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Grotta di Mitigliano con Arturo

Dopo una settimana trascorsa in riunione aziendale a Milano, sono proprio “bello carico” e pronto ad affrontare il futuro …. Appuntamento ore 8 a casa dei miei genitori dove arriva anche Arturo con mio nipote Enrico jr. Scendiamo tutti al porto e carichiamo le attrezzature sull’Armarc per dirigerci a Cala di Mitigliano. 

Ieri ho preparato l’occorrente per realizzare alcuni scatti in grotta ma portare il tutto sullo scooter insieme alle bombole e all’attrezzatura sub è una vera impresa. 
Durante la navigazione verso Mitigliano mi viene da pensare al mio amico e collega Mimmo Scaldaferri che oggi è impegnato nella Capri-Napoli, anche lui è “bello carico” ed ha da affrontare un arduo compito, moooolto superiore al mio! Forza Campione, ti guarderò sfrecciare da lontano!

Oggi è però anche la ricorrenza della festa della Madonnina del Vervece e le barche dei sub già a prima mattina cominciano ad avvicinarsi allo scoglio.

Noi proseguiamo ed ancoriamo nei pressi della grotta.  Enrico jr mi aiuta nella vestizione, mio fratello Arturo mi aiuterà a scattare sott’acqua …. oggi è indispensabile la sua collaborazione …. 
Entriamo nella grotta e com mia grande sorpresa, rivedo sciami foltissimi di misidiacei che forniscono il nutrimento per tutte le specie che abitano la grotta. Si vedono anche molti gamberi Palaemon e Stenopus, oltre agli immancabili scorfani e sciarrani. Segnalo a mio fratello di dedicarsi ai suoi scatti con la Isotta D7000 ed il micro nikkor 60 mm, mentre io inizio a fare alcune prove senza flash con la Isotta D850 ed il Sigma 15 mm con Superdome. Dopo qualche minuto, lo chiamo ed inizia a dedicarsi completamente a me.
Lavoriamo al buio per 80 minuti, fin quando il mio manometro non segna 20 bar …. accidenti, è il caso di uscire dalla caverna. Arturo prosegue la sua immersione, si dedica a fare qualche scatto ad una murena e alle numerose donzelle che si incontrano all’esterno della grotta. Io me ne risalgo a bordo della barca leggermente disturbato dalla risacca che c’è oggi. Mi stendo sul prendisole e resto immobile fin quando non ci rimettiamo in cammino per tornare a casa. Ahimè il moto ondoso mi mette KO e non sono in grado di smontare le attrezzature fin quando non siamo ridossati, nei pressi del porto.
Rientro a casa stanco ma soddisfatto, certo di aver fatto un buon lavoro a “quattro mani” …. e spero di aver prodotto almeno uno scatto come lo avevo in mente ….. ma non è il caso ancora di mostrarvelo, fin quando non sarà perfetto!

