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Cala di Puolo con J. Cousteau

La sensazione di ritornare in acqua è stata bellissima, eppure erano passati solo una ventina di giorni dall’ultimo tuffo. Quando Antonella e Nicola mi hanno scritto per avvisarmi dell’uscita domenicale, ho subito risposto “presente” nonostante le mie condizioni fisiche non fossero ottimali, con la sinusite ancora non andata via completamente. Il meteo si è finalmente aggiustato, il vento teso è calmato ed il sole adesso riscalda piacevolmente l’aria, innalzando la temperatura esterna intorno ai 18 °C. Ho sinceramente dubitato a lungo sulla configurazione da montare sulla mia Nauticam NA-D850, 60 o 105 mm oppure wideangle con minidome … alla fine opto per quest’ultima soluzionw, con il Sigma 15 mm, i flash Ikelite DS161 ed i bracci Flex-Arm.

Parto da casa alle 8:30 e dopo poco sono già in spiaggia, aspetto l’arrivo dei miei amici cominciando a montare la fotocamera ed iniziando la vestizione. Gli amici tardano un poco sull’orario dell’appuntamento, per cui, quando arrivano, io sono già tutto bello vestito e pronto. Nicola ovviamente mi suggerisce di avviarmi in mare, ci vedremo in acqua di lì a poco. Così inizio la mia immersione in un’acqua cristallina, mi accorgo della presenza di tante meduse, spinte sotto costa dalla corrente di questi giorni ma non mi soffermo, me ne occuperò al ritorno. Sorvolo il fondo sabbioso in cerca di soggetti, ma non c’è nulla d’interessante. 

Provo una piacevole sensazione di benessere,  un ottimo feeling con la muta Santi E-Lite e con la fotocamera  in perfetto assetto, ma soprattutto pochissimo fastidio ai seni frontali a causa del raffreddore. Raggiungo la parete ed inizio a costeggiarla dirigendomi verso la punta, all’altezza di una delle piccole grotte che si aprono sulla falesia, noto l’inconfondibile sagoma di una cicala di mare, attardatasi all’esterno della cavità durante la passeggiata delle ore notturne. Mi avvicino ed inizio a scattare dopo aver sistemato tempi, diaframmi e posizione dei flash, mi spingo sempre più vicino al soggetto aspettando l’inesorabile fuga a “reazione” …. uno due tre quattro cinque ….. eccola partire con lo scatto fulmineo della coda, riesco a fotografarla ancora prima di sparire in una profonda fenditura della roccia.

Al momento la scelta del grandangolo sembra essere quella giusta. Proseguo e vado avisitare la grotta per vedere se c’è qualcosa da fotografare … bene, una colonia di Salpa maxima si trova all’imboccatura della caverna, anch’essa sospinta dalla corrente verso la parete. Nel fotografarla riesco a farla fuoriuscire all’aperto nella colonna d’acqua dove splende il sole fino in profondità.

Ok, ok, scelta azzeccata, un po’ di fortuna ci vuole sempre …. guardo il mio computer subacqueo che mi segnala 6 minuti di decompressione, risalgo a quota idonea ed effettuo la sosta di sicurezza, non resta che ritornare a terra, mentre navigo verso la spiaggia incontro i miei amici e le tantissime meduse e ctenofori galleggianti nella colonna d’acqua. Tra di esse non mi sfugge una Pelagia noctiluca che ha catturato un pezzo di busta di plastica, ahimè stiamo rovinando il nostro mare e tutto il pianeta!

Raggiungo la spiaggia e mi spoglio, aspetto il rientro dei miei amici per l’autoscatto ricordo ma subito dopo vado a casa dove, dopo aver sciacquato tutto il materiale, esco di nuovo con le mie donne per andare a fare un bel picnic in riva al mare, per godere del bellissimo sole di oggi!

