01 giugno 2008 Scoglio Penna

Finalmente dopo venti giorni di assenza da mare, una bella giornata da trascorrere in immersione. L’appuntamento al porto di Sorrento è per le 9:00, Ligeia ci aspetta appoggiata alla banchina, dove Mariangela insieme a Giovanni ci accoglie a bordo. Con me oggi Gigi e altri tre fotosub, “armati” di tutto punto.
La navigazione procede veloce e verso Punta Campanella decidiamo di proseguire per lo Spoglio Penna. Tutti pronti ci tuffiamo come di solito dall’interno dello scoglio per poi attraversare il buco passante e fuoriuscire all’esterno. Subito una grossa triglia intenta a scavarre tra le rocce, poi una rapida discesa verso la parete con le gorgonie rosse. Mi trattengo a scattare alcune foto ad un ramo di Paramuricea dal colore rosa e dopo pochi attimi Gigi mi chiama per mostrarmi una bella stella cuscinetto ed un piccolo e raro nubibranco, grande pochi centimetri. Michele con la sua custodia per la Nikon D70 scatta delle immagini ad un grosso ramo di gorgonia. Ci sono molto crinoidi sulle gorgonie, proseguiamo il giro mantenendo la parete alla nostra destra e trovo in una spaccatura un bel ghiozzo boccarossa che si lascia fotografare prima di allontanarsi verso un luogo più sicuro. Siamo giunti a metà del periplo dello scoglio, in prossimità dei massoni che si trovano verso la parte interna del “Penna”, qui abbondano i labridi in livrea nuziale, scorfani ed una bavosa ruggine. Proseguiamo ne giro contrastando la forte corrente finchè svoltiamo il vertice dello scoglio e ritorniamo a favore della stessa per raggiungere il foro da cui siamo passati e percorrerlo in senso inverso. C’è un polpo che si affaccia dalla sua tana, infastidito dai flash si nasconde alla nostra vista. L’immersione è quasi al termine, la decompressione la effettuiamo al riparo della corrente e mi intrattengo a scattare alcune macro agli Astroides. Infine tutti a bordo a riprendere calore con un bel thè caldo!

