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Dharavandhoo e Hanifaru Bay – Maldives

Maldive, una meta da sogno per quasi tutti gli abitanti del pianeta … per un fotosub come me, una vacanza irrinunciabile per tuffarsi nel caleidoscopico oceano indiano. L’occasione salta fuori quando il mio fraterno amico Mimmo Roscigno mi informa che sta organizzando per l’estate, un viaggio-workshop ad Dharavandhoo per andare a fotografare le mante ad Hanifaru Bay. Decido allora di fare una magnifica sorpresa alla mia famiglia e così, radunate le mie donne per la cena, le avviso che saremo in vacanza dal 25 luglio all’8 agosto, per una destinazione sconosciuta! Iniziano così le mille domande per scoprire qualcosa in più. Le lascio brancolare nel buio, uniche indicazioni … mare e palme ….

Nel periodo che precede il nostro viaggio provvedo ad aggiornare tutti i passaporti, mantenendo il riserbo sulla nostra destinazione. Solo il mercoledì prima della partenza, svelo il segreto … gli occhi delle mie donne si illuminano come non mai, sono elettrizzate e corrono a chiudere i bagagli. Chiudere le mie valigie è molto più complicato, non avendo grande esperienza di viaggi all’estero non so cosa portare e nel dubbio, porto il corredo quasi completo di ottiche ed oblò per la mia Nikon D800 oltre alla fotocamera Nikon 1 J2 con custodia Nimar per mia figlia Lorenza, 4 flash con relativi bracci. Far entrare tutto nei tre zaini è un’impresa veramente ardua, solo dietro consiglio del Prof. Roscigno, riesco a chiudere il tutto, lasciando fuori solo lo scafandro Isotta con una bella tracolla da portare disinvoltamente ai controlli aeroportuali.

Finalmente si parte con l’auto per Roma dove in aeroporto raggiungiamo Mimmo e Paolo, anche loro pieni di bagagli.  Facciamo scalo a Dubai dove ci raggiunge il resto del gruppo proveniente da Milano, capitanato dal simpaticissimo Alberto. Voliamo fino a Malé e poi con un piccolo volo interno raggiungendo Dharavandhoo nell’atollo di Baa, l’isola dei pescatori dove ci attendono Virgilio Gabriele e Jessica Ogliar Badessi, titolari del Dharavandhoo Diving Center che ci accompagneranno in acqua in queste due settimane di vacanza.

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Uno scorcio dell’isola Dharavandhoo

Prendiamo quindi possesso delle camere dell’Hibaru Fishing Lodge e finalmente ci riposiamo dopo le lunghe ore di viaggio. Nel pomeriggio è già tempo di andare in mare, dopo esser passati per l’organizzatissimo diving center, fornito di tutte le comodità per i subacquei ma soprattutto di due enormi vasche di risciacquo e asciugatura per le nostre fotocamere. Il Dharavandhoo Diving Center infatti è un punto di riferimento e di eccellenza per l’assistenza ai fotografi subacquei, un Photosub Friendly Diving di prim’ordine, anche per l’assistenza in acqua che è in grado di offrire, con tante guide attente a non disturbare i fotografi mentre sono alle prese con gli scatti in wideangle e prontissimi ad essere a fianco del fotografo per mostrare i piccoli organismi che si possono incontrare tra i crinoidi, le spugne e le gorgonie.

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Il nostro magnifico gruppo, in un momento di relax, in attesa di una nuova immersione.

L’acqua non è limpida, ricca di plancton in questo periodo.  E’ fotograficamente poco favorevole a causa cattiva visibilità dell’acqua, ma è la condizione essenziale per la presenza e l’incontro delle mante che si concentrano nella laguna di Hanifaru, per cibarsi dell’abbondantissimo nutrimento qui trasportato dalle correnti. Non è possibile immergersi liberamente nella laguna, divenuta parco marino, gli accessi sono contingentati, a pagamento e sorvegliati dai ranger, con ingresso a giorni alterni, solo in apnea, per 50 minuti, in modo da non disturbare le mante. E’ quindi opportuno verificare preventivamente il loro ingresso in gran numero all’interno della laguna prima di scendere in acqua.

