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Mitigliano con Punta Campanella Diving Center

Metto il naso fuori della finestra e mi accorgo che c’è un forte vento di grecale, ma il panorama è bellissimo con l’aria limpida che consente di vedere distintamente le isole d’Ischia e Procida. L’attrezzatura è pronta da qualche giorno, ma la stanchezza delle giornate lavorative mi ha frenato dall’andare a fare qualche tuffo infrasettimanale notturno. Così dopo aver sentito Gianluigi, raggiungo alle 10 il Punta Campanella Diving Center dove mi attende lo staff al completo per un’uscita con un folto gruppo di sub romani. Ci prepariamo e alle 11 siamo finalmente sui gommoni, c’è onda formata e la navigazione è bagnata da molti spruzzi. Raggiungiamo prima Punta Campanella dove c’è onda fastidiosa, ci spostiamo allo Scoglio Penna dove sembra più calmo, ma dopo un check della corrente torniamo indietro a Punta Campanella. Ormeggiamo ed io mi butto per primo anticipando come al solito il gruppo. Scendo sul fondo nei pressi del faraglione e vengo “sparato” verso in basso da una corrente insormontabile. Gonfio il gav e la muta stagna per non farmi trascinare troppo in fondo e raggiungo un punto “cieco” della corrente alle spalle del faraglione. L’aria nel gav mi “spara” verso l’alto e lo devo rapidamente sgonfiare per evitare una pallonata, mi avvicino alla roccia, assicuro la fotocamera alle cinghie del gav e mi appendo alla parete, riesco a fatica ad uscire in superficie tirandomi sulla roccia. Lancio un urlo ai miei amici per avvisarli di non far scendere nessuno in acqua perché le condizioni sono proibitive. Mi stacco dallo scoglio e mi aggancio alla cima che era stata sistemata in superficie. Vengo trainato fino a bordo, dove risalgo a fatica. Mentre ci spostiamo trascorrono alcuni minuti che mi occorrono per recuperare dall’affanno e dallo sforzo. Siamo costretti a ripiegare alla Cala di Mitigliano, l’unico punto ridossato con queste condizioni meteo. Ci tuffiamo sulla punta, dove c’è comunque un poco di corrente. Effettuo un giro panoramico ammirando con piacere tre Pinna nobilis vive, oltre ad un paio di grandi esemplari morti. Termino l’immersione nei pressi della grotta dove non è possibile entrare a causa della risacca. Edoardo, che ha raggiunto la punta dove si trova la condotta dell’acquedotto che porta l’acqua a Capri, ci racconta di aver visto tanti barracuda ed alcune ricciole in caccia. Anche la navigazione di rientro in porto è bagnata dagli spruzzi delle onde. Raggiungiamo il diving e come al solito fuggo via rapidamente. Ho fretta perché devo andare a prendere mia moglie che è a lavoro a Napoli e poi devo tornare in tempo per vedere Milan-Juve in tv.

