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Scoglio Marcellino di Capri con Edo

Ultimo giorno di ferie estive, da lunedì si torna a lavorare, in questa settimana sto accumulando qualche scorta di azoto per sopravvivere ai lunghi ed intensi mesi che mi attendono.

Arrivo alle 9:00 al diving, breve passaggio al bar con lo staff del Punta Campanella Diving poi a preparare le attrezzature. Mi dicono che è prevista immersione a Fossa Papa, non il massimo per la configurazione montata con il Superdome ed il Sigma 15 mm. Quando sopraggiunge Edoardo apprendo favorevolmente di un cambio di programma. Andiamo così a Capri, dalla quale manco da alcuni anni. Molto meglio così! Il mare è calmo ed il cielo sereno con grande caldo. Navighiamo velocemente verso l’isola azzurra fino ad ormeggiare nei pressi dello Scoglio Marcellino. Approfitto per fare una foto ai faraglioni e ad un veliero ultratecnologico e mi accorgo di aver lasciato il tappo sull’obiettivo! Fortunatamente ho modo di toglierlo prima di andare in immersione. Scendiamo lungo la parete fino a raggiungerne la base che termina sulla sabbia. Con Edo e Ivana raggiungiamo gli scogli isolati coperti di gorgonie rosse ed avvolti da una nuvola rosa di castagnole. Lo spettacolo è indescrivibile, peccato poter sostare solo pochi minuti ad oltre -50 metri. Risaliamo lungo la parete passando per il piccolo arco sommerso su cui Gianluigi ha avvistato un riccio melone e risaliamo nella baia dove ci attende Vittoria un gommone, effettuando la decompressione circondati dalle donzelle e castagnole. Una bellissima immersione, davvero magnifica! Grazie Edoardo per aver cambiato programma!

Banco di Santa Croce con Pietro

Sono le 2:00 quando finalmente mi addormento dopo aver messo in carica le batterie dei flash e delle torcie subacquee. L’appuntamento è al diving alle 8:30 per un tuffo mattutino al Banco di Santa Croce con Pietro Formis. Il vento sembra calato quando mi affaccio dalla finestra di casa, mi preparo e monto il Sigma 15 mm ed il superdome sulla Isotta D800. Lascio le mie figlie che dormono e vado al diving dove è tutto pronto, con le bombole già a bordo! Ringrazio ufficialmente quindi Claudia e Vittoria che mi hanno reso un grande favore …. ma almeno la prossima volta montatemi pure il GAV! Ahah 😄

Il vento rinforza ed il mare pure, le onde vengono tagliate dalla prua del gommone sapientemente manovrato da Gianluigi che ci porta in una trentina di minuti a destinazione. Ormeggiamo alla boa e stendiamo una cima con galleggiante per aiutare i sub a contrastare la forte corrente superficiale. Quando Mary e Pietro sono pronti, li accompagno nella discesa lungo la cima ancorata allo scoglio principale, la visibilità migliora sensibilmente in profondità e la corrente svanisce. Andiamo subito alla Savaglia savaglia, dopo aver ammirato 3 grandi cernie brune che volteggiano nei pressi del “pizzo fiorito”. Oggi finalmente i polipi delle gorgonie sono aperti, ma ho qualche problema al flash di sinistra che non sempre scatta. L’handicap mi affligge per tutta l’immersione, anche quando le pareti ricoperte di spugne gialle frammiste di gorgonie rosse lasciano il posto alla spugna Axinella. Pietro e Mary mi seguono estasiati dal magnifico spettacolo della parete sommersa. Edo ed Ivana sono andati alla secca di terra, mentre il gruppo di sub capitanato da Lisa è andato nella grotta, per poi proseguire in giro sulla secca principale. Terminiamo l’immersione ammirando il giardino fiorito di margherite di mare che si trova nei pressi della sagola che ci segnala la boa. Non resta che effettuare la decompressione conservando negli occhi lo spettacolo che ogni volta il Banco di Santa Croce riesce a regalare. Il ritorno in porto è molto più agevole con il vento in poppa. Quando rientriamo al diving, Mimmo ci aspetta, pronto per uscire di nuovo con il gruppo con direzione Capri. Peccato non potermi trattenere con loro, saluto tutti e rientro a casa per poi tornare in spiaggia con le mie figlie.