La prima immersione la effettuiamo su una Thila a poca distanza dall’isola, una stazione di pulizia dove le mante si avvicinano per lasciarsi pulire dai labridi presenti sul reef. L’impatto con il reef è folgorante, i pesci sono ovunque, con i glass fish che si aprono al nostro incedere, spostandosi all’interno degli enormi e verdi rami di Tubastrea, gli Anthias e i grugnitori che si muovono in sincronia al riparo dei grandi ventagli di colore arancione. Tantissimi gli anemoni di colore rosso con numerose famiglie di pesci pagliaccio che fanno capolino tra i bianchi tentacoli. Crinoidi, stelle, alcionari, coralli duri e molli di ogni forma e colore, un vero tripudio cromatico. Non siamo però fortunati, l’incontro con le mante è rimandato, ma vediamo alcune tartarughe, una delle quali è intenta ad addentare una coloratissima medusa.

I giorni seguenti sono ricchi d’incontri presso le varie stazioni di pulizia, la difficoltà è riuscire a districarsi tra la moltitudine di subacquei che sono smaniosi di fotografare le mante a ridosso del reef, succede così che ci pestiamo spesso le “pinne” ma in ogni caso riusciamo tutti ad immortalarle.

Finalmente, dopo alcuni tentativi in cui abbiamo desistito, è il momento di scendere in acqua per fotografare le mante, entrate numerose a cibarsi in laguna. Scendiamo tutti armati di maschera, pinne e fotocamera ed iniziamo a nuotare verso di loro. Lidia segue Jessica mano nella mano insieme a mia moglie Mariolina, Lorenza invece come me è impegnata a scattare fotografie per immortalare il loro elegante nuoto. Sembra di assistere alle evoluzioni della squadra aerea acrobatica, uno spettacolo da “togliere” il fiato …. ma forse il fiato manca soprattutto per lo scarso allenamento con l’apnea! Quando i ranger ci richiamano a bordo sembra essere trascorso solo qualche minuto! “No! Già finito? Meno male che tra due giorni si replica!” Torniamo più volte nei giorni seguenti in orari diversi per seguire la marea montante, il sole più basso attutisce il contrasto luminoso ma rende maggiormente difficoltosa la corretta esposizione. Ad ogni modo riesco a tirar fuori alcune belle sequenze delle loro evoluzioni.

Le due settimane trascorrono allegre a bordo del comodissimo dhoni, l’equipaggio è così efficiente che asseconda tutte le nostre esigenze, hanno subito imparato gli abbinamenti fotosub-fotocamera per cui ci vengono passate senza il minimo errore. Durante gli intervalli di superficie consumiamo grandi quantità di thé e biscotti, per ricaricare le “nostre” batterie prima del successivo tuffo. Le tre-quattro immersioni giornaliere, mettono a dura prova i tempi di ricarica delle batterie dei flash, molte serate poi si concludono con delle magnifiche immersioni notturne oppure intorno al tavolino su cui osserviamo le immagini scattate durante la giornata. E’ in questa occasione che Mimmo, dopo cena, dispensa suggerimenti e critiche al fine di ottenere immagini sempre più accattivanti. La vacanza volge al termine, con il simpaticissimo siparietto comico instaurato con Alberto: “Ma tu scendi adesso?”  che si ripete ad ogni tuffo. Il tormentone proseguirà fino al penultimo giorno quando, a causa di un morso di una murena bandito, Alberto sarà costretto a desistere impossibilitato ad immergersi con i 12 punti usati per suturare il suo pollice.

