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Posto Segreto in solitaria – Immersione Notturna

Le ferie volgono al termine e bisogna capitalizzare tutte le occasioni propizie …. la mattinata è stata piena di appuntamenti familiari, tante “cosine” da sistemare che non mi hanno fatto nemmeno andare in spiaggia, ma il meteo è favorevole, il mare è calmo e la temperatura dell’aria non è soffocante come la settimana che è appena trascorsa. Non si può lasciare passare così la giornata! E allora, solo in serata, riesco ad organizzarmi per andare a fare un tuffo nel mio “giardino segreto” dove spesso incontro soggetti interessanti.
Recupero in fretta l’attrezzatura dal garage e raggiungo il posto stabilito. La serata è bellissima, con la luna crescente e il lento e ritmico frangersi delle impercettibili onde sulla spiaggia. Inizio a vestirmi e … mi accorgo di aver dimenticato i calzari in garage! Sono sul punto di tornare indietro, effettuo una prova e … trovo la soluzione! Infilo le pinne usando i sandali, non il massimo della comodità ma riesco a pinneggiare senza problemi.


L’acqua è cristallina e calda fino a fondo, mi sento a mio agio anche in profondità e avverto sensazioni positive …. i minuti trascorrono senza sussulti. Trovo solo una seppia intenta a cacciare, la osservo sperando che possa catturare una preda davanti al mio obiettivo. Proseguo e risalgo, in cerca di piccoli soggetti adatti al Micro Nikkor 60 mm.  La parete è ricca di crostacei, grandi e piccolissimi, scorfani, ghiozzi, sciarrani e re di triglie. Trovo anche una moneta che conservo nel polsino della muta … potrebbe servire come riferimento dimensionale. L’occasione di usarla si presenta qualche minuto dopo. Un enorme vermocane Hermodice carunculata si muove su una roccia sollevandosi ed abbassandosi di continuo, quando gli scatti si fanno più ravvicinati osservo l’animale sollevare a scatto le setole bianche, pronto a trafiggere eventuali aggressori. Lo fotografo a lungo,  dopo aver messo la moneta nelle sue vicinanze, cercando di non disturbarlo. Per evitare di pungermi inavvertitamente, mi guardo sempre intorno prima di appoggiare una mano sul fondo per sostenermi, temendo la presenza di qualche altro esemplare. L’aria della bombola è quasi finita, risalgo a bassa quota e ritorno a terra, soddisfatto. Anche stasera il mare ha saputo regalarmi grandi emozioni!

Immersione Notturna con Ernesto

Con l’arrivo della primavera, le giornate cominciano ad allungarsi sensibilmente ma anche le giornate lavorative! Dopo 170 km urbani e 4 ore complessive di traffico, finalmente raggiungo casa, ma ho già tutto pronto per andare a mare! Ernesto è passato nel pomeriggio a prendere le bombole. Giusto il tempo di cambiare l’abbigliamento, subito dopo sono già in moto con direzione garage del mio amico. Carichiamo le attrezzature e partiamo alla volta del luogo stabilito. Quando arriviamo l’onda lunga che si abbatte sulla spiaggia ci coglie di sorpresa, poiché da giorni il mare è calmissimo ed il sole splendente. E’ comunque possibile entrare in acqua e non ci lasciamo dissuadere dalla risacca. L’acqua però è torbida, solo in profondità migliora un pochino. 

La risacca si fa sentire fino ad oltre 10 metri di profondità ed è alquanto fastidiosa, trascorriamo circa 70′ trovando una bella Alicia mirabilis, due gronghi a spasso in cerca di prede, qualche polpessa e sulla sabbia, le immancabili stelle corazzate. Anche questa sera ci siamo divertiti!  

Immersione Notturna con Gabriella

Un vento improvviso proveniente da Nord sembra mandare all’aria il programma della serata. Il mare comincia ad agitarsi e le condizioni appaiono in peggioramento rispetto alla mattinata che è stata splendida. Il cielo è stellato e la luna ancora coperta dalla montagna, non ancora visibile. Un cenno d’intesa con Gabriella ed iniziamo la vestizione senza perder tempo, per entrare in acqua il prima possibile. 

