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Vervece con Gianluigi

Ieri notte mentre ero di ritorno sullo scooter con mia moglie da una manifestazione a Villa Fondi a Piano di Sorrento mi sento chiedere: “Ma domani vai a mare?” e la mia risposta immediata è: “Certamente!” Stamattina mi son dovuto svegliare prima del solito perchè non ho avuto modo di preparare nulla per andare a fotografare, così subito dopo la barba e la colazione, sono corso nello studio a sistemare la Nauticam NA-D850 con il Tokina 10-17 mm posizionato fisso a 15 mm ed il minidome Saga Dive, abbinato ai flash Ikelite DS161. Ormai sono sveltissimo nelle operazioni con la nuova fotocamera sebbene eseguite con perizia per evitare di far danni, subito dopo sono pronto a raggiungere il Punta Campanella Diving a Marina della Lobra. Viaggiare con lo scooter oggi è piacevolissimo, non c’è il caldo afoso della scorsa settimana, c’è un poco di vento ma il mare è calmo. Arrivo a destinazione e ci sono tutti i componenti dello staff in azione, Andrea alle prese con alcuni clienti brasiliani per fare snorkeling, Lisa e Vittoria “vestono” gli altri clienti americani per l’immersione allo Scoglio del Vervece. I miei compagni in acqua oggi sono Gianluigi, con la sua fotocamera Nauticam NA-D810 + Nikon 16-35 mm e Virgilio. Gianluigi mi racconta di aver visto molto pesce qui al Vervece, ieri pomeriggio in immersione, anche un Pesce San Pietro, proviamo così a ritrovarlo …

Acqua torbida nei primi metri, una leggera corrente spinge in direzione di Capri, più in profondità la visibilità migliora al di sotto del termoclino. Seguo Gianluigi che si dirige verso il Viale delle Gorgonie e raggiungiamo la parete con le spugne gialle. Qui c’è una bella aragosta sotto una rientranza della roccia. C’è n’è anche una seconda in una spaccatura più in basso, ma ha le antenne spezzate, probabilmente a causa di una “colluttazione” con un polpo predatore che non è andata a buon fine per quest’ultimo. Gianluigi mi sopravanza ed ha appena incontrato il pesce che cercavamo … lo vedo scattare alcune foto e lo raggiungo cercando di arrivare a metterlo tra noi due per provare a tenerlo sotto “scacco”. L’impresa è vana, il pinnuto si muove mostrandoci sempre la coda, intento a sfuggire “all’abbraccio” a tenaglia dei nostri flash elettronici. Dopo un rapido cenno d’intesa tra noi, lo lasciamo andare. Seguiamo il viale roccioso coperto di Eunicella cavolinii e raggiungiamo la parete esterna del Vervece per effettuare il giro completo dello scoglio, dove Lisa è in immersione con clienti. Lungo il percorso si vedono tante cernie, un piccolo gruppo di corvine e qualche dentice, raggiungiamo il banco di barracuda che staziona nell’acqua più calda e torbida, vicino alla parete sovrastante la statua della Madonna dove mi dedico a fotografare le margherite di mare che “lottano” con le alghe brune per riconquistare il substrato che un tempo era occupato dai coloratissimi polipi di Astroides calycularis e Parazoanthus axinellae. Mentre effettuo la decompressione mi affaccio in una spacca a sei metri di profondità dove c’è una murena che dopo un poco si sposta andando a scomodare, facendola spostare, una piccola cernia che era più dentro nella tana. Finiamo l’immersione e rientriamo al diving, come al solito risciacquo e sistemo l’attrezzatura per l’indomani e me ne torno a casa per pranzare, poi tornare al mare con mia moglie per qualche ora, prima di andare in serata a festeggiare l’onomastico (Sant’Enrico) di mio padre e mio nipote con tutta la famiglia.

 

Vervece con Punta Campanella Diving Center

“E che ci fai qui alle 8:44?” Mi dice Andrea al mio arrivo al diving indicandomi l’orologio … effettivamente sono in ritardo rispetto al solito ma l’appuntamento prefissato è alle 9:30!