Le ultime immersioni sono condite dai continui incontri con le mante presso le stazioni di pulizia, con alcune new entries tra le quali alcuni squali nutrice, i branchi di Platax, le aragoste, una coppia di murene leopardo, una bellissima medusa e gli immancabili pesci pappagallo addormentati sotto le acropore durante le immersioni notturne.

Solo l’ultimo giorno, impossibilitato ad andare in acqua per risalire sull’aeroplano, vado in spiaggia a fare il bagno con la famiglia ed un servizio fotografico ricordo alle mie donne. Anche lì però, con la macchina fotografica di Lorenza, mi tuffo a fotografare una magnifica medusa viola che si avvicina alla spiaggia spinta dall’intensa corrente marina. Sono questi gli ultimi scampoli di una vacanza fantastica, trascorsa con un meteo sempre splendido (fatto salvo un paio di acquazzoni notturni), trascorsa in allegria grazie alla piacevolissima atmosfera creatasi all’interno del gruppo. Lascio così un pezzetto del mio cuore su quest’isola che avrei potuto conoscere più a fondo, ma che avrei voluto conoscere ancora più IN fondo!

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Le mie ragazze al mare
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Fotoricordo di famiglia: Mariolina, Lorenza, Lidia, Marco
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Fotoricordo di famiglia: Lorenza, Mariolina, Lidia, Marco

Esperienza indimenticabile, da raccontare con le immagini …

26 Luglio: Kihaadufaru Thila

27 Luglio: Bodu Gaa, Aidhoo Island, Dharavandhoo Thila

28 Luglio: Nelivaru Thila, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

 

29 Luglio: Hanifaru Gaa, Angaa Thila, Dhonfanu Reef Night

30 Luglio: Dhonfanu Thila, Bodu Gaa, Digu Thila

31 Luglio: Kihaddu Thila, Kihaaddufaru Thila, Dhonfanu Wall Night

1 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila, Dhonfanu Reef

2 Agosto: Bodu Gaa, Bodu Thila, Dhonfanu Reef Night

3 Agosto: Vadhoo Corner, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

4 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Corner, Kihaaddufaru Thila Night

5 Agosto: Digali Haa, Anga Faru, Dharavandhoo Corner Night

6 Agosto: Kihaddu Thila, Bodu Gaa, Soft Coral Garden, Dharavandhoo Corner Night

 

 

 

2013-08-05 Fuerteventura Hongo con Pez & Marrajo

Dopo una settimana di escursioni e mare in giro per Fuerteventura, finalmente riesco a ritagliare una mezza giornata per andare ad immergermi nelle acque delle Isole Canarie. Nell’escursione da Corralejo all’isola di Lobos, ho giá avuto modo di osservare la popolazione ittica di questo luogo, con svariate specie non presenti in Mar Mediterraneo, ma oggi spero di vedere tanto pesce di grosse dimensioni.

Alle 8:40 sono fuori la sede del MarYMás Diving Center per effettuare la visita medica  obbligatoria per le immersioni in terra iberica (il certificato vecchio era appena scaduto) prima di prendere possesso dell’attrezzatura e prepararmi per la doppia uscita.

Alle 9:45 vestiti e con i monobombola da 12 litri in spalla, scendiamo sulla spiaggia dove, raccolta la seconda bottiglia, raggiungiamo il gommone passeggiando nell’acqua bassa per la marea calante. A bordo ci attende Simone Muller, la teutonica titolare del diving center, che ci aiuta a scaricare le attrezzature e ci porta verso l’isola di Lobos.

