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Punta Campanella e Isca

Mi sveglio alle 3:30 ed ho difficoltà a riprendere sonno, non è però per l’attesa di portare in acqua la nuova “bambina” ma per l’afa terribile che ci attanaglia in questi giorni. Quando suona la sveglia non sono ben riposato ma sono comunque bello carico per la giornata che mi attende. Ho preparato due scafandri …. uno pieno (D7200) ed uno vuoto (D850) per effettuare anche il “check dive” come da manuale del bravo fotografo, nonostante non ce ne sia bisogno. Alle 9 sono al Punta Campanella Diving Center e andiamo a prendere il caffè al bar prima di partire per la nostra doppia immersione.

Il gommone è bello carico ma raggiungiamo velocemente Punta Campanella dove ci attendono altri due clienti capresi venuti con la loro barca. In un primo momento sarei dovuto andare con Gianluigi al grottino dei gamberi, ma vista il leggero ritardo di uno di essi ancora alle prese con il montaggio della videocamera subacquea, decido di scendere da solo, ma evitando di andare nella piccola cavità per non sporcare l’acqua. Scendo lentamente e subito incontro un banco di barracuda, raggiungo le gorgonie e torno verso il faraglione ammirando le cernie dorate ed i saraghi passeggiare placidi su un tappeto di gorgonie bianche. Raggiungo il faraglione e recupero qualche pezzetto di roccia staccata dai datterai per portarla in acquario dove, se ben nutriti e posizionati, gli Astroides sono in grado di prosperare a lungo. Decido così di risalire prima del solito per portare il tutto in superficie e posare la fotocamera “piena” per prendere quella “vuota” da portare per un poco a passeggio sott’acqua. L’operazione ovviamente riesce perfettamente con il solo fastidio di doverla trattenere saldamente tra le mani, pena vederla salire a galla di scatto a causa dell’assetto positivo. Risalgo a bordo soddisfatto ed attendo il rientro di tutto il gruppo. Dopo una breve sosta nei pressi di Nerano, ci spostiamo all’isolotto dell’Isca dove ci immergeremo di nuovo. Questa volta in acqua scende anche Virgilio che ci aveva atteso in barca, oltre a Vittoria, Gianluigi ed Andrea che sono alle prese con degli allievi per un corso Open Water Diver. Effettuiamo il nostro giro nel tunnel, mentre il gruppo prosegue in direzione della grotta, io mi trattengo a fotografare alcune zone meno frequentate dove con mia grande sorpresa mi accorgo che ci sono alcuni rifiuti plastici che andranno rimossi prossimamente. Mi concentro anche a fotografare i tanti saraghi che stazionano all’ingresso del tunnel fenestrato che si muovono lentamente, incuranti della presenza dei sub. Anche qui raccolgo dei frammenti di margherite di mare per l’acquario, ma fortunatamente non si vedono nuove zone di danneggiamento, questi sono solo i residui di precedenti battute. Attendo sotto la barca l’arrivo degli altri sub e li chiamo a raccolta per scattare la foto ricordo, poi risaliamo e riportiamo i due sub capresi alla loro barca prima di tornare velocemente a Massa Lubrense. Mi sono veramente divertito e sono soddisfatto e rilassato, poco dopo però entro nella modalità “ansia da rientro a casa” …. ieri sera ho acquistato una lavatrice nuova per sostituire quella andata KO e devo essere a casa per le 15 per la consegna a domicilio! Al diving sono abituati alle mie manovre di “esodo” e non sono sorpresi della velocità con cui lavo tutta l’attrezzatura e la ripongo nelle borse …. qualche attimo dopo sono già sullo scooter e poco dopo a casa. Chiudo la porta e suona il citofono … “Sig. Gargiulo, a quale piano dobbiamo salire?”

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving Center

La strada per Massa Lubrense è insolitamente libera ed il sole basso alle mie spalle proietta la mia ombra sull’asfalto. Quando arrivo al porto di Marina della Lobra trovo agevolmente anche il parcheggio per lo scooter …. forse perchè sono le 6:50? Ebbene si, per andare a fare un tuffo in tutta tranquillità al Banco di Santa Croce è necessario muoversi in orari diversi dal solito, così Gianluigi ha organizzato la nostra immersione con partenza alle ore 7:30 dal diving. La mattinata inizia al meglio con il caffè ed i cornetti per svegliare tutta la truppa.

