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Scoglio del Vervece con Erik & Co

La scelta odierna è stata durissima, attrezzatura pronta dalla sera prima … ma dove vado? Pulizia dei Fondali a Marina Grande o Underwater Imaging Day al Punta Campanella Diving Center? La decisione è caduta sulla seconda opzione, data l’unicità dell’evento di Massa Lubrense a cui partecipano amici venuti dal Belgio e dalla Svizzera, oltre che da ogni dove in Campania. Raggiungo così il diving alle 8 dove trovo il solo Andrea ad attendere l’arrivo di tutto il gruppo, tiro fuori dal ripostiglio la mia “invidiatissima” muta “vintage” e preparo la fotocamera Isotta D850 su cui ho montato il Sigma 15 mm ed il microdome. In successione arrivano Erik, Jutha e Sven, Luisa e Pierluigi, Ivana ed Edoardo, Stefania e Pietro, Emanuela e Raffaele, Gabriella, Fabio, Luigi, Lisa, Vittoria, Gianluigi, Guido ed il mio caro amico Mimmo che torna in acqua dopo un breve periodo d’inattività.  

Dato l’alto numero di sub che devono andare in acqua, vengono preparati alcuni gruppi,  assecondando le priorità … io sono nel primo turno che andrà al Vervece e andrò via subito dopo il tuffo. Ci muoviamo verso le 10 con il gommone al completo e raggiungiamo la boa di ormeggio.

Il mare è calmo ma l’acqua non è limpidissima. Scendiamo subito sulle gorgonie rosse dove mi trattengo per poco tempo, proseguo girando in senso antiorario intorno allo scoglio e raggiungo le gorgonie gialle abitate da tanti Anthias, poi ancora oltre dove si trovano le margherite di mare. Oggi c’è un gran fermento in acqua, tantissimo pesce azzurro si muove rapidamente in cerca di fuga dai predatori: barracuda, ricciole e tonnetti, ma sono troppo lontani per fotografarli. Cernie, saraghi, murene e dentici sono sempre visibili ma oggi sono più diffidenti del solito, forse a causa del gran “movimento” in acqua. Termino l’immersione dopo un passaggio sul pianoro a -12 metri dove fotografo la statua della Madonnina del Vervece, pulita la settimana scorsa in occasione della festa annuale. Rientriamo a terra appena tutti sono a bordo, per consentire la nuova uscita dei sub, già tutti pronti in banchina in nostra attesa. Saluto rapidamente tutti, dando appuntamento per domani … la giornata al diving prosegue con una serie di tuffi lungo la costa sorrentina, la mia invece. in grande relax al mare con mia moglie Mariolina.

 

Vervece con Luisa & Pierluigi

Il vento è assente ed il cielo sereno in questa domenica di “mezz’agosto”, ultimo giorno delle ferie estive 2018. La giornata va quindi celebrata adeguatamente con un tuffo … “nel passato”.
Consueto appuntamento al Punta Campanella Diving Center alle 9 per l’uscita sub allo Scoglio del Vervece, zona A dell’A.M.P. di Punta Campanella. Oggi ritrovo una coppia di cari amici, Luisa & Pierluigi che, venuti da Napoli con le loro figlie, non si immergevano con me dalla scorsa estate.

Mentre preparo l’Isotta D850 con il Micro Nikkor 105 mm e la lente SMC +15, arriva un vassoio di cornetti ….. la tentazione di resistere è grande, ma siccome siamo all’ultimo giorno di “libertà”, mi lascio  sconfiggere dalla golosità.

