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Punta Campanella con Associazione Jacques Cousteau

Ho faticato ad alzarmi dal letto, ero quasi sul punto di desistere, spegnendo la sveglia; mi sono fatto coraggio pensando che sarebbe passata una settimana di lavoro prima di poter tornare in acqua! Così mi sono messo in azione, preparando anche la fotocamera con una lente diversa che non ho ancora utilizzato sulla mia Nauticam NA-D850 con il minidome. Controllo anche lo stato di carica dei flash Ikelite DS161 che mostrano due led rossi accesi, chiudo il tutto nel borsone e vado a Massa Lubrense. Durante il viaggio sullo scooter vedo il mare agitato dal vento forte di Grecale che ha anche pulito il cielo dalle nuvole rendendo visibili le isole del Golfo di Napoli. Con grande sorpresa al Punta Campanella Diving incontro gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau (non avendo letto il messaggio email  di avviso ai soci) capitanati da Nicola ed Antonella, ma ci sono anche Danilo, Francesco, Linda e l’australiano Dario.

Per sfuggire al forte vento l’opzione è quella di voltare la Punta Campanella. Saliamo tutti a bordo del gommone comandato da Vittoria e raggiungiamo la boa di ormeggio al di sotto del faro. Gianluigi ed Andrea accompagnano il gruppo alle gorgonie rosse, mentre io me ne vado in cerca della Savalia savaglia che si trova sulla punta, in mezzo al mare. Anticipo il gruppo ed effettuo la capovolta, Vittoria mi passa la fotocamera e scendo subito sotto il faraglione per poi raggiungere gli scogli da cui partire in cerca del “corallo nero”. Mi fermo a scattare una foto alle prime gorgonie che incontro e mi accorgo che la cupola dell’obiettivo Nikon 10,5 mm è completamente appannata! Nelle fasi di preparazione ho lasciato forse per troppo tempo la fotocamera al sole dopo averla assemblata, distratto dalla presenza dei miei amici. Fotografare è impossibile, ma vado comunque in cerca dello scoglio isolato, sorvolo l’area ma non vedo nulla che ricordi il ramo che sto cercando, dovrò ritornare con Gianluigi che conosce bene il posto! Torno indietro placidamente, l’immersione fotografica è ormai compromessa, passeggio sul fondo roccioso dove si vede qualche piccola cernia, alcuni dentici e tanti saraghi fasciati. Controllo ogni tanto l’appannamento dell’oblò che piano piano inizia a pulirsi.  Raggiungo il grottino con la famiglia di Apogon imberbis dove finalmente posso scattare qualche foto, mentre ritorno verso il faraglione, trovo Nicola e Dario che sono in cerca della piccola caverna. Li porto sul posto, scatto qualche foto con loro e me ne vado di nuovo, alla ricerca del banco di barracuda che solitamente staziona sulla punta. Trovo subito alcuni piccoli esemplari abbastanza confidenti, più distante c’è l’intero gruppo, formato comunque da individui di piccole dimensioni. A pochi metri d’acqua mentre effettuo la sosta di sicurezza si sente la risacca ed è fastidioso rimanere ulteriormente in acqua. Me ne risalgo così a bordo, il gruppo è già al completo, torniamo alla base con le onde a prua ma gli spruzzi d’acqua sono pochi poichè l’intensità del vento è calata, girando anche di quadrante, adesso soffia il Maestrale tipico dell’orario. Non mi trattengo sul posto e come al solito scappo subito a casa per andare al mare con mia moglie presso lo stabilimento “Bagni Salvatore” di Sorrento dove sono stati sostituiti i vecchi ombrelloni verdi con quelli nuovi gialli, qui trascorro il pomeriggio in estremo relax.

 

Oggi non è andata come sperato ma non importa, porto a casa ancora una volta l’insegnamento di restare concentrato al 110% nella fase di preparazione, fortunatamente non ho fatto danni e questo è fondamentale, ma è grazie a queste giornate che si ricaricano le batterie per il prossimo tuffo!

Puolo con Dario – Immersione Notturna

Caldo torrido, in auto non si può stare, 39,5°C alle ore 14:30 e 29,5°C alle ore 20:15! Unica soluzione è rinfrescarsi in mare. Così raggiungo Puolo per fare immersione con i miei amici dell’Associazione J. Cousteau a cui si aggiunge l’australiano Gaetano Dario Gargiulo che arriva in auto con Francesco De Rosa. 

