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Dharavandhoo e Hanifaru Bay – Maldives

Maldive, una meta da sogno per quasi tutti gli abitanti del pianeta … per un fotosub come me, una vacanza irrinunciabile per tuffarsi nel caleidoscopico oceano indiano. L’occasione salta fuori quando il mio fraterno amico Mimmo Roscigno mi informa che sta organizzando per l’estate, un viaggio-workshop ad Dharavandhoo per andare a fotografare le mante ad Hanifaru Bay. Decido allora di fare una magnifica sorpresa alla mia famiglia e così, radunate le mie donne per la cena, le avviso che saremo in vacanza dal 25 luglio all’8 agosto, per una destinazione sconosciuta! Iniziano così le mille domande per scoprire qualcosa in più. Le lascio brancolare nel buio, uniche indicazioni … mare e palme ….

Nel periodo che precede il nostro viaggio provvedo ad aggiornare tutti i passaporti, mantenendo il riserbo sulla nostra destinazione. Solo il mercoledì prima della partenza, svelo il segreto … gli occhi delle mie donne si illuminano come non mai, sono elettrizzate e corrono a chiudere i bagagli. Chiudere le mie valigie è molto più complicato, non avendo grande esperienza di viaggi all’estero non so cosa portare e nel dubbio, porto il corredo quasi completo di ottiche ed oblò per la mia Nikon D800 oltre alla fotocamera Nikon 1 J2 con custodia Nimar per mia figlia Lorenza, 4 flash con relativi bracci. Far entrare tutto nei tre zaini è un’impresa veramente ardua, solo dietro consiglio del Prof. Roscigno, riesco a chiudere il tutto, lasciando fuori solo lo scafandro Isotta con una bella tracolla da portare disinvoltamente ai controlli aeroportuali.

Finalmente si parte con l’auto per Roma dove in aeroporto raggiungiamo Mimmo e Paolo, anche loro pieni di bagagli.  Facciamo scalo a Dubai dove ci raggiunge il resto del gruppo proveniente da Milano, capitanato dal simpaticissimo Alberto. Voliamo fino a Malé e poi con un piccolo volo interno raggiungendo Dharavandhoo nell’atollo di Baa, l’isola dei pescatori dove ci attendono Virgilio Gabriele e Jessica Ogliar Badessi, titolari del Dharavandhoo Diving Center che ci accompagneranno in acqua in queste due settimane di vacanza.

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Uno scorcio dell’isola Dharavandhoo

Prendiamo quindi possesso delle camere dell’Hibaru Fishing Lodge e finalmente ci riposiamo dopo le lunghe ore di viaggio. Nel pomeriggio è già tempo di andare in mare, dopo esser passati per l’organizzatissimo diving center, fornito di tutte le comodità per i subacquei ma soprattutto di due enormi vasche di risciacquo e asciugatura per le nostre fotocamere. Il Dharavandhoo Diving Center infatti è un punto di riferimento e di eccellenza per l’assistenza ai fotografi subacquei, un Photosub Friendly Diving di prim’ordine, anche per l’assistenza in acqua che è in grado di offrire, con tante guide attente a non disturbare i fotografi mentre sono alle prese con gli scatti in wideangle e prontissimi ad essere a fianco del fotografo per mostrare i piccoli organismi che si possono incontrare tra i crinoidi, le spugne e le gorgonie.

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Il nostro magnifico gruppo, in un momento di relax, in attesa di una nuova immersione.

L’acqua non è limpida, ricca di plancton in questo periodo.  E’ fotograficamente poco favorevole a causa cattiva visibilità dell’acqua, ma è la condizione essenziale per la presenza e l’incontro delle mante che si concentrano nella laguna di Hanifaru, per cibarsi dell’abbondantissimo nutrimento qui trasportato dalle correnti. Non è possibile immergersi liberamente nella laguna, divenuta parco marino, gli accessi sono contingentati, a pagamento e sorvegliati dai ranger, con ingresso a giorni alterni, solo in apnea, per 50 minuti, in modo da non disturbare le mante. E’ quindi opportuno verificare preventivamente il loro ingresso in gran numero all’interno della laguna prima di scendere in acqua.

