Archivi categoria: Workshop

Trofeo Salento Sub con Mimmo

Ho trascorso un magnifico weekend insieme al mio grande amico Mimmo, in terra salentina, per partecipare ai lavori di giuria del concorso fotografico Salento Sub, insieme al mitico fotosub Andrea Giulianini, accompagnato dalla moglie Rosa. Dopo il lungo viaggio “ad ostacoli”, condito da lavori in autostrada ed indicazioni fallaci del navigatore satellitare che ci ha fatto transitare all’interno della città di Taranto, finalmente raggiungiamo Santa Caterina di Nardò in tempo per iniziare il workshop sulla fotografia subacquea tenuto dal prof. Roscigno. Al termine della serata ceniamo in riva al mare con gli efficientissimi organizzatori della manifestazione, Gianluca, Lucia, Umberto, Tiziana, Roberto, Maurizio, Vito e tanti altri che è impossibile citare. Finalmente alle 24, distrutti,  si va a dormire …. 
La sveglia suona alle 7 per andare in acqua insieme ai concorrenti del concorso, tra i quali ci sono alcuni grandi amici come Claudio Zori e Salvatore Carbone. Raggiungiamo il diving e carichiamo le attrezzature a bordo del gommone che partirà senza di noi, avviandosi per mare a Porto Cesareo, dove noi arriveremo con un pulmino e alcune auto. Dopo le operazioni preliminari, finalmente si parte per il campo gara. Mentre il gruppo di concorrenti si immerge io sono a bordo del gommone dell’AMP che mi porta in un punto diverso, ma poco distante a visitare la Grotta della Cattedrale. Dopo un primo errore di location, finalmente trovo la grotta che mi era stata segnalata. L’acqua non è limpida a causa del mare agitato dei giorni precedenti, ma lo spettacolo è notevole, con una serie di “finestre” che si aprono nella roccia coperta di coralligeno. 
Rientriamo a terra e ci spostiamo di nuovo a Santa Caterina dove pranziamo prima di riprendere il mare per la seconda immersione a Punta Lea. Questa volta sono in gommone insieme ai concorrenti ed è tutta un’altra storia! Immancabile il selfie a bordo. Lascio scendere i sub in acqua poi chiedo ad Andrea Costantini, titolare del Diving Costa del Sud, di indicarmila localizzazione dell’ancora ammiragliato che giace sul fondo. Inizio così la mia ricerca ma ben presto mi accorgo che, senza guida, sarà impossibile localizzarla sulla sabbia. Decido così di tornare indietro, ma nelle grotte ci sono i concorrenti intenti a scattare e non voglio disturbarli. Gironzolo così fin quando, quasi al termine del tempo di gara, mi dirigo di nuovo nella grande grotta in cui ci sono le spugne Axinella. Così, nonostante la visibilità non ottimale a causa del passaggio di altri fotografi, mi dedico alle contorte forme dei poriferi che si ergono dal fondo e si stagliano nel blu/nero della caverna. Un vero spettacolo! Risalgo e torniamo a terra dove finalmente ci concediamo un’ora di riposo prima della cena.
Raggiungiamo così un antico casale sede dell’Amp dove è stata aorganizzata una cena all’aperto con annessa “padellata”. La serata trascorre piacevolissima tra gli aneddoti di Andrea e Rosa, le imitazioni di Claudio e gli sfottò di Mimmo al malcapitato Pietro, seduto alla sua destra.
Domenica mattina la sveglia suona ancora presto, ci attende la colazione e l’attività principale per cui siamo ospiti qui in salento. Alle 9 iniziamo i lavori di giuria, dopo una preve visualizzazione di tutte le foto, inizia la votazione e la scelta delle immagini vincenti. Il lavoro procede spedito e sono eccitato dall’essere in compagnia di due grandissimi fotosub. Tra di noi comunque regna una grande armonia, svolgiamo le operazioni con grande fluidità e terminiamo in tempo per l’aperitivo.
Dopo una piacevole sosta al bar, dispiaciuti per non poter presenziare alla premiazione che si terrà nel pomeriggio, ripartiamo con direzione casa usando il “navigatore manuale”, le preziose indicazioni stradali forniteci da Gianluca che ci ha fatto “saltare” i passaggi cittadini. Rientriamo così in serata dopo aver trascorso un bellissimo weekend ed aver conosciuto nuovi amici, gentilissimi e simpatici, disponibili e premurosi, GRAZIE RAGAZZI!

