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Città Sommersa di Massa Lubrense (?) con Ernesto e Lorenza

Avevo letto qualcosa su un post uscito su facebook, poi nulla più fin quando mi giunge la telefonata del mio amico Gigi De Pasquale …. “Ciao Marco, saresti disponibile per un rilievo fotografico subacqueo archeologico? ….. ok, allora quando possiamo andare? Mercoledì …. perfetto, prima che ne chiudano l’accesso!”

Ho lavorato in questi giorni guardando il meteo previsto per il 1 novembre, giorno stabilito per il rilievo, fortunatamente la giornata è splendida, soleggiata, con mare calmo e acqua limpida!

L’appuntamento con Gigi ed i suoi amici è al porto di Marina della Lobra alle 9, con me ci sono mia figlia Lorenza, con la sua fotocamera Isotta Nikon D7200 ed Ernesto Fiorentino, mio carissimo amico e provetto subacqueo. Ci incontriamo con un veterano delle immersioni in penisola sorrentina, Lorenzo Corcione che conosco da bambino quando frequentavo il Centro Immersioni Sorrento di Guido Picchetti. Con lui ci sono Michele Giustiniani, presidente della cooperativa di Marina della Lobra e Gaetano Mastellone che ha scoperto il sito subacqueo da rilevare. Effettuiamo la vestizione sulla banchina del porto e poi saliamo sulla barca dell’A.M.P. Punta Campanella che ha autorizzato preventivamente la nostra immersione, guidati da Luca che aveva precedentemente segnalato il sito con una boa da sub. 

Mi immergo nell’acqua cristallina direttamente sopra il primo dei manufatti che sono stati avvistati …. subito mi rendo conto che chi ha visto dalla superficie queste strane “pietre” ha notato qualcosa di assolutamente anomalo. Insieme ai miei compagni inizio a scattare fotografie a questi reperti che hanno tutto l’aspetto di basi di colonne o di capitelli. Sono dispersi sul fondo a breve distanza tra loro, se ne vedono a decine, ricoperti da vegetazione algale. Lorenzo ne pulisce alcune superfici per provare ad osservare cosa c’è sotto e capirne la consistenza. Trascorriamo circa un’ora in acqua nel basso fondale ed inizio anche a girare alcuni video con la fotocamera Nikon D800 ed il Sigma 15 mm per poterli mostrare ai miei amici e poi agli esperti archeologi, per capire la reale entità di questi manufatti. 
Risaliamo a bordo felici per aver forse scritto una pagina nuova per Massa Lubrense, emozionati raccontiamo le nostre prime impressioni a caldo a Gigi che le registra con il suo telefonino. Rientriamo a terra e smontiamo tutte le attrezzature, mostro alle persone a terra le foto ed i video …. sono tutti elettrizzati … Anche Michele Giustiniani, il più cauto, sembra concorde sulla straordinarietà del ritrovamento. Non resta che tornare a casa, soddisfatti e felici, peccato solo non poter pubblicare subito il materiale …. bisognerà farlo visionare agli esperti, per evitare d’incappare in una clamorosa “svista”.  In ogni caso un’emozione grandissima condivisa con mia figlia Lorenza! 

 

 

 

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving Center

La giornata e’ magnifica, con il cielo sereno ed il mare calmo come l’olio. Mi accorgo che siamo a meta’ ottobre e non ad agosto solo perche’ la temperatura sullo scooter di primo mattino e’ particolarmente bassa.  Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato a prendere la muta stagna in garage, la navigazione in gommone dopo l’immersione e’ sempre mididiale. Oggi andiamo allo Scoglio Penna ed il barcaiolo e’ il carissimo “zio”  Virgilio, mentre in acqua con me c’e’ Vittoria che accompagna un gruppo di sub napoletani. Raggiungiamo il punto stabilito ed ormeggiamo. Lascio scendere tutti in acqua poi finalmente entro io, con la Nikon D7200 ed il Nikon 10.5 mm all’interno del microdome Isotta. L’acqua e’ abbastanza limpida, ma non come appariva dalla superficie. Scendiamo in gruppo ed attraversiamo il buco passante tra gli scogli e scendiamo in direzione delle gorgonie rosse, ahime’ quasi tutte chiuse. Anticipo il gruppo e gaggiungo un folto branco di barracuda che staziona in una insolita posizione, probabilmente attirato dall’abbondante mangianza  presente. Mi avvicino ma subito cominciano a separarsi in piccoli gruppi, passo oltre e raggiungo la parte interna dello scoglio, fermandomi sulla balza rocciosa verticale che ne delimita il pianoro ricoperto di gorgonie e caulerpa. Sorvolo i massi che si trovano su di esso e raggiungo la parete dove ci sono le margherite di mare. Mi dedico a qualche scatto del buco ma l’illuminazione autunnale non e’ ottimale per riuscire a renderlo in tutta a sua bellezza. Quando risalgo a bassa quota per terminare la decompressione mi accorgo che nei primi metri d’acqua ci sono i segni inequivocabili del passaggio dei pescatori di frodo di datteri! Maledizione, ancora un danno recente, conferma che durante i mesi autunnali/invernali i datterari hanno vita ancor piu’ facile senza il controllo degli enti preposti a combattere il fenomeno.  Risaliamo in barca e tornando al porto ci godiamo il bellissimo sole. Non resta che sistemare le attrezzature e salutare tutti, dandoci appuntamento al prossimo tuffo! 

