa della grotta, restando sul fondo. Ritorniamo al tunnel dove Mimmo si è trattenuto in cerca di un cavalluccio marino che era stato avvistato in situ qualche tempo fa, ma la ricerca è stata vana. Risaliamo in gommone e ritorniamo al diving con Vittoria che è costretta allo slalom per evitare la collisione con la miriade di barche che sfrecciano a ferragosto davanti a Punta Campanella. Sbarcati a terra smontiamo le attrezzature, fermandoci per un lungo pit-stop, attendendo la sera …. più tardi ci aspetta una bella immersione notturna a Puolo, a cui si aggiungerà anche mio fratello Arturo e  il “romano” Pietro, ma questa però, è la barzelletta seguente 😅!

Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Dopo giorni fermi ai box a causa del mare agitato, oggi finalmente si torna in acqua. Il mare è ancora mosso e torbido, non ci sono molte opzioni disponibili … ripieghiamo alla Cala di Puolo dove il mare consente l’immersione in sicurezza. Raggiungiamo Punta Lauro dove mi tuffo insieme a Gianluigi, mentre il resto del gruppo, compreso Mimmo, si tuffa al centro della baia. Nei primi metri l’acqua è terribile …. più sotto migliora sensibilmente, essendo anche più fredda. Subito mi infilo in una piccola grotta dove staziona una bella cernia bruna che non faccio n tempo a fotografare. Proseguo di poco e ne vedo un’altra più piccola. Negli anfratti della parete c’è tanta vita: scorfanetti, castagnole, re di triglie e gamberi meccanici. Mi diverto a scattare con il 105 mm anche se avrei dovuto portare anche la lente macro +15 e lo snoot per fotografare i tanti nudibranchi che ho visto. Trascorro circa 70′ in massimo relax fin quando decido di terminare l’immersione, leggermente infreddolito. Anche oggi ho osservato alcuni “gusci” di Pinna nobilis morte, così come riferitomi anche da Mimmo e Virgilio che ne hanno viste altrettante morte. La situazione è preoccupante, speriamo di trovarne qualcuna ancora in buona salute nelle prossime immersioni. Una volta ritornato al diving, saluto gli amici e me ne vado a prendere il sole con la mia famiglia che mi attende in spiaggia a Sorrento. E domani si replica con amici in arrivo!

Porto di Marina della Lobra

Quando per motivi logistici scendi di casa per andare in acqua alle 11:00, districarsi con lo scooter nel traffico di Sorrento diventa un’impresa. Raggiungo il Punta Campanella Diving mentre stanno rientrando da un tuffo a Punta del Capo, unico sito praticabile con il mare agitato che c’è oggi.

Valutata la situazione meteomarina ovviamente abortiamo l’uscita e ce ne andiamo al bar a prendere un caffè. Mentre ritorno al diving per tornare a casa, Gianluigi avvista qualcosa a galla tra le barche ormeggiate …. incredibile un piccolo trigone!

Immediatamente mi metto in azione, prendo la fotocamera dalla borsa, monto i flash, prendo maschera e pinne e ritorno alla spiaggetta … non si vede più nulla 😐. Guardo in giro sotto le barche … niente. Quando sono prossimo a desistere eccolo di nuovo a galla sotto il pontile. Mi tuffo dalla scaletta con Lisa e Vittoria che mi assistono da sopra per seguire i movimenti dell’animale tra le cime e le barche. L’acqua è torbidissima, color verde-marrone, non vedo nulla e spesso mi perdo il soggetto.

Avvicino il più possibile la cupola del superdome al trigone sperando di riuscire a “neutralizzare” la sospensione. Lo inseguo per un bel po’ fin quando non si allontana.

Risalgo divertito e contento … festeggiamo l’accaduto al bar “Paguro” per ringraziare il mitico staff del Punta Campanella Diving Center che riesce a farci divertire anche senza uscire dal porto! 👍

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/08/12/foto/massa_lubrense_spunta_un_trigone_nel_porto-172913557/1/?ref=fbplna#3

Punta Campanella e Puolo con Mimmo

Le giornate d’agosto iniziano presto, ci si sveglia sempre per un “bagno” di sudore. E’ piacevole però fare la colazione prestissimo con la prospettiva di una bella immersione. L’attrezzatura è già pronta da ieri, così impiego poco tempo per uscire di casa. Raggiungo il Punta Campanella Diving con lo scooter  ed arrivo alle 8:30. Mimmo è già lì, così come Gianluigi, Lisa e Vittoria. Attendiamo fino alle 10:00 per uscire poiché alcuni clienti stranieri necessitano di essere vestiti di tutto punto. Usciamo dal porto e raggiungiamo Punta Campanella, dove ormeggiamo alla boa. Io e Mimmo siamo subito in acqua, scendiamo in profondità verso le gorgonie rosse. Dopo qualche minuto risaliamo lungo il pendio in cerca di soggetti tra i grandi massi che si trovano sul pianoro. Terminiamo l’immersione nei pressi della piccola grotta abitata da una grande famiglia di Apogon imberbis, dove Mimmo scorge un Cimazio che non avevo visto, proprio davanti ai miei occhi! 

Torniamo al diving per cambiare le bombole e quasi subito usciamo ancora per andare a Puolo. Ci rituffiamo con la medesima configurazione fotografica, io ho una Nikon D800e con Sigma 15 mm e minidome Isotta mentre Mimmo è con il suo inseparabile 10.5 mm ed i nuovi flash Ikelite DS161. Girovaghiamo sul fondo sabbioso ed anche qui osserviamo con sgomento che, come a Punta Campanella,  tutte le enormi “nacchere” Pinna nobilis sono morte. Non ricordo dove ho letto la notizia di una simile moria in mediterraneo, sarebbe interessante capirne la causa … stranamente le nacchere della specie Pinna rudis sono integre … probabilmente trattasi di qualche parassita selettivo come il punteruolo rosso per le palme 🌴.

Risaliamo a bordo increduli e dispiaciuti, ma pronti a monitorarne la situazione negli altri siti d’immersione della zona e a documentarci sul fenomeno. Tornato a terra e vado via di corsa per raggiungere le mie figlie al mare a Sorrento. La giornata al mare continua con loro!