 

Dharavandhoo e Hanifaru Bay – Maldives

Maldive, una meta da sogno per quasi tutti gli abitanti del pianeta … per un fotosub come me, una vacanza irrinunciabile per tuffarsi nel caleidoscopico oceano indiano. L’occasione salta fuori quando il mio fraterno amico Mimmo Roscigno mi informa che sta organizzando per l’estate, un viaggio-workshop ad Dharavandhoo per andare a fotografare le mante ad Hanifaru Bay. Decido allora di fare una magnifica sorpresa alla mia famiglia e così, radunate le mie donne per la cena, le avviso che saremo in vacanza dal 25 luglio all’8 agosto, per una destinazione sconosciuta! Iniziano così le mille domande per scoprire qualcosa in più. Le lascio brancolare nel buio, uniche indicazioni … mare e palme ….

Nel periodo che precede il nostro viaggio provvedo ad aggiornare tutti i passaporti, mantenendo il riserbo sulla nostra destinazione. Solo il mercoledì prima della partenza, svelo il segreto … gli occhi delle mie donne si illuminano come non mai, sono elettrizzate e corrono a chiudere i bagagli. Chiudere le mie valigie è molto più complicato, non avendo grande esperienza di viaggi all’estero non so cosa portare e nel dubbio, porto il corredo quasi completo di ottiche ed oblò per la mia Nikon D800 oltre alla fotocamera Nikon 1 J2 con custodia Nimar per mia figlia Lorenza, 4 flash con relativi bracci. Far entrare tutto nei tre zaini è un’impresa veramente ardua, solo dietro consiglio del Prof. Roscigno, riesco a chiudere il tutto, lasciando fuori solo lo scafandro Isotta con una bella tracolla da portare disinvoltamente ai controlli aeroportuali.

Finalmente si parte con l’auto per Roma dove in aeroporto raggiungiamo Mimmo e Paolo, anche loro pieni di bagagli.  Facciamo scalo a Dubai dove ci raggiunge il resto del gruppo proveniente da Milano, capitanato dal simpaticissimo Alberto. Voliamo fino a Malé e poi con un piccolo volo interno raggiungendo Dharavandhoo nell’atollo di Baa, l’isola dei pescatori dove ci attendono Virgilio Gabriele e Jessica Ogliar Badessi, titolari del Dharavandhoo Diving Center che ci accompagneranno in acqua in queste due settimane di vacanza.

DSC_4053
Uno scorcio dell’isola Dharavandhoo

Prendiamo quindi possesso delle camere dell’Hibaru Fishing Lodge e finalmente ci riposiamo dopo le lunghe ore di viaggio. Nel pomeriggio è già tempo di andare in mare, dopo esser passati per l’organizzatissimo diving center, fornito di tutte le comodità per i subacquei ma soprattutto di due enormi vasche di risciacquo e asciugatura per le nostre fotocamere. Il Dharavandhoo Diving Center infatti è un punto di riferimento e di eccellenza per l’assistenza ai fotografi subacquei, un Photosub Friendly Diving di prim’ordine, anche per l’assistenza in acqua che è in grado di offrire, con tante guide attente a non disturbare i fotografi mentre sono alle prese con gli scatti in wideangle e prontissimi ad essere a fianco del fotografo per mostrare i piccoli organismi che si possono incontrare tra i crinoidi, le spugne e le gorgonie.

IMG_0968
Il nostro magnifico gruppo, in un momento di relax, in attesa di una nuova immersione.