Marina Grande con Fabio – Immersione Notturna

Con oltre due settimane di ritardo, stasera ho finalmente assaporato l’acqua salata dell’annata 2019. Una lunga giornata lavorativa mi ha impegnato fino a tardi, quando rientro a casa sono abbastanza “cotto”. Invio un messaggio al mio amico avvisando che sarei passato da lui dopo circa 90 minuti di relax e preparativi. In verità tutto è pronto e depositato in garage dal 2 gennaio, quando mi ero perfino messo in auto per raggiungere il mio amico Domy a Saline Joniche. Il mal di schiena ed in meteo incerto mi ha fatto fare marcia indietro dopo un tratto di strada, non era il caso di rischiare viste principalmente le mie condizioni fisiche non ottimali. Così finalmente mi vesto con gli abiti da “palombaro” e scendo a controllare la situazione fotocamera e batterie in garage …. ahimè sono scariche …. fortuna vuole che nella borsa ci sono anche le batterie di scorta che fortunatamente sembrano cariche. Vado a prendere Fabio a casa e poi torniamo indietro a Marina Grande di  Sorrento.  

Mentre ci vestiamo inizia un violento temporale, Indossiamo le mute velocemente e ci buttiamo dalla scaletta nell’acqua limpida. Scendiamo subito ed andiamo in cerca del succiascoglio ….. Fabio arriva prima di me e riesce a fotografare ancora una volta il pesciolino sotto il crinoide, quando arrivo io si è parzialmente nascosto sotto le braccia dell’Antedon mediterranea, riesco a scattare solo qualche foto dall’alto, prima che il succiascoglio se ne torni all riparo del masso. La serata, bagnata, non sembra molto fortunata …. Fabio ancora una volta si ferma a fotografare un capone ubriaco, vedo la frequenza dei suoi lampi flash e lo raggiungo, riesco a scattare qualche foto con la mia Nauticam NA-D850 ed il Micro Nikkor 60 mm, ma anche con la lente Nauticam SMC, ma subito dopo, per essermi avvicinato troppo, il pesce inizia a volare via …. 
Proseguiamo l’immersione senza grandi sussulti, mentre sono impegnato a testare la lente macro +15 diottrie, Fabio mi sopravanza nel percorso, verso la fine trova un ippocampo maschio che fotografo dopo il suo passaggio. Non resta che tornare a terra, la pioggia è terminata e l’acqua in superficie si è molto intorbidita, con uno strato superficiale biancastro. Ci spogliamo rapidamente e sistemiamo le attrezzature, un attimo prima di mettermi al volante per tornare a casa, arriva il colpo di fortuna ….. riesco a “scampare” ad un tuffo in mare appendendomi alla portiera aperta della mia Touran, avendo messo un piede in fallo al di fuori della banchina! Fortunatamente non mi sono fatto male, solo una leggera contusione al ginocchio ed un dolore al braccio destro con il quale ho sostenuto il peso del mio corpo per non finire in acqua vestito ….. questa si che è stata una grande fortuna!

Marina Grande – Immersione Notturna

Un altro anno volge al termine, quella di oggi è l’ultima giornata utile per poterlo chiudere con un tuffo, farlo domani sarebbe stato complicato, avendo ospiti a casa per il cenone. Così, mentre la famiglia è a spasso per Sorrento, me ne sono andato a mare nel mio luogo del cuore, la Marina Grande. 

