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Posto Segreto con David

Il sabato mattina è dedicato al riposo …. mentre tutti dormono ancora, scendo a comprare le sfogliatelle napoletane per i miei ospiti, David e Maria Cristina. Quando rientro a casa sono tutti svegli ed il caffé è già pronto. Tiriamo tardi a chiacchierare, fin quando ci mettiamo in moto per andare a fare una passeggiata sul Monte San Costanzo, da dove è possibile ammirare il Golfo di Salerno, le isole di Capri, Ischia e Procida, Napoli ed il Vesuvio. Raggiungiamo la frazione di Termini a Massa Lubrense e saliamo fino al punto dove bisogna lasciare l’auto ed iniziare un piccolo tratto in salita a piedi. La vista è meravigliosa ed anche la temperatura dell’aria è piacevolissima, con un bel sole caldo e assenza di vento.

Ci tratteniamo a lungo dimenticandoci dell’orologio …. sono le 14:30 quando ci muoviamo per cercare un posto dove mangiare …. ci fermiamo in un ristorante a Sant’Agata sui due Golfi, assaporando alcuni gustosissimi piatti, fin quando, orologio alla mano, decido che è il caso di muoverci per andare di nuovo a mare. Abbiamo ricevuto un invito a cena a Torca e dobbiamo fare in tempo per parteciparvi! Scendiamo così a valle e dopo esserci cambiati, sostituiamo le batterie nei flash e chiudiamo le borse sub. Prendo l’auto e porto il mio amico in un altro posto a me caro, sperando in una serata ricca d’incontri. 

Anche questa sera le condizioni sono ideali, mare calmo e acqua limpida. Ci vestiamo rapidamente, essendo in ritardo sul programma di circa 30′. Alle 18:30 stiamo nuotando in superficie per allontanarci un poco dalla riva. Scendiamo e sulla sabbia subito incontro una bella murena in caccia, David Invece si era attardato a fotografare una piccola seppia. La serata sembra promettere bene … un piccolo gronco e finalmente un cappone ubriaco. David mi raggiunge e gli lascio campo libero dopo aver effettuato qualche scatto. Ne trovo un secondo e poi un terzo esemplare a poche decine di metri di distanza. Questa sera c’è più “materiale” da fotografare. I minuti trascorrono veloci, lasciamo le zone profonde e risaliamo verso la parete dove incontro un esemplare di Tritone di Mare, un mollusco gasteropode molto raro che in oltre 40 anni d’immersione non avevo mai incontrato! Whow benissimo, peccato solo che l’animale sia poco fotogenico. Risaliamo per effettuare la decompressione mettendoci in cerca sulla sabbia e sulla ghiaia: solo qualche triglia, gli immancabili pesci lucertola, qualche tordo pavone addormentato e tante Pinna nobilis morte. Fortunatamente ne trovo una vivente, il che mi lascia sperare nella possibilità che possano un giorno ritornare a proliferare nel nostro mare. Una volta a terra, ci svestiamo rapidamente, poi di corsa andiamo a casa per fare una doccia velocissima. Le nostre signore sono già pronte, alle 21:00 siamo di nuovo in auto in viaggio di nuovo verso Sant’Agata dove ci attendono i nostri amici per cena!

Posto Segreto con David

E’ da settimane che programmiamo quest’immersione, ad inizio settimana il meteo ci mantiene in suspance, invece il weekend si presenta con un bel sole ed il mare calmo. David e Maria Cristina arrivano a casa in tarda serata, dopo aver seguito le mie istruzioni per evitare il traffico generato dalla chiusura delle gallerie di Castellammare di Stabia. Solo il tempo di sistemare le borse che già siamo pronti con i sottomuta per andare a fare un tuffo notturno in uno dei miei posti segreti.

