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Banco di Santa Croce

La sveglia alle 6:30 del sabato è musica quando hai in programma l’immersione al “Banco”, il tempo di una veloce prima colazione, la chiusura dello scafandro della Isotta D850 ed il montaggio delle batterie dei flash ikelite e sono già pronto a saltare sullo scooter per raggiungere Massa Lubrense. Arrivo per le 7:30 al Punta Campanella Diving Center e i miei amici sono già tutti pronti, c’è anche il mio amico Gennaro e Andrea che non vedevo da un poco di tempo. Carichiamo le attrezzature sul gommone, oggi strapieno, e raggiungiamo il Banco di Santa Croce alle ore 8:30.

Senza indugio, anticipo i tre gruppi formati da Andrea, Vittoria e Lisa e mi tuffo per primo. Lascio subito la secca principale dove abbiamo ormeggiato e passo sugli scogli di terra. Oggi ho usato una diversa configurazione sulla D850, montando il Micro Nikkor 105 mm per scattare foto alle cernie, ai dentici e alle aquile di mare. L’acqua torbida rende impossibile la messa a fuoco e le aquile mi “sfuggono” mentre le cernie ed i dentici si riescono ad immortalare abbastanza agevolmente, quando sopraggiungono gli altri subacquei ho effettuato una bella serie di scatti e posso tornare indietro sulla secca principale dove continuo a stazionale sulla parte alta dello scoglio aspettando il passaggio di qualche aquila di mare. Ho ancora aria nelle bombole non essendo sceso molto in profondità, risalgo solo perché il gruppo di sub è in sosta di sicurezza …. è il selfie time ma con questa configurazione non mi è possibile effettuarlo, così, sfruttando lo “specchio” delle bolle, provo a fotografarmi dentro di esse. Resta ancora da familiarizzare con la “bambina” ma l’inizio è promettente.

Lasciare il diving alle 10:30 è una vera sofferenza, il gruppo alle 11 esce di nuovo per andare allo Scoglio del Vervece, ma ho mia figlia Lidia che mi aspetta per andare a mare e non posso farla attendere!

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving Center

La strada per Massa Lubrense è insolitamente libera ed il sole basso alle mie spalle proietta la mia ombra sull’asfalto. Quando arrivo al porto di Marina della Lobra trovo agevolmente anche il parcheggio per lo scooter …. forse perchè sono le 6:50? Ebbene si, per andare a fare un tuffo in tutta tranquillità al Banco di Santa Croce è necessario muoversi in orari diversi dal solito, così Gianluigi ha organizzato la nostra immersione con partenza alle ore 7:30 dal diving. La mattinata inizia al meglio con il caffè ed i cornetti per svegliare tutta la truppa.

Raggiungiamo il sito dopo una veloce navigazione su un mare piatto, mosso solo dalle onde delle poche barche che sono nel golfo a quest’ora. E’ una meraviglia! Ci vestiamo prontamente e ci tuffiamo con l’acqua che è torbida nei primissimi metri, ma che migliora nettamente in profondità. Anticipo il gruppo guidato da Andrea e Lisa, oggi in versione filmaker,  scendendo qualche attimo prima sulla secca principale. Immediatamente vedo due aquile di mare svolazzare via, mentre un grande branco di dentici si mantiene a distanza di sicurezza. Ovviamente ci sono anche le cernie ed i saraghi, che però al momento passano in secondo piano. Peccato che la luminosità sia scarsa a quest’ora del mattino, la luce penetra ancora lievemente in profondità ed è difficile fotografare questi grandi pinnuti. Nel frattempo arriva il gruppo e ci muoviamo verso gli scogli di “terra” dove anche qui sono presenti tante cernie e dentici. Mi fermo tra le gorgonie gialle per cercare di avvicinarne alcuni, ma è impresa ardua. Continuo il mio giro estasiato da tanta bellezza, guardando nel blu si continuano a vedere aquile di mare che volteggiano tra le bolle dei sub.  E’ tempo di ritornare alla secca principale per preparare la risalita e la decompressione.  C’è però tutto il tempo di fermarsi a guardare le margherite di mare e le gorgonie attorniate da milioni di pesciolini, preda delle bellissime cernie che è possibile ammirare al Banco di Santa Croce. L’immersione termina sulla boa di ormeggio dove effettuiamo la breve deco e la sessione selfie di rito. Quando risaliamo a bordo cominciano ad arrivare i gommoni dei diving stabiesi, alle 9 noi andiamo già via! La colazione a bordo e il rientro in porto con il mare calmo poi non ha prezzo!