Il meteo in giornata non è stato ottimale ed in serata si è iniziato ad alzare un discreto vento da settentrione. Le condizioni comunque sono buone per poter uscire, anche se inizia a formarsi un poco di onda. Raggiungo il porticciolo dopo aver fatto un lungo tragitto nel traffico cittadino di questi giorni festivi, parcheggio l’auto e vado a controllare il mare …. tutto ok, si può uscire. Un pescatore gentilmente mi avvisa che le condizioni stanno peggiorando da qui ad un paio di ore … poco male, a quell’ora sarò già rientrato a terra.
Mi vesto e chiudo l’auto, prendo la nuova fotocamera Nauticam NA-D850 equipaggiata con l’oblò piano ed il Micro Nikkor 60 mm, i bracci Flex-Arm ed i due Ikelite DS161. La marea è bassa ed ho qualche difficoltà ad indossare le pinne con tutto il peso delle bombole addosso. L’acqua è abbastanza limpida, ma i lavori per il passaggio dei cavi elettrici d’alta tensione che arriveranno a Capri hanno stravolto il fondale al centro della spiaggia. Inizio a scendere lungo il pendio fino a raggiungere i -30 metri. Il fondale sembra deserto, incontro solo una enorme triglia e poco altro. L’assetto della configurazione è perfetto ed oggi comincio a “trovare” con molta naturalezza le ghiere “destre” dei tempi e diaframmi, anche grazie all’impugnatura a strappo.  La torcia illumina gli occhi di una mazzancolla sepolta nel sedimento ma la mia improvvida manovra di avvicinamento mi impedisce di fare uno scatto …. una nuvola di fango sopraggiunge inesorabilmente a causa della mia imperizia, facendomi perdere di vista il gambero. Risalgo di parecchi metri e cerco ancora sul fondo, finalmente qualcosa d’interessante, un pesce ago e poi una bella seppia. Poco più in là, una sogliola ocellata nei pressi del basamento di cemento a cui è collegata una boa in superficie sul quale con Fabio Russo avevo visto succiascoglio e galatea  al riparo di un crinoide, immagine scattata con il tappo sull’obiettivo …. guardo con attenzione e vedo tutti e due gli ospiti ma al riparo di due distinti organismi … il succiascoglio ancora sotto il crinoide mentre una galatea è tra gli aculei di un riccio Centrostephanus longispinus. Rientro verso terra dopo 90′ d’immersione, nel basso fondale incontro una piccola seppia che mi si para davanti minacciosa, prima di sparire nel buio della notte.

Finisce così un anno importante, che mi ha dato grandi soddisfazioni ma anche una grande delusione …. tutto passa, bisogna guardare avanti, concentrati per fare sempre meglio! 

Mentre sono intento a scrivere questo articolo, sento dei rumori provenire dall’esterno del balcone dello studio …. è la muta stagna appesa ad asciugare  che, a causa del vento intenso che si è alzato, sbatte sulla ringhiera metallica. Sospendo temporaneamente la scrittura per portare dentro tutto il prezioso materiale, il meteo non promette nulla di buono …. vabbé, l’anno 2018 finisce così!

Buon Anno 2019 a tutti voi! 

 

Vervece con don Tonino De Maio

Mi sento emozionato come un bambino che ha appena scartato il suo regalo natalizio e non vede l’ora d’iniziare a giocarci …. l’occasione propizia per farlo arriva finalmente oggi pomeriggio, dopo alcuni giorni di forte mal di schiena, finalmente sono in condizioni migliori per andare in acqua.

Così alle ore 15.30, presso il Circolo Nautico Marina della Lobra sono andato a presenziare alla benedizione di una scultura di Gesù Bambino, realizzata da Giusi Milone, che sarà collocata ai piedi della Madonnina del Vervece a 12 metri di profondità.
La statua all’epoca fu posta in ricordo del record mondiale di apnea stabilito nel 1974 da Enzo Maiorca che raggiunse nelle acque di Massa Lubrense la profondità di 87 metri.
In contemporanea si accenderà la stella cometa collocata sullo scoglio del Vervece nei giorni scorsi ad opera dell’associazione Aicast.
La cerimonia sarà celebrata da don Antonino De Maio alla presenza del sindaco di Massa Lorenzo Balduccelli, del presidente della fondazione Vervece Gaetano Milone, del presidente e del direttore del Parco Marino Punta Campanella Michele Giustiniani ed Antonino Miccio.

La giornata è stata splendida, ma con il calar del sole, la temperatura scende sensibilmente ed inizia a fare freddo. Ci vestiamo e iniziamo la cerimonia di benedizione, poi saliamo sulla barca per andare al Vervece. Il mare è calmo e la stella cometa sullo scoglio è ancora spenta …. scendo qualche minuto prima dei miei amici per controllare la situazione “luminosa” del sito, ma anche per familiarizzare con i comandi della nuova Nauticam D850. Vedo così arrivare Tonino e don Tonino con il bambinello sospeso con un pallone elevatore, lo portano alla base della statua della Madonna e poi si inizia la fase di sistemazione definitiva. Quando tutto è finito, aspetto che si pulisca un poco l’acqua che si è molto intorbidita, poi finalmente posso scattare qualche immagine. Mentre loro risalgono a bordo io mi trattengo per scattare una foto in superficie con la stella cometa finalmente accesa ….