La prima immersione la effettuiamo su una Thila a poca distanza dall’isola, una stazione di pulizia dove le mante si avvicinano per lasciarsi pulire dai labridi presenti sul reef. L’impatto con il reef è folgorante, i pesci sono ovunque, con i glass fish che si aprono al nostro incedere, spostandosi all’interno degli enormi e verdi rami di Tubastrea, gli Anthias e i grugnitori che si muovono in sincronia al riparo dei grandi ventagli di colore arancione. Tantissimi gli anemoni di colore rosso con numerose famiglie di pesci pagliaccio che fanno capolino tra i bianchi tentacoli. Crinoidi, stelle, alcionari, coralli duri e molli di ogni forma e colore, un vero tripudio cromatico. Non siamo però fortunati, l’incontro con le mante è rimandato, ma vediamo alcune tartarughe, una delle quali è intenta ad addentare una coloratissima medusa.

I giorni seguenti sono ricchi d’incontri presso le varie stazioni di pulizia, la difficoltà è riuscire a districarsi tra la moltitudine di subacquei che sono smaniosi di fotografare le mante a ridosso del reef, succede così che ci pestiamo spesso le “pinne” ma in ogni caso riusciamo tutti ad immortalarle.

Finalmente, dopo alcuni tentativi in cui abbiamo desistito, è il momento di scendere in acqua per fotografare le mante, entrate numerose a cibarsi in laguna. Scendiamo tutti armati di maschera, pinne e fotocamera ed iniziamo a nuotare verso di loro. Lidia segue Jessica mano nella mano insieme a mia moglie Mariolina, Lorenza invece come me è impegnata a scattare fotografie per immortalare il loro elegante nuoto. Sembra di assistere alle evoluzioni della squadra aerea acrobatica, uno spettacolo da “togliere” il fiato …. ma forse il fiato manca soprattutto per lo scarso allenamento con l’apnea! Quando i ranger ci richiamano a bordo sembra essere trascorso solo qualche minuto! “No! Già finito? Meno male che tra due giorni si replica!” Torniamo più volte nei giorni seguenti in orari diversi per seguire la marea montante, il sole più basso attutisce il contrasto luminoso ma rende maggiormente difficoltosa la corretta esposizione. Ad ogni modo riesco a tirar fuori alcune belle sequenze delle loro evoluzioni.

Le due settimane trascorrono allegre a bordo del comodissimo dhoni, l’equipaggio è così efficiente che asseconda tutte le nostre esigenze, hanno subito imparato gli abbinamenti fotosub-fotocamera per cui ci vengono passate senza il minimo errore. Durante gli intervalli di superficie consumiamo grandi quantità di thé e biscotti, per ricaricare le “nostre” batterie prima del successivo tuffo. Le tre-quattro immersioni giornaliere, mettono a dura prova i tempi di ricarica delle batterie dei flash, molte serate poi si concludono con delle magnifiche immersioni notturne oppure intorno al tavolino su cui osserviamo le immagini scattate durante la giornata. E’ in questa occasione che Mimmo, dopo cena, dispensa suggerimenti e critiche al fine di ottenere immagini sempre più accattivanti. La vacanza volge al termine, con il simpaticissimo siparietto comico instaurato con Alberto: “Ma tu scendi adesso?”  che si ripete ad ogni tuffo. Il tormentone proseguirà fino al penultimo giorno quando, a causa di un morso di una murena bandito, Alberto sarà costretto a desistere impossibilitato ad immergersi con i 12 punti usati per suturare il suo pollice.

Le ultime immersioni sono condite dai continui incontri con le mante presso le stazioni di pulizia, con alcune new entries tra le quali alcuni squali nutrice, i branchi di Platax, le aragoste, una coppia di murene leopardo, una bellissima medusa e gli immancabili pesci pappagallo addormentati sotto le acropore durante le immersioni notturne.

Solo l’ultimo giorno, impossibilitato ad andare in acqua per risalire sull’aeroplano, vado in spiaggia a fare il bagno con la famiglia ed un servizio fotografico ricordo alle mie donne. Anche lì però, con la macchina fotografica di Lorenza, mi tuffo a fotografare una magnifica medusa viola che si avvicina alla spiaggia spinta dall’intensa corrente marina. Sono questi gli ultimi scampoli di una vacanza fantastica, trascorsa con un meteo sempre splendido (fatto salvo un paio di acquazzoni notturni), trascorsa in allegria grazie alla piacevolissima atmosfera creatasi all’interno del gruppo. Lascio così un pezzetto del mio cuore su quest’isola che avrei potuto conoscere più a fondo, ma che avrei voluto conoscere ancora più IN fondo!