Oggi ho portato con me un nuovo giocattolo da provare in acqua, lo zoom Nikon 16-35 mm prestatomi da Gianluigi al quale ho prestato il minidome Saga ed il Sigma 15 mm per andare in vacanza in Sardegna. Lo scafandro Nauticam NA-D850 con superdome e prolunga si trasforma in un’arma da guerra, non proprio pratico da maneggiare. Ho abbinato i flash Ikelite DS161 ed i bracci galleggianti Nauticam, ma sono certo che la fotocamera in queste condizioni sarà “positiva”, stante il grande volume interno dell’oblò. Dovrò sicuramente provvedere ad acquistare dei bracci lunghi da 40 cm Flex-Arm per usarli in grandangolo con il superdome! 

Al diving ci sono i miei amici Luisa e Pierluigi, cuori bianconeri come me, venuti a fare immersione al Vervece oggi, insieme ad alcuni clienti americani. In barca resta Linda, mentre Lisa, Virgilio e Vittoria accompagnano i sub in acqua. Oggi sono tornato sulla parete che ho visitato l’ultima volta qui, quando avevo montato il 105 mm. Questa volta l’obiettivo è adatto a riprendere i ventagli di gorgonie gialle attorniati da Anthias anthias. Resto poco in profondità a causa di una piccola perdita di aria da una frusta dell’erogatore della quale non mi ero accorto in barca e che cerco di individuare con un selfie, torno subito indietro e cerco ancora la murena con i gamberetti. Ritrovo il punto ma il pesce non c’è, si vedono solo i due Stenopus nel buco. Proseguo il giro ammirando alcune cernie durante il mio percorso, raggiungo la statua della Madonnina dove si vedono anche i barracuda. Qui l’acqua è molto più torbida, calda ed opalescente, fotografare bene in queste condizioni è improponibile. Termino così l’immersione comunque soddisfatto; a parte l’assetto in acqua, l’obiettivo zoom è molto versatile ma adatto soprattutto a fotografare grandi pesci pelagici in mete esotiche. 

Arrivati in porto dobbiamo attendere l’uscita di alcune barche charter in uscita per escursioni a Capri e Positano, prima di poter scendere in banchina per riporre le attrezzature. Saluto i miei amici al termine delle operazioni di risciacquo, dandogli appuntamento alla prossima settimana quando anche loro porteranno con se le fotocamere per l’UNDERWATER PHOTO DAYS PUNTA CAMPANELLA  del 29-30 giugno.

 

Scoglio del Vervece

La lavatrice ha terminato il suo programma rapido, i sottomuta sono lavati e stesi al sole, in attesa di essere messi a deposito per qualche mese. È finalmente arrivata l’estate, o almeno, così sembra, quindi ho deciso di abbandonare le due mute stagne per indossare l’uniforme bagnata, che garantisce una diversa vestibilità e praticità. Oggi ho usato la mia Nauticam NA-D850 con il Micro Nikkor 105 mm, una configurazione che non avevo ancora utilizzato. Ho portato con me anche la lente Nauticam SMC avvitata sul pratico flip ed ho utilizzato una coppia di flash Inon Z240 montati sui bracci galleggianti Flex-Arm. 

Arrivo con lo scooter al Punta Campanella Diving alle 8:15, in leggero anticipo sull’appuntamento, preparo la fotocamera e inizio a vestirmi. C’è stata un’imprevista defezione di alcuni clienti che arriveranno nel pomeriggio per cui stamattina siamo in pochi in acqua. Dopo alcuni cambi d’itinerario alla fine si decide di andare comunque allo Scoglio del Vervece come previsto inizialmente. Non bisogna attendere ulteriormente, così saliamo sul gommone per partire quando Virgilio si accorge che la sua maschera graduata si è spezzata in due! Ahimè è costretto a fare da barcaiolo, non potendo usare una normale maschera in sostituzione. In acqua con me scende la neo istruttrice Lisa che effettuerà un giro diverso dal solito, dirigendosi verso il Viale delle Gorgonie gialle. Li seguo nella discesa con acqua molto torbida a causa della fioritura fitoplanctonica, raggiungendo una balza subacquea che avevo sempre erroneamente escluso dai miei itinerari subacquei al Vervece. La parete è molto bella, ricca di gorgonie Eunicella cavolinii e in basso si intravede anche una piccola grotta che visiterò la prossima volta che monterò il grandangolare. Mi fermo a fotografare gli Anthias anthias mentre Lisa prosegue il suo percorso. Solo a bordo saprò che hanno incontrato un bel pesce San Pietro!

