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Marina Grande – Immersione Notturna

“89° minuto, Cristiano Ronaldo tira ed è goal! Barcellona – Real Madrid termina 2-3” …. l’ultima sfida alla Playstation con mio nipote Luigi Maria termina con una  bordata da fuori area che mi sorprende inesorabilmente. Lo lascio a giocare ancora da solo, io ho da fare …. sono le 19:30 ed è tempo di andare in acqua. Il weekend in verità, non prometteva condizioni meteomarine buone, sabato infatti è abortita un’immersione con il mio amico Ciro Dell’Anno a Napoli, non confidando in un miglioramento per oggi non mi ero neanche organizzato. Non appena sveglio, ho messo il naso fuori della finestra mi sono reso conto che le condizioni erano nettamente migliorate …. così ho subito telefonato al negozio Maresca Sport per avvisare che sarei passato a prendere le bombole cariche prima della chiusura alle 13, contestualmente ho messo le batterie in carica ed ho sostituito l’oblò e l’obiettivo sulla Nikon D800e, posando il Micro Nikkor 60 mm e montando il Microdome Isotta con il Sigma 15 mm.  

L’aria è fredda, circa 9°C ma il mare è calmo e limpido a Marina Grande di Sorrento. Scendendo con l’auto ho controllato che non ci fossero cartelli di avviso chiusura della strada … l’esperienza passata è stata terrificante. Mi vesto sulla banchina e mi trattengo a scambiare due parole con il mio amico Raffaele O’ Messicano e poi con Michele La Capra, chiudo l’auto e mi tuffo dalla scala. Stasera ho deciso di provare in acqua i nuovi bracci galleggianti di Federico Amodeo di Flex-Arm, realizzati in carbonio e quindi leggeri a terra ed in acqua. Scendo sul pendio cercando di allontanarmi dal pontile per evitare di disturbare i pescatori che sono su di esso. Effettuo un giro profondo per bypassarli e raggiungere il lato sommerso dove c’è l’inizio della condotta fognaria che esce verso il largo. Dopo svariati minuti a -30 metri incontro un gronco che, dopo essere stato sorpreso in giro sul fondo, inizia a scappare portandomi dritto dritto verso un … Pesce San Pietro. Ho necessità di una quota più bassa per fotografarlo con calma e quindi provo a “spingerlo” verso l’alto illuminandolo con la potente torcia Archon montata sulla fotocamera. Risaliamo per svariati metri fin quando mi fermo erroneamente per fotografare una carriola abbandonata sul fondo insieme ad altri rifiuti …. regolo agevolmente la posizione dei flash con le manopole molto efficienti ed ergonomiche, il tempo di due scatti e del pinnuto non c’è più traccia! Ho commesso un grave errore di leggerezza, da farne tesoro … termino l’immersione in acqua bassa dove trovo alcuni esemplari di Ghiozzo Testone Gobius cobitis, un cavalluccio marino maschio e poi un gamberetto Pereclimenes sp. sulle foglie della Posidonia oceanica. Maledizione, non avrei dovuto smontare la lente macro! Scatto una foto-ricordo tra le foglie (non è possibile fare di meglio) e quasi immediatamente lo perdo di vista. Infine a pelo d’acqua sotto la banchina, una coppia di gamberi Palaemon serratus è oggetto delle mie attenzioni, ancora una volta il Micro Nikkor 60 mm sarebbe stato ideale per scattare delle foto con il riflesso sull’acqua. Inutile recriminare, l’importante è stato ricaricare il serbatoio d’azoto, la fotografia viene sempre dopo il piacere dell’immersione … sarà per la prossima volta. Rientro a casa senza problemi, almeno di domenica non sono previsti lavori notturni, me la sono cavata stasera!

 

Immersione notturna con Rosario

Mentre sono a lavoro mi arriva una notifica di messaggio di WhatsApp del mio grande amico Rosario … “che impegni hai per stasera? Facciamo una bella notturna?” … nemmeno il tempo di leggera e già rispondo … “certamente, ma non ho la bombola carica anche per te. Se tu sei ok ci vediamo direttamente verso le 1930 sotto casa mia”.

Con il calare delle tenebre mi accorgo che la luna è enorme e luminosissima, non il massimo per andare in acqua … raggiungiamo il punto d’immersione e ci vestiamo. Il cielo è pieno di stelle ed il mare calmissimo e …. illuminato dalla luna! Quando entriamo in acqua il fondale è ben visibile anche senza utilizzare le lampade. Scendiamo lungo il pendio sabbioso in cerca di soggetti, Rosario ha montato l’8-15 mm Canon  e, per la prima volta,  i flash Ikelite DS 161, sorretti dai bracci galleggianti Flex-Arm. Io invece ho optato per una soluzione più conservativa, utilizzando i sempreverdi ed affidabili Inon Z240 con i diffusori GloDive,  anche perché le batterie dei miei DS161 sono ancora scariche, abbinati al Sigma 15 mm e Microdome Isotta.