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Le mie ragazze al mare
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Fotoricordo di famiglia: Mariolina, Lorenza, Lidia, Marco
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Fotoricordo di famiglia: Lorenza, Mariolina, Lidia, Marco

Esperienza indimenticabile, da raccontare con le immagini …

26 Luglio: Kihaadufaru Thila

27 Luglio: Bodu Gaa, Aidhoo Island, Dharavandhoo Thila

28 Luglio: Nelivaru Thila, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

 

29 Luglio: Hanifaru Gaa, Angaa Thila, Dhonfanu Reef Night

30 Luglio: Dhonfanu Thila, Bodu Gaa, Digu Thila

31 Luglio: Kihaddu Thila, Kihaaddufaru Thila, Dhonfanu Wall Night

1 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila, Dhonfanu Reef

2 Agosto: Bodu Gaa, Bodu Thila, Dhonfanu Reef Night

3 Agosto: Vadhoo Corner, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

4 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Corner, Kihaaddufaru Thila Night

5 Agosto: Digali Haa, Anga Faru, Dharavandhoo Corner Night

6 Agosto: Kihaddu Thila, Bodu Gaa, Soft Coral Garden, Dharavandhoo Corner Night

 

 

 

Vervece e Puolo – immersione notturna

L’estate più calda degli ultimi 150 anni …. la temperatura è insopportabile, bisogna assolutamente rinfrescarsi in mare e soprattutto in profondità dove l’acqua sotto i 40 metri è ancora molto fredda!

Così, come al solito mi lancio con il mio scooter in direzione di Massa Lubrense dove mi attende lo staff del Punta Campanella Diving Center per un tuffo al Vervece. Raggiungiamo lo scoglio e ci tuffiamo subito, vado verso la foresta di gorgonie rosse ma poi risalgo a bassa quota dove staziona un grande branco di barracuda. Quando rientriamo a terra, sciacquo tutto e fuggo via per tornare a Sorrento per andare al mare con la famiglia.

Verso le 19:00, quando sono ormai pronto a lasciare lo stabilimento balneare per tornare a casa, mi giunge una telefonata di Mimmo Roscigno che mi invita a raggiungerli per una imprevista immersione notturna per pochi intimi …. il tempo di riorganizzarmi e passare per casa dove avevo lasciato la fotocamera. Prendo un flash per Mimmo che ha subito un guasto ad uno dei suoi lampeggiatori elettronici e li raggiungo ancora a Marina della Lobra con lo scooter. Il tempo di rimontare l’attrezzatura e la fotocamera e siamo già sul gommone, con Ivo che ci accompagna ed il sole basso sull’orizzonte.

L’acqua è caldissima in superficie, ancora una volta vado a cercare refrigerio in profondità, seguito da Edoardo, mentre Mimmo resta nel basso fondale per cercare dei pesci prete visti qualche sera fa. Incontro alcune pennatule e due capponi che però non si lasciano avvicinare come al solito, fuggendo via nell’oscurità della notte. Risalendo verso la parete, con il computer che mi segnala alcuni minuti di decompressione, incontro un grosso dentice adagiato sul fondo, mi avvicino ma non riesco a fotografarlo perché anche lui fugge via disturbato dalle potenti lampade. Termino l’immersione fotografando alcuni tordi pavone ed una grande lepre di mare, mentre i miei compagni sono già in barca. Ritorniamo al diving prima del solito, alle 22:30 siamo già spogliati, così, di corsa come al solito, fuggo via per tornare a casa esausto a dormire.

Spiaggia Caterina con Rosario – immersione notturna

Caldo torrido, si boccheggia, l’unico modo per mitigarlo è bagnarsi …. con acqua salata. E’ così che in tarda serata, dopo la lunga giornata lavorativa mi dirigo alla Spiaggia Caterina con il mio amico Rosario e la sua family per festeggiare al meglio il suo compleanno.

La serata è caldissima e mentre loro fanno il bagno di notte, noi ci avventuriamo sul “sabbione” in cerca di soggetti. L’acqua è torbida, bianco latte a causa dell’onda che raggiunge la spiaggia e che si fa sentire anche in immersione. Una serata non esaltante per i soggetti incontrati, sicuramente anche a causa delle avverse condizioni marine. Dopo circa 90′ risalgo in superficie, con la nausea ed il mal di mare e faccio rientro a terra. Dopo una ventina di minuti riemerge anche Rosario che viene accolto dalla sua famiglia con una bella torta con candeline da spegnere appena uscito dall’acqua.