 

 

Banco di Santa Croce con Gianmarco e Francesco

E’ da giorni che Francesco mi messaggia creando un apposito gruppo su Wathsapp … appuntamento ore 12:00 al Bikini Diving per un tuffo con Gianmarco al Banco di Santa Croce. Dopo un’ora di traffico in auto a causa dell’enorme affluenza di bagnanti, raggiungo il porto di Marina di Stabia dove è situato l’organizzatissimo diving. Francesco e Gianmarco sono già arrivati con mezzi propri e sono già intenti a montare le attrezzature. Ci accoglie Giulia, che non vedevo da qualche anno e Pasquale, che oggi ci accompagnerà in barca per la nostra immersione. Carichiamo tutto sul trasporter e raggiungiamo la banchina dove si trovano i tre gommoni. Dopo una breve navigazione con il vento che soffia da maestrale, raggiungiamo la secca principale del Banco di Santa Croce ed ormeggiamo. Appena pronti ci immergiamo dirigendoci subito sulla foresta di gorgonie e corallo nero. Dentici, saraghi, cernie e qualche aquila di mare ci accolgono subito. Dopo i rituali scatti entriamo nel tunnel-grotta che mostro a Gianmarco che non vi era mai entrato. Appena usciti, verso la sinistra, sotto la tettoia rocciosa coperta di gorgonie, una coppia di enormi cernie passeggia qualche metro sotto di noi.  Tra le gorgonie sono numerosissime le uova di gattopardo, ma di adulti non se ne vedono. I minuti trascorrono veloci ed il computer segnala alcuni minuti di decompressione da effettuare. Non resta che immortalare le pareti fiorite prima di risalire lungo la gomena per la sessione selfie. Una volta a bordo, rientriamo al porto dove risciacquiamo tutte le attrezzature nelle enormi vasche. Mi spiace dover salutare ed andare via presto, ma sono in fervida attesa di un pacco proveniente da Lazise …..  

Banco di Santa Croce con Amici degli Abissi

Il cielo è coperto quando mi metto in auto per raggiungere Castellammare di Stabia, lungo la strada però il sole comincia a fare capolino tra le nuvole. Arrivo a destinazione e parcheggio l’auto, la giornata sembra “aprirsi”, il mare è calmo ed al momento non c’è nemmeno vento. Attendo con Raffaele l’arrivo di un gruppo di sub da Formia e mi trattengo a fare due chiacchiere con Gabriella ed Andrea presso il Diving Amici degli Abissi. Tutti e tre non saranno dei nostri perchè impegnati in una lezione pratica in acqua ad un gruppo di allievi, con ingresso dalla spiaggia. Io esco con Angelo ed un piccolo gruppo di sub con la barca che ci porta alla boa di ormeggio sulla secca principale del Banco di Santa Croce. È la seconda volta che uso la nuova muta stagna E-Lite della SANTI, con la quale inizio a stabilire il giusto feeling. Ho portato con me anche una stage carica con EAN 50, abbinata al mono da 18 litri caricato ad aria che Raffaele mi ha messo a disposizione. Sulla Nikon D800e ho ancora una volta montato il microdome ISOTTA con dentro il Sigma 15 mm e come flash i DS161 Ikelite. 