Le condizioni sono ottimali e l’acqua è cristallina. Iniziamo ad assemblare le fotocamere e mi accorgo di aver dimenticato di rimontare sui flash inon i “cappucci” per innestare i cavi a fibra ottica! Maledizione, non ho soluzione alternativa, se non assicurarli con del nastro isolante nero …. a terra sembra funzionare perfettamente. Ci tuffiamo ed iniziamo la nostra immersione dirigendoci subito in profondità, fino a raggiungere i -40 metri. Non “gira” gran ché , solo un piccolo cappone ubriaco trovato da David, ma che fugge via rapidamente. I flash funzionano a tratti, e quasi sempre solo quello di sinistra che sono costretto a spostare centralmente per riuscire a scattare qualche foto decente. In risalita incontro qualche Alicia mirabilis e poco altro …. maledizione! Il mio amico ha fatto tanti km per venire qui ad ammirare le bellezze del Golfo di Napoli e ancora non si vede nulla di “consistente”.  Sorvoliamo il fondo fangoso a lungo, risalendo gradualmente, fino a raggiungere una grande radura di Posidonia oceanica, inizio a setacciare la zona, guardando alla base delle foglie con grande attenzione ….. ci deve essere di certo qualche cavalluccio marino …. cerco ancora ma invano, fin quando vengo attirato dal rosso bruno di un maschio che staziona alla base di una foglia. Prendo i riferimenti e vado a chiamare David che è intento a fotografare una grande stella Astropecten aranciacus, lo distolgo portandolo sul posto individuato. Quando lo individuo d nuovo mi accorgo che c’è anche un altro esemplare nascosto tra le foglie, si tratta di un maschio con la sacca rigonfia contenente le uova! Yeah, sono felice …. scatto una foto solo per ricordo e lascio spazio al mio amico che inizia a fotografare. Mentre lui scatta io cerco ancora, sperando di trovare anche un pesce ago! Sicuramente è chiedere troppo …. vedo qualche murena e tanti paguri, alcuni assembrati come a formare un cerchio e una ventina di Pinna nobilis morte, mentre le Pinna rudis fortunatamente sono vive. Ci siamo allontanati molto dal consueto punto d’uscita, durante il ritorno a terra David trova tra le foglie un terzo “destriero”, un esemplare maschio di colore giallo, un vero capolavoro. Terminiamo l’immersione soddisfatti per aver chiuso l’immersione al meglio. Appena possibile, con le mani ancora bagnate, telefono alle donne di  casa per avvisare che siamo prossimi per rientrare e quindi si può procedere a cucinare per la cena, siamo moooolto affamati!

Marina Grande – Immersione Notturna

Ogni giro sul circuito di F1 di Interlagos in Brasile, con la Ferrari di Vettel in prima posizione, scandisce il countdown per il mio tuffo notturno odierno. Terminata la gara con il successo del ferrarista, mi metto in moto per organizzare l’uscita. La giornata è stata splendida, ma è previsto l’arrivo di “Attila” con la sua sciabolata artica accompagnata da abbondanti piogge e neve, è il caso di approfittare …..

Questa volta però, andrò in acqua senza la fotocamera, ma solo “armato” di retino per prendere qualche pesciolino per il mio acquario marino mediterraneo, momentaneamente vuoto dopo un guasto meccanico che ha sconvolto l’equilibrio della vasca che avevo faticosamente raggiunto. In verità ad ogni giro della corsa si alternavano nella mia mente i dubbi … apnea o bombole … Marina Grande, Spiaggia San Francesco, Puolo o Spiaggia Caterina ….. scooter o automobile … muta stagna oppure umida … Essendo i monobombola da 15 litri scarichi l’idea era quella di andare in apnea, ma le operazioni di pesca sarebbero state più laboriose …. in garage c’è un mono da 10 litri carico ma ha una “caramella” che non si svita e devo vuotarla per farla sistemare …. forse potrebbe essere il caso di usarla ma non ho un erogatore INT disponibile, ma solo quelli DIN. Scendo di casa e vado in garage con tutti questi dubbi nella mente … una sola certezza ….. l’automobile. Prendo il monobombola e mi metto in cerca di un erogatore tra l’attrezzatura che non ho in uso. Ne trovo uno che farebbe al caso ma non ha le fruste per il gav …. dovrei usare lo schienalino …. bah … valuto allora l’idea dell’apnea … tiro fuori le pinne e la muta umida ma poi mi ricordo che mia figlia ha nel suo borsone un erogatore INT con le fruste ….. benissimo, c’è solo da sistemare la fascia del GAV per adattarla alle dimensioni del 10 litri. Finalmente sono pronto e carico l’attrezzatura in auto. Mi dirigo subito a Marina Grande di Sorrento, il posto più vicino vista l’ora (le 20:30). Alle 21 sono vestito e pronto a scendere in acqua con il retino. Lascio un secchio pieno d’acqua di mare su una barchetta ormeggiata per potervi trasferire il “pescato” al mio rientro e m’immergo.