Baia di Puolo

Bisogna fare sempre di necessità virtù. Infatti, non avendo la possibilità di andare in acqua con il Punta Campanella Diving Center, strapieno di clienti questo weekend, mi sono organizzato per una immersione solitaria. Alle 8:30 raggiungo la Baia di Puolo con lo scooter carico di bombole, borsa sub e fotocamera. C’è già una gran fila di auto in attesa di varcare l’ingresso dello stabilimento balneare. Fortunatamente posso “saltarli” tutti ed arrivare al botteghino anticipando l’orda di bagnanti della domenica, tra cui ahimè c’è anche il mio amico Rosario con i suoi bambini.

Pochi minuti dopo sono già in acqua, con la fotocamera ed il 105 Micro Nikkor. Ho montato anche due piccole torce Archon sui braccetti Tuboflex Flex-Arm per dirigerle al meglio sui soggetti quando uso la lente Subsee +10.

L’acqua è abbastanza limpida a quest’ora, mi incammino verso Punta Lauro in cerca del cavalluccio marino che avevo visto la settimana scorsa, ma la ricerca è vana. Trascorro gran parte del mio tempo a fotografare una piccolissima bavosa gialla con un parassita sulla testa, che si sposta freneticamente da un buco all’altro della roccia. Riuscire a inquadrarlo a dovere con la lente +10 ed il mirino angolato a 45° è un’ardua impresa. Mi diverto così per oltre 120′ lungo la parete fin quando risalgo sulla spiaggia che ormai non ha nemmeno 10 centimetri quadrati liberi dai teli mare. Saluto Rosario e la sua famiglia che nel frattempo ha sudato per guadagnare il suo posto sulla spiaggia. Vado via subito dopo aver sistemato l’attrezzatura, ritorno a casa per poi riandare al mare con la mia famiglia fino a tarda sera.

Scoglio Penna – immersione crepuscolare

Caldo torrido, la giornata lavorativa sembra interminabile … ma c’è qualcosa che nella mia mente attenua la stanchezza … l’idea di una bella immersione crepuscolare con il Punta Campanella Diving Center.

L’attrezzatura fotografica è già pronta, non resta che salire sullo scooter e raggiungere Marina della Lobra. Trovo tutti pronti in gommone, su cui salto al volo con la mia attrezzatura. Raggiungiamo lo Scoglio a Penna e ci immergiamo subito, passando attraverso il buco coperto da Astroides, ahimè con alcuni segni evidenti di pesca illegali di datteri di mare. L’acqua non è limpida come invece lo è dal versante sorrentino in questi giorni; mi dirigo subito in profondità per provare di giorno il nuovo microdome di Isotecnic per il Nikon 10.5 mm. Raggiungo le gorgonie rosse, poi risalgo verso quelle bianche dove sono presenti alcuni crinoidi. Termino l’immersione in parete all’interno del buco, dove ci sono due piccolissime cernie. Rientriamo al diving con il vento caldo che ci asciuga i capelli, la notte è ormai prossima con il sole sparito all’orizzonte. Mi catapulto a casa per poi uscire poco dopo con la famiglia per seguire fino a tarda sera, una divertentissima “corrida canora” ai Colli di Fontanelle.

Baia di Puolo con Lorenza e Rosario

Appena mi sveglio mi affaccio alla finestra e vedo il cielo nuvoloso che promette pioggia … eppure finalmente ero riuscito ad organizzare un tuffo insieme al mio amico Rosario con le famiglie. Ci sentiamo telefonicamente e mi conferma che è già in viaggio di primo mattino, io lo raggiungerò verso le 9:30 direttamente in spiaggia. Quando raggiungiamo il parking per scaricare le attrezzature, incontro tutto un folto gruppo di amici subacquei e fotografi, radunatosi per il nostro stesso scopo, una bella immersione nell’acqua limpida.

Scendiamo sul ciottolato con Lorenza che mi segue da vicino, mentre Rosario è poco più in là e lo perdiamo quasi subito. Lory mi mostra un piccolo polpo mentre ero intento a fotografare un gruppo di murici che divorano un sarago morto. Proseguo sul sabbione ma mi rendo conto che l’immersione non è il massimo dell’interesse per mia figlia Lorenza, cambio quindi direzione svoltando in direzione della parete. Qui sicuramente le posso mostrare qualcosa di più interessante, come una Galatea strigosa ed una Simnia spelta su una gorgonia.

