Archivi categoria: Pietro Cremone

Banco di Santa Croce con Erik & Co

S P E T T A C O L O  è l’unica parola adatta a raccontare l’immersione odierna al Banco di Santa Croce! 
L’appuntamento è al Punta Campanella Diving Center alle 9, quando arrivo con lo scooter sono già tutti pronti, il gruppo è numeroso come ieri ma questa volta riusciamo a stare tutti insieme in gommone. Dopo una navigazione di circa 30 minuti, raggiungiamo la boa di ormeggio a cui sono ancorati già tre gommoni ….. i sub sono in risalita, quindi non c’è problema di confondersi. Scendiamo tutti insieme nell’acqua verde bottiglia dei primi metri, Erik mi segue passo passo o meglio pinna pinna; ho promesso di mostrargli ogni angolo della Secca Principale e penso di essere riuscito nell’intento.
Subito lo porto alla foresta di Savaglia savaglia, avvolta da un muro di pesci: alici, boghe e castagnole rosa, con i tonnetti ed i dentici che sfrecciano per catturarli. Ci spostiamo verso la grotta, entriamo dal punto più profondo e attraversiamo la spaccatura fino a passare dal lato opposto. Usciamo girando a sinistra passando sotto la tettoia poi risaliamo lungo le pareti coperte di gorgonie rosse su cui i gattucci hanno deposto le loro uova. Scorfani e cernie sono ovunque, attirate anche loro dall’abbondanza di cibo. Torno indietro e lo porto alla spugna Axinella e poi ai massi con le margherite di mare, infine sul pianoro a fotografare saraghi, cernie, dentici e tonnetti che girano intorno ai sub in completa frenesia alimentare. Un vero spettacolo della natura, una sorta di “sardine run” mediterraneo, mancavano solo le ricciole e … i gabbiani in superficie! All’uscita dall’acqua una graditissima sorpresa … il mio amico Michele del Diving Center Amici degli Abissi, che non vedevo da lungo tempo.
Risaliamo a bordo con gli occhi pieni di meraviglia, un tripudio di colori e forme eccezionale. A bordo ci segnalano anche l’avvistamento delle aquile di mare nel passaggio verso la secca di terra, ma non era possibile portarlo anche lì per fargli scattare delle buone foto.
Ritorniamo a Massa Lubrense dopo una nuova tratta di navigazione e ancora una volta, saluto tutti e vado via di corsa … a casa mi aspettano le mie donne per andare al mare! 

Scoglio del Vervece con Erik & Co

La scelta odierna è stata durissima, attrezzatura pronta dalla sera prima … ma dove vado? Pulizia dei Fondali a Marina Grande o Underwater Imaging Day al Punta Campanella Diving Center? La decisione è caduta sulla seconda opzione, data l’unicità dell’evento di Massa Lubrense a cui partecipano amici venuti dal Belgio e dalla Svizzera, oltre che da ogni dove in Campania. Raggiungo così il diving alle 8 dove trovo il solo Andrea ad attendere l’arrivo di tutto il gruppo, tiro fuori dal ripostiglio la mia “invidiatissima” muta “vintage” e preparo la fotocamera Isotta D850 su cui ho montato il Sigma 15 mm ed il microdome. In successione arrivano Erik, Jutha e Sven, Luisa e Pierluigi, Ivana ed Edoardo, Stefania e Pietro, Emanuela e Raffaele, Gabriella, Fabio, Luigi, Lisa, Vittoria, Gianluigi, Guido ed il mio caro amico Mimmo che torna in acqua dopo un breve periodo d’inattività.  

Dato l’alto numero di sub che devono andare in acqua, vengono preparati alcuni gruppi,  assecondando le priorità … io sono nel primo turno che andrà al Vervece e andrò via subito dopo il tuffo. Ci muoviamo verso le 10 con il gommone al completo e raggiungiamo la boa di ormeggio.

Il mare è calmo ma l’acqua non è limpidissima. Scendiamo subito sulle gorgonie rosse dove mi trattengo per poco tempo, proseguo girando in senso antiorario intorno allo scoglio e raggiungo le gorgonie gialle abitate da tanti Anthias, poi ancora oltre dove si trovano le margherite di mare. Oggi c’è un gran fermento in acqua, tantissimo pesce azzurro si muove rapidamente in cerca di fuga dai predatori: barracuda, ricciole e tonnetti, ma sono troppo lontani per fotografarli. Cernie, saraghi, murene e dentici sono sempre visibili ma oggi sono più diffidenti del solito, forse a causa del gran “movimento” in acqua. Termino l’immersione dopo un passaggio sul pianoro a -12 metri dove fotografo la statua della Madonnina del Vervece, pulita la settimana scorsa in occasione della festa annuale. Rientriamo a terra appena tutti sono a bordo, per consentire la nuova uscita dei sub, già tutti pronti in banchina in nostra attesa. Saluto rapidamente tutti, dando appuntamento per domani … la giornata al diving prosegue con una serie di tuffi lungo la costa sorrentina, la mia invece. in grande relax al mare con mia moglie Mariolina.