Aspettiamo il tramonto ed anche che cominci il buio, ma una volta in acqua ancora si vede il chiarore del tramonto. Scendo subito sul sabbione e mi imbatto nella “solita” rete da posta a pochi metri di profondità. La sorvolo segnalandola ai miei amici che invece seguono la parete. Stasera sulla sabbia non c’è nulla, solo qualche rifiuto antropico … taglio verso la roccie e nemmeno tra le pietre “gira” qualcosa d’interessante. Risalgo verso la parete dove ci sono i miei amici e si inizia a vedere qualcosina, una murena, qualche paguro, fin quando arrivo al punto dove avevo visto i pesci ago. Li ritrovo tra le verdi  foglie, due maschi sono insieme nella stessa pianta, mentre una femmina è poco distante tra le alghe brune del fondale. Noto che c’è stato già il passaggio dei miei compagni perchè i longilinei pinnuti sono abbastanza poco collaborativi, forse anche disturbati dalle mie potenti lampade. Riesco a fotografarli insieme con il Micro Nikkor 60 mm montato sulla Nauticam NA-D850, a cui ho abbinato anche la lente Nauticam SMC, montata sul flip per poterla mettere in uso appena necessario. Anche oggi ho configurato il tutto con i flash Inon Z240 con cupole GloDive e bracci galleggianti Flex-Arm. Resta poco altro da fotografare stasera, un grosso paguro con le attinie, alcune uova di calamaro in una spaccatura della roccia ed un piccolissimo gambero vinaio Gnatophyllum elegans, così me ne vado in cerca delle piccole conchiglie tra le foglie di posidonia … e fatico a trovare una Smaragia viridis, mentre l’altra sera ne ho viste tre. Termino l’immersione dopo oltre 90′ tra i ciottoli dove ci sono alcuni pesci lucertola Synodus saurus e un gronco delle baleari Areosoma balearicus che si sotterra davanti ai miei occhi. I miei amici sono già all’asciutto ed asciutti, con le attrezzature già pronte per tornare in auto. Approfitto così del loro aiuto per farmi aprire la muta stagna senza dover ricorrere al cordino per l’evasione dalla muta alla Houdinì, prima di salutarli augurandogli una buona cena. Me ne torno a casa dopo aver sistemato il tutto per poi procedere alle operazioni di lavaggio che si protraggono fino a dopo la mezzanotte. Vado a dormire “cotto” ma sempre soddisfatto, la mia dose d’azoto me la sono procurata anche stasera! 

Puolo con Ass. Cousteau – Immersione Notturna

Pensavo di aver già battuto il record dell’immersione notturna più affollata, ma i record sono fatti proprio per essere superati! Infatti stasera siamo proprio in tanti, Nicola e Antonella, Linda, Francesco, Dario, Andrea e Vittoria, tutti già in acqua al calare delle tenebre. Mi immergo poco dopo di loro, per attendere il buio assoluto e dopo aver salutato Gianluigi del Punta Campanella Diving Center che ha accompagnato dei clienti, effettuo il mio consueto percorso sulla sabbia in cerca della biscia di mare cieca che ha fotografato mio fratello nella scorsa immersione. Non sono fortunato e stasera non sono in “palla” come al solito. La produzione fotografica ne risente, non riuscendo a sfruttare a dovere le occasioni interessanti capitatemi. Nel mio giro infatti trovo un cavalluccio marino giallo, ancora il pesce pappagallo maschio addormentato tra le alghe ed un bellissimo gamberetto Hyppolite prideauxiana in un crinoide rosso, che, a causa dei problemi di presbiopia (non corretta) mi “perdo” quasi subito. Rientrato a terra trovo tutti i miei amici seduti sulla spiaggia a mangiare e bere, mi svesto di corsa ed “azzanno” al volo il panino che mi hanno conservato. In preda all’euforia prometto di lasciare tutta l’attrezzatura  “sporca” fino all’indomani, ma inesorabilmente mi ritrovo fuori al balcone a sciacquare la fotocamera e tutto il resto  fino all’una di notte, quando finalmente posso andare a fare la doccia e tuffarmi nel letto!

Puolo con Dario & Co – Immersione Notturna

La giornata odierna è storica per tre motivi …. #1 la Germania campione del mondo di calcio viene eliminata al primo turno dalla Corea, #2 dispongo un corposo bonifico per pagare la nuova “bambina” Nikon D850, dopo aver venduto la mitica D800E, #3 effettuo l’immersione notturna più affollata della mia storia subacquea!