L’acqua a riva è biancastra, fortunatamente migliora in profondità. Sulla sabbia poco o nulla, solo un calamaro si palesa davanti all’oblò di Gabriella, decido quindi di cambiare direzione rivolgendomi verso la parete rocciosa. Qui la situazione sembra migliorare, due piccoli capponi sono adagiati sulla sabbia, poco oltre una grossa murena è in caccia fuori tana. Mentre sto per fotografarla Gabriella mi passa davanti improvvisamente, solo un attimo dopo mi accorgo che un bel pesce San Pietro era un metro davanti a me! Aggiro l’ostacolo e mi posiziono dall’altro lato, attendo un attimo Gabriella che indugia ancora, sopraffatta dalla bellezza dell’incontro, mi avvicino al grosso pesce che inizia a spostarsi verso il largo prima di inabissarsi. Proseguiamo e iniziamo il rientro in parete. Qui regnano i crostacei, gamberi e granchi a gogo, una piccola aragosta ed infine una “orgia” di cicale che non mi capitava di osservare da oltre un ventennio. In acqua bassa poi un enorme paguro addobbato con tante attinie, passeggia sulle dune di ghiaia che si sono formate nei giorni scorsi con l’intenso moto ondoso. Non resta che risalire per rientrare in spiaggia. Saluto la mia amica, scusandomi per averla “scalzata” dal posto in prima fila con il Santo, augurandole un buon rientro a casa e concordando il prossimo tuffo insieme.

Immersione Notturna con Ernesto

Una bella giornata trascorsa in costiera amalfitana ha un solo modo per concludersi al meglio …. night dive!

Così verso le 19:30 sono passato a prendere il mio amico Ernesto e dopo svariati anni d’intervallo, abbiamo ripreso le buone abitudini del passato. Dopo aver raggiunto il luogo stabilito, non facilmente accessibile, finalmente scendiamo in acqua con la luna piena che illumina il mare. La visibilità è buona, nonostante il cattivo tempo e la mareggiata dei giorni passati. Scendiamo lungo il pendio sabbioso e poi ci dirigiamo in parete, le presenze sono molto scarse, ma il divertimento è sempre enorme. Qualche scorfano, una piccola seppia ed un tordo pavone. In ogni buco si vede uno Stenopus, uno di essi è in fase di muta, con il vecchio carapace trasparente che è appeso alla roccia. Ernesto mi mostra una grande musdea in una spaccatura, ma non riesco a fotografarla con il grandangolare che ho montato. Poco dopo però, incontriamo una enorme cicala di mare che passeggia sulla roccia. Ernesto si avvicina mentre il crostaceo inizia a spostarsi fino a fuggire via!

Non resta che organizzare il rientro a casa, con annesso lavaggio delle attrezzature, la cosa più negativa della bellissima giornata trascorsa!

Immersione Notturna

Non tutte le ciambelle riescono con il buco …. e così accade anche alle immersioni. Stasera, dopo una lunga giornata lavorativa, mi sono ritagliato un’ora di relax in acqua. L’attrezzatura era pronta da martedì quando, causa raffreddamento sul motorino, alla fine ho abortito l’uscita in mare. Così sono sceso verso le 19:30 in spiaggia e dopo la vestizione mi sono immerso nell’acqua bassa e cristallina. Più in profondità però la visibilità peggiora sensibilmente e non si vede un pesce in giro. Con il faro Isoled avvisto gli occhi luminescenti di una mazzancolla. Accendo la luce rossa e mi avvicino per fotografarla fin quando mi “semina” con un potente balzo. Proseguo e dopo un lungo tratto vedo l’inconfondibile sagoma dello Zeus faber ma, mentre cambio le impostazioni della fotocamera e le luci dei fari, perdo di vista il pesce. Inizio ad imprecare e vado a cercarlo invano verso il largo. Desisto e proseguo … pochissime presenze stasera, nemmeno un pesce lucertola, solo alcune stelle corazzate a spasso sul fango. Vado avanti e indietro sperando di ritrovare il San Pietro e finalmente lo rivedo. Ha avvertito la mia presenza luminosa e inizia ancora una volta ad allontanarsi mantenendo la pinna dorsale piegata. Lo seguo per un poco ma rendendomi conto delle scarse possibilità di fotografarlo a dovere, lo lascio andare via nel buio della notte. Quando sono sotto la scogliera vedo improvvisamente una luce che abitualmente non è presente in questo punto. Inizia a lampeggiare e capisco che sopra c’è un pescatore che prova a segnalarmi la presenza delle lenze in acqua. Non lo avevo visto quando mi sono immerso, avevo scelto un percorso alternativo proprio per evitare un altro pescatore che avevo notato sull’altra scogliera. Rientro quindi a terra e come al solito telefono a mia moglie non appena sono all’asciutto. Non resta che tornare a casa per la cena, soddisfatto comunque per aver “ricaricato le batterie” con una dose d’azoto.

