Archivi tag: Archon Lights

Posto Segreto – Immersione Notturna

Volere è potere …… Desideroso d’andare in acqua prima di un futuro stop a causa di un nuovo intervento odontoiatrico, ho da risolvere un  problema tecnico …. chiudere da solo la cerniera dorsale della muta stagna  … e ovviamente riaprirla! 

Rientro da lavoro in auto come al solito ed entro nello studio a preparare la fotocamera rimontando il Sigma 15 mm ed il microdome Isotta sulla Nikon D800. Sono le 19 quando scendo di nuovo per andare in garage, prendo la muta stagna ed un cordino con due moschettoni ai lati e mi dirigo al mio posto preferito. Il mare è calmo e limpido, la temperatura polare e alla marina regna una calma surreale, non si vede nessuno in giro. Inizio a montare fotocamera e bombola e poi indosso la muta …. è il momento cruciale … non ho la certezza di riuscire a chiuderela … aggancio un’estremità della cima alla cerniera e l’altra non so dove assicurarla ….. tutti i punti che esamino non sembrano fare al caso mio. Quasi disperato ritorno all’auto e mi trovo la “soluzione” davanti agli occhi: il pistone idraulico che sostiene il portellone posteriore è proprio ciò di cui ho bisogno …. anche l’atlezza è perfetta. Lo aggancio ed inizio a far scorrere la chiusura lungo la cerniera …. il primo tratto “cammina” agevolmente per poi fermarsi proprio dietro la mia nuca. Maledizione, non sembra andare …. mi contorco cercando di far avvicinare i due lembi e …. zip …. finalmente la chiusura avanza fino a raggiungere l’avambraccio destro. Un ultimo sforzo e la cerniera è chiusa completamente! WHOW! Sono felicissimo, ho risolto un grande problema! Adesso posso andare a mare da solo con questa muta stagna senza dover necessariamente comprarne una nuova con la chiusura anteriore, per sostituire la gloriosa Mobby’s che ho usato per otto anni. 

Inizio l’immersione sul fango e quasi immediatamente vedo un pesce prete. Scatto le prime foto ma i flash non sono ben posizionati. Mentre sposto la loro posizione il pinnuto sparisce alla mia vista  con uno scatto fulmineo. Inizio a scendere lungo il pendio sabbioso e non sembra esserci granché in giro, se non le grandi stelle corazzate e le immancabili triglie. Raggiungo i -30 metri e cerco qualcosa da fotografare usando i due faretti Archon montati sulla nuova staffa Isotta appena montata. Sono prossimo ad abbandonare la quota per cercare più in alto quando incontro il mio “amico” Zeus, un esemplare di medie dimensioni, abbastanza poco collaborativo … pochi scatti e mi “semina” allontanandosi nel nero della notte. Risalgo a pochi metri ma questa sera ho sbagliato l’assetto, sono troppo “positivo” avendo messo una felpa in più sotto la muta … fatico a restare fermo a fotografare. Prendo un grosso sasso e me lo porto a spasso. Raggiungo una piccola prateria di posidonia e cerco qualche cavalluccio tra le foglie. Sono fortunato ma è praticamente impossibile fotografare con “efficienza” l’ippocampo giallo che ho scovato. Più avanti ne trovo un secondo esemplare rosso mattone, ma sono ormai a corto d’aria e non riesco a scattare con la pietra tra le mani a pochi metri d’acqua. Un ultimo tentativo per ritrovare il pesce prete e sono fuori dell’acqua. Inizia adesso la seconda “prova” della serata … l’apertura della cerniera. Riaggancio la cimetta al pistone ed inizio a ruotarmi …. la zip cammina agevolmente da un’estremitá all’altra aprendosi magicamente. Evviva, sono di nuovo autonomo! Non resta che tornare a casa per la cena e una volta terminata, vado a lavare l’attrezzatura fuori al balcone. Il vento gelido che soffia mi raffredda molto più dell’acqua di mare, l’operazione viene eseguita con grande rapidità, solo allora arriva il momento di buttarsi sotto una doccia bollente!