L’acqua è cristallina e fredda, il mare calmissimo anche a causa dello scirocco. Avanzo nel buio e mi fermo a pochi metri di profondità per iniziare la mia ricerca, trascorro circa 60′ in acqua bassa e me ne risalgo con un discreto numero di piccoli esemplari per la mia vasca. Mi spoglio infreddolito nel bagagliaio dell’auto e rientro a casa soddisfatto per aver portato a termine due importanti attività: riempire l’acquario e svuotare il monobombola da riparare. Mentre risciacquo l’attrezzatura nel lavatoio fuori al balcone dello studio, inizia a piovere …… Bene così ma per oggi niente foto da pubblicare!

Grotta dello Zaffiro con Ernesto

Appuntamento con Ernesto preso da mercoledì, quando siamo andati in acqua per fotografare le “rovine” a Massa Lubrense. E’ da tempo che  Angelo, un suo caro amico, vorrebbe visitare la grotta dello Zaffiro. Così ci siamo organizzati per assecondare il suo desiderio. Appuntamento al porto di  Marina della Lobra dove ci attende con il figlio Giuseppe ed un suo amico, proprietario di un a comodissima imbarcazione, ideale per la pesca e … per le immersioni.

Il meteo è cambiato, lo scirocco è montato ed il mare dovrebbe essere agitato sul versante Sud della penisola sorrentina. Partiamo con il mare calmo e quando doppiamo Punta Campanella il mare è abbastanza agitato, ma è possibile immergersi. Ci fermiamo al riparo dell’isolotto Isca e ci vestiamo. Quando siamo pronti ci tuffiamo sulla parete dove si apre la grotta. Entriamo ed iniziamo la visita, mentre io mi faccio aiutare a scattare alcune foto con il cavalletto. Usciamo dopo circa 40 minuti e proseguiamo all’esterno fino a raggiungere la grande spugna Axinella per effettuare una foto ricordo.
Rientriamo a casa soddisfatti per ora di pranzo, in tempo per guardare anche le partite di calcio in tv.

Mentre rientro a casa controllo il telefonino e chi sono alcune telefonate perse di amici che sento raramente (Pasquale Vassallo) o mai (Fabio Strazzi) ….. cosa molto strana ma intrigante …. finalmente a casa li chiamo e ci sono grandi notizie provenienti dal concorso  internazionale Aquatic Festival di Marsiglia!

Mitigliano con Punta Campanella Diving Center

Metto il naso fuori della finestra e mi accorgo che c’è un forte vento di grecale, ma il panorama è bellissimo con l’aria limpida che consente di vedere distintamente le isole d’Ischia e Procida. L’attrezzatura è pronta da qualche giorno, ma la stanchezza delle giornate lavorative mi ha frenato dall’andare a fare qualche tuffo infrasettimanale notturno. Così dopo aver sentito Gianluigi, raggiungo alle 10 il Punta Campanella Diving Center dove mi attende lo staff al completo per un’uscita con un folto gruppo di sub romani. Ci prepariamo e alle 11 siamo finalmente sui gommoni, c’è onda formata e la navigazione è bagnata da molti spruzzi. Raggiungiamo prima Punta Campanella dove c’è onda fastidiosa, ci spostiamo allo Scoglio Penna dove sembra più calmo, ma dopo un check della corrente torniamo indietro a Punta Campanella. Ormeggiamo ed io mi butto per primo anticipando come al solito il gruppo. Scendo sul fondo nei pressi del faraglione e vengo “sparato” verso in basso da una corrente insormontabile. Gonfio il gav e la muta stagna per non farmi trascinare troppo in fondo e raggiungo un punto “cieco” della corrente alle spalle del faraglione. L’aria nel gav mi “spara” verso l’alto e lo devo rapidamente sgonfiare per evitare una pallonata, mi avvicino alla roccia, assicuro la fotocamera alle cinghie del gav e mi appendo alla parete, riesco a fatica ad uscire in superficie tirandomi sulla roccia. Lancio un urlo ai miei amici per avvisarli di non far scendere nessuno in acqua perché le condizioni sono proibitive. Mi stacco dallo scoglio e mi aggancio alla cima che era stata sistemata in superficie. Vengo trainato fino a bordo, dove risalgo a fatica. Mentre ci spostiamo trascorrono alcuni minuti che mi occorrono per recuperare dall’affanno e dallo sforzo. Siamo costretti a ripiegare alla Cala di Mitigliano, l’unico punto ridossato con queste condizioni meteo. Ci tuffiamo sulla punta, dove c’è comunque un poco di corrente. Effettuo un giro panoramico ammirando con piacere tre Pinna nobilis vive, oltre ad un paio di grandi esemplari morti. Termino l’immersione nei pressi della grotta dove non è possibile entrare a causa della risacca. Edoardo, che ha raggiunto la punta dove si trova la condotta dell’acquedotto che porta l’acqua a Capri, ci racconta di aver visto tanti barracuda ed alcune ricciole in caccia. Anche la navigazione di rientro in porto è bagnata dagli spruzzi delle onde. Raggiungiamo il diving e come al solito fuggo via rapidamente. Ho fretta perché devo andare a prendere mia moglie che è a lavoro a Napoli e poi devo tornare in tempo per vedere Milan-Juve in tv.

