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Posto Segreto – Immersione Notturna

Le tensioni che si accumulano durante la settimana hanno un rimedio infallibile … una bella immersione notturna!
Cosi’ rientrato da lavoro ho atteso che la notte “maturasse” e come di consueto sono andato al mio posto preferito … ma l’influsso del venerdi’ 13 non ha portato bene. Non sono riuscito infatti a trovare un parcheggio per l’auto ed ho dovuto cambiare itinerario. A questo punto avevo due possibilita’, ho fatto un primo tentativo ed ho trovato subito un ambiente tranquillo ideale per una immersione in solitaria. Mi sono cosi’ spogliato e sono sceso in acqua, il mare e’ calmo e l’acqua sembra limpidissima. Inizio a scendere ma subito “sento” che non ci saranno molte “presenze”,  spero di sbagliarmi …. 
Sul pendio sabbioso incontro un rombo ed una seppia perfettamente mimetizzati. Gronchetti, menole e triglie ce ne sono, ma non come di solito. Proseguo a scandagliare il fondo con la torcia ma nulla si palesa sotto il fascio luminoso. Fortunatamente finalmente qualcosa di buono si vede … un cappone ubriaco o coccio che riposa sul fondo. Mi fermo, regolo la fotocamera Nikon D7200, montata con il Nikkor 10.5 mm ed il Microdome Isotta e mi avvicino per uno scatto frontale. Essendo abituato ad usare il mirino magnificatore angolare a 45* che non e’ montato su questo scafandro, non sono a mio perfetto agio. Cio’ penalizza sensibilmente gli scatti che ahime’ risultano spezzo con  “tagli” indesiderati. Fatico a riprendere il feeling e cio’ comporta la fuga inesorabile del pinnuto. Proseguo e risalgo a quote piu’ basse.  Non incontro nulla di esaltante, se non una grande Aplysia punctata che e’ in movimento sul fondo. La seguo e ne provo a “catturare” il nuoto impostando tempi di scatto lenti, la lascio andare lontano visto che l’aria delle mie bombole e’ ormai in esaurimento. Nel basso fondale, prima di rientrare a terra, riposano tra i sassi alcuni tordi pavone, mentre i pesci lucertola abbandonano la radura sabbiosa per cacciare anche sulla roccia. Risalgo a terra e mi svesto, telefono a casa e provo a chiamare il mio amico Alberto che mi aveva telefonato poco prima di andare in acqua. Non risponde, ma stasera non ho gran che’ da raccontargli ….

Quando rientro a casa, dopo aver sciacquato tutta l’attrezzatura, vado a guardare le foto sul display della fotocamera …. ho scattato in formato JPG e non ho i RAW/NEF delle foto scattate! Maledizione …. a questo punto, sara’ stato il venerdi’ 13?

