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Secca di Saddam con Pasquale e Ciro

Mare di Norvegia? No, San Giovanni a Teduccio nelGolfo di Napoli, a due passi dal Vesuvio. Continua così la mia ricerca di nuovi siti d’immersione. Grazie alle ferie estive appena iniziate, approfitto per onorare l’invito del mio amico Ciro dell’Anno che mi ha per anni parlato di alcune secche popolatissime nella zona antistante il miglio d’oro, tra Ercolano, Portici e Napoli. A rinforzare la voglia di raggiungerlo c’è la concomitante presenza dell’amico Pasquale Vassallo, con il quale avevo preso appuntamento mentre bevevamo qualcosa post-immersione notturna.

Raggiungo alle 8:30 il Porto del Granatello dove ha base nautica il Diving EuroSub di Ciro,  scarico l’attrezzatura e la fotocamera e vado a parcheggiare l’auto, raggiungo la banchina e carico tutto a bordo del comodissimo gommone. Fa un gran caldo, Pasquale è in arrivo da Napoli ma è in ritardo di una mezz’ora sull’appuntamento delle 9:00 causa lavori in tangenziale, noi approfittiamo per andare a prendere un caffè in centro cittadino e bagnarci con l’acqua fresca ad una fontana che si trova sul piazzale antistante la Guardia Costiera. La location è ottimale, il molo facilmente raggiungibile, il parking comunale è economicissimo, c’è finanche la stazione ferroviaria FS sul porto, tale da poter raggiungere il punto d’imbarco senza prendere l’auto, manca solo un bar sul porto. Finalmente arriva anche Pasquale e ci mettiamo in moto verso Napoli. Pochi minuti di navigazione e raggiungiamo il punto esatto.

Si tratta di un sito roccioso vulcanico su un fondale di circa 20 metri, ricchissimo di Eunicelle cavolinii e grandi rami multicolor di Leptogorgia sarmentosa di colore arancio, giallo, rosso e rosa. 
Scendiamo lungo l’ancora nell’acqua verde e torbida, sul fondo fortunatamente la visibilità migliora ma l’atmosfera è incredibile con un colore verdognolo che domina la scena. Sembra di essere nei mari  del Nord Europa, anche perchè la vita bentonica è rigogliosa come in questi mari freddi. Ho indossato la muta stagna solo per opportunità, l’avevo già pronta nella borsa in garage, ma è tornata molto utile, l’acqua era freddina sotto. Ho usato il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash Ikelite DS161 e bracci lunghi. Ciro eccezionalmente senza videocamera si presta a guidarci e a fare da modello, richiamato da ciascuno di noi fotografi a posizionarsi nel modo e luogo appropriato per lo scatto. Trascorriamo 60 minuti di puro divertimento, Ciro ci mostra anche una grande ancora che è sul fondo, molto interessante. Ad un tratto mi accorgo però che il flash di sinistra non scatta, accendo e spengo, poi mi accorgo che la fibra ottica si è lesionata vicino alla base di aggancio. Riesco a fatica a far scattare il flash, costretto a mantenere con la mano sinistra il cavetto in posizione perpendicolare per far scattare il lampo. C’è purtroppo anche una rete da pesca che è adagiata sul fondo ed avviluppa le gorgonie, strappandone alcune quando viene salpata; si vedono infatti alcuni rami sul fondo, privi del naturale ancoraggio. Un piccolo sarago fasciato è finito nella rete, il suo destino è segnato, non potendo intervenire per liberarlo. Ci ritroviamo all’ancora per effettuare la decompressione, qui scatto un doveroso selfie subacqueo, per festeggiare l’evento. Una volta a bordo, consumiamo dei biscotti ed il caffè, godendoci lo spettacolo della città di Napoli vista da mare. Rientriamo al porto e dopo aver sbarcato le attrezzature e recuperato l’automobile, approfitto per autografare e consegnare una copia del libro al mio amico Ciro.

Sono ormai le 12:30, mi aspetta come al solito la famiglia per andare al mare, mi metto subito in auto e rientro a fatica a Sorrento, la galleria di Seiano è sempre intasata e resto fermo dentro di essa per circa 40 interminabili minuti. Finalmente superato l’ingorgo, riesco ad arrivare velocemente a casa per le 14. Lascio tutte le borse a casa e scendo immediatamente con lo scooter al mare dopo aver preso la borsa con il cibo ma dimenticando di prendere il costume da bagno! 