Puolo con Pietro, Edo e Mimmo – Immersione Notturna

Torno a Massa Lubrense dopo esser stato al mare con Lorenza e Lidia ed al supermarket con mia moglie, rientrata da lavoro, il vento è ancora teso ed il mare continua ad essere increspato. Ho sostituito l’obiettivo 105 mm con il più versatile 60 mm ed ho portato con me ancora lo snoot di Fabio Iardino con cui sto familiarizzando sempre più. Al diving sono tutti pronti, attendiamo che faccia buio e partiamo alla volta di Puolo dove ci immergeremo. Le onde sono formate e nella baia c’è tanto beccheggio e rollio. Al fine di evitare il mal di mare, scendo immediatamente dopo aver ancorato il gommone. Scendo lungo il pendio seguito da Pietro Formis e Mary, mentre Mimmo, Ivana ed Edoardo sono ancora in superficie. Segnalo qualche piccolo gronco delle baleari, poi alcuni calamari, infine un cappone ubriaco. Inizio a fotografarlo con lo snoot, quando arriva Pietro con il suo minidome gli lascio campo libero per fotografare con calma. Proseguo la ricerca sul pendio di qualche soggetto, ma questa sera lascia a desiderare per numero di incontri. Poco male, mi dedico a “snoottare” alcuni scorfanetti e qualche tordo addormentato tra le alghe. Dopo 80′ d’immersione, mentre Pietro è alle prese con un enorme tordo pavone con un parassita sulla coda, sono costretto ad avvisarlo che è tempo di risalire in barca e tornare a terra dove ci attende una magnifica pizza.

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving

Alcune gocce di pioggia cadono sulla sella del mio scooter quando mi metto in movimento per Massa Lubrense. Ho indossato anche una giacca di tuta per ripararmi dal vento freddo che continua incessante a soffiare. Il mare è ancora smosso dal grecale e le onde sono maggiori rispetto a ieri, fortunatamente le condizioni consentono comunque di uscire in mare, così ci dirigiamo allo Scoglio Penna, subito dietro Punta Campanella dove il mare è piatto. L’acqua è limpida e non c’è corrente. Mi tuffo per primo lasciando il gruppo intento alla vestizione. Mi dirigo con il mio 105 mm nei pressi del foro passante tra gli scogli e mi fermo a fotografare una famiglia di Apogon imberbis che staziona nei pressi di un grande masso che si trova lungo il pendio. Trascorro quasi tutta l’immersione tentando di fotografare in primo piano i rossi pinnuti, ma solo a casa mi accorgo che il selettore  della messa a fuoco si era spostato inavvertitamente sulla distanza minima di 50 cm! Controllo quindi l’orologio e sono trascorsi quasi i 60′ convenuti, risalgo così a bordo del gommone insieme al gruppo di clienti e ritorniamo alla base. Quando arriviamo al diving è finalmente arrivato l’amico Pietro Formis che è pronto ad uscire in mare con Edoardo e Mimmo con direzione Mitigliano.

Saluto tutti e vado al mare a Sorrento con le mie figlie, monitorando continuamente le condizioni meteomarine perché …. stasera si torna in acqua!

Mitigliano con Mimmo, Edo e Stefano

Il forte vento di Nord-Est mi mette in allarme, contatto Edoardo con WhatsApp che mi conferma che si esce comunque, destinazione da definire in funzione delle condizioni meteo.