La visibilità nei primi metri è terribile, un “tappo” lattescente offusca la vista degli scogli sottostanti, ma scendendo in profondità migliora sensibilmente, anche se la luminosità è scarsa. Raggiungo subito la foresta di Savaglia savaglia che però sono completamente chiuse a causa del disturbo provocato dai sub che ci hanno preceduto in acqua. Scatto alcune foto, poi vado all’interno della grotta passante tra gli scogli, ricoperta dalle gorgonie rosse. Sarebbe stato ideale avere un modello dall’altro lato del tunnel, poco male, lo spettacolo è magnifico, qui le gorgonie sono aperte. Esco e sotto la tettoia rocciosa trovo i tre miei compagni d’immersione che sono prossimi ad entrare nella fenditura. Vorrei “usarli” per uno scatto ma non mi capiscono e sfilano via pensando di arrecarmi disturbo nell’inquadratura …. Proseguo il giro fermandomi ad ammirare le pareti ricche di margherite di mare ed i grossi pinnuti che gironzolano intorno alle bolle dei sub. Solo il tempo di ammirare da vicino una bella cernia bruna ed un enorme dentice poco confidente che mi sfila davanti mantenendosi fuori dalla distanza “di scatto”  ed il manometro della stage segnala che è tempo di risalire. Mentre i miei amici sono in sosta deco,  io sono già pronto per risalire, avendo “tagliato” alla grande i tempi per la riemersione. Quando saliamo in barca il meteo è di nuovo peggiorato, un forte maestrale si è alzato ed inizia a montare anche un poco di onda. Poco male, torniamo subito a terra dove in banchina saluto Raffaele, Andrea e Gabriella che intanto sono tornati dal loro tuffo. Così saluto la truppa e mi metto in cammino verso casa pronto per andare a vedere la partenza del Grand Prix di Spagna di F1.

 

Banco di Santa Croce con Mimmo e Gabriella

Decine e decine di podisti questa mattina corrono lungo la strada che mi porta a Castellammare di Stabia di primo mattino per raggiungere il Diving Amici degli Abissi. La settimana è stata splendida ed il mare calmo come l’olio, proprio l’ideale per un tuffo diurno per provare le nuove attrezzature, visto che di solito sono sempre avvolto dalle tenebre.

Al diving saluto Angelo e Raffaele, già indaffarati a sistemare il tutto per l’uscita in barca, poco dopo sopraggiungono Gabriella e Mimmo, Rosa ed altri amici.

Ci prepariamo subito e dopo una graditissima colazione offerta da Francesco del Bar Pino,  usciamo per ormeggiare alla boa della “Secca di Terra” . Dalla superficie l’acqua sembra limpida, una volta in acqua le condizioni non sono ottimali, ma assolutamente positive per qualche scatto in grandangolare con il nuovo Superdome Isotta da 9″ ed i flash Ikelite 161. Confesso la scarsa conoscenza di questi ultimi, che mi ha portato a commettere l’errore di non ricaricarli ex novo, fidandomi delle due spie rosse accese sul flash che segnalavano una buona autonomia. Scendiamo lungo la gomena e raggiungiamo il fondo. Seguo Gabriella mentre Mimmo resta da solo nei pressi della boa. Raggiungiamo una bella parete di paramuricee piene di castagnole dove la “fotosubbina” prova a “spingere” i rosei pesciolini verso il mio oblò. Le chiedo contestualmente di scattarmi qualche foto mentre fotografo, poi proseguiamo fino a raggiungere la gerardia che si trova alla base dello scoglio. Più in là ci sono tre grandi cernie che mi guardano incuriosite, provo ad avvicinarmi ma si tengono a debita distanza da me. Il flash di sinistra mi lascia quasi subito, quello di destra regge quasi tutta l’immersione, ma alla fine va KO anche lui. Oggi mi porto a casa una nuova esperienza … meglio non fidarsi delle batterie … ricaricare ogni volta!

30 minuti trascorrono veloci, nonostante l’autonomia elevata del monobombola da 18 litri, sono costretto a risalire quando leggo sul display del computer subacqueo  … 30 minuti di deco a 6 metri! Inesorabilmente ritorno alla boa ed inizio la lunga deco, peccato aver dimenticato di portare  la bombola stage con EAN 50% per “tagliarne” una grossa fetta. Fortunatamente mi fanno compagnia Mimmo e Gabriella che, dopo aver terminato la sua sosta di sicurezza, si trattiene a scattare qualche foto ricordo con noi e ai mega-saraghi che si avvicinano a noi in cerca di cibo.  Alzando gli occhi al cielo è possibile scorgere Raffaele che ci guarda dalla prua della barca, l’acqua in superficie è ferma, smossa unicamente dalle nostre piccole bolle. Finalmente arriva il segnale di fine sosta e possiamo risalire. Durante il rientro a terra, mentre mangiamo di nuovo qualcosa, Mimmo si accorge di aver perso il suo computer VR3 mentre si svestiva per salire in barca. Angelo non si da per vinto, inverte la rotta della barca e ci riporta indietro sul punto presunto di smarrimento. Subito si prepara e si tuffa di nuovo. Scende a cercarlo ma sfortunatamente non riesce a ritrovarlo.  Rientriamo a terra con leggero ritardo sul previsto; mi spiace per Mimmo, per lui oggi non è stata una bella giornata. Un sentito ringraziamento agli Amici degli Abissi per avermi fatto godere anche oggi, di una bellissima giornata di mare! Dopo pranzo, mentre tutti guardano il Napoli in tv, me ne vado a passeggio per Sorrento con la famiglia per godere ancora del bel sole e della giornata che si allunga sempre più.

