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2013-09-29 Scoglio Penna – Workshop Fotosub

Oggi usciamo per la giornata conclusiva del Workshop di Fotografia Subacquea organizzato presso il Dive Residence di Sergio Riccardo. Alle 8:30 siamo di nuovo in barca per raggiungere lo Scoglio Penna, all’estremità meridionale della Baia di Jeranto. Anche oggi il mare è calmo e l’acqua limpida, ma il cielo è velato. Ho montato il Nikon 10.5 mm con il minidome da 4,5″ ed i due flash Inon Z240 controllati in fibra ottica. Oggi in mare ci accompagna Maria che ci fa immergere nei pressi del buco passante attraverso lo scoglio coperto dagli Astroides. Mi lancio subito in profondità verso le gorgonie rosse, poi vado in cerca dei barracuda che di solito stazionano sulla punta. Ne incontro solo qualcuno, intento a cacciare le alici insieme ai tonnetti che si vedono sfrecciare nell’acqua limpida. Anche un branco di salpe si lascia avvicinare mentre mi dirigo verso l’interno dello scoglio, nella zona dove ci sono i massoni ciclopici. Qui “inseguo” tra i massi una piccola corvina prima di tornare al gruppo dei subacquei di MARE DENTRO che sono ancora una volta nei pressi del buco dove  stazionano un gruppo di saraghi fasciati. Quando usciamo dall’acqua, il cielo si è pulito dalle nuvole e la temperatura esterna si è innalzata in modo da farci godere del caldo tepore durante il rientro a terra. Alle 11:00 siamo di nuovo al Residence dove riguardiamo le foto al pc, prima di salutarci e darci appuntamento ad un prossimo evento.

2013-06-22 Punta Campanella

Dopo i festeggiamenti per San Luigi di ieri sera, la sveglia alle 7:00 è  una vera sofferenza … solo mezz’ora dopo sveglio anche Lorenza per andare all’appuntamento al porto con Mariangela di Futuro Mare. Il meteo è ottimale con un sole caldo ed il mare calmo. Raggiungiamo in anticipo la sede del diving per ricomporre la borsa di Lorenza e prendere la mia lasciata a bordo dell’Armarc II dopo l’ultima immersione in famiglia. Alle ore 9:00 la Ligeia è pronta a partire con a bordo un folto gruppo di amici: Nunzio e Nunzia, Fabio e Gigi l’ingegnere, ma anche Rossana oltre ad Andrea ed Antonio, i nostri accompagnatori. La navigazione verso la Punta Campanella è lunga ma ci consente di migliorare la tintarella, raggiungiamo la punta dove ci tuffiamo subito al di sotto del faro. E’ la prima immersione dell’anno per Lorenza, per cui mi dedico a tempo pieno ad accompagnarla nel nostro giro sotto il faro di Punta Campanella. Sono ancora senza fotocamera reflex a causa del corriere che non mi ha ancora consegnato la spedizione effettuata giovedì dal Team Isotta … poco male, me la godrò ancora di più, sfruttando l’acqua limpida per una grande passeggiata.

Lorenza supera agevolmente i piccoli problemi di compensazione e mi segue sul pianoro a -12 m, di qui ci muoviamo in gruppo per iniziare la discesa verso la parete con le gorgonie gialle. Mostro a mia figlia una stella cuscinetto e successivamente su una parete una stella rossa deforme, con due braccia unite che poi si biforcano, una vera stranezza. Seguiamo inizialmente dall’alto il gruppo degli altri subacquei ma dopo poco, li raggiungiamo fino ad arrivare sui -30 mt dove ci fermiamo ad ammirare le castagnole rosse avvicinarsi al vetro delle nostre maschere. Che peccato per la Nikon S3000 appannata appena immersa in acqua … si pulirà solo quando ormai siamo in tappa di sicurezza, dopo aver ammirato un branco di piccoli barracuda e due enormi scorfani.

Lorenza non vuole più uscire dall’acqua ed è l’ultima a guadagnare la scaletta. Durante il ritorno in porto, i muffin al cioccolato preparati da Rossana spariscono all’istante dalla guantiera su cui ci sono stati serviti … mentre i mie irriducibili amici fumatori sovvertono le buone regole della subacquea “sparandosi” subito una dose di “tradizionale” nicotina. Dopo aver lavato le attrezzature al diving, raggiungiamo moglie e figlia presso lo stabilimento “Salvatore” dove prosegue la nostra giornata di mare.

