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Punta Campanella con Filippo, Pietro e Mimmo

Appuntamento alle 10 al diving per andare a Punta Campanella, finalmente incontro Pietro che oggi sarà dei nostri. Aspettiamo l’arrivo di Mimmo e di alcuni clienti snorkelisti e partiamo. Raggiungiamo la boa gialla ed ormeggiamo il gommone. Mi assumo la responsabilità di accompagnare Filippo allo Scoglio Proteso ma commetto una grave leggerezza …. non controllo il punto di riferimento sulla costa. Iniziamo a scendere e Filippo mi mostra un branco di piccoli barracuda. Gli faccio segno d’ignorarli e di segurmi, saremmo tornati a cercarli dopo. Pinneggio a lungo contro corrente, che probabilmente mi inganna, trascorre troppo tempo in navigazione e dello scoglio non c’è traccia! Chiedo subito scusa 😥  a Filippo e dirottiamo sulle gorgonie rosse, ma di certo non sono floride come quelle a cui è abituato in Toscana. L’immersione prosegue lungo il pianoro fino al faraglione, con alcuni minuti di deco da smaltire. Sono mortificato e vengo deriso dal maestro Mimmo che si diverte a stuzzicarmi. Ci spostiamo poi con il gommone all’interno della Baia di Jeranto per accompagnare gli snorkelisti per un secondo tuffo. Non avevo compreso il programma nel dettaglio e ne resto sorpreso, avendo dato appuntamento alla famiglia al mare per ora di pranzo. Quando rientriamo a terra sono già completamente svestito e pronto a tornare a casa. Raggiungo la famiglia al mare per pranzare e riposare un poco, prima di ripartire per la notturna in cui proverò a riscattare la brutta figura! 

Punta Campanella e Puolo con Mimmo

Le giornate d’agosto iniziano presto, ci si sveglia sempre per un “bagno” di sudore. E’ piacevole però fare la colazione prestissimo con la prospettiva di una bella immersione. L’attrezzatura è già pronta da ieri, così impiego poco tempo per uscire di casa. Raggiungo il Punta Campanella Diving con lo scooter  ed arrivo alle 8:30. Mimmo è già lì, così come Gianluigi, Lisa e Vittoria. Attendiamo fino alle 10:00 per uscire poiché alcuni clienti stranieri necessitano di essere vestiti di tutto punto. Usciamo dal porto e raggiungiamo Punta Campanella, dove ormeggiamo alla boa. Io e Mimmo siamo subito in acqua, scendiamo in profondità verso le gorgonie rosse. Dopo qualche minuto risaliamo lungo il pendio in cerca di soggetti tra i grandi massi che si trovano sul pianoro. Terminiamo l’immersione nei pressi della piccola grotta abitata da una grande famiglia di Apogon imberbis, dove Mimmo scorge un Cimazio che non avevo visto, proprio davanti ai miei occhi! 

Torniamo al diving per cambiare le bombole e quasi subito usciamo ancora per andare a Puolo. Ci rituffiamo con la medesima configurazione fotografica, io ho una Nikon D800e con Sigma 15 mm e minidome Isotta mentre Mimmo è con il suo inseparabile 10.5 mm ed i nuovi flash Ikelite DS161. Girovaghiamo sul fondo sabbioso ed anche qui osserviamo con sgomento che, come a Punta Campanella,  tutte le enormi “nacchere” Pinna nobilis sono morte. Non ricordo dove ho letto la notizia di una simile moria in mediterraneo, sarebbe interessante capirne la causa … stranamente le nacchere della specie Pinna rudis sono integre … probabilmente trattasi di qualche parassita selettivo come il punteruolo rosso per le palme 🌴.

Risaliamo a bordo increduli e dispiaciuti, ma pronti a monitorarne la situazione negli altri siti d’immersione della zona e a documentarci sul fenomeno. Tornato a terra e vado via di corsa per raggiungere le mie figlie al mare a Sorrento. La giornata al mare continua con loro!