Il mare è ancora calmo, nonostante il vento sia come sempre teso. Raggiungiamo il punto d’immersione con il GPS, poi Axel, la nostra guida, lancia in mare l’ancora dell’Orange Magic. Il mare qui a l’Hongo con Pez è agitato, con onde alte un paio di metri … appena ci tuffiamo, la corrente è forte e spinge da ovest ad est. In questo punto, il più profondo del canale, la corrente è massima a causa della marea e dell’effetto imbuto che si verifica. Sul fondo incontriamo dei funghi di roccia lavica sotto i quali si nasconde una miriade di grossi pesci, saraghi, occhiate, salpe ma anche saraghi faraoni ed alcuni carangidi. Tutto intorno nel blu le ricciole mentre sul fondo gli immancabili pesci pappagallo. La roccia del reef non è coloratissima, ma forma una miriade di fori come il formaggio groviera. I pesci sono tranquilli e si lasciano avvicinare indisturbati, anche una bella cernia si lascia ammirare, peccato non avere con me la fotocamera reflex, ma solo una compattina Nikon S3000. Il tempo passa veloce ed è tempo di uscire. Quando risaliamo le onde sono enormi, saliamo a bordo e ci spostiamo a ridosso dell’isola per sostituire le bombole prima di immergerci a Marrajo. Iniziamo la vestizione completa ed al povero Axel tocca tirare l’ancora con il monobombola sulle spalle …. giusto un minuto di navigazione e raggiungiamo il punto giusto dove ancorare di nuovo. Siamo sotto costa e qui l’acqua è molto più sporca a causa delle alghe morte che fluttuano a mezz’acqua. Immediatamente avvistiamo tre aquile di mare, mentre scendiamo lungo la sagola. Dopo un breve tratto sul fondo sabbioso misto a roccia, pieno di pesci pappagallo, triglie e pesci balestra, raggiungiamo il reef ed iniziamo a girarlo in senso orario. Con la coda dell’occhio vedo nuotare a poca distanza da me un’altra aquila di mare … la seguo, scatto la prima foto di coda e poi … la batteria della nikon mi abbandona proprio quando sono riuscito ad affiancarla! Maledizione! Non resta che ammirarla mentre si allontana da me ….

Raggiungo Luca e Maya ricomponendo il gruppo e seguo Axel nel suo giro che sotto, una lama di roccia, ci mostra una Pastinaca semi-insabbiata, riposare sul fondo. Accidenti! È sempre così, le cose migliori le incontri quando non puoi fotografarle! Anche una piccola cernia ci guarda dalla fenditura, mentre gli onnipresenti saraghi maggiori e faraoni ci seguono lungo il percorso. Quando siamo ormai al termine dell’immersione, un nuovo incontro … vicino alla catena dell’ancora, un’aquila di mare che pascola sul fondo davanti ai nostri occhi …. incrociamo gli sguardi fin quando l’animale decide di salutarci. Risalire a bordo è difficile, non solo per il moto ondoso … è duro abbandonare la visione di una tale presenza ittica! Bisognerà ritornare al più presto “armato” di tutto punto!

2012-05-18 FOTOSUB 2012 Cayo Largo – CUBA

Diario di bordo

primo giorno 18 maggio

la sveglia suona alle 3:00. Mi vesto e raccolgo il borsello con biglietti e passaporto e dopo una mini colazione mi metto in auto in direzione Roma Fiumicino.

Si avvera un sogno … gareggiare in una competizione internazionale con i migliori fotosub italiani e … cubani! Ebbene sì, direzione Cayo Largo per il Fotosub 2012. Arrivo in aereoporto con largo anticipo, attendo l’arrivo dei miei compagni presso in desk, carico di bagagli e con la paura di qualche imprevisto …