10 maggio 2008 Banco Santa Croce

“allora Fra, vieni con Dirk sabato mattina? OK, a presto!”.
Questa telefonata giorni fa mi conferma la venuta al BIKINI DIVING dei miei amici acquariofili romani, Pietro e Francesco. L’appuntamento è “comodo” per le ore 10:00, ma gli intrepidi sub sono alla meta già alle 9:00 !! Arrivo al Diving con il mio scooter, carico come al solito con muta, zavorra e macchina fotografica, qui mi aspetta lo staff composto da Raffaele, Pasquale e Giovanni, già pronti per uscire in mare.
Approfittiamo per fare una bella foto ricordo insieme. Pasquale mostra alla lavagna il giro che oggi faremo al Banco di Santa Croce: andremo sulla secca principale.
Il mare è calmo con solo un leggero vento di grecale, il cielo è leggermente oscurato da alcune nuvole sparse, ma la giornata è splendida. L’acqua sembra limpidissima!
A bordo del gommone ci facciamo ritrarre ancora insieme con le mute indossate, pronti per il tuffo. Raffaele “garantisce” la giusta assistenza in barca a tutti i sub …. ma soprattutto a le sub! Mentre Pietro indossa la sua maschera … tac, la plastica cede. Troviamo subito una maschera di riserva per il malcapitato e tutti in mare.
L’acqua è davvero limpida, inziamo la discesa lungo la gomena di ormeggio e dall’altro si ammira la sagoma dello scoglio per intero. Ci raggruppiamo dietro Giovanni che oggi ci farà da apripista. Scendiamo dal lato interno della secca all’altezza dell’uscita del tunnel. Proseguiamo con la parete alla nostra destra e quasi subito Giovanni mostra agli amici, una bella cernia che si intana. Attardatomi a scattare alcune foto agli Anthias e ad uno spirografo, mi sono perso lo spettacolo! Le Paramuricee ricominciano a crescere ex novo. Infatti vicino ai rami morti, probabilmente per l’innalzamento della temperatura dell’acqua, si notano tanti rametti in crescita, il che promette, nel giro di qualche anno, di riportare il Banco alla sua condizione originaria. Giovanni si infila nella grotta entrando dal lato nord, e fuoriesce dall’altro lato. Le pareti sono piene di gorgonie rosse ed il passaggio è particolarmente suggestivo, specialmente per Pietro alla sua prima visita. All’uscita, sul fondo a -38 mt, una bella stella gialla, la Chetaster longipes e più in avanti una Pinna nobilis, intorno numerose paramuricee su sassi isolati. Proseguiamo ora in senso antiorario con la parete alla nostra sinistra. Risaliamo lentamente passando nel canyon fino a raggiungere la zona dove è situata la Gerardia savaglia. Qui Pietro e Francesco sgomitano per trovare il miglior punto di ripresa! Attendo pazientemente lasciando loro il campo di battaglia, ho così il tempo di soffermarmi con lo sguardo su di una grossa spugna gialla su cui si staglia la sagoma giallo-blu di un nudibranco. Poco più sotto, una Peltodoris atromaculata dalla livrea inconfondibile. Liberatasi la scena … scatto qualche foto anche io! Tante le uova di gattuccio appena deposte tra i rami di gorgonia, in un buco una murena si nasconde alla vista ed un grosso scorfano, infastidito scappa via lontano. Termino l’immersione dopo esser passato per il punto delle Axinelle per approfittare delle ottime condizioni di visibilità dell’acqua. La deco è solitamente noiosa ma ci pensa Giovanni a ravvivare l’attesa …. una cozza aperta scatena la frenetica danza delle castagnole e l’avvicinarsi prima sospettoso, poi sempre meno, di alcuni grandi saraghi attirati dal sapore del gustoso mollusco. Il computer ci dice che ora possiamo guadagnare l’asciutto … dove Raffaele ci recupera amorevolmente!
Al diving saluto gli amici romani augurando loro un tranquillo rientro a casa ed un tempestivo ritorno qui per godere ancora una bella giornata di mare come questa!