Scoglio Proteso e Grotta di Mitigliano

L’afa di questi giorni non ci lascia dormire. Così svegliarsi mezz’ora  prima del solito per andare al Punta Campanella Diving non è un problema. C’è calma piatta sul mare che ammiro percorrendo il lungo il nastro d’asfalto che mi porta a Marina della Lobra, quando arrivo non c’è ancora nessuno al diving, ma alle 9:00 in punto però, siamo già tutti operativi e pronti a partire per un doppio tuffo.

Raggiungiamo Punta Campanella e ormeggiamo alla boa. Mi separo subito dal gruppo nuotando in superficie per avvicinarmi e raggiungere lo Scoglio Proteso. L’acqua è particolarmente limpida e mi consente di identificarlo da lontano. Mi trattengo a scattare alcune immagini fin quando vedo sopraggiungere Gianluigi ed il gruppo. Mi sposto allora verso la parete dove si apre la piccola grotta piena di Apogon dove incontro Vittoria con Enzo ed Antonella. Proseguo il mio tour dirigendomi verso il faraglione di Punta Campanella per andare a raccogliere i frammenti di roccia staccati dalla parete dai datteri per recuperare parte delle colonie di Astroides che giacciono sul fondo. Scarto tra di esse per cercare quei pezzetti più integri da portare nel mio acquario mediterraneo. Lì potranno sopravvivere nutriti artificialmente con naupli di astemia salina insieme alle gorgonie che ho raccolto in precedenti immersioni, staccate dalle lenze dei pescatori. Nella mia passeggiata incontro due belle cernie mentre dei barracuda non c’è traccia. 

Rientro a bordo e ci spostiamo nella Cala di Mitigliano. Facciamo un poco di sosta in superficie e poi ci prepariamo di nuovo a scendere all’interno della grotta. Questa volta scende in acqua anche Virgilio, ma non entrerà nella grotta che ha scoperto 50 anni fa insieme a mio padre, andandosene in giro per la baia. Noi invece entriamo nella profonda caverna. La visibilità è ottima all’esterno ed all’interno della grotta. Entro per primo e poi attendo il passaggio dei mie compagni. Raggiungiamo fino il fondo e saliamo nei camini che salgono fino in superficie, attraversando gli strati d’acqua dolce, per poi tornare all’esterno. Mi fermo nella parte dell’avangrotta per sfruttare la grande visibilità, ma peccato che i miei compagni sono già andati via, sarebbero stati ottimi soggetti per una bella foto. Quando torno in superficie mi accorgo che il gommone è ormeggiato nei pressi della spiaggia …. un lungo tratto da fare a nuoto in superficie. Meglio proseguire sott’acqua ammirando le salpe, le castagnole e le donzelle che nuotano vicino alla parete verticale. 

Sono particolarmente soddisfatto, la bella giornata prosegue nel pomeriggio al mare con mia moglie, mentre le ragazze sono  impegnate nelle prove del saggio di danza. Peccato solo che la cappa di calore sia accompagnata alla pioggia che nel tardo pomeriggio ci invita a tornare a casa!

Punta Campanella e Vervece con Marco Cesaroni

La delusione è cocente e dura da digerire, l’ennesima finale persa dalla Juve suona ancora come una enorme beffarda maledizione. L’unica soluzione valida per mitigare la tristezza è fare un carico extralarge del mio mare! Così di buon mattino mi sono recato a Marina della Lobra dove mi attendono Gianluigi, Lisa, Rosy e Vittoria del Punta Campanella Diving. Oltre al mitico Virgilio è presente anche l’amico Marco Cesaroni, grande istruttore subacqueo, con il suo allievo Antonio. La giornata è splendida ed il mare ancora calmo, non ancora agitato dai motoscafi. Raggiungiamo Punta Campanella per il primo tuffo. L’acqua è bella limpida e Gianluigi ci accompagna al   grottino a -47 metri che si trova sul fondo. Entro per primo ed attendo l’ingresso di Marco ed Antonio, cercando di non sollevare troppo fango dal fondo, mentre fotografo i gamberi che si inoltrano nelle zone più buie della cavità. Lascio spazio a loro ed esco insieme a Gianluigi dirigendoci verso il faraglione. Qui una amara sorpresa …. ancora una volta, ampie zone della parete ricoperta dalle margherite di mare è stata da poco devastata dai pescatori di datteri di mare, i residui giacciono sul fondo destinati a morte in breve lasso di tempo. Ahimè i controlli non sono efficienti e le pene tali da scoraggiarne la pesca. Sono ormai rassegnato e penso che questa mia segnalazione sia ancora una volta inutile …..