 

Banco di Santa Croce con Gabriella

Il meteo favorevole invita ad andare a mare ed io non ho saputo resistere al richiamo. Sveglio di primo mattino, mi preparo e vado in pescheria per ordinare per il pranzo per la mia famiglia, poi dopo un caffe’ sono in auto con direzione Castellammare di Stabia. Raggiungo il Diving Amici degli Abissi e parcheggio l’auto, scarico le attrezzature e vado ad abbracciare i miei carissimi amici Raffaele, Angelo, Giovanni, Rosa e Gabriella. C’e’ un folto gruppo di sub in uscita con il gommone, mentre noi siamo sulla barca e siamo in pochi. Trascorro il tempo del trasferimento in cabina con Raffaele, intento ad ascoltare i racconti del fantastico viaggio appena concluso da Gabriella e da altri grandi amici fotosub in British Columbia, Vancouver Canada. Resto estasiato dall’ascoltare notizie ed aneddoti a riguardo di un mare incredibilmente ricco ma difficile da fotografare. Arriviamo finalmente a destinazione e ci “accodiamo” al gommone che ovviamente e’ arrivato prima di noi. Scendo con Gabriella sulla “Secca di Terra” del Banco di Santa Croce, l’acqua e’ particolarmente torbida e la luce intensa solare viene drasticamente attenuata dalla colonna d’acqua. Raggiungiamo il fondo dove le gorgonie rosse sono belle aperte e attorniate da migliaia di castagnole rosse. Si vedono un gran numero di cernie brune di grandi dimensioni che si avvicinano curiose e poi si mantengono a distanza. Provo ad arrivare piu’ vicino possibile ma quando sembra che il pinnuto si lasci avvicinare a sufficienza, inesorabilmente si sposta qualche metro piu’ in la tenendosi a distanza di sicurezza. E’ un vero spettacolo, per tutta l’estate sono mancato da questo posto che e’ magico e me ne pento. Alzo gli occhi al cielo mentre guardo Gabriella scattare qualche metro sotto di me e vedo due bellissime aquile di mare svolazzare tra le nostre bolle. Trattengo il respiro e provo a dimezzare la distanza che ci divide …. riesco ad arrivare abbastanza vicino a loro, ma l’obiettivo grandangolare non rende merito alla breve distanza raggiunta. Proseguo l’esplorazione degli scogli guardando nei buchi della roccia in cerca di gattucci, i rami delle gorgonie sono pieni delle loro uova, ma niente. Gabriella mi segnala l’intenzione di passare sulla “Secca di Fuori”, ci scambiamo un cenno d’intesa e andiamo. Raggiungiamo lo scoglio e ci fermiamo a fotografare le spugne Axinella che crescono lungo la parete. Segnalo alla mia buddy che ho poca pressione nella bombola caricata da Raffaele con un ottimo Nitrox 32%, ideale per questa immersione, invitandola a ritornare verso la cima di ormeggio per effettuare la lunga decompressione che comunque ci attende. Aspettiamo lo scadere dei 10 minuti necessari attorniati da saraghi e occhiate che volteggiano in cerca di cibo, per ingannare l’attesa approfitto per effettuare la canonica seduta di selfie subacquei, prima di risalire. In superficie rimprovero Raffaele per non avermi messo a disposizione l’ascensore per i sub che riportava in barca i miei amici “canadesi”, intimandogli l’obbligo dell’installazione anche sul “Gabbiano Primo”! Rientriamo a terra ed io “rientro” nella modalita’ rientro immediato a casa …. inizio a smontare le attrezzature e appena sbarcato a terra inizio a sciacquare il tutto. Dopo qualche minuto sono gia’ rivestito, saluto   e salgo in auto pronto a ritornare a casa dove mia attende la famiglia per il pranzo. Anche oggi una gran bella giornata trascorsa in mare, grazie ancora ai miei Amici …. degli Abissi!