Posto Segreto – Immersione Notturna

Ho provato in tutti i modi a reperire un compagno d’immersione, ma la ricerca e’ stata vana. In questo weekend non sono riuscito ad andare a mare nonostante le belle giornate,  ieri il Punta Campanella Diving era in overbooking, mentre stamattina avevo da svolgere una commissione insieme all’inseparabile amico Elio. Cosi’ in previsione della serata, sono andato a ritirare le bombole alla stazione di ricarica Maresca-Sport e le ho portate in garage, dove ho preparato la muta stagna, certo di poterla far chiudere dal mio compagno d’immersione. Poco male, devo riprendere la muta umida e cambiare cintura di piombi, con la grande tentazione di portare in acqua il retino per prendere qualche pesciolino per l’acquario, al posto della fotocamera. Nel frattempo il cielo si e’ coperto, anche la temperatura e’ scesa sensibilmente, bisognerà non dimenticare il cappello di lana … 
Attendo le 19:30 per prepararmi, mi muovo senza affrettarmi, per consentire che la serata “maturi”. Un leggero spicchio di luna si intravede nel cielo pieno di nuvole, quando arrivo sul posto trovo il mare che inizia a frangere sulla spiaggia, a causa del vento da Nord che ha iniziato a soffiare. Mi vesto lentamente ed infine entro in acqua. La visibilità e’ pessima nei primi metri. Appena accendo la torcia migliaia di latterini iniziano a schizzare via in tutte le direzioni. Sento i “proiettili” colpirmi continuamente in una frenetica corsa di allontanamento dalla luce. Inizio a scattare poi rallento i tempi d’esposizione e provo a catturarne il movimento. Le scie luminose sono evidenti sul display della mia Nikon D800e, continuo a scattare, proseguendo verso le zone più profonde, dove l’acqua si ripulisce ed i latterini  si diradano.  Raggiungo il fondale sabbioso dove la fanno da padrone i piccoli gronchi, le triglie e le seppie. Ne incontro due, la prima a mezz’acqua in caccia di latterini, l’altra in cerca di prede nei pressi del fondo. Questi incontri sono segnali premonitori di “soggetti” importanti in arrivo … alzo la soglia di attenzione ed inizio a scandagliare il fondale alcuni metri sotto di me. Non riesco a vedere nulla, fin quando la torcia individua nel suo raggio un cappone ubriaco. Regolo la fotocamera e mi avvicino, inizio a scattare mentre il pesce fugge via a scatti “borbottando” con l’inconfondibile grugnito. Lo seguo nei suoi balzi a mezz’acqua inducendolo a risalire di qualche metro di profondità. Mi riesce per svariati metri fin quando inverte la sua direzione di nuoto e fugge via nel buio della notte. Risalgo ancora e raggiungo la parete rocciosa. Qui ci sono gamberi, murene, polpi e polpesse, paguri e scorfani, ma anche alcune enormi stelle marine ed un cimazio.  Provo infine ad avvicinarmi ad un piccolo polpo con la luce rossa accesa per non disturbarlo … sono cosi’ vicino che il mollusco decide di “abbracciare” il Microdome Isotecnic che ho montato stasera. E’ tempo di tornare a terra, attraverso di nuovo la zona dove stazionano i latterini e l’acqua e’ torbida. Qui ci sono anche tanti piccoli scorfani in caccia. Proprio grazie alla luce della mia torcia uno di essi cattura una preda che si era posizionata immobile davanti alla sua bocca … non riesco a cogliere il momento, ma subito dopo vedo e fotografo la preda sparire via via all’interno della grande bocca. 
Stasera sono particolarmente soddisfatto e contento per essere  riuscito comunque ad andare in acqua in questo weekend. Lavorare domani sarà sicuramente più piacevole dopo una bella dose d’azoto!  

 

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Le parole Coraggio … Pazienti … Obiettivi … Performance …  si alternano nella mia mente a seguito della piacevole riunione lavorativa di Roma, ma tra queste ce n’è anche qualcun altra …. Mare … Immersione … Fotosub
La settimana si conclude infatti al meglio con una bella immersione notturna con mio fratello Arturo a Cala di Puolo, eppure la giornata è stata alquanto complessa. Sono partito di primo mattino alla volta di Napoli per portare in officina la mia auto aziendale che, a causa dei terribili temporali scaricatisi in zona, si è allagata mandando in tilt la centralina elettronica. Dopo le inevitabili procedure mi consegnano una vettura sostitutiva e resto a lavorare su Napoli. Quando rientro a casa mi devo occupare delle consuete attività familiari, ma non ho nessuna fretta, anche mio fratello è impegnato nelle stesse attività! Quando anche lui ha terminato e mi viene a prendere sono le 2130, carico l’attrezzatura in auto e ce ne andiamo a Puolo. Il meteo non promette nulla di buono, si vedono i fulmini in lontananza all’orizzonte, ma il mare è calmo “lisciato” dallo scirocco. Scarichiamo le attrezzature sulla spiaggia mentre alcuni turisti tedeschi escono dall’acqua dopo il bagno notturno.

 

Ci prepariamo ed entriamo in acqua alle 2230. La temperatura è elevata e la visibilità accettabile nonostante l’intensa pioggia dei giorni passati. Raggiungiamo il pendio sabbioso in cerca di soggetti dopo aver scavalcato la rete che è stata calata a pochi metri di profondità e distanza dalla spiaggia. Impigliata nelle sue maglie c’è solo una grande triglia, già morta. Sono presenti come al solito i gronchetti, i pesci lucertola, le stelle corazzate, le polpesse e i latterini, ma non scatto a questi soggetti per non sovraccaricare l’archivio inutilmente. Arturo perlustra il fondo parallelamente a me, a distanza di qualche metro. Abbiamo ambedue una configurazione grandangolare: io ho montato sulla Nikon D800 il Sigma 15 mm con il paraluce tagliato per farlo entrare nell’oblò Microdome Isotecnic che avevo rigato internamente in una delle mie “prove” e sapientemente “riportato a nuova vita” dal mio amico speciale Rosario Scariati. Arturo invece ha il Tokina 10-17 mm sulla Nikon D7000 e l’oblò Minidome Isotecnic da 4,5″ anch’esso “rianimato” dal mitico Rosario. Trascorriamo in immersione circa 70′ senza particolari sussulti, solo un piccolo esemplare di Octopus  macropus  che sembra danzare davanti all’obiettivo. Risaliamo in superficie con la pioggia che inizia a cadere.