Con grandissimo piacere incontro David, Elio, Graziella, Isabella, Mauro, Graziella, Federica, Walter, il “Bolla”, Alberto ed il gruppo Isotta al completo con la piccola Alice! Sembra di essere ad una selettiva di fotosub …. l’attesa ahimè è lunghissima, ci sono problemi con i terminali e ci avvisano che è stato cambiato l’aereomobile con uno più … piccolo. In largo ritardo effettuiamo il controllo bagagli e passaporti e finalmente saliamo sull’aereo. Faremo anche uno scalo in Canada … per fare rifornimento! L’aereo è pieno solo in parte, per cui i più fortunati approfittano per stendersi a dormire un poco. Trovo finalmente in posto in fondo all’aereo ma dopo aver preso sonno da pochi istanti … lo stuart mi sveglia perchè il posto è riservato all’equipaggio …. Le ore si susseguono interminabili, fin quando il comandante non annuncia l’inizio della fase si atterraggio su Gander. Dal finestrino scorgiamo alcuni iceberg, poi le verdi distese canadesi costellate da centinaia di laghi e specchi d’acqua. Dopo circa un’ora di attesa per il rifornimento, ripartiamo alla volta dell’Havana. In questa tratta finalmente riesco a schiacciare un pisolino, dopo aver imparato i segreti del contorsionismo.

Allo sbarco in terra cubana ci attende una leggera pioggia ed un gran caldo, compensato dall’aria condizionata “a palla”. Effettuiamo il controllo bagagli e … ci sequestrano i passaporti! Insospettita da tanto materiale fotografico la “doganiera” ci chiede spiegazioni … finalmente dopo aver tirato fuori il mio ipad, riesco a mostrarle la locandina del Fotosub 2012 organizzato a Cayo Largo. Dopo aver preso nota fin nei minimi dettagli, ci lascia finalmente liberi ditransitare. Recuperiamo i bagagli e finalmente raggiungiamo l’hotel dopo quasi un’ora di tragitto. Sono oltre 24 ore che sono sveglio e qui sono le 23:00. Saliti in camera,  una sorpresa … non ci sono i due letti separati ma solo un letto da una piazza e mezza! Avvisiamola reception ma solo domani ci daranno un altro letto … Una doccia e poi a  mangiare qualcosa in hotel, dove incontriamo Umberto Natoli, grande esperto dell’isola e dei suoi fondali. Una Cristall ed un panino e poi a dormire … sperando di riuscirci!

secondo giorno 19 maggio

Dopo qualche ora di sonno mi sveglio esono le 5:00 cubane, le 11:00 in italia … provo a dormire ancora un poco ma non è possibile, approfitto per scrivere il diario di bordo. Oggi Umberto ci porterà in giro per la città vecchia.

Il cielo è coperto ma forse é meglio così per girare in città. L’Havana è bellissima, piena di colori e gente simpatica, scatto a ripetizione con la mia fotocamera compatta fino all’ora di pranzo, quando mi molla perchè le batterie non ne hanno più! Pranziamo nei pressi della fabbrica dei profumi e continuiamo il nostro giro turistico,  a bordo di due “vecchie glorie” cubane, noleggiate anche per evitare l’incipiente pioggia. Rientrati in hotel una veloce doccia e poi a cena di nuovo in centro. La scelta del ristorante è laboriosa, ci spostiamo in taxi più di una volta fin quando raggiungiamo il ristorante Polinesio, dove gustiamo in una sala vuota, l’ennesimo arrosto cubano. Di lì ci muoviamo in cerca di un locale dove ascoltare musica tipica e per bere un Cubalibre. Anche questa ricerca è affannosa … la notte cubana sembra essere solo un mito … finalmente, a poca distanza dall’hotel Ocidental Miramar, entriamo nel Cecilia, dove si esibisce  un gruppo di quattro giovani cantanti locali. La serata si conclude con un funambolico rientro a tutta velocità in hotel con il taxi più sfondato di tutta Cuba!

terzo giorno 20 maggio

Sveglia all’alba, prepariamo i bagagli per andare all’aereoporto da dove partiremo per Cayo Largo. L’aereo è un turboelica vecchissimo, i nostri bagagli vengono spinti a mano su carrelli fin sotto l’aereo e caricati a bordo. Il volo è breve e senza pericoli … l’aspetto del bimotore non era particolarmente rassicurante. Sbarchiamo a Cayo dove ci attende una fiesta in aereoporto. Trasferimento in hotel e nuova accoglienza festante con musica, ballerini ed un     a noce di cocco fresca da bere. Prendiamo possesso delle camere, a pranzo sulla spiaggia e dopo subito al briefing tecnico all’interno della sala proiezioni.