UnknownPerfetto, monto il 105 mm per effettuare qualche altra prova in doppia esposizione e raggiungo il Punta Campanella Diving con lo scooter. E’ ancora qui a Massa Lubrense l’amico Stefano Pietrobon che mi fa omaggio di un bellissimo calendario “il regno degli squali” da lui realizzato, oltre a Mimmo, Edo e Virgilio. Decidiamo di andare a Mitigliano dove il mare è più calmo. Ci tuffiamo nei pressi della grotta ed entriamo nella prima camera dove ci sono numerosi gamberi Palaemon serratus e qualche gambero meccanico. Più dentro, verso la strettoia, una musdea si nasconde tra le alghe morte depositate sul fondo, al riparo di un sasso. Mentre mi trattengo a fotografare vengo superato da  Edoardo e Ivana che entrano nello stretto passaggio dove vivono le diafane attinie Halcampoides purpurea. Qui abbondano anche i misidiacei di cui le attinie rosa si nutrono, ma certamente sono anche il cibo per le botole nere che abitano l’ultima porzione della grotta. Non riesco a vedere nessun Oligopus ater, subito disturbati dalle luci degli altri sub. Dopo poco esco dalla grotta lasciando Stefano e Mimmo intenti a fotografare un granchi facchino e torno all’esterno in cerca del sole … mi occorre la luce per le mie prove. Proseguo quindi lungo la parete in direzione della spiaggia dove Gianluigi ci attende con il gommone, fermandomi ogni tanto a scattare qualche immagine ai saraghi. Quando riemergo però, mi accorgo di avere il vento contro e la barca a grande distanza! Non resta che “incamminarsi” in superficie fino a raggiungere l’asciutto, attendendo il rientro anche del gruppo di fotografi che si è trattenuto nella caverna. La navigazione verso il porto è ricca di spruzzi d’acqua, il vento è aumentato ed il mare si è increspato ulteriormente. Ancora una bella giornata trascorsa in mare, peccato solo che la notturna programmata per la sera debba essere abortita a causa delle avverse condizioni meteomarine.

Banco di Santa Croce con Mimmo, Edo e Stefano

Sono entrato nell’ultima settimana di ferie, lunedì prossimo sarò in giacca e cravatta al posto di maschera e pinne! Bisogna quindi capitalizzare al meglio questi giorni, ergo, stamane, di buon mattino sono andato a Massa Lubrense per immergermi con i miei amici del Punta Campanella Diving Center.

Lungo il tragitto che mi porta al porto di Marina della Lobra incontro sullo scooter Virgilio Liguori che è anch’egli diretto al diving. Quando arriviamo troviamo anche l’amico Stefano Pietroso, venuto da lontano per una vacanza fotografica nel Golfo di Napoli presso il diving notoriamente amico dei fotosub. Oggi infatti siamo in tanti armati di fotocamera subacquea, ad iniziare dal Prof. Roscigno con la sua Nauticam per Sony Alfa 7R II, Edoardo e Stefano con le Seacam, Virgilio con una Underwave Igloo ed io con la mia inseparabile rossa Isotta D800.

Ieri sera ho avuto molti dubbi sulla scelta dell’ottica, poi ho deciso di montare in ogni caso il grandangolare al posto del 105 mm. Nelle immersioni come quella odierna al Banco di Santa Croce, l’ideale sarebbe poter portare in acqua due scafandri con diversa configurazione …. sarà per la prossima volta.

Raggiungiamo velocemente la boa di ormeggio, c’è solo una barca di subacquei che stanno risalendo. L’acqua nei primi metri è torbidissima ma come sempre, si “apre” in fondo con una visibilità accettabile per godere a pieno dello spettacolo che si può ammirare. Cernie, dentici, salpe, saraghi, qualche aquila di mare e miriadi di castagnole rosse e nere, un “tuffo” al cuore in ogni angolo della secca. Eseguo un passaggio nello “spacco” poi mi dirigo alla “secca di terra” per poi tornare sul “cappello” dove una cernia rossa volteggia tra le salpe. L’aria nelle bombole non è mai abbastanza quando ci si immerge in questo paradiso. Malinconicamente saluto i docili pinnuti per effettuare la risalita e la decompressione, con impresse negli occhi le immagini delle magnifiche cernie che si lasciano ammirare in questo magico tratto di mare.