Mentre ci spogliamo, Arturo mi segnala di aver fotografato un pesce pappagallo addormentato tra i sassi, ma non ha fatto in tempo a mostrarmelo perché al secondo lampo dei flash è fuggito via come un razzo. Carichiamo le attrezzature ancora montate in auto e fuggiamo via al mio garage, dove smontiamo tutto al riparo dalla pioggia. Mi riaccompagna a casa all’una di notte e ci salutiamo con un selfie in auto, dopo una bella serata trascorsa insieme, “rubata” al maltempo.

 

Puolo con Filippo, Edo, Pietro e Mimmo

Disteso sul lettino ricevo una telefonata da mio fratello, mentre scrivo sul blog il resoconto mattutino. Mi avverte che non sarà con noi stasera poiché domattina la sveglia suona presto per andare a lavoro. Rientro a casa e riassemblo la fotocamera con un nuovo corredo ottico, montando il Tokina 10-17 mm. Mangio qualcosa di leggero prima di scendere per andare al diving alle 20 dove trovo i miei amici a tavola per la cena.

Aspettiamo che sia terminata e saliamo sul gommone con direzione Cala di Puolo. Il cielo è sereno e pieno di stelle, la luna è nuova ed il mare abbastanza calmo. Ci immergiamo disposti a raggiera in cerca del Pesce San Pietro, io sono all’estrema sinistra sotto la parete rocciosa, poi c’è Filippo, Pietro, Edoardo e Mimmo. Subito incontro un granco in caccia fuori tana, lo seguo per parecchio tempo cercando di anticiparlo nei suoi movimenti. I miei amici proseguono sul pendio e li perdo dopo poco, ci rivediamo in acqua bassa circa 60′ dopo, intenti alla decompressione. Una volta sul gommone apprendo con soddisfazione che Filippo è riuscito a “scovare” uno Zeus faber a -50 metri e fotografandolo lo ha portato a risalire fino a -30 metri lasciandolo all’obiettivo di Pietro che così ha potuto fotografare il suo santo. Filippo ci racconta di aver visto anche una gallinella ed un polpo di rena, niente male visto che noialtri abbiamo visto poco o nulla al di fuori di piccoli polpi, seppie e triglie.

Ritorniamo al diving e ci svestiamo. Filippo è velocissimo, come lo sono io quando ho fretta di rientrare a casa. Chiude le borse subacquee e subito si mette in viaggio per Siena, dopo aver bevuto un caffè. Mi trattengo ancora un poco con Edo, Pietro e Mimmo al bar consumando un gelato, mentre Mimmo, con il saliscendi degli spaghetti che hanno “tormentato” la sua immersione, giura categoricamente di non cenare più … prima del tuffo! È stato un grande piacere ed onore accompagnare Filippo sott’acqua, peccato debba andare già via così presto. Resto in debito con lui di un’immersione “guidata” allo scoglio proteso ….. 😃

Punta Campanella con Filippo, Pietro e Mimmo

Appuntamento alle 10 al diving per andare a Punta Campanella, finalmente incontro Pietro che oggi sarà dei nostri. Aspettiamo l’arrivo di Mimmo e di alcuni clienti snorkelisti e partiamo. Raggiungiamo la boa gialla ed ormeggiamo il gommone. Mi assumo la responsabilità di accompagnare Filippo allo Scoglio Proteso ma commetto una grave leggerezza …. non controllo il punto di riferimento sulla costa. Iniziamo a scendere e Filippo mi mostra un branco di piccoli barracuda. Gli faccio segno d’ignorarli e di segurmi, saremmo tornati a cercarli dopo. Pinneggio a lungo contro corrente, che probabilmente mi inganna, trascorre troppo tempo in navigazione e dello scoglio non c’è traccia! Chiedo subito scusa 😥  a Filippo e dirottiamo sulle gorgonie rosse, ma di certo non sono floride come quelle a cui è abituato in Toscana. L’immersione prosegue lungo il pianoro fino al faraglione, con alcuni minuti di deco da smaltire. Sono mortificato e vengo deriso dal maestro Mimmo che si diverte a stuzzicarmi. Ci spostiamo poi con il gommone all’interno della Baia di Jeranto per accompagnare gli snorkelisti per un secondo tuffo. Non avevo compreso il programma nel dettaglio e ne resto sorpreso, avendo dato appuntamento alla famiglia al mare per ora di pranzo. Quando rientriamo a terra sono già completamente svestito e pronto a tornare a casa. Raggiungo la famiglia al mare per pranzare e riposare un poco, prima di ripartire per la notturna in cui proverò a riscattare la brutta figura! 

