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Banco di Santa Croce

La sveglia alle 6:30 del sabato è musica quando hai in programma l’immersione al “Banco”, il tempo di una veloce prima colazione, la chiusura dello scafandro della Isotta D850 ed il montaggio delle batterie dei flash ikelite e sono già pronto a saltare sullo scooter per raggiungere Massa Lubrense. Arrivo per le 7:30 al Punta Campanella Diving Center e i miei amici sono già tutti pronti, c’è anche il mio amico Gennaro e Andrea che non vedevo da un poco di tempo. Carichiamo le attrezzature sul gommone, oggi strapieno, e raggiungiamo il Banco di Santa Croce alle ore 8:30.

Senza indugio, anticipo i tre gruppi formati da Andrea, Vittoria e Lisa e mi tuffo per primo. Lascio subito la secca principale dove abbiamo ormeggiato e passo sugli scogli di terra. Oggi ho usato una diversa configurazione sulla D850, montando il Micro Nikkor 105 mm per scattare foto alle cernie, ai dentici e alle aquile di mare. L’acqua torbida rende impossibile la messa a fuoco e le aquile mi “sfuggono” mentre le cernie ed i dentici si riescono ad immortalare abbastanza agevolmente, quando sopraggiungono gli altri subacquei ho effettuato una bella serie di scatti e posso tornare indietro sulla secca principale dove continuo a stazionale sulla parte alta dello scoglio aspettando il passaggio di qualche aquila di mare. Ho ancora aria nelle bombole non essendo sceso molto in profondità, risalgo solo perché il gruppo di sub è in sosta di sicurezza …. è il selfie time ma con questa configurazione non mi è possibile effettuarlo, così, sfruttando lo “specchio” delle bolle, provo a fotografarmi dentro di esse. Resta ancora da familiarizzare con la “bambina” ma l’inizio è promettente.

Lasciare il diving alle 10:30 è una vera sofferenza, il gruppo alle 11 esce di nuovo per andare allo Scoglio del Vervece, ma ho mia figlia Lidia che mi aspetta per andare a mare e non posso farla attendere!

Mitigliano con Antonio e Giancarlo

Grande giornata del Poseidon Team A.S.D. quest’oggi! Giancarlo Crimaldi è in viaggio da Napoli per Sorrento con il suo gommone, io ed Antonio lo attendiamo al porto dopo aver trasportato le ingombranti attrezzature sugli scooter. Il tempo di saltare a bordo e siamo di nuovo in movimento verso la Cala di Mitigliano. Il mare è calmo ed il sole rovente, a tratti insopportabile con una temperatura dell’aria percepita vicina ai 50°C. 


Giancarlo ha intenzione di provare ad utilizzare un grandangolare sulla sua Isotta D500, per cui montiamo il mio minidome con il 10.5 mm per fargli fare qualche prova, io invece ho montato il 105 mm sulla Isotta D7200, Antonio Mario invece è alle prese con le prove con flash esterno della sua Canon G16. 

Quando ci tuffiamo, nella baia regna una sufficiente calma. Acqua discreta, non limpidissima.  Programmo con Antonio un giro in senso antiorario, mentre Giancarlo spazierà in apnea in superficie. Come al solito si incontrano decine di specie ittiche diverse, un vero paradiso per i “safaristi” ed un ottimo campo di allenamento per gli atleti del Poseidon Team. Devo combattere con un iniziale scarso feeling con la configurazione montata, spesso mi “perdo” i soggetti quando sono troppo vicini. Dopo un poco di rodaggio comincio a “carburare”. Trascorriamo oltre 120′ sott’acqua, vedo volare davanti a me anche un’aquila di mare, fin troppo vicina per riuscire a fotografarla per intero, fin quando risaliamo sul gommone.