2011-09-26 Capraia Civitata e Scoglione

La sveglia suona anche oggi alle 6:30, richiudo flash e fotocamera e scendo a far colazione con Arturo. Tutti i concorrenti sono soddisfatti del loro lavoro … la battaglia diventa sempre più complicata! Tempo buono ma mare leggermente increspato dal vento ma in attenuazione. Saliamo a bordo dopo aver ricevuto le nuove memory card e partenza per la Civitata. Proverò a raggiungere ancora una volta la grotta triangolare per un nuovo scatto di sicurezza, anche se le condizioni di luce sono cambiate. Allo start mi immergo e mi lancio ancora una volta verso la grotta, arrivo insieme ad un altro concorrente con la sua modella, Arturo è ancora a bordo … decido di desistere nonostante la possibilità di conquistare la posizione con un possibile scatto fulmineo. Arturo mi raggiunge e quando ci spostiamo verso la tettoia, la troviamo occupata! Maledizione, si complica la giornata! Non demordiamo e ci dirigiamo in altri punti che avevamo individuato, a poca distanza da lì in modo da sorvegliare i siti ed occuparli appena resi disponibili. Mi infilo in una spacca strettissima dopo aver tolto le pinne per non sollevare sospensione. La scelta è ottimale, infatti riescoi a scattare delle foto buone stando in piedi sul fondale roccioso della grotta, come un palombaro. Dopo poco rimetto le pinne e raggiungiamo la grotta triangolare. L’acqua si è sporcata, entriamo comunque e scattiamo di nuovo ma senza successo. Ci allontaniamo verso la tettoia adesso liber. Anche qui l’acqua è sporca ma dopo qualche minuto di attesa ci posizioniamo per uno scatto. La situazione è proprio gradevole , lo diventa ancora di più quando un piccolo branco di cefali passa lungo la spaccatura davanti al mio obiettivo! Bene, lo scatto sembra ok, possiamo proseguire. Raggiungiamo il basso fondale pieno di pinnacoli rocciosi coperti di spugne e scattiamo qualche immagine sfruttando il riflesso sott’acqua della roccia sovrastante per poi risalire in barca al termine delle due ore di gara.

Consegnamo le memory card e mangiamo il solito gelato prima di rimontare il 105 micro nikkor per rifare le macro. In verità il lavoro di ieri è stato proficuo, la foto ambiente e quella pesce sono ok, quella biologica e quella macro anche ma migliorabili … speriamo bene.

Arturo adesso è libero di cercare qualche soggetto, scaricato dalla tensione di farmi da modello, esprime il meglio di se quando mi mostra prima un peperoncino con la pulce in testa e subito dopo mi chiama convulsamente quando mi mostra in una spaccatura della roccia uno sciarrano che ha appena ingoiato uno scorfanetto! Accidenti la posizione è pessima per fotografarlo ma scatto subito qualche immagine, poi mi avvicino e il pesce si sposta in un buco mostrandomi la testa. Scatto ancora dall’alto nella piccola apertura della roccia, la foto non è un gran che quindi decido di rischiare e provo a farla uscire dalla tana. Ahimè parte come un siluro infilandosi al sicuro tra le foglie di posidonia. Maledizione, oggi sembra proprio non girare! Lascio Arturo sorvegliare il luogo sperando di poterlo rivedere e mi dirigo dall’altro versante dello scoglio in cerca di qualche atro soggeto da fotografare. Una bella serpula si lascia fotografare in modo superbo, poi provo ancora ad avvicinare qualche tordo codanera. Ne trovo due intenti alle pulizie ma sfortunatamente non collaborano come avrei voluto! Mancano 40 minuti al termine della gara, Arturo mi raggiunge e ci fermiamo all’ombra della parete per effettuare anche oggi la scelta insieme delle immagini da salvare e quelle da eliminare. Con i pollici ormai doloranti risalgo in barca qualche minuto prima del termine gara … ormai è finita, ci attende solo la scelta finale.

In hotel visioniamo le foto di ieri e di oggi, fortunatamente riesco a correggere la foto macro e quella biologica per cui scegliamo e consegniamo alle 21:00 le nostre quattro foto (grotta triangolare, sarago, peperoncino con pulce e serpula), sperando sempre che siano … le vincenti!