Il pendio è deserto, nemmeno le triglie ed i latterini ci sono stasera …. bah cerchiamo ancora più in basso e finalmente incontro un capone ubriaco. Lo segnalo a Rosario che si avvicina ed inizio a scattare per riprenderlo in azione. Sarà l’unico soggetto degno di nota dell’immersione che concludiamo razzolando nel basso fondale, ma una serata sempre piacevole anche quando gli incontri sono radi, l’importante è andare in acqua e questa volta con una gradita compagnia. Non resta che confidare in serate più produttive, ma l’unico modo per verificarlo è tornare al più presto in mare ancora! Buon rientro a casa Rosario, grazie ancora per avermi fatto compagnia …. e fatti sentire più spesso!

 

Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata odierna è stata bella densa di impegni, l’attrezzatura era pronta da giorni con il raffreddore intenso che mi ha “suggerito” di soprassedere. Finalmente in serata, dopo aver atteso il calare delle tenebre, riesco a programmare un’uscita a Marina Grande di Sorrento. Quando arrivo al borgo dei pescatori, centinaia di turisti occupano i tavolini dei vari ristoranti, trovare il posteggio per l’auto è un’impresa,  mi rendo quindi conto che non siamo ancora nel periodo a me particolarmente gradito, quando ritorna l’ora solare e le serate sono più fredde e tranquille.

L’acqua è ancora calda ma non limpidissima, scendo in acqua con i turisti che mi osservano incuriositi dalla mie lampade multicolor. Effettuo il mio classico giro, allungandomi ulteriormente verso la parete, vista la penuria di soggetti interessanti. Un piccolissimo polpo ed una bavosa hanno trovato rifugio in due delle tante bottiglie che ahimè si trovano sul fondo. Sono però impacciato dalla lunga assenza da mare e non riesco a rendere al meglio in queste due situazioni. I 120 minuti d’immersione sono dedicati per la metà ad un cavalluccio marino che ho trovato a basso fondale quando ero in procinto di rientrare a terra. Solo l’aria ormai a zero delle mie bombole mi ha costretto a salutarlo. E’ stata dura riuscire a fotografarlo a dovere con lo sonno di Fabio Iardino e la bassa profondità. Quando rientro a terra, i turisti mi salutano chiedendomi un classicissimo: “cosa ha pescato?”. Mostro loro sorridendo la mia fotocamera …. “i pesci sono tutti qui dentro!”

Spiaggia Caterina con Rosario

Uno spiraglio si apre tra le nuvole, il tempo sembra finalmente migliorare ed il programma ipotizzato può essere messo in atto! L’attrezzatura è pronta da ieri pomeriggio, con un setup studiato per realizzare alcuni scatti al gambero che vive all’interno delle Pinna nobili. Appuntamento con Rosario alle 9:00 giù alla Spiaggia Caterina. Ia sabbia è ancora bagnata dalla pioggia che è caduta durante l’intera settimana. Ci vestiamo con tutta calma, attendendo che il pallido sole inizi ad illuminare lo specchio d’acqua dove ci immergeremo. Rosario è alle prese con la muta nuova e non è sicuro di aver portato la giusta zavorra. Anche io, entrato in acqua mi rendo conto di essere leggermente positivo, la qual cosa comprometterà non poco i 90′ d’immersione. L’acqua è fredda e sporca in riva al mare, più al largo migliora sensibilmente la visibilità ma ahimè il mio assetto peggiora sempre più allo svuotarsi della bombola. Troviamo alcuni gamberi Pontonia custos all’interno dei grandi bivalvi, sistemo a mio piacimento i flash con i bracci flessibili Flexarm della Tuboflex  ma desisto dopo poco poiché non riesco a restare fermo in assetto. Passiamo oltre in cerca di soggetti ma questa volta la nostra passeggiata si conclude miseramente. Non ricordo di aver mai terminato un tuffo fotografico “digitale” con sole 20 immagini scattate …. ma c’è sempre una prima volta.

Ci spogliamo sul molo mentre nel frattempo è uscito un bellissimo sole, saluto Rosario che deve rientrare a Napoli e torno a casa per pranzare e guardare le partite in tv con i miei nipoti.

Baia di Puolo

Bisogna fare sempre di necessità virtù. Infatti, non avendo la possibilità di andare in acqua con il Punta Campanella Diving Center, strapieno di clienti questo weekend, mi sono organizzato per una immersione solitaria. Alle 8:30 raggiungo la Baia di Puolo con lo scooter carico di bombole, borsa sub e fotocamera. C’è già una gran fila di auto in attesa di varcare l’ingresso dello stabilimento balneare. Fortunatamente posso “saltarli” tutti ed arrivare al botteghino anticipando l’orda di bagnanti della domenica, tra cui ahimè c’è anche il mio amico Rosario con i suoi bambini.