L’acqua non è limpida, ricca di plancton in questo periodo.  E’ fotograficamente poco favorevole a causa cattiva visibilità dell’acqua, ma è la condizione essenziale per la presenza e l’incontro delle mante che si concentrano nella laguna di Hanifaru, per cibarsi dell’abbondantissimo nutrimento qui trasportato dalle correnti. Non è possibile immergersi liberamente nella laguna, divenuta parco marino, gli accessi sono contingentati, a pagamento e sorvegliati dai ranger, con ingresso a giorni alterni, solo in apnea, per 50 minuti, in modo da non disturbare le mante. E’ quindi opportuno verificare preventivamente il loro ingresso in gran numero all’interno della laguna prima di scendere in acqua.

La prima immersione la effettuiamo su una Thila a poca distanza dall’isola, una stazione di pulizia dove le mante si avvicinano per lasciarsi pulire dai labridi presenti sul reef. L’impatto con il reef è folgorante, i pesci sono ovunque, con i glass fish che si aprono al nostro incedere, spostandosi all’interno degli enormi e verdi rami di Tubastrea, gli Anthias e i grugnitori che si muovono in sincronia al riparo dei grandi ventagli di colore arancione. Tantissimi gli anemoni di colore rosso con numerose famiglie di pesci pagliaccio che fanno capolino tra i bianchi tentacoli. Crinoidi, stelle, alcionari, coralli duri e molli di ogni forma e colore, un vero tripudio cromatico. Non siamo però fortunati, l’incontro con le mante è rimandato, ma vediamo alcune tartarughe, una delle quali è intenta ad addentare una coloratissima medusa.

I giorni seguenti sono ricchi d’incontri presso le varie stazioni di pulizia, la difficoltà è riuscire a districarsi tra la moltitudine di subacquei che sono smaniosi di fotografare le mante a ridosso del reef, succede così che ci pestiamo spesso le “pinne” ma in ogni caso riusciamo tutti ad immortalarle.

Finalmente, dopo alcuni tentativi in cui abbiamo desistito, è il momento di scendere in acqua per fotografare le mante, entrate numerose a cibarsi in laguna. Scendiamo tutti armati di maschera, pinne e fotocamera ed iniziamo a nuotare verso di loro. Lidia segue Jessica mano nella mano insieme a mia moglie Mariolina, Lorenza invece come me è impegnata a scattare fotografie per immortalare il loro elegante nuoto. Sembra di assistere alle evoluzioni della squadra aerea acrobatica, uno spettacolo da “togliere” il fiato …. ma forse il fiato manca soprattutto per lo scarso allenamento con l’apnea! Quando i ranger ci richiamano a bordo sembra essere trascorso solo qualche minuto! “No! Già finito? Meno male che tra due giorni si replica!” Torniamo più volte nei giorni seguenti in orari diversi per seguire la marea montante, il sole più basso attutisce il contrasto luminoso ma rende maggiormente difficoltosa la corretta esposizione. Ad ogni modo riesco a tirar fuori alcune belle sequenze delle loro evoluzioni.

Le due settimane trascorrono allegre a bordo del comodissimo dhoni, l’equipaggio è così efficiente che asseconda tutte le nostre esigenze, hanno subito imparato gli abbinamenti fotosub-fotocamera per cui ci vengono passate senza il minimo errore. Durante gli intervalli di superficie consumiamo grandi quantità di thé e biscotti, per ricaricare le “nostre” batterie prima del successivo tuffo. Le tre-quattro immersioni giornaliere, mettono a dura prova i tempi di ricarica delle batterie dei flash, molte serate poi si concludono con delle magnifiche immersioni notturne oppure intorno al tavolino su cui osserviamo le immagini scattate durante la giornata. E’ in questa occasione che Mimmo, dopo cena, dispensa suggerimenti e critiche al fine di ottenere immagini sempre più accattivanti. La vacanza volge al termine, con il simpaticissimo siparietto comico instaurato con Alberto: “Ma tu scendi adesso?”  che si ripete ad ogni tuffo. Il tormentone proseguirà fino al penultimo giorno quando, a causa di un morso di una murena bandito, Alberto sarà costretto a desistere impossibilitato ad immergersi con i 12 punti usati per suturare il suo pollice.