Partiamo alle 10 dal diving e ormeggiamo subito alla boa predisposta per l’ormeggio dei gommoni. Sono previsti diversi gruppi, così decido di seguire un percorso “antico” che non percorrevo da decenni, quando non c’era ancora l’area marina protetta ….. il Viale delle Gorgonie. Qui scattai una delle prime fotosub con la Nikonos III, ritraendo entrambi i miei genitori tra i ventagli rigogliosi di Eunicelle avvolti da milioni di Anthias anthias. Mi seguono Rosy, Gianluigi e Vittoria, che accompagnano i miei amici in immersione. Il fondale è cambiato molto da allora, c’è molta più alga sul fondo, ci sono anche molti sargassi oltre alla Caulerpa racemosa che ricopre qualsiasi cm di roccia. In compenso c’è tantissimo pesce, con cernie, dentici e barracuda che approfittano della grande abbondanza di prede di piccola taglia, castagnole, alici e boghe. Le gorgonie gialle sembrano essere in perfetta forma, peccato non avere montato l’obiettivo adatto per riprenderle in toto. Lascio il gruppo a visitare il punto e proseguo effettuando un giro in senso orario a bassa quosta, provando ad avvicinare il più possibile i barracuda ed immortalarne lo sbadiglio ma ovviamente, è sempre quello non a fuoco che apre la bocca! Mi dedico così a fotografare una bella musdea in una piccola tana e poi le immancabili castagnole rosa. Quando mi accorgo che sono tutti radunati sotto la boa per la decompressione, mi stacco dal fondo senza nemmeno aver provato la lente macro, ma va bene lo stesso. Risalgo, mi spoglio e inizio a salutare in anticipo, così da poter andare via di corsa una volta tornato a terra, per andare al mare con la famiglia a Sorrento.

 

Scoglio del Vervece con Gianluigi

Dopo il consueto scambio di messaggi con Gianluigi, confermo la mia presenza dimenticando di ricordare a Vittoria di riportare al diving la mia attrezzatura che, causa sovraffollamento, era stata spostata a casa sua. Quando arrivo al Punta Campanella Diving, mi rendo subito conto dell’assenza della borsa sub …. poco male, prendo dal deposito tutto l’occorrente, al pari dei tanti clienti stranieri e dopo poco sono pronto per salire sul gommone. L’unica preoccupazione è per la maschera, il rischio che si appanni è molto alto, ma non ho modo di verificarlo prima … vediamo cosa accade in acqua.
Usciamo verso le 10 dal porto e raggiungiamo lo Scoglio del Vervece dopo un minuto di navigazione, ormeggiamo alla boa e siamo pronti per il tuffo. Anticipo il gruppo e, seguendo le indicazioni di Virgilio che oggi è il nostro barcaiolo, vado in cerca di un “coccio” d’anfora romana che ha trovato alcuni anni addietro. L’acqua è limpida come da molti anni non accadeva, con una visibilità orizzontale e verticale superiore ai 30 metri e la maschera non si appanna! Sorvolo il fondale roccioso ed incredibilmente, distinguo dall’alto il frammento di terracotta. Mi avvicino con la mia fotocamera Isotta per Nikon D7200 ed il microdome con dentro il 10,5 mm ed inizio a scattare. Sono felice ed emozionato per il ritrovamento, proseguo il mio giro andando in cerca dei pesci San Pietro che sono stati avvistati la settimana scorsa, ma non sono fortunato. Risalgo a quote più tranquille godendomi le gorgonie rosse e poi quelle gialle, fino a rientrare sul pianoro dove giace la statua della Vergine dopo aver effettuato il periplo dello scoglio. Oggi è possibile osservare da lontano il pesce che popola lo scoglio, cernie, scorfani, dentici, barracuda, saraghi e le immancabili castagnole. In barca mi segnalano anche l’avvistamento di un’aquila di mare, di alcune corvine ed aragoste, presenze storicamente occasionali qui al Vervece, segno che, con il passare del tempo, l’Area Marina Protetta, qualche progresso comincia a produrlo. Rientriamo in porto e, mentre il gruppo procede al cambio delle bombole in previsione della seconda immersione a Cala di Mitigliano, mi svesto e mi preparo a tornare a casa per raggiungere la mia famiglia al mare.