Non resto a lungo a fotografarli perché il mio programma odierno è ben preciso …. andare in cerca di una “specifica” Muraena helena … della quale ho chiesto informazioni alla mia amica Antonella che l’ha fotografata in questi giorni. Le sue indicazioni sono preziose e precise, il pesce è nella sua tana e … con lui o lei c’è anche … lo Stenopus spinosus!

Il gambero meccanico arancione è sulla parete della tana, immobile, mentre la murena entra ed esce dal buco assecondando inversamente i miei movimenti. Mi avvicino e si ritrae, mi sposto dal lato della coda dove c’è un altro Stenopus e tira fuori in capo e spalanca le fauci. Il mio intento è proprio quello di far destare dal “sonno” il primo gambero, una femmina con le uova, stimolata dal movimento della murena. Paziento a lungo fin quando ciò che avevo sperato accade, il gambero si sposta e sale sul muso del pesce ma la murena non collabora spalancando la bocca per lasciarsi pulire. Probabilmente l’operazione è stata già effettuata ed il gambero dopo poco passa oltre, rintanandosi dall’altra parte del buco, dove la mia lampada ed i flash non arrivano. Me ne risalgo abbastanza soddisfatto, ma solo per aver “cercato” la situazione e poi averla trovata realmente, bisognerà ritornare per riuscire a cogliere l’attimo giusto.

Si torna così a terra dove risciacquo l’attrezzatura che finalmente posso lasciare al diving, in modo da non doverla portare con me sullo scooter; d’ora in poi potrò viaggiare leggero con il solo borsone fotosub senza grandi ingombri. Rientro a casa in anticipo rispetto al solito, ho così il tempo di andare al supermercato per provvedere al pranzo che consumerò in spiaggia con la mia famiglia allo stabilimento balneare “Salvatore” di Sorrento. Viva l’estate!

 

Vervece con Punta Campanella Diving Center

Le gocce di una leggerissima pioggia si accumulano sulla visiera del casco. Quando raggiungo il diving a Marina della Lobra alle ore 8 del mattino, la pioggia è terminata ma il cielo è ancora carico di nuvole, mentre il mare è calmo, “spianato” dal vento di scirocco.

Al Punta Campanella Diving Center c’è Andrea, intento a sistemare le bombole dei clienti che sono in arrivo. Siamo ormai pronti per imbarcare ed andare allo Scoglio del Vervece quando una coppia di stranieri che avevano prenotato l’immersione, ci raggiungono  con un’ora di ritardo. Gianluigi e Vittoria si adoperano per vestirle completamente e finalmente prendiamo il mare. Appena siamo sul posto mi tuffo con la Nauticam NA-D850 assemblata con il Sigma 15 mm, il minidome Zen ed i flash Ikelite DS161. Ho indossato di nuovo la muta stagna in neoprene che è stata riparata ed il vecchio computer subacqueo che usavo prima di smarrire il mio Shaerwater in Calabria. L’acqua è abbastanza limpida ma la visibilità è attenuata fortemente dalla scarsa luminosità. Scendo verso le gorgonie rosse ma non raggiungo il solito punto, andandomene alla ricerca di qualche angolo meno usuale. Subito incontro delle uova di calamaro su una Paramuricea, in una spaccatura poi si mette in mostra una bella musdea e più avanti c’è un grosso scorfano. In ogni buco si vede una murena mentre oggi non sivedono le cernie ed i barracuda. Le popolazioni bentoniche sono molto cambiate in questi anni, ormai è predominante un “tappeto” algale che ha completamente soppiantato il “coralligeno” che era presente anni addietro, questo posto che conosco fin da bambino è ormai un sito d’immersione diverso da quello che ho ammirato per oltre 40 anni, sempre bello ma assolutamente diverso. La fanno da padrone le alghe brune e rosse, tra di esse sono presenti tanti spirografi che invece erano una rarità in questo posto, alle donzelle si sono sostituiti i tordi, in particolare Synphodus ocellatus e S. tinca. Le margherite di mare fortunatamente sono in ricrescita in molti punti, anche se le colonie sono di dimensioni molto ridotte rispetto al passato, quando furono distrutte dall’azione dei datterai. Terminiamo l’immersione dopo circa 60′ quando rientriamo alla base per sciacquare le attrezzature. I miei amici si organizzano per il secondo tuffo mentre io me ne torno dalla famiglia per il pranzo. Mentre sono sullo scooter sulla via di casa, riprende una leggera pioggerella, ma non importa, oggi sono tornato in mare e questo è fondamentale!