Pochi minuti dopo sono già in acqua, con la fotocamera ed il 105 Micro Nikkor. Ho montato anche due piccole torce Archon sui braccetti Tuboflex Flex-Arm per dirigerle al meglio sui soggetti quando uso la lente Subsee +10.

L’acqua è abbastanza limpida a quest’ora, mi incammino verso Punta Lauro in cerca del cavalluccio marino che avevo visto la settimana scorsa, ma la ricerca è vana. Trascorro gran parte del mio tempo a fotografare una piccolissima bavosa gialla con un parassita sulla testa, che si sposta freneticamente da un buco all’altro della roccia. Riuscire a inquadrarlo a dovere con la lente +10 ed il mirino angolato a 45° è un’ardua impresa. Mi diverto così per oltre 120′ lungo la parete fin quando risalgo sulla spiaggia che ormai non ha nemmeno 10 centimetri quadrati liberi dai teli mare. Saluto Rosario e la sua famiglia che nel frattempo ha sudato per guadagnare il suo posto sulla spiaggia. Vado via subito dopo aver sistemato l’attrezzatura, ritorno a casa per poi riandare al mare con la mia famiglia fino a tarda sera.

Baia di Puolo con Rosario, Barbara e Massimo

Raggiungo il Diving Punta Campanella con comodo, la nostra uscita è prevista ave 11:00, dopo quella che ha portato gli amici dell’associazione Jacques Cousteau  di Vico Equense al Vervece.

Quando arrivo con lo scooter trovo già Rosario Scariati a conversare con Edoardo. Attendiamo insieme l’arrivo di tutto il gruppo, approfittando anche per una foto ricordo. Oggi è prevista una spedizione alla ricerca del “Gambero dei Crinoidi”, l’Hippolyte  prideauxiana, visto ieri sera. E’ anche l’occasione per Mimmo di testare il nuovo sistema di illuminazione Scargar Ring Flash adattato per la lente Nauticam SMC accoppiata alla Multiplier, praticamente un microscopio subacqueo!

Raggiungiamo la baia e ci tuffiamo, provando a seguire il percorso effettuato dai due fortunati sub, con la speranza di rincontrare il crostaceo. L’immersione prosegue quasi tutta in acqua bassa, per oltre 90′ senza incontrarlo, dopo aver osservato a fondo decine di crinoidi. Non resta che portare a casa qualche scatto con il 105 mm e la lente Subsee +10, prima di risalire. Sono quasi le 14:00 quando metto piede a terra, sono in grandissimo ritardo … fuggo via affidando il risciacquo di tutta l’attrezzatura al mio amico Ivo, efficientissimo come sempre al Punta Campanella Diving Center.

Baia di Puolo – immersione notturna con Barbara e Massimo

Dopo il tuffetto di riscaldamento di questa mattina, eccomi pronto per una nuova avventura. Mi aspettano al Punta Campanella Diving Center gli amici Barbara Camassa e Massimo Zannini, venuti da molto lontano per ammirare le bellezze del nostro mare. Con loro ci sono anche Pietro Cremone, Fabio Russo e l’immancabile Prof. “Direttore” Mimmo Roscigno.

Passo a prendere Fabio a casa sua e ci avviamo in largo anticipo al diving per godere dell’allegra compagnia. Attendiamo le 21:00 prima di scendere tutti in acqua. Il mare è calmo e la visibilità buona, soprattutto in profondità dove seguendo Mimmone ci imbattiamo prima in un branco di piccoli calamari, poi in un bel pesce San Pietro. Ovviamente manca poco a “tagliarsi le fruste del gav” per accaparrarsi lo scatto migliore …. dopo qualche attimo di “colluttazione” cedo il testimone al Prof. che insegue il pinnuto ben oltre i -50 metri.

Il computer segna già alcuni minuti di deco ed io sono con il monobombola da 15 litri e senza bombola decompressiva, decido di tagliare verso la parete risalendo il pendio sabbioso che si trasforma via via in ciottoli. Al limitare della zona di transizione la mia torcia Isotta individua una nuova inconfondibile sagoma dello Zeus faber. Un altro esemplare più piccolo è sul fondo sotto di me. Sono ancora a -30 metri e lo inseguo solo per pochi attimi prima di salutarlo per rientrare a bassa quota dove eseguo la decompressione. Qui non mancano seppie, granchi e gamberi, qualche piccola cernia e svariate murene. Rientrati in gommone scopro con grande sorpresa che Fabio e Pietro hanno trovato il raro gamberetto che vive sui crinoidi. Quando Mimmo risale e viene avvisato dell’incontro, vorrebbe tornare di nuovo in acqua per cercarlo … non l’ha mai fotografato e di sicuro questa notte non dormirà al pensiero.