Rientriamo a terra e dopo una pausa di superficie siamo pronti ad uscire di nuovo con direzione Scoglio del Vervece. Qui l’acqua è leggermente più torbida, ma assolutamente godibile per una bella immersione. Scendiamo lungo il pendio in direzione delle gorgonie rosse, non mi spingo troppo in giù essendo alla seconda immersione e costeggio la parete il cerca del pesce san pietro visto la scorsa settimana. Arrivo fino al massone con lo spirografo senza vederlo, in compenso si fanno ammirare tre belle cernie ed i soliti barracuda, più radi del solito ma tutti esemplari di grandi dimensioni. Solo il tempo ancora di una visita alla tana della murena ed al buchetto con le margherite di mare e l’immersione è terminata. Non resta che tornare a terra e proseguire con la giornata di mare con la mia famiglia che nel frattempo è scesa in spiaggia a Sorrento. 

Punta Campanella con Mimmo

Mi sembra incredibile, ad agosto inoltrato, che solo oggi sia riuscito ad immergermi con il mio caro amico e maestro Mimmo. Abitualmente le immersioni con il Punta Campanella Diving hanno un’unica costante … la presenza del Prof. Roscigno nei pressi della consolle di guida del gommone! Impegni vari lo hanno tenuto lontano ma finalmente ha ripreso possesso del suo mare.

Partiamo alla volta di Punta Campanella dopo aver effettuato un cambio di configurazione della fotocamera. Ho montato il 105 mm al posto del Sigma 15 mm per effettuare delle prove in doppia esposizione. Appena ormeggiati alla boa gialla, mi tuffo e scendo sul panoro a circa -20 metri, mi muovo pochissimo restando quasi sempre in prossimità dei massoni che si sollevano dal fondo. Qui ci sono tanti saraghi fasciati, le tanute, le donzelle e alcuni scorfani. Una piccola cernia mi sorprende nascondendosi prima che possa fotografarla, vedo anche un pesce pappagallo, ma lo perdo quasi subito di vista mentre armeggio con la fotocamera per cambiare le impostazioni di scatto. Attendo il rientro di Mimmo che è sceso lungo la parete ed effettuiamo insieme la decompressione mentre Gianluigi con il rombo del fuoribordo ci segnala che è tempo di risalire dopo 80′ d’immersione. Immancabile poi un selfie ricordo con l’amico Mimmone.

Punta Campanella con Lorenza

E’ dalla scorsa estate che non andavo in acqua con mia figlia Lorenza,  allora l’acqua era calda a 26 °C, la muta era solo una 2 mm e d’improvviso si avvistavano le mante! Oggi invece la temperatura è rigida, tira vento forte da nord (che ha reso limpidissima la vista del Golfo di Napoli con le sue isole) e Lorenza indossa la sua muta stagna.

