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Dharavandhoo e Hanifaru Bay – Maldives

Maldive, una meta da sogno per quasi tutti gli abitanti del pianeta … per un fotosub come me, una vacanza irrinunciabile per tuffarsi nel caleidoscopico oceano indiano. L’occasione salta fuori quando il mio fraterno amico Mimmo Roscigno mi informa che sta organizzando per l’estate, un viaggio-workshop ad Dharavandhoo per andare a fotografare le mante ad Hanifaru Bay. Decido allora di fare una magnifica sorpresa alla mia famiglia e così, radunate le mie donne per la cena, le avviso che saremo in vacanza dal 25 luglio all’8 agosto, per una destinazione sconosciuta! Iniziano così le mille domande per scoprire qualcosa in più. Le lascio brancolare nel buio, uniche indicazioni … mare e palme ….

Nel periodo che precede il nostro viaggio provvedo ad aggiornare tutti i passaporti, mantenendo il riserbo sulla nostra destinazione. Solo il mercoledì prima della partenza, svelo il segreto … gli occhi delle mie donne si illuminano come non mai, sono elettrizzate e corrono a chiudere i bagagli. Chiudere le mie valigie è molto più complicato, non avendo grande esperienza di viaggi all’estero non so cosa portare e nel dubbio, porto il corredo quasi completo di ottiche ed oblò per la mia Nikon D800 oltre alla fotocamera Nikon 1 J2 con custodia Nimar per mia figlia Lorenza, 4 flash con relativi bracci. Far entrare tutto nei tre zaini è un’impresa veramente ardua, solo dietro consiglio del Prof. Roscigno, riesco a chiudere il tutto, lasciando fuori solo lo scafandro Isotta con una bella tracolla da portare disinvoltamente ai controlli aeroportuali.

Finalmente si parte con l’auto per Roma dove in aeroporto raggiungiamo Mimmo e Paolo, anche loro pieni di bagagli.  Facciamo scalo a Dubai dove ci raggiunge il resto del gruppo proveniente da Milano, capitanato dal simpaticissimo Alberto. Voliamo fino a Malé e poi con un piccolo volo interno raggiungendo Dharavandhoo nell’atollo di Baa, l’isola dei pescatori dove ci attendono Virgilio Gabriele e Jessica Ogliar Badessi, titolari del Dharavandhoo Diving Center che ci accompagneranno in acqua in queste due settimane di vacanza.

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Uno scorcio dell’isola Dharavandhoo

Prendiamo quindi possesso delle camere dell’Hibaru Fishing Lodge e finalmente ci riposiamo dopo le lunghe ore di viaggio. Nel pomeriggio è già tempo di andare in mare, dopo esser passati per l’organizzatissimo diving center, fornito di tutte le comodità per i subacquei ma soprattutto di due enormi vasche di risciacquo e asciugatura per le nostre fotocamere. Il Dharavandhoo Diving Center infatti è un punto di riferimento e di eccellenza per l’assistenza ai fotografi subacquei, un Photosub Friendly Diving di prim’ordine, anche per l’assistenza in acqua che è in grado di offrire, con tante guide attente a non disturbare i fotografi mentre sono alle prese con gli scatti in wideangle e prontissimi ad essere a fianco del fotografo per mostrare i piccoli organismi che si possono incontrare tra i crinoidi, le spugne e le gorgonie.

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Il nostro magnifico gruppo, in un momento di relax, in attesa di una nuova immersione.

L’acqua non è limpida, ricca di plancton in questo periodo.  E’ fotograficamente poco favorevole a causa cattiva visibilità dell’acqua, ma è la condizione essenziale per la presenza e l’incontro delle mante che si concentrano nella laguna di Hanifaru, per cibarsi dell’abbondantissimo nutrimento qui trasportato dalle correnti. Non è possibile immergersi liberamente nella laguna, divenuta parco marino, gli accessi sono contingentati, a pagamento e sorvegliati dai ranger, con ingresso a giorni alterni, solo in apnea, per 50 minuti, in modo da non disturbare le mante. E’ quindi opportuno verificare preventivamente il loro ingresso in gran numero all’interno della laguna prima di scendere in acqua.