Corso di Biologia Marina – Nerano

Una grande soddisfazione poter proiettare le mie fotografie subacquee al cospetto di professori e ricercatori universitari della “Parthenope” Giovanni Fulvio Russo, Roberto Sandulli, Giancarlo Spezie, Guido Villani e dei loro allievi del corso di biologia marina., presso il Villaggio Nettuno di Nerano. Sono veramente felice.

http://www.campaniasuweb.it/attualita/punta-campanella-a-scuola-di-biologia-nellarea-marina-protetta/

http://www.positanonews.it/articolo/3194325/punta-campanella-scuola-biologia-nellarea-marina-protetta

Liberazione Tartarughe

A volte accade di avere un richiamo improvviso per una persona, che non senti da molto tempo … però i potenti mezzi “social” ti consentono  in un attimo di entrare in contatto con quella stessa persona e di riceverne immediatamente le notizie …. attese!

Domenica, dopo essere stato in mare con la famiglia, mentre scaricavo le foto al computer, pensavo all’itinerario che avrei percorso per lavoro l’indomani a Napoli, in zona lungomare Caracciolo e mi è balzato alla mente il mio amico Fulvio Maffucci, che lavora al Turtle Point della Stazione Zoologica Anthon Dohrn. Contestualmente gli ho inviato un messaggino per salutarlo e per chiedergli di informarmi su eventuali liberazioni di testuggini in mare, visto che precedentemente non mi era stato possibile aderire ad un suo invito. La sua sollecita risposta mi coglie di sorpresa: “Caro Marco, martedì nel tardo pomeriggio liberiamo 5 tartarughe a Piano di Sorrento, in collaborazione con l’A.M.P. Punta Campanella e il Punta Campanella Diving Center, fammi sapere se riesci a venire così ci scatti qualche bella foto”. Rispondo immediatamente sperando di fare in tempo a raggiungerli.

Mentalmente inizio a pianificare la cosa, preparo in anticipo la fotocamera con il Sigma 15 mm e l’oblò più grande per scattare al meglio le foto a mezz’acqua. Poi non resta che sperare di terminare la giornata lavorativa in tempo …

Quando finalmente mi sono ritrovato al porto con i ragazzini che sommergevano di domande Fulvio ed il suo entourage, mi sono sentito felice come loro, non vedevo l’ora di scendere in acqua per ammirarle.

Dopo una lunga navigazione per raggiungere il largo fuori la Punta del Capo, allontanandosi dalle rotte degli scafi che transitano numerosi nel golfo, finalmente si procede alla liberazione della più piccola di esse. Il suo scatto è fulmineo, mi coglie alquanto impreparato anche per i settaggi della fotocamera. Da una seconda barca già sono pronti a rilasciarne un’altra … a stento faccio in tempo a scattare che è già lontanissima. A tal punto chiedo un time-out … invitando a coordinarci meglio nelle operazioni … cambio setup della fotocamera e mi piazzo sotto la barca proprio di fronte al grosso rettile, smanioso di riguadagnare l’acqua. E’ così che finalmente riesco a catturare una buona immagine, prima di vederla sparire nell’acqua scura del pomeriggio. Così procediamo anche per le altre due, finché soddisfatti, risaliamo a bordo del gommone per tornare a terra dove, davanti ad una bibita, programmiamo le future iniziative. Grazie caro Fulvio per avermi regalato questo indimenticabile pomeriggio.

Vervece con Sereno Variabile

La telefonata di Rosy mi coglie di sorpresa: “si si , mi piacerebbe, ma devo lavorare …. dovrei chiedere un giorno di ferie ….” rispondo. In serata, ricevuto l’ok da mio capo, posso confermare l’invito ….

Stamattina, dopo aver accompagnato Lidia a scuola, sono finalmente libero per un tuffo infrasettimanale, non programmato ma molto gradito. Raggiungo come al solito il Punta Campanella Diving Center con lo scooter ed attendo l’arrivo di Gianluigi, Edoardo e delle ragazze dello staff. Con loro arrivano anche Antonella e Nicola, reduci da un weekend in cui si sono presi un grande spavento, affondati al largo di Punta Licosa con la barca che li aveva portati sul punto d’immersione, il relitto KT.

Attendiamo a lungo che la troupe di Sereno Variabile raggiunga la Marina della Lobra dove gireranno alcune scene per una puntata che andrà in onda a breve. Li osserviamo mentre attendono l’arrivo di un peschereccio con il carico di preziosi gamberetti pescati con le nasse e intervistano l’equipaggio, poi finalmente possiamo muoverci dalla banchina alla volta dello Scoglio del Vervece.