 

Puolo con Filippo, Edo, Pietro e Mimmo

Disteso sul lettino ricevo una telefonata da mio fratello, mentre scrivo sul blog il resoconto mattutino. Mi avverte che non sarà con noi stasera poiché domattina la sveglia suona presto per andare a lavoro. Rientro a casa e riassemblo la fotocamera con un nuovo corredo ottico, montando il Tokina 10-17 mm. Mangio qualcosa di leggero prima di scendere per andare al diving alle 20 dove trovo i miei amici a tavola per la cena.

Aspettiamo che sia terminata e saliamo sul gommone con direzione Cala di Puolo. Il cielo è sereno e pieno di stelle, la luna è nuova ed il mare abbastanza calmo. Ci immergiamo disposti a raggiera in cerca del Pesce San Pietro, io sono all’estrema sinistra sotto la parete rocciosa, poi c’è Filippo, Pietro, Edoardo e Mimmo. Subito incontro un granco in caccia fuori tana, lo seguo per parecchio tempo cercando di anticiparlo nei suoi movimenti. I miei amici proseguono sul pendio e li perdo dopo poco, ci rivediamo in acqua bassa circa 60′ dopo, intenti alla decompressione. Una volta sul gommone apprendo con soddisfazione che Filippo è riuscito a “scovare” uno Zeus faber a -50 metri e fotografandolo lo ha portato a risalire fino a -30 metri lasciandolo all’obiettivo di Pietro che così ha potuto fotografare il suo santo. Filippo ci racconta di aver visto anche una gallinella ed un polpo di rena, niente male visto che noialtri abbiamo visto poco o nulla al di fuori di piccoli polpi, seppie e triglie.

Ritorniamo al diving e ci svestiamo. Filippo è velocissimo, come lo sono io quando ho fretta di rientrare a casa. Chiude le borse subacquee e subito si mette in viaggio per Siena, dopo aver bevuto un caffè. Mi trattengo ancora un poco con Edo, Pietro e Mimmo al bar consumando un gelato, mentre Mimmo, con il saliscendi degli spaghetti che hanno “tormentato” la sua immersione, giura categoricamente di non cenare più … prima del tuffo! È stato un grande piacere ed onore accompagnare Filippo sott’acqua, peccato debba andare già via così presto. Resto in debito con lui di un’immersione “guidata” allo scoglio proteso ….. 😃

Punta Campanella con Filippo, Pietro e Mimmo

Appuntamento alle 10 al diving per andare a Punta Campanella, finalmente incontro Pietro che oggi sarà dei nostri. Aspettiamo l’arrivo di Mimmo e di alcuni clienti snorkelisti e partiamo. Raggiungiamo la boa gialla ed ormeggiamo il gommone. Mi assumo la responsabilità di accompagnare Filippo allo Scoglio Proteso ma commetto una grave leggerezza …. non controllo il punto di riferimento sulla costa. Iniziamo a scendere e Filippo mi mostra un branco di piccoli barracuda. Gli faccio segno d’ignorarli e di segurmi, saremmo tornati a cercarli dopo. Pinneggio a lungo contro corrente, che probabilmente mi inganna, trascorre troppo tempo in navigazione e dello scoglio non c’è traccia! Chiedo subito scusa 😥  a Filippo e dirottiamo sulle gorgonie rosse, ma di certo non sono floride come quelle a cui è abituato in Toscana. L’immersione prosegue lungo il pianoro fino al faraglione, con alcuni minuti di deco da smaltire. Sono mortificato e vengo deriso dal maestro Mimmo che si diverte a stuzzicarmi. Ci spostiamo poi con il gommone all’interno della Baia di Jeranto per accompagnare gli snorkelisti per un secondo tuffo. Non avevo compreso il programma nel dettaglio e ne resto sorpreso, avendo dato appuntamento alla famiglia al mare per ora di pranzo. Quando rientriamo a terra sono già completamente svestito e pronto a tornare a casa. Raggiungo la famiglia al mare per pranzare e riposare un poco, prima di ripartire per la notturna in cui proverò a riscattare la brutta figura! 