Puolo – Immersione Notturna

Tutto pronto da una settimana, ad ogni rientro da lavoro le condizioni erano  buone per andare a mare, ma le mie condizioni “fisiche” non ottimali mi hanno impedito di approfittare. Il programma del weekend prevedeva così un tuffo sabato mattina con il mio amico Francesco Rastrelli al Vervece con il Punta Campanella Diving Center e tutto era già concordato fin quando non mi è giunto il messaggio di mia moglie che mi comunicava la scomparsa della madre di una sua carissima collega ed amica. L’imprevista visita di condoglianze cambia il mio programma del sabato …. così dopo essere stato al supermercato con mia moglie fino alle 20, sono tornato a casa e con tutta calma, mi sono preparato per andare a fare immersione in serata da solo. Ho preso l’auto e mi sono incamminato verso la Cala di Puolo, ma sono rimasto imbottigliato nel traffico caotico di Sorrento. Poco male, arrivo per le 21 in spiaggia ed il buio è totale. Mi vesto lentamente mentre alcuni ragazzi fanno un bagno notturno, dopo una mezz’ora sono pronto e m’immergo subito, senza fare l’abituale breve percorso in superficie. Immediatamente incontro un pesce pappagallo addormentato, lo fotografo più volte ma presto decido di salutarlo e scendere in profondità. Mi mantengo  in prossimità della parete senza andare al centro della baia dove c’è la sabbia e osservo ogni buco della roccia. Raggiungo alcuni scogli a me noti e proseguo in cerca di soggetti. Ci sono alcune oloturie sollevate dal fondo pronte ad emettere i gameti e gamberi meccanici in ogni spaccatura. Anche stasera raggiungo la zona in cui vegetano le posidonie e cerco tra le foglie qualche pesciolino addormentato. Una piccola Alicia mirabilis è attaccata ad una foglia della pianta, ma è ancora completamente chiusa, peccato, sarebbe stato un ottimo soggetto per il Micro Nikkor 60 mm montato sulla Isotta Nikon D850. Unico incontro interessante, un enorme mollusco Umbraculum mediterraneum, ma devo andare via perchè il computer subacqueo mi impone di risalire. Trascorro oltre 80 minuti in immersione, facendo un passaggio anche a riva, in acqua bassa. Ci sono svariate salpe ed occhiate ma sono abbastanza stanco e non mi dedico a loro. Gonfio  il GAV completamente e rientro verso terra in superficie, continuo a guardare sul fondo e all’improvviso, con la potente lampada OrcaTorch, illumino una coppia di piccole spigole che per un attimo restano immobili sul fondo. Sgonfio istantaneamente il gav e mi immergo di nuovo …. sarà stato il rumore o la mia “foga”, il risultato è la fuga dei due pinnuti in direzioni opposte …. provo a seguirne una che rallenta leggermente la sua corsa, riesco a scattare qualche foto ma inesorabilmente mi lascia a guardare i grandi ciottoli. Risalgo con ancora aria nelle bombole ma sono soddisfatto, posso rientrare a casa dopo aver fatto il pieno d’azoto!

 

Puolo con Andrea – Immersione Notturna

La giornata lavorativa è torrida, con oltre 35°C, il pensiero nella mia mente si fa sempre più forte, ipotizzando un tuffo notturno in solitaria. Nel pomeriggio però, durante il rientro in autostrada da Napoli, il cielo si rannuvola ed inizia a piovere, come peraltro annunciato dalle previsioni con la possibilità di temporali. Quando arrivo a casa però la pioggia è leggerissima …. mi svesto ed inizio comunque a preparare la fotocamera montando il 60 mm Micro Nikkor sulla Isotta Nikon D850, aspettando l’evolvere della situazione …. 
Arriva alle 19 un messaggio di Gianluigi “Notturna, alle 19:30 al diving” ….. lo chiamo subito … “Carissimo, stavo per andare da solo da terra, ma voi uscite? Com’è il meteo lì a Massa lubrense?” E lui: “tranquillo, il temporale è passato ma fai presto a venire perchè alle 20 chiudono la strada per uno spettacolo in piazza!”
Fortunatamente ero già pronto, prendo subito lo scooter, parto raggiungendo il diving in tempo per evitare il blocco. Il problema sarà al ritorno ….