Scoglio del Vervece

Una convocazione serale inattesa cambia i miei programmi per il sabato, costringendomi ad “appendere” il caro amico Fabio con il quale avevo in programma un’immersione notturna, ma l’opportunità di un tuffo allo Scoglio del Vervece non può essere sprecata. Così, a seguito della telefonata di Antonino Maresca mi sono organizzato per andare a fotografare anche le operazioni di recupero della statua del Bambin Gesù che era stata deposta ai piedi della Madonna del Vervece. 

Appuntamento alle ore 11 con Gaetano Milone, Don Antonino De Maio, Antonino Maresca ed Antonio Vanacore presso il porto di Marina della Lobra a Massa Lubrense. Ci raggiungono anche il comandante Giancarlo Antonetti con il figlio Renato ed i nipoti. Partiamo con lo “sciallino” alla volta del Vervece con un vento teso da Est che agita il mare e raffredda l’aria, con la temperatura esterna che è di 8°C ma con una temperatura percepita praticamente polare …. raggiungiamo il Vervece preparandoci a ridosso dello scoglio, Gaetano ci porta quindi in prossimità della statua, contrastando il moto ondoso, ci “scarica” in mare rapidamente per poi tornare a ridosso. Mentre i miei amici Antonio e Antonino si dirigono sul posto con il pallone sollevatore, io sono in difficoltà alle prese con un’errata valutazione della pesata …. ho cambiato muta ed indossato un sottomuta diverso dal solito e cambiato la cintura di zavorra …. scendo con grande difficoltà sul fondo e confesso di essermi affaticato nell’operazione. Raggiungo i compagni ed inizio a scattare qualche immagine mentre provvedono ad aprire il lucchetto e rimuovere la catena. Li vedo poi risalire verso la superficie ma mi guardo bene dal seguirli. Mi sposto così in direzione della foresta di gorgonie rosse ma lungo il percorso vengo “distratto” dalla presenza di un bellissimo pesce San Pietro. Mi avvicino e scatto …. il pesce inizia a nuotare verso la superficie, lo seguo per un breve tratto ma il suo incedere a zigzag e la mancanza di collaborazione di altri subacquei mi fa perdere presto il contatto visivo. Continuo a lottare con l’assetto “positivo” anche della fotocamera, con il superdome e i braccetti galleggianti, che uso abitualmente in macrofotografia o con minidome, aggiunge difficoltà al rimanere in assetto per fotografare. Termino i trenta minuti d’immersione programmati effettuando la risalita mantenendomi alla roccia. Appena fuori dell’acqua segnalo la mia presenza e mi vengono a prendere,  salgo a bordo e attendiamo anche l’arrivo di Tonino ed Antonio. Rientriamo subito a terra dove effettuiamo le foto di rito e ci spogliamo immediatamente per riprendere calore.  
E’ stato un grande piacere poter collaborare alle operazioni e, nonostante le molteplici difficoltà, la giornata è stata molto utile ed istruttiva …. ho affinato la conoscenza dell’assetto della nuova custodia Nauticam ma soprattutto ho capito che avrei dovuto usare muta stagna e zavorra che uso solitamente! 

https://www.ilmattino.it/napolismart/cultura/massa_lubrense_torna_superficie_bambinello_dai_fondali_vervece-4255602.html?fbclid=IwAR1E3kUmnBaZx7cx-pRD4rhRWeTS022AFGxPMIxWZUyH9uU3Z_x5EWVDSzI

Vervece con don Tonino De Maio

Mi sento emozionato come un bambino che ha appena scartato il suo regalo natalizio e non vede l’ora d’iniziare a giocarci …. l’occasione propizia per farlo arriva finalmente oggi pomeriggio, dopo alcuni giorni di forte mal di schiena, finalmente sono in condizioni migliori per andare in acqua.