Domani si torna a casa e si ricomincia a lavorare in attesa dei risultati …

05 settembre 2010 Vervece Festa della Madonna

La prima domenica di settembre è un appuntamento da non perdere per noi subacquei della sorrentini. Ogni anno, da oltre trenta, si svolge in questo periodio la festa dedicata alla statua della Madonna del Vervece, protettrice dei subacquei. E’ un’occasione da non perdere perchè è l’unica occasione in cui ci si può immergere autonomamente in zona A del parco marino con le proprie imbarcazioni e senza diving, previo accreditamento presso gli uffici dell’AMP. Molto tempo fa infatti, con largo anticipo, ho richiesto l’autorizzazione per tutta la mia famiglia e stamane, di primissimo mattino, ci siamo ritrovati in banchina pronti per l’immersione. Prima delle 8:00 siamo già in navigazione, dopo aver lasciato mia figlia Lorenza sulla Ligeia con la sua istruttrice Mariangela; lei farà immersione separatamente con i suoi compagni di corso, ci ritroveremo sott’acqua!

Il mare a quest’ora è sempre calmo ed anche oggi lo è, nonostante il vento teso montato ieri pomeriggio e calmato in nottata. L’acqua sembra molto limpida, speriamo lo sia anche sotto. In compagnia di Arturo, mio fratello e di mia madre, scendiamo subito sul pianoro a -12 mt. dove è adagiata la statua, poi ci dirigiamo verso destra. L’acqua è pulita ma non come immaginavo, c’è anche una intensa corrente che ci spinge a rientrare a riparo dello scoglio dopo alcuni minuti trascorsi ad ammirare le bellissime ed elegantissime cernie del vervece. Una di esse, enorme, prima si lascia guardare, poi si infila in un lungo cunicolo oscuro. Castagnole rosse e nere ci avvolgono completamente, mentre i saraghi piluccano sulla roccia in cerca di cibo. Arturo mi segnala in una spaccatura qualcosa, mi avvicino e vedo una grossa murena, solo dopo aver scattato alcune immagini mi accorgo anche della seconda, più piccola, presente al suo fianco. Peccato per l’ottica tele montata che mi impedisce di riprenderle insieme!  Ritorniamo verso la punta dello scoglio che si estende verso la costa e davanti alla mia fotocamera si materializza un bel dentice. Più in avanti, dove la corrente inizia a sentirsi di nuovo, una … poi due … ed infine tre orate enormi, volteggiano sul fondo tra saraghi fasciati e salpe in branco. Le orate sono bellissime così mi applico per cercare di fotografarle da vicino senza disturbarle, sebbene in acqua sono presenti tantissimi sub per l’occasione. Tra questi ad un tratto riconosco mia figlia Lorenza con le sue pinne rosa, mi avvicino mentre sono intenti a posizionarsi ai lati della Madonna per una foto di gruppo, dopo aver lasciato un fascio di ortensie. L’aria è ormai quasi terminata, non resta che salutare ed attendere anche la loro uscita in superficie. Risaliti a bordo, ci spostiamo verso la Punta del Capo per concedere un poco di svago anche a papà che ci ha aspettato governando la barca. Munito di spugnetta abrasiva e di coltello si è  tuffato lungo la parete alla ricerca delle maioliche raffiguranti la Via Crucis, posizionate a pochi metri d’acqua, per ripulirle dalle incrostazioni biologiche che hanno ricoperto le tavolozze saldate alla roccia. Al temine delle operazioni, ci dirigiamo sotto costa per concederci un lungo bagno fino a tarda sera. Ancora una giornata memorabile …..

01 maggio 2010 Scoglio Penna

Finalmente dopo lungo tempo, una buona giornata per andare in acqua! Il sole è così caldo che, nel preparare l’attrezzatura, per un attimo ho pensato di portare la muta umida; a posteriori ottima scelta aver usato la stagna. Al porto c’è il mio amico e medico Ferrante che mi prende la borsa e la fotocamera per sistemarla in barca, si esce con direzione Scoglio Penna, sperando che anche l’acqua sia limpida come la giornata.

La navigazione su Ligeia procede tra le mille chiacchiere ed aneddoti invernali, finchè giungiamo a ridosso dello scoglio, ormai pronti a tuffarci. L’acqua in superficie non è pulita, speriamo lo sia sotto …. Mi tuffo per primo seguito da Fabio, attrezzato con la sua videocamera, per approfittare di qualche momento di … solitudine. Mi fermo all’imboccatura del foro passante e scatto alcune immagini, poi lo attraverso ed attendo il passaggio di Fabio per fargli qualche foto. Poi subito in profondità verso le gorgonie rosse, l’acqua ahimè non è limpida e devo lavorare molto spostando l’angolazione dei flash per otterere scatti privi di sospensione. Attardato rispetto al gruppo, lo raggiungo appena ho terminato le inquadrature con il mio grandangolare 16 mm. Un enorme spirografo bianco ondeggia nel blu, due piccole aragoste ci osservano sfilare dinanzi alle antenne. Giungiamo sul pianoro interno con i massoni, tra questi scovo una bella attinia Cribrinospsis crassa infine mi dirigo verso la punta sud dello scoglio dove la corrente frena la nostra avanzata. Qui solitamente stazionano i barracuda,  data l’enorme presenza di mangianza, sembrano essere altrove, Mariangela ne individua uno, poi qualche altro ancora. Mi fermo prima di raggiungerli quando incontro una magnifica parete ricoperta da Astroides e Parazoanthus, bellissimo scorcio, peccato non avere la modella. L’immersione è terminata, sotto la barca a pelo d’acqua alcuni trasparenti esemplari di macroplancton si lasciano trasportare dalla corrente. A bordo una magnifica doccia ed il thè bollente con i biscotti per raddolcire il rientro in porto.