Punta Lauro con Punta Campanella Diving Center

Provo a svegliare Lorenza chiamandola più volte … nessun segno di risveglio … riprovo dopo aver fatto colazione … niente ancora. Il cielo è plumbeo e promette pioggia … la lascio dormire, non è certo che riusciremo ad uscire in mare. Salgo sullo scooter e mentre raggiungo Marina della Lobra, inizia a piovere come era prevedibile. Raggiungo il diving e non vedo nessuno … sono tutti sotto la tettoia del bar “Paguro” per ripararsi dall’acqua. Mi dirigo verso il deposito per riprendere la muta e portarla a casa ma Gianluigi mi viene incontro dicendomi che l’uscita è confermata. Benissimo, non avevo voglia di ritornarmene a casa senza il carico d’azoto! Prepariamo le attrezzature al coperto e appena pronti saliamo sul gommone, con direzione Punta Lauro. C’è una leggera onda ma le condizioni del mare sono accettabili. Ci tuffiamo tutti insieme sulla punta e la percorriamo fin verso i -40 metri. Mi infilo nella piccola grotta alla base della parete, la cui volta  è ricoperta dai finissimi “merletti” di briozoi, più avanti incontriamo un grande pezzo di rete abbandonata che ahimè è ancora “pescante”, andrebbe eliminata quanto prima. Proseguiamo ancora un poco e poi iniziamo a rientrare nella baia. Gianluigi mi mostra una bella coppia adulta di Sparisoma cretense, il pesce pappagallo che è presente in mar mediterraneo che però non riesco a fotografare a dovere. Sulla parete, vicino ad un’altra grotta che è presente sulla parete, a pochi metri d’acqua, incontriamo un cimazio e una lepre di mare dagli anelli, Aplysia dactylomela dal caratteristico colore giallo-nero. Lascio sfilare tutto il gruppo per ammirarla e mi fermo seguendola nel suo muoversi lento sulla roccia, sballottato dal moto ondoso che nel frattempo è aumentato. Mentre scatto approfitto anche per smaltire i 6 minuti di decompressione accumulati. Sarei rimasto ancora a lungo a fotografarla, perché tra le nuvole ogni tanto si intravedeva anche il sole … e la situazione era particolarmente intrigante, ma l’idea di essere atteso dai miei compagni d’immersione  non mi piace. Termino così gli scatti e risalgo, raggiungendo tra le onde il gommone che è nei pressi della spiaggia. Fortunatamente subito mi vengono incontro  e posso risalire a bordo agevolmente. Rientriamo a terra con il meteo che inizia a migliorare, le nuvole si diradano sempre più. Mentre sistemo tutta l’attrezzatura per riportarla a casa, il sole prende completamente il posto delle nuvole. Vado a casa soddisfatto, in tempo per andare a guardare la Juventus in tv ed il Gran Premio di F1.

Puolo con Filippo, Edo, Pietro e Mimmo

Disteso sul lettino ricevo una telefonata da mio fratello, mentre scrivo sul blog il resoconto mattutino. Mi avverte che non sarà con noi stasera poiché domattina la sveglia suona presto per andare a lavoro. Rientro a casa e riassemblo la fotocamera con un nuovo corredo ottico, montando il Tokina 10-17 mm. Mangio qualcosa di leggero prima di scendere per andare al diving alle 20 dove trovo i miei amici a tavola per la cena.

Aspettiamo che sia terminata e saliamo sul gommone con direzione Cala di Puolo. Il cielo è sereno e pieno di stelle, la luna è nuova ed il mare abbastanza calmo. Ci immergiamo disposti a raggiera in cerca del Pesce San Pietro, io sono all’estrema sinistra sotto la parete rocciosa, poi c’è Filippo, Pietro, Edoardo e Mimmo. Subito incontro un granco in caccia fuori tana, lo seguo per parecchio tempo cercando di anticiparlo nei suoi movimenti. I miei amici proseguono sul pendio e li perdo dopo poco, ci rivediamo in acqua bassa circa 60′ dopo, intenti alla decompressione. Una volta sul gommone apprendo con soddisfazione che Filippo è riuscito a “scovare” uno Zeus faber a -50 metri e fotografandolo lo ha portato a risalire fino a -30 metri lasciandolo all’obiettivo di Pietro che così ha potuto fotografare il suo santo. Filippo ci racconta di aver visto anche una gallinella ed un polpo di rena, niente male visto che noialtri abbiamo visto poco o nulla al di fuori di piccoli polpi, seppie e triglie.