Le ultime immersioni sono condite dai continui incontri con le mante presso le stazioni di pulizia, con alcune new entries tra le quali alcuni squali nutrice, i branchi di Platax, le aragoste, una coppia di murene leopardo, una bellissima medusa e gli immancabili pesci pappagallo addormentati sotto le acropore durante le immersioni notturne.

Solo l’ultimo giorno, impossibilitato ad andare in acqua per risalire sull’aeroplano, vado in spiaggia a fare il bagno con la famiglia ed un servizio fotografico ricordo alle mie donne. Anche lì però, con la macchina fotografica di Lorenza, mi tuffo a fotografare una magnifica medusa viola che si avvicina alla spiaggia spinta dall’intensa corrente marina. Sono questi gli ultimi scampoli di una vacanza fantastica, trascorsa con un meteo sempre splendido (fatto salvo un paio di acquazzoni notturni), trascorsa in allegria grazie alla piacevolissima atmosfera creatasi all’interno del gruppo. Lascio così un pezzetto del mio cuore su quest’isola che avrei potuto conoscere più a fondo, ma che avrei voluto conoscere ancora più IN fondo!

DSC_3909-Modifica-3
Le mie ragazze al mare
DSC_3809
Fotoricordo di famiglia: Mariolina, Lorenza, Lidia, Marco
DSC_3878
Fotoricordo di famiglia: Lorenza, Mariolina, Lidia, Marco

Esperienza indimenticabile, da raccontare con le immagini …

26 Luglio: Kihaadufaru Thila

27 Luglio: Bodu Gaa, Aidhoo Island, Dharavandhoo Thila

28 Luglio: Nelivaru Thila, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

 

29 Luglio: Hanifaru Gaa, Angaa Thila, Dhonfanu Reef Night

30 Luglio: Dhonfanu Thila, Bodu Gaa, Digu Thila

31 Luglio: Kihaddu Thila, Kihaaddufaru Thila, Dhonfanu Wall Night

1 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila, Dhonfanu Reef

2 Agosto: Bodu Gaa, Bodu Thila, Dhonfanu Reef Night

3 Agosto: Vadhoo Corner, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

4 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Corner, Kihaaddufaru Thila Night

5 Agosto: Digali Haa, Anga Faru, Dharavandhoo Corner Night

6 Agosto: Kihaddu Thila, Bodu Gaa, Soft Coral Garden, Dharavandhoo Corner Night

 

 

 

Burgas – Hotel Lalov Egrek Swimming Pool

Il workshop volge al termine, così come la mia vacanza bulgara. Terminiamo il programma parlando di tecniche innovative fin quando non giunge l’ora di immergerci nella piscina dell’hotel per far qualche test ed una foto ricordo. Terminiamo nel tardo pomeriggio e solo alle 17:00 ci sediamo a tavola in un ristoranti con terrazza sul mare, per gustare qualche piatto tipico. In serata trasferimento in auto a Varna e, nel cuore della notte, Julian mi accompagna a prendere l’aereo che parte per Sofia alle ore 5:30 .

Ringrazio affettuosamente Plamena, Julian e tutti gli amici bulgari conosciuti in questo viaggio;  mi hanno coccolato e ospitato facendomi sentire un vecchio amico, ma soprattutto mi hanno gratificato della loro assoluta attenzione durante le mie spiegazioni, vogliosi di apprendere tutti i segreti della fotografia subacquea  italiana.  Senza di loro questo mio o soggiorno non sarebbe stato possibile. Lascio il paese con una vena di nostalgia, con la speranza di tornare un giorno a scoprire il segreti del Black Sea!

Varvara – Scoglio Dardanelli

Riprendiamo puntuali il workshop alle 9:00 e dopo la mattinata trascorsa concludere la sessione teorica e a visionare qualche foto scattata ieri, ci prepariamo di nuovo per andare in mare. Il meteo è ancora ventoso ed il mare agitato. Siamo costretti ancora una volta a ripiegare in un posto protetto dalle rocce, lo Scoglio Dardanelli a Varvara. Julian e Plamena ci salutano dopo pranzo perché impegnati lavorativamente per un matrimonio.