Vervece con Punta Campanella Diving Center

Apro gli occhi e mi affaccio alla finestra per guardare il mare … il sole è accecante e corro subito ad abbassare le tende in cucina per fare colazione in penombra … le condizioni meteorologiche sembrano ottimali. Divoro rapidamente yogurt e cereali e vado ad inserire le batterie, ormai cariche, all’interno dei due fedelissimi flash Inon Z240. La fotocamera è pronta da giorni, configurata ancora come l’ultima volta con il Sigma 15 mm ed il Microdome Isotecnic. Appena sono pronto salto sullo scooter, ma il meteo inizia a cambiare, il cielo si rannuvola sempre di più. Raggiungo il Punta Campanella Diving Center  alle 9:00 dove con piacere incontro gli amici dell’associazione Jacques Cousteau che, rientrati da un tuffo allo scoglio del Vervece, sono alle prese con l’identificazione delle specie osservate in immersione, per contribuire al monitoraggio “Blue Team in Action” all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Al diving incontro anche il mio amico Andrea che non vedevo da tempo ed un gruppo di sub romani venuti per il weekend a Massa Lubrense. 

Mi preparo velocemente come al solito e carico l’attrezzatura sul gommone ormai pieno di bombole. Anche noi andiamo allo Scoglio del Vervece che raggiungiamo ormeggiando alla boa. Una improvvisa “tempesta” di vento meridionale si scatena sul posto, le onde cominciano a formarsi con la spuma bianca che ne caratterizza la cresta. Mi tuffo per primo con il cielo plumbeo, in lontananza si vedono le nuvole nere su Ischia cariche di pioggia, ma il vento le spinge via lontane.  L’acqua è molto torbida e “buia” …. seguo un percorso leggermente diverso dal solito cercando di raggiungere qualche punto meno conosciuto. Mi diverto a testare anche di giorno questa configurazione fotografica, per avere ben chiaro in quali situazioni utilizzarla. Non mancano i dentici, i barracuda, qualche orata, le cernie e gli scorfani. Non vedo però la famigliola di corvine che ultimamente ho incontrato, ma solo tanti saraghi. Termino l’immersione nei pressi della statua della Madonnina che è stata appena ripulita in occasione dei festeggiamenti e risalgo a bordo del gommone. Il rientro è caratterizzato dagli spruzzi che ci sommergono completamente mentre raggiungiamo il porto, ma una volta sbarcati il vento cala drasticamente e riappare il sole ….. oserei dire: situazione “fantozziana”. Smonto tutto e scappo a casa, salto la seconda immersione e la notturna prevista stasera, ahimè ho già altri impegni.

 

 

Vervece con Lorenza e Mimmo

Finalmente torno in acqua con mia figlia Lorenza! Terminati gli impegni scolastici e “danzanti” oggi ci siamo immersi allo Scoglio del Vervece, in compagnia di Mimmo Roscigno e del mio zietto acquisito Virgilio Liguori. Raggiungiamo con lo scooter il Punta Campanella Diving Center con grande tranquillità, la nostra immersione è prevista alle 11:00. Ci prepariamo mentre attendiamo il rientro del gommone da un altro tuffo. Il caldo è infernale e ci buttiamo più volte sotto la doccia prima di salire a bordo. Ormeggiamo alla boa e ci tuffiamo nell’acqua “calda” ma limpida. Subito ci fermiamo a scattare una foto ricordo con il prof. prima di separarci. Arrivo con Lorenza fino alle gorgonie rosse poi proseguiamo nel periplo dello scoglio dove incontriamo svariate cernie ed un branco di piccoli barracuda. Anche il piccolo branco di corvine è ancora nello stesso punto, nella parte che guarda il borgo di Marina della Lobra. Si muovono in formazione compatta fino a dileguarsi nel blu. Qui cedo la fotocamera a Lorenza e le lascio scattare alcune foto, passando a fare il “modello”. Una volta raggiunto il pianoro con la statua dobbiamo aspettare che Mimmo termini di fotografare un grosso paguro prima di poterci avvicinare alla Madonnina. Qui Lorenza inizia a scattare con maggiore fluidità, la vedo spostare i flash e ruotare il mirino angolato a 45° per le riprese in verticale. La guardo estasiato mentre resto in posa per lei … sono felicissimo. L’immersione termina dopo 70′ di puro godimento, ma la giornata prosegue alla grande, andiamo al mare a Sorrento, presso i Bagni Salvatore dove ci attendono mia moglie Mariolina con Lidia. 😎