 

Immersione Notturna

La pioggia attesa in giornata non è arrivata, così ho approfittato per fare un tuffo serale, con la mia fidata compagna d’immersione … l’Isotta D800. Ho lasciato la stessa configurazione degli ultimi tuffi, con il Tokina 10-17 mm ed il microdome. Un leggero vento smuove la superficie dell’acqua, ma il mare è comunque buono e l’acqua sembra limpida. Ho deciso di invertire il percorso, per vedere cosa mi riserva la notte …. e apparentemente la scelta sembra … sbagliata.

Alcuni paguri e poche altre presenze, inizio così a fotografare una triglia che si lascia avvicinare senza grande fatica. Il pesce si sposta sul fango fino a portarmi dritto dritto verso un cappone ubriaco. Inizio a fotografarlo e dopo poco ne vedo un secondo esemplare. Dopo qualche scatto fuggono via in direzioni opposte, inizio a risalire ed incontro uno Zeus faber che, nonostante le centinaia d’incontri notturni, mi fa sobbalzare ogni volta che lo vedo. Lo inseguo a lungo per effettuare ancora una serie di scatti double exposures, fin quando il manometro ed il computer subacqueo non mi impongono di risalire.  Raggiungo una rete abbandonata nella quale c’è impigliato uno scorfanetto che è ancora vivo. Tiro fuori così il coltello e lo libero, concludendo la bella serata con un gesto spontaneo, dedicato al mio amato mare.

 

 

Immersione Notturna

La domenica è dedicata a portare a termine tutte le cose lasciate in sospeso durante la settimana, tra le tante incombenze c’era quella di liberare alcuni piccoli saraghi che avevo in acquario e che mesi fa erano scampati a morte certa, all’interno di una nassa abbandonata. Li ho rimessi in forma ed essendo ormai cresciuti, ho preferito riportarli in mare. L’acqua era cristallina, come resistere al richiamo dell’acqua salata? Così, dopo aver seguito il calcio in tv ed ammirato le foto degli amici che sono andati ad immergersi a Cala di Puolo, ho preso l’attrezzatura e sono andato a fare un tuffo anch’io. 

Mi muovo in anticipo rispetto al solito ed infatti non riesco a parcheggiare l’auto nel posto dove avrei voluto. Cambio così programma e mi sposto, fin quando trovo la situazione ideale, dove poter scendere in acqua agevolmente. Appena sono vestito scendo in acqua ma sono ormai le 20. Inizio a scendere lungo il pendio e immediatamente incontro un … Pesce San Pietro! Provo a restare lucido e concentrato … inizio a pensare a qualcosa di diverso dal solito …. trovato! Accendo il display della mia Nikon D800e e attraverso di esso modifico le impostazioni … double exposure. Così inizio a scattare una coppia di scatti per ogni fotogramma, è difficile riuscire a non sovrapporre le due figure, il pesce nuota velocemente parallelamente al fondale. Solo alla fine riesco a “catturare” l’immagine che avevo idealizzato. Ho consumato gran parte dell’aria della mia bombola, ritorno a basso fondale iniziando il rientro, soddisfatto dell’incontro. La serata non termina qui, sulla sabbia incontro un bellissimo crostaceo, il granchio melograno Calappa granulata. Proseguendo ancora, trovo un secondo Zeus faber, delle stesse dimensioni ma con un raggio della pinna dorsale spezzato. Scatto di getto alcune foto, ma l’esemplare non è bello come il primo, quindi lo lascio andare via senza seguirlo. Infine, una bella Alicia mirabilis ed un cavalluccio marina rosso. Proprio una bella serata, ne è valsa la pena di sfidare i 7 °C di temperatura esterna.