Montalto e Grotta Falcone con Punta Campanella Diving

Una settimana importante si conclude oggi per la mia famiglia, nei luoghi mesi di preparativi inesorabilmente si accumula un poco di stress, che è il caso di allontanare con una bella immersione rilassante!

 Le temperature sono ormai pienamente estive, fatto salvo qualche scroscio d’acqua che è caduto nello scorso weekend. Le condizioni meteomarine invece presentano un vento teso che ha smosso anche il mare, quindi persiste una sostenuta onda da Nord. Appena arrivato ho la bella sorpresa di incontrare il mio amico barese Michele Lacriola, venuto in penisola sorrentina per godersi un fine settimana subacqueo. E’ grazie a lui che oggi posso fotografare, dato che, mentre monto la fotocamera, mi accorgo di aver dimenticato i cavi sincroflash in fibra ottica. Fortunatamente Michele ha in borsa una coppia di cavi nuovi da prestarmi, MITICO!

Usciamo con il gommone dal Punta Campanella Diving Center alle 9:30 con direzione Scoglio Penna. Quando raggiungiamo il punto d’immersione mi tuffo e mi accorgo di una intensa corrente che spinge verso Est e che mi rende la traversata dal gommone allo scoglio quasi impossibile. Decidiamo così di cambiare sito, ci muoviamo quindi verso la parete di Montalto, dove le condizioni sono migliori. Tutti pronti scendiamo lungo la falesia, sorvolando i massoni fino a raggiungere la foresta di gorgonie rosse ed il ramo di Savaglia savaglia. Michele è dietro di me e mi osserva mentre cambio più volte quota prima di risolvere i problemi di compensazione causati dal raffreddore. Inizio a fotografare il ramo giallo tra i ventagli rossi, poi lascio spazio a lui che con il minidome può avvicinarsi ancora di più. Proseguiamo nel giro fino a terminare l’immersione tra le onde, con Vittoria che ci recupera sotto costa evitando abilmente di finire sugli scogli.

Rientriamo al diving e ci prepariamo per un secondo tuffo. Mentre aspettiamo che le bombole siano nuovamente pronte, mi fermo a chiacchierare con alcuni amici subacquei di rientro da una immersione a Punta Campanella, tra questi c’è il bravissimo Dott. Caiazzo che oggi ha avuto un incontro fortunatissimo con una enorme tartaruga Caretta caretta che riposava sul fondo ad oltre 40 metri. Gran bel colpo di fortuna! Bravissimo Gennaro!

La tartaruga Caretta caretta fotografata dal Dott. Gennaro Caiazzo a Punta Campanella

Usciamo di nuovo alle 13:30 con direzione Punta Falcone dove visiteremo la grotta, sita a circa 20 metri di profondità. Questa volta siamo un piccolo numero di sub, ideale per visitare in sicurezza la cavità. Ci tuffiamo nella caletta lungo la parete, proseguendo in direzione della Cala di Mitigliano mantenendo la roccia alla nostra destra, finalmente raggiungiamo l’ingresso della caverna che non è facilmente individuabile. Entro per primo ed aspetto Michele, poi arrivano Gianluigi ed il resto dei sub. Li lascio sfilare poi li seguo all’interno. I massoni che si trovano nella parte iniziale lasciano spazio ad un sedimento finissimo che si solleva al minimo movimento. Sulle pareti si incontrano decine di gamberi, quelli comuni (Palaemon serratus) ma anche i rossi (Lysmata seticaudata), i meccanici (Stenopus spinosus) ed i Parapandali (Plesionika narval). Raggiungiamo il fondo della cavità e risaliamo verso la superficie dove è presente una sacca d’aria. Ammiriamo le stalattiti che si immergono nell’acqua e le altre concrezioni calcaree sommerse che sono ricoperte da spugne e serpulidi. Dopo qualche attimo di contemplazione ritorniamo verso l’ingresso dove Gianluigi ci mostra una magnosa (Scyllarides latus) avvinghiata con le potenti zampe alla roccia. Aspetto che Michele abbia terminato i suoi scatti prima di avvicinarmi per fotografarla. È all’ingresso della grotta che scatto l’ultima immagine subacquea, prima di tornare a casa alle 15:30 dalla mia famiglia, con una fame da lupo.  In serata posso finalmente rilassarmi ed assistere fino a tarda ora al saggio di danza delle mie bravissime figlie!