Giancarlo è ancora in acqua, lo avvisiamo di avvicinarsi a noi perché ci sono due bellissime meduse polmone, e con l’obiettivo grandangolare è il caso di fotografarle! Si avvicina e inizia a scattare. Lo vedo molto distante dal soggetto, non abituato ad usare questa ottica … mi tuffo solo con la maschera e lo “spingo” vicinissimo ai tentacoli urticanti. Lo assisto suggerendo le posizioni migliori per immortalarle …. infine risaliamo affamati. Torniamo a Sorrento dove mangiamo un gustoso gelato ed il “doveroso” caffè post immersione. Ci salutiamo felici per la bellissima giornata trascorsa insieme. 

Vervece con Ass. Jacques Cousteau

Ieri ci siamo dati un appuntamento di massima, confermato solo in serata quando Nicola ed Antonella hanno inviato il fax con il mio nome alla guardia costiera per l’autorizzazione. Così stamattina, dopo aver tirato tardi ieri sera per seguire le mie figlie ad uno spettacolo di danza in piazza, mi sono svegliato prestissimo per preparare l’attrezzatura fotografica ma non ho cambiato configurazione lasciando il 105 mm sulla Nikon D800. Raggiungo il Punta Campanella Diving dove mi attendono Nicola ed Antonella, Francesco, Immacolata, Raffaele ed Emanuela, insieme ad altri componenti dell’associazione. Saliamo sul gommone e presto siamo al Vervece. L’acqua è limpida, mi trovo a guidare il gruppo dei fotografi verso le gorgonie rosse. Subito incontriamo un grande branco di barracuda, scendiamo in profondità dove si incontrano alcune cernie brune e qualche “dotto”, di lontano anche qualche grosso dentice è in caccia tra le castagnole che “punteggiano” di nero il blu intenso dell’acqua. Arrivo tardi ad ammirare una bella musdea in una spacca, ormai mi mostra solo la coda dopo esser stata immortalata da Antonella, Francesco & Co. Proseguiamo nel giro ed incontro un piccolo branco di corvine che sosta al limitare del tremoclino,  quando mi avvicino cominciano a nuotare portandomi in giro per lo scoglio. Termino l’immersione sotto la parete dove tra scorfani, murene, bavose e donzelle c’è sempre tanto da osservare. Volteggiano a poca acqua anche un gran numero di saraghi pizzuti e maggiori ed è uno spettacolo guardarli mentre si dedicano alla ricerca di cibo tra le alghe. 
Rientriamo a terra e subito mi spoglio per tornare presto a casa per andare a vedere il Gran Premio d’Ungheria di F1 in TV, con le due Ferrari in prima fila.

Marina Grande – Immersione Notturna

Un timido raggio di sole si fa largo tra le nuvole, raggiungendo la superficie piatta di un argenteo mare. Il panorama è magnifico, non posso resistere nel fermarmi con l’auto per scattare una foto con il telefonino.