Ecco qui le foto scattate da mia figlia Lorenza, promette bene …

Vervece con Ass. Jacques Cousteau

Ieri ci siamo dati un appuntamento di massima, confermato solo in serata quando Nicola ed Antonella hanno inviato il fax con il mio nome alla guardia costiera per l’autorizzazione. Così stamattina, dopo aver tirato tardi ieri sera per seguire le mie figlie ad uno spettacolo di danza in piazza, mi sono svegliato prestissimo per preparare l’attrezzatura fotografica ma non ho cambiato configurazione lasciando il 105 mm sulla Nikon D800. Raggiungo il Punta Campanella Diving dove mi attendono Nicola ed Antonella, Francesco, Immacolata, Raffaele ed Emanuela, insieme ad altri componenti dell’associazione. Saliamo sul gommone e presto siamo al Vervece. L’acqua è limpida, mi trovo a guidare il gruppo dei fotografi verso le gorgonie rosse. Subito incontriamo un grande branco di barracuda, scendiamo in profondità dove si incontrano alcune cernie brune e qualche “dotto”, di lontano anche qualche grosso dentice è in caccia tra le castagnole che “punteggiano” di nero il blu intenso dell’acqua. Arrivo tardi ad ammirare una bella musdea in una spacca, ormai mi mostra solo la coda dopo esser stata immortalata da Antonella, Francesco & Co. Proseguiamo nel giro ed incontro un piccolo branco di corvine che sosta al limitare del tremoclino,  quando mi avvicino cominciano a nuotare portandomi in giro per lo scoglio. Termino l’immersione sotto la parete dove tra scorfani, murene, bavose e donzelle c’è sempre tanto da osservare. Volteggiano a poca acqua anche un gran numero di saraghi pizzuti e maggiori ed è uno spettacolo guardarli mentre si dedicano alla ricerca di cibo tra le alghe. 
Rientriamo a terra e subito mi spoglio per tornare presto a casa per andare a vedere il Gran Premio d’Ungheria di F1 in TV, con le due Ferrari in prima fila.

Relitto del Vervece

E’ da una settimana che il tuffo al relitto del Vervece è programmato, con tanto di evento pubblicato sui social …. ed in tanti siamo oggi in acqua. Il gommone è pieno fino al massimo della disponibilità consentita dall’A.M.P. Punta Campanella in zona A, il mare è calmo ma la temperatura dell’aria è torrida; alle 9 del mattino bisogna già passare a bagnare la la testa sotto la doccia del Punta Campanella Diving prima di saltare in gommone.  

Raggiungiamo il punto stabilito divisi in tre gruppi: Gianluigi e Vittoria accompagneranno alcuni sub scendendo sull relitto e proseguiranno verso lo scoglio del Vervece, dove il secondo gruppo guidato da Lisa inizierà la sua immersione, il terzo gruppo, composto da me medesimo e la mia fotocamera, resterà sul relitto per effettuare una immersione “quadra”. 