 

Immersione Notturna

Alcune giornate sono interminabili, dense d’impegni ed imprevisti, ma sempre foriere di incontri interessanti. Finalmente mi libero verso le 20:00, prendo dall’armadietto tutto il necessario ed esco di nuovo …. per andare a mare!

La serata promette bene, il meteo si è aggiustato ieri ma è in arrivo una nuova, ennesima perturbazione che porterà pioggia. Meglio approfittare prima di pentirsi. Bardato di tutto punto per contrastare la bassa temperatura esterna, dopo una mezz’oretta sono in mare, l’acqua è cristallina con una leggera onda in superficie. M’immergo e guadagno subito i -35 metri, osservando il fondale sabbioso. Sul substrato, nulla d’interessante, al di fuori delle grandi stelle corazzate e di qualche triglia. Decido quindi di guardare più in alto, a mezz’acqua, certo d’incontrare qualche Zeus faber. Nulla, il mare questa sera sembra deserto, eppure ho promesso al mio amico Alberto che gli avrei salutato il Pesce San Pietro. Sono sul punto di desistere, l’aria delle bombole ed il computer subacqueo mi invitano a risalire di qualche metro. E’ intorno ai -20 metri che l’appuntamento viene rispettato, un esemplare di medie dimensioni nuota a circa un metro dal fondo, le sue pinne non sono particolarmente lunghe come altri esemplari della sua specie incontrati in passato, ma con evidenti spine ossee sul margine del dorso e del ventre. Non è molto collaborativo, nuota senza sosta rivolgendo la coda verso l’oblò della mia Isotta D800. Sono costretto a sopravanzarlo nel nuoto per riuscire a riprenderlo frontalmente. Confesso però di non essermi impegnato a dovere questa sera, forse deconcentrato dall’intensa attivita odierna o forse dalla sensazione dall’avere poche possibilità di migliorare la produzione fotografica dedicata a questo soggetto. Spazientito il pesce mi “semina” con un balzo facendomi perdere le sue tracce. Risalgo a bassa quota dove incontro polpi e polpesse, un paguro che mangia un pesce morto e nulla più. Dopo circa 60′ sono giá fuori dell’acqua pronto a spogliarmi. Solo allora mi ricordo delle parole di un passante che mi ha augurato: BUONA PESCA! Nonostante sia abituato a sentirmelo dire mentre sono alle prese con la vestizione e ad esorcizzarlo scherzandoci sopra: “grazie, ma non pesco, faccio solo fotografie”, questa sera non è andata come al solito, pazienza, l’importante è aver concluso la giornata con una bella boccata … d’azoto!

Immersione Notturna con Fabio e Dario

Al cuore non si comanda …. ma a quale dei due dare ascolto? Questo è il dilemma …. restare nel caldo abbraccio del divano per guardare l’amata Juventus in tv oppure lasciarsi trasportare nel gelido abbraccio della notte per seguire il cuore pulsante del mio mare sorrentino?

Chi mi conosce bene però, non ha dubbi sulla scelta finale …. il richiamo è irresistibile ….. mi preparo quindi …… ad andare in acqua con i miei amici Fabio e Dario, sfidando il ghiaccio ed il gelo, ma con la mente alla partita in tv.

Dopo qualche malinteso, riusciamo finalmente a recuperare una bombola per Dario e quindi ci apprestiamo ad immergerci. La luna piena è alta in cielo, c’è una leggera onda e la marea è alta, con acqua limpida, la temperatura dell’aria cala sempre più, andando a finire anche sotto lo zero, ma non ce ne preoccupiamo, in acqua saremo a 15°C. Effettuiamo il solito tour subacqueo in cerca della rana pescatrice, ma ovviamente non la ritroviamo. Ci accontentiamo di un Pesce San Pietro lungo il pendio fangoso che lascio fotografare al mio buddy Dario con il 105 mm, mentre Fabio fotografa un piccolo polpo. Risalendo incontriamo nuovamente i due cavallucci marini gialli e null’altro d’interessante. 