Gianluigi ed Andrea sono alle prese con i preparativi, stasera c’è anche Alberto ed alcuni altri clienti che effettueranno la loro prima immersione notturna …. monto l’attrezzatura rapidamente e saliamo sul gommone del Punta Campanella Diving Center e raggiungiamo la Cala di Puolo. Il buio non è ancora totale ma alle 20:30 siamo in acqua. Scendo in solitaria lungo il persorso abituale sulla sabbia, scandaglio il fondo con la potente torcia OrcaTorch D620 in cerca di soggetti interessanti, ma ancora una volta, non si vede nulla di diverso dai pesci lucertola e triglie. Ovviamente non mi fermo e proseguo verso le pietre e la parete, in cerca della posidonia dove quasi sempre qualcosa da fotografare si trova ….. un piccolo tordo, alcuni paguri, ed infine un pesce ago a circa -20 m che provo a segnalare ai miei amici che transitano. Andrea che li guida però, non supera la barriera dei -18 metri come da “manuale” ed i ragazzi si perdono la vista del bizzarro pesciolino. A questo punto mi unisco al gruppo per sincronizzare l’uscita dall’acqua con Gianluigi che ci recupera appena terminato. L’unico sussulto avviene proprio nell’ultimo metro d’acqua dove riesco ad avvicinare una bella e grande occhiata Oblada melanura che per una trentina di secondi riesco a “domare” sotto il potente fascio delle luci. 
Rientriamo al diving alle 22 e con tutta calma, sciacquiamo e riponiamo le attrezzature, una doccia calda e siamo pronti a tornare a casa, sperando di poter passare con lo scooter. Andrea viene con me, ma quando arriviamo in centro a Massa Lubrense, il vigile urbano  ci impone di effettuare l’intero periplo “montano” indicandoci di salire a Sant’Agata sui due Golfi per poi scendere a Sorrento. Non resta che rassegnarci al triste destino, il mio scooter ventenne non è un fulmine di guerra, lo è ancor meno quando si viaggia in due, non c’è alternativa e quindi ci incamminiamo lentamente per tornare a casa. In verità è una bella occasione per conoscere più a fondo Andrea, che lascio alla stazione di Sorrento dopo oltre 40 minuti di viaggio, con il sedere “addormentato” dalla lunga permanenza in sella! Buonanotte! 

Punta Campanella e Isca

Mi sveglio alle 3:30 ed ho difficoltà a riprendere sonno, non è però per l’attesa di portare in acqua la nuova “bambina” ma per l’afa terribile che ci attanaglia in questi giorni. Quando suona la sveglia non sono ben riposato ma sono comunque bello carico per la giornata che mi attende. Ho preparato due scafandri …. uno pieno (D7200) ed uno vuoto (D850) per effettuare anche il “check dive” come da manuale del bravo fotografo, nonostante non ce ne sia bisogno. Alle 9 sono al Punta Campanella Diving Center e andiamo a prendere il caffè al bar prima di partire per la nostra doppia immersione.

Il gommone è bello carico ma raggiungiamo velocemente Punta Campanella dove ci attendono altri due clienti capresi venuti con la loro barca. In un primo momento sarei dovuto andare con Gianluigi al grottino dei gamberi, ma vista il leggero ritardo di uno di essi ancora alle prese con il montaggio della videocamera subacquea, decido di scendere da solo, ma evitando di andare nella piccola cavità per non sporcare l’acqua. Scendo lentamente e subito incontro un banco di barracuda, raggiungo le gorgonie e torno verso il faraglione ammirando le cernie dorate ed i saraghi passeggiare placidi su un tappeto di gorgonie bianche. Raggiungo il faraglione e recupero qualche pezzetto di roccia staccata dai datterai per portarla in acquario dove, se ben nutriti e posizionati, gli Astroides sono in grado di prosperare a lungo. Decido così di risalire prima del solito per portare il tutto in superficie e posare la fotocamera “piena” per prendere quella “vuota” da portare per un poco a passeggio sott’acqua. L’operazione ovviamente riesce perfettamente con il solo fastidio di doverla trattenere saldamente tra le mani, pena vederla salire a galla di scatto a causa dell’assetto positivo. Risalgo a bordo soddisfatto ed attendo il rientro di tutto il gruppo. Dopo una breve sosta nei pressi di Nerano, ci spostiamo all’isolotto dell’Isca dove ci immergeremo di nuovo. Questa volta in acqua scende anche Virgilio che ci aveva atteso in barca, oltre a Vittoria, Gianluigi ed Andrea che sono alle prese con degli allievi per un corso Open Water Diver. Effettuiamo il nostro giro nel tunnel, mentre il gruppo prosegue in direzione della grotta, io mi trattengo a fotografare alcune zone meno frequentate dove con mia grande sorpresa mi accorgo che ci sono alcuni rifiuti plastici che andranno rimossi prossimamente. Mi concentro anche a fotografare i tanti saraghi che stazionano all’ingresso del tunnel fenestrato che si muovono lentamente, incuranti della presenza dei sub. Anche qui raccolgo dei frammenti di margherite di mare per l’acquario, ma fortunatamente non si vedono nuove zone di danneggiamento, questi sono solo i residui di precedenti battute. Attendo sotto la barca l’arrivo degli altri sub e li chiamo a raccolta per scattare la foto ricordo, poi risaliamo e riportiamo i due sub capresi alla loro barca prima di tornare velocemente a Massa Lubrense. Mi sono veramente divertito e sono soddisfatto e rilassato, poco dopo però entro nella modalità “ansia da rientro a casa” …. ieri sera ho acquistato una lavatrice nuova per sostituire quella andata KO e devo essere a casa per le 15 per la consegna a domicilio! Al diving sono abituati alle mie manovre di “esodo” e non sono sorpresi della velocità con cui lavo tutta l’attrezzatura e la ripongo nelle borse …. qualche attimo dopo sono già sullo scooter e poco dopo a casa. Chiudo la porta e suona il citofono … “Sig. Gargiulo, a quale piano dobbiamo salire?”

