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Puolo – Immersione Notturna

Ultimo giorno dell’estate o primo dell’autunno? Questo è il dilemma! Risolvo la questione bagnando il 21 settembre perché non mi è stato possibile farlo ieri, sono rientrato tardi dal lavoro e non ero in perfetta forma, non me la sono sentita di raggiungere i miei amici dell’Associazione J. Cousteau. Oggi invece, riesco a ritagliare qualche ora tutta dedicata me, andando a fotografare il mio mare. L’attrezzature è tutta pronta ma attendo le 19 per muovermi da casa. Quando arrivo in spiaggia, con grande sorpresa, trovo una leggera onda frangere sulla riva e che ha sporcato l’acqua. Mi vesto lentamente aspettando le tenebre assolute e scendo in acqua. La visibilità è pessima, tale da farmi sbagliare direzione, sono costretto a risalire in superficie per orientarmi. Finalmente prendo la direzione giusta e scendo verso il pendio sabbioso. Incontro alcune grandi triglie e qualche mormora, oltre agli immancabili gronchi delle baleari, ad un certo punto da lontano vedo il luccichio di uno sparide …. mi avvicino e mi accorgo che non è un sarago ma un’orata. Mi avvicino ed inizio a scattare …. all’improvviso si sotterra davanti al mio obiettivo, riesco solo ad immortalare la scena, restando incredulo poiché non pensavo che anche le orate si nascondessero sotto la sabbia quando spaventate. Provo a smuovere leggermente il sedimento per fotografarla semisepolta ma con uguale prontezza, fugge via nel buio della notte. Proseguo e raggiungo la parete dove vado a cercare soggetti tra le foglie di posidonia poi risalgo ancora tenendo d’occhio ogni buco della roccia. Stasera non si vedono molti gamberi, solo qualche paguro e qualche granchio decoratore, c’è poco “movimento” e pochissimi soggetti, quindi decido di dedicarmi ad una sessione di “addestramento” e familiarizzazione con la fotocamera Nikon D850 eseguendo delle prove di doppia e tripla esposizione, usando il micro nikkor 60 mm ed i flash Inon Z240 che non usavo da molto tempo. Rientro a terra dopo 90 minuti, proprio nell’acqua torbida, all’improvviso vedo una bellissima medusa cassiopea che si specchia a pelo d’acqua. Maledizione! La configurazione montata sulla mia Isotta non è quella ottimale per fotografarla come merita, sono costretto ad allontamarmi moltissimo per riprenderla per intero, con l’acqua lattescente. Il tempo di qualche scatto e si sposta, facendomi decidere di terminare l’immersione. Non resta altro che riportare il tutto a casa, stanco ma felice per aver goduto ancora una volta delle bellezze e scoperto qualche segreto del mio amato mare “domestico”.

Immersione Notturna

Lo sciabordio del mare che raggiunge la spiaggia è l’unico rumore che si apprezza, il silenzio è rotto dal suono della campana che rintocca otto volte; nello stesso istante mi tuffo in un’acqua anche oggi cristallina, in cerca di soggetti da fotografare con l’obiettivo Micro Nikkor 60 mm. Questa volta tiro dritto subito verso il fondo senza indugiare a bassa quota e raggiungo i -25 metri dove trovo alcune attinie Andresia partenopaea che si ergono dal fango mostrando i tentacoli ritti in cerca di prede. Proseguo incontrando alcune stelle corazzate fino a trovare un capone ubriaco. Scatto alcune foto ma avrei sfruttato al meglio l’occasione se avessi portato anche lo Snooty del mio amico Fabio Iardino. Dopo poco però mi lascia di stucco, schizzando via lontano dalle potenti lampade Archon che utilizzo per illuminare il buio della notte. Incontro il primo cavalluccio marino della serata, abbarbigliato allo scheletro di una gorgonia, più tardi ne trovo altri due, uno dei quali è una giovane femmina di cavalluccio camuso e nulla più. Anche stasera pochi incontri ma molto interessanti, rientro a casa sperando di aver portato a “carniere” qualche scatto buono per i concorsi del 2018. Mentre sciacquo l’attrezzatura nel lavatoio fuori al balcone ed inizio a stenderla mi accorgo di alcune piccole gocce di pioggia che iniziano a cadere … pochi minuti dopo la pioggia è battente …. avrei potuto risparmiarmi il lavaggio! Bene così, ho fatto il pieno d’azoto in modo da sopravvivere ai prossimi quattro giorni di riunione di lavoro che mi aspettano!

 

Punta Campanella con Mimmo

Mi sembra incredibile, ad agosto inoltrato, che solo oggi sia riuscito ad immergermi con il mio caro amico e maestro Mimmo. Abitualmente le immersioni con il Punta Campanella Diving hanno un’unica costante … la presenza del Prof. Roscigno nei pressi della consolle di guida del gommone! Impegni vari lo hanno tenuto lontano ma finalmente ha ripreso possesso del suo mare.

Partiamo alla volta di Punta Campanella dopo aver effettuato un cambio di configurazione della fotocamera. Ho montato il 105 mm al posto del Sigma 15 mm per effettuare delle prove in doppia esposizione. Appena ormeggiati alla boa gialla, mi tuffo e scendo sul panoro a circa -20 metri, mi muovo pochissimo restando quasi sempre in prossimità dei massoni che si sollevano dal fondo. Qui ci sono tanti saraghi fasciati, le tanute, le donzelle e alcuni scorfani. Una piccola cernia mi sorprende nascondendosi prima che possa fotografarla, vedo anche un pesce pappagallo, ma lo perdo quasi subito di vista mentre armeggio con la fotocamera per cambiare le impostazioni di scatto. Attendo il rientro di Mimmo che è sceso lungo la parete ed effettuiamo insieme la decompressione mentre Gianluigi con il rombo del fuoribordo ci segnala che è tempo di risalire dopo 80′ d’immersione. Immancabile poi un selfie ricordo con l’amico Mimmone.