10 maggio 2008 Banco S.Croce

“allora Fra, vieni con Dirk sabato mattina? OK, a presto!”.
Questa telefonata giorni fa mi conferma la venuta al BIKINI DIVING dei miei amici acquariofili romani, Pietro e Francesco. L’appuntamento è “comodo” per le ore 10:00, ma gli intrepidi sub sono alla meta già alle 9:00 !! Arrivo al Diving con il mio scooter, carico come al solito con muta, zavorra e macchina fotografica, qui mi aspetta lo staff composto da Raffaele, Pasquale e Giovanni, già pronti per uscire in mare.
Approfittiamo per fare una bella foto ricordo insieme. Pasquale mostra alla lavagna il giro che oggi faremo al Banco di Santa Croce: andremo sulla secca principale.
Il mare è calmo con solo un leggero vento di grecale, il cielo è leggermente oscurato da alcune nuvole sparse, ma la giornata è splendida. L’acqua sembra limpidissima!
A bordo del gommone ci facciamo ritrarre ancora insieme con le mute indossate, pronti per il tuffo. Raffaele “garantisce” la giusta assistenza in barca a tutti i sub …. ma soprattutto a le sub! Mentre Pietro indossa la sua maschera … tac, la plastica cede. Troviamo subito una maschera di riserva per il malcapitato e tutti in mare.
L’acqua è davvero limpida, inziamo la discesa lungo la gomena di ormeggio e dall’altro si ammira la sagoma dello scoglio per intero. Ci raggruppiamo dietro Giovanni che oggi ci farà da apripista. Scendiamo dal lato interno della secca all’altezza dell’uscita del tunnel. Proseguiamo con la parete alla nostra destra e quasi subito Giovanni mostra agli amici, una bella cernia che si intana. Attardatomi a scattare alcune foto agli Anthias e ad uno spirografo, mi sono perso lo spettacolo! Le Paramuricee ricominciano a crescere ex novo. Infatti vicino ai rami morti, probabilmente per l’innalzamento della temperatura dell’acqua, si notano tanti rametti in crescita, il che promette, nel giro di qualche anno, di riportare il Banco alla sua condizione originaria. Giovanni si infila nella grotta entrando dal lato nord, e fuoriesce dall’altro lato. Le pareti sono piene di gorgonie rosse ed il passaggio è particolarmente suggestivo, specialmente per Pietro alla sua prima visita. All’uscita, sul fondo a -38 mt, una bella stella gialla, la Chetaster longipes e più in avanti una Pinna nobilis, intorno numerose paramuricee su sassi isolati. Proseguiamo ora in senso antiorario con la parete alla nostra sinistra. Risaliamo lentamente passando nel canyon fino a raggiungere la zona dove è situata la Gerardia savaglia. Qui Pietro e Francesco sgomitano per trovare il miglior punto di ripresa! Attendo pazientemente lasciando loro il campo di battaglia, ho così il tempo di soffermarmi con lo sguardo su di una grossa spugna gialla su cui si staglia la sagoma giallo-blu di un nudibranco. Poco più sotto, una Peltodoris atromaculata dalla livrea inconfondibile. Liberatasi la scena … scatto qualche foto anche io! Tante le uova di gattuccio appena deposte tra i rami di gorgonia, in un buco una murena si nasconde alla vista ed un grosso scorfano, infastidito scappa via lontano. Termino l’immersione dopo esser passato per il punto delle Axinelle per approfittare delle ottime condizioni di visibilità dell’acqua. La deco è solitamente noiosa ma ci pensa Giovanni a ravvivare l’attesa …. una cozza aperta scatena la frenetica danza delle castagnole e l’avvicinarsi prima sospettoso, poi sempre meno, di alcuni grandi saraghi attirati dal sapore del gustoso mollusco. Il computer ci dice che ora possiamo guadagnare l’asciutto … dove Raffaele ci recupera amorevolmente!
Al diving saluto gli amici romani augurando loro un tranquillo rientro a casa ed un tempestivo ritorno qui per godere ancora una bella giornata di mare come questa!

4 maggio 2008 Scoglio Proteso

Domenica mattina, ore 915, appuntamento al porto di Sorrento. Giornata soleggiata, cielo limpido spazzato da un vento di grecale che muove un poco la superficie del mare. Partenza in gruppo con Ligeia, stamane governata dall’amico Gigi. Partiamo subito e ci dirigiamo verso Punta Campanella; Mariangela spiega ad alcuni subacquei la zonazione del Parco Marino di Punta Campanella e pianifica l’immersione con loro nei dettagli. La navigazione procede con il vento in poppa fino a giungere dietro il promontorio de Punta Campanella, dove siamo al riparo dal vento. Ci spostiamo leggermente verso l’interno della Baia di Jeranto per raggiungere una fenditura esterna nella parete verticale di roccia, essa prosegue fin sott’acqua con una piccola grotta a pochi metri di profondità. Da qui parte l’immersione, sfortunatamente senza documentazione iconografica …. la macchina fotografica, dimenticata durante il trasferimento al sole, a contatto con l’acqua fredda si è subito appannata, per cui non c’è stata alternativa a tenerla spenta! Scendiamo subito verso sinistra e ci dirigiamo ad una profondità di -35 m. sorvolando una grossa rete in pesca. Subito nel blu si staglia la sagoma dello Scoglio Proteso, tapezzato nella sua parte ombrosa da migliaia di spugne gialle. Volteggiano tra i rami di gorgonie gialle moltissimi piccoli Anthias, la roccia è completamente ricoperta di vita, serpule, briozoi, spugne, nudibranchi e crostacei, vien voglia di non staccarsi da tanta abbondanza di colori. Proseguiamo voltando a destra in direzione della torre e passiamo attorno ad alcuni grandi massi che sono posizionati sul pianoro tra i -25 e i -30 m. Enormi spirografi mostrano le corolle in corrente, alcuni Tordi pavone in livrea nuziale, fanno bella mostra di sè scacciando i corteggiatori delle loro femmine. Tra le pietre scorgo un raro nudibranco, l’Antiopella cristata e la mostro al gruppo, subito dopo due grandi triglie adagiate sulla sabbia all’ombra di un masso. Molti i saraghi che vediamo allontanarsi al nostro passaggio ed infine una piccola cernia che si lascia ammirare per qualche istante prima di ritornare nella sua rocciosa dimora. Ormai è tempo di risalire, alcuni di noi hanno già i brividi, coperti da pochi mm di neoprene! In barca la doccia calda ed il sole riscaldano i nostri corpi ed un thè bollente accompagnato dalle “macine del mulino bianco” completano l’accoglienza che Ligeia offre ai suoi ospiti.