Puolo – Immersione Notturna con Punta Campanella Diving

Quando arrivo di nuovo al diving la sfera di fuoco sparisce all’orizzonte, colorando d’arancio il cielo a Massa Lubrense. Sono le 20:35 e sono in ritardo di 5 minuti sull’appuntamento, attardatomi a guardare le foto scattate in mattinata. La barca è già pronta, scarico le attrezzature e monto il tutto a bordo. Questa volta però ho portato la muta stagna, non è il caso di prendere ancora freddo oggi.

Raggiungiamo la Baia di Puolo ed ormeggiamo. Gianluigi ci attende a bordo mentre Lisa accompagna alcuni clienti. Come di consueto mi separo dal gruppo, ma resto attento per scorgere eventuali segnali di richiamo dai miei compagni che sono in cerca di cavallucci marini.

Sul “sabbione” abbondano i pesci lucertola e le triglie, qualche menola ed alcuni saraghi fasciati. Percorro un lungo tratto senza notare nulla di interessante. Poco male, è l’occasione di testare la nuova Nikon D7200 con il Microdome Isotta per il Nikon 10,5 mm. Trovo qualche iniziale difficoltà nell’abituarmi alla differente posizione di alcuni comandi rispetto alla D800e ma subito l’imbarazzo svanisce. Quando sono in prossimità della parete rocciosa, finalmente trovo ciò che cercavo … un piccolo Pesce San Pietro dalle inconfondibili pinne spiniformi. Mi avvicino e scatto le prime foto, il pesciolino non collabora come solitamente accade con i suoi simili, inizia a scattare in avanti sempre più velocemente fino a farmi perdere le tracce. Ritorno sul sabbione dove trovo un enorme Paguro Bernardo con numerose attinie sul guscio, poi alcuni gronchetti. Ritrovo il San Pietro e lo mostro ai miei amici, ma ancora una volta, non si lascia avvicinare come sperato e fugge via nel buio della notte.

Termino l’immersione sotto la barca divertendomi a fotografare una trascina ed una enorme triglia. Non resta che risalire in barca dopo i 60′ programmati per tornare al diving dove ci aspetta una bella doccia calda!

Tunnel dell’Isca con Punta Campanella Diving

Giugno è ormai arrivato, bisogna quindi completare il cambio di stagione, sostituendo gli abiti invernali con quelli estivi … così ho riposto in garage la muta stagna ed ho preso quella umida da 5mm!

Appuntamento alle 8:00 al Punta Campanella Diving Center, oggi sono previste 5 immersioni e data la grande affluenza, stamane si inizia prima del solito. Quando raggiungo il diving è già tutto pronto, mentre Gianluigi è intento ad ultimare il briefing sull’immersione che faremo al Tunnel dell’Isca, Rosy e le altre girls del Punta Campanella Diving (Vittoria, Lisa e la new entry Claudia) provvedono ad assistere i clienti nella vestizione. Siamo pronti e salpiamo con mare calmo, solo un leggero vento freddo ci accoglie quando doppiamo Punta Campanella. Raggiungiamo lo scoglio dell’Isca e ci tuffiamo nei pressi dell’ingresso Nord del tunnel sottomarino. Come di consueto, sono il primo ad entrare, iniziando a scattare qualche immagine prima che sopraggiungano i sub. La visibilità dell’acqua non è ottimale per le immagini che ho in mente di realizzare, ma comunque gradevolissima per ammirare le bellezze di questa cavità sottomarina. Mentre il gruppo sfila davanti al mio oblò emisferico dirigendosi alla grotta che si trova sul lato Sud dello scoglio, mi trattengo nel tunnel, andando a riesplorare alcune cavità che solitamente trascuro quando effettuo la “classica” immersione che prevede la visita della grotta.