 

Laghetto con Pasquale Vassallo – Immersione Notturna

Dopo un trentennio di appuntamenti mancati finalmente sono riuscito ad immergermi con uno dei grandi maestri della fotosub italiana; il suo è uno stile unico, apprezzato in tutto il pianeta … Pasquale Vassallo.
A dire il vero probabilmente abbiamo qualche problema di comunicazione, visto che ci eravamo sentiti per prendere appuntamento per l’immersione al laghetto ma non era chiaro che saremmo andati in acqua di notte! Quando infatti la sera prima mi ha detto che dovevamo essere in acqua per le 8:30 per sfruttare la marea propizia e che ci saremmo sentiti alle 7 per darmi conferma …. io ho messo la sveglia alle 6:30 e alle 7 ero pronto a partire … Pasquale non risponde ai miei messaggi ed io rischiavo di far tardi avendo due ore circa di viaggio in auto per raggiungerlo. Quando finalmente mi risponde al telefono viene svelato l’arcano … lui è un “fotosub” internazionale ed utilizza l’orario anglosassone … AM e PM … aveva dimenticato di specificare 8:30 PM! Chiarito il dubbio, dopo colazione mi vado a rimettere a letto aspettando con ansia le 18 quando mi metto in auto. Il nostro appuntamento è a Baia alle 19:45 ed io, nonostante il traffico intenso riesco ad arrivare alle 19:44, con un minuto d’anticipo sul programma. Pasquale arriva una decina di minuti dopo e mi porta con se al laghetto. Parcheggiamo ed attendiamo il calare delle tenebre e la stanca di marea.

Approfitto per consegnare la prima copia in mio possesso del libro “I Colori delle Sirene” autografandola per il mio amico e pian piano ci vestiamo. Quando il momento è quello giusto scendiamo in acqua, siamo in 80 cm d’acqua con il monobombola da 15 litri ed ancora una leggera onda che si avverte nel canale. L’acqua non è limpida ma subito Pasquale mi mostra un nudibranco che sta deponendo le sue uova. Fatico non poco ad abituarmi alla scomoda posizione e all’onda residua, man mano, prendo dimestichezza con la configurazione della mia Nauticam NA-D850 + MicroNikkor 105 mm e lente Nauticam SMC, i bracci montati sono troppo lunghi, bastava mettere due piccoli pezzi fissi ai lati dell’oblò, per essere più compatto e meno ingombrante, anche il posizionamento delle lampade va rivisto, bisogna usare una luce più dal basso visto che spesso la lampada finisce fuori dall’acqua, trovandoci di sovente a fotografare sotto la sua superficie. La marea intanto inizia a cambiare e si avverte l’inversione della corrente, acqua pulita entra dal mare e via via ne diventa sempre più apprezzabile il movimento, tale da rendere difficoltoso il restare fermi per fotografare le bavose, i gamberi e i ghiozzi che sono onnipresenti in questo punto. Finalmente riesco a fotografare la bavosa pavone, alcune di esse hanno anche le uova adese alla parete del piccolo buco in cui si trovano, ma è difficilissimo riuscire a fotografarle. Bisogna avere anche una buona vista, molti soggetti sono piccolissimi, come le caprelle e le ovature di nudibranchi e bavose. 

E’ comunque divertentissimo e le due ore che siamo in acqua trascorrono in un attimo. Alle 23 usciamo e ci svestiamo, ci tratteniamo a chiacchierare per un’oretta al bar, peccato solo di non aver potuto consumare una “doverosa” birretta in compagnia del mio amico, avendo da guidare per almeno un’ora e mezza.

Ci salutiamo così dopo la mezzanotte, Pasquale mi guida fino alla tangenziale per evitare di farmi “perdere” nelle stradine del posto. Arrivo a casa alle 2:00, stanco ma soddisfatto, risciacquo solo la fotocamera, a tutto il resto penserò domattina!

Posto Segreto con Pasquale Vassallo

È da tempo che desideravo immergermi con il mio amico (e grande fotografo subacqueo) Pasquale Vassallo, ma gli impegni di lavoro mi hanno sempre impedito di realizzare il progetto. Oggi finalmente, grazie ad alcuni giorni di ferie non programmati, sono riuscito ad andare in acqua con lui. La giornata è magnifica, primaverile, mare calmo ma acqua torbida, raggiungo Pasquale che mi attende al porto  di Baia. Prendiamo un bel caffè e dopo aver posato la mia vettura ci spostiamo con la sua auto nel suo regno. Pasquale mi guida nei suoi luoghi del cuore e questa è la cosa più bella! Siamo stati a lungo in acqua in apnea, nonostante un piccolo imprevisto con la fibra ottica che mi ha costretto a tornare a terra per sostituire i cavi. La giornata è stata magnifica, con scorci mozzafiato che mi hanno lasciato esterrefatto. Per ringraziarlo della sua gentilezza, mi guardo bene dal pubblicare le foto scattate, ma vi assicuro, che prima o poi, con il suo consenso, ve le mostrerò!