04 Maggio 2008 Scoglio Proteso

Domenica mattina, ore 915, appuntamento al porto di Sorrento. Giornata soleggiata, cielo limpido spazzato da un vento di grecale che muove un poco la superficie del mare. Partenza in gruppo con Ligeia, stamane governata dall’amico Gigi. Partiamo subito e ci dirigiamo verso Punta Campanella; Mariangela spiega ad alcuni subacquei la zonazione del Parco Marino di Punta Campanella e pianifica l’immersione con loro nei dettagli. La navigazione procede con il vento in poppa fino a giungere dietro il promontorio de Punta Campanella, dove siamo al riparo dal vento. Ci spostiamo leggermente verso l’interno della Baia di Jeranto per raggiungere una fenditura esterna nella parete verticale di roccia, essa prosegue fin sott’acqua con una piccola grotta a pochi metri di profondità. Da qui parte l’immersione, sfortunatamente senza documentazione iconografica …. la macchina fotografica, dimenticata durante il trasferimento al sole, a contatto con l’acqua fredda si è subito appannata, per cui non c’è stata alternativa a tenerla spenta! Scendiamo subito verso sinistra e ci dirigiamo ad una profondità di -35 m. sorvolando una grossa rete in pesca. Subito nel blu si staglia la sagoma dello Scoglio Proteso, tapezzato nella sua parte ombrosa da migliaia di spugne gialle. Volteggiano tra i rami di gorgonie gialle moltissimi piccoli Anthias, la roccia è completamente ricoperta di vita, serpule, briozoi, spugne, nudibranchi e crostacei, vien voglia di non staccarsi da tanta abbondanza di colori. Proseguiamo voltando a destra in direzione della torre e passiamo attorno ad alcuni grandi massi che sono posizionati sul pianoro tra i -25 e i -30 m. Enormi spirografi mostrano le corolle in corrente, alcuni Tordi pavone in livrea nuziale, fanno bella mostra di sè scacciando i corteggiatori delle loro femmine. Tra le pietre scorgo un raro nudibranco, l’Antiopella cristata e la mostro al gruppo, subito dopo due grandi triglie adagiate sulla sabbia all’ombra di un masso. Molti i saraghi che vediamo allontanarsi al nostro passaggio ed infine una piccola cernia che si lascia ammirare per qualche istante prima di ritornare nella sua rocciosa dimora. Ormai è tempo di risalire, alcuni di noi hanno già i brividi, coperti da pochi mm di neoprene! In barca la doccia calda ed il sole riscaldano i nostri corpi ed un thè bollente accompagnato dalle “macine del mulino bianco” completano l’accoglienza che Ligeia offre ai suoi ospiti.