Posto Segreto con David

Il sabato mattina è dedicato al riposo …. mentre tutti dormono ancora, scendo a comprare le sfogliatelle napoletane per i miei ospiti, David e Maria Cristina. Quando rientro a casa sono tutti svegli ed il caffé è già pronto. Tiriamo tardi a chiacchierare, fin quando ci mettiamo in moto per andare a fare una passeggiata sul Monte San Costanzo, da dove è possibile ammirare il Golfo di Salerno, le isole di Capri, Ischia e Procida, Napoli ed il Vesuvio. Raggiungiamo la frazione di Termini a Massa Lubrense e saliamo fino al punto dove bisogna lasciare l’auto ed iniziare un piccolo tratto in salita a piedi. La vista è meravigliosa ed anche la temperatura dell’aria è piacevolissima, con un bel sole caldo e assenza di vento.

Ci tratteniamo a lungo dimenticandoci dell’orologio …. sono le 14:30 quando ci muoviamo per cercare un posto dove mangiare …. ci fermiamo in un ristorante a Sant’Agata sui due Golfi, assaporando alcuni gustosissimi piatti, fin quando, orologio alla mano, decido che è il caso di muoverci per andare di nuovo a mare. Abbiamo ricevuto un invito a cena a Torca e dobbiamo fare in tempo per parteciparvi! Scendiamo così a valle e dopo esserci cambiati, sostituiamo le batterie nei flash e chiudiamo le borse sub. Prendo l’auto e porto il mio amico in un altro posto a me caro, sperando in una serata ricca d’incontri. 

Anche questa sera le condizioni sono ideali, mare calmo e acqua limpida. Ci vestiamo rapidamente, essendo in ritardo sul programma di circa 30′. Alle 18:30 stiamo nuotando in superficie per allontanarci un poco dalla riva. Scendiamo e sulla sabbia subito incontro una bella murena in caccia, David Invece si era attardato a fotografare una piccola seppia. La serata sembra promettere bene … un piccolo gronco e finalmente un cappone ubriaco. David mi raggiunge e gli lascio campo libero dopo aver effettuato qualche scatto. Ne trovo un secondo e poi un terzo esemplare a poche decine di metri di distanza. Questa sera c’è più “materiale” da fotografare. I minuti trascorrono veloci, lasciamo le zone profonde e risaliamo verso la parete dove incontro un esemplare di Tritone di Mare, un mollusco gasteropode molto raro che in oltre 40 anni d’immersione non avevo mai incontrato! Whow benissimo, peccato solo che l’animale sia poco fotogenico. Risaliamo per effettuare la decompressione mettendoci in cerca sulla sabbia e sulla ghiaia: solo qualche triglia, gli immancabili pesci lucertola, qualche tordo pavone addormentato e tante Pinna nobilis morte. Fortunatamente ne trovo una vivente, il che mi lascia sperare nella possibilità che possano un giorno ritornare a proliferare nel nostro mare. Una volta a terra, ci svestiamo rapidamente, poi di corsa andiamo a casa per fare una doccia velocissima. Le nostre signore sono già pronte, alle 21:00 siamo di nuovo in auto in viaggio di nuovo verso Sant’Agata dove ci attendono i nostri amici per cena!

Posto Segreto con David

E’ da settimane che programmiamo quest’immersione, ad inizio settimana il meteo ci mantiene in suspance, invece il weekend si presenta con un bel sole ed il mare calmo. David e Maria Cristina arrivano a casa in tarda serata, dopo aver seguito le mie istruzioni per evitare il traffico generato dalla chiusura delle gallerie di Castellammare di Stabia. Solo il tempo di sistemare le borse che già siamo pronti con i sottomuta per andare a fare un tuffo notturno in uno dei miei posti segreti.