Siamo partiti di primo mattino con lo scooter alla volta del Punta Campanella Diving Center dove mia figlia ha dato appuntamento al suo amico Guglielmo per immergersi come ai tempi del corso subacqueo.   Ho equipaggiato la fotocamera Nikon D7200 con il micro Nikkor 40 mm, due flash Inon Z240 e lo Snoot di Fabio Iardino per effettuare qualche scatto di prova in macrofotografia, non conoscendo il luogo d’immersione. Ci prepariamo al diving ed usciamo alla volta della Punta Campanella. Il mare è piatto, nonostante il vento,  tale da consentirci di raggiungere il sito d’immersione in pochi minuti. A bordo con Gianluigi ci sono anche le “girls” del Punta Campanella Diving: Claudia, Lisa, Rosy e Vittoria. Ormeggiamo alla boa sommersa e ci dividiamo in vari gruppetti, io sono con Lorenza, Rosy e Guglielmo, diretti verso il faraglione che si trova proprio sulla punta. Costeggiamo la parete mantenendola alla nostra destra, poi ritorniamo indietro sul pianoro, passando sulla “sella” che unisce il faraglione alla costa. E’ qui che trascorro gran parte del mio tempo a fotografare un piccolo polpo, alcuni scorfani ed un paguro. E’ passato molto tempo dall’ultima occasione in cui ho usato lo snoot ed ho qualche difficoltà per ritrovare il giusto feeling.  Dopo 60′ risaliamo a bordo ma la temperatura è sempre bassissima, ancora bagnati ci raffreddiamo ulteriormente nel rientrare velocemente in porto. Lorenza invece, benedice la sua scelta di un’immersione “asciutta”. Alle 12:00 siamo già intenti a sciacquare le attrezzature, pronti per tornare a Sorrento dove ci attendono mia moglie e la piccola Lidia per andare al mare!

Scoglio Penna e Punta Campanella – Raduno Seacam

Parto con comodo da casa per accompagnare le mie donne al mare, mentre io vado ad immergermi con tantissimi amici venuti da molto lontano a Massa Lubrense, in occasione del Raduno Seacam. Si si, è corretto … Marco Gargiulo e Seacam per un giorno insieme ….

Grazie al fraterno amico Mimmo, ho la possibilità di provare nuove attrezzature, in particolare una custodia subacquea Silver per Nikon D3X abbinata con il particolarissimo obiettivo Nikon zoom 70-180, del quale sto meditando l’acquisto. Usciamo in mare alle 11:00 al rientro del primo gruppo di sub uscito di primo mattino, dopo aver salutato gli amici pugliesi, romani, milanesi, svizzeri, salernitani e napoletani presenti. Il cielo è coperto ed il mare leggermente mosso. Raggiungiamo lo Scoglio Penna e ci tuffiamo, provo a scattare e la macchina non mette a fuoco … bah, riprovo svariate volte … non va; probabilmente è stato spostato per errore il selettore della messa a fuoco manuale sull’obiettivo …

Termino l’immersione dopo aver fatto assistenza all’amico Michele alle prese con il suo minidome. Rientrato a terra cambio subito la bombola e mi faccio sistemare la fotocamera a dovere per il successivo tuffo a Punta Campanella. Usciamo di nuovo con il sole che finalmente è venuto fuori dalle nuvole. Raggiungiamo la punta e mi tuffo sul pianoro a -12 metri per prendere un poco di feeling con la nuova attrezzatura. L’obiettivo è interessante ma non mi convince appieno, lo scafandro è sicuramente di altissimo livello, con un bilanciamento perfetto, nonostante il lungo oblò necessario per contenere lo zoom, assetto neutro e comandi ben disposti. Impiego un poco di tempo prima di familiarizzare completamente con tale nuova configurazione, solo alla fine finalmente riesco a scattare qualche immagine soddisfacente.

Terminata l’immersione ritorno a casa a riprendere mia moglie e le ragazze per poi ritornare a Massa Lubrense per la magnifica serata che ci attende con i tantissimi amici fotosub.

Scoglio Proteso con Italo

L’insistenza dei messaggi di Rosy è stata fruttuosa, per tutta la settimana mi ha massaggiato, promettendomi una sorpresa. E tale è stata, una vera “Carramba che Sorpresa”, dopo oltre 10 anni incontro il carissimo amico e fotografo Italo Nobile, venuto a Sorrento per trascorrere il weekend con il Punta Campanella Diving Center. Raggiungiamo Punta Campanella e ci immergiamo nei pressi dello Scoglio Proteso. Con me e Italo ci sono anche Rosy e nonno Virgilio, immancabile presenza a bordo del gommone, tutte le mattine in acqua a più di 70 anni.

L’acqua è limpida con oltre trenta metri di visibilità, lo scoglio si staglia nel blu facendo intravedere le spugne gialle che lo ricoprono completamente nella zona ombrosa. Ho fin troppi modelli per fotografare, quattro sono troppi …. Così mi dedico al solo Italo, che da esperto Fotosub, mi asseconda senza nemmeno un cenno, intuisce mirabilmente le posizioni migliori, osservando l’inquadratura nel mio oblò.

