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Ustica – Secca della Colombara

Il V Trofeo Isotta è stato un successo, ieri sera abbiamo celebrato i vincitori che hanno raccolto un ricchissimo montepremi e mostrato al pubblico del villaggio Punta Spalmatore le fotografie dei concorrenti in gara. Ho avuto anche l’immenso piacere di conoscere di persona un mito della fotosub italiana, Domenico Drago che è venuto alla cerimonia di premiazione per conversare con me e per portare i suoi saluti ai miei genitori.

con il mitico Domenico Drago

Lascio Lidia dormire, chiudo quasi completamente i bagagli in previsione della partenza di questo pomeriggio e scendo al porto alle 8:00 dopo aver fatto colazione insieme ai miei amici fotosub. Raggiunto il porto ci prepariamo e saliamo sui gommoni di Mr Jump e partiamo con direzione Secca della Colombara. Oggi c’è una intensa corrente sulla secca che spinge forte in superficie. In profondità si sta decisamente meglio, riparati dalla parete verticale su cui riposa il relitto. Lo raggiungiamo subito ma non è consentito penetrare all’interno, per cui mi limito ad alcune foto panoramiche. La corrente disturba le placide cernie che oggi sono più basse sul fondo e in prossimità di anfratti in cui ripararsi. Riesco ad avvicinarne una scendendo in “caduta” sopra si lei fin quando non si allontana di qualche metro. Proseguiamo il percorso lungo la parete ed incontriamo in grande branco di barracuda che questa volta è nel suo abituale punto ma oggi sono disposti in formazione ordinata come in un plotone d’armata, tutti allineati e coperti. È bellissimo vederli sfilare placidi a pochi centimetri dall’oblò, devo allontanarmi da loro per effettuare degli scatti del branco per intero e non vi riesco, a causa dell’enormità dello stesso. Terminiamo l’immersione sotto le guglie rocciose che si ergono a pochi metri dall’acqua e qui effettuo qualche minuto di deco a fotografare le margherite di mare che questa volta sono aperte, poi andiamo alla catena dove inizio la sessione “selfie” con tutti i miei amici, Jordi e Susanna, Alfio, Gianpiero, Mattia e gli altri. Terminata l’immersione torno al villaggio dove mi attende Lidia che, fatta colazione, è in piscina con le figlie di Elisa Isotta. Mi dedico così  a loro fino a dopo pranzo, quando inizia la “corsa” a richiudere i bagagli e ad accaparrarsi un posto sul pulmino stracolmo del sig. Pippo, che ha da trasportare entro le 17 una settantina di persone al porto. Lo tress è altissimo, ho temuto di non riuscire a fare in tempo, ma finalmente riusciamo a “guadagnare” un posto sul minivan e raggiungere il gruppo campano, con Giancarlo, Simona, Mattia e Gianpiero che sono scesi prima di me. L’attesa in banchina è micidiale, il caldo è torrido, ci sciogliamo al sole fin quando non saliamo a bordo dell’aliscafo che ci porterà a Palermo. La traversata trascorre a guardare le foto scartate da Giancarlo, Gianpy e Mattia, sbarchiamo e ci prepariamo di nuovo ad imbarcare sul traghetto per Napoli che arriverà domattina. Una volta a bordo ceniamo tutti insieme mangiando gli arancini siciliani e i dolcini comprati da Giancarlo.

Sono veramente contento, nonostante sia abbastanza affaticato dal viaggio, di aver trascorso qualche giorno di vacanza al mare con mia figlia Lidia e un bel gruppo di amici, peccato ancora di non aver avuto con me anche mia moglie Mariolina e la studentessa Lorenza, ma ci sarà sicuramente una nuova occasione!

Ustica – Secca della Colombara

Ci svegliamo con il frinire delle cicale ed andiamo a fare colazione. Alle 9:00 c’è un appuntamento da non perdere …. la foto di gruppo con le magliette celebrative realizzate dalla famiglia Isotta.

Il gruppo dei fotosub

Mentre i concorrenti si preparano per la prima parte della gara che si svolgerà nel primo pomeriggio, me ne vado con Lidia a fare immersione alla Secca della Colombara insieme ai miei compagni d’avventura, i giurati Orazio Aloi e lo spagnolo Jordy Chias, accompagnati da Alessandro Ruju. Ci prepariamo in banchina sotto un sole rovente, sono costretto a bagnarmi più volte con l’acqua per abbassare la temperatura. Finalmente salpiamo e raggiungiamo il punto stabilito dove stazionano già alcuni gommoni di subacquei. L’acqua è trasparente e lascia intravedere dalla superficie i colori della roccia sottostante. Lidia si tuffa in mare con la sua muta e si lascia fotografare prima dell’immersione.