Mentre rientriamo verso terra incontriamo l’amico Raffaele Livornese che sta fotografando un bellissimo cavalluccio marino rosso con la prole pronta ad essere rilasciata, subito dopo un tordo grigio con il nido che si avvicina senza timore alle nostre maschere e alle mani di Lorenza.

Risaliti, trascorriamo l’intera giornata al mare con le nostre famiglie, sotto un caldissimo sole che nel frattempo si è fatto largo tra le nuvole.

Massa Lubrense – Immersione notturna con Edo e Mimmo

Continuano le sortite notturne, questa volta in un posto non ben specificato, all’interno dell’A.M.P. Punta Campanella, al termine di una lunga giornatata lavorativa condita anche dall’affiancamento del mio capo. Mi ritrovo con i mie amici fotosub Edoardo e Mimmo, al Punta Campanella Diving Center per un tuffo “privato”.

Attendiamo le 21:00 e raggiungiamo il nostro posto con Ivo che ci aspetta in gommone. La serata è bellissima e calda,  mentre l’acqua in profondità è molto fredda ma limpidissima. Quasi subito trovo ancora un gamberetto nel crinoide, lo fotografo con calma, poi mi sposto e osservo Mimmo fotografare una bavosa ocellata, non lo disturbo e proseguo. Sul pendio durante la risalita incontro in bel capone ubriaco, mi avvicino per effettuare alcuni scatti frontali, ma all’improvviso schizza via allontanandosi nel nero della notte. Risalgo in cerca di acqua più calda e guardando ancora nei crinoidi  trovo un altro gamberetto. L’aria è terminata e devo risalire. Pazientemente attendo il rientro dei miei compagni in gommone. Appena messo i piedi a terra, risalgo sullo scooter e torno immediatamente a casa a dormire, domani la sveglia suona alle 6:15. Ancora una volta una bellissima serata trascorsa in mare!

Massa Lubrense – Immersione notturna con Mimmo, Fabio e Francesco

Un temporale mattutino ci lascia nel completo sconforto …. le previsioni sono pessime anche per la serata e noi “dobbiamo” andare a mare a cercare il gamberetto dei crinoidi!

Dopo un continuo consulto tra sms e whatsapp decidiamo di andare comunque a Massa Lubrense al Punta Campanella Diving Center dove ci attende Ivo che ci porterà con il gommone sul posto. Insieme a Mimmo, Fabio e Francesco ci muoviamo alle 21:00, con le onde che sballottano il gommone fino a quando non raggiungiamo il ridosso. Ormeggiamo e ci tuffiamo in acqua bassa in cerca del crostaceo. Stabiliamo una strategia per battere a fondo il fondale per cercarlo e dopo circa 25′ d’immersione, finalmente trovo il gamberetto femmina  in compagnia di un piccolo maschio. Lascio la fotocamera sul posto con il faro puntato sul crinoide senza scattare nemmeno una foto e corro a segnalare il ritrovamento al resto del gruppo. Ritorniamo tutti insieme sul posto ed a turno scattiamo le foto, assecondando i movimenti del crinoide e della “coppietta”, sottratta dai nostri flash a qualche attimo d’intimità.

Rientriamo al diving soddisfatti ed affamati, a mezzanotte però, quasi tutte le pizzerie hanno già chiuso la cucina e la caccia continua fin quando, sotto casa mia, riusciamo a consumare una bella birra e gli ultimi quattro saltimbocca disponibili.

Vervece

Dopo un continuo scambio di messaggi su WhatsApp con il mio amico Rosario, apprendo in tarda serata che il suo programma di venire ad immergersi al Vervece oggi sfuma inesorabilmente. Il meteo è stato buono tutta la settimana, per guastarsi puntualmente nel weekend. Ho preparato tutto, anche la muta umida e scendo con lo scooter a Massa Lubrense dove l’attività del Punta Campanella Diving Center è in pieno fermento. Preparo l’attrezzatura e saliamo a bordo del gommone insieme ad alcuni subacquei stranieri. Raggiungiamo lo scoglio e mi tuffo quasi subito insieme a “Nonno Virgilio” con la mia Nikon D800e ed il micro nikkor 105 mm, per provare i nuovi bracci snodati Flexarm della Tuboflex. L’acqua è torbida a causa dell’intensa pioggia di ieri ed il mare ancora mosso con onda lunga che si avverte anche a 10 metri di profondità.