Le condizioni sono ottimali e l’acqua è cristallina. Iniziamo ad assemblare le fotocamere e mi accorgo di aver dimenticato di rimontare sui flash inon i “cappucci” per innestare i cavi a fibra ottica! Maledizione, non ho soluzione alternativa, se non assicurarli con del nastro isolante nero …. a terra sembra funzionare perfettamente. Ci tuffiamo ed iniziamo la nostra immersione dirigendoci subito in profondità, fino a raggiungere i -40 metri. Non “gira” gran ché , solo un piccolo cappone ubriaco trovato da David, ma che fugge via rapidamente. I flash funzionano a tratti, e quasi sempre solo quello di sinistra che sono costretto a spostare centralmente per riuscire a scattare qualche foto decente. In risalita incontro qualche Alicia mirabilis e poco altro …. maledizione! Il mio amico ha fatto tanti km per venire qui ad ammirare le bellezze del Golfo di Napoli e ancora non si vede nulla di “consistente”.  Sorvoliamo il fondo fangoso a lungo, risalendo gradualmente, fino a raggiungere una grande radura di Posidonia oceanica, inizio a setacciare la zona, guardando alla base delle foglie con grande attenzione ….. ci deve essere di certo qualche cavalluccio marino …. cerco ancora ma invano, fin quando vengo attirato dal rosso bruno di un maschio che staziona alla base di una foglia. Prendo i riferimenti e vado a chiamare David che è intento a fotografare una grande stella Astropecten aranciacus, lo distolgo portandolo sul posto individuato. Quando lo individuo d nuovo mi accorgo che c’è anche un altro esemplare nascosto tra le foglie, si tratta di un maschio con la sacca rigonfia contenente le uova! Yeah, sono felice …. scatto una foto solo per ricordo e lascio spazio al mio amico che inizia a fotografare. Mentre lui scatta io cerco ancora, sperando di trovare anche un pesce ago! Sicuramente è chiedere troppo …. vedo qualche murena e tanti paguri, alcuni assembrati come a formare un cerchio e una ventina di Pinna nobilis morte, mentre le Pinna rudis fortunatamente sono vive. Ci siamo allontanati molto dal consueto punto d’uscita, durante il ritorno a terra David trova tra le foglie un terzo “destriero”, un esemplare maschio di colore giallo, un vero capolavoro. Terminiamo l’immersione soddisfatti per aver chiuso l’immersione al meglio. Appena possibile, con le mani ancora bagnate, telefono alle donne di  casa per avvisare che siamo prossimi per rientrare e quindi si può procedere a cucinare per la cena, siamo moooolto affamati!

Marina Grande – Immersione Notturna

Ogni giro sul circuito di F1 di Interlagos in Brasile, con la Ferrari di Vettel in prima posizione, scandisce il countdown per il mio tuffo notturno odierno. Terminata la gara con il successo del ferrarista, mi metto in moto per organizzare l’uscita. La giornata è stata splendida, ma è previsto l’arrivo di “Attila” con la sua sciabolata artica accompagnata da abbondanti piogge e neve, è il caso di approfittare …..

Questa volta però, andrò in acqua senza la fotocamera, ma solo “armato” di retino per prendere qualche pesciolino per il mio acquario marino mediterraneo, momentaneamente vuoto dopo un guasto meccanico che ha sconvolto l’equilibrio della vasca che avevo faticosamente raggiunto. In verità ad ogni giro della corsa si alternavano nella mia mente i dubbi … apnea o bombole … Marina Grande, Spiaggia San Francesco, Puolo o Spiaggia Caterina ….. scooter o automobile … muta stagna oppure umida … Essendo i monobombola da 15 litri scarichi l’idea era quella di andare in apnea, ma le operazioni di pesca sarebbero state più laboriose …. in garage c’è un mono da 10 litri carico ma ha una “caramella” che non si svita e devo vuotarla per farla sistemare …. forse potrebbe essere il caso di usarla ma non ho un erogatore INT disponibile, ma solo quelli DIN. Scendo di casa e vado in garage con tutti questi dubbi nella mente … una sola certezza ….. l’automobile. Prendo il monobombola e mi metto in cerca di un erogatore tra l’attrezzatura che non ho in uso. Ne trovo uno che farebbe al caso ma non ha le fruste per il gav …. dovrei usare lo schienalino …. bah … valuto allora l’idea dell’apnea … tiro fuori le pinne e la muta umida ma poi mi ricordo che mia figlia ha nel suo borsone un erogatore INT con le fruste ….. benissimo, c’è solo da sistemare la fascia del GAV per adattarla alle dimensioni del 10 litri. Finalmente sono pronto e carico l’attrezzatura in auto. Mi dirigo subito a Marina Grande di Sorrento, il posto più vicino vista l’ora (le 20:30). Alle 21 sono vestito e pronto a scendere in acqua con il retino. Lascio un secchio pieno d’acqua di mare su una barchetta ormeggiata per potervi trasferire il “pescato” al mio rientro e m’immergo.