La prima immersione la effettuiamo su una Thila a poca distanza dall’isola, una stazione di pulizia dove le mante si avvicinano per lasciarsi pulire dai labridi presenti sul reef. L’impatto con il reef è folgorante, i pesci sono ovunque, con i glass fish che si aprono al nostro incedere, spostandosi all’interno degli enormi e verdi rami di Tubastrea, gli Anthias e i grugnitori che si muovono in sincronia al riparo dei grandi ventagli di colore arancione. Tantissimi gli anemoni di colore rosso con numerose famiglie di pesci pagliaccio che fanno capolino tra i bianchi tentacoli. Crinoidi, stelle, alcionari, coralli duri e molli di ogni forma e colore, un vero tripudio cromatico. Non siamo però fortunati, l’incontro con le mante è rimandato, ma vediamo alcune tartarughe, una delle quali è intenta ad addentare una coloratissima medusa.

I giorni seguenti sono ricchi d’incontri presso le varie stazioni di pulizia, la difficoltà è riuscire a districarsi tra la moltitudine di subacquei che sono smaniosi di fotografare le mante a ridosso del reef, succede così che ci pestiamo spesso le “pinne” ma in ogni caso riusciamo tutti ad immortalarle.

Finalmente, dopo alcuni tentativi in cui abbiamo desistito, è il momento di scendere in acqua per fotografare le mante, entrate numerose a cibarsi in laguna. Scendiamo tutti armati di maschera, pinne e fotocamera ed iniziamo a nuotare verso di loro. Lidia segue Jessica mano nella mano insieme a mia moglie Mariolina, Lorenza invece come me è impegnata a scattare fotografie per immortalare il loro elegante nuoto. Sembra di assistere alle evoluzioni della squadra aerea acrobatica, uno spettacolo da “togliere” il fiato …. ma forse il fiato manca soprattutto per lo scarso allenamento con l’apnea! Quando i ranger ci richiamano a bordo sembra essere trascorso solo qualche minuto! “No! Già finito? Meno male che tra due giorni si replica!” Torniamo più volte nei giorni seguenti in orari diversi per seguire la marea montante, il sole più basso attutisce il contrasto luminoso ma rende maggiormente difficoltosa la corretta esposizione. Ad ogni modo riesco a tirar fuori alcune belle sequenze delle loro evoluzioni.

Le due settimane trascorrono allegre a bordo del comodissimo dhoni, l’equipaggio è così efficiente che asseconda tutte le nostre esigenze, hanno subito imparato gli abbinamenti fotosub-fotocamera per cui ci vengono passate senza il minimo errore. Durante gli intervalli di superficie consumiamo grandi quantità di thé e biscotti, per ricaricare le “nostre” batterie prima del successivo tuffo. Le tre-quattro immersioni giornaliere, mettono a dura prova i tempi di ricarica delle batterie dei flash, molte serate poi si concludono con delle magnifiche immersioni notturne oppure intorno al tavolino su cui osserviamo le immagini scattate durante la giornata. E’ in questa occasione che Mimmo, dopo cena, dispensa suggerimenti e critiche al fine di ottenere immagini sempre più accattivanti. La vacanza volge al termine, con il simpaticissimo siparietto comico instaurato con Alberto: “Ma tu scendi adesso?”  che si ripete ad ogni tuffo. Il tormentone proseguirà fino al penultimo giorno quando, a causa di un morso di una murena bandito, Alberto sarà costretto a desistere impossibilitato ad immergersi con i 12 punti usati per suturare il suo pollice.

Le ultime immersioni sono condite dai continui incontri con le mante presso le stazioni di pulizia, con alcune new entries tra le quali alcuni squali nutrice, i branchi di Platax, le aragoste, una coppia di murene leopardo, una bellissima medusa e gli immancabili pesci pappagallo addormentati sotto le acropore durante le immersioni notturne.

Solo l’ultimo giorno, impossibilitato ad andare in acqua per risalire sull’aeroplano, vado in spiaggia a fare il bagno con la famiglia ed un servizio fotografico ricordo alle mie donne. Anche lì però, con la macchina fotografica di Lorenza, mi tuffo a fotografare una magnifica medusa viola che si avvicina alla spiaggia spinta dall’intensa corrente marina. Sono questi gli ultimi scampoli di una vacanza fantastica, trascorsa con un meteo sempre splendido (fatto salvo un paio di acquazzoni notturni), trascorsa in allegria grazie alla piacevolissima atmosfera creatasi all’interno del gruppo. Lascio così un pezzetto del mio cuore su quest’isola che avrei potuto conoscere più a fondo, ma che avrei voluto conoscere ancora più IN fondo!