Raggiungiamo il sito dopo una veloce navigazione su un mare piatto, mosso solo dalle onde delle poche barche che sono nel golfo a quest’ora. E’ una meraviglia! Ci vestiamo prontamente e ci tuffiamo con l’acqua che è torbida nei primissimi metri, ma che migliora nettamente in profondità. Anticipo il gruppo guidato da Andrea e Lisa, oggi in versione filmaker,  scendendo qualche attimo prima sulla secca principale. Immediatamente vedo due aquile di mare svolazzare via, mentre un grande branco di dentici si mantiene a distanza di sicurezza. Ovviamente ci sono anche le cernie ed i saraghi, che però al momento passano in secondo piano. Peccato che la luminosità sia scarsa a quest’ora del mattino, la luce penetra ancora lievemente in profondità ed è difficile fotografare questi grandi pinnuti. Nel frattempo arriva il gruppo e ci muoviamo verso gli scogli di “terra” dove anche qui sono presenti tante cernie e dentici. Mi fermo tra le gorgonie gialle per cercare di avvicinarne alcuni, ma è impresa ardua. Continuo il mio giro estasiato da tanta bellezza, guardando nel blu si continuano a vedere aquile di mare che volteggiano tra le bolle dei sub.  E’ tempo di ritornare alla secca principale per preparare la risalita e la decompressione.  C’è però tutto il tempo di fermarsi a guardare le margherite di mare e le gorgonie attorniate da milioni di pesciolini, preda delle bellissime cernie che è possibile ammirare al Banco di Santa Croce. L’immersione termina sulla boa di ormeggio dove effettuiamo la breve deco e la sessione selfie di rito. Quando risaliamo a bordo cominciano ad arrivare i gommoni dei diving stabiesi, alle 9 noi andiamo già via! La colazione a bordo e il rientro in porto con il mare calmo poi non ha prezzo!

 

 

Banco di Santa Croce con Gianmarco e Francesco

E’ da giorni che Francesco mi messaggia creando un apposito gruppo su Wathsapp … appuntamento ore 12:00 al Bikini Diving per un tuffo con Gianmarco al Banco di Santa Croce. Dopo un’ora di traffico in auto a causa dell’enorme affluenza di bagnanti, raggiungo il porto di Marina di Stabia dove è situato l’organizzatissimo diving. Francesco e Gianmarco sono già arrivati con mezzi propri e sono già intenti a montare le attrezzature. Ci accoglie Giulia, che non vedevo da qualche anno e Pasquale, che oggi ci accompagnerà in barca per la nostra immersione. Carichiamo tutto sul trasporter e raggiungiamo la banchina dove si trovano i tre gommoni. Dopo una breve navigazione con il vento che soffia da maestrale, raggiungiamo la secca principale del Banco di Santa Croce ed ormeggiamo. Appena pronti ci immergiamo dirigendoci subito sulla foresta di gorgonie e corallo nero. Dentici, saraghi, cernie e qualche aquila di mare ci accolgono subito. Dopo i rituali scatti entriamo nel tunnel-grotta che mostro a Gianmarco che non vi era mai entrato. Appena usciti, verso la sinistra, sotto la tettoia rocciosa coperta di gorgonie, una coppia di enormi cernie passeggia qualche metro sotto di noi.  Tra le gorgonie sono numerosissime le uova di gattopardo, ma di adulti non se ne vedono. I minuti trascorrono veloci ed il computer segnala alcuni minuti di decompressione da effettuare. Non resta che immortalare le pareti fiorite prima di risalire lungo la gomena per la sessione selfie. Una volta a bordo, rientriamo al porto dove risciacquiamo tutte le attrezzature nelle enormi vasche. Mi spiace dover salutare ed andare via presto, ma sono in fervida attesa di un pacco proveniente da Lazise …..  

Le Gorgonie di Calafuria con Andrea Gruppioni

Inizio le mie ferie estive accompagnando mia figlia per il SUMMERDANCEVENT 2018, uno stage di danza vinto da Lorenza presso la scuola ArteDanza di  Livorno. Immaginando di trovarmi in un luogo di mare, decido di portare con me al “buio” l’attrezzatura subacquea e fotografica, non si sa mai … potre riuscire a fare qualche tuffo …. 

Sento qualche amico fotografo che mi indica un diving center che contatto, opzionando qualche tuffo. Mi viene in mente anche di telefonare ad Andrea Gruppioni che ha acquistato la mia fotocamera Nikon D800E con custodia Isotta, con lui concordo un appuntamento per sabato mattina per andare a vedere le gorgonie a Calafuria.