27 aprile 2008 Banco S.Croce

Oggi si replica … stesso appuntamento di ieri al Bikini Diving, ad attendermi Raffaele ed il suo staff, intenti a sistemare le ultime cose per uscire in mare. Oggi il vento è molto leggero ed i mare non si muove più di tanto, è possibile quindi raggiungere agevolmente il Banco di Santa Croce. E’ prevista una nuova uscita in gruppi separati, quello Nitrox e quello Aria, ma stavolta saremo noi per primi ad andare in acqua. La vestizione procede veloce e presto siamo tutti sulla spiaggia per salire sui due gommoni. Arrivati sulla secca ci leghiamo alla boetta di segnalazione della stessa e ci tuffiamo in sequenza. C’è una leggera corrente superficiale e ciò dorebbe garantirci una discreta visibilità, l’acqua è fredda, 15°C. Molti temerari hanno le mute umide, la speranza è che rimanga in cielo un sole splendente!
Iniziamo la discesa lungo la cima e ci raduniamo sul “cappello” a -10 m. Poi, mantenendo la parete alla nostra destra, iniziamo il iro dello scoglio. Subito alcuni saraghi si allontanano dalle nostre figure ricercando qualche fenditura più sicura dove lasciar passare qualche minuto prima di ritornare a nuotare in cerca di cibo. Poco più avanti tra le gorgonie gialle e rosse, una bella aragosta riposa nella sua tana. Ancora più avanti, si vedono dall’alto i rami della Gerardia savaglia, fuori “portata” perchè oltre i
-30 m. di profondità programmata per  questa immersione.
Proseguiamo ed incontriamo alcune spugne Axinella ed uno scorfano in una spaccatura. Infine tutti in fila lungo la sagola che ci riporta in barca per effettuare la deco con la bombola di ossigeno lì sistemata dallo staff. A bordo le immancabili foto ricordo … condite da tanti “brividi”!

27 Aprile 2008 Banco Santa Croce

Oggi si replica … stesso appuntamento di ieri al Bikini Diving, ad attendermi Raffaele ed il suo staff, intenti a sistemare le ultime cose per uscire in mare. Oggi il vento è molto leggero ed i mare non si muove più di tanto, è possibile quindi raggiungere agevolmente il Banco di Santa Croce. E’ prevista una nuova uscita in gruppi separati, quello Nitrox e quello Aria, ma stavolta saremo noi per primi ad andare in acqua. La vestizione procede veloce e presto siamo tutti sulla spiaggia per salire sui due gommoni. Arrivati sulla secca ci leghiamo alla boetta di segnalazione della stessa e ci tuffiamo in sequenza. C’è una leggera corrente superficiale e ciò dorebbe garantirci una discreta visibilità, l’acqua è fredda, 15°C. Molti temerari hanno le mute umide, la speranza è che rimanga in cielo un sole splendente!
Iniziamo la discesa lungo la cima e ci raduniamo sul “cappello” a -10 m. Poi, mantenendo la parete alla nostra destra, iniziamo il iro dello scoglio. Subito alcuni saraghi si allontanano dalle nostre figure ricercando qualche fenditura più sicura dove lasciar passare qualche minuto prima di ritornare a nuotare in cerca di cibo. Poco più avanti tra le gorgonie gialle e rosse, una bella aragosta riposa nella sua tana. Ancora più avanti, si vedono dall’alto i rami della Gerardia savaglia, fuori “portata” perchè oltre i
-30 m. di profondità programmata per questa immersione.
Proseguiamo ed incontriamo alcune spugne Axinella ed uno scorfano in una spaccatura. Infine tutti in fila lungo la sagola che ci riporta in barca per effettuare la deco con la bombola di ossigeno lì sistemata dallo staff. A bordo le immancabili foto ricordo … condite da tanti “brividi”!

26 aprile 2008 Bikini

Sveglia di buon mattino, ore 8:00 in auto direzione BIKINI DIVING, lì mi aspetta lo staff al completo: gli amici Raffaele, Pasquale e Nello. La giornata è soleggiata, il cielo limpido, spazzato dal vento teso di grecale che inizia ad increspare il mare. Oggi è in programma un corso NITROX, a cui partecipo insieme ad un nutrito gruppo di subacquei provenienti da diverse località italiane, tenuto da un grande della subacquea tecnica: Marco Cesaroni. La preparazione della sua attrezzatura Rebreather procede rapida ma meticolosa, anche le nostre bombole sono pronte e così le miscele, inizia la vestizione. Siamo divisi in due gruppi, uno più numeroso capitanato da Pasquale, diretto in gommone, per una immersione in aria, al Banco di Santa Croce, l’altro Nitrox, con a capo Raffaele e Marco Cesaroni, in partenza dalla spiaggia diretto allo scoglio affiorante simbolo dello stabilimento balneare che ospita il diving. Nel frattempo il vento è aumentato ed è girato un poco verso Nord, le onde cominciano ad essere formate. L’acqua è fredda ma non scoraggia gli intrepidi sub con le mute umide! Ci adagiamo tutti sul fondo, la visuale non è ottimale a causa della sospensione sollevata dalle onde. Raffaele ci mostra il percorso guidandoci tra gli scogli e le praterie di Posidonia. Sono abbondanti gli Spirografi e i Cerianti così come le Donzelle ed i Guarracini. Sotto gli scogli alcune belle Protule, ogni tanto dalla sabbia si staglia una Pinna nobilis. Infine raggiungiamo lo scoglio e lo attraversiamo tutti in fila indiana passando nello stretto buco e rientriamo a terra a godere del tepore del sole, al riparo dal vento che inizia a cedere di intensità.
Nel pomeriggio, presso il Campus Restoring Ancient Stabiae, seguiamo la lezione teorica di Marco Cesaroni che ci illustra con padronanza e simpatia le nozioni indispensabili per immergersi in tutta sicurezza. Alla fine tutti a godersi il panorama e … qualche attimo di riposo, prima di una gustosa cena conviviale.
Domani si replica ….