Le tante aperture che si aprono nella roccia formano una scenografia  magnifica, le pareti sono completamente ricoperte di Astroides calycularis e di spugne. Nei pressi delle aperture stazionano alcune centinaia di saraghi fasciati che si muovono lentamente nonostante la presenza dei subacquei. Quando i sub fanno ritorno nel tunnel capisco che è l’ora di tornare in superficie. Il rientro al diving è rapidissimo così alle 11.00 la squadra è già pronta per un nuovo tuffo. Saluto Gianluigi “beato tra le donne” e torno a casa per andare al mare con la famiglia, ma è solo un arrivederci, stasera sarò di nuovo in acqua per una bella immersione notturna.

Banco di Santa Croce con Rosario

I gabbiani sono alti in cielo mentre con l’auto raggiungo il diving Amici degli Abissi. Il mare è calmo ed il sole si sta facendo sempre più largo tra le nubi del mattino. Anche il mare è calmo “stirato” da una leggerissima brezza che soffia da Est. Raggiungo con grande anticipo i miei amici Raffaele, Michele, Angelo e Rosa che sono impegnati ad assistere i subacquei che arrivano sempre numerosi anche da fuori regione. In orario con l’appuntamento arriva pure il mio amico Rosario, finalmente libero da impegni per un tuffo fotografico in Wideangle. Anche io ho montato il Sigma 15 mm ed il superdome, abbinato ai diffusori Glodive, posizionati sui miei flash Inon Z240. Usciamo con un leggero ritardo a causa di un problema ad una rubinetteria di un bibombola di un cliente arrivato dalla Puglia, sapientemente riparato dalle esperte mani di Michele Langellotti. Finalmente siamo sul gommone e tutti pronti a scendere. Raffaele oggi rimane in gommone ad attenderci ma ci ha preparato un bel mono da 15 litri caricato con Nitrox 33%, una vera delizia per i tipi come me che amano fotografare con tutta calma. Scendiamo sulla secca principale e raggiungiamo la Savaglia savaglia che si trova sui -35 metri. Rosario si posiziona a qualche metro di distanza da me per non disturbarmi, non so se riesco a fare lo stesso! Con i supergrandangolari è sempre difficile non disturbare un fotografo nelle vicinanze, specialmente quando i soggetti sono quasi “obbligati”. Proseguiamo l’immersione sulla parete Ovest dello scoglio, ricoperto da una foresta di Paramuricee con i polipi tutti espansi. Mentre Rosario fotografa, vedo due belle cernie ma non riesco ad avvicinarmi come vorrei. Raggiungiamo l’ingresso Sud della grotta passante nello scoglio che si trova ad una minore profondità. Entro e mi giro verso l’apertura con Rosario che mi fa da modello restando all’esterno della caverna. Non posso trattenermi molto quindi esco di nuovo e ci dirigiamo verso l’Axinella. Mentre aspetto qualche minuto con Rosario alle prese con il grande porifero, sul pianoro trovo due diffidenti scorfani. Quando il mio buddy ha terminato i suoi scatti, dedico anche io attenzione alla magnifica spugna. Percorriamo il giro completo dello scoglio ma ad un tratto Rosario mi segnala di aver già terminato l’aria. Così, mentre lui risale in barca, mi trattengo sul cappello della secca per scattare qualche foto dall’alto alle pareti coperte di margherite di mare e ai saraghi abbondantissimi che pascolano sulla roccia. Ricordandomi infine delle raccomandazioni di mio padre …  sposto la leva del comando foto/video ed inizio a girare qualche scena di prova con la mia Nikon D800e. Risalgo a bordo dopo oltre 60′ di goduria, soddisfatto e rilassato. Finisce così una bella giornata di sole e mare, condita anche da un graditissimo omaggio ricevuto dal mio grande amico Rosario!