Poco male, ci siamo divertiti lo stesso. La svestizione è dolorosissima, con le mani e la faccia ghiacciate dal freddo intenso, smontiamo a fatica le fotocamere e gli erogatori e finalmente rientriamo a casa. Questa volta però, non eseguo subito l’abituale manutenzione all’attrezzatura subacquea, fuori al balcone di casa la temperatura è adatta ai pinguini, sciacquo nel lavandino solo la fotocamera, il resto lo sistemerò domani. Ora non resta che accendere la tv per scoprire com’è andata la partita della Juve! 

 

Immersione Notturna con Dario

Ci sono giorni in cui essere in ferie è più faticoso che andare a lavoro. La giornata è stata un continuo correre avanti e indietro in auto e sullo scooter per riuscire ad incastrare le mille incombenze da assolvere quando si ha un poco di tempo libero a disposizione. Solo nel tardo pomeriggio riesco a fermarmi ed approfitto per organizzarmi per la notte. La trascorrerò con Dario …. sott’acqua, nonostante il gelo artico che ha iniziato ad attanagliare il Sud Italia.

Passo a prenderlo a casa verso le 20 e dopo un lungo tratto di strada trafficato, raggiungiamo il punto stabilito. L’acqua è tornata di nuovo cristallina dopo la pioggia, ma c’è un poco di risacca che disturba leggermete la nostra entrata in acqua. In lontananza si vedono in arrivo i nuvoloni neri carichi di pioggia. Ci immergiamo ma c’è qualcosa che non va ….. accidenti, ho dimenticato i piombi in auto. Dario mi attende pazientemente in acqua mentre torno a terra per recuperare la zavorra, finalmente possiamo andare in cerca di soggetti. Questa volta abbiamo invertito le configurazioni, il ho montato il microdome Isotta sulla Nikon D800e ed il Tokina 10-17@15 mm mentre Dario ha montato il 105 mm, sperando di trovare qualche gamberetto tra i crinoidi.

La luna crescente e l’onda sembrano non esser favorevoli. I primi 15 minuti a fondo sono una desolazione totale …. poi finalmente qualcosa si materializza sotto i nostri occhi. Un pesce San Pietro di piccole dimensioni riposa nei pressi del fondo. Segnalo la presenza al mio compagno ed inizio a scattare. Mi raggiunge mentre il pesce si sposta verso il basso …. siamo ad oltre -30 metri quando la scena diviene ancora più intrigante. Il San Pietro raggiunge una radura dove stazionano due “gallinelle” che ahimè scappano via spaventate dal nostro arrivo. Che spettacolo! Non faccio nenneno in tempo a ripensare alla situazione svanita che immediatamente un altro soggetto si materializza sotto la torcia di Dario. Una magnifica rana pescatrice mimetizzata sul fondo fangoso in attesa di qualche preda. Dario inizia a scattare ma non riesce a fotografarla per intero con la sua configurazione macro, io scalpito in attesa della possibilità di scattare. Quando inizia a spostarsi e nuotare in acqua libera, con Dario in difficoltà per inquadrarlo a dovere mentre si muove veloce, decido di rompere gli indugi e “conquistare” una posizione di privilegio. Riesco così a effettuare una serie di scatti molto accattivanti, ma il computer subacqueo ed il manometro ci obbligano a salutare il pinnuto. Risaliamo a quote più sicure dove incontriamo ancora alcuni cavallucci marini ed una bottiglia con dentro un messaggio. Rientriamo a terra senza un filo d’aria nelle bombole soddisfatti e felici. Confesso che quella odierna è da annoverare tra le immersioni più ricche d’incontri dei miei 40 anni e più di carriera subacquea. Straordinario! Sono esausto, ma non so se riuscirò a prender sonno stanotte!