Rivista Asferico N°55

E’ con grande soddisfazione che vedo pubblicato sulla rivista Asferico un articolo scritto a quattro mani con Antonella Taddei, responsabile sezione AFNI Campania, e con le foto degli amici Mimmo Roscigno e Salvatore Ianniello, che valorizza le bellezze sottomarine del Golfo di Napoli. 
Penso sia venuto proprio bene, buona lettura!

Banco di Santa Croce con Gabriella

Il meteo favorevole invita ad andare a mare ed io non ho saputo resistere al richiamo. Sveglio di primo mattino, mi preparo e vado in pescheria per ordinare per il pranzo per la mia famiglia, poi dopo un caffe’ sono in auto con direzione Castellammare di Stabia. Raggiungo il Diving Amici degli Abissi e parcheggio l’auto, scarico le attrezzature e vado ad abbracciare i miei carissimi amici Raffaele, Angelo, Giovanni, Rosa e Gabriella. C’e’ un folto gruppo di sub in uscita con il gommone, mentre noi siamo sulla barca e siamo in pochi. Trascorro il tempo del trasferimento in cabina con Raffaele, intento ad ascoltare i racconti del fantastico viaggio appena concluso da Gabriella e da altri grandi amici fotosub in British Columbia, Vancouver Canada. Resto estasiato dall’ascoltare notizie ed aneddoti a riguardo di un mare incredibilmente ricco ma difficile da fotografare. Arriviamo finalmente a destinazione e ci “accodiamo” al gommone che ovviamente e’ arrivato prima di noi. Scendo con Gabriella sulla “Secca di Terra” del Banco di Santa Croce, l’acqua e’ particolarmente torbida e la luce intensa solare viene drasticamente attenuata dalla colonna d’acqua. Raggiungiamo il fondo dove le gorgonie rosse sono belle aperte e attorniate da migliaia di castagnole rosse. Si vedono un gran numero di cernie brune di grandi dimensioni che si avvicinano curiose e poi si mantengono a distanza. Provo ad arrivare piu’ vicino possibile ma quando sembra che il pinnuto si lasci avvicinare a sufficienza, inesorabilmente si sposta qualche metro piu’ in la tenendosi a distanza di sicurezza. E’ un vero spettacolo, per tutta l’estate sono mancato da questo posto che e’ magico e me ne pento. Alzo gli occhi al cielo mentre guardo Gabriella scattare qualche metro sotto di me e vedo due bellissime aquile di mare svolazzare tra le nostre bolle. Trattengo il respiro e provo a dimezzare la distanza che ci divide …. riesco ad arrivare abbastanza vicino a loro, ma l’obiettivo grandangolare non rende merito alla breve distanza raggiunta. Proseguo l’esplorazione degli scogli guardando nei buchi della roccia in cerca di gattucci, i rami delle gorgonie sono pieni delle loro uova, ma niente. Gabriella mi segnala l’intenzione di passare sulla “Secca di Fuori”, ci scambiamo un cenno d’intesa e andiamo. Raggiungiamo lo scoglio e ci fermiamo a fotografare le spugne Axinella che crescono lungo la parete. Segnalo alla mia buddy che ho poca pressione nella bombola caricata da Raffaele con un ottimo Nitrox 32%, ideale per questa immersione, invitandola a ritornare verso la cima di ormeggio per effettuare la lunga decompressione che comunque ci attende. Aspettiamo lo scadere dei 10 minuti necessari attorniati da saraghi e occhiate che volteggiano in cerca di cibo, per ingannare l’attesa approfitto per effettuare la canonica seduta di selfie subacquei, prima di risalire. In superficie rimprovero Raffaele per non avermi messo a disposizione l’ascensore per i sub che riportava in barca i miei amici “canadesi”, intimandogli l’obbligo dell’installazione anche sul “Gabbiano Primo”! Rientriamo a terra ed io “rientro” nella modalita’ rientro immediato a casa …. inizio a smontare le attrezzature e appena sbarcato a terra inizio a sciacquare il tutto. Dopo qualche minuto sono gia’ rivestito, saluto   e salgo in auto pronto a ritornare a casa dove mia attende la famiglia per il pranzo. Anche oggi una gran bella giornata trascorsa in mare, grazie ancora ai miei Amici …. degli Abissi!