Vado subito in cerca del raro todo fischietto che ho visto l’ultima volta qui, per fotografarlo con la lente macro. Eseguo un largo giro sorvolando le gorgonie rosse dove l’avevo avvistato, poi proseguo risalendo di qualche metro, fino a raggiungere una spacca orizzontale con delle gorgonie gialle dal quale vedo fuoriuscire il roseo pinnuto. Dall’emozione quasi sbaglio a fotografarlo, poi finalmente riesco a coglierne anche qualche particolare. Risalgo soddisfatto in cerca della murena con i gamberi che solitamente riposa nel suo buco a pochi metri d’acqua. Ahimé ci sono i gamberetti, ma niente murena. Proseguo quindi sul pianoro dove giace la statua della Madonna e mi fermo a fotografare le donzelle ed i saraghi che gironzolano abbondanti intorno a me. Infine termino l’immersione eseguendo qualche prova in supermacro con la lente Subsee +10. E’ qui che i braccetti esprimono tutto il loro enorme potenziale, consentendo delle piccole e fluide regolazioni dei flash in grado di assicurare in ogni momento la giusta illuminazione. Soddisfatto me ne risalgo a bordo, con tutto l’equipaggio che mi attende impaziente per rientrare a terra. Un immenso grazie agli amici del Punta Campanella Diving Center che ancora una volta dimostrano la grande sensibilità e pazienza nell’accudire  noi fotografi subacquei, è proprio per questo che viene annoverato tra le eccellenze tra i Diving Photographers Friendly.

Vervece con Sereno Variabile

La telefonata di Rosy mi coglie di sorpresa: “si si , mi piacerebbe, ma devo lavorare …. dovrei chiedere un giorno di ferie ….” rispondo. In serata, ricevuto l’ok da mio capo, posso confermare l’invito ….

Stamattina, dopo aver accompagnato Lidia a scuola, sono finalmente libero per un tuffo infrasettimanale, non programmato ma molto gradito. Raggiungo come al solito il Punta Campanella Diving Center con lo scooter ed attendo l’arrivo di Gianluigi, Edoardo e delle ragazze dello staff. Con loro arrivano anche Antonella e Nicola, reduci da un weekend in cui si sono presi un grande spavento, affondati al largo di Punta Licosa con la barca che li aveva portati sul punto d’immersione, il relitto KT.

Attendiamo a lungo che la troupe di Sereno Variabile raggiunga la Marina della Lobra dove gireranno alcune scene per una puntata che andrà in onda a breve. Li osserviamo mentre attendono l’arrivo di un peschereccio con il carico di preziosi gamberetti pescati con le nasse e intervistano l’equipaggio, poi finalmente possiamo muoverci dalla banchina alla volta dello Scoglio del Vervece.

Dopo aver ormeggiato alla boa sommersa si affianca la vedetta della Guardia Costiera, da cui scende sul gommone il conduttore televisivo Alberto Bevilacqua, accompagnato dal Comandante Ruggiero D’Ambra per intervistare Edoardo Ruspantini.

Segue quindi una breve descrizione delle attività del diving, delle immersioni effettuabili in zona, della flora e della fauna abbondante e particolare che popola queste acque della penisola. Tutto il gruppo di subacquei è completamente vestito in attesa dell’ok del regista per il tuffo simultaneo …. i minuti trascorrono e la temperatura nelle nostre mute stagne sale notevolmente sotto il sole intenso. Finalmente siamo pronti e scendiamo in acqua, con direzione Gerardia savaglia per poi proseguire verso la spugna gialla Axinella cannabina e poi sulla foresta di gorgonie rosse.

Malauguratamente mi accorgo solo in acqua che i flash non scattano, fortuna vuole che abbia montato in parallelo le torce Archon Lights poiché intendevo girare anche qualche video. Procedo così a fotografare in luce continua, sperimentando questa opzione d’illuminazione. Durante la risalita, in una spacca piena di castagnole rosa, vedo un bellissimo tordo fischietto, un labride raro dalle nostre parti che ho visto solo altre due volte in 40 anni. Il Tokina 10-17 mm non è la lente ottimale per fotografarlo, ma non posso fare altrimenti.

Terminiamo l’immersione ammirando gli onnipresenti saragi fasciati mangiare alla base delle nostre pinne che sollevano il sedimento dal fondo, scovando vermi e crostacei per un inatteso spuntino.