Terminiamo l’immenso e dopo aver visitato la piccola grotta con gli Apogon che si apre lungo la parete ed un giro nei pressi del faraglione che troneggia sulla punta, coperto ormai solo da poche colonie di Astroides residui della pesca di frodo dei datteri di mare.

Saluto il folto gruppo di amici per fare ritorno a casa, pranzare e tornare a mare con la famiglia.

Punta Campanella con Dino

Appena tocco la mano di mia figlia Lidia alle ore 6:00 per svegliarla, lei salta dal letto come non ha mai fatto, ripetendo continuamente: “la gita, la gita, la gita”. Dopo averla accompagnata al bus turistico che l’attende insieme ai compagni di scuola, ritorno a casa per la colazione, prendo la fotocamera e risalgo sullo scooter con direzione Massa Lubrense.

Il cielo è coperto ed il sole fora le nuvole di tanto in tanto. Saliamo sul gommone del Punta Campanella Diving Center e raggiungiamo Punta Campanella. Oggi mi immergerò ancora con Dino mentre Gianluigi è in acqua con altri clienti lungo la parete a più basso fondale.

La configurazione montata è la stessa di ieri, con il Micro Nikkor 105 mm e la lente Subsee +10 ed il feeling con essa è sicuramente migliorato. Mi fermo subito lungo la parete di gorgonie gialle a fotografare un piccolo scorfano appoggiato su un ramo di Funicella cavolini. Poco distante una piccola aragosta che al mio avvicinarsi inizia ad uscire dalla tana … noto il movimento troppo tardi, la spavento e rapidamente ritorna al sicuro.

Rientriamo sul pianoro e proseguiamo fino alla grotta con gli Apogon imberbis, fermandomi di tanto in tanto a fotografare i tanti piccoli organismi che si incontrano soffermandosi qualche attimo sul fondale roccioso.

Punta Campanella

Abituarsi al ritorno dell’ora solare è sempre difficile, infatti sono sveglio dalle ore 6:00. Mi vesto e vado a fare colazione , accorgendomi che il vento di grecale ha raffreddato notevolmente l’aria, invitandomi a tirar fuori la muta stagna in leggero anticipo rispetto al solito.

Con comodo mi metto sullo scooter per raggiungere il Punta Campanella Diving a Marina della Lobra, dove mi attendono Rosy e Gianluigi, insieme ad un gruppo di sub pugliesi. Partiamo con il gommone verso Punta Campanella dove ci immergeremo. L’acqua è limpida ed il mare calmo, protetto dalla roccia su cui si erge la torre saracena ed il faro. Gianluigi mi accompagna fino ad una radura sabbiosa, qui incontriamo un bel branco di barracuda. Dopo poco mi separo dal gruppo per raggiungere la grotta dei gamberi che si trova a quasi -50 m di profondità. Ho dimenticato il faro che uso sopra lo scafandro Isotta D800, allora entrando accendo le luci pilota dei due flash, ma sono costretto ad impugnare la torcia che ho nella mano sinistra per vedere cosa c’è all’interno. Subito il fascio di luce mi consente di individuare una piccola aragosta, dietro alla quale si muovono miriadi di gamberi, preda di due musdee ed alcuni scorfani che cacciano all’interno di essa. Resto pochi attimi all’interno, poi quasi subito mi sposto a fotografare le gorgonie rosse che si trovano all’esterno. Il mio computer subacqueo segnala già deco, pertanto inizio la risalita verso il faraglione tappezzato di Astroides. I pesci sembrano non risentire della mia presenza e riesco ad avvicinarmi abbastanza ad alcune salpe e saraghi, raggiungendoli quasi in superficie, in una profonda spaccatura della roccia da dove entrano ed escono senza timore. L’acqua limpida mi consente anche di osservare i miei compagni risalire a bordo del gommone, è quindi il momento di terminare la passeggiata subacquea per fare rientro al diving in tempo per andare a casa a pranzare con i miei cari nipoti.