L’acqua è cristallina e fredda, il mare calmissimo anche a causa dello scirocco. Avanzo nel buio e mi fermo a pochi metri di profondità per iniziare la mia ricerca, trascorro circa 60′ in acqua bassa e me ne risalgo con un discreto numero di piccoli esemplari per la mia vasca. Mi spoglio infreddolito nel bagagliaio dell’auto e rientro a casa soddisfatto per aver portato a termine due importanti attività: riempire l’acquario e svuotare il monobombola da riparare. Mentre risciacquo l’attrezzatura nel lavatoio fuori al balcone dello studio, inizia a piovere …… Bene così ma per oggi niente foto da pubblicare!

Posto Segreto – Immersione Notturna

Le tensioni che si accumulano durante la settimana hanno un rimedio infallibile … una bella immersione notturna!
Cosi’ rientrato da lavoro ho atteso che la notte “maturasse” e come di consueto sono andato al mio posto preferito … ma l’influsso del venerdi’ 13 non ha portato bene. Non sono riuscito infatti a trovare un parcheggio per l’auto ed ho dovuto cambiare itinerario. A questo punto avevo due possibilita’, ho fatto un primo tentativo ed ho trovato subito un ambiente tranquillo ideale per una immersione in solitaria. Mi sono cosi’ spogliato e sono sceso in acqua, il mare e’ calmo e l’acqua sembra limpidissima. Inizio a scendere ma subito “sento” che non ci saranno molte “presenze”,  spero di sbagliarmi …. 
Sul pendio sabbioso incontro un rombo ed una seppia perfettamente mimetizzati. Gronchetti, menole e triglie ce ne sono, ma non come di solito. Proseguo a scandagliare il fondo con la torcia ma nulla si palesa sotto il fascio luminoso. Fortunatamente finalmente qualcosa di buono si vede … un cappone ubriaco o coccio che riposa sul fondo. Mi fermo, regolo la fotocamera Nikon D7200, montata con il Nikkor 10.5 mm ed il Microdome Isotta e mi avvicino per uno scatto frontale. Essendo abituato ad usare il mirino magnificatore angolare a 45* che non e’ montato su questo scafandro, non sono a mio perfetto agio. Cio’ penalizza sensibilmente gli scatti che ahime’ risultano spezzo con  “tagli” indesiderati. Fatico a riprendere il feeling e cio’ comporta la fuga inesorabile del pinnuto. Proseguo e risalgo a quote piu’ basse.  Non incontro nulla di esaltante, se non una grande Aplysia punctata che e’ in movimento sul fondo. La seguo e ne provo a “catturare” il nuoto impostando tempi di scatto lenti, la lascio andare lontano visto che l’aria delle mie bombole e’ ormai in esaurimento. Nel basso fondale, prima di rientrare a terra, riposano tra i sassi alcuni tordi pavone, mentre i pesci lucertola abbandonano la radura sabbiosa per cacciare anche sulla roccia. Risalgo a terra e mi svesto, telefono a casa e provo a chiamare il mio amico Alberto che mi aveva telefonato poco prima di andare in acqua. Non risponde, ma stasera non ho gran che’ da raccontargli ….

Quando rientro a casa, dopo aver sciacquato tutta l’attrezzatura, vado a guardare le foto sul display della fotocamera …. ho scattato in formato JPG e non ho i RAW/NEF delle foto scattate! Maledizione …. a questo punto, sara’ stato il venerdi’ 13?