La discesa in spiaggia è leggermente difficoltosa lungo il pendio sterrato; lascia anche immaginare lo sforzo che dovremo fare per risalire di nuovo sulla collinetta dove abbiamo lasciato le auto. Il mare è calmo all’interno dell’area delimitata dagli scogli, mentre fuori c’è tanta onda. Ci tuffiamo in acqua bassissima tra le alghe onnipresenti sul fondo ciottoloso, raggiungiamo le rocce e usciamo all’esterno attraverso un passaggio tra i massi affioranti. Il luogo è ricco di labridi ed è ideale per la presenza dei singnatidi, chissà se ce ne sono da queste parti! L’acqua è abbastanza limpida, nonostante il moto ondoso e le tante alghe sospese in acqua. Subito si materializza davanti ai miei occhi un pesce ago che si muove sopra una distesa di alghe brune, mi catapulto verso di lui ed inizio a scattare, fin quando  lo perdo tra le alghe.  Proseguo scattando agli onnipresenti granchi, labridi e gamberi, mentre i gobidi non si lasciano facilmente fotografare. Quando ormai è quasi terminata l’immersione, con le onde che mi costringono ad aggrapparmi con le gambe agli scogli per restare fermo per fotografare alcune piccole attinie, una macchia gialla cattura la mia attenzione … un cavalluccio marino giallo è adagiato su un sasso, guardandolo bene mi accorgo che ha un solo occhio. Incredibile, il Mar Nero è in grado di regalare incredibili sorprese … chissà quante altre scoperte si possono fare in questo poco conosciuto specchio d’acqua! Rientrando a terra una bellissima bavosa sfinge fa capolino da un piccolo buco a pelo d’acqua. Sarei rimasto un’altra ora lì a fotografarla ma i miei amici sono già tutti fuori dell’acqua. Non resta che risalire con tutte le attrezzature lungo il pendio.

Terminata la vestizione i miei amici mi accompagnano a fare qualche acquisto di souvenir e poi mi portano a vedere il confine sud a Tzarevo, dove la costa turca è separata da un piccolo fiume da quella bulgara. Lo spettacolo è magnifico, posso dire di aver visitato il paese per intero da nord a sud!

Burgas – Scoglio del Coccodrillo con Julian e Plamena

Dopo una mattinata di relax, nel pomeriggio è ora di muoversi alla volta di Burgas, una cittadina meridionale che si trova a circa tre ore di auto da Varna, dove si svolgerà il workshop. Preleviamo la sorella di Julian, Galenka e suo figlio Cristian, (venuti da Perugia dove vivono, per le vacanze estive in Bulgaria) ed iniziamo il trasferimento  presso l’Hotel Lalov Egrek, dotato di una piscina profonda ed annesso diving center (dove svolgeremo alcune sessioni in caso di condizioni meteo avverse). Prima di raggiungere l’hotel, ci fermiamo lungo il cammino a salutare Stojan, lo sponsor della manifestazione, presso il più grande dei suoi tre negozi di attrezzature subacquee presenti in terra bulgara. La serata si conclude con una simpatica cena innaffiata con tantissima birra Kamenitza.

Comincio ad abituarmi alla colazione bulgara, alle 9:00 sono pronto in aula per attendere i miei allievi per il workshop. Iniziamo finalmente a visionare le immagini realizzate dai 5 partecipanti, con mia grande sorpresa, le immagini grandangolari sono particolarmente interessanti e ben realizzate, c’è invece tanto da lavorare sulla macrofotografia, che è assolutamente trascurata qui in bulgaria.

La mattinata trascorre veloce con mille domande sulle attrezzature, sulle tecniche di illuminazione, per risolvere i problemi che vengono fuori in Mar Nero con l’acqua verde e con tanta sospensione. Dopo pranzo ci spostiamo in auto per raggiungere il punto d’immersione scelto, protetto dalle onde sospinte dal vento. Il luogo è chiamato Scoglio del Coccodrillo, per la forma simile ad un enorme rettile che riposa in acqua mostrando solo il dorso.