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E’ da ieri che ho tutta l’attrezzatura pronta ma è stato impossibile immergermi. Prima che il meteo peggiori come da previsioni, cerco di approfittare per fare un tuffo in serata, dopo aver atteso il rientro a casa di mia moglie dall’ufficio. Mi muovo da casa alle 19:00 ma ho necessità di passare a prendere le bombole presso la stazione di ricarica, devo attendere anche che vengano “ripassate” e finalmente sono pronto. Raggiungo la Marina Grande di Sorrento e parcheggio l’auto vicino alla spiaggia dove sono radunati alcuni amici pescatori che conoscono me e la mia famiglia da anni. Mentre mi vesto, spiego ai pescatori l’utilizzo della strana muta che indosso. Increduli continuano a chiedermi “ma davvero non ti bagni?” Quando finalmente sono pronto, Michele mi accompagna fino in acqua porgendomi la fotocamera. L’acqua è leggermente torbida, con molto particolato ancora in sospensione. Scendo lungo il pendio fangoso seguendo un percorso alternativo a quello solito, la musica non sembra cambiare …. un deserto, eppure sento che la serata può essere interessante, c’è ancora in cielo la superluna. Solo qualche menola e le immancabili triglie addormentate sul fondo. Proseguo scandagliando il buio con la mia torcia Isotta in cerca di qualche presenza ….. ed ecco! Il mio fiuto mi ha portato a tu per tu con un bellissimo Zeus faber, un piccolo esemplare che ha appena mangiato una preda. Mi avvicino ed inizio a scattare, lo seguo mentre si muove verso il basso, mi porta a grande profondità. Lo supero aggirandolo, arrestandone la discesa, inizia quindi a risalire a quote più basse. A casa avrei dovuto assecondare il mio fiuto e montare il microdome con il 10,5 mm, invece, nella preparazione della fotocamera Nikon D7200, razionalmente ho optato per il Micro Nikkor 40 mm che mi consente maggiore versatilità quando scarseggiano i soggetti di grandi dimensioni. Il computer subacqueo mi segnala che devo salutare l’elegante pinnuto e così risalgo a bassa quota per terminare l’immersione. Incontro poco altro, solo dentro le scogliere mi fermo ad immortalare con lo Snooty una bavosa all’interno di un tubo metallico. Quando risalgo, i miei amici sono andati via, non resta che spogliarsi e telefonare a casa per rassicurare la family. Benissimo, dopo la bella serata, domani si lavora con tutt’altro spirito!

Boa – Immersione Crepuscolare

La prima settimana di lavoro è andata e si inizia a programmare l’attività fotografica per il weekend. Mentre sto rientrando in auto a Sorrento, ricevo una telefonata da mia figlia Lidia … “Papà, quando torni? Io sono in barca con Elena e la nonna Rosaria, abbiamo visto un pesce balestra che gira intorno alla boa a Marina Grande”. Concordo un appuntamento con mia madre per farmi recuperare al porto dopo essere passato da casa a prendere LE fotocamere. Si le due fotocamere Nikon D7200 e D800e che avevo da giorni preparato in previsione del weekend.

Quando raggiungiamo di nuovo la boa il vento ha increspato il mare, mi preparo e mi butto in acqua prima con la D7200 ed il 10,5 mm con Microdome Isotta. Il pesce non sembra esserci più, poi finalmente lo vedo risalire dal fondo verso la superficie. E’ continuamente in cerca di cibo, si avvicina curioso, poi si allontana leggermente, senza mai arrivare a “tiro” del microdome. Capisco che non è l’ottica adatta così risalgo a bordo a cambiare fotocamera, prendo la Nikon D800e con il 105 mm ed aggiungo due kg di piombo alla mia cintura di zavorra. Mi rituffo e anche questa volta il pesce sembra sparito. Scendo un poco in profondità e lo ritrovo. Con questa configurazione è ancora più complicato seguirlo nelle sue continue evoluzioni. Sale in superficie poi ridiscende, facendomi impazzire. Decido di attenderlo in profondità e solo così riesco a scattare qualche buona immagine. Il moto ondoso è fastidioso, mi fa sobbalzare continuamente mettendo a dura prova il mio mal di mare che inesorabilmente si manifesta con violenza. Sono costretto a risalire in preda ad una crisi di vomito, attanagliato da una intensa spossatezza che mi mette KO. Fortunatamente il malessere svanisce dopo qualche ora senza ulteriori conseguenze.