Posto Segreto – Immersione Notturna

Ho provato in tutti i modi a reperire un compagno d’immersione, ma la ricerca e’ stata vana. In questo weekend non sono riuscito ad andare a mare nonostante le belle giornate,  ieri il Punta Campanella Diving era in overbooking, mentre stamattina avevo da svolgere una commissione insieme all’inseparabile amico Elio. Cosi’ in previsione della serata, sono andato a ritirare le bombole alla stazione di ricarica Maresca-Sport e le ho portate in garage, dove ho preparato la muta stagna, certo di poterla far chiudere dal mio compagno d’immersione. Poco male, devo riprendere la muta umida e cambiare cintura di piombi, con la grande tentazione di portare in acqua il retino per prendere qualche pesciolino per l’acquario, al posto della fotocamera. Nel frattempo il cielo si e’ coperto, anche la temperatura e’ scesa sensibilmente, bisognerà non dimenticare il cappello di lana … 
Attendo le 19:30 per prepararmi, mi muovo senza affrettarmi, per consentire che la serata “maturi”. Un leggero spicchio di luna si intravede nel cielo pieno di nuvole, quando arrivo sul posto trovo il mare che inizia a frangere sulla spiaggia, a causa del vento da Nord che ha iniziato a soffiare. Mi vesto lentamente ed infine entro in acqua. La visibilità e’ pessima nei primi metri. Appena accendo la torcia migliaia di latterini iniziano a schizzare via in tutte le direzioni. Sento i “proiettili” colpirmi continuamente in una frenetica corsa di allontanamento dalla luce. Inizio a scattare poi rallento i tempi d’esposizione e provo a catturarne il movimento. Le scie luminose sono evidenti sul display della mia Nikon D800e, continuo a scattare, proseguendo verso le zone più profonde, dove l’acqua si ripulisce ed i latterini  si diradano.  Raggiungo il fondale sabbioso dove la fanno da padrone i piccoli gronchi, le triglie e le seppie. Ne incontro due, la prima a mezz’acqua in caccia di latterini, l’altra in cerca di prede nei pressi del fondo. Questi incontri sono segnali premonitori di “soggetti” importanti in arrivo … alzo la soglia di attenzione ed inizio a scandagliare il fondale alcuni metri sotto di me. Non riesco a vedere nulla, fin quando la torcia individua nel suo raggio un cappone ubriaco. Regolo la fotocamera e mi avvicino, inizio a scattare mentre il pesce fugge via a scatti “borbottando” con l’inconfondibile grugnito. Lo seguo nei suoi balzi a mezz’acqua inducendolo a risalire di qualche metro di profondità. Mi riesce per svariati metri fin quando inverte la sua direzione di nuoto e fugge via nel buio della notte. Risalgo ancora e raggiungo la parete rocciosa. Qui ci sono gamberi, murene, polpi e polpesse, paguri e scorfani, ma anche alcune enormi stelle marine ed un cimazio.  Provo infine ad avvicinarmi ad un piccolo polpo con la luce rossa accesa per non disturbarlo … sono cosi’ vicino che il mollusco decide di “abbracciare” il Microdome Isotecnic che ho montato stasera. E’ tempo di tornare a terra, attraverso di nuovo la zona dove stazionano i latterini e l’acqua e’ torbida. Qui ci sono anche tanti piccoli scorfani in caccia. Proprio grazie alla luce della mia torcia uno di essi cattura una preda che si era posizionata immobile davanti alla sua bocca … non riesco a cogliere il momento, ma subito dopo vedo e fotografo la preda sparire via via all’interno della grande bocca. 
Stasera sono particolarmente soddisfatto e contento per essere  riuscito comunque ad andare in acqua in questo weekend. Lavorare domani sarà sicuramente più piacevole dopo una bella dose d’azoto!  

 

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Le parole Coraggio … Pazienti … Obiettivi … Performance …  si alternano nella mia mente a seguito della piacevole riunione lavorativa di Roma, ma tra queste ce n’è anche qualcun altra …. Mare … Immersione … Fotosub
La settimana si conclude infatti al meglio con una bella immersione notturna con mio fratello Arturo a Cala di Puolo, eppure la giornata è stata alquanto complessa. Sono partito di primo mattino alla volta di Napoli per portare in officina la mia auto aziendale che, a causa dei terribili temporali scaricatisi in zona, si è allagata mandando in tilt la centralina elettronica. Dopo le inevitabili procedure mi consegnano una vettura sostitutiva e resto a lavorare su Napoli. Quando rientro a casa mi devo occupare delle consuete attività familiari, ma non ho nessuna fretta, anche mio fratello è impegnato nelle stesse attività! Quando anche lui ha terminato e mi viene a prendere sono le 2130, carico l’attrezzatura in auto e ce ne andiamo a Puolo. Il meteo non promette nulla di buono, si vedono i fulmini in lontananza all’orizzonte, ma il mare è calmo “lisciato” dallo scirocco. Scarichiamo le attrezzature sulla spiaggia mentre alcuni turisti tedeschi escono dall’acqua dopo il bagno notturno.

