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Pellaro con Domy

Domy passa a prendermi alle 7 mentre Lidia dorme ancora, oggi farà colazione da sola, noi proviamo la missione impossibile, quella di ritrovare lo Shearwater Perdix smarrito ieri sera. Raggiungiamo il punto, facciamo prima un sopralluogo nel basso fondale in apnea, poi indossiamo le bombole, ripercorrendo il tratto fatto ieri sera. La ricerca è vana, ho guardato in ogni buco della scogliera sommersa e tra i ciottoli ma dopo oltre 90 minuti desistiamo. Ci spogliamo e ritorniamo al diving a sciacquare le attrezzature. Vado in hotel per una doccia, dove Lilly nel frattempo ha già preparato la valigia per tornare a casa. Carichiamo di nuovo l’auto e passiamo a salutare i nostri amici. Leggo un velo di tristezza anche nei loro occhi, un peccato aver “macchiato” così una bellissima vacanza. Ci rimettiamo in viaggio, la speranza è quella di ritornare presto qui a Saline Joniche, un luogo subacqueo magnifico ma soprattutto un posto speciale dove ci sono dei veri amici!  

 

Pellaro con Domy – Immersione Notturna

Tutti pronti, saliamo sulla Toyota di Domy e ce ne torniamo a Pellaro per l’immersione notturna. Prepariamo le attrezzature sul muretto e qui commetto un grave errore di distrazione. Appoggio il computer subacqueo Shearwater su uno dei faretti e mi vesto senza indossarlo, chiacchierando amenamente con Domy, Giuditta e le ragazze.

Quando scendo in acqua con la fotocamera tra le mani inciampo in un sasso in acqua, procedo in ginocchio non riuscendomi ad alzare e finalmente indosso le pinne, tenendo lo scafandro nella mano destra. Inizio a scendere e dopo aver sorvolato una scogliera sommersa raggiungo Domy che mi sopravanza. Mi accorgo di non avere il computer, lo segnalo al mio compagno, ipotizzando di averlo   dimenticato in auto e proseguiamo … anche questa serata è ricca di soggetti, mazzancolle, una enorme seppia, alcune “gallinelle” tra gli spirografi e gli immancabili gamberetti. Ogni tanto diamo uno sguardo nella colonna d’acqua dove il plancton è ancora abbondante, con iridescenze e forme magnifiche. Con grande piacere rivedo alcuni celenterati che da anni non incontravo, le Halcampoides purpurea che catturano i piccoli crostacei con i tentacoli stesi in corrente. In risalita troviamo un granchio facchino Dromia personata che passeggia ondeggiando sul fondo con le sue enormi chele ed ancora una mazzancolla.

Ritorniamo a terra e qui mi rendo conto di non aver lasciato il computer subacqueo nell’auto, inizia un grande sconforto, spero di averlo dimenticato in camera ma quando vado a riguardare la foto scattata con il telefonino alla fotocamera sul muretto, mi accorgo con certezza di averlo smarrito in acqua. Ritorniamo indietro e andiamo alla pizzeria Naif da Angelo per cenare, non mi lascio abbattere dall’importante perdita, confidando di poterla ritrovare domani mattina. Così il programma della prossima giornata viene stravolto, rimandiamo la partenza prevista per le 8 a dopo l’immersione di ricerca & recupero, sperando che sia fruttuosa!

 

Pellaro Peschereccio con Domy, David e Cristina

Il ritmo delle giornate comincia ad essere scandito regolarmente, prima colazione in terrazza poi a sistemare la fotocamera … ho intenzione di cambiare configurazione, montare il superdome al posto del minidome Zen sul Sigma 15 mm. Apro la valvola del vacuum system ed inizia a lampeggiare di rosso, sostituisco l’oblò ma non spengo e riaccendo il sistema, la luce resta lampeggante rossa … sto ancora dormendo ovviamente e dopo un paio di tentativi di estrazione dell’aria dallo scafandro con la luce lampeggiante rossa, mi rendo conto dell’errore … spengo e riaccendo l’inderruttore e la spia diventa azzurra. Inizio a pompare e passa dal giallo al verde come ovviamente doveva avvenire. Tutto ok, posso scendere in auto ed andare al diving. Carichiamo le bombole e le attrezzature in auto e ci muoviamo verso Pellaro, questa volta andremo a visitare un piccolo relitto di un peschereccio affondato. Oggi siamo di nuovo in tanti, ci sono anche Filippo Mallamaci e Giovanni Pitone.