Dopo aver ormeggiato alla boa sommersa si affianca la vedetta della Guardia Costiera, da cui scende sul gommone il conduttore televisivo Alberto Bevilacqua, accompagnato dal Comandante Ruggiero D’Ambra per intervistare Edoardo Ruspantini.

Segue quindi una breve descrizione delle attività del diving, delle immersioni effettuabili in zona, della flora e della fauna abbondante e particolare che popola queste acque della penisola. Tutto il gruppo di subacquei è completamente vestito in attesa dell’ok del regista per il tuffo simultaneo …. i minuti trascorrono e la temperatura nelle nostre mute stagne sale notevolmente sotto il sole intenso. Finalmente siamo pronti e scendiamo in acqua, con direzione Gerardia savaglia per poi proseguire verso la spugna gialla Axinella cannabina e poi sulla foresta di gorgonie rosse.

Malauguratamente mi accorgo solo in acqua che i flash non scattano, fortuna vuole che abbia montato in parallelo le torce Archon Lights poiché intendevo girare anche qualche video. Procedo così a fotografare in luce continua, sperimentando questa opzione d’illuminazione. Durante la risalita, in una spacca piena di castagnole rosa, vedo un bellissimo tordo fischietto, un labride raro dalle nostre parti che ho visto solo altre due volte in 40 anni. Il Tokina 10-17 mm non è la lente ottimale per fotografarlo, ma non posso fare altrimenti.

Terminiamo l’immersione ammirando gli onnipresenti saragi fasciati mangiare alla base delle nostre pinne che sollevano il sedimento dal fondo, scovando vermi e crostacei per un inatteso spuntino.

2013-10-25 Vervece – Notturna

Due sconfitte della Juve, una controllo formale sulla dichiarazione dei redditi 2010, due familiari al Pronto Soccorso, condiscono una settimana da dimenticare! L’unico modo efficace per rimediare allo stress accumulato è una dose di azoto super!

Si concretizza finalmente, con gli amici fotografi Edoardo Ruspantini e Mimmo Roscigno, l’immersione notturna allo Scoglio del Vervece, zona A dell’A.M.P. Punta Campanella, grazie all’interessamento di Rosa Linda Testa che  ci ha contattato per svolgere un campionamento fotografico dello scoglio durante le ore notturne. L’immersione, programmata per martedì ma posticipata a causa della mia indisponibilità, nasce dalla curiosità scientifica di documentare le variazioni dei popolamenti bentonici tra il giorno e la notte all’interno della riserva marina.

Ci ritroviamo tutti al porticciolo della Marina della Lobra alle 19:00 ma attendiamo le 20:00 prima di salire sull’imbarcazione dell’A.M.P. affinché calino sempre più le tenebre. Mentre raggiungiamo lo scoglio ci accorgiamo dell’onda che si sta sollevando a causa del vento da nord e della corrente che spinge verso terra. Ci tuffiamo nei pressi della statua ma la corrente superficiale ci trasporta sulla punta meridionale. Raggiungiamo il fondo ed iniziamo la nostra esplorazione. L’acqua a -30 m è limpida e senza corrente, mentre in superficie più sporca ed in forte movimento. Ci ritroviamo sul pianoro ed iniziamo a fotografare alcuni grossi scorfani. Proseguo il giro con Linda mentre Mimmo con Edo sono dietro di noi. Ci fermiamo a fotografare sotto alcune insenature rocciose ricoperte di gorgonie gialle, tra le quali sono nascosti gli Anthias, poi proseguiamo girovagando in cerca dei saraghi e dei barracuda, ma non ce n’è traccia. Intanto il computer subacqueo inizia a segnalare svariati minuti di decompressione. A tal punto segnalo a Linda di iniziare la risalita ma, ci rendiamo conto di essere privi di riferimenti noti dello scoglio e quindi impossibilitati a ritrovare la parete per effettuare la deco in tranquillità. Ci raggiungono anche Edo e Mimmo, nella nostra stessa situazione …. ci raggruppiamo ed iniziamo la lunga risalita in acqua libera, con la barca che ci sovrasta con il suo segnalatore lampeggiante. Finalmente siamo tutti a bordo del gozzo ma molto lontani dallo scoglio. Quest’immersione conferma l’insidia che si nasconde ogni qual volta ci si allontana dai soliti schemi; un posto a tutti noi ben noto, diventa, senza riferimenti visivi certi, luogo anonimo ed inesplorato! Bisognerà farne tesoro per le prossime spedizioni.

La serata si conclude nel migliore dei modi … a tavola, dove gustiamo una ottima pizza ed attendiamo l’arrivo degli amici romani David & Cristina, di quelli calabresi Ciccio & Antonio, per tornare in acqua con loro domani mattina.