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving Center

La giornata e’ magnifica, con il cielo sereno ed il mare calmo come l’olio. Mi accorgo che siamo a meta’ ottobre e non ad agosto solo perche’ la temperatura sullo scooter di primo mattino e’ particolarmente bassa.  Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato a prendere la muta stagna in garage, la navigazione in gommone dopo l’immersione e’ sempre mididiale. Oggi andiamo allo Scoglio Penna ed il barcaiolo e’ il carissimo “zio”  Virgilio, mentre in acqua con me c’e’ Vittoria che accompagna un gruppo di sub napoletani. Raggiungiamo il punto stabilito ed ormeggiamo. Lascio scendere tutti in acqua poi finalmente entro io, con la Nikon D7200 ed il Nikon 10.5 mm all’interno del microdome Isotta. L’acqua e’ abbastanza limpida, ma non come appariva dalla superficie. Scendiamo in gruppo ed attraversiamo il buco passante tra gli scogli e scendiamo in direzione delle gorgonie rosse, ahime’ quasi tutte chiuse. Anticipo il gruppo e gaggiungo un folto branco di barracuda che staziona in una insolita posizione, probabilmente attirato dall’abbondante mangianza  presente. Mi avvicino ma subito cominciano a separarsi in piccoli gruppi, passo oltre e raggiungo la parte interna dello scoglio, fermandomi sulla balza rocciosa verticale che ne delimita il pianoro ricoperto di gorgonie e caulerpa. Sorvolo i massi che si trovano su di esso e raggiungo la parete dove ci sono le margherite di mare. Mi dedico a qualche scatto del buco ma l’illuminazione autunnale non e’ ottimale per riuscire a renderlo in tutta a sua bellezza. Quando risalgo a bassa quota per terminare la decompressione mi accorgo che nei primi metri d’acqua ci sono i segni inequivocabili del passaggio dei pescatori di frodo di datteri! Maledizione, ancora un danno recente, conferma che durante i mesi autunnali/invernali i datterari hanno vita ancor piu’ facile senza il controllo degli enti preposti a combattere il fenomeno.  Risaliamo in barca e tornando al porto ci godiamo il bellissimo sole. Non resta che sistemare le attrezzature e salutare tutti, dandoci appuntamento al prossimo tuffo! 

Posto Segreto – Immersione Notturna

Le tensioni che si accumulano durante la settimana hanno un rimedio infallibile … una bella immersione notturna!
Cosi’ rientrato da lavoro ho atteso che la notte “maturasse” e come di consueto sono andato al mio posto preferito … ma l’influsso del venerdi’ 13 non ha portato bene. Non sono riuscito infatti a trovare un parcheggio per l’auto ed ho dovuto cambiare itinerario. A questo punto avevo due possibilita’, ho fatto un primo tentativo ed ho trovato subito un ambiente tranquillo ideale per una immersione in solitaria. Mi sono cosi’ spogliato e sono sceso in acqua, il mare e’ calmo e l’acqua sembra limpidissima. Inizio a scendere ma subito “sento” che non ci saranno molte “presenze”,  spero di sbagliarmi …. 
Sul pendio sabbioso incontro un rombo ed una seppia perfettamente mimetizzati. Gronchetti, menole e triglie ce ne sono, ma non come di solito. Proseguo a scandagliare il fondo con la torcia ma nulla si palesa sotto il fascio luminoso. Fortunatamente finalmente qualcosa di buono si vede … un cappone ubriaco o coccio che riposa sul fondo. Mi fermo, regolo la fotocamera Nikon D7200, montata con il Nikkor 10.5 mm ed il Microdome Isotta e mi avvicino per uno scatto frontale. Essendo abituato ad usare il mirino magnificatore angolare a 45* che non e’ montato su questo scafandro, non sono a mio perfetto agio. Cio’ penalizza sensibilmente gli scatti che ahime’ risultano spezzo con  “tagli” indesiderati. Fatico a riprendere il feeling e cio’ comporta la fuga inesorabile del pinnuto. Proseguo e risalgo a quote piu’ basse.  Non incontro nulla di esaltante, se non una grande Aplysia punctata che e’ in movimento sul fondo. La seguo e ne provo a “catturare” il nuoto impostando tempi di scatto lenti, la lascio andare lontano visto che l’aria delle mie bombole e’ ormai in esaurimento. Nel basso fondale, prima di rientrare a terra, riposano tra i sassi alcuni tordi pavone, mentre i pesci lucertola abbandonano la radura sabbiosa per cacciare anche sulla roccia. Risalgo a terra e mi svesto, telefono a casa e provo a chiamare il mio amico Alberto che mi aveva telefonato poco prima di andare in acqua. Non risponde, ma stasera non ho gran che’ da raccontargli ….