Arrivato a Livorno il mercoledì sera, giovedì mattina porto mia figlia allo stage, vado in avanscoperta per valutare eventuali possibilità di uscita in mare con il primo diving. Sfortunatamente non mi è possibile uscire e per disperazione me ne scendo in spiaggia a fare un bagno e qualche foto in pochi centimetri d’acqua nei pressi dello Scalone di Antignano.

Anche il venerdì trascorre allo stesso modo, ma questa volta non porto nemmeno la fotocamera. Finalmente arriva il sabato, sveglia mattutina, colazione veloce e via ad accompagnare Lorenza alla palestra, ci separiamo e raggiungo il mio amico Andrea che mi attende alle 830 presso il Diving Center Bolle d’Azoto presso il Porticciolo del Chioma, lungo la strada verso sud che porta a Grosseto. Il diving è ben organizzato e comodissimo, lascio l’attrezzatura sulla banchina direttamente dove è ormeggiato il gommone con cui usciremo. Faccio conoscenza diretta con Andrea ed iniziamo a scambiare qualche informazione sulla fotocamera e sull’immersione. Ci prepariamo e dopo le foto ricordo, alle 9 siamo pronti per uscire.

Enrico Tenerini ci porta a Calafuria, in prossimità di un ponte sulla strada statale, qui ancoriamo e ci prepariamo a scendere. Mi sono fatto dare un bel 18 litri mentre il mio amico usa un bibo 10+10. Ho indossato anche la muta stagna perché la permanenza sarà lunga e l’acqua in profondità dovrebbe essere molto fredda. 

Scendiamo lungo la cima e la visibilità non è ottimale, anche il cielo coperto non aiuta, in profondità la visibilità migliora ma in alcuni punti è pessima, con strati densi opalescenti. Avvicino immediatamente il microdome con il Nikon 10,5 mm alla prima stella gorgone che vedo, l’oggetto dei “miei” desideri, sono felice e mi dedico subito a scattare qualche foto senza guardare altro. La Nikon D7200 mi mostra nel display ritmicamente le immagini che ho appena catturato, fatico a rendere a pieno la bella situazione costretto a modulare angolazione e potenza dei flashikelite 161 per ottimizzare l’illuminazione. Solo dopo qualche minuto mi accorgo che ce ne sono anche altri esemplari sulle enormi gorgonie rosse dai polipi espansi, tra i quali volteggia un bellissimo tordo fischietto Labrus mixtus. Proseguo e mi fermo dinanzi alcune belle gorgonie Lophogorgia sarmentosa ed un ramo di gorgonia bianca Eunicella verrucosa, una rarità, con Andrea che fotografa dall’altro lato della scena, su un fondale fangoso che non consente più di due scatti. Risaliamo di quota verso la parete tornando indietro. Qui a circa -30 metri di profondità le pareti sono tapezzate di corallo rosso! Una meraviglia, mi accompagnano in un canyon roccioso dalle pareti ricoperte da Corallium rubrum ed è un vero spettacolo! Peccato non avere la calma di potersi fermare ad immortalare questo punto molto suggestivo. Ci attendono oltre 20 minuti di decompressione “alla fune” e non è un gran bel divertimento! Risaliamo in gommone soddisfatti, ovviamente dopo la rituale sessione deco-selfie. Torniamo a terra e scarichiamo le attrezzature in banchina dove posso anche sciacquare il tutto rapidamente. Una gran bella giornata di mare, non resta che salutare ed andare a raggiungere mia figlia che mi attende per il pranzo e per riprendere le sue sessioni danzanti nel pomeriggio.

PADI WOMEN’S DIVE DAY 2018

Appuntamento odierno da non perdere, l’edizione 2018 del PADI Women’s Dive Day al Punta Campanella Diving Center. Arrivo a Massa Lubrense con lo scooter alle 8 e già c’è un gran fermento, si iniziano i preparativi e si procede all’organizzazione dei gruppi per le uscite in mare che oggi sono continue. Il mare non è clemente, c’è vento ed onda, ci fermiamo alla Cala di Mitigliano dove la situazione meteomarina è favorevole e scendiamo in acqua, ma la visibilità non è ottimale. Mi diverto ad assistere l’amica Francesca intenta a “conoscere” la sua nuova fotocamera reflex Canon, l’assisto cercando di fornire qualche utile suggerimento per accorciare l’apprendimento. La giornata è stata fantastica, vedere tante donne e ragazze  avvicinarsi alla subacquea è una vera gioia, sentire le loro emozioni a caldo dopo essere usciti dall’acqua non ha prezzo!  Mi spiace non poter restare per le successive uscite, ma impegni familiari mi richiamano a casa, inoltre in serata ho da scattare delle foto alla festa di presentazione della nuova collezione di profumi dedicati a Sorrento, dello stilista Mauro Lorenzi, presso il Grand Hotel Moon Valley di Seiano.