Ci tuffiamo in acqua bassa, tra le alghe brune e verdi onnipresenti nel luogo. Ho montato il Tokina 10-17 per fare qualche foto alle tante meduse che si incontrano in questo periodo in Mar Nero, inoltre voglio fotografare i miei allievi alla prese con le prove d’illuminazione. Ci muoviamo nell’acqua molto torbida mantenendoci protetti dalle onde dalla roccia affiorante, terminiamo l’immersione dopo 60′ di grande divertimento. Rientriamo in hotel e poi torniamo di nuovo a cena a consumare tanta tanta birra.

Tyulenovo – Apnea con Plamena

Mi trovo in Bulgaria per puro caso, alcuni mesi fa, visitando il sito underwaterphotography.com su cui pubblico numerose immagini, mi capitò di commentare una bellissima e misteriosa immagine di Plamena Mileva, una fotografa di moda bulgara, nella quale non riuscivo a capire se la foto fosse scattata in mare o in un lago. Nessuna delle due ipotesi era corretta al 100% …. la foto era stata scattata nel Mar Nero!

In seguito ad una lunga corrispondenza tramite Facebook, abbiamo quindi  deciso di organizzare un workshop di fotografia subacquea per condividere le esperienze italiane con quelle dei fotografi bulgari.

Sono arrivato in tarda serata a Varna dopo aver fatto scalo a Sofia, dove mi hanno raggiunto Plamena e suo marito Julian Nedev che gentilmente mi ospiteranno a casa loro durante questa settimana. Dopo una gustosa cena a base di pesce e tantissima birra, in un ristorante sulla spiaggia, andiamo a dormire dopo aver scoperto che Julian ha la mia stessa storia fotografica, figlio del primo fotografo subacqueo bulgaro, di cui ha seguito le orme fin da piccolo, attualmente è il fotosub più conosciuto della sua nazione.

La mattina è trascorsa da turista in giro per Varna, la seconda città per importanza in Bulgaria, fin quando raggiungiamo lo StudioProtey.com, il laboratorio fotografico della coppia dove andiamo a recuperare le attrezzature prima di spostarci con l’auto a Tyulenovo, la zona più a nord della regione, distante oltre un’ora di auto, quasi al confine con la Romania. Questo è il famoso luogo dove Plamena aveva scattato  la sua foto con una modella che fuoriusciva magicamente da un tappeto di alghe. Prima pranziamo in un ristorante vicino alla baia, poi mi portano ad ammirare il magnifico arco naturale che si tuffa in mare e le tante grotte marine che si aprono lungo la costa, per poi di tuffarci in apnea per qualche foto.

Ho montato il Tokina 10-17 con il minidome ed i due flash Sea&Sea ed inizio a scendere in acqua tra i ciottoli pieni di alghe. Il mare è agitato dal vento e le condizioni della visibilità non sono ottimali. Melone il tempo di infilare la testa sott’acqua che vengo aggredito da un piccolo serpente, probabilmente una biscia, che si avvicina minacciosamente al mio oblò. Inizio a scattare a caso fin quando mi arriva vicinissimo e sono costretto a spostarmi. Un attimo dopo è lontano dalla mia vista. Che peccato, una incredibile situazione mi si è prospettata ma non sono riuscito a catturarla a dovere.

Proseguiamo e andiamo in giro tra le onde e gli scogli, non le condizioni ideali per delle foto in apnea, ma utili solo per prendere idea della flora e fauna del Mar Nero, simile ma più povera di specie e colori rispetto al Mar Mediterraneo dove la salinità dell’acqua è molto più elevata. Sono presenti bavose, gobidi, labridi, gamberi e tanti granchi, vista l’abbondanza di alghe, ma incontriamo anche alcune piccole meduse Aurelia aurita trasportate a riva dalla corrente.