26 Aprile 2008 Bikini

Sveglia di buon mattino, ore 8:00 in auto direzione BIKINI DIVING, lì mi aspetta lo staff al completo: gli amici Raffaele, Pasquale e Nello. La giornata è soleggiata, il cielo limpido, spazzato dal vento teso di grecale che inizia ad increspare il mare. Oggi è in programma un corso NITROX, a cui partecipo insieme ad un nutrito gruppo di subacquei provenienti da diverse località italiane, tenuto da un grande della subacquea tecnica: Marco Cesaroni. La preparazione della sua attrezzatura Rebreather procede rapida ma meticolosa, anche le nostre bombole sono pronte e così le miscele, inizia la vestizione. Siamo divisi in due gruppi, uno più numeroso capitanato da Pasquale, diretto in gommone, per una immersione in aria, al Banco di Santa Croce, l’altro Nitrox, con a capo Raffaele e Marco Cesaroni, in partenza dalla spiaggia diretto allo scoglio affiorante simbolo dello stabilimento balneare che ospita il diving. Nel frattempo il vento è aumentato ed è girato un poco verso Nord, le onde cominciano ad essere formate. L’acqua è fredda ma non scoraggia gli intrepidi sub con le mute umide! Ci adagiamo tutti sul fondo, la visuale non è ottimale a causa della sospensione sollevata dalle onde. Raffaele ci mostra il percorso guidandoci tra gli scogli e le praterie di Posidonia. Sono abbondanti gli Spirografi e i Cerianti così come le Donzelle ed i Guarracini. Sotto gli scogli alcune belle Protule, ogni tanto dalla sabbia si staglia una Pinna nobilis. Infine raggiungiamo lo scoglio e lo attraversiamo tutti in fila indiana passando nello stretto buco e rientriamo a terra a godere del tepore del sole, al riparo dal vento che inizia a cedere di intensità.
Nel pomeriggio, presso il Campus Restoring Ancient Stabiae, seguiamo la lezione teorica di Marco Cesaroni che ci illustra con padronanza e simpatia le nozioni indispensabili per immergersi in tutta sicurezza. Alla fine tutti a godersi il panorama e … qualche attimo di riposo, prima di una gustosa cena conviviale.
Domani si replica ….

20 aprile 2008 Punta del Capo

Finalmente oggi, complice la giornata primaverile, sono riuscito ad organizzarmi per fare immersione.
Appuntamento alle 930 al porto con Mariangela, in compagnia di Mario, il comandante e di Enrico, il mio papà. Gli amici dormiglioni hanno dato forfait e quindi partiamo in direzione della Punta del Capo.
L’acqua è brutta e fredda, dopo tanti giorni di pioggia abbondante, è l’occasione giusta per raccogliere ancora qualche roccia per l’acquario.
Terminata l’immersione dopo aver visto una bella Aragosta sgranocchiare dei molluschi bivalvi, affacciata dalla sua tana, ci godiamo un poco di sole in barca prima di rientrare per il pranzo!

Fotografia Subacquea – Underwater Photography

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