Ritorniamo al diving e ci svestiamo. Filippo è velocissimo, come lo sono io quando ho fretta di rientrare a casa. Chiude le borse subacquee e subito si mette in viaggio per Siena, dopo aver bevuto un caffè. Mi trattengo ancora un poco con Edo, Pietro e Mimmo al bar consumando un gelato, mentre Mimmo, con il saliscendi degli spaghetti che hanno “tormentato” la sua immersione, giura categoricamente di non cenare più … prima del tuffo! È stato un grande piacere ed onore accompagnare Filippo sott’acqua, peccato debba andare già via così presto. Resto in debito con lui di un’immersione “guidata” allo scoglio proteso ….. 😃

Puolo con Filippo, Arturo e Mimmo

Un magnifico tramonto del sole dietro Ischia “incendia” la serata di ferragosto, giornata caratterizzata dall’ennesimo incendio  sul monte Faito contrastato dai Canadair. Raggiungo il diving a Marina della Lobra dopo essere stato al mare con la famiglia, con me c’è anche mio fratello Arturo che stasera mi accompagna in immersione. Arriviamo al porto nel bel mezzo della festa patronale, con migliaia di persone intervenute per ammirare la processione della Statua della Madonna. Raggiungiamo a fatica il parcheggio dei motorini, scarichiamo le attrezzature e ci incontriamo con Filippo, Mimmo & Co che stanno ultimando la cena prima di andare in acqua. Sono passato per il garage ed ho preso la muta stagna, memore del freddo patito nell’ultima notturna e che mi aveva fatto risalire in cerca di “calore”. Ci prepariamo lentamente anche perché bisogna attendere il rientro delle barche che hanno seguito la processione in mare ed anche l’amico Pietro da Roma, ma di lui nessuna traccia …

Finalmente alle 21 molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo a Cala di Puolo. Siamo tutti desiderosi di mostrare a Filippo le bellezze del nostro mare e delle immersioni notturne a Puolo, è venuto qui proprio con questo scopo, con la speranza d’incontrare un Pesce San Pietro.  Ormeggiamo nella baia e mi accorgo di aver dimenticato il computer subacqueo nel borsone al diving. Fortunatamente Edoardo ha con se il suo orologio subacqueo Suunto che mi presta consentendomi di non abortire il tuffo. Grazie Mille Edo! Ci tuffiamo, l’acqua in superficie è torbidissima e calda, fortunatamente sotto i 15 metri è ottima e gelata. La scelta della muta stagna è stata corretta. Scendo con Arturo sul pendio sabbioso, insieme a Mimmo,  Filippo e Gianluigi che, per la prima volta, è in versione fotosub.  Ci sono tanti piccoli polpi in caccia sulla sabbia, ma anche triglie, rombi e pesci lucertola. Quando raggiungiamo la parte pietrosa del fondale incontriamo due piccole Alicia mirabilis. Dopo un primo scatto segnalo la presenza a Filippo  che è poco distante da me. Proseguiamo il giro tornando verso riva dove mi diverto a fotografare alcune grandi triglie, abbastanza confidenti sotto il potente fascio di luce della torcia Archon. Rientriamo a terra senza nessun grande sussulto fotografico, nessun “Pietro” avvistato, santo e non,  ma pronti a replicare anche domani sera!

 

Punta S.Elia con Lorenza e Punta Campanella Diving

Dopo la notte di Halloween, è ancora tempo dei mostri …. “sacri della fotosub”. Oggi infatti sarò in acqua con un gran maestro ed amico, fresco vincitore di un prestigiosissimo “Plongeur” al festival fotosub di Marsiglia, sua eccellenza Prof. Mimmo Roscigno!

E’ anche l’occasione di tornare in acqua con mia figlia Lorenza per ultimare il corso advanced, di festeggiare il termine dell’attività estiva del Punta Campanella Diving e congratularsi con il neo istruttore subacqueo Ivo Stornaiuolo. La giornata è praticamente estiva, con il mare calmo e limpido come solo in questo periodo è possibile ammirarlo. Decidiamo di andare in esplorazione di nuovi siti d’immersione, quindi decidiamo di andare a Punta Sant’Elia, dove nonno Virgilio Liguori ci guiderà in nuovi fondali.