Ci prepariamo sulla spiaggia di ciottoli e scendiamo in acqua. Arriviamo subito su un primo relitto, una piccola barca coperta completamente  da spirografi, inizio a scattare, dopo poco però Domy mi porta al peschereccio, che è qualche decina di metri più in là. Ovviamente quando arrivo sono già tutti sul posto, con David e Cristina intenti a scattare una voto con una “cornice” di spirografi bellissima. L’acqua non è limpida mentre il posto è magnifico. In risalita troviamo delle uova di calamaro ed una bella bavosa ocellata che ha la sua dimora in un mattone forato. Si lascia avvicinare ma con il superdome montato sulla Nauticam NA-D850 diventa complicato avvicinarsi tanto come accade con il minidome. 

Rientriamo al diving per il pranzo, consumiamo un  bel panino con la mortadella e l’immancabile birra. Più tardi ci spostiamo al bar per prendere il caffè ed il gelato, qui Domy intraprende un mitico ed interminabile “teatrino” con il barista, siamo costretti a rimettere i gelati nel freezer per evitare di farli sciogliere. Il divertimento continua al diving dove salutiamo David e Cristina che rientrano a casa, noi ce ne torniamo in hotel ma prima di riposare un poco, scendiamo di nuovo in piscina a fare qualche foto a Lidia. Tra poco si torna in acqua …

 

Pellaro porticciolo con Domy, David, Cristina e Umberto – Immersione Notturna

Il pomeriggio riprende con una passeggiata sulla spiaggia e qualche foto in piscina con Lidia, il telefono squilla in continuazione con i familiari ed amici che chiamano per farmi gli auguri.

Ritorniamo al diving dopo aver preparato le attrezzaute in camera e ci trasferiamo di nuovo a Pellaro per la notturna. Aspettiamo che faccia buio chiacchierando sulla banchina in attesa di immergerci.

Quando entriamo in acqua c’è ancora tanto plancton, subito vediamo una coppia di cavallucci marini, ma essendo sistemati in una posizione poco fotografabile insieme, vado via subito. Immediatamente viene fuori dal buio un grande pesce civetta a cui dedico pochi scatti pur di non perdere il gruppo dei miei amici che sono più avanti di me. Anche stasera ci sono milioni di gamberetti e diventa complicato fotografare, persino un capone ubriaco scompare dietro la frenetica massa rosa di crostacei.  Domy infatti ha raggiunto una Pinna nobilis morta che ospita una bavosa ocellata con le uova, le luci attraggono i gamberetti e la bavosa approfitta per una cena extra. Attendo un poco poi “segnalo” la mia presenza a Domy afferrandolo per una gamba! Con grande fairplay mi lascia fotografare ma ormai la bavosa ha fatto già il pieno di krill.

Proseguiamo e incontro alcune mazzancolle, mentre guardando nella colonna d’acqua si vedono ancora decine di Salpa maxima attorniate da altre piccole presenze planctoniche. Un vero spettacolo! Quando siamo sulla via del ritorno mi imbatto in una scolaresca di pesci civetta, cinque o sei piccoli esemplari dai colori più bruni che stazionano sul fondo. Mi avvicino ed inizio a scattare, cominciano a sollevarsi davanti al mio obiettivo Sigma 15 mm quasi come una squadra di aereoplani delle Frecce Tricolori, seguirli tutti è difficile e si solleva anche subito un gran polverone, ma lo spettacolo è magnifico.  Sotto la scogliera infine, una coppia di granchi in amore si lascia avvicinare per qualche attimo prima di allontanarsi in un luogo più appartato dove completare l’accoppiamento. Gli ultimi metri che mi dividono dalla spiaggia sono pieni di meduse Pelagia noctiluca che catturano l’abbondante plancton per cibarsene. 