La corrente muove tanto particolato nella colonna d’acqua ma la visibilità è comunque accettabile, in grado da far distinguere chiaramente la sagoma del cargo dall’alto. Scendo lungo la sagola e raggiungo la zona poppiera ed attendo l’arrivo dei subacquei. Li lascio sfilare e mi sposto verso la parte sovrastante, per poi entrare all’interno della stiva dove a dritta si vede un grande foro sulla chiglia. L’interno della stiva è ricoperto da spugne, mentre migliaia di castagnole rosa si muovono tra le lamiere. Avevo portato con me un terzo flash per realizzare qualche scatto più creativo, ma senza collaborazione ho desistito. Raggiungo la prua del cargo, quando i miei amici hanno da tempo iniziato lo spostamento verso l’isolotto, mi trattengo qualche altro minuto e prima di risalire vado a scattare una foto ad una grande spugna che avevo visto durante la discesa. Non resta che effettuare la lunga decompressione ed attendere vicino al pallone segna-sub che i miei amici mi vengano a recuperare, leggermente preoccupato dal vedere sfrecciare, incuranti dei divieti, numerosi “pirati del mare” all’interno delle boe che delimitano la zona A. 

Rientrato al diving mi accorgo di avere un foro nella sacca del GAV che prontamente Gianluigi mi ripara prima di uscire in mare di nuovo per andare alla grotta di Mitigliano. Saluto il folto gruppo e torno a casa, oggi sono soddisfatto e non mi pesa saltare un’immersione. Torno a casa e posata la fotocamera, torno al mare raggiungendo la famiglia in spiaggia dove, tra un bagno e l’altro, ho il tempo di guardare con l’iPad sia la gara di MotoGp che quella di F1. 

Vervece con Edoardo

Imprevisto è qualcosa d’imponderabile, che può avere accezione negativa o positiva …. la giornata odierna è stata un susseguirsi di imprevisti … negativi e positivi. Così mi sono ritrovato a non riuscire a raggiungere Napoli per lavoro come programmato, bloccato a risolvere alcune questioni in terra stabiese. Mentre sono in procinto di spostarmi squilla il telefonino, è Edoardo che mi chiama da Napoli. Mi dice che sta partendo in gommone dal porto di Baia per accompagnare dei clienti a fare immersione allo scoglio del Vervece. Ha più di un’ora di navigazione per arrivare al Punta Campanella Diving di Massa Lubrense e si chiedeva se facessi in tempo a raggiungerlo. La fortuna ha voluto che io fossi ancora a Castellammare di Stabia, quindi non troppo distante da casa e dal diving per poterlo raggiungere. Così ho avuto il tempo di rientrare a casa a preparare la fotocamera, a cambiare l’obiettivo e l’oblò e dopo poco ero sullo scooter in direzione di Marina della Lobra. Edoardo è già pronto ed attende la mia vestizione, subito ripartiamo con il gommone per raggiungere lo scoglio del Vervece. C’è un poco di maestrale e leggera onda che si sente anche nei primi metri d’acqua. La visibilità non è ottimale a causa della bassa penetrazione della luce in acqua con il sole basso del tardo pomeriggio. Raggiungiamo la grande spugna gialla Axinella a -47 metri e stento a riconoscerla. Le sue dimensioni sono notevolmente ridotte, lo scorso anno avevamo notato che la spugna si era abbattuta verso il basso “tagliata” alla base sa una lenza di pescatori di frodo che entrano all’interno della zona A dell’A.M.P. Punta Campanella per pescare illegalmente al suo interno. La parte superiore (e più cospicua) deve essersi staccata dalla restante parte ed svanita. Sicuramente sarà andata incontro al deperimento non essendo più ancorata al substrato su cui giaceva da  decenni. Anche la parte restante sembra deperita e coperta di alghe filamentose. Lo sconforto è massimo così come vedere alcune gorgonie giá ricoperte di mucillagine. L’immersione prosegue come al solito tra cernie, saraghi, barracuda, murene e milioni di castagnole. Tra le gorgonie gialle trovo una lenza impigliata da poco tempo, segno che la pesca continua nonostante i divieti.  Dopo la decompressione, non resta che rientrare al diving per un selfie ricordo con Edo ed una birra ghiacciata. Grazie Edo per avermi fatto concludere alla grande la giornata!