Così alle ore 15.30, presso il Circolo Nautico Marina della Lobra sono andato a presenziare alla benedizione di una scultura di Gesù Bambino, realizzata da Giusi Milone, che sarà collocata ai piedi della Madonnina del Vervece a 12 metri di profondità.
La statua all’epoca fu posta in ricordo del record mondiale di apnea stabilito nel 1974 da Enzo Maiorca che raggiunse nelle acque di Massa Lubrense la profondità di 87 metri.
In contemporanea si accenderà la stella cometa collocata sullo scoglio del Vervece nei giorni scorsi ad opera dell’associazione Aicast.
La cerimonia sarà celebrata da don Antonino De Maio alla presenza del sindaco di Massa Lorenzo Balduccelli, del presidente della fondazione Vervece Gaetano Milone, del presidente e del direttore del Parco Marino Punta Campanella Michele Giustiniani ed Antonino Miccio.

La giornata è stata splendida, ma con il calar del sole, la temperatura scende sensibilmente ed inizia a fare freddo. Ci vestiamo e iniziamo la cerimonia di benedizione, poi saliamo sulla barca per andare al Vervece. Il mare è calmo e la stella cometa sullo scoglio è ancora spenta …. scendo qualche minuto prima dei miei amici per controllare la situazione “luminosa” del sito, ma anche per familiarizzare con i comandi della nuova Nauticam D850. Vedo così arrivare Tonino e don Tonino con il bambinello sospeso con un pallone elevatore, lo portano alla base della statua della Madonna e poi si inizia la fase di sistemazione definitiva. Quando tutto è finito, aspetto che si pulisca un poco l’acqua che si è molto intorbidita, poi finalmente posso scattare qualche immagine. Mentre loro risalgono a bordo io mi trattengo per scattare una foto in superficie con la stella cometa finalmente accesa ….

Tornati a terra, possiamo finalmente festeggiare con i dolci offerti da Antonio Cafiero della Pasticceria Primavera di Sorrento e brindare anche al nuovo anno 2019.  

Le sensazioni sulla nuova attrezzatura Nauticam sono positive, il superdome è l’ideale per realizzare le immagini a pelo d’acqua ed i comandi sono facilmente accessibili, sicuramente c’è da memorizzare la posizione di alcuni pulsanti che sono in posizione diversa, ma sarà necessario forse solo un altro tuffo. Bene così, l’anno 2019 inizia in anticipo!

Scoglio del Vervece con Erik & Co

La scelta odierna è stata durissima, attrezzatura pronta dalla sera prima … ma dove vado? Pulizia dei Fondali a Marina Grande o Underwater Imaging Day al Punta Campanella Diving Center? La decisione è caduta sulla seconda opzione, data l’unicità dell’evento di Massa Lubrense a cui partecipano amici venuti dal Belgio e dalla Svizzera, oltre che da ogni dove in Campania. Raggiungo così il diving alle 8 dove trovo il solo Andrea ad attendere l’arrivo di tutto il gruppo, tiro fuori dal ripostiglio la mia “invidiatissima” muta “vintage” e preparo la fotocamera Isotta D850 su cui ho montato il Sigma 15 mm ed il microdome. In successione arrivano Erik, Jutha e Sven, Luisa e Pierluigi, Ivana ed Edoardo, Stefania e Pietro, Emanuela e Raffaele, Gabriella, Fabio, Luigi, Lisa, Vittoria, Gianluigi, Guido ed il mio caro amico Mimmo che torna in acqua dopo un breve periodo d’inattività.  

Dato l’alto numero di sub che devono andare in acqua, vengono preparati alcuni gruppi,  assecondando le priorità … io sono nel primo turno che andrà al Vervece e andrò via subito dopo il tuffo. Ci muoviamo verso le 10 con il gommone al completo e raggiungiamo la boa di ormeggio.