Quando risaliamo sulla terraferma è tutto un susseguirsi di esclamazioni di gioia e felicità, tale atmosfera si trasferisce anche a tavola dove, presso la Pizzeria Naif di Angelo, non mancano le birre, ma soprattutto si mangia una ottima pizza.

 

San Gregorio con Domy, David, Cristina Filippo ed Umberto

Inizia una nuova giornata di mare con una bella colazione in terrazza, oggi è anche il mio onomastico e quindi una giornata ancora più bella, da trascorrere sott’acqua con i miei amici. Dopo aver caricato le attrezzature in auto e prese le bombole al diving, ci dirigiamo in zona San Gregorio, dove si spera d’incontrare alcuni soggetti particolari, dalle lunghe antenne … 

Sono in auto ospite di  Umberto, con Lidia e le ragazze, mentre gli altri sono nel pick-up di Domy, qui ci raggiunge anche Filippo. Anche oggi c’è corrente e gli spirografi ondeggiano nell’acqua ancora un poco torbita a causa del mare mosso.  Raggiungiamo il punto in cui erano state avvistate alcune aragoste ma dei crostacei non vi è traccia.

Ce ne ritorniamo a terra dopo una piacevole passeggiata, trasferendoci in una nota gelateria dove pranziamo con granite, brioche e gelato! 

Soddisfatti e sazi, torniamo in hotel a riposare, in previsione dell’uscita serale.

Pellaro con Domy, David e Umberto – Immersione Notturna

Il pomeriggio si anima nei pressi della piscina, David e Cristina vogliono fare uno shooting fotografico per un loro partner tecnico, io mi dedico con piacere, richiedendo in cambio uno scatto anche per il mio sponsor tecnico Nauticam! 

Di lì a poco siamo di nuovo in partenza per un’immersione notturna, questa volta saremo solo in quattro in mare, destinazione Pellaro. Prepariamo le attrezzature e scendiamo in acqua. C’è una forte corrente che piega gli spirografi e c’è tanto plancton ancora, insieme a milioni di gamberetti che si ammassano davanti alle lampade e che rendono difficile fotografare qualsiasi cosa. Subito incontriamo una coppia di caponi ubriachi, più tardi un pesce civetta, delle mazzancolle e alcune seppie. La serata è ricca di divertimento e si conclude a casa di Domy, sorseggiando una bottiglia di Rum d’eccellenza, come l’amicizia che ci unisce!

Solo a tarda sera, prima di andare a nanna, tolgo la memory card dalla fotocamera e scarico le foto sull’Hard Disk, subito dopo metto le batterie in carica e si va a dormire, domani si replica!

Pellaro con Domy, David, Cristina ed Umberto

Suona la sveglia alle 7, chiamo Lidia ci vestiamo ed andiamo a fare colazione in terrazza dove ci attendono David & Cristina,  c’è ancora molto vento e bisogna far abbassare le tende al cameriere per far sì che non voli tutto via dal tavolo.

Rientriamo in camera e prendiamo le attrezzature, non ho smontato nulla nè scaricato le foto di ieri sera, ho lasciato la stessa configurazione con Sigma 15 mm, minidome Zen e flash Ikelite DS161 sulla Nauticam NA-D850. Mentre siamo in auto ricevo alcune telefonate di lavoro, anche se sono in ferie non posso trascurare i miei “clienti”, fortunatamente sono tutte cose differibili, delle quali mi occuperò nel pomeriggio, adesso ho da fare!