Puolo con Filippo, Arturo e Mimmo

Un magnifico tramonto del sole dietro Ischia “incendia” la serata di ferragosto, giornata caratterizzata dall’ennesimo incendio  sul monte Faito contrastato dai Canadair. Raggiungo il diving a Marina della Lobra dopo essere stato al mare con la famiglia, con me c’è anche mio fratello Arturo che stasera mi accompagna in immersione. Arriviamo al porto nel bel mezzo della festa patronale, con migliaia di persone intervenute per ammirare la processione della Statua della Madonna. Raggiungiamo a fatica il parcheggio dei motorini, scarichiamo le attrezzature e ci incontriamo con Filippo, Mimmo & Co che stanno ultimando la cena prima di andare in acqua. Sono passato per il garage ed ho preso la muta stagna, memore del freddo patito nell’ultima notturna e che mi aveva fatto risalire in cerca di “calore”. Ci prepariamo lentamente anche perché bisogna attendere il rientro delle barche che hanno seguito la processione in mare ed anche l’amico Pietro da Roma, ma di lui nessuna traccia …

Finalmente alle 21 molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo a Cala di Puolo. Siamo tutti desiderosi di mostrare a Filippo le bellezze del nostro mare e delle immersioni notturne a Puolo, è venuto qui proprio con questo scopo, con la speranza d’incontrare un Pesce San Pietro.  Ormeggiamo nella baia e mi accorgo di aver dimenticato il computer subacqueo nel borsone al diving. Fortunatamente Edoardo ha con se il suo orologio subacqueo Suunto che mi presta consentendomi di non abortire il tuffo. Grazie Mille Edo! Ci tuffiamo, l’acqua in superficie è torbidissima e calda, fortunatamente sotto i 15 metri è ottima e gelata. La scelta della muta stagna è stata corretta. Scendo con Arturo sul pendio sabbioso, insieme a Mimmo,  Filippo e Gianluigi che, per la prima volta, è in versione fotosub.  Ci sono tanti piccoli polpi in caccia sulla sabbia, ma anche triglie, rombi e pesci lucertola. Quando raggiungiamo la parte pietrosa del fondale incontriamo due piccole Alicia mirabilis. Dopo un primo scatto segnalo la presenza a Filippo  che è poco distante da me. Proseguiamo il giro tornando verso riva dove mi diverto a fotografare alcune grandi triglie, abbastanza confidenti sotto il potente fascio di luce della torcia Archon. Rientriamo a terra senza nessun grande sussulto fotografico, nessun “Pietro” avvistato, santo e non,  ma pronti a replicare anche domani sera!

 

Puolo con Ass. Jacques Cousteau – Immersione Notturna

Un inferno di fuoco avvolge il Vesuvio ed il monte Faito da alcuni giorni. Le fiamme ed il fumo si espandono nonostante l’incessante attività dei Canadair e dei pompieri, giunti ormai al collasso delle energie. Il disastro è immane con decine di ettari di bosco e pineta distrutti, insieme ai loro abitanti. 

In serata ho appuntamento con Nicola & Antonella per un tuffo notturna con gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau alla Cala di Puolo. Ci vediamo in spiaggia alle 20:15 quando la luce è ancora tanta, ci vestiamo e scendiamo in acqua. Entro per primo in acqua per effettuare delle prove con la Nikon D800, poi ritorno a terra e prendo la seconda fotocamera Nikon D7200 con il Nikkor 40 mm, posando la prima e seguo il gruppo che è già lungo il pendio sabbioso.
La serata non è particolarmente ricca d’incontri, degna di nota solo la piccola corvina addormentata tra i sassi che mi mostra Antonella,  ma come al solito divertente, con un epilogo piacevolissimo ….. picnic sulla spiaggia! Grandi i miei amici! Bisogna replicare al più presto!