Iups Weekend 

È da settimane che insieme all’amico Edoardo del Punta Campanella Diving siamo impegnati ad organizzare questo I.U.P.S. Italian Underwater Photography Society weekend e finalmente è arrivato il giorno d’incontrare gli amici fotografi.

Appuntamento al diving alle 10:00 ma io sono lì già dalle 9:00. Enzo Troisi si è anticipato come me, ma dopo pochissimo arrivano anche David Salvatori e Maria Cristina, Gabriella Luongo, Mimmo Roscigno, Pietro Cremone, Guido Villani, Pierluigi Gagliardo e Luisa ed infine il fotografo “del popolo” Raffaele D’Aniello.

Attendiamo il rientro del gommone con Lisa e Vittoria che sono andate con alcuni clienti al Vervece alle 8:00 di mattina e partiamo alla volta dello Scoglio a Penna. Il gommone, pieno di grandi fotografi, raggiunge il punto d’ormeggio. Il vento ha agirato un poco il mare ma il contributo del transito delle barche contribuisce a sballottarci abbondantemente durante la vestizione.


L’acqua è limpida, mentre attraverso il buco tra gli scogli riesco ad intravedere un branco di saraghi fasciati che solitamente stazionano in questo punto. Mi fermo a fotografare il passaggio dei miei amici poi scendo verso le gorgonie rosse insieme a loro.  Mentre loro fotografano mi sposto contro corrente in cerca dei barracuda. Li trovo dove ipotizzavo ma sono lontani nel blu, insieme ad una famiglia di cernie dorate. Mi ha seguito Pietro con il quale tento di “intrappolare” il branco di saraghi aggirandoli per metterli in mezzo alle nostre fotocamere. Risaliamo infine a bordo e torniamo al diving.

Dopo un breve intervallo ed un piccolo spuntino, ritorniamo in acqua. Ho cambiato fotocamera, ho preso la Nikin D7200 posando la D800e e ci tuffiamo all’interno della Cala di Puolo dove il mare è abbastanza agitato. Trascorriamo circa 80′ in immersione e poi torniamo di nuovo alla base.

È finalmente il momento di un lungo pitstop con anche il … rifornimento. Mentre attendiamo l’orario di cena mi diverto ad interviatare l’amico Raffaele per la rubrica del portale fotosub.net Trentaseipose, supportato dalle domande del mitico Direttore Roscigno e di David Salvatori. Dopo sostituisco le batterie nei flash e nella torcia, prepariamo le attrezzature in gommone e ci fermiamo al “Paguro” per mangiare un piatto di pasta. Attendiamo così le 22:00 prima di uscire di nuovo per l’immersione notturna. Sono felicissimo perché nel frattempo ci ha raggiunto anche mio fratello Arturo che mancava da tempo sitto il pelo dell’acqua.

Il vento intanto è calato ed anche il mare è migliorato ma residua ancora una fastidiosa onda … per il mio stomaco. Sorprendentemente non mi disturbo, ma sott’acqua “accuso” la bassa temperatura e mi mantengo a bassa quota dove l’acqua è più calda. Mi diverto a provare il nikkor 40mm sulla Nikon D7200. Trascorro altri 70 minuti sott’acqua e nonostante le 100 BAR residue della bombola me ne rusalgo colto da ipotermia. Mi riprendo solo sotto la doccia calda così come Maria Cristina, anche lei infreddolita dalla bassa temperatura. Si conclude così una gran bella giornata, peccato aver perso il Pesce San Pietro trovato da Arturo e “ceduto” galantemente a Gabriella, Edoardo e Pietro. Chi mi conosce bene sa che non avrebbe avuto molto spazio per fotografare se lo avessi trovato io 😆!

 

Banco di S. Croce con Pietro e Mimmo

Oggi sono leggermente “scollegato” con il cervello distratto dal graffio apportato ieri sera al minidome Isotta mentre montavo il Tokina 10-17 mm con il Kenko 1,4. Sono partito da casa solo con la borsa fotografica salvo accorgermi dopo qualche km di non esser passato a prendere l’attrezzatura in garage. Una volta a bordo poi, quando ho preso la bombola per indossarla, stavo scendendo con la cerniera della muta stagna aperta. Ringrazio calorosamente Maria per avermi avvisato in tempo. Siamo sul gommone del Diving Amici degli Abissi ed oggi con Mimmo Roscigno c’è anche Pietro Cremone  mentre Enzo Latora è attrezzato con il rebreather e l’iphone scafandrato. L’acqua sembra limpida, il cielo però è coperto con un mare calmissimo. Scendo per primo anticipando il gruppo, raggiungo il corallo nero e poi proseguo in cerca dello scorfano sulla parete verticale. Lo trovo dove immaginavo d’incontrarlo ed inizio a fotografarlo mentre si sposta allontanandosi dai miei flash. Vado in cerca dei miei compagni che sono in giro lungo il perimetro dello scoglio principale per fare qualche selfie con loro, infine risalgo a bordo dove Raffaele ci attende pazientemente. Torno a casa in tempo per il pranzo e per sedermi sul divano a gustarmi di derby di Torino in tv.