Raggiungiamo il punto d’immersione e ci vestiamo, attraversiamo il piccolo tratto tra le foglie e raggiungiamo la spiaggia dove ci immergiamo. Scendiamo sul sabbione per fotografare una coppia di bavosa ocellata che hanno deposto le uova in una Pinna nobilis morta mentre David, con l’obiettivo macro, andrà in cerca di un piccolo esemplare della rara cernia di Aifa che alberga all’interno di un’altra nacchera morta. Appena scesi in acqua Domy mi mostra una piccolissima medusa Pandea conica, una creatura piccolissima che fotografo a stento con il minidome, mi raccontano che i giorni passati ve n’erano a centinaia, questa è l’unica che ho visto qui e per la prima volta in vita mia. Troviamo subito la prima nacchera ma dentro c’è solo il maschio a difesa delle uova. Cristina resta con me ed approfitto di lei per qualche scatto, mentre Domy e David vanno a cercare la cerniotta. Il pesce entra ed esce dalla conchiglia, migliaia di “perline” si scorgono all’interno delle valve, con i piccolissimi occhi dei nascituri ben visibili. Ci spostiamo e raggiungiamo la seconda nacchera dove David è intento a scattare foto alla piccola cernia. Non posso resistere comunque a scattare con il minidome qualche immagine, ma spero di poter ritornare anch’io con la lente macro.

Rientriamo alla base e dopo aver steso l’attrezzatura al diving e sistemato un flash di David che aveva un banale ma importante problema con una vite, ci fermiamo a mangiare a casa di Domy che, per l’occasione speciale, tira fuori … il capocollo di famiglia! Un grande onore mi è stato concesso, il prezioso salume viene consumato solo con i veri amici! 

Viene anche “sacrificata” una colomba al cioccolato che sembrava inizialmente non interessare a nessuno … invece si è “volatilizzata” dopo poco! Ritorniamo in camera e prima di un riposino, mi dedico alle faccende lavorative che avevo lasciato in sospeso, più tardi si torna in acqua  per l’immersione notturna.

 

Pellaro porticciolo con Domy, David, Filippo ed Umberto – Immersione Notturna

Dopo svariati tentativi andati male, finalmente mi metto in auto con mia figlia Lidia per andare a trovare un grande amico, nonchè grandissimo fotografo subacqueo, Domy Tripodi presso il Ficarella Diving Club di Saline Joniche. Il viaggio non inizia al meglio con un camion guasto sulla statale sorrentina che ci fa perdere 90 minuti per fare 9 Km! Fortunatamente il resto del viaggio procede al meglio, con un ultimo contrattempo causato dal navigatore satellitare dell’auto che mi porta dentro Reggio Calabria, invece di indicarmi la strada più agevole. Arriviamo al resort Le Saline, a pochi metri da casa di Domy, qui troviamo anche David & Maria Cristina che sono presenti in zona da qualche giorno.  Ci sistemiamo e dopo poco ci spostiamo al diving, dove arrivano anche la moglie Giuditta e le ragazze Rebecca e Gaia che faranno compagnia a Lidia durante le uscite in mare. 

Appena pronti ci mettiamo tutti in auto e raggiungiamo Pellaro dove le condizioni del mare sono migliori e ci consentono di entrare in acqua nonostante lo scirocco che ha agitato e sporcato notevolmente le acque. Queste condizioni, però, abbinate alla luna piena e al favore delle correnti dello stretto, hanno concentrato una miriade di organismi planctonici, tali da rendere l’acqua “solida/gelatinosa”, un vero spettacolo.  Con noi scendono in acqua anche Umberto Crisalli ed il guru della zona e mio vecchio amico, Filippo Mallamaci, che non vedevo da oltre un ventennio. 

Ho montato il minidome Zen con Sigma 15 mm sulla Nauticam NA-D850 ed i flash Ikelite DS161. La discesa in acqua è comoda e subito siamo nel punto “caldo” … i ctenofori sono dappertutto, difficile focalizzare l’attenzione su ciascuno di essi, permeano qualsiasi spazio del campo visivo, è impossibile fotografare senza inserirli nel fotogramma!