Terminato scappiamo via subito in spiaggia a fare un tuffo tra le onde. La cena di accoglienza è di ottimo livello con tantissime pietanze preparate in esclusiva per i partecipanti.

quarto giorno 21 maggio

Oggi usciamo per la giornata di familiarizzazione in mare ma al nostro risveglio ci accoglie una tempesta tropicale, con vento pioggia e onde. Accumuliamo alcune ore di ritardo ma poi si decide comunque di uscire appena il tempo lo consente. Arrivati al diving sistemiamo le attrezzature sulla barca ed usciamo in mare verso l’acquario. Il mare è molto mosso ed io sono subito alle prese con la nausea. Finalmente ci tuffiamo ma l’acqua é sporca e c’è risacca fino a 15 mt. Risalito al termine dei 90 minuti consentiti, risaliamo per cambiare posto. Il mare è sempre più agitato, le onde sballottano le fotocamere di qua e di la sul pavimento ed io sempre più disturbato, bianco come un lenzuolo. Non riesco a montare correttamente l’oblò del Tokina 10-17 e quindi decido di montare  il micro Nikkor 40 mm. A metà dell’immersione però uno spruzzo di acqua nella custodia mi costringe a riportarla a bordo. Dopo un poco di meditazione, ridiscendo in acqua solo per visionare un poco il fondale.

Riesco a vedere un branco di enormi tarponi ed un’aquila di mare dal dorso maculato sorvolare indisturbata il gruppo di fotografi.

Quando risaliamo le onde sono enormi e risalire a poppa della barca diventa estremamente pericoloso a causa della pedana e della scaletta che vanno su e giù ad un palmo dalle notre teste! Guadagnato l’asciutto, mi stendo inerme sul pavimento vicino a Graziella anche lei KO. Una giornata da dimenticare eppure oggi è il mio compleanno! Devo capire cosa è successo alla fotocamera, forse un colpo oppure l’oblò montato male. Dopo cena una torta di compleanno ordinata dai miei amici fotografi mi risolleva di morale, ma subito dopo scappo via dal Team Isotta a sistemare la custodia. Andrea analizza il caso e scopre un pulsante piegato e me lo sostituisce, ma non ho modo di provarlo domani in gara … speriamo bene.

quinto giorno 22 maggio

Inizia la gara ma anche oggi il tempo è pessimo …. ma ai caraibi non dovrebbe esserci il sole?

Piove a dirotto e non ci sono segnali di miglioramento. Dopo colazione ci avviamo al diving, dove è previsto il briefing e la formattazione delle memory cards. Visto il meteo ed il cambiamento di campo gara, smonto sotto la pioggia il grandangolare e  monto il 105 micro NiKkor. È stata cambiata anche la foto a tema, non più i policheti ma le Simnia. Saliti sul Melisa, con la nostra guida Rihder, raggiungiamo l’interno della laguna al cui interno non c’è molta onda, fuori di essa il mare è impraticabile più di ieri. L’acqua è torbiba e siamo a circa cinque metri d’acqua … c’è tanto da fotografare ma la visibilità è pessima … mi fermo subito sotto la barca a fotografare, con l’aiuto di Lilia Isotta intenta a cercarmi soggetti utili.