Banco di Santa Croce con gli Amici degli Abissi

L’odore dei carciofi arrostiti si apprezza già a prima mattina, quando entro nel bar per prendere il caffè. Sono le 9:30 e sono a Castellammare di Stabia, pronto per andare ad immergermi con gli Amici degli Abissi. La giornata però è iniziata molto prima, alle 6.30 quando è suonata la sveglia …. per guardare il primo GP di F1 in Australia. Il risveglio è difficile, nel weekend d’inizio dell’ora legale, ma dopo un bel caffè, la velocissima rossa di Sebastian Vettel mi tiene incollato alla tv fino al vittorioso traguardo. Scendo così di casa soddisfattissimo e carico, pronto ad immergermi.

Il cielo è coperto ed inizia a montare un poco di vento. Il comandante Angelo preannuncia visibilità ottima e corrente intensa, condizioni confermate sul posto quando ci immergiamo. Oggi siamo in pochi, Raffaele è restato al Diving dopo essere sopraggiunto con larghissimo … ritardo.  Con me in acqua Giovanni e solo altri due sub, ma il Banco di Santa Croce è sempre una garanzia. 

Ormeggiamo sulla secca principale, c’è un pò d’onda fastidiosa in superficie. Scendo per primo lungo la boa di ormeggio e raggiungo il fondo. Seguendo le preziose indicazioni di Angelo, più accurate di Google Maps – Street View, raggiungo il punto stabilito. Il colore giallo del crinoide si staglia chiaramente sullo sfondo rosso della paramuricea che lo sostiene. Mi trattengo per fotografarlo al meglio, poi proseguo in cerca dei due rami di falso corallo nero che sono a poca distanza da li. Una bella cernia mi passa davanti mentre mi avvicino, la fotocamera non è settata al meglio per poterla fotografare a dovere. Passo oltre e risalgo  sulla sommità della secca dove ai saraghi onnipresenti si sono aggiunti anche i barracuda. Un piccolo branco di giovani esemplari si muove tra gli scogli allontanandosi dalla mia vista. Non riesco a scattare come voluto ma mi concentro a fotografare le belle gorgonie gialle e la barca che si intravede in superficie, grazie alla buona visibilità odierna. Guardo il computer e la deco è superiore ai 20′. Risalgo immediatamente e mi posiziono lungo la gomena per effettuarla, sballottato su e giù dal moto ondoso. Metre trascorrono i minuti, non posso che ammirare le meduse e gli ctenofori che fluttuano nella colonna d’acqua, ma anche un branco di sarde che brillano nell’acqua azzurra. Mentre torniamo in porto mi stendo comodamente sulla panca ed approfitto per godermi il sole che finalmente è uscito dalle nuvole. Che bella giornata targata “Amici degli Abissi”!

 

Banco di S. Croce con Pietro e Mimmo

Oggi sono leggermente “scollegato” con il cervello distratto dal graffio apportato ieri sera al minidome Isotta mentre montavo il Tokina 10-17 mm con il Kenko 1,4. Sono partito da casa solo con la borsa fotografica salvo accorgermi dopo qualche km di non esser passato a prendere l’attrezzatura in garage. Una volta a bordo poi, quando ho preso la bombola per indossarla, stavo scendendo con la cerniera della muta stagna aperta. Ringrazio calorosamente Maria per avermi avvisato in tempo. Siamo sul gommone del Diving Amici degli Abissi ed oggi con Mimmo Roscigno c’è anche Pietro Cremone  mentre Enzo Latora è attrezzato con il rebreather e l’iphone scafandrato. L’acqua sembra limpida, il cielo però è coperto con un mare calmissimo. Scendo per primo anticipando il gruppo, raggiungo il corallo nero e poi proseguo in cerca dello scorfano sulla parete verticale. Lo trovo dove immaginavo d’incontrarlo ed inizio a fotografarlo mentre si sposta allontanandosi dai miei flash. Vado in cerca dei miei compagni che sono in giro lungo il perimetro dello scoglio principale per fare qualche selfie con loro, infine risalgo a bordo dove Raffaele ci attende pazientemente. Torno a casa in tempo per il pranzo e per sedermi sul divano a gustarmi di derby di Torino in tv.