Subito Umberto mi mostra un cavalluccio marino su una gomena, poi inizia la “battaglia a colpi di flash” con pesci civetta, bavose ocellate, pesci trombetta, stelle, granchi, ricci, gamberetti e spirografi. Confesso di non essere stato particolarmente efficiente in acqua, colpito dalla grande abbondanza di soggetti. Risaliamo dopo un’ora intensissima per poi andare a mangiare tutti insieme al ristorante. Proviamo a non fare troppo tardi visto che domani si torna in acqua presto, ma ovviamente non ci riusciamo … la compagnia è piacevolissima e … la birra non manca! 

Marina Grande -Immersione Notturna

Oggi sveglia comoda, la mattinata è dedicata a liberare alcuni scarichi domestici intasati e a mettere in ordine casa insieme a mia moglie. La giornata è magnifica, con un sole splendente ed una temperatura primaverile gradevolissima che invita ad uscire di casa. Scendiamo tutti insieme alle 13:30 a Marina Grande di Sorrento per pranzare dal mio amico Michele O’ Puledrone, che qualche settimana fà ha visto disintegrarsi sotto i suoi occhi il peschereccio su cui era cresciuto, distrutto dalle onde della mareggiata. Sorrento è stata presa d’assalto dai turisti e dobbiamo aspettare a lungo per poterci sedere per mangiare, c’è da attendere anche molto visto che i tavoli sono tutti occupati e la cucina è in overbooking. Sugli stabilimenti balneari ci sono già i primi avventurosi in costume, la giornata è splendida. La lunga attesa però è ripagata dall’eccellente qualità dei piatti ordinati. Ci godiamo il sole in riva al mare e terminiamo proprio quando alle 16:30 l’ombra comincia ad arrivare sul nostro tavolo, abbassando notevolmente la temperatura. 

Rientriamo a casa dopo una passeggiata per le strade di Sorrento gremite di turisti, mi rilasso ancora un pò sul divano, attendendo che le batterie dei flash siano ben cariche e alle 20 mi metto in moto. La strada è affollata di auto, tutto bloccato in uscita dalla città, sono quasi sul punto di desistere, ma effettivamente il blocco è nella direzione opposta rispetto alla mia meta ….. prendo l’attrezzatura, passo al garage a prendere le bombole e mi dirigo di nuovo a Marina Grande.

Faccio tutto con calma perché c’è ancora tanta gente al borgo, sono fortunato nel trovare parcheggio, anche se non al solito posto vicino alle scale. Immancabili le beneauguranti domande di un cuoco del Ristorante Delfino: “Andate a pescare?” e … “ma così non vi bagnate?” ….  me ne scendo in acqua speranzoso. Inizio il mio giro dopo aver attraversato lo specchio d’acqua cristallino con una bassissima marea, decido di fare un tour alternativo, confidando nella scelta.

Raggiungo i 30 metri ed inizio a guardare il fondale fangoso ma cerco anche nel “nero” della colonna d’acqua per scorgere qualche soggetto sollevato dal fondo. Sono abbastanza fortunato perchè dopo poco incontro un capone ubriaco. Inizio a scattare dei primi piani con la lente SMC, ovviamente il pinnuto si sposta dispiegando le colorate pinne pettorali, nel suo spostamento s’incrocia con un secondo pesce, più piccolo che, spaventato, “parte” come un aereoplano dirigendosi lontano. Seguo il primo esemplare fin quando anche lui si congeda dalle mie attenzioni ….

Continuo a cercare e dopo una piccola sogliola pelosa, incontro il polpo di rena Macrotripothus (Octopus) dephilippii. Solleva il capo per guardarmi e subito dopo fugge via … lo seguo e scatto a raffica con la Nauticam NA-D850, l’obiettivo 60 mm ed i flash Inon Z240.

Passo oltre e trovo un piccolissimo scorfano entrato all’interno di una bottoglia di vetro. Dopo aver scattato qualche foto, con il pesciolino in evidente difficoltà, prendo la bottiglia e, svuotandone il contenuto di sabbia misco a pietre, faccio uscire lo scorfanetto all’esterno. Il pesce sembra in grande difficoltà, lo tengo per un poco sul dorso della mano per farlo riprendere, poi lo lascio tornare al sicuro sul fondo, dopo averlo ovviamente fotografato.