Iniziamo l’immersione su una franata di massi che arriva su un fondale sabbioso a circa -30 metri. E’ la prima volta che vedo la Caulerpa taxifolia, dalle inconfondibili foglie “pennate”, che inizia a ricoprire alcune zone rocciose con delle chiazze verde brillante. La cosa più interessante però è che in questo sito sono presenti contemporaneamente anche altre due specie,  la Caulerpa racemosa e l’autoctona C. prolifera.

Mimmo ha trovato una bellissima lepre di mare dai riflessi rossi, mentre Edoardo è intento a fotografare una Cratena peregrina. Con grande piacere ritrovo alcuni pescetti che hanno accompagnato la mia gioventù, ma che da tempo non vedevo in Penisola Sorrentina; il ghiozzo dorato Gobius auratus, dalla bellissima livrea gialla.

Terminiamo l’immersione dopo aver visitato una piccola grotta passante che Virgilio ha ritrovato dopo svariati anni.  Quando facciamo ritorno al diving, sistemiamo le attrezzature mentre ci viene preparato il pranzo presso il ristorante de “il Paguro”, per festeggiare   l’istruttIVO!

Punta Pizzaco con Mimmo

Attrezzatura pronta da una settimana, ieri sera ho caricato anticipatamente l’auto per non perdere tempo prezioso. Alle 7:00 sono già in direzione di Torre Annunziata dove preleverò il mio compagno d’immersione per andare a fare un tuffo a Procida. Dopo 30′ sono sotto casa del Prof. Mimmo Roscigno e alle 8:30 siamo già in banchina al porto di Baia. Passiamo a salutare gli amici del SUB BAIA Diving Center, con Rosy, Gianluigi, Edoardo ed Ivo, intenti ai preparativi, ritorniamo in banchina dove incontriamo l’amico Pietro Cremone venuto per consegnare a Gabriella Luongo, per conto della “befana” … uno scafandro Nauticam per Nikon D7100! Ci sono anche gli amici Beniamino e Federico Marciano, anche loro foto-muniti.

La giornata è splendida, il mare calmo con condizioni ideali per fare una passeggiata nel Golfo di Napoli, raggiungeremo Punta Pizzaco a Procida dove andremo a fotografare il corallo rosso. Ahimé attendiamo alcune ore prima che tutti i clienti siano pronti per imbarcarsi sui due veloci gommoni. Raggiungiamo l’isola in pochi minuti e siamo subito pronti per immergerci. Quando siamo ormai in acqua, il cielo si copre con delle nuvole che riducono sensibilmente la luminosità in acqua. La visibilità poi non è delle migliori ma, dopo una lunga navigazione subacquea, raggiungiamo il punto desiderato a circa 40m di profondità. Nelle anfrattuosità della roccia si stagliano i rossi e preziosi scheletri del corallo, solo qualche ramo però ha i polipi bianchi espansi, così come accade oggi alle gorgonie gialle presenti lungo la parete. Ci fermiamo a scattare qualche foto wideangle close focus ma le condizioni di luce e di acqua non sono ottimali. Dopo aver accumulato qualche minuto di deco, risaliamo lungo la falesia dove sono abbondanti le spugne gialle Axinella cannabina e Axinella polipoides. Siamo prossimi a terminare l’immersione quando, su una delle poche gorgonie bianche presenti, incontriamo un cavalluccio marino. La fretta e la poca aria a disposizione non mi consente di ottenere un grande risultato così lo mostro a Mimmo iniziando la risalita finale. Mi fermo quindi sul pianoro sabbioso circondato da Posidonia oceanica, attendendo i miei compagni mentre cerco tra le foglie qualche altro ippocampo. Rientrati a terra, dopo aver sciacquato tutto presso l’attrezzatissimo diving, mi siedo a mangiare qualcosa in un ristorante del porto con Gabriella, Pietro e Mimmo. Solo alle 16:00 partiamo da Baia per tornare a casa, dopo aver trascorso una intensa giornata di mare.