 

Castellammare di Stabia con gli Amici Fotosub

La programmazione del weekend prevedeva un tuffo …. e tuffo sia! Raggiungo il Diving Amici degli Abissi verso le 10:00 dove trovo i miei buddy Mimmo e Gabriella, Raffaele invece è prossimo ad uscire con dei clienti per un primo tuffo, mentre Pietro è in arrivo da Fiano Romano. Noi aspetteremo il rientro della barca per uscire di nuovo con tutto comodo. Così, mentre attendiamo che si faccia l’ora per prepararci, approfittiamo per fare una lunga chiacchierata che mi mancava da tempo. Quando rientra Raffaele con il gommone è già tutto pronto, bisogna solo cercare le attrezzature per poi ripartire. Ho portato con me le due fotocamere montate, l’Isotta D800 con il 105 mm + la lente Nauticam SMC da provare e la Isotta D7200 con il microdome ed il 10.5 mm, non conoscendo bene i programmi della giornata. Usciamo poco fuori del porto di Castellammare di Stabia e ci fermiamo sotto costa. Qui nei giorni scorsi si sono viste svariate meduse polmone di mare trasportate dalla corrente proveniente da Nord. Mentre io e Raffaele scendiamo lungo la franata rocciosa in cerca di soggetti, Pietro, Mimmo e Gabriella vanno in cerca di meduse nello specchio d’acqua calmo come l’olio.

L’acqua è torbida e a stento si intravede il fondale, fangosissimo. Cominciamo la nostra passeggiata abbastanza magra di incontri. C’è solo una bella aragosta, poco altro, mi dedico così ad alcune prove con la nuova lente, ma confesso la difficoltà iniziale ad utilizzarla.

Risaliamo dopo 60′ e troviamo Pietro intento a fotografare alcune meduse. Anche Gabriella e Mimmo sono occupati con le Rizostoma pulmo. A questo punto poso la D800e e prendo la D7200 montando i due flash Inon Z240 su quest’ultima.  Mi avvicino a Gabriella che è intenta a fotografarne due vicine. Mi caccia subito via indicandomene altre a poca distanza. La ragazza promette bene! Trovo finalmente una prima piccola medusa ed inizio a scattare, il cielo è nuvoloso e la luce scarsa, l’oblò poi non è il massimo per fare delle foto a pelo d’acqua, ma non demordo. Quando finalmente trovo  alcuni esemplari di più grandi dimensioni, Giovanni, il nostro barcaiolo, ci richiama all’ordine, è l’ora di rientrare a terra, sono le 15:00. Torniamo al diving soddisfatti e felici, ma anche poco azotati, grazie al Nitrox 31% che Raffaele ha inserito nelle nostre bombole. Proprio un bel pomeriggio, peccato dover scappar via per un impegno familiare, solo il tempo di una foto ricorso e sono già in auto alla volta di Sorrento. 

 

 

 

Vervece – Raduno Seacam

Si torna in mare dopo la bella serata trascorsa a cena insieme a tutti i fotosub intervenuti al raduno Seacam e le interessantissime presentazioni di Franco Banfi e Luca Carraro. Il cielo è coperto e nella notte è piovuto, il mare è agitato con grandi onde che frangono sullo Scoglio del Vervece, non prevedo una situazione “semplice” da affrontare con il mio mal di mare! Quando arrivo al Diving tiro fuori dalla borsa la “mia” versione della Seacam Silver …. riscuotendo un clamoroso successo! Quando siamo tutti pronti usciamo con il gommone e le onde sono ancora più grandi di quanto immaginavo …. appena fermi mi tuffo, non aspetto Alberto Gallucci e Mimmo Tritto come avevo promesso, ma la situazione in mare è veramente complicata, con il moto ondoso che si sente forte anche a -15 metri. Scendo più giù e mi fermo ad ammirare il folto branco di barracuda mediterranei che staziona a poca distanza dal fondo, dietro di loro le alici sfrecciano via sotto attacco dei tonnetti. Proseguo ancora verso le gorgonie rosse, incontrando alcune cernie poi risalgo per non accumulare azoto, al fine di non effettuare la decompressione, ma solo la sosta di sicurezza. Risalgo sul pianoro dove incontro Mimmo Roscigno con le sue due custodie Seacam, mi fermo a fotografarlo mentre scatta con il 70-180 ad una famiglia di Apogon imberbis, ma qui l’onda ci sballotta a destra e sinistra. Appena terminata la safety stop, risalgo tra le onde e raggiungo il gommone, sul cui tubolare attendo pazientemente il rientro di tutti i sub, compreso Franco Banfi che con il suo rebreather si è intrattenuto a fondo ad ammirare dentici, cernie e aquile di mare sul versante sud dello scoglio. Quando rimetto i piedi a terra non mi sembra vero … sono distrutto. Sistemo a fatica l’attrezzatura e quindi saluto gli amici, rientro a casa con lo stomaco sottosopra e la testa che mi gira. Raggiunto il divano di casa, mi stendo e crollo in un profondo sonno ristoratore.