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Le mie ragazze al mare
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Fotoricordo di famiglia: Mariolina, Lorenza, Lidia, Marco
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Fotoricordo di famiglia: Lorenza, Mariolina, Lidia, Marco

Esperienza indimenticabile, da raccontare con le immagini …

26 Luglio: Kihaadufaru Thila

27 Luglio: Bodu Gaa, Aidhoo Island, Dharavandhoo Thila

28 Luglio: Nelivaru Thila, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

 

29 Luglio: Hanifaru Gaa, Angaa Thila, Dhonfanu Reef Night

30 Luglio: Dhonfanu Thila, Bodu Gaa, Digu Thila

31 Luglio: Kihaddu Thila, Kihaaddufaru Thila, Dhonfanu Wall Night

1 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila, Dhonfanu Reef

2 Agosto: Bodu Gaa, Bodu Thila, Dhonfanu Reef Night

3 Agosto: Vadhoo Corner, Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Thila

4 Agosto: Hanifaru Gaa, Dharavandhoo Corner, Kihaaddufaru Thila Night

5 Agosto: Digali Haa, Anga Faru, Dharavandhoo Corner Night

6 Agosto: Kihaddu Thila, Bodu Gaa, Soft Coral Garden, Dharavandhoo Corner Night

 

 

 

Parco Archeologico Sommerso di Baia con Francesco & Friends

I messaggi di Francesco Rastrelli si susseguono incessanti per tutto il giorno, così come le telefonate. Finalmente alle 22:00 tutto è pronto … la visita al Parco Sommerso di Baia è una realtà.

Alle 7:30 passo a prendere Magda e Dario, poi appuntamento a Meta con Francesco che ci attende vicino alla chiesa. Partiamo puntualissimi per raggiungere alle ore 9:00 Edoardo & Co presso il rinnovato SUB BAIA Diving, sul porto di Baia. E’ in arrivo anche il grande Prof. Mimmo Roscigno, che si aggiungerà per rendere ancora più nutrito il nostro gruppo. Sono anni che progettavo di visitare la città sommersa, ma sia pigrizia che la distanza da Sorrento, mi hanno spesso fermato. Grazie all’insistenza del mio vecchio amico Francesco, finalmente siamo pronti per visitarla.

Il meteo non è dei migliori, con le nuvole che coprono il cielo quasi completamente, ma il mare è calmo. Il vento da Nord, che ha soffiato intensamente per alcuni giorni, ha pulito incredibilmente l’acqua. Raggiungiamo il sito archeologico in gommone, dopo aver fatto un breve briefing delle due immersioni che effettueremo. Ho portato con me la Nikon 1J2 con due coppie di fari, per provare a fare qualche video. L’acqua è veramente limpida. Edoardo procede subito a scoprire il mosaico della Villa Protiro, le operazioni durano a lungo a causa della grande quantità di sabbia che ha ricoperto l’antico pavimento della villa. Lo spettacolo è però indescrivibile … ad ogni manovra di Edo, viene fuori alla vista una porzione sempre più grande del mosaico, con i pesciolini che si avvicinano per approfittare per un inatteso spuntino. Scattiamo delle foto ricordo prima di ricoprire di nuovo il tutto, al fine di proteggerlo ancora dalle onde e dalle alghe. Mentre attendiamo il termine delle operazioni, mi imbatto in un “Bobbit Worm”, un grosso anellide che vive infossato nella sabbia, ma non faccio in tempo a fotografarlo perché subito sparisce nel sedimento. Poco distante Mimmo mi mostra una bella attinia di rena con due gamberetti simbionti che si nascondono tra i grassi tentacoli.

Risaliamo a bordo dove ci attende pazientemente Ivo, sostituiamo le bombole e ci spostiamo con il gommone verso la boa del Ninfeo di Punta Epitaffio. Siamo di nuovo pronti per immergerci. Iniziamo a percorrere la Via Erculeanea poi raggiungiamo il Ninfeo con le statue ormai semi sepolte ed incrostate, ma lo spettacolo è magnifico, con l’acqua limpida che ci consente di cogliere l’insieme dell’antica struttura romana. Proseguiamo il percorso visitando l’altro lato della via Erculeanea e la zona termale dove abbondano le attinie dai lunghi tentacoli fluttuanti, anche la fauna ittica in questo punto è abbondantissima. All’improvviso, allontanandomi sulla sabbia dalle antiche mura, trovo un piccolo frammento di anfora appoggiato sulla ghiaia. Chissà quante e quali bellezze sono ancora celate dal mare e sapientemente preservate dall’opera dei diving che operano nella zona! L’immersione volge al termine, risalgo prima degli altri poiché la batteria della mia fotocamera è ormai KO. Mi godo con Ivo, la serenità e la pace che regna in mare oggi. Il primo tuffo del 2015 è veramente memorabile, al pari della compagnia di vecchi e fraterni amici con cui mi trattengo al diving Sub Baia per gustare una fumante pizza. Non resta che mettersi in viaggio per casa e per questo nuovo anno subacqueo 2015!