Scoglio del Vervece con Gianluigi

Dopo il consueto scambio di messaggi con Gianluigi, confermo la mia presenza dimenticando di ricordare a Vittoria di riportare al diving la mia attrezzatura che, causa sovraffollamento, era stata spostata a casa sua. Quando arrivo al Punta Campanella Diving, mi rendo subito conto dell’assenza della borsa sub …. poco male, prendo dal deposito tutto l’occorrente, al pari dei tanti clienti stranieri e dopo poco sono pronto per salire sul gommone. L’unica preoccupazione è per la maschera, il rischio che si appanni è molto alto, ma non ho modo di verificarlo prima … vediamo cosa accade in acqua.
Usciamo verso le 10 dal porto e raggiungiamo lo Scoglio del Vervece dopo un minuto di navigazione, ormeggiamo alla boa e siamo pronti per il tuffo. Anticipo il gruppo e, seguendo le indicazioni di Virgilio che oggi è il nostro barcaiolo, vado in cerca di un “coccio” d’anfora romana che ha trovato alcuni anni addietro. L’acqua è limpida come da molti anni non accadeva, con una visibilità orizzontale e verticale superiore ai 30 metri e la maschera non si appanna! Sorvolo il fondale roccioso ed incredibilmente, distinguo dall’alto il frammento di terracotta. Mi avvicino con la mia fotocamera Isotta per Nikon D7200 ed il microdome con dentro il 10,5 mm ed inizio a scattare. Sono felice ed emozionato per il ritrovamento, proseguo il mio giro andando in cerca dei pesci San Pietro che sono stati avvistati la settimana scorsa, ma non sono fortunato. Risalgo a quote più tranquille godendomi le gorgonie rosse e poi quelle gialle, fino a rientrare sul pianoro dove giace la statua della Vergine dopo aver effettuato il periplo dello scoglio. Oggi è possibile osservare da lontano il pesce che popola lo scoglio, cernie, scorfani, dentici, barracuda, saraghi e le immancabili castagnole. In barca mi segnalano anche l’avvistamento di un’aquila di mare, di alcune corvine ed aragoste, presenze storicamente occasionali qui al Vervece, segno che, con il passare del tempo, l’Area Marina Protetta, qualche progresso comincia a produrlo. Rientriamo in porto e, mentre il gruppo procede al cambio delle bombole in previsione della seconda immersione a Cala di Mitigliano, mi svesto e mi preparo a tornare a casa per raggiungere la mia famiglia al mare.

Punta Campanella con Gianluigi

Sembra passata un’eternità dall’ultima immersione al Punta Campanella Diving, eppure è solo un mese che non vado a trovare Gianluigi. Salgo sullo scooter dopo esser passato in garage a riprendere la muta stagna, non per questioni di temperatura ma solo per evitare di bagnare le aree del corpo che il mio amico dott. Sabato Mignano ha “privato” di alcuni nevi cutanei. 
Raggiungo il porticciolo di Marina della Lobra e lungo la strada mi accorgo del vento di grecale che alza un poco di onda. Da oggi  Andrea si aggiunge allo staff del diving, ci prepariamo con Virgilio che guiderà il gommone portandoci a Punta Campanella dove le condizioni del mare ci inducono ad immergerci sulla parete che è meno esposta al vento. Gianluigi ed Andrea accompagnano i clienti lungo la parete tappezzata di gorgonie gialle mentre io mi trattengo su alcuni massi coperti da Eunicella singularis, non mi sposto di molto, cercando qualche spunto interessante da fotografare. E’ così che osservo un bel cimazio nei pressi di una lunga spaccatura della roccia. Termino la mia immersione dopo i canonici 60′ quando il gruppo è intento a risalire sul gommone. Anche oggi ho assaporato un “boccone” del mio mare, nonostante tutto, sono riuscito a bagnarmi e a seguire la raccomandazione del mio amico medico che mi imponeva di non bagnarmi! 