Il mare è calmo ma l’acqua non è limpidissima. Scendiamo subito sulle gorgonie rosse dove mi trattengo per poco tempo, proseguo girando in senso antiorario intorno allo scoglio e raggiungo le gorgonie gialle abitate da tanti Anthias, poi ancora oltre dove si trovano le margherite di mare. Oggi c’è un gran fermento in acqua, tantissimo pesce azzurro si muove rapidamente in cerca di fuga dai predatori: barracuda, ricciole e tonnetti, ma sono troppo lontani per fotografarli. Cernie, saraghi, murene e dentici sono sempre visibili ma oggi sono più diffidenti del solito, forse a causa del gran “movimento” in acqua. Termino l’immersione dopo un passaggio sul pianoro a -12 metri dove fotografo la statua della Madonnina del Vervece, pulita la settimana scorsa in occasione della festa annuale. Rientriamo a terra appena tutti sono a bordo, per consentire la nuova uscita dei sub, già tutti pronti in banchina in nostra attesa. Saluto rapidamente tutti, dando appuntamento per domani … la giornata al diving prosegue con una serie di tuffi lungo la costa sorrentina, la mia invece. in grande relax al mare con mia moglie Mariolina.

 

Vervece con Luisa & Pierluigi

Il vento è assente ed il cielo sereno in questa domenica di “mezz’agosto”, ultimo giorno delle ferie estive 2018. La giornata va quindi celebrata adeguatamente con un tuffo … “nel passato”.
Consueto appuntamento al Punta Campanella Diving Center alle 9 per l’uscita sub allo Scoglio del Vervece, zona A dell’A.M.P. di Punta Campanella. Oggi ritrovo una coppia di cari amici, Luisa & Pierluigi che, venuti da Napoli con le loro figlie, non si immergevano con me dalla scorsa estate.

Mentre preparo l’Isotta D850 con il Micro Nikkor 105 mm e la lente SMC +15, arriva un vassoio di cornetti ….. la tentazione di resistere è grande, ma siccome siamo all’ultimo giorno di “libertà”, mi lascio  sconfiggere dalla golosità.

Partiamo alle 10 dal diving e ormeggiamo subito alla boa predisposta per l’ormeggio dei gommoni. Sono previsti diversi gruppi, così decido di seguire un percorso “antico” che non percorrevo da decenni, quando non c’era ancora l’area marina protetta ….. il Viale delle Gorgonie. Qui scattai una delle prime fotosub con la Nikonos III, ritraendo entrambi i miei genitori tra i ventagli rigogliosi di Eunicelle avvolti da milioni di Anthias anthias. Mi seguono Rosy, Gianluigi e Vittoria, che accompagnano i miei amici in immersione. Il fondale è cambiato molto da allora, c’è molta più alga sul fondo, ci sono anche molti sargassi oltre alla Caulerpa racemosa che ricopre qualsiasi cm di roccia. In compenso c’è tantissimo pesce, con cernie, dentici e barracuda che approfittano della grande abbondanza di prede di piccola taglia, castagnole, alici e boghe. Le gorgonie gialle sembrano essere in perfetta forma, peccato non avere montato l’obiettivo adatto per riprenderle in toto. Lascio il gruppo a visitare il punto e proseguo effettuando un giro in senso orario a bassa quosta, provando ad avvicinare il più possibile i barracuda ed immortalarne lo sbadiglio ma ovviamente, è sempre quello non a fuoco che apre la bocca! Mi dedico così a fotografare una bella musdea in una piccola tana e poi le immancabili castagnole rosa. Quando mi accorgo che sono tutti radunati sotto la boa per la decompressione, mi stacco dal fondo senza nemmeno aver provato la lente macro, ma va bene lo stesso. Risalgo, mi spoglio e inizio a salutare in anticipo, così da poter andare via di corsa una volta tornato a terra, per andare al mare con la famiglia a Sorrento.

 