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving

Alcune gocce di pioggia cadono sulla sella del mio scooter quando mi metto in movimento per Massa Lubrense. Ho indossato anche una giacca di tuta per ripararmi dal vento freddo che continua incessante a soffiare. Il mare è ancora smosso dal grecale e le onde sono maggiori rispetto a ieri, fortunatamente le condizioni consentono comunque di uscire in mare, così ci dirigiamo allo Scoglio Penna, subito dietro Punta Campanella dove il mare è piatto. L’acqua è limpida e non c’è corrente. Mi tuffo per primo lasciando il gruppo intento alla vestizione. Mi dirigo con il mio 105 mm nei pressi del foro passante tra gli scogli e mi fermo a fotografare una famiglia di Apogon imberbis che staziona nei pressi di un grande masso che si trova lungo il pendio. Trascorro quasi tutta l’immersione tentando di fotografare in primo piano i rossi pinnuti, ma solo a casa mi accorgo che il selettore  della messa a fuoco si era spostato inavvertitamente sulla distanza minima di 50 cm! Controllo quindi l’orologio e sono trascorsi quasi i 60′ convenuti, risalgo così a bordo del gommone insieme al gruppo di clienti e ritorniamo alla base. Quando arriviamo al diving è finalmente arrivato l’amico Pietro Formis che è pronto ad uscire in mare con Edoardo e Mimmo con direzione Mitigliano.

Saluto tutti e vado al mare a Sorrento con le mie figlie, monitorando continuamente le condizioni meteomarine perché …. stasera si torna in acqua!

Punta Lauro con Vittoria e Gianluigi

Finalmente stamane sono riuscito a sciogliere la “salsedine” che si è formata nelle mie articolazioni ossee, l’acqua salata in questi due mesi d’assenza da mare è evaporata lasciando solo le scorie!

Non potevo quindi attendere le 9:30 dell’appuntamento prefissato con Gianluigi e con un’ora di anticipo mi sono diretto con l’auto a Marina della Lobra per andare al Punta Campanella Diving, dopo esser passato in garage per “ritrovare” l’attrezzatura dispersa. Anche la fotocamera era pronta da tempo, con il Micro Nikkor 105mm montato sulla Isotta D800 e i due flash Inon Z240.

Saluto qualche amico del borgo prendendo con loro un caffè al bar e poi vado al diving a prendere le bombole. Aspetto con Gianluigi l’arrivo di Vittoria e ci mettiamo in auto con direzione Baia di Puolo. Oggi andremo in acqua immergendoci da terra causa una momentanea indisponibilità dell’imbarcazione, ma forse è il modo migliore per godersi la tranquillità della spiaggia in questi giorni di fine maggio. Al nostro arrivo incontriamo gli amici subacquei Nicola ed Antonella, alle prese con tre allievi di un corso open water, scarichiamo le attrezzature e ci prepariamo insieme a loro.

Appena immerso mi accorgo che il mio computer subacqueo si è scaricato completamente, Gianluigi mi cede il suo  restando in compagnia di Vittoria. Scendo lungo il pendio fin verso i 30 metri, poi risalgo lentamente guardando nei mille buchi che si aprono sulla parete verticale di Punta Lauro. Effettivamente sono abbastanza “arrugginito” dall’inattività e mi perdo alcune buone occasioni scattando in ritardo. Decido quindi di fermarmi a familiarizzare di nuovo con il cursore di scatto, dedicandomi a qualche piccolo nudibranco, per poi ripartire in cerca di nuovi soggetti. Una piccola aragosta mangia una stella marina ed un grande granchio rosso (mai visto prima) passeggia nella zona semioscura di una delle piccole grotte che si aprono lungo la parete. In essa ci sono anche alcune cipree ed una coppia di Cymathium partenopaeum. Uscendo dalla grotta mi accorgo della presenza di una cernia vicino allo scoglio con le margherite di mare. Immediatamente si sposta nella sua tana e non riesco a fotografarla. Allora aggiro lo scoglio e la trovo, come atteso, dall’altro ingresso della tan. Riesco così a farle un unico scatto prima che fugga di nuovo all’interno di essa. Ormai ho familiarizzato abbastanza con la fotocamera e mi dedico a fotografare i numerosissimi sparidi che mi accompagnano nel rientro a terra. Qualche bavosa ed ancora una cernia fuori tana, ahimè persa anch’essa per non essermi accorto in tempo della sua presenza. Non resta che tornare a terra dove Gianluigi, Vittoria e Rosy, che nel frattempo ci ha raggiunti, sono sulla spiaggia a godere della bellissima giornata di sole.