Quando rientro a casa, dopo aver sciacquato tutta l’attrezzatura, vado a guardare le foto sul display della fotocamera …. ho scattato in formato JPG e non ho i RAW/NEF delle foto scattate! Maledizione …. a questo punto, sara’ stato il venerdi’ 13?

Posto Segreto – Immersione Notturna

La domenica è stata foriera di buone notizie da Belgrado, con un bel successo con le fotografie grandangolari. L’evento mi rallegra ma contemporaneamente mi stimola …. le mie foto macro non si sono piazzate sul podio! Urge quindi dedicarsi un poco per rinnovare l’archivio di foto da concorso ….

Lo scirocco inizia a soffiare sempre più forte in penisola sorrentina, ruotando la sua direzione di 180° rispetto a sabato, quando non è stato possibile effettuare la pulizia dei fondali a Marina Grande di Sorrento. Per tutto il giorno il cielo è stato coperto di nuvole, preannunciando  l’imminente arrivo della pioggia che invece non arriva. Quando rientro a casa dopo il lavoro ho tutta l’attrezzatura pronta, l’unica modifica effettuata alla fotocamera è la sostituzione dell’obiettivo, da grandangolare a macro. Aspetto che le tenebre calino sempre più e mi muovo “lentamente” per raggiungere il posto stabilito, ancora molto frequentato da turisti. Riesco fortunatamente a parcheggiare l’auto, giusto in tempo prima di cambiare itinerario. Mi vesto e sistemo la fotocamera. Il mare è calmo ma l’acqua è molto torbida a causa della mareggiata di sabato. Mi sento osservato … le mie luci “sfondano” il buio della baia, palesando la mia presenza in acqua ai clienti dei ristoranti. Lascio il basso fondale e cerco acqua più limpida in profondità. Quasi subito però incontro una mazzancolla ed inizio a fotografarla. La perdo dopo un poco nel polverone alzato per inseguirla. Scendo quindi sui -25 metri dove effettivamente la visibilità è migliore. Perlustro il fondo fino ad incontrare una torpedine marmorata adagiata sul fondo fangoso. Mi avvicino ed inizio a scattare, peccato non aver montato, come altre volte, il microdome Isotta con il Tokina 10-17 mm … mi sforzo così di evitare tagli indesiderati anche mentre si muove per allontanarsi dalle mie luci. La seguo mentre nuota verso il basso trascinandomi ad oltre -30 metri … uno sguardo al computer e al manometro e la saluto mentre anch’essa sparisce in una enorme nuvola di fango. Risalgo a quote più tranquille,  inizio a fotografare un lucano e poi una stella in atteggiamento riproduttivo … sposto i flash per evitare di illuminare la “neve” che c’è nel bassofondo. Termino l’immersione e risalgo a terra, dopo aver incontrato di nuovo la mazzancolla ed alcuni pesci lucertola. Mentre mi spoglio si avvicinano tre signori inglesi che si fermano incuriositi … mostro loro alcuni scatti sul display della mia Nikon D800, restando particolarmente sorpresi dalle bizzarre creature fotografate. Anche stasera mi sono divertito un sacco, adesso si torna a casa a cenare …. A proposito, c’era la partita dell’Italia in Tv …. meglio essere andato a mare!