 

Grotta dello Zaffiro con Lorenza

Svegliarsi stamattina è durissimo, lo è ancora di più per mia figlia Lorenza che ha tirato tardi in discoteca con le amiche. Il meteo è incerto, il cielo è nuvoloso e promette pioggia. Ho preparato la fotocamera Nikon D7200 con il Tokina 10-17 mm ed il Microdome di Isotta, appositamente realizzato per me. Passiamo rapidamente per il garage a prendere l’attrezzatura di Lorenza poi raggiungiamo il Punta Campanella Diving. Quando apriamo le borse ci accorgiamo di due “mancanze”: il GAV di Lorenza e … i cavi syncro flash in fibra ottica! Maledizione, non è giornata, la fretta è sempre cattiva consigliera. Partiamo alla volta della Grotta dello Zaffiro dopo aver modificato l’assetto della fotocamera utilizzando solo i faretti Archon e Gralmarine. La navigazione è accidentata, le onde sono alte e soffia vento che alza spruzzi d’acqua sui nostri volti, quando arriviamo nei pressi della caverna il mare è più calmo, protetto dal promontorio di Punta Campanella. Mi tuffo subito con Lorenza ed entriamo nella grotta, subito dopo segue il gruppo. Emergiamo all’interno ed ammiriamo le bellissime strutture calcaree che arricchiscono la grotta. Sostiamo brevemente all’interno ed usciamo di nuovo, dopo aver esplorato anche il buco profondo che collega la grotta con l’esterno. Proseguiamo l’immersione mantenendo la parete sulla nostra destra. L’intento sarebbe quello di raggiungere la spugna gialla che si trova sulla parete, ma è molto distante, non so se riusciremo ad arrivarci. Approfitto così per far fare qualche prova a Lorenza con la “sua” fotocamera Nikon D7200, mi metto in posa per lei nei pressi di una gorgonia gialla, lasciandole la possibilità di familiarizzare con i comandi e la regolazione delle luci.

Non ci accorgiamo di esser stati superati dal gruppo, non vedendoli, decidiamo di tornare indietro verso la grotta. Lungo il percorso vedo una catasta di pietre bianche nei pressi di uno scoglio … come atteso, un grosso polpo ossigena le uova appese al soffitto. Anche in questa situazione non è possibile realizzare delle buone foto, le luci sono ormai scariche ed il buco troppo piccolo per infilare lo scafandro all’interno. Risaliamo così lungo la parete, dove ci sono nuovi segni del passaggio dei pescatori di datteri di mare, in attesa di Gianluigi che è alle prese con il gruppo di sub che riemerge ad oltre 100 metri da noi, nei pressi della spugna Axinella. Non resta che attendere pazientemente in superficie per essere recuperati e fare ritorno al porto, quella di oggi è proprio una giornata NO!

Marina Grande di Sorrento

Sbrighiamoci, se torniamo in tempo, stasera vorrei andare in acqua“.  Fortunatamente sono a casa per le 17:30, dopo una mattinata di shopping con la famiglia; attendo il calare delle tenebre, completando la preparazione dell’attrezzatura fotografica. Ancora una volta mi immergo a Marina Grande di Sorrento, dopo aver fatto un sopralluogo in primissima mattina, per controllare la limpidezza dell’acqua. Il mare è calmo ma il cielo nuvoloso e promette pioggia. Come al solito mi vesto vicino all’auto, scendo le scalette che portano alla spiaggia e dopo poco sono in acqua. Scendo ancora una volta verso i 25 metri di profondità e proseguo verso sinistra, ritrovando gli scogli a me familiari.

La serata è ancora una volta priva di grandi sussulti, solo nel momento in cui inizio la risalita verso quote batimetriche più basse, trovo finalmente qualcosa di very hot! Una bellissima bavosa ocellata, adagiata sul fango. Mi avvicino al pesciolino che subito solleva la sua pinna dorsale. Solo qualche scatto ed inizia a muoversi sul fondo. La seguo cercando di non sollevare troppo sedimento, raggiungendola ogni volta dopo ogni suo balzo in avanti. Il mio cuore batte forte per l’emozione, veloce come il ritmo di scatto dei miei flash. La bavosa esegue un ultimo balzo verso il buio; riesco a stento a seguirla per alcuni metri, poi scompare alla mia vista nel buio della notte.

Rientro a terra soddisfatto, con un gran senso di gratitudine verso il “mio” angolo di mare, capace di regalarmi sempre grandi emozioni.