La serata si conclude amabilmente a cena, dove tiriamo tardi fino all’una, quando finalmente andiamo a dormire, pronti per il tuffo di domani.

Spiaggia Caterina con Fabio

Settimana con caldo torrido, si arriva al venerdì boccheggiando. Dopo aver sistemato tutte le incombenze domestiche, finalmente è l’ora di andare a fare un tuffo con il mio amico Fabio. Alle 20:45 passo a prenderlo sotto casa e scendiamo in spiaggia dove regna un poco di confusione a causa di una festa che si sta svolgendo giù al porto di Piano di Sorrento. Dopo qualche minuto di attesa per parcheggiare la macchina, finalmente iniziamo la vestizione. Ho montato il nuovo minidome realizzato su mia indicazione da Isotecnic per il 10.5 mm ed è il caso di provarlo in notturna. Ho abbinato anche i nuovi bracci Tuboflex Flex-Arm sui due Inon Z240.

Il mare è calmo e l’acqua sembra trasparente. Iniziamo il nostro giro in cerca di un piccolo “pesce cappone gallinella” che aveva avvistato Fabio qualche sera fa. Perlustriamo il fondale in lungo ed in largo, ma del pennuto nessuna traccia, così come non incontriamo gli ippocampi che di sovente si incontrano qui. In verità i soggetti non mancano stasera, saraghi, polpi, seppie, gronchetti, attinie. Peccato il dover combattere continuamente con una maschera nuova che si appanna dopo pochi istanti. Siamo ormai in fase di rientro dopo 140′ d’immersione quando il “segugio” Fabio finalmente ritrova il desiderato pesciolino. L’operazione di fotografarlo ahimè non è semplice perché siamo in acqua bassissima e lui si sposta di continuo mostrandoci sempre la coda ….

Stremati risaliamo a terra dove ormai regna la tranquillità. Non resta che rientrare a casa per sciacquare il tutto e lavar via la tanta sabbia raccolta dalle nostre attrezzature.

Vervece

Dopo un continuo scambio di messaggi su WhatsApp con il mio amico Rosario, apprendo in tarda serata che il suo programma di venire ad immergersi al Vervece oggi sfuma inesorabilmente. Il meteo è stato buono tutta la settimana, per guastarsi puntualmente nel weekend. Ho preparato tutto, anche la muta umida e scendo con lo scooter a Massa Lubrense dove l’attività del Punta Campanella Diving Center è in pieno fermento. Preparo l’attrezzatura e saliamo a bordo del gommone insieme ad alcuni subacquei stranieri. Raggiungiamo lo scoglio e mi tuffo quasi subito insieme a “Nonno Virgilio” con la mia Nikon D800e ed il micro nikkor 105 mm, per provare i nuovi bracci snodati Flexarm della Tuboflex. L’acqua è torbida a causa dell’intensa pioggia di ieri ed il mare ancora mosso con onda lunga che si avverte anche a 10 metri di profondità.

Vado subito in cerca del raro todo fischietto che ho visto l’ultima volta qui, per fotografarlo con la lente macro. Eseguo un largo giro sorvolando le gorgonie rosse dove l’avevo avvistato, poi proseguo risalendo di qualche metro, fino a raggiungere una spacca orizzontale con delle gorgonie gialle dal quale vedo fuoriuscire il roseo pinnuto. Dall’emozione quasi sbaglio a fotografarlo, poi finalmente riesco a coglierne anche qualche particolare. Risalgo soddisfatto in cerca della murena con i gamberi che solitamente riposa nel suo buco a pochi metri d’acqua. Ahimé ci sono i gamberetti, ma niente murena. Proseguo quindi sul pianoro dove giace la statua della Madonna e mi fermo a fotografare le donzelle ed i saraghi che gironzolano abbondanti intorno a me. Infine termino l’immersione eseguendo qualche prova in supermacro con la lente Subsee +10. E’ qui che i braccetti esprimono tutto il loro enorme potenziale, consentendo delle piccole e fluide regolazioni dei flash in grado di assicurare in ogni momento la giusta illuminazione. Soddisfatto me ne risalgo a bordo, con tutto l’equipaggio che mi attende impaziente per rientrare a terra. Un immenso grazie agli amici del Punta Campanella Diving Center che ancora una volta dimostrano la grande sensibilità e pazienza nell’accudire  noi fotografi subacquei, è proprio per questo che viene annoverato tra le eccellenze tra i Diving Photographers Friendly.