Scendiamo lungo l’ancora ed Alessandro, come anticipato nel briefing, si mette in cerca del branco di barracuda che solitamente staziona sul pianoro roccioso. I pesci non sono nel luogo atteso, ma Alessandro ne “fiuta” la presenza a distanza portandoci vicini ad un “tornado” di pesci enormi. Resto immobile per non spaventarli e li vedo sfilare sincronicamente davanti all’obiettivo fisheye che ho montato. Scatto senza muovermi fin quando qualcuno del gruppo non si avvicina facendone svanire l’armoniosa disposizione, generando il “caos” con gli argentei pinnuti che si separano in diversi gruppi, per poi ricomporsi a qualche decina di metri di distanza. Proseguiamo lungo la passeggiata dirigendoci verso il relitto, ne tragitto si lasciano ammirare una settantina di cernie, brune e rosse, che stazionano sulla secca e nei pressi della nave affondata. È un vero spettacolo, non ho mai visto qualcosa di simile. Dal blu intenso dell’acqua sopraggiunge poi una enorme ricciola, lunga quasi due metri, si avvicina con movimenti impercettibili al nostro gruppo e poi si allontana di nuovo in cerca di prede. Raggiungiamo le lamiere della nave ed effettuiamo un giro rapito alle sue strutture, l’immersione ahimè volge al termine e sarebbe stato molto interessante visitarne anche le parti interne, in cerca dei maestosi serranidi che vi abitano all’interno. Riabbraccio la piccola Lidia che mi attende in gommone e appena libero dall’attrezzatura facciamo un bagno insieme prima di ritornare in porto. Giunti a terra troviamo tutti i concorrenti pronti ad imbarcarsi per iniziare la competizione.

Li salutiamo e ce ne andiamo a pranzare per poi dedicarci ad un bagno presso il faro.

In serata, dopo cena inizia la giuria per valutare i primi due temi in programma, sezione grandangolo e foto a tema.

Orazio e Jordi sono dei validissimi collaboratori anche se con due “anime” diverse. Una molto votata all’innovazione, l’altra molto più tradizionalista, il mio compito è quindi quello di mediare tra di loro per rendere la scelta ed il giudizio il più equilibrato possibile. Restiamo a discutere fino alle due di notte, quando finalmente completiamo le operazioni, dandoci appuntamento per il mattino seguente per assegnare i punteggi.

Ustica – Punta Falconiera

Dopo un giorno di viaggio finalmente raggiungiamo l’isola, ci sistemiamo al Villaggio Punta Spalmatore di Ustica e prendiamo possesso del bungalow.

Sono in vacanza solo con mia figlia Lidia, poiché le altre mie donne sono a casa a causa degli esami di maturità e sono ospite della famiglia Isotta che mi ha concesso il grande onore di presenziare alla giuria del V Trofeo Isotta di Fotografia Subacquea.

il nostro bungalow

Ritrovo ed abbraccio con immenso piacere Egidio, Lilia, Elisa ed Andrea con le “mie nipotine” Alice e Gaia, ma anche tanti amici fotografi che non vedo da quando ho lasciato l’agonismo. C’è il GRO SUB di Catania quasi al completo e tanti altri amici, compresi i miei compaesani ed atleti del Poseidon Team, Giancarlo e Gianpiero. Appena pronti scendiamo con il pulmino al porto dove Alessandro ed Alfio, insieme ai ragazzi del diving Mr Jump ci attendono per uscire in mare per un primo tuffo. Ci spostiamo di poco dal porto e raggiungiamo il punto d’immersione. Mi immergo ed inizio a scattare ma mi accorgo che i flash non scattano! Risalgo in gommone ed apro la fotocamera, sistemando il cavo sincro-flash che non consentiva il corretto sollevamento del flash built-in della mia Nikon D800e. Controllato che i flash sono ok mi rituffo in acqua in cerca di Alfio e del gruppo di fotografi. Li ritrovo in prossimità della grotta dove un grande spirografo troneggia sulla parete coperta di spugne. Proseguo insieme a loro a ritroso ed incontro svariati punti interessanti dove la roccia crea delle spaccature e anfratti, tutte ricoperte da briozoi, serpulidi e spugne. Lungo la parte rocciosa e nella prateria di Posidonia si possono vedere tanti pesci, grandi e piccoli, tante salpe, donzelle ed alcune cernie, l’acqua è limpida e la temperatura confortevole. Restiamo ad esplorare quello che sarà uno dei campi gara prescelti fino al tardo pomeriggio quando rientriamo per la cena ed il briefing iniziale del concorso fotografico, durante il quale si illustreranno gli aspetti tecnici e logistici del trofeo.