Puolo con Ass. J. Cousteau – Immersione Notturna

Va bene, ci vediamo stasera alle 19:45, pioggia permettendo” è quanto mi scrive Antonella in mattinata. Sono le ore 10 e ci sono 33°C e di pioggia non ce n’è traccia …. cosa avrà mai consultato Antonella per scrivere ciò? Proseguo la giornata lavorativa come al solito, durante il mio rientro da Napoli vedo in lontananza minacciose nubi nere avvolgere il Vesuvio …. poco dopo in autostrada un intenso temporale mi sorprende e mi accompagna fino a Sorrento. Certo … esistono le previsioni meteo anche sul telefonino …. come ho fatto a non ipotizzarlo? Intanto la temperatura è calata di dieci gradi centigradi ed il cielo alle 19 è oscurato dalle nuvole. Ci sentiamo ancora con Messenger e restiamo in attesa del sopralluogo di Rossella e Ciro che si sono avviati sul posto per controllare le condizioni del mare. Da Puolo giungono notizie confortanti, decidiamo così di confermare l’immersione notturna.

Ci ritroviamo in spiaggia dove attendiamo il calare delle tenebre, in lontananza si scorge una luce rosea che somiglia ad un’alba. Ci vestiamo e scendiamo in acqua quando ancora c’è visibilità residua solare e per i primi 15 minuti d’immersione non è ancora necessario usare la torcia. Sorvolo il fondo sabbioso e vengo colpito dalla presenza di due grandi lische di pesce che sono sul fondo, preda di murici e paguri. Proseguo avvicinandomi alla parete rocciosa dove vedo  Antonella, Nicola e Francesco che sono alcuni metri sopra di me con le loro lampade. Gamberi e castagnole riepiono ogni buco della roccia, ma sono scarsi i soggetti da fotografare con il 10,5 mm nel microdome Isotta, uniche “perle” della serata un enorme Umbraculum mediterraneum, una grande musdea ed un granchio facchino. Risaliamo dopo 90′ di grande divertimento, peccato solo non poter proseguire la serata in pizzeria con i miei amici, ho la cena preparata da mia moglie a casa!

Puolo con Jacques Cousteau

Si torna finalmente in acqua dopo due weekend con altri impegni che mi hanno tenuto lontano dal mare. Appuntamento ore 9 a Cala di Puolo con gli amici dell’associazione Cousteau, arrivo in anticipo e scarico le attrezzture iniziando a montare la fotocamera. Arriva Francesco, poi Nicola, Antonella, Linda e altri ragazzi e ci vestiamo. Mentre sono prossimo ad immergermi sopraggiunge il mio amico Rosario per salutarmi, sceso a fare il bagno con la famiglia. Mi racconta di aver visto un bel gattuccio nella sua ultima immersione qui. Mi spiega il percorso e ci salutiamo. L’acqua è bianca in riva al mare ma allontanandosi dalla spiaggia dove ancora frange l’onda montata ieri, la visibilità migliora sensibilmente. Sorvolo il fondo sempre in cerca di incontri “notevoli” alias rana pescatrice, seguendo le indicazioni del mio amico ….. incredibilmente mi trovo di fronte un gattuccio solo parzialmente nascosto sotto un sasso. Ha solo la testa infilata sotto lo stesso mentre tutto il corpo giace esternamente. Inizio a fotografare sfiorandolo con il minidome …. il pinnuto si desta dal sonno, si gira e si allontana girandomi intorno prima di prendere il largo. Lo seguo dall’alto attendendo che si fermi prima o poi, ma il suo nuoto prosegue flessuoso fino a far perdere di vista la sua sagoma ondulante. Peccato, avrei voluto fotografarlo da vicino …. nel frattempo sopraggiungono anche Nicola & Co, mi trattengo con loro per qualche minuto e mi mostrano sotto una roccia piatta un secondo gattuccio, adagiato sul fondo con la testa rivolta verso di noi. È bellissimo ammirarlo mentre respira placido, peccato per la presenza di una pietra all’ingresso della tana che mi impedisce di fotografarlo per bene con il minidome. Non resta che proseguire il giro verso terra, dove tra i sassi si nascondono perchie, sciarrani e qualche cerniotta, intente a cacciare nell’acqua lattescente il gran numero di latterini che si sono raccolti all’ombra delle piccole caverne che si aprono lungo la parete nei pressi della spiaggia. Riesco così incredibilmente a “bloccarle” alcuni esemplari in un piccolo buco mentre uno sciarrano ed un ghiozzo tentano d’insidiarli.

Non resta che salutare tutti, ricomporre le borse e tornare a casa per sciacquare il tutto. Terminata l’operazione sono di nuovo pronto per proseguire la giornata con la famiglia al mare!