Punta Campanella e Vervece con Marco Cesaroni

La delusione è cocente e dura da digerire, l’ennesima finale persa dalla Juve suona ancora come una enorme beffarda maledizione. L’unica soluzione valida per mitigare la tristezza è fare un carico extralarge del mio mare! Così di buon mattino mi sono recato a Marina della Lobra dove mi attendono Gianluigi, Lisa, Rosy e Vittoria del Punta Campanella Diving. Oltre al mitico Virgilio è presente anche l’amico Marco Cesaroni, grande istruttore subacqueo, con il suo allievo Antonio. La giornata è splendida ed il mare ancora calmo, non ancora agitato dai motoscafi. Raggiungiamo Punta Campanella per il primo tuffo. L’acqua è bella limpida e Gianluigi ci accompagna al   grottino a -47 metri che si trova sul fondo. Entro per primo ed attendo l’ingresso di Marco ed Antonio, cercando di non sollevare troppo fango dal fondo, mentre fotografo i gamberi che si inoltrano nelle zone più buie della cavità. Lascio spazio a loro ed esco insieme a Gianluigi dirigendoci verso il faraglione. Qui una amara sorpresa …. ancora una volta, ampie zone della parete ricoperta dalle margherite di mare è stata da poco devastata dai pescatori di datteri di mare, i residui giacciono sul fondo destinati a morte in breve lasso di tempo. Ahimè i controlli non sono efficienti e le pene tali da scoraggiarne la pesca. Sono ormai rassegnato e penso che questa mia segnalazione sia ancora una volta inutile …..

Rientriamo a terra e dopo una pausa di superficie siamo pronti ad uscire di nuovo con direzione Scoglio del Vervece. Qui l’acqua è leggermente più torbida, ma assolutamente godibile per una bella immersione. Scendiamo lungo il pendio in direzione delle gorgonie rosse, non mi spingo troppo in giù essendo alla seconda immersione e costeggio la parete il cerca del pesce san pietro visto la scorsa settimana. Arrivo fino al massone con lo spirografo senza vederlo, in compenso si fanno ammirare tre belle cernie ed i soliti barracuda, più radi del solito ma tutti esemplari di grandi dimensioni. Solo il tempo ancora di una visita alla tana della murena ed al buchetto con le margherite di mare e l’immersione è terminata. Non resta che tornare a terra e proseguire con la giornata di mare con la mia famiglia che nel frattempo è scesa in spiaggia a Sorrento. 