Scoglio Penna e Punta Campanella – Raduno Seacam

Parto con comodo da casa per accompagnare le mie donne al mare, mentre io vado ad immergermi con tantissimi amici venuti da molto lontano a Massa Lubrense, in occasione del Raduno Seacam. Si si, è corretto … Marco Gargiulo e Seacam per un giorno insieme ….

Grazie al fraterno amico Mimmo, ho la possibilità di provare nuove attrezzature, in particolare una custodia subacquea Silver per Nikon D3X abbinata con il particolarissimo obiettivo Nikon zoom 70-180, del quale sto meditando l’acquisto. Usciamo in mare alle 11:00 al rientro del primo gruppo di sub uscito di primo mattino, dopo aver salutato gli amici pugliesi, romani, milanesi, svizzeri, salernitani e napoletani presenti. Il cielo è coperto ed il mare leggermente mosso. Raggiungiamo lo Scoglio Penna e ci tuffiamo, provo a scattare e la macchina non mette a fuoco … bah, riprovo svariate volte … non va; probabilmente è stato spostato per errore il selettore della messa a fuoco manuale sull’obiettivo …

Termino l’immersione dopo aver fatto assistenza all’amico Michele alle prese con il suo minidome. Rientrato a terra cambio subito la bombola e mi faccio sistemare la fotocamera a dovere per il successivo tuffo a Punta Campanella. Usciamo di nuovo con il sole che finalmente è venuto fuori dalle nuvole. Raggiungiamo la punta e mi tuffo sul pianoro a -12 metri per prendere un poco di feeling con la nuova attrezzatura. L’obiettivo è interessante ma non mi convince appieno, lo scafandro è sicuramente di altissimo livello, con un bilanciamento perfetto, nonostante il lungo oblò necessario per contenere lo zoom, assetto neutro e comandi ben disposti. Impiego un poco di tempo prima di familiarizzare completamente con tale nuova configurazione, solo alla fine finalmente riesco a scattare qualche immagine soddisfacente.

Terminata l’immersione ritorno a casa a riprendere mia moglie e le ragazze per poi ritornare a Massa Lubrense per la magnifica serata che ci attende con i tantissimi amici fotosub.

Baia di Puolo con Rosario, Barbara e Massimo

Raggiungo il Diving Punta Campanella con comodo, la nostra uscita è prevista ave 11:00, dopo quella che ha portato gli amici dell’associazione Jacques Cousteau  di Vico Equense al Vervece.

Quando arrivo con lo scooter trovo già Rosario Scariati a conversare con Edoardo. Attendiamo insieme l’arrivo di tutto il gruppo, approfittando anche per una foto ricordo. Oggi è prevista una spedizione alla ricerca del “Gambero dei Crinoidi”, l’Hippolyte  prideauxiana, visto ieri sera. E’ anche l’occasione per Mimmo di testare il nuovo sistema di illuminazione Scargar Ring Flash adattato per la lente Nauticam SMC accoppiata alla Multiplier, praticamente un microscopio subacqueo!

Raggiungiamo la baia e ci tuffiamo, provando a seguire il percorso effettuato dai due fortunati sub, con la speranza di rincontrare il crostaceo. L’immersione prosegue quasi tutta in acqua bassa, per oltre 90′ senza incontrarlo, dopo aver osservato a fondo decine di crinoidi. Non resta che portare a casa qualche scatto con il 105 mm e la lente Subsee +10, prima di risalire. Sono quasi le 14:00 quando metto piede a terra, sono in grandissimo ritardo … fuggo via affidando il risciacquo di tutta l’attrezzatura al mio amico Ivo, efficientissimo come sempre al Punta Campanella Diving Center.