 

Banco di Santa Croce con Gabriella

Sono giorni che il mare è calmo, ma per svariati motivi non sono riuscito ad andare in acqua. Oggi finalmente vado a trovare i miei amici stabiesi presso il Diving Amici degli Abissi. Ho montato il microdome sulla Nikon D7200 ed il 10.5 mm non conoscendo le condizioni dell’acqua. Arrivo al diving dove abbraccio tanti cari amici, Raffaele, Michele, Angelo, Giovanni e tanti altri. C’è anche Ornella e la onnipresente Gabriella che oggi mi porterà a visitare un posto sulla secca di terra che non conosco, dove ci sono altri rami di “corallo nero”. Partiamo con la barca e raggiungiamo l’ormeggio lungo cui scendiamo. Mi avvio per primo sott’acqua, devo però attendere Gabriella ed il gruppo per andare in cerca della Savaglia savaglia, finalmente le raggiungo ed inizio a fotografare, ma sono ambedue chiuse. Proseguiamo il giro tra migliaia di Anthias anthias e tanti saraghi. Anche le cernie sono molto presenti, con un enorme esemplare che si allontana disturbato dal rumore delle bolle. Sulla parete tra le gorgonie e le spugne candelabro anche due scorfani, peccato per la visibilità dell’acqua non ottimale. Ritorno alla boa di ormeggio per iniziare la risalita, contornato da alici, castagnole e occhiate. Risalgo a bordo dove come al solito, Angelo ci offre dei cornetti per effettuare un piacevole spuntino. Una bellissima giornata trascorsa,  non resta che tornare a casa per andare a seguire l’ultimo atto del campionato mondiale di F1 e le partite in tv.

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

Dopo la bella serata trascorsa con tanti amici fotosub per festeggiare (con qualche mese di ritardo) il 50° compleanno del Prof. Roscigno, la sveglia alle 7:00 stamattina non è gradevole. Mi alzo e salto la colazione, non avendo ancora smaltito a dovere tutte le leccornie che ha preparato Mimmo con le sue mani. L’appuntamento al diving con Gianluigi è alle 8:30, per andare con un gruppo di clienti al Banco di santa Croce. Un peccato non potermi immergere più tardi con i miei amici fotosub, Gabriella, David e Cristina, che usciranno al nostro ritorno, perché nel pomeriggio ho un impegno familiare inderogabile.

Il cielo è coperto ma il mare è calmo, sullo scooter indosso un gubbino a vento, la temperatura dell’aria si è abbassata sensibilmente. Raggiungo il porto di Marina della Lobra e sistemo le attrezzature, attendendo che tutti completino la vestizione. Alle 9:00 salpiamo e con il gommone raggiungiamo in breve tempo la boa di ormeggio. Fortunatamente ancora nessuna barca è sul posto, sono quindi il primo a scendere in acqua, come spesso accade. L’acqua in superficie è torbida, migliora in profondità. Raggiungo la Gerardia e mi accorgo che ancora una volta si è spostato il selettore che limita la messa a fuoco. Non riesco così ad effettuare dei primissimi piani. Proseguo allora e mi dedico ai pesci, sempre abbondanti, che abitano la secca principale, poi decido di passare alla secca ti terra dove ci sono altre cernie e grossi dentici. In lontananza anche un’aquila di mare, ma si allontana subito. Mi “apposto” tra gli scogli cercando di non disturbare i grandi serranidi, ma il computer subacqueo già mi segnala di dover rientrare. Quando inizio il passaggio tra i due gruppi di scogli, vedo sotto di me sfrecciare ancora l’aquila di mare, questa volta è a “tiro” per qualche scatto. Ritorno alla secca principale dove trovo il gruppo intento a perlustrare alcune spaccature in cerca di scorfani, gronghi e gattucci. Li guardo dall’alto mentre sopraggiungono altri subacquei che sono appena arrivati con altri gommoni. Effettuo la decompressione sotto la boa fin quando ricevo dallo strumento il segnale per poter risalire a bordo. Rientriamo al diving dove nel frattempo sono arrivati i miei amici dopo aver lungamente riposato. Li saluto e torno a casa, nel pomeriggio mi aspetta la partecipazione ad un matrimonio!