 

Ci prepariamo ed entriamo in acqua alle 2230. La temperatura è elevata e la visibilità accettabile nonostante l’intensa pioggia dei giorni passati. Raggiungiamo il pendio sabbioso in cerca di soggetti dopo aver scavalcato la rete che è stata calata a pochi metri di profondità e distanza dalla spiaggia. Impigliata nelle sue maglie c’è solo una grande triglia, già morta. Sono presenti come al solito i gronchetti, i pesci lucertola, le stelle corazzate, le polpesse e i latterini, ma non scatto a questi soggetti per non sovraccaricare l’archivio inutilmente. Arturo perlustra il fondo parallelamente a me, a distanza di qualche metro. Abbiamo ambedue una configurazione grandangolare: io ho montato sulla Nikon D800 il Sigma 15 mm con il paraluce tagliato per farlo entrare nell’oblò Microdome Isotecnic che avevo rigato internamente in una delle mie “prove” e sapientemente “riportato a nuova vita” dal mio amico speciale Rosario Scariati. Arturo invece ha il Tokina 10-17 mm sulla Nikon D7000 e l’oblò Minidome Isotecnic da 4,5″ anch’esso “rianimato” dal mitico Rosario. Trascorriamo in immersione circa 70′ senza particolari sussulti, solo un piccolo esemplare di Octopus  macropus  che sembra danzare davanti all’obiettivo. Risaliamo in superficie con la pioggia che inizia a cadere.

Mentre ci spogliamo, Arturo mi segnala di aver fotografato un pesce pappagallo addormentato tra i sassi, ma non ha fatto in tempo a mostrarmelo perché al secondo lampo dei flash è fuggito via come un razzo. Carichiamo le attrezzature ancora montate in auto e fuggiamo via al mio garage, dove smontiamo tutto al riparo dalla pioggia. Mi riaccompagna a casa all’una di notte e ci salutiamo con un selfie in auto, dopo una bella serata trascorsa insieme, “rubata” al maltempo.

 

Puolo con Filippo, Edo, Pietro e Mimmo

Disteso sul lettino ricevo una telefonata da mio fratello, mentre scrivo sul blog il resoconto mattutino. Mi avverte che non sarà con noi stasera poiché domattina la sveglia suona presto per andare a lavoro. Rientro a casa e riassemblo la fotocamera con un nuovo corredo ottico, montando il Tokina 10-17 mm. Mangio qualcosa di leggero prima di scendere per andare al diving alle 20 dove trovo i miei amici a tavola per la cena.

Aspettiamo che sia terminata e saliamo sul gommone con direzione Cala di Puolo. Il cielo è sereno e pieno di stelle, la luna è nuova ed il mare abbastanza calmo. Ci immergiamo disposti a raggiera in cerca del Pesce San Pietro, io sono all’estrema sinistra sotto la parete rocciosa, poi c’è Filippo, Pietro, Edoardo e Mimmo. Subito incontro un granco in caccia fuori tana, lo seguo per parecchio tempo cercando di anticiparlo nei suoi movimenti. I miei amici proseguono sul pendio e li perdo dopo poco, ci rivediamo in acqua bassa circa 60′ dopo, intenti alla decompressione. Una volta sul gommone apprendo con soddisfazione che Filippo è riuscito a “scovare” uno Zeus faber a -50 metri e fotografandolo lo ha portato a risalire fino a -30 metri lasciandolo all’obiettivo di Pietro che così ha potuto fotografare il suo santo. Filippo ci racconta di aver visto anche una gallinella ed un polpo di rena, niente male visto che noialtri abbiamo visto poco o nulla al di fuori di piccoli polpi, seppie e triglie.

Ritorniamo al diving e ci svestiamo. Filippo è velocissimo, come lo sono io quando ho fretta di rientrare a casa. Chiude le borse subacquee e subito si mette in viaggio per Siena, dopo aver bevuto un caffè. Mi trattengo ancora un poco con Edo, Pietro e Mimmo al bar consumando un gelato, mentre Mimmo, con il saliscendi degli spaghetti che hanno “tormentato” la sua immersione, giura categoricamente di non cenare più … prima del tuffo! È stato un grande piacere ed onore accompagnare Filippo sott’acqua, peccato debba andare già via così presto. Resto in debito con lui di un’immersione “guidata” allo scoglio proteso ….. 😃