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Mentre sono al mare con la famiglia consulto il telefonino e mi accorgo che ci sono grandi nozizie dall’Australia nel Photo Contest AIDE Australasia Underwater Photographer of the Year Competition 2018, con un primo ed un secondo posto! Molto bene, il pomeriggio trascorre molto meglio, nonostante il gran caldo che c’è qui in spiaggia, senza un “filo” di vento. Con il passare delle ore anche il meteo cambia con una coltre nuvolosa che rinfresca l’aria  “tagliando” la luce solare, inizia anche un pò di vento che sembra increspare il mare. Torniamo a casa alle 18:30 perchè ho appuntamento con mio fratello Arturo per una bella immersione insieme. Un intenso languore mi prende e, diversamente dal solito, decido di mangiare subito, senza attendere le ore piccole per cenare al ritorno dall’immersione. Speriamo porti bene …..

L’attrezzatura fotografica è pronta da questa mattina, c’è solo da prendere le bombole in garage e raggiungere Arturo a casa dei miei genitori alle 20:15, da lì saremo pronti a partire. In garage mi accorgo di aver dimenticato al Bikini Diving i miei calzari, prendo così un paio di pinne da apnea e vado da Arturo.  Fortunatamente mio fratello ha in borsa un secondo paio di calzari, così posso usare le mie abituali pinne! Raggiungiamo la spiaggia, scarichiamo le attrezzature mentre alcuni ragazzi stanno facendo ancora il bagno, e parcheggio l’auto. Vengo assalito alle caviglie e sullo zigomo dalle zanzare tigre ma nulla può fermarci stasera. L’acqua è calda e sporca a riva, migliora sensibilmente in profondità ma resta “calda” fino ad oltre -25 metri dove si apprezza un minimo termoclino.  Arturo mi segnala sulla sabbia un bellissimo pagro, ma mi segnala anche problemi di messa a fuoco …. controllo e sembra tutto ok, solo dopo mi segnala di aver sbagliato a montare l’obiettivo prendendo uno zoom al posto del 60 micro nikkor! E’ così costretto a fotografare da lontano i soggetti non potendo mettere a fuoco a brevi distanze. Ci penso così io a fotografarlo nel suo splendore con la Nikon D7200 ed il 40 micro nikkor. Ci sono tante “cosine” simpatiche da fotografare, un bellissimo pesce ago, una micro Aplysia punctata, e tanti altri soggetti, alcuni quasi invisibili, come il gamberetto nel crinoide che “live” non ho visto, ma solo al monitor del mio IMAC 27″. Cipree e gamberetti sono dappertutto e ci sono anche due enormi esemplari di Hermodice caruncolata, sicuramente diversi dall’esemplare che ho incontrato altre volte in questo luogo. Il primo di essi, non grandissimo era di un colore rosa mentre l’altro, lunghissimo aveva della zone danneggiate lungo il corpo. La domanda però mi sorge spontanea, come mai in questo punto si vedono solo esemplari giganti e non se ne vede nessuno di normali dimensioni? Non ho la soluzione e chiedo l’aiuto a voi da casa! Rientrando a terra, un piccolo polpo mi tende un tentacolo mentre più avanti, ci sono i resti della pesca illegale di datteri di mare. Ancora una bella serata trascorsa in mare con mio fratello e le meravigliose creature marine!  