06 settembre 2009 Vervece

Sveglia ore 6:15, ore 6:45 sotto casa di papà dove mi aspetta anche Arturo e mio nipote Enrico. Alle 7:15 siamo già in navigazione verso lo Scoglio del Vervece. Oggi infatti, è la prima domenica di settembre, da oltre trent’anni, ogni anno, si svolge la Festa della Madonnina del Vervece, protettrice dei sub. In tale occasione è possibile, previo accreditamento presso l’AMP Punta Campanella, immergersi liberamente nelle acque dello scoglio, zona A della riserva marina. E’ per questo motivo che ci siamo mossi così presto al mattino per raggiungere la nostra meta d’immersione. Il mare è leggermente mosso e man mano che ci dirigiamo verso la Punta del Capo di Sorrento per doppiarla, ci accorgiamo che il movimento ondoso è intenso, ma non ci impedisce di raggiungere lo scoglio. Comincia a montare anche un pò di vento di grecale che sicuramente, col passere delle ore, aumenterà d’intensità. Appena Arturo è pronto con la sua fotocamera tra le mani, con una capovolta ci tuffiamo tra le onde all’altezza della punta Nord dello scoglio e subito scendiamo in profondità per alleviare il disturbo causato dal moto ondoso. L’acqua è limpida grazie anche alla leggera corrente che inizia a montare. Subito un grande branco di barracuda si lascia avvicinare, ma non sono tranquilli come al solito. In giro c’è tantissimo pesce azzurro che sfreccia di qua e di la per sfuggire ai tonnetti che guizzano tra di essi per catturarli. Una bella murena, salpe e tanti saraghi. Uno spettacolo, peccato che il fondale sia ricoperto, così come le gorgonie, di tanta mucillagine! Raggiungiamo  i -40 mt cercando alcune paramuricee libere dalle alghe e ci fermiamo qualche minuto con una famigliola di Anthias che si ripara al di sotto dei rossi rami. Una perchia enorme si para avanti ai nostri obiettivi quasi per strappare un primo piano, mentre le timide cernie, si lasciano osservare solo di lontano. Ne conteremo ben sei, tutte tra i due ed i cinque kg. In questa zona le gorgonie sono più pulite ed è possibile fare qualche altro scatto. All’ingresso di ogni anfratto staziona una famiglia numerosa di Apogon imberbis mentre salpe e saraghi continuano la loro incessante ricerca di cibo. Raggiungiamo, al termine del giro dello scoglio, la statua della Madonna ripulita perfettamente per l’occasione. Mentre Arturo scatta qualche immagine alle sue spalle ancora una volta le alici fuggono per evitare le fauci dei tonnetti, provo a fotografarli ma l’impresa è impossibile tale è la loro velocità! Infine a pochi metri, durante la deco, sbattottati dal moto ondoso, un piccolo polpo si nasconde per evitare incontri pericolosi. Il rientro in porto è lento e … bagnato: gli schizzi d’acqua sollevata dal vento ci colpiscono abbondantemente, mentre Enrico jr, avvolto nel telo-mare, si nasconde dietro il parabrezza! Appena possibile, avviso telefonicamente l’amica Mariangela delle proibitive condizioni meteomarine, sconsigliandole di portare i suoi giovanissimi allievi, compresa Lorenza, a visitare la statua sommersa della Vergine.