La custodia funziona perfettamente, grazie al cielo, per cui posso stare tranquillo. I 90 minuti trascorrono veloci fin quando viene dato il segnale di stop della prima sessione. A bordo è stato preparato del mango fresco che sparisce in pochi istanti. Il tempo di sistemare fotocamere e bombole e ci spostiamo nel punto successivo d’immersione, poco distante dal primo. La pioggia è sempre intensa, ma in questo punto il fondale sembra essere leggermente più profondo … 7 mt! Granelli di sabbia ” volante” e risacca abbondano, fotografare diventa proibitivo. Ancora un tuffo sotto la barca dove incontro una coppia di Simnia ed un grugnitore abbastanza collaborativo,

poi proseguo in cerca dei policheti. Lilia mi mostra un pesce trombetta tra i rami di una gorgonia dove ne scovo un altro più piccolo. È praticamente impossibile fotografarlo a dovere … desisto e cerco qualcos’altro. Lilia mi mostra in lontananza una tartaruga ma è fuori “tiro” utile, infine mi indica un gamberetto nascosto in una attinia. Scade il tempo e ci raduniamo in barca. A questo punto raggiungiamo il porto e gustiamo il pranzo preparato dai marinai, al suon di musica cubana, sotto un diluvio infernale. Consegniamo le memory card ed attendiamo sotto una tenda l’arrivo del pulmann che ci porta in hotel. Doccia, pisolino e via a recuperare le foto dai commissari per poterle visionare. A fatica selezioniamo qualche scatto, poi andiamo a cena mentre il vento si è sostituito alla pioggia, ma è intenso come in un tifone.

Ceniamo a lume di candela perchè è anche saltata l’erogazione dell’energia elettrica e dopo esser passato a ritirare il 60 micro Nikkor, prestatomi dal fotoreporter Alberto Balbi, vado a sistemare la custodia ed i flash per domani.

sesto giorno 22 maggio

sveglia alle 6:30, pioggia a dirotto e vento, solo una fetta biscottata per colazione per evitare fastidi. Trasferimento in autobus alla Marina, dove saliamo sulla Melisa, nonostante la pioggia sulla barca regna l’allegria con la musica cubana a tutto volume e il canto dell’inno di Mameli prima di lasciare la banchina. Il mare è molto mosso e non è possibile raggiungere i luoghi previsti d’immersione. Andremo all’interno della barriera a 5 mt di profondità!

Smonto l’obiettivo grandangolare e monto il 105 micro, per provare a svolgere subito i tre temi macro. Poi al secondo turno farò le foto ambiente con Lilia Isotta come modella.

L’acqua è bianca, con risacca e tanta sabbia in sospensione, praticamente impossibile fotografare “pulito”. Mi faccio coraggio ed inizio la mia ricerca, con l’aiuto di Lilia che ogni tanto mi segnala qualche soggetto. Terminati i primi 90 minuti ci riposiamo e assaggiamo del mango fresco prima di scendere nel successivo spot d’immersione. Decido di lasciare la stessa configurazione per altri 30′ per poi passare a cambiare ottica, visto che la modella Lilia è impegnata con il Bolla. Dopo poco improvvisamente mi accorgo di non avere più la foto fatta al giurato prima dell’inizio della gara …… Maledizione, bisogna rifare tutto!! A questo punto decido di continuare per svolgere almeno i tre temi macro, riservando a domani il tempo per l’ambiente. Lilia mi mostra anellidi, una tartaruga, pesci trombetta ed infine un gamberetto nell’attinia, proprio sotto la barca, a pochi minuti dal GONG!

In porto finalmente pranziamo a ritmo caraibico, con il rum che cade a pioggia come all’esterno della barca!

Rientrati in hotel, una salutare doccia ed una indispensabile dormita per ripartire domani ancora più agguerriti!

settimo giorno 23 maggio

sveglia alle 6:30, pioggia a dirotto e vento più di ieri …. colazione leggerissima per evitare il mal di mare. Ci raduniamo nella hall dell’hotel Playa Blanca per il trasferimento al diving, ma ci viene comunicato che la gara è temporaneamente sospesa,  proveremo a valutare la situazione meteo alle dodici. Le ore trascorrono con una incessante bufera tropicale, veniamo richiamati alle 12:45 e ci viene comunicato che la “Competicion es serrado”!

Lo sconforto colpisce tutto il team Italia, che a causa della situazione meteo ha svolto solo i temi  macro, mentre solo Marco il Bolla ha svolto tutto il programma!