Rientriamo a prendere la mia auto dove incontriamo tanti amici che sono di ritorno da un’immersione nella zona archeologica, ci salutiamo qui, dandoci appuntamento per i prossimi giorni!

Tre Polpi Veraci a Trieste (Premiazione Concorso MareNordEst 2018)

Non appena sono stati pubblicati i risultati del concorso MareNordEst 2018 è “partito” un gruppo su messenger con i miei amici napoletani Pasquale Vassallo e Salvatore Ianniello, per organizzare il viaggio per partecipare alla premiazione. Trieste non è proprio dietro l’angolo, c’è voluto il gran lavoro di Pasquale per organizzare il tutto ottimizzando costi ed orari, ma l’occasione di incontrare tanti fotosub, a partire dal mio amicone Alberto Gallucci, non andava persa!
Raggiungiamo Venezia in aereo, poi con un’auto raggiungiamo  Miramare dove sostiamo per ammirare da vicino il Castello che si affaccia a mare …. il mitico sito dove Adriano Morettin fotografa da qualche decennio le meduse …. E’ immancabile quindi il selfie dei tre “polpi veraci” napoletani sotto le mura del castello. 
Ci tratteniamo giusto il tempo di ammirare ogni scorcio del luogo, dopo poco ripartiamo per raggiungere la stazione dove ci attendono Emanuele Vitale, l’organizzatore, Elio Nicosia, Alberto e la fashion underwater photographer Plamena Mileva, arrivata da Varna per la premiazione e per mostare il backstage del suo lavoro subacqueo con le modelle. 

Mangiamo qualcosa tutti insieme ma devo confessare che non ricorderò di certo questa nostra “gita” per il cibo …. ovviamente anche a pranzo prosegue la sessione selfie. Raggiungiamo così l’hotel dove finalmente riusciamo a fare una tonificante doccia, per mitigare il gran caldo che attanaglia la città. Nemmeno il tempo di rivestirsi che bisogna già scendere per raggiungere il molo 4 dove è prevista la cerimonia di premiazione. Qui incontriamo i membri della giuria, Adriano Morettin, Gianni Pecchiar ed il CT della nazionale italiana di fotosub Michele Davino, ma anche il resto dei fotografi premiati. 

La premiazione ci tiene fino al termine incollati al maxischermo, in attesa di conoscere il vincitore del premio Best of Show che viene assegnato meritatamente (come da mio pronostico nella chat) al magnifico scatto di Pasquale. 
Ci spostiamo così in un locale dove ceniamo intorno ad un lunghissimo tavolo, ahimè troppo lungo per conversare con gli amici seduti dall’altro lato. La birra scorre a fiumi e ne perdiamo il conto, la serata si scalda con gli sfottò al mio amico Alberto e a Taturiello che ci rallegra con le sue freddure. Tiriamo fino a tarda ora, la birra bevuta mi costringe alla ricerca di un bar ancora aperto dopo la mezzanotte per acquistare qualche litro d’acqua per dissetarci. Dopo esser rientrato in camera dove mi attendono i miei assetati amici, mi addormento quasi all’istante, lasciando increduli i due  durante la nostra conversazione. 

Ci alziamo in ogni caso presto per fare la prima colazione, ci raggiungono anche Elio ed Emanuele per prendere un caffè, poi ci spostiamo in centro per visitare la grande e bellissima piazza che si affaccia sul mare, dove è in corso lo svolgimento di una pulizia dei fondali delle acque antistanti, con decine di subacquei impegnati. Restiamo in giro fino alle 13 quando, dopo aver salutato Plamena, Emanuele ed Elio nei pressi della Sazione, iniziamo il viaggio di ritorno verso Venezia. L’impresa del rientro a casa è un’ardua sfida, a causa del grande volume dei borsoni ricevuti in premio da trasportare in aereo come bagaglio a mano supplementare, ma una sfida vinta alla grande. Sbarchiamo così in serata a Capodichino dove finalmente possiamo gustare una tazza di “vero” caffè!