Spiaggia Caterina con Dario, Fabio e Francesco

Il 26 dicembre in Inghilterra si celebra il Boxing Day … a casa mia invece il … NITROXING DAY!

Mi alzo infatti in anticipo da tavola alle 16:00, lasciando i miei familiari a proseguire il pranzo di S. Stefano … ho un impegno con tre cari amici … una notturna a Marina Grande.

Quando arrivo a casa per cambiarmi, mi accorgo del cambio d’itinerario, andiamo alla Spiaggia Caterina. Passo a prendere l’attrezzatura in garage, saluto l’amico Rosario che è venuto a Sorrento con la famiglia per andare a vedere il presepe vivente a Casarlano, poi corro a casa di Dario. Durante il tragitto mi accorgo di non aver preso i fari per la notturna! Torno indietro e recupero dall’armadio due faretti, non so se sono carichi. Avviso i miei amici di portare almeno una torcia per me a vado all’appuntamento. Carichiamo le attrezzature nell’auto e andiamo giù al porto di Sant’Agnello dove Francesco e Fabio sono già vestiti. Inizia a montare un vento freddo da grecale mentre ci immergiamo nell’acqua cristallina. Dopo pochi scatti però si rompe subito il cavo a fibra ottica della mia fotocamera. Sono costretto quasi subito a passare a “girare” solo qualche video. La serata trascorre veloce, tra cavallucci marini, gamberi vinai ed Alicia mirabilis. Dopo i 120′ d’immersione, ci spogliamo sulla spiaggia con il vento che è diventato intenso e gelido. Ci riscaldiamo davanti ad una pizza e ad un piattone di patatine fritte, con la birra che evapora rapidamente dalle nostre bottiglie. Quando riporto Dario a casa, approfitto per sciacquare tutta l’attrezzatura da lui sotto l’acqua corrente, senza portare nemmeno un granello di sabbia a casa!

Ancora una volta una gran bella serata, nonostante i continui problemi tecnici che mi assediano da un poco. Spero comunque di bagnare ancora la muta entro fine anno!

Banco S. Croce con Gabriella e Francesco

Trenta giorni sono trascorsi dall’ultimo tuffo. La voglia è tanta, tale da farmi sfidare un fortissimo  raffreddore (anche perché di solito a mare mi passa tutto). Lasciati da parte per qualche ora i lavori di ristrutturazione dell’appartamento, mi concedo una passeggiata mattutina a Castellammare di Stabia per immergermi con gli Amici degli Abissi. Qui trovo l’onnipresente Gabriella e Francesco Pazienza, appena arrivato da Cosenza. La giornata è magnifica, quasi primaverile, c’è solo un poco di vento da grecale che inizia a soffiare con maggiore intensità. Raggiungiamo il Banco di Santa Croce con il capiente barcone e ci ancoriamo prendendo il posto di un gommone che nel frattempo è andato via. Con me ho portato ancora la Nimar J2 con i due flash Inon Z240, dopo averla “scovata” tra gli scatoloni riposti nel garage.

La prima parte dell’immersione la trascorro a litigare con uno strano ed inspiegabile effetto “tendina” che mi appare sul fotogramma, eppure le regolazioni  sono quelle corrette … Non mi riesce quindi di scattare una degna foto a Gabriella che è intenta ad effettuare un selfie con la sua compatta, vicino alla Gerardia savaglia. Proseguo ed incontro Raffaele e Francesco che scattano alcune immagini alle uova di gattuccio, ma proseguo ormai disperato sul funzionamento anomalo della mia fotocamera. Nonostante le difficoltà tecniche, riesco a godermi la passeggiata attorno allo scoglio principale della secca, in un’acqua abbastanza limpida da farmi notare in lontananza una coppia di cernie che nuota qualche metro dinanzi a me. Quando ormai raggiungo la spugna gialla, provo a scattare ancora in totale automatismo ed è allora che mi accorgo che il cavo a fibra ottica che alimenta i due flash è staccato dalla sua sede. Ecco perché veniva illuminata sono una piccola area in alto del fotogramma! A questo punto comincia realmente la mia immersione; il Nitrox 32% mi consente di rimanere a fondo per altri 30′, in tempo per fotografare un enorme scorfano ed i tantissimi saraghi e donzelle che popolano il Banco di Santa Croce.