Le luci del ristorante illuminano il basso fondale e sono bellissime da ammirare, mi avvicino ed inizio a scattare. Rientrando nel porto incontro alcune Pinna nobilis vive, alcuni labridi addormentati e … tanti rifiuti. All’interno di un bicchierino monouso da caffè un microscopico polpo. La serata è stata particolarmente proficua, non mi sbagliavo …. mentre apro l’auto per posare l’attrezzatura, mi sento chiamare …. è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.

… è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.

 

Marina Grande – Immersione Notturna

20°C alle ore 13 fanno pensare ai cambiamenti climatici, al surriscaldamento del pianeta ma soprattutto …. che è il caso di approfittare per andare a mare stasera prima che il meteo cambi! Così, appena rientrato a casa dopo il lavoro, mi sono rimesso a sistemare la fotocamera nello scafandro con la stessa configurazione di domenica scorsa ed ho rimesso le batterie nei flash Inon Z240.

L’intento è quello di provare a ritrovare “mamma” bavosa ocellata nel barattolo, con la speranza di trovare anche il “papà” in occasione della festività odierna.
Mentre la mia family è in giro per Sorrento, passo per il garage dove monto già l’erogatore e me ne scendo al posticino prediletto …. ma inizia a piovere … Parcheggio vicino alla scaletta ed apro il portellone dell’auto mettendomi al riparo dalla pioggia durante la vestizione. Passa a salutarmi anche il mio amico Francesco, figlio del titolare della pescheria dove mi servo tutti i weekend, il tempo di una foto ricordo, di chiudere l’automobile e sono in acqua.

Scendo subito in profondità in cerca della bavosa ocellata, ritrovo il barattolo con le uova, ma della bavosa non vi è traccia. Guardo in giro e non vedendo nulla, passo oltre. Nel buio la mia lampada illumina ancora una volta l’inconfondibile sagoma del pesce San Pietro, questa volta più piccolo del precedente. Mi avvicino ed inizio a scattare, vorrei riuscire a riprenderne l’occhio con la lente macro Nauticam SMC ma mi è impossibile mettere a fuoco a così breve distanza dal soggetto essendo sospeso nella colonna d’acqua con il pesce che si muove allontanandosi docilmente dalle mie lampade. Gioco per un poco con lui, tentando qualche inquadratura diversa ma non sono soddisfatto del risultato. Lo lascio andare via e ritorno sul fondo fangoso in cerca di altri soggetti. Mentre cerco, mi imbatto in una coppia di occhiali che recupero dopo averli fotografati e raggiungo il basso fondale a ridosso della scogliera. Un capone ubriaco Trigloporus lastoviza riposa sul fondo, mi avvicino e mi abbasso il più possibile sfruttando il mirino angolare Nauticam a  45°, sposto i flash tentando di illuminarlo dal didietro, ma l’animale si sposta continuamente sul fondo, mostrandomi a volte le sue bellissime e colorate pinne pettirali, una di esse è parzialmente strappata e come da “manuale” mi mostra sempre il “profilo” sbagliato …. provo a girargli intorno senza sollevare un polverone, ma il pinnuto inesorabilmente si sposta mostrandomi il verso opposto a quello desiderato. Provo anche qui ad usare la lente ma con il pesce ormai allertato dagli scatti del flash, mi è impossibile avviciniarmi a distanza utile per mettere a fuoco l’occhio. Dopo circa un’ora d’immersione ritorno a terra tra le barche dove residuano tanti rifiuti, alcuni anche pericolosi per la balneazione.

Riapro l’auto e ripongo il tutto a bordo, la pioggia è terminata e posso spogliarmi senza problemi. solo quando rientro a casa e sono alle prese con il risciacquo dell’attrezzatura in terrazzo, riprende la pioggia, ma ormai la serata è già conclusa, resta solo da celebrare la festa del papà con le mie donne!