 

 

Puolo con Ass. Cousteau – Immersione Notturna

Pensavo di aver già battuto il record dell’immersione notturna più affollata, ma i record sono fatti proprio per essere superati! Infatti stasera siamo proprio in tanti, Nicola e Antonella, Linda, Francesco, Dario, Andrea e Vittoria, tutti già in acqua al calare delle tenebre. Mi immergo poco dopo di loro, per attendere il buio assoluto e dopo aver salutato Gianluigi del Punta Campanella Diving Center che ha accompagnato dei clienti, effettuo il mio consueto percorso sulla sabbia in cerca della biscia di mare cieca che ha fotografato mio fratello nella scorsa immersione. Non sono fortunato e stasera non sono in “palla” come al solito. La produzione fotografica ne risente, non riuscendo a sfruttare a dovere le occasioni interessanti capitatemi. Nel mio giro infatti trovo un cavalluccio marino giallo, ancora il pesce pappagallo maschio addormentato tra le alghe ed un bellissimo gamberetto Hyppolite prideauxiana in un crinoide rosso, che, a causa dei problemi di presbiopia (non corretta) mi “perdo” quasi subito. Rientrato a terra trovo tutti i miei amici seduti sulla spiaggia a mangiare e bere, mi svesto di corsa ed “azzanno” al volo il panino che mi hanno conservato. In preda all’euforia prometto di lasciare tutta l’attrezzatura  “sporca” fino all’indomani, ma inesorabilmente mi ritrovo fuori al balcone a sciacquare la fotocamera e tutto il resto  fino all’una di notte, quando finalmente posso andare a fare la doccia e tuffarmi nel letto!

Scoglio del Vervece con Gianluigi

Dopo il consueto scambio di messaggi con Gianluigi, confermo la mia presenza dimenticando di ricordare a Vittoria di riportare al diving la mia attrezzatura che, causa sovraffollamento, era stata spostata a casa sua. Quando arrivo al Punta Campanella Diving, mi rendo subito conto dell’assenza della borsa sub …. poco male, prendo dal deposito tutto l’occorrente, al pari dei tanti clienti stranieri e dopo poco sono pronto per salire sul gommone. L’unica preoccupazione è per la maschera, il rischio che si appanni è molto alto, ma non ho modo di verificarlo prima … vediamo cosa accade in acqua.
Usciamo verso le 10 dal porto e raggiungiamo lo Scoglio del Vervece dopo un minuto di navigazione, ormeggiamo alla boa e siamo pronti per il tuffo. Anticipo il gruppo e, seguendo le indicazioni di Virgilio che oggi è il nostro barcaiolo, vado in cerca di un “coccio” d’anfora romana che ha trovato alcuni anni addietro. L’acqua è limpida come da molti anni non accadeva, con una visibilità orizzontale e verticale superiore ai 30 metri e la maschera non si appanna! Sorvolo il fondale roccioso ed incredibilmente, distinguo dall’alto il frammento di terracotta. Mi avvicino con la mia fotocamera Isotta per Nikon D7200 ed il microdome con dentro il 10,5 mm ed inizio a scattare. Sono felice ed emozionato per il ritrovamento, proseguo il mio giro andando in cerca dei pesci San Pietro che sono stati avvistati la settimana scorsa, ma non sono fortunato. Risalgo a quote più tranquille godendomi le gorgonie rosse e poi quelle gialle, fino a rientrare sul pianoro dove giace la statua della Vergine dopo aver effettuato il periplo dello scoglio. Oggi è possibile osservare da lontano il pesce che popola lo scoglio, cernie, scorfani, dentici, barracuda, saraghi e le immancabili castagnole. In barca mi segnalano anche l’avvistamento di un’aquila di mare, di alcune corvine ed aragoste, presenze storicamente occasionali qui al Vervece, segno che, con il passare del tempo, l’Area Marina Protetta, qualche progresso comincia a produrlo. Rientriamo in porto e, mentre il gruppo procede al cambio delle bombole in previsione della seconda immersione a Cala di Mitigliano, mi svesto e mi preparo a tornare a casa per raggiungere la mia famiglia al mare.