02 giugno 2007 Vervece

Sabato ore 7:00, sveglia e subito alla finestra a controllare le condizioni meteo: cielo coperto, minacce di pioggia, mare mosso in scaduta. Preparo la fotocamera e la inserisco nella sua custodia, colazione leggera per evitare il mal di mare e via al garage a prendere l’attrezzatura.
Caricato l’infaticabile scooter, mi dirigo al porto della Marina della Lobra di Massalubrense, per raggiungere l’amica Mariangela e gli amici sorrentini compagni odierni d’immersione.
Ore 9:00 tutti pronti sul molo per partire alla volta dello scoglio del Vervece. Ci vestiamo a terra per velocizzare le operazioni in mare, dato che c’è onda e risacca.
Il cielo si mantiene coperto ma scongiura per il momento la pioggia.
Rapido check in superficie e tutti giù sul pianoro a -12 mt. L’acqua non è fredda, la visibilità scarsa con molta sospensione, ma con un mare così agitato è il minimo!
Subito scorgo nel blù la sagoma inconfondibile di alcuni grossi dentici, li seguo dirigendomi verso terra in direzione del Viale delle Gorgonie e man mano che mi avvicino mi accorgo che sono proprio in tanti! Ahimè non sono a “tiro” e le foto mostrano solo vagamente lo spettacolo a cui ho assistito! Solo in Sardegna a Capo Caccia avevo visto dei dentici di grossa taglia, ma non così tanti.

‘ >Dentici al Vervece

Saluto i pescioni e torno indietro a raggiungere i compagni che lontani non hanno potuto assistere allo spettacolo, ci dirigiamo verso il lato nord dello scoglio sorvolando la parete con le rosse Paramuricee.
Una piccola aragosta fa capolino dalla sua tana, dopo qualche scatto esce dalla tana per cercare un nuovo nascondiglio, lasciandomi l’occasione di fotografarla per intero.
Raggiungiamo i massoni coperti di gorgonie gialle e ci accingiamo a completare il giro in senso antiorario dello scoglio. Abituale sosta a salutare la Madonnina protettrice dei sub, proseguiamo verso la parete piena dei gialli Parazoanthus axinellae e completiamo l’immersione effettuando la sosta di sicurezza, durante la quale è possibile ammirare la ricchezza delle pareti dello scoglio, da diversi anni zona a tutela integrale del Parco Marino di Punta Campanella.
Polpi, murene, salpe, perchie e donzelle si lasciano avvicinare tranquillamente per qualche scatto.
E’ proprio ora di andare, sollevo gli occhi al cielo per controllare la posizione della barca ed ecco sfrecciare un intrepido barracuda in caccia a meno di un metro da me; fortunatamente faccio in tempo a scattare due foto da vicino prima che l’acqua torbida mi impedisca di scattare ulteriormente.
A bordo ci attende Lorenzo, il barcaiolo, che ci riporta rapidamente in porto.
Anche oggi, una bella giornata in mare, nonostante le condizioni meteo avverse! E’ proprio vero, ogni immersione nasconde mille sorprese!

12 maggio 2007 Vervece

Giornata splendida, mare calmo, dopo una settimana di duro lavoro …. finalmente a mare!
Ore 9:30 sul molo della Marina della Lobra a Massalubrense, aspetto insieme agli amici Ferrante e Roberto la barca che ci accompagnerà allo Scoglio del Vervece.
A guidare il nostro gruppetto è Mariangela, titolare di un nuovo efficientissimo diving a Sorrento: FUTURO MARE.
Si parte in perfetto orario alla volta del Vervece, il mare è calmo, il sole caldissimo, l’acqua …. molto meno!
Lorenzo il barcaiolo ci lascia tuffare nei pressi bello scoglio e dopo l’ok di Mariangela ci immergiamo.
L’acqua in superficie è torbida, scendendo più giù ahimè non migliora molto, anzi molti flocculi disturbano la realizzazione di scatti panoramici. Ci siamo immersi all’altezza della statua della Madonnina, iniziamo a girare intorno allo scoglio in senso antiorario. Subito incontriamo un barracuda mediterraneo che sfreccia a distanza in mezzo alle castagnole. Dove sarà il resto del branco?
Scendiamo fino a quota -35 -37m, raggiungiamo la foresta di gorgonie rosse, avvolta dai numerosissimi Anthias. Qui una bella aragosta si lascia avvicinare rifugiandosi nella sua tana. Proseguiamo e raggiungiamo alcuni massoni coperti di gorgonie gialle a -30m; qui incontriamo un grosso polpo che si nasconde nella sua sicura dimora. Concludiamo il giro ritornando a -12m sul pianoro dove è ancorata la statua della Madonnina del Vervece, una breve sosta per qualche foto ricordo . Ma ecco la sorpresa, il branco si mostra in lontananza q qualche coraggioso esemplare si spinge fino a “tiro” per uno scatto!
Adesso è ora di salire in parete a completare la deco, a pochi metri d’acqua è possibile ammirare tantissima vita bentonica, le pareti sono ricche di Parazoanthus ed Astroides, le bavose saltellano qua e là.
Tutti a bordo soddisfatti, si rientra in porto pronti per … il pranzo!