Tornati a terra, possiamo finalmente festeggiare con i dolci offerti da Antonio Cafiero della Pasticceria Primavera di Sorrento e brindare anche al nuovo anno 2019.  

Le sensazioni sulla nuova attrezzatura Nauticam sono positive, il superdome è l’ideale per realizzare le immagini a pelo d’acqua ed i comandi sono facilmente accessibili, sicuramente c’è da memorizzare la posizione di alcuni pulsanti che sono in posizione diversa, ma sarà necessario forse solo un altro tuffo. Bene così, l’anno 2019 inizia in anticipo!

Marina Grande con Fabio – Immersione Notturna

Venti gradi centigradi al mattino e mare calmo invogliano qualsiasi subacqueo ad andare a mare in inverno, per i “photosub addicted” è obbligatorio approfittare di tali condizioni. L’immersione con Fabio è programmata da domenica sera ma, dopo l’impegnativa giornata lavorativa, rientro a casa praticamente fuori uso … invio un messaggio al mio amico per comunicargli che avrei desistito ….. Fabio non demorde, invitandomi ad attendere un pò, rilassarmi e decidere il da farsi …. 
Sistemo le ultime incombenze lavorarite a casa ed inizio a preparare rapidamente la fotocamera, lo avviso che sarei passato a prenderlo nel giro di 30 minuti …. così, nonostante siano ormai le 20, decidiamo di andare in acqua a Marina Grande per evitare ulteriori spostamenti in auto ed abbreviare i tempi.
Quando arriviamo sulla banchina, troviamo una grande sorpresa, ci sono altri due sub che stanno scendendo in acqua ….. sono Gabriella ed Andrea che hanno avuto la nostra stessa idea. Mentre loro si avviano, noi ci vestiamo e ci buttiamo in acqua dalla scaletta. Maledizione! Ho dimenticato d’indossare orologio e computer subacqueo! Vabbè, starò attaccato a Fabio in modo da regolarmi con il suo. Scendiamo lungo il pendio e subito lui trova un cavalluccio marino. Io non mi fermo e proseguo di qualche metro, mi raggiunge e arriviamo al basamento di cemento di una delle boe che sono nello specchio d’acqua di Marina Grande e qui, al riparo di un riccio dalla lunghe spine, ci sono due “ospiti” … una piccola galatea ed un succiascoglio. Scatta prima Fabio, poi mi avvicino e ….. il mirino della fotocamera è tutto nero! Guardo avanti all’oblò e mi accorgo di non aver tolto il tappo dall’obiettivo! AAAARRRRGGGGHHHHH!!!! Maledetta fretta! Ritorniamo a terra, mi spoglio e smonto l’oblò per togliere il tappo, approfitto per prendere l’orologio e il computer e ritorno in acqua.  Raggiungiamo di nuovo il punto precedente ma riesco a scattare solo una foto, perchè la galatea non c’è più, mentre il pesciolino si sposta rapidamente per mettersi al riparo dalla potenti lampade. 
Trovo un piccolo polpo in una bottiglia e mi metto a giocare ancora con le luci colorate, questa volta con più calma, usando anche una torcia snoot per illuminare selettivamente il soggetto, poi proseguiamo lungo il pendio sabbioso. Troviamo solo un piccolo gronco e poi un Pesce San Pietro che però è abbastanza spaventato, probabilmente dall’incontro dei due amici sub. Effettuiamo un lungo giro a fondo ma non mi soffermo a scattare molto, quando Fabio mi segnala di aver quasi terminato l’aria, lo lascio andare a terra mentre io mi trattengo in cerca del cavalluccio avvistato all’inizio. Lo ritrovo e provo ad usare la torcia snoot ma l’impresa è ardua. Soddisfatto di aver, in ogni caso, “bagnato” la serata me ne torno a terra per salutare i miei amici che nel frattempo sono già svestiti. Concludiamo la serata con una foto ricordo con il Tappo!