Spiaggia San Francesco con Antonio

Non appena rientrato a casa dopo la trasferta a Bologna per ritirare il premio nel Portfolio Reflex del Concorso Divers For Africa 2015, entro nello studio e metto sotto carica le batterie. Domani mattina ho appuntamento con il Presidente del Poseidon Team A.S.D. per visionare il campo di gara della gara selettiva per i Campionati Italiani di Safari Fotografico Subacqueo 2016 che organizzeremo il 6 dicembre a Sorrento. Alle 7:30 arrivo a casa sua, carichiamo le attrezzature sugli scooter e ci dirigiamo al porto di Sorrento dove parcheggiamo e iniziamo a prepararci. Mentre io indosso la muta stagna, appena riparata per un foro sul ginocchio, Antonio è già pronto già da casa, avendo indossato sotto la doccia la sua muta da apnea. Deve attendermi qualche minuto, prima che sia pronto a seguirlo lungo la stradina che ci porta alla “palafitta” da cui ci immergeremo con le bombole.

Scendiamo in acqua e ci dirigiamo subito al di fuori delle scogliere frangiflutti, l’acqua è abbastanza limpida, ma la presenza di pesce è scarsa. Antonio è alle prese con delle prove di assetto e fotografiche, io lo accompagno in cerca di qualche spunto fotografico. La mattinata non è particolarmente propizia, mi accontento di qualche scatto di interesse biologico e di conservazione ambientale. Dopo circa 150′ risaliamo per far ritorno a casa dove sciacquo tutta l’attrezzatura  prima di andare a pranzo da amici con tutta la famiglia.

Dharavandhoo e Hanifaru Bay – Maldives

Maldive, una meta da sogno per quasi tutti gli abitanti del pianeta … per un fotosub come me, una vacanza irrinunciabile per tuffarsi nel caleidoscopico oceano indiano. L’occasione salta fuori quando il mio fraterno amico Mimmo Roscigno mi informa che sta organizzando per l’estate, un viaggio-workshop ad Dharavandhoo per andare a fotografare le mante ad Hanifaru Bay. Decido allora di fare una magnifica sorpresa alla mia famiglia e così, radunate le mie donne per la cena, le avviso che saremo in vacanza dal 25 luglio all’8 agosto, per una destinazione sconosciuta! Iniziano così le mille domande per scoprire qualcosa in più. Le lascio brancolare nel buio, uniche indicazioni … mare e palme ….

Nel periodo che precede il nostro viaggio provvedo ad aggiornare tutti i passaporti, mantenendo il riserbo sulla nostra destinazione. Solo il mercoledì prima della partenza, svelo il segreto … gli occhi delle mie donne si illuminano come non mai, sono elettrizzate e corrono a chiudere i bagagli. Chiudere le mie valigie è molto più complicato, non avendo grande esperienza di viaggi all’estero non so cosa portare e nel dubbio, porto il corredo quasi completo di ottiche ed oblò per la mia Nikon D800 oltre alla fotocamera Nikon 1 J2 con custodia Nimar per mia figlia Lorenza, 4 flash con relativi bracci. Far entrare tutto nei tre zaini è un’impresa veramente ardua, solo dietro consiglio del Prof. Roscigno, riesco a chiudere il tutto, lasciando fuori solo lo scafandro Isotta con una bella tracolla da portare disinvoltamente ai controlli aeroportuali.

Finalmente si parte con l’auto per Roma dove in aeroporto raggiungiamo Mimmo e Paolo, anche loro pieni di bagagli.  Facciamo scalo a Dubai dove ci raggiunge il resto del gruppo proveniente da Milano, capitanato dal simpaticissimo Alberto. Voliamo fino a Malé e poi con un piccolo volo interno raggiungendo Dharavandhoo nell’atollo di Baa, l’isola dei pescatori dove ci attendono Virgilio Gabriele e Jessica Ogliar Badessi, titolari del Dharavandhoo Diving Center che ci accompagneranno in acqua in queste due settimane di vacanza.