Terminiamo la nostra sessione e mentre rientriamo a Varna approfitto per un riposino. Il tempo di passare allo studio fotografico a prendere altre attrezzature e siamo di nuovo in moto per andare presso la piscina comunale per uno shooting di prova che Plamena deve effettuare prima di andare ad Eilat per il World Shoot Out 2014. Raggiungiamo l’enorme complesso sportivo dove ci sono ben tre piscine olimpioniche, la piattaforma per i tuffi e tutto l’occorrente per la pallanuoto. Trasportiamo con l’ascensore a bordo vasca tutto il materiale ed osservo i preparativi della modella che viene vestita progressivamente di luce da Plamena. Infatti le ha fatto confezionare un vestito da medusa ornato da luci a led e dovrà fotografarla in acqua con l’aiuto di suo marito Julian che è dedito a sostenere tre potenti lampade colorate. Osservo le operazioni prima all’asciutto, poi li raggiungo in acqua per guardare da vicino e per aiutarli a mantenere i vestito nella giusta posizione. Una situazione veramente interessante ed un’esperienza che mi mancava!

A tarda sera, dopo la prova in piscina, passiamo al supermercato Piccadilly, aperto 24 ore su 24 per comprare qualcosa per la cena che si protrae fino a notte fonda, tra commenti e valutazioni su cosa ha funzionato e cosa no durante la sessione odierna. Sono le 02:00 quando andiamo a dormire, fortunatamente domani mattina non c’è nulla di importante in programma, per cui possiamo dormire senza sosta.

2013-12-08 Trofeo GoPro – Banco S.Croce

Di buon mattino mi dirigo a Castellammare di Stabia per partecipare ad una nuova avventura subacquea: la videoripresa. In settimana ho tirato dal suo armadio la Nikon D800 ed ho iniziato a modificare le impostazioni per i filmati, mai provati prima, per poi controllare il risultato anche con i due faretti Grand Marine a tre led che ho appena acquistato. Alle 8:30 sono già al Diving Amici degli Abissi, saluto alcuni vecchi amici e inizio a sistemare l’attrezzatura. Nonostante sia pronto da lungo tempo, l’arrivo in ritardo di alcuni concorrenti ci costringe ad una uscita in tarda mattinata. La compagnia è allegra e scanzonata, il clima è ideale per una immersione invernale, con un bel sole ed il mare calmo. Raggiungiamo il Banco di Santa Croce con il comodissimo barcone, ormeggiamo ed iniziamo l’immersione.

Sono partito da casa con un’idea … proverò a realizzarla: GOD SAVE BANCO SANTA CROCE il titolo del mio filmato … ma sono indeciso se metterlo “classicamente” all’inizio, oppure utilizzarlo solo al termine del filmato. Decido per la seconda opzione e quindi inizio a “montare in macchina” come da regolamento. La difficoltà enorme è quella di riuscire a girare le scene senza “sparare” e “sfuocare”, provando anche a realizzare delle scene stabili e nitide. Ho montato il Tokina 10-17 mm con il minidome da 4,5″, per girare anche qualche scena in Macro-Wideangle. Proseguo nel giro dello scoglio per poi tornare alla parete con le margherite di mare. Termino quindi l’immersione e risalgo alla boa situata a 3 metri dove mi fermo per cancellare qualche scena in eccesso. Alla fine, mi faccio passare il titolo che avevo preparato con un foglio plastificato e lo inserisco alla fine del filmato.

Rientriamo a terra e dopo aver sbranato pizzette e calzoni in barca, sciacquiamo le fotocamere per poi tirare fuori le Memory Card e consegnarle ai giudici. Terminate le operazioni, per ingannare l’attesa, ci mangiamo un bel gelato mentre Mimmo, Raffaele ed Alfonso raccontano vecchie esilaranti storie del Blue Point Diving Center! Finalmente ci spostiamo nei locali del Circolo Nautico Stabia, dove si svolgerà la visione, il commento e la valutazione degli elaborati dei concorrenti.

Con immensa soddisfazione, mi ritrovo al primo posto della categoria “Reflex” con il mio discusso elaborato. Sono contento anche per il premio per la “Ripresa più Cristallina”.