Posto Segreto con Fabio – Immersione Notturna

Sorrento è illuminata a festa per il Natale, l’albero in Piazza Tasso è acceso da giorni così come le luminarie che adornano le strade ed i negozi …. anche il cielo si colora … di rosa ed anche io decido di portare in acqua un pò di colore …. 

Ore 18 appuntamento a casa di Fabio, carichiamo tutto nell’auto, poi passiamo da Marescasport a prelevare le bombole cariche e ci dirigiamo al nostro posto prediletto, Fabio è in cerca di cavallucci marini e speriamo di trovarne ancora in situ, come accade di frequente in questo posto. Anche oggi ho montato il 60 Micro Nikkor sulla mia Nikon D850, ma in abbinamento ai due flash Ikelite DS161 montati sui bracci galleggianti Flex-Arm, ho portato ben 5 lampade colorate, per provare a giocare un poco con la luce. Ci vestiamo e scendiamo in mare nell’acqua cristallina, decidiamo di seguire il percorso predefinito ed iniziamo la ricerca. Subito ci accorgiamo che avremo difficoltà …. una lunga rete da pesca è stata calata nello specchio d’acqua dove non dovrebbe esserci! Trascorriamo circa 90′ in acqua zigzagando per evitare la “barriera”, solo alla fine, incontriamo due ippocampi, uno scorfano ed una mazzancolla, ma la poca aria nelle bombole ci ha costringe a salutarli prestissimo. Rientriamo a terra comunque soddisfatti, pronti per il prossimo tuffo che speriamo di effettuare martedì!

 

Posto Segreto – Immersione Notturna

… e dopo il pranzo della Domenica c’è solo … la “notturna” della Domenica!
Tutto pronto da giorni, ma ancora una volta, prima la schiena e poi il vento forte, mi hanno impedito di andare in acqua durante la settimana. Per alleviare il mal di schiena sono stato costretto ad assumere qualche bustina di antinfiammatorio che fortunatamente mi ha rimesso in ordine, pronto all’azione. Anche stasera ho montato sulla Nikon D850 in custodia Isotta, il Micro Nikkor 60 mm abbinato ai due flash Ikelite DS161. La temperatura esterna si è sensibilmente abassata ed è quindi ideale per riportare in acqua la muta stagna SANTI acquistata da Fabio Petricelli di Sub Evolution Baia durante l’Eudishow di Bologna. Quando scendo da casa con il sottomuta Flexi90, i passanti mi osservano straniti, recupero l’auto e carico le attrezzature a bordo. Sono le 18 quando lascio il garage dove sono passato a prendere le bombole cariche. Mi metto in viaggio e raggiungo il mio angolino “privato”, scendo dall’auto e vado a guardare il mare che è leggermente mosso a causa del vento di questi giorni. Le condizioni meteo, tutto sommato, sono idonee per un tuffo in sicurezza, così inizio la mia vestizione. Entro nell’acqua torbida, smossa dalle onde e decido di dirigermi in profondità per evitare la risacca del basso fondale. Verso i 15 metri la visibilità inizia a migliorare, a 30 è proprio limpida, qui inizio a perlustrare il fondale fangoso ….. una grande stella spinosa passeggia sul substrato in cerca di cibo, poco più in là c’è un piccolo gronco in caccia. La serata sembra promettere bene, dopo qualche minuto vedo da lontano un piccolo capone ubriaco (Trigloporus lastoviza) semi seppellito. Mi avvicino ed inizio a scattare. Dopo qualche lampo si sposta ed io lo seguo cercando di non perderlo subito, cosa che accade inesorabilmente di lì a poco. Proseguo in profondità, ma non trovo più nulla d’interessante, naturalmente risalgo di una quindicina di metri e continuo a cercare. Un bellissimo verme pavone (Sabella pavonina) ed un piccolo polpo sono gli unici incontri, la serata non sembra riservare ulteriori sorprese, invece tra i ciottoli riesco a notare le inconfondibili forme di un cavalluccio marino. Mi dedico a “lei” fin quando non decide di allontanarsi, poi incontro un ghiozzo boccarossa (Gobius cruentatus) che ha deposto le uva all’interno di una “nacchera” (Pinna nobilis) morta. L’aria è quasi finita, avendo speso parecchio tempo in profondità,  non ho modo di “trattenermi” quando un piccolo pesce San Pietro per un attimo si lascia fotografare, prima di fuggire verso il basso. Non posso inseguirlo e comincio a ripensare alla scelta strategica errata che ho fatto. Perdo quasi la concentrazione e rischio di non vedere nell’acqua torbida, un secondo cavalluccio di mare mimetizzato tra i sassi. Centellino ogni “goccia d’aria” anche per fotografare una tanuta che mi mostra la coda e non ha intenzione di farsi fotografare di faccia, ma dopo 80 minuti è il tempo di risalire. Mi spoglio e telefono subito a mia moglie, ho fatto tardi e potrebbero essere preoccupati. Avviso che è tutto ok e che di lì a poco sarò di nuovo a casa, la cena è pronta in cucina, non resta che svuotare l’auto e correre a tavola perchè mi è venuta una gran fame!