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Uno scorcio dell’isola Dharavandhoo

Prendiamo quindi possesso delle camere dell’Hibaru Fishing Lodge e finalmente ci riposiamo dopo le lunghe ore di viaggio. Nel pomeriggio è già tempo di andare in mare, dopo esser passati per l’organizzatissimo diving center, fornito di tutte le comodità per i subacquei ma soprattutto di due enormi vasche di risciacquo e asciugatura per le nostre fotocamere. Il Dharavandhoo Diving Center infatti è un punto di riferimento e di eccellenza per l’assistenza ai fotografi subacquei, un Photosub Friendly Diving di prim’ordine, anche per l’assistenza in acqua che è in grado di offrire, con tante guide attente a non disturbare i fotografi mentre sono alle prese con gli scatti in wideangle e prontissimi ad essere a fianco del fotografo per mostrare i piccoli organismi che si possono incontrare tra i crinoidi, le spugne e le gorgonie.

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Il nostro magnifico gruppo, in un momento di relax, in attesa di una nuova immersione.

L’acqua non è limpida, ricca di plancton in questo periodo.  E’ fotograficamente poco favorevole a causa cattiva visibilità dell’acqua, ma è la condizione essenziale per la presenza e l’incontro delle mante che si concentrano nella laguna di Hanifaru, per cibarsi dell’abbondantissimo nutrimento qui trasportato dalle correnti. Non è possibile immergersi liberamente nella laguna, divenuta parco marino, gli accessi sono contingentati, a pagamento e sorvegliati dai ranger, con ingresso a giorni alterni, solo in apnea, per 50 minuti, in modo da non disturbare le mante. E’ quindi opportuno verificare preventivamente il loro ingresso in gran numero all’interno della laguna prima di scendere in acqua.

La prima immersione la effettuiamo su una Thila a poca distanza dall’isola, una stazione di pulizia dove le mante si avvicinano per lasciarsi pulire dai labridi presenti sul reef. L’impatto con il reef è folgorante, i pesci sono ovunque, con i glass fish che si aprono al nostro incedere, spostandosi all’interno degli enormi e verdi rami di Tubastrea, gli Anthias e i grugnitori che si muovono in sincronia al riparo dei grandi ventagli di colore arancione. Tantissimi gli anemoni di colore rosso con numerose famiglie di pesci pagliaccio che fanno capolino tra i bianchi tentacoli. Crinoidi, stelle, alcionari, coralli duri e molli di ogni forma e colore, un vero tripudio cromatico. Non siamo però fortunati, l’incontro con le mante è rimandato, ma vediamo alcune tartarughe, una delle quali è intenta ad addentare una coloratissima medusa.

I giorni seguenti sono ricchi d’incontri presso le varie stazioni di pulizia, la difficoltà è riuscire a districarsi tra la moltitudine di subacquei che sono smaniosi di fotografare le mante a ridosso del reef, succede così che ci pestiamo spesso le “pinne” ma in ogni caso riusciamo tutti ad immortalarle.

Finalmente, dopo alcuni tentativi in cui abbiamo desistito, è il momento di scendere in acqua per fotografare le mante, entrate numerose a cibarsi in laguna. Scendiamo tutti armati di maschera, pinne e fotocamera ed iniziamo a nuotare verso di loro. Lidia segue Jessica mano nella mano insieme a mia moglie Mariolina, Lorenza invece come me è impegnata a scattare fotografie per immortalare il loro elegante nuoto. Sembra di assistere alle evoluzioni della squadra aerea acrobatica, uno spettacolo da “togliere” il fiato …. ma forse il fiato manca soprattutto per lo scarso allenamento con l’apnea! Quando i ranger ci richiamano a bordo sembra essere trascorso solo qualche minuto! “No! Già finito? Meno male che tra due giorni si replica!” Torniamo più volte nei giorni seguenti in orari diversi per seguire la marea montante, il sole più basso attutisce il contrasto luminoso ma rende maggiormente difficoltosa la corretta esposizione. Ad ogni modo riesco a tirar fuori alcune belle sequenze delle loro evoluzioni.