Rientriamo a terra dove è immancabile un ricco pasto a base di rustici e di buonissimi dolcetti calabresi al miele che spariscono poco dopo esser stati tirati fuori. Rientro con comodo a casa con l’auto ma sono veramente stremato; quando raggiungo il divano, colto dai brividi di freddo di uno stato febbrile,  cado in un sonno profondo per alcune ore, soddisfatto per la bella giornata trascorsa.

Unica nota negativa della giornata … non aver potuto fare una “dose piena” di azoto!

Banco S.Croce con David

Un lungo periodo stressante è trascorso dall’ultima immersione, così intenso da indurmi persino a far crescere la barba. Oggi finalmente mi sono preso una giornata di “stacco” per riuscire a riprendere fiato prima di rituffarmi nelle incombenze dei prossimi mesi. L’occasione è quella di ritirare il terzo premio vinto al concorso “Sora nel Blù”, approfittando dell’occasione di avere presenti al Banco di Santa Croce, tutti gli amici di Sora presso il Diving Amici degli Abissi. Con loro ci sono anche David con Maria Cristina, venuto da Roma per un tuffo in trimix alla Gerardia savaglia.

Il meteo di primo mattino è nuvoloso, durante la giornata però, inizia a splendere un bel sole. Arrivo presto al diving dove saluto tutti, compresa Gabriella che, su mio consiglio, sostituisce l’obiettivo macro con il grandangolo. Sono in configurazione fotografica “light”, a causa di un problema tecnico occorso alla mia Nikon D800e ho portato con me la Nikon 1 J2 di Lorenza. Dopo lunga attesa di tutti i subacquei provenienti da lontano, siamo finalmente pronti ad uscire sul gommone.

Il mare è calmo come l’olio, ma l’acqua è veramente torbida, tanto da non consentirmi di individuare subito la Gerardia savaglia. Ho l’occasione di avere con me una gran modella, la mitica Maria Cristina, peccato solo non essere equipaggiato con la mia Isotta. Raggiungiamo finalmente il ramo di falso corallo nero, ma Cristina, abituata a posizionarsi nel fotogramma nella classica posizione in silouette, si allontana molto da me. Le faccio segno di avvicinarsi e di mettersi in asse con i soggetti da fotografare, poiché non ho la possibilità di fotografarla a figura intera con l’obiettivo che ho montato sulla J2. Passiamo poi all’interno del tunnel pieno di gorgonie rosse e poi usciamo a fotografare l’Axinella cannabina sulla parete meridionale. Proseguiamo il giro intorno allo scoglio, incrociando in senso inverso, l’enorme gruppo di subacquei presenti al diving. Quando ormai siamo al termine dell’immersione, ritroviamo Gabriella che doveva seguirci e ci fermiamo sotto il pizzo con le margherite di mare, dove le mostro come sistemare la fotocamera per ottenere qualche buono scatto. Terminiamo la deco tra le mille bolle, i saraghi curiosi e le onnipresenti castagnole che popolano il Banco di Santa Croce. Mentre attendiamo il rientro dei sub tecnici, gustiamo le prelibatezze preparate da Angelo sulla cianciola.

Quando rientriamo al diving sono le 14:00,  solo il tempo di una foto ricordo mentre ritiro il premio prima di correre a casa mi attendono per il pranzo!

Punta S.Elia con Lorenza e Punta Campanella Diving

Dopo la notte di Halloween, è ancora tempo dei mostri …. “sacri della fotosub”. Oggi infatti sarò in acqua con un gran maestro ed amico, fresco vincitore di un prestigiosissimo “Plongeur” al festival fotosub di Marsiglia, sua eccellenza Prof. Mimmo Roscigno!

E’ anche l’occasione di tornare in acqua con mia figlia Lorenza per ultimare il corso advanced, di festeggiare il termine dell’attività estiva del Punta Campanella Diving e congratularsi con il neo istruttore subacqueo Ivo Stornaiuolo. La giornata è praticamente estiva, con il mare calmo e limpido come solo in questo periodo è possibile ammirarlo. Decidiamo di andare in esplorazione di nuovi siti d’immersione, quindi decidiamo di andare a Punta Sant’Elia, dove nonno Virgilio Liguori ci guiderà in nuovi fondali.