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Questi giorni lavorativi sono stati un vero calvario, densi di contrattempi e tanta maleducazione … l’unico rimedio possibile per allontanare lo stress e tensioni è un gran bel tuffo con mio fratello Arturo, che manca da alcuni mesi dall’acqua. Passo a prenderlo alle 20:30 sotto casa dei miei genitori, ho preso dal garage le bombole e l’attrezzatura e ce ne andiamo a Puolo a fare la nostra immersione notturna. Ho conservato ancora la configurazione macro con il 40 mm montato sulla Isotta per Nikon D7200 abbinata ai flash Ikelite DS161. Arturo invece ha una Nikon D7000 nel suo scafandro rosso con il Tokina 10-17 mm ed il minidome. Arriviamo sul posto con la luce che è ancora tanta, ci vestiamo lentamente attendendo le 21.30 per entrare in un’acqua cristallina. Ho finalmente posato la muta stagna avendo risolto i problemi alle cicatrici cutanee e la temperatura dell’acqua è ottimale. Scendiamo sul fondo sabbioso dove anche stasera sono presenti le mormore, i gronchi delle baleari ed i pesci lucertola. Mentre io sorvolo l’area cercando soggetti dall’alto, Arturo “passeggia” in prossimità del fondo dove scatta improvvisamente una singola foto ad un pesce arancione che fuoriesce dalla sabbia. Subito dopo il pinnuto è sparito nel sedimento. Solo a terra mi mostra la foto e viende identificato, si tratta di una Biscia di mare cieca, Apterichtus caecus (foto Arturo Gargiulo) che non era mai stata segnalata da queste parti.

Sulla sabbia non incontro nulla di particolare interesse, quindi mi sposto sulla parete in cerca dei pesci ago tra le foglie di posidonia. Questa sera non ci sono, ma tra le foglie vedo un tordo musolungo che ha un parassita Anilocra sul capo e che ne ha divorato gran parte del tessuto. Anche sulla parete nessun sussulto, ma stasera si vede anche una ciprea più rara rispetto a quelle che si vedono abitualmente. Terminiamo l’immersione rornando sui ciottoli del basso fondale dove nel frattenpo si è intorbidita l’acqua. Qui incontro un grosso cefalo adagiato sul fondo che resta per un poco abbagliato dalla potente lampada Orcatorch, Arturo si avvivina con l’oblò fino a toccarlo. Tra i sassi sono presenti anche svariati Apogon imberbis, dal colore rosa pallido, quasi per “mimetizzarsi” con il fondale verdognolo. Rientriamo a terra dopo due ore di grande divertimento, con la gioia di aver trascorso una bella serata insieme, da replicare al più presto! 