Scoglio Penna e Vervece con Punta Campanella Diving

60 giorni possono essere interminabili e tali sono stati per me, fermo ai box dopo un periodo di convalescenza a seguito di un intervento ricostruttivo odontoiatrico. Solo dopo aver ricevuto l’ok dal mio dentista “Rino”, oggi sono potuto tornare in acqua per inaugurare la stagione estiva al Punta Campanella Diving Center.  L’attrezzature è da due settimane al diving ma la situazione clinica non mi consentiva di immergermi, è stato così semplicissimo raggiungere il porto di Marina della Lobra con lo scooter armato della sola fotocamera. C’è un bel sole ma c’è anche vento abbastanza teso. L’appuntamento era da non perdere perché oggi è prevista un’uscita dell’Associazione Jacques Cousteau capitanata da Nicola ed Antonella a cui si aggiungono Linda ed altri simpatici subacquei. Partiamo con il gommone alla volta dello Scoglio Penna dove ormeggiamo alla boa sommersa. C’è corrente abbastanza sostenuta e siamo costretti a raggiungere lo scoglio scendendo lungo la gomena di ormeggio e sorvolando il fondo. Il gruppo si avvia verso la punta dove ci sono i barracuda ma l’avanzamento è difficoltoso. Decido così di sganciarmi da loro e di tagliare il percorso passando attraverso il foro presente tra i due scoglioni per raggiungere più rapidamente la parete esterna con le gorgonie rosse. La visibilità è buona ma non entusiasmante. L’immersione prosegue senza grandi sussulti, decido così di attendere il rientro dei miei amici nello stretto buco di passaggio. Una volta passati tutti, mentre siamo pronti a risalire, Linda mi segnala la presenza di un polpo sulla parete che si sta muovendo verso la superficie in cerca di prede nella schiuma delle onde. Lo osservo risalire sempre più fino a fermarsi a pelo d’acqua, lo vedo anche fuoriuscire all’esterno scoperto dal cavo dell’onda. Ho gli ultimi minuti di deco da smaltire e lo osservo sperando che non vada via. Quando finalmente posso risalire in superficie mi avvicino ed inizio a scattare a raffica, fin quando non fugge via sotto gli occhi spalancati miei e dei miei amici. Risaliamo e finalmente facciamo un selfie prima di tornare a bordo. Rientriamo al diving verso le 12:00 e dopo una lunga pausa per attendere l’arrivo di alcuni clienti per l’immersione pomeridiana, approfitto per mangiare un panino in compagnia di Gennaro.

Alle 14:30 iniziamo di nuovo le operazioni di vestizione per uscire con direzione Scoglio del Vervece. Il vento è aumentato ed anche il mare. Raggiungiamo la boa di ormeggio e Vittoria si tuffa ancora per ormeggiare. Lisa è pronta con il resto della “truppa” e si tuffa dopo che tutti sono entrati in acqua per chiudere il gruppo. Faccio da apripista come al solito e mi dirigo verso le gorgonie rosse. Lascio il gruppo tra i grandi ventagli di Paramuricea e risalgo un poco in direzione dei massoni che si trovano in direzione di Capri. Lungo il pendio, quasi invisibile, la pinna dorsale del Pesce San Pietro fuoriesce dalle alghe che ricoprono il fondo. Mi avvicino aspettando già la pronta risposta del pinnuto. Puntualmente il pesce inizia a spostarsi tenendosi a debita distanza dalla cupola del mio scafandro. Eseguo qualche scatto inseguendolo, ma l’impresa è vana. Ancora una volta mi è sfuggito, di giorno resta un soggetto molto difficile da avvicinare, al contrario della notte.  

Raggiungo quindi i massoni e sotto di esso scorgo una bella corvina, in questo posto non ne vedevo da anni! La mostro a Vittoria e proseguo, ne incontro una seconda prima di imbattermi nel branco di barracuda che solitamente staziona sulla punta “terrestre” dello scoglio. Continuo ancora per raggiungere la statua della Madonna e per controllare la condizione delle telecamere di sorveglianza posizionate sul pianoro a -12 metri. Come ampiamente prevedibile, sono completamente “bio-ricoperte”, incrostate al punto da non essere assolutamente utilizzabili. La loro inutile installazione mi ha molto sorpreso, il mare invece non lo ha fatto, prendendone possesso come previsto. Ne sarà contento solo il responsabile della manutenzione che si è guadagnato un lavoro assicurato a vita! Mostro ai miei amici anche la tana delle murene ed il piccolo buco fortunatamente scampato al massacro compiuto alcuni anni fa ad opera dei pescatori di datteri. Il Vervece da allora è cambiato completamente, non è più quello che ho ammirato per decenni e non penso potrà più ritornare all’antico splendore. Risaliamo a fatica in gommone a causa del moto ondoso che è aumentato durante la nostra permanenza in acqua.  Rientrati a terra inizio rapidamente a sciacquare tutta l’attrezzatura, fotocamera compresa, per tornare subito a casa dai miei familiari, dopo una bellissima giornata di mare trascorsa con le mie amiche Rosy, Lisa e Vittoria del Punta Campanella Diving Center.