Iniziamo l’immersione su una franata di massi che arriva su un fondale sabbioso a circa -30 metri. E’ la prima volta che vedo la Caulerpa taxifolia, dalle inconfondibili foglie “pennate”, che inizia a ricoprire alcune zone rocciose con delle chiazze verde brillante. La cosa più interessante però è che in questo sito sono presenti contemporaneamente anche altre due specie,  la Caulerpa racemosa e l’autoctona C. prolifera.

Mimmo ha trovato una bellissima lepre di mare dai riflessi rossi, mentre Edoardo è intento a fotografare una Cratena peregrina. Con grande piacere ritrovo alcuni pescetti che hanno accompagnato la mia gioventù, ma che da tempo non vedevo in Penisola Sorrentina; il ghiozzo dorato Gobius auratus, dalla bellissima livrea gialla.

Terminiamo l’immersione dopo aver visitato una piccola grotta passante che Virgilio ha ritrovato dopo svariati anni.  Quando facciamo ritorno al diving, sistemiamo le attrezzature mentre ci viene preparato il pranzo presso il ristorante de “il Paguro”, per festeggiare   l’istruttIVO!

Grotta Zaffiro e Grotta Mitigliano con Lorenza

SMS delle ore 00:00 “Rosy ma facciamo ancora in tempo ad aggregarci al tuffo di domani allo Zaffiro?”. Nessuna risposta fino alle 8:00 di questa mattina, quando sento al telefono un assonnato Edo che mi conferma la possibilità di uscire. Io e Lorenza siamo già pronti da un’ora, in attesa della conferma. Partiamo con lo scooter e raggiungiamo il Punta Campanella Diving Center presso Marina della Lobra dove troviamo Mimmo, Guglielmo ed altri clienti. Siamo tantissimi in barca e proprio loro sono costretti a restare a terra. Saliamo sul gommone e navighiamo verso la Grotta dello Zaffiro, Mattia ha da effettuare alcune riprese per un documentario sulla caverna, per cui entra per primo all’interno, seguito dopo poco da tutti noi. Lo spettacolo è magnifico, Lorenza resta colpita dalle dimensioni e dai riflessi azzurri che si proiettano sulle buie pareti della caverna, poi passa ad ammirare le stalattiti e stalagmiti che si incontrano nella parte più interna della grotta. Dopo il giro all’interno, usciamo e risaliamo sul gommone. Ci spostiamo di poche decine di metri e ci tuffiamo di nuovo in cerca della grossa spugna Axinella cresciuta sulla parete verticale. La troviamo quasi subito, grazie alle precise indicazioni di Edo. L’esemplare è maestoso e magnifico, con le sue curve ramificazioni che si ergono nel blu del mare. Inizio a fotografare io, poi passo la fotocamera a Lorenza per farle fare un po’ di pratica con la Nikon 1 J2. Continuiamo con Lorenza che insegue qualche pesciolino per fotografarlo, poi finalmente risaliamo e rientriamo al diving.

Sono ormai le 13:00 quando terminiamo di sciacquare le attrezzature dopo aver fatto la doccia. Ci fermiamo a mangiare qualcosa al ristorante Paguro prima di rientrare a casa. Quando siamo ormai prossimi ad andar via, con le borse richiuse pronte per essere caricate sullo scooter, Mimmo ci convince a restare per andare di nuovo in mare nella Grotta di Mitigliano. Dopo un attimo d’indecisione, siamo già freneticamente a lavoro per rimontare le attrezzature … usciamo di nuovo!

Nella Cala di Mitigliano incontriamo mia moglie Mariolina con Lidia e mia madre, usciti in barca per un bagno in famiglia. Li salutiamo poi ancoriamo. Io e Mimmo ci infiliamo subito nella grotta, Lorenza e Guglielmo invece, seguono Edoardo e ci raggiungono dopo un poco all’interno della caverna. Entriamo subito in fondo in cerca della brotula che puntualmente incontriamo. Mentre Mimmo la fotografa mi sposto più avanti dove ne vedo ancora una, leggermente più grande. Quando siamo in procinto di ritornare nello stretto cunicolo ci fermiamo attendendo il passaggio del piccolo gruppo di sub prima di percorrerlo in direzione dell’uscita.  Incontriamo tanti gamberi e granchi, tra cui due Dromia ed una grossa Musdea che si nasconde al riparo di un sasso cavo. Terminiamo l’immersione e rientriamo a Marina della Lobra dove risciacquiamo il tutto nuovamente, soddisfatti per la bella giornata trascorsa in mare.