Ebbene si, quando alle 20:30, con tutta calma, raggiungo la spiaggia di Cala di Puolo per immergermi con gli amici dell’associazione  Jacques Cousteau, mi trovo difronte ad un folto gruppo di subacquei, capitanati da Nicola ed Antonella già pronti per immergersi, tanto che non trovo posto per “sistemarmi” sulla piattaforma di cemento che abitualmente utilizzo per la vestizione e sono “costretto” ad arrangiarmi sui ciottoli della spiaggia! Tra di essi ci sono anche Francesco e Linda insieme ad un gruppo di simpatici  amici provenienti da Capua, ma  soprattutto il mio amico Dario venuto in vacanza dall’Australia.  Mi vesto lentamente per lasciar calare le tenebre ma devo ricorrere alla forza bruta di Nicola per smontare la  “caramella” dalla rubinetteria. Alle 21 siamo in acqua, con una leggera onda frangente che è in aumento e che ci ha quasi impedito di organizzare l’immersione, con la luce del sole che ancora illumina il fondo. 

Anche stasera sulla sabbia incontro pochi soggetti, ma l’orario non è ottimale, meglio quindi riagganciarmi al gruppo che invece è a ridosso della parete rocciosa. Gamberi e granchi sono onnipresenti nelle spaccature, anche una Galathea strigosa si lascia fotografare con il 40 mm Nikkor e la Nikon D7200 in custodia Isotecnic, abbinata ad una coppia di bracci galleggianti Flex-Arm che sorreggono i flash Ikelite DS 161. Proseguo la ricerca tornando verso terra dove Dario ha trovato il vermocane gigante che ho già incontrato altre volte in questo posto. Lo fotografo da lontano per farlo entrare nel fotogramma e mostrarne le spropositate dimensioni, doppie rispetto ad un’oloturia! Terminiamo l’immersione con grandi onde che frangono a riva, rendendo l’uscita alquanto disagevole. Fortuna che c’è Antonella sulla piattaforma pronta a prelevare la mia fotocamera Isotta e metterla al sicuro. Ci spogliamo così dopo aver trascorso ancora una serata interessante, c’è chi mangia subito un bel panino farcito prima di affrontare il lungo viaggio verso Capua e chi, come me, non vede l’ora di andare a mangiare la pasta e fagioli ripassata in padella che mia moglie mi ha lasciato per cena!

 

Immersione Notturna con Dario

Ci sono giorni in cui essere in ferie è più faticoso che andare a lavoro. La giornata è stata un continuo correre avanti e indietro in auto e sullo scooter per riuscire ad incastrare le mille incombenze da assolvere quando si ha un poco di tempo libero a disposizione. Solo nel tardo pomeriggio riesco a fermarmi ed approfitto per organizzarmi per la notte. La trascorrerò con Dario …. sott’acqua, nonostante il gelo artico che ha iniziato ad attanagliare il Sud Italia.

Passo a prenderlo a casa verso le 20 e dopo un lungo tratto di strada trafficato, raggiungiamo il punto stabilito. L’acqua è tornata di nuovo cristallina dopo la pioggia, ma c’è un poco di risacca che disturba leggermete la nostra entrata in acqua. In lontananza si vedono in arrivo i nuvoloni neri carichi di pioggia. Ci immergiamo ma c’è qualcosa che non va ….. accidenti, ho dimenticato i piombi in auto. Dario mi attende pazientemente in acqua mentre torno a terra per recuperare la zavorra, finalmente possiamo andare in cerca di soggetti. Questa volta abbiamo invertito le configurazioni, il ho montato il microdome Isotta sulla Nikon D800e ed il Tokina 10-17@15 mm mentre Dario ha montato il 105 mm, sperando di trovare qualche gamberetto tra i crinoidi.

La luna crescente e l’onda sembrano non esser favorevoli. I primi 15 minuti a fondo sono una desolazione totale …. poi finalmente qualcosa si materializza sotto i nostri occhi. Un pesce San Pietro di piccole dimensioni riposa nei pressi del fondo. Segnalo la presenza al mio compagno ed inizio a scattare. Mi raggiunge mentre il pesce si sposta verso il basso …. siamo ad oltre -30 metri quando la scena diviene ancora più intrigante. Il San Pietro raggiunge una radura dove stazionano due “gallinelle” che ahimè scappano via spaventate dal nostro arrivo. Che spettacolo! Non faccio nenneno in tempo a ripensare alla situazione svanita che immediatamente un altro soggetto si materializza sotto la torcia di Dario. Una magnifica rana pescatrice mimetizzata sul fondo fangoso in attesa di qualche preda. Dario inizia a scattare ma non riesce a fotografarla per intero con la sua configurazione macro, io scalpito in attesa della possibilità di scattare. Quando inizia a spostarsi e nuotare in acqua libera, con Dario in difficoltà per inquadrarlo a dovere mentre si muove veloce, decido di rompere gli indugi e “conquistare” una posizione di privilegio. Riesco così a effettuare una serie di scatti molto accattivanti, ma il computer subacqueo ed il manometro ci obbligano a salutare il pinnuto. Risaliamo a quote più sicure dove incontriamo ancora alcuni cavallucci marini ed una bottiglia con dentro un messaggio. Rientriamo a terra senza un filo d’aria nelle bombole soddisfatti e felici. Confesso che quella odierna è da annoverare tra le immersioni più ricche d’incontri dei miei 40 anni e più di carriera subacquea. Straordinario! Sono esausto, ma non so se riuscirò a prender sonno stanotte!