Punta Campanella con Filippo, Pietro e Mimmo

Appuntamento alle 10 al diving per andare a Punta Campanella, finalmente incontro Pietro che oggi sarà dei nostri. Aspettiamo l’arrivo di Mimmo e di alcuni clienti snorkelisti e partiamo. Raggiungiamo la boa gialla ed ormeggiamo il gommone. Mi assumo la responsabilità di accompagnare Filippo allo Scoglio Proteso ma commetto una grave leggerezza …. non controllo il punto di riferimento sulla costa. Iniziamo a scendere e Filippo mi mostra un branco di piccoli barracuda. Gli faccio segno d’ignorarli e di segurmi, saremmo tornati a cercarli dopo. Pinneggio a lungo contro corrente, che probabilmente mi inganna, trascorre troppo tempo in navigazione e dello scoglio non c’è traccia! Chiedo subito scusa 😥  a Filippo e dirottiamo sulle gorgonie rosse, ma di certo non sono floride come quelle a cui è abituato in Toscana. L’immersione prosegue lungo il pianoro fino al faraglione, con alcuni minuti di deco da smaltire. Sono mortificato e vengo deriso dal maestro Mimmo che si diverte a stuzzicarmi. Ci spostiamo poi con il gommone all’interno della Baia di Jeranto per accompagnare gli snorkelisti per un secondo tuffo. Non avevo compreso il programma nel dettaglio e ne resto sorpreso, avendo dato appuntamento alla famiglia al mare per ora di pranzo. Quando rientriamo a terra sono già completamente svestito e pronto a tornare a casa. Raggiungo la famiglia al mare per pranzare e riposare un poco, prima di ripartire per la notturna in cui proverò a riscattare la brutta figura! 

Puolo con Filippo, Arturo e Mimmo

Un magnifico tramonto del sole dietro Ischia “incendia” la serata di ferragosto, giornata caratterizzata dall’ennesimo incendio  sul monte Faito contrastato dai Canadair. Raggiungo il diving a Marina della Lobra dopo essere stato al mare con la famiglia, con me c’è anche mio fratello Arturo che stasera mi accompagna in immersione. Arriviamo al porto nel bel mezzo della festa patronale, con migliaia di persone intervenute per ammirare la processione della Statua della Madonna. Raggiungiamo a fatica il parcheggio dei motorini, scarichiamo le attrezzature e ci incontriamo con Filippo, Mimmo & Co che stanno ultimando la cena prima di andare in acqua. Sono passato per il garage ed ho preso la muta stagna, memore del freddo patito nell’ultima notturna e che mi aveva fatto risalire in cerca di “calore”. Ci prepariamo lentamente anche perché bisogna attendere il rientro delle barche che hanno seguito la processione in mare ed anche l’amico Pietro da Roma, ma di lui nessuna traccia …

Finalmente alle 21 molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo a Cala di Puolo. Siamo tutti desiderosi di mostrare a Filippo le bellezze del nostro mare e delle immersioni notturne a Puolo, è venuto qui proprio con questo scopo, con la speranza d’incontrare un Pesce San Pietro.  Ormeggiamo nella baia e mi accorgo di aver dimenticato il computer subacqueo nel borsone al diving. Fortunatamente Edoardo ha con se il suo orologio subacqueo Suunto che mi presta consentendomi di non abortire il tuffo. Grazie Mille Edo! Ci tuffiamo, l’acqua in superficie è torbidissima e calda, fortunatamente sotto i 15 metri è ottima e gelata. La scelta della muta stagna è stata corretta. Scendo con Arturo sul pendio sabbioso, insieme a Mimmo,  Filippo e Gianluigi che, per la prima volta, è in versione fotosub.  Ci sono tanti piccoli polpi in caccia sulla sabbia, ma anche triglie, rombi e pesci lucertola. Quando raggiungiamo la parte pietrosa del fondale incontriamo due piccole Alicia mirabilis. Dopo un primo scatto segnalo la presenza a Filippo  che è poco distante da me. Proseguiamo il giro tornando verso riva dove mi diverto a fotografare alcune grandi triglie, abbastanza confidenti sotto il potente fascio di luce della torcia Archon. Rientriamo a terra senza nessun grande sussulto fotografico, nessun “Pietro” avvistato, santo e non,  ma pronti a replicare anche domani sera!