Scoglio del Vervece con Gianluigi

Dopo il consueto scambio di messaggi con Gianluigi, confermo la mia presenza dimenticando di ricordare a Vittoria di riportare al diving la mia attrezzatura che, causa sovraffollamento, era stata spostata a casa sua. Quando arrivo al Punta Campanella Diving, mi rendo subito conto dell’assenza della borsa sub …. poco male, prendo dal deposito tutto l’occorrente, al pari dei tanti clienti stranieri e dopo poco sono pronto per salire sul gommone. L’unica preoccupazione è per la maschera, il rischio che si appanni è molto alto, ma non ho modo di verificarlo prima … vediamo cosa accade in acqua.
Usciamo verso le 10 dal porto e raggiungiamo lo Scoglio del Vervece dopo un minuto di navigazione, ormeggiamo alla boa e siamo pronti per il tuffo. Anticipo il gruppo e, seguendo le indicazioni di Virgilio che oggi è il nostro barcaiolo, vado in cerca di un “coccio” d’anfora romana che ha trovato alcuni anni addietro. L’acqua è limpida come da molti anni non accadeva, con una visibilità orizzontale e verticale superiore ai 30 metri e la maschera non si appanna! Sorvolo il fondale roccioso ed incredibilmente, distinguo dall’alto il frammento di terracotta. Mi avvicino con la mia fotocamera Isotta per Nikon D7200 ed il microdome con dentro il 10,5 mm ed inizio a scattare. Sono felice ed emozionato per il ritrovamento, proseguo il mio giro andando in cerca dei pesci San Pietro che sono stati avvistati la settimana scorsa, ma non sono fortunato. Risalgo a quote più tranquille godendomi le gorgonie rosse e poi quelle gialle, fino a rientrare sul pianoro dove giace la statua della Vergine dopo aver effettuato il periplo dello scoglio. Oggi è possibile osservare da lontano il pesce che popola lo scoglio, cernie, scorfani, dentici, barracuda, saraghi e le immancabili castagnole. In barca mi segnalano anche l’avvistamento di un’aquila di mare, di alcune corvine ed aragoste, presenze storicamente occasionali qui al Vervece, segno che, con il passare del tempo, l’Area Marina Protetta, qualche progresso comincia a produrlo. Rientriamo in porto e, mentre il gruppo procede al cambio delle bombole in previsione della seconda immersione a Cala di Mitigliano, mi svesto e mi preparo a tornare a casa per raggiungere la mia famiglia al mare.

Vervece con Punta Campanella Diving Center

Apro gli occhi e mi affaccio alla finestra per guardare il mare … il sole è accecante e corro subito ad abbassare le tende in cucina per fare colazione in penombra … le condizioni meteorologiche sembrano ottimali. Divoro rapidamente yogurt e cereali e vado ad inserire le batterie, ormai cariche, all’interno dei due fedelissimi flash Inon Z240. La fotocamera è pronta da giorni, configurata ancora come l’ultima volta con il Sigma 15 mm ed il Microdome Isotecnic. Appena sono pronto salto sullo scooter, ma il meteo inizia a cambiare, il cielo si rannuvola sempre di più. Raggiungo il Punta Campanella Diving Center  alle 9:00 dove con piacere incontro gli amici dell’associazione Jacques Cousteau che, rientrati da un tuffo allo scoglio del Vervece, sono alle prese con l’identificazione delle specie osservate in immersione, per contribuire al monitoraggio “Blue Team in Action” all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Al diving incontro anche il mio amico Andrea che non vedevo da tempo ed un gruppo di sub romani venuti per il weekend a Massa Lubrense. 

Mi preparo velocemente come al solito e carico l’attrezzatura sul gommone ormai pieno di bombole. Anche noi andiamo allo Scoglio del Vervece che raggiungiamo ormeggiando alla boa. Una improvvisa “tempesta” di vento meridionale si scatena sul posto, le onde cominciano a formarsi con la spuma bianca che ne caratterizza la cresta. Mi tuffo per primo con il cielo plumbeo, in lontananza si vedono le nuvole nere su Ischia cariche di pioggia, ma il vento le spinge via lontane.  L’acqua è molto torbida e “buia” …. seguo un percorso leggermente diverso dal solito cercando di raggiungere qualche punto meno conosciuto. Mi diverto a testare anche di giorno questa configurazione fotografica, per avere ben chiaro in quali situazioni utilizzarla. Non mancano i dentici, i barracuda, qualche orata, le cernie e gli scorfani. Non vedo però la famigliola di corvine che ultimamente ho incontrato, ma solo tanti saraghi. Termino l’immersione nei pressi della statua della Madonnina che è stata appena ripulita in occasione dei festeggiamenti e risalgo a bordo del gommone. Il rientro è caratterizzato dagli spruzzi che ci sommergono completamente mentre raggiungiamo il porto, ma una volta sbarcati il vento cala drasticamente e riappare il sole ….. oserei dire: situazione “fantozziana”. Smonto tutto e scappo a casa, salto la seconda immersione e la notturna prevista stasera, ahimè ho già altri impegni.