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving Center

L’ultima giornata da quarantanovenne trascorre nel modo migliore …. sott’acqua! Svincolatomi da un’invito ad una prima comunione a cui parteciperanno le mie donne, ho approfittato per andare a fare una bella immersione con i miei amici e partner del Punta Campanella Diving Center allo Scoglio Penna di Massa Lubrense. Ritrovo sul tavolato del diving è alle ore 9:30, arrivo come al solito in leggero anticipo, dopo aver caricato il mio scooter con tutte le attrezzature che ancora mi porto avanti e indietro da casa. Tra qualche settimana, quando la temperatura dell’acqua sarà salita ancora un poco, potrò abbandonare temporaneamente in garage la muta stagna SANTI per indossare solo quella umida che lascio comodamente a dimora al diving.
Partiamo con il gommone dopo aver atteso l’imbarco dei turisti sui charter che li porteranno in giro costiero della penisola sorrentina e raggiungiamo il punto d’immersione dove ormeggiamo alla boa. Gianluigi ci attende in barca mentre Vittoria e Virgilio, porteranno sott’acqua i clienti. La visibilità è ottimale ed è un bel vedere. Scendo verso le gorgonie rosse e mi fermo per alcuni minuti a circa -35 metri, proseguo poi in senso antiorario per andare subito in cerca dei barracuda. Li vedo in superficie sopra di me, ma non si lasciano avvicinare, disturbati da alcune barche che transitano a brevissima distanza dallo scoglio, incuranti della bandiera e del pallone segnasub. Proseguo il giro e mi fermo nel “canale” dove si sono le gorgonie gialle e bianche ed alcuni spirografi. Risalgo a bordo dopo aver recuperato due gorgonie strappate dal fondo dalle lenze dei pescatori di traina,  esse  andranno a popolare il mio acquario mediterraneo dove ci sono già altre gorgonie recuperate qualche mese fa a Sorrento. Dopo averle rimesse in posizione con una colla specifica sulle pietre dell’acquario, adesso godono di buona salute, avendo ricostruito il tessuto che era stato danneggiato. Sono contento della magnifica giornata trascorsa, non resta che rientrare a casa per riposare un pochino, in preparazione della grande festa di 50° Compleanno di domani sera!