Spiaggia San Francesco con Dario & Co – Immersione Notturna

L’invito ad un addio al celibato non può essere perso, soprattutto quando consiste in un tuffo notturno. Appuntamento sotto casa del futuro sposo Gaetano Dario Gargiulo, rientrato dall’Australia per la lieta occasione insieme alla sua futura consorte Magda. L’appuntamento con il resto del gruppo, composto da Erika, Fabio e Francesco è presso la Spiaggia Caterina, luogo a cui tutti noi siamo particolarmente affezionati e nel quale si sarebbe dovuto “consumare” festeggiando con i nostri amici ippocampi, spesso osservabili in questo sito. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo … quando raggiungiamo la spiaggia ci accorgiamo che il leggero vento ha mosso il mare di quel tanto per sporcare l’acqua e formare una discreta risacca che rende impossibile l’immersione a bassa profondità come programmato.

Attendiamo l’arrivo di tutti e si ventila l’ipotesi di abortire l’uscita, andando a festeggiare in pizzeria. L’idea non mi attrae particolarmente … comincio ad analizzare il “file” dei posti d’immersione fruibili da terra. Dopo aver escluso Marina Grande, Puolo, Meta e Nerano, mi viene in mente di andare al porto di Sorrento, dove possiamo entrare in acqua dalla Spiaggia San Francesco, situata tra gli stabilimenti balneari Peter’s Beach e Leonelli’s Beach. Raggiungiamo il parcheggio con oltre un’ora di ritardo sul programma e cominciamo a montare le attrezzature per poi partire con le bombole in spalla per raggiungere l’accesso al mare. All’interno delle scogliere artificiali il moto ondoso è attenuato ma l’acqua veramente torbida. E’ la tipica situazione nella quale pensi “chi me lo ha fatto fare?” proseguendo però verso il largo, dopo averle superate, la visibilità migliora sensibilmente. Io e Dario proseguiamo sulla prateria di Posidonia in cerca di soggetti, mentre Fabio, Erika e Francesco restano all’interno. Tra le verdi foglie ondeggianti osserviamo numerose nacchere di mare, svariati piccoli polpi e le polpose sono a passeggio sul fondo in cerca di cibo e qualcuno di essi ha già provveduto all’incombenza. Menole, triglie, tanute e piccoli saraghi sono onnipresenti sotto il raggio luminoso delle torce. La serata non è particolarmente “ricca” così mi accontento di scattare qualche macrofotografia ad un paguro e ad un pesce lucertola. Dopo circa 60′ risalgo in superficie per controllare dove siamo arrivati, mi accorgo che siamo sotto una fitta pioggia. Segnalo a Dario il percorso per il rientro che effettuiamo all’interno delle scogliere, qui ritroviamo i tre amici e proseguiamo verso il punto d’uscita. Quando ormai siamo sulla via del rientro, una Dario avvicina una salpa che stranamente non fugge via di scatto, ma si muove lentamente, probabilmente a causa di un cattivo stato di salute confermato dal dorso leggermente smagrito. Iniziamo così a fotografarla mentre si sposta tra i due “fuochi” elettronici fin quando decidiamo di lasciarla andar via. Togliamo solo le pinne e risaliamo verso la scaletta per tornare all’auto con il peso delle bombole che sembra essersi triplicato ed ogni passo del percorso che ci divide dal parking diventa sempre più sofferto. Finalmente possiamo spogliarci, asciugarci e riprendere calore, fortunatamente anche la pioggia è terminata. Si conclude così a tarda ora, una bella serata trascorsa in mare, non resta che riaccompagnare Dario a casa ed andare a dormire, domani la sveglia suona ancora alle 6:30!