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Cala di Puolo con Jacques Cousteau

“Per chi è interessato all’immersione di domani, per problemi tecnici, l’appuntamento è spostato alle 9:45. Ciao da Antonella”

Una mezz’ora può cambiare una giornata ….. la lettera di Antonella ai soci dell’Associazione Jacques Cousteau che preannunciava un cambio d’orario, è stata particolarmente gradita dal sottoscritto che, essendo sprovvisto di bombole cariche ed automobile, non sarebbe riuscito a raggiungere gli amici all’appuntamento, causa problemi tecnici …. Così, dopo esser passato a prendere con lo scooter la bombola da MarescaSport, sono andato a recuperare le seconde chiavi dell’auto di mia moglie a casa di mio suocero, mentre l’auto era sotto casa del fidanzato di mia figlia ….  infine sono ritornato a casa a prendere l’attrezzatura subacquea e la borsa fotografica. Alle 9:45 ero, in orario, sul piazzale dove i miei amici erano già intenti alla vestizione. Nicola ed Antonella mi vengono incontro offrendomi la possibilità di trasportare l’attrezzatura usando una “carriola” messa loro a disposizione dal loro amico pescatore Nicola. Trasporto tutto il materiale agevolmente risparmiando uno sforzo dannoso per la mia colonna vertebrale malconcia. Siamo quindi pronti ad immergerci, il mare è calmo con lo scriroccho che “spiana” il mare, ma l’acqua è chiaramente torbida. Decidiamo di mantenerci in sulla punta in prossimità del manufatto in cemento, senza raggiungere la parete dove solitamente ci immergiamo.
La visibilità è scarsa anche in profondità, mentre Nicola, Ciro e Rossella si mantengono più alti, io e Antonella scendiamo sul fondo fino a raggiungere la sabbia, ci addentriamo verso il centro della baia e poi ritorniamo indietro, dopo aver visto svariate Pinna nobilis morte ed una “gallinella” che non si lasciava avvicinare come accade di notte. Sulla parete guardiamo nei buchi in cerca di cavallucci marini e gattucci, ma oggi non siamo fortunati. Rientriamo a terra dopo circa 60′ d’immersione, idonei per testare la nuova configurazione dei flash Ikelite 161 ed il nuovo oblò da 9″ di ISOTTA.

Concludiamo la piacevole mattinata con un immancabile selfie ricordo della bella giornata, un tuffo che si era complicato non poco. 

Immersione Notturna

Finalmente anche l’anno 2018 è stato bagnato, anche se il tempo ed il luogo non doveva essere quello odierno … avevo in programma una “fuga” a Saline Ioniche per andare a trovare il mio amico Domy Tripodi al Ficarella Diving Center, ma le condizioni meteo-marine avverse (anche qui a Sorrento) mi hanno fatto desistere. 
Stamattina sono sceso a guardare da vicino il mare dopo alcuni giorni chiuso in casa a causa della pioggia intensa. C’è risacca ma l’acqua sembra accettabile, torno a casa e completo la preparazione dell’attrezzatura fotografica. Le condizioni del mare non sono ottimali ma è l’occasione questa per portare in acqua i nuovi flash Ikelite 161 comandati con fibra ottica, accoppiati ai nuovi bracci Isotta galleggianti. Ho da collaudare anche i miei nuovi “denti bionici” che il dentista mi ha “montato” prima di Natale e che mi ha costretto ad una pausa “tecnica” proprio quando il meteo era magnifico!
Verso le 18 mi metto in moto, prendo l’auto di mia moglie e passo a prendere l’attrezzatura in garage ma non trovo un accessorio indispensabile …. il cordino con i moschettoni che mi serve per richiudere la muta stagna! Passo a vedere nella mia auto ma non c’è! Maledizione …. ritorno al garage invano, eppure l’avevo sistemato nella tasca della muta e non c’è! Riapro il borsone e finalmente, guardando con più attenzione, trovo l’attrezzo agganciato al GAV …. me ne ero dimenticato. Ok, adesso sono pronto ma sono le 19 quando finalmente arrivo al posto d’immersione. Mentre mi vesto chiacchiero con gli immancabili pescatori che puntualmente ripropongono le solite, beneauguranti, domande …. Quanto dura la bombola? A quanti metri scendete? Ah, fate le fotografie, allora non andate a pescare? Ma non avete freddo? Rispondo divertito e completo la vestizione, chiudo l’auto e scendo in acqua dalla spiaggia. L’acqua è terribile, lattescente  nei primi metri, fortunatamente in profondità le condizioni migliorano. Sorvolo il fondo fangoso in cerca di soggetti … trascorrono alcuni minuti senza nessun incontro, poi da lontano vedo l’inconfondibile pinna dorsale del pesce San Pietro. Sono sui -30 metri e il pinnuto mi porta verso il largo. Non posso trattenermi a lungo e lo lascio andare verso il fondo. Risalgo verso quote più tranquille ed incontro quattro pesci serpente a poca distranza in metri tra di essi. Un piccolo cavalluccio marino su una cima abbandonata, alcuni paguri e un paio di granchi facchini. Sono prossimo a rientrare quando incontro un piccolo polpo che sta terminando il pasto e poi una grande seppia che sembra particolarmente collaborativa. Scatto molte foto per provare i flash,  ma non sono a mio agio a causa della lunga inattività … ne riduco la potenza che è superflua in queste condizioni. La seguo mentre nuota portandomi lontano dai riferimenti del fondo …. mentre cambio il setup della fotocamera la perdo di vista e …. mi perdo anche io …. sono costretto a risalire in superficie per orientarmi. Sono tornato indietro di un lungo tratto e mi tocca pinneggiare molto per rientrare a terra. Sono soddisfatto e contento per aver inaugurato questo nuovo anno con il mio “amico” Zeus, non resta che tornare a casa per la cena!