Cala di Puolo – Immersione Notturna

7/7/CR7 …. la data è perfetta, ma l’attesa è vana per il grande fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo alla Juventus, così trascorro la mia  giornata al mare al contrario …. prima in spiaggia con la famiglia e poi in spiaggia da solo! In realtà sarei dovuto andare a mare con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau, ma avendo fatto le ore piccole a cena con i miei amici e soci del Poseidon Team, non mi sono svegliato in tempo …. così ho deciso di andare direttamente di sera. 
Alle ore 21 sono arrivato in spiaggia a Puolo e con mia sorpresa c’era un folto gruppo di subacquei con le lampade accese che usciva dall’acqua. In previsione dell’attacco delle zanzare tigre, ho preparato la bombola e la fotocamera direttamente in garage, in modo da velocizzare la vestizione. Scendo in acqua alle 21:30 con una leggera onda che residua e smuove l’acqua nel basso fondale. Sotto però l’acqua è limpida, riesco a vedere con la nuova lampada Orcatorch D620 il fondo distintamente dall’alto e controllo cosa c’è sul substrato. Non ho cambiato configurazione fotografica, Nikon D7200 in custodia Isotta, 40 Micro Nikkor e doppio flash Ikelite DS161, ma senza diffusori. Sono molto presenti i pesci lucertola ed i gronchi delle baleari, in giro sulla sabbia in cerca di cibo. Questa sera ci sono anche alcune mormore insieme alle triglie. Lascio il sabbione e vado verso la parete dove, tra la posidonia trovo un primo pesce ago, poco più in là ne trovo altri due, ma è praticamente impossibile fotografarli insieme tra le foglie della pianta. Sulle foglie poi riesco a trovare anche una piccola lumachina verde, Smaragdia viridis che si muove abbastanza velocemente sulla foglia, un’impresa riuscire a fotografarla anche a causa della risacca che si sente anche in fondo. Rientro verso terra e torno sulla sabbia dove alcune mormore si nascondono seppellendosi nel substrato fine. Mi avvicino così e scatto alcune interessanti immagini, ammirando l’occhio del pinnuto scrutare l’orizzonte per programmare una nuova fuga. Ritorno a terra e sono le 23:30, due ore trascorse in solitaria ed in grande relax, unica nota negativa, mi attende un lungo lavoro di sistemazione che mi farà andare a dormire tardissimo anche stasera, ma un’immersione compensa sempre lo sforzo organizzativo! 

Puolo Con Ass. J. Cousteau – Immersione Notturna

Arrivo in spiaggia quando sono ormai tutti in acqua, dopo aver inoltrato l’sms al gruppo “Ragazzi vi raggiungo per le 21, avviatevi”. Mi vesto frettolosamente non per il ritardo, ma per la moltitudine di zanzare tigre che mi volano intorno pronte a mordere. Indosso velocemente la muta dopo essermi assicurato di aver portato con me la corda con i moschettoni che mi occorre per richiudere la cerniera stagna da solo. Entro in acqua con la mia Nikon D7200 in custodia Isotta ed il Micro Nikkor 40 mm abbinato ai flash Ikelite DS 161 comandati in fibra ottica, portando con me per la prima volta la torcia subacquea OrcaTorch D620, gentilmente omaggiatami dalla Sig.ra Zoe Qiu della OrcaTorch. L’acqua sembra proprio limpida, nonostante la leggera onda che disturba un poco a bassa profondità. Scendo sul pendio sabbioso in cerca di soggetti scandagliando il fondo con la potente lampada da 2700 lumen ma qui non sembrano esserci presenze interessanti. Di lontano vedo le luci dei miei amici ed i lampi dei flash …. li raggiungo subito, Francesco mi mostra un bel pesce ago tra le foglie di Posidonia oceanica. Proseguo verso la punta ma poi decido di rientrare verso terra. Qui la serata inizia a prendere “calore” facendosi interessante …. un enorme paguro bernardo con tante attinie, un granchio facchino, un cimazio e poi …. la “chicca” della serata … un pesce pappagallo addormentato! Lo sveglio con i miei potenti flash ed inizia a muoversi, ho il tempo di scattare qualche foto (ma ho immaginato che situazione interessante sarebbe potuta essere se avessi montato il minidome) prima che si dilegui nel buio.  Sulla via del ritorno a terra incontro anche una bellissima cerniotta, una piccola musdea ed infine una Aplysia dagli anelli, ma non riesco a “godermele” a dovere a causa del moto ondoso e dell’aria ormai esaurita delle bombole. 

L’accoglienza a terra è delle migliori …. i ragazzi casertani hanno portato la mozzarella di bufala e, ancora completamente vestito, azzanno il bocconcino approfittando per farmi scattare una foto ricordo. Che gran bella serata!