Siamo praticamente tagliati fuori dalla vittoria finale … proviamo a far leva sul regolamento che non contemplava l’interruzione ma per ovvi motivi, gli organizzatori decidono di valutare tutte e cinque le categorie.

Alle 15:00 viene effettuata la scelta e la consegna e via tutti a riposare. Più tardi in compagnia di Ciccio, un tuffo tra le onde per scaricare la tensione e poi cena in hotel. Dopo in autobus alla Marina dove è prevista una Fiesta Blanca.

ottavo giorno 24 maggio

Finalmente ci svegliamo con comodo ed il sole splende alto e caldo. È l’ora di fare un tuffo in piscina ed approfittare per prendere la tintarella. Prepariamo anche i bagagli e alla 13:00 siamo nella sala conferenze per la premiazione. Siamo tutti un poco scarichi, speriamo nel buon risultato di Bollettinari, l’unico insieme a Todaro ad aver svolto il programma completo.

Con grandissima sorpresa, nella categoria Pesce la mia foto risulta la più bella,  salgo sul podio accolto dall’ovazione dei miei compagni, tenendo dietro Michele Davino. Anche nella categoria Macro a Tema un nuovo successo, con la foto di due Simnia premiata come migliore foto, insieme a Elio Nicosia, ottimo terzo.

Anche la foto macro viene selezionata, ma solamente nella top ten. È un risultato magnifico che mi riempie di gioia e mi ripaga dei sacrifici miei e della mia famiglia che mi asseconda in ogni occasione! Peccato non aver avuto la possibilità di confrontarmi anche nelle altre categorie, per insidiare il primato ed il trofeo al cubano “Pepe”, che ha vinto “facile” nelle due categorie ambiente in cui c’erano solo alcuni partecipanti.

Benissimo lo stesso, oltre ogni più rosea speranza …. mi auguro,  in questo modo, di aver conquistato un pass per il Campionato Mondiale CMAS che si svolgerà nelle stesse date nel 2013!

In serata trasferimento in aereoporto per rientrare a l’Habana, l’ATR42 ci riporta nella capitale dove ci attende l’ultima notte in terra caraibica! Noleggiamo quattro taxi e ci dirigiamo nella città vecchia per cenare e bere qualcosa, peccato che la Boteguita del Medio sia già chiusa …. decidiamo allora di andare a Plaza Veja a gustare la birra all’interno della fabbrica di cerveza.

La serata è divertentissima, accompagnata dalle note di un ragazzo cubano che ci ha allietato con la sua chitarra. OLA! VIVA CUBA!

nono giorno 25 maggio

Mi sveglio durante la notte per il gran caldo, ma soprattutto per l’euforia dell’inattesa vittoria. Scendo a fare colazione e poi a passeggio per la città ad acquistare qualche suvenir, approfittando delle prime ore delmattino, prima che l’aria si infuochi con il bentornato sole. Verso le dieci prendiamo dei taxi per andare al mercato dell’artigianato. Oggi c’é il sole finalmente! Il mercato è ricco di colori, tra collane, quadri, magliette e cappellini, i cubani sono molto cortesi, ma pressanti verso i turisti … trascorriamo alcune ore spendendo gli ultimi cuc, prima di rientrare in hotel per fare un tuffo in piscina e mangiare qualcosa prima del rientro. In serata comincia il nostro trasferimento verso Roma, con uno scalo a Santiago de Cuba e la traversata transoceanica notturna che ci porterà a casa. Dormire è un’impresa …. ma questa volta ci riesco per qualche ora. Finalmente sbarchiamo a Fiumicino, ma attendiamo a lungo i bagagli prima di uscire dallo scalo. A questo punto non resta che affrontare il viaggio in auto verso Sorrento, stanco ma felice come non mai!

http://photosub2012.cayolargodelsur.cu/htlm/cobertura.htm