Trofeo Salento Sub con Mimmo

Ho trascorso un magnifico weekend insieme al mio grande amico Mimmo, in terra salentina, per partecipare ai lavori di giuria del concorso fotografico Salento Sub, insieme al mitico fotosub Andrea Giulianini, accompagnato dalla moglie Rosa. Dopo il lungo viaggio “ad ostacoli”, condito da lavori in autostrada ed indicazioni fallaci del navigatore satellitare che ci ha fatto transitare all’interno della città di Taranto, finalmente raggiungiamo Santa Caterina di Nardò in tempo per iniziare il workshop sulla fotografia subacquea tenuto dal prof. Roscigno. Al termine della serata ceniamo in riva al mare con gli efficientissimi organizzatori della manifestazione, Gianluca, Lucia, Umberto, Tiziana, Roberto, Maurizio, Vito e tanti altri che è impossibile citare. Finalmente alle 24, distrutti,  si va a dormire …. 
La sveglia suona alle 7 per andare in acqua insieme ai concorrenti del concorso, tra i quali ci sono alcuni grandi amici come Claudio Zori e Salvatore Carbone. Raggiungiamo il diving e carichiamo le attrezzature a bordo del gommone che partirà senza di noi, avviandosi per mare a Porto Cesareo, dove noi arriveremo con un pulmino e alcune auto. Dopo le operazioni preliminari, finalmente si parte per il campo gara. Mentre il gruppo di concorrenti si immerge io sono a bordo del gommone dell’AMP che mi porta in un punto diverso, ma poco distante a visitare la Grotta della Cattedrale. Dopo un primo errore di location, finalmente trovo la grotta che mi era stata segnalata. L’acqua non è limpida a causa del mare agitato dei giorni precedenti, ma lo spettacolo è notevole, con una serie di “finestre” che si aprono nella roccia coperta di coralligeno. 
Rientriamo a terra e ci spostiamo di nuovo a Santa Caterina dove pranziamo prima di riprendere il mare per la seconda immersione a Punta Lea. Questa volta sono in gommone insieme ai concorrenti ed è tutta un’altra storia! Immancabile il selfie a bordo. Lascio scendere i sub in acqua poi chiedo ad Andrea Costantini, titolare del Diving Costa del Sud, di indicarmila localizzazione dell’ancora ammiragliato che giace sul fondo. Inizio così la mia ricerca ma ben presto mi accorgo che, senza guida, sarà impossibile localizzarla sulla sabbia. Decido così di tornare indietro, ma nelle grotte ci sono i concorrenti intenti a scattare e non voglio disturbarli. Gironzolo così fin quando, quasi al termine del tempo di gara, mi dirigo di nuovo nella grande grotta in cui ci sono le spugne Axinella. Così, nonostante la visibilità non ottimale a causa del passaggio di altri fotografi, mi dedico alle contorte forme dei poriferi che si ergono dal fondo e si stagliano nel blu/nero della caverna. Un vero spettacolo! Risalgo e torniamo a terra dove finalmente ci concediamo un’ora di riposo prima della cena.
Raggiungiamo così un antico casale sede dell’Amp dove è stata aorganizzata una cena all’aperto con annessa “padellata”. La serata trascorre piacevolissima tra gli aneddoti di Andrea e Rosa, le imitazioni di Claudio e gli sfottò di Mimmo al malcapitato Pietro, seduto alla sua destra.
Domenica mattina la sveglia suona ancora presto, ci attende la colazione e l’attività principale per cui siamo ospiti qui in salento. Alle 9 iniziamo i lavori di giuria, dopo una preve visualizzazione di tutte le foto, inizia la votazione e la scelta delle immagini vincenti. Il lavoro procede spedito e sono eccitato dall’essere in compagnia di due grandissimi fotosub. Tra di noi comunque regna una grande armonia, svolgiamo le operazioni con grande fluidità e terminiamo in tempo per l’aperitivo.
Dopo una piacevole sosta al bar, dispiaciuti per non poter presenziare alla premiazione che si terrà nel pomeriggio, ripartiamo con direzione casa usando il “navigatore manuale”, le preziose indicazioni stradali forniteci da Gianluca che ci ha fatto “saltare” i passaggi cittadini. Rientriamo così in serata dopo aver trascorso un bellissimo weekend ed aver conosciuto nuovi amici, gentilissimi e simpatici, disponibili e premurosi, GRAZIE RAGAZZI!