Le due settimane trascorrono allegre a bordo del comodissimo dhoni, l’equipaggio è così efficiente che asseconda tutte le nostre esigenze, hanno subito imparato gli abbinamenti fotosub-fotocamera per cui ci vengono passate senza il minimo errore. Durante gli intervalli di superficie consumiamo grandi quantità di thé e biscotti, per ricaricare le “nostre” batterie prima del successivo tuffo. Le tre-quattro immersioni giornaliere, mettono a dura prova i tempi di ricarica delle batterie dei flash, molte serate poi si concludono con delle magnifiche immersioni notturne oppure intorno al tavolino su cui osserviamo le immagini scattate durante la giornata. E’ in questa occasione che Mimmo, dopo cena, dispensa suggerimenti e critiche al fine di ottenere immagini sempre più accattivanti. La vacanza volge al termine, con il simpaticissimo siparietto comico instaurato con Alberto: “Ma tu scendi adesso?”  che si ripete ad ogni tuffo. Il tormentone proseguirà fino al penultimo giorno quando, a causa di un morso di una murena bandito, Alberto sarà costretto a desistere impossibilitato ad immergersi con i 12 punti usati per suturare il suo pollice.

Le ultime immersioni sono condite dai continui incontri con le mante presso le stazioni di pulizia, con alcune new entries tra le quali alcuni squali nutrice, i branchi di Platax, le aragoste, una coppia di murene leopardo, una bellissima medusa e gli immancabili pesci pappagallo addormentati sotto le acropore durante le immersioni notturne.

Solo l’ultimo giorno, impossibilitato ad andare in acqua per risalire sull’aeroplano, vado in spiaggia a fare il bagno con la famiglia ed un servizio fotografico ricordo alle mie donne. Anche lì però, con la macchina fotografica di Lorenza, mi tuffo a fotografare una magnifica medusa viola che si avvicina alla spiaggia spinta dall’intensa corrente marina. Sono questi gli ultimi scampoli di una vacanza fantastica, trascorsa con un meteo sempre splendido (fatto salvo un paio di acquazzoni notturni), trascorsa in allegria grazie alla piacevolissima atmosfera creatasi all’interno del gruppo. Lascio così un pezzetto del mio cuore su quest’isola che avrei potuto conoscere più a fondo, ma che avrei voluto conoscere ancora più IN fondo!

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Le mie ragazze al mare
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Fotoricordo di famiglia: Mariolina, Lorenza, Lidia, Marco
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Fotoricordo di famiglia: Lorenza, Mariolina, Lidia, Marco

Esperienza indimenticabile, da raccontare con le immagini …

26 Luglio: Kihaadufaru Thila

27 Luglio: Bodu Gaa, Aidhoo Island, Dharavandhoo Thila

28 Luglio: Nelivaru Thila, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

 

29 Luglio: Hanifaru Gaa, Angaa Thila, Dhonfanu Reef Night

30 Luglio: Dhonfanu Thila, Bodu Gaa, Digu Thila

31 Luglio: Kihaddu Thila, Kihaaddufaru Thila, Dhonfanu Wall Night

1 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila, Dhonfanu Reef

2 Agosto: Bodu Gaa, Bodu Thila, Dhonfanu Reef Night

3 Agosto: Vadhoo Corner, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

4 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Corner, Kihaaddufaru Thila Night

5 Agosto: Digali Haa, Anga Faru, Dharavandhoo Corner Night