Banco di Santa Croce con Amici degli Abissi

Il cielo è coperto quando mi metto in auto per raggiungere Castellammare di Stabia, lungo la strada però il sole comincia a fare capolino tra le nuvole. Arrivo a destinazione e parcheggio l’auto, la giornata sembra “aprirsi”, il mare è calmo ed al momento non c’è nemmeno vento. Attendo con Raffaele l’arrivo di un gruppo di sub da Formia e mi trattengo a fare due chiacchiere con Gabriella ed Andrea presso il Diving Amici degli Abissi. Tutti e tre non saranno dei nostri perchè impegnati in una lezione pratica in acqua ad un gruppo di allievi, con ingresso dalla spiaggia. Io esco con Angelo ed un piccolo gruppo di sub con la barca che ci porta alla boa di ormeggio sulla secca principale del Banco di Santa Croce. È la seconda volta che uso la nuova muta stagna E-Lite della SANTI, con la quale inizio a stabilire il giusto feeling. Ho portato con me anche una stage carica con EAN 50, abbinata al mono da 18 litri caricato ad aria che Raffaele mi ha messo a disposizione. Sulla Nikon D800e ho ancora una volta montato il microdome ISOTTA con dentro il Sigma 15 mm e come flash i DS161 Ikelite. 

La visibilità nei primi metri è terribile, un “tappo” lattescente offusca la vista degli scogli sottostanti, ma scendendo in profondità migliora sensibilmente, anche se la luminosità è scarsa. Raggiungo subito la foresta di Savaglia savaglia che però sono completamente chiuse a causa del disturbo provocato dai sub che ci hanno preceduto in acqua. Scatto alcune foto, poi vado all’interno della grotta passante tra gli scogli, ricoperta dalle gorgonie rosse. Sarebbe stato ideale avere un modello dall’altro lato del tunnel, poco male, lo spettacolo è magnifico, qui le gorgonie sono aperte. Esco e sotto la tettoia rocciosa trovo i tre miei compagni d’immersione che sono prossimi ad entrare nella fenditura. Vorrei “usarli” per uno scatto ma non mi capiscono e sfilano via pensando di arrecarmi disturbo nell’inquadratura …. Proseguo il giro fermandomi ad ammirare le pareti ricche di margherite di mare ed i grossi pinnuti che gironzolano intorno alle bolle dei sub. Solo il tempo di ammirare da vicino una bella cernia bruna ed un enorme dentice poco confidente che mi sfila davanti mantenendosi fuori dalla distanza “di scatto”  ed il manometro della stage segnala che è tempo di risalire. Mentre i miei amici sono in sosta deco,  io sono già pronto per risalire, avendo “tagliato” alla grande i tempi per la riemersione. Quando saliamo in barca il meteo è di nuovo peggiorato, un forte maestrale si è alzato ed inizia a montare anche un poco di onda. Poco male, torniamo subito a terra dove in banchina saluto Raffaele, Andrea e Gabriella che intanto sono tornati dal loro tuffo. Così saluto la truppa e mi metto in cammino verso casa pronto per andare a vedere la partenza del Grand Prix di Spagna di F1.

 

Pulizia dei Fondali – Marina Grande di Sorrento

A distanza di qualche mese a causa delle avverse condizioni meteomarine, finalmente stamattina siamo pronti per andare in acqua a pulire i fondali della Marina Grande di Sorrento. Il consigliere comunale Luigi di Prisco ha infatti radunato le varie associazioni di subacquei, forze dell’ordine e associazioni ecologiste, per raccogliere i rifiuti sommersi all’interno ed all’esterno delle scogliere del borgo marinaro. Dopo la colazione ci siamo riuniti per un briefing tecnico prima di iniziare le operazioni di recupero in mare. Alle 10 è quindi iniziata la “pesca” di tutto ciò che in acqua non deve restare, i sub si sono impegnati ad eliminare manualmente nasse, reti, bottiglie e rifiuti per un ammontare di oltre 3000 kg, un vero successo.

Per me è stata anche l’occasione giusta per “collaudare” la nuova muta stagna E-Lite della SANTI, che da oggi si aggiunge ai miei partner tecnici.  Ovviamente segue un gradito ringraziamento a Fabio Petricelli di Sub Evolution Baia. 

In ogni caso, acqua torbida ed un piccolo pesce San Pietro che non sono riuscito a fotografare al meglio.