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Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Grotta e Tunnel dell’Isca con Virgilio

La sensazione di dimenticare qualcosa non mi lascia tranquillo fin quando arrivo al Punta Campanella Diving. Porto con me una maschera di scorta perchè non ricordo se l’ho lasciata lì, solo allora, con la cesta dell’attrezzatura completa di tutto, mi rassereno ed inizio ad assemblare il tutto. C’è anche una sorta di leggera emozione a ritornare nel mare di casa dopo la vacanza a Corfù. Ho portato con me alcuni nuovi accessori, arrivati a domicilio mentre ero fuori Italia: due bracci lunghi in carbonio e le nuove clamp Flex-Arm ma anche lo scafandro (vuoto) per la GoPro Hero 7 della T-Housing, sempre distribuita da Flex-Arm. Ho optato per una configurazione versatile della Nauticam NA-D850, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga, abbinata ai falsh Ikelite DS161 non conoscendo a priori il luogo dell’immersione.

La scelta dell’itinerario cambia più volte, si decide così di andare subito allo Scoglio dell’Isca e poi per la seconda immersione, a Puolo. Io sbarcherò al termine del primo tuffo per tornare a casa, effettuando solo la prima immersione. Partiamo e raggiungiamo il punto, durante la navigazione il cielo si rannuvola, ma più tardi tornerà a splendere il sole. Mentre siamo in barca, Virgilio mi chiede di seguirlo, mi porta infatti ad una piccola grotta a 35 metri che non conoscevo, mi racconta che un tempo c’erano migliaia di gamberetti Plesionika narval, adesso la cavità è apparentemente disabitata, con un fondale fangoso che può sollevarsi facilmente senza le doverose precauzioni. Virgilio non entra e mi lascia visitare indisturbato la grotta, all’ingresso ci sono delle Pinna nobilis morte ancora infisse nel sedimento.  

Quando esco non lo vedo ed inizio il ritorno verso il tunnel sommerso dove è diretto tutto il gruppo di olandesi ed americani. L’acqua è abbastanza limpida ma c’è una “nuvola” che si innalza dalla roccia, guardo da vicino e mi accorgo che le spugne sono in riproduzione e stanno emettendo i gameti. Visito la cavità con grande calma, lasciando andare via anche tutto il gruppo per provare a scattare una foto panoramica. I saraghi sono all’interno del tunnel e non fuori come al solito, sono abbastanza confidenti oggi, ma mi dedico poco a loro, provando a fotografare la grotta in toto. Appena rientra il gruppo sotto la volta del tunnel approfitto per scattare qualche foto anche con loro, fin quando giunge il momento di risalire. Torniamo al diving velocemente, alle 11:30 siamo già a terra, sono contento per aver assaporato di nuovo l’azoto e perchè così posso dedicarmi alle molteplici cose che ho da sistemare a casa, tra le quali … guardare e sistemare le foto della Grecia e quelle scattate oggi!

Secca di Saddam con Pasquale e Ciro

Mare di Norvegia? No, San Giovanni a Teduccio nelGolfo di Napoli, a due passi dal Vesuvio. Continua così la mia ricerca di nuovi siti d’immersione. Grazie alle ferie estive appena iniziate, approfitto per onorare l’invito del mio amico Ciro dell’Anno che mi ha per anni parlato di alcune secche popolatissime nella zona antistante il miglio d’oro, tra Ercolano, Portici e Napoli. A rinforzare la voglia di raggiungerlo c’è la concomitante presenza dell’amico Pasquale Vassallo, con il quale avevo preso appuntamento mentre bevevamo qualcosa post-immersione notturna.

Raggiungo alle 8:30 il Porto del Granatello dove ha base nautica il Diving EuroSub di Ciro,  scarico l’attrezzatura e la fotocamera e vado a parcheggiare l’auto, raggiungo la banchina e carico tutto a bordo del comodissimo gommone. Fa un gran caldo, Pasquale è in arrivo da Napoli ma è in ritardo di una mezz’ora sull’appuntamento delle 9:00 causa lavori in tangenziale, noi approfittiamo per andare a prendere un caffè in centro cittadino e bagnarci con l’acqua fresca ad una fontana che si trova sul piazzale antistante la Guardia Costiera. La location è ottimale, il molo facilmente raggiungibile, il parking comunale è economicissimo, c’è finanche la stazione ferroviaria FS sul porto, tale da poter raggiungere il punto d’imbarco senza prendere l’auto, manca solo un bar sul porto. Finalmente arriva anche Pasquale e ci mettiamo in moto verso Napoli. Pochi minuti di navigazione e raggiungiamo il punto esatto.

Si tratta di un sito roccioso vulcanico su un fondale di circa 20 metri, ricchissimo di Eunicelle cavolinii e grandi rami multicolor di Leptogorgia sarmentosa di colore arancio, giallo, rosso e rosa. 
Scendiamo lungo l’ancora nell’acqua verde e torbida, sul fondo fortunatamente la visibilità migliora ma l’atmosfera è incredibile con un colore verdognolo che domina la scena. Sembra di essere nei mari  del Nord Europa, anche perchè la vita bentonica è rigogliosa come in questi mari freddi. Ho indossato la muta stagna solo per opportunità, l’avevo già pronta nella borsa in garage, ma è tornata molto utile, l’acqua era freddina sotto. Ho usato il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash Ikelite DS161 e bracci lunghi. Ciro eccezionalmente senza videocamera si presta a guidarci e a fare da modello, richiamato da ciascuno di noi fotografi a posizionarsi nel modo e luogo appropriato per lo scatto. Trascorriamo 60 minuti di puro divertimento, Ciro ci mostra anche una grande ancora che è sul fondo, molto interessante. Ad un tratto mi accorgo però che il flash di sinistra non scatta, accendo e spengo, poi mi accorgo che la fibra ottica si è lesionata vicino alla base di aggancio. Riesco a fatica a far scattare il flash, costretto a mantenere con la mano sinistra il cavetto in posizione perpendicolare per far scattare il lampo. C’è purtroppo anche una rete da pesca che è adagiata sul fondo ed avviluppa le gorgonie, strappandone alcune quando viene salpata; si vedono infatti alcuni rami sul fondo, privi del naturale ancoraggio. Un piccolo sarago fasciato è finito nella rete, il suo destino è segnato, non potendo intervenire per liberarlo. Ci ritroviamo all’ancora per effettuare la decompressione, qui scatto un doveroso selfie subacqueo, per festeggiare l’evento. Una volta a bordo, consumiamo dei biscotti ed il caffè, godendoci lo spettacolo della città di Napoli vista da mare. Rientriamo al porto e dopo aver sbarcato le attrezzature e recuperato l’automobile, approfitto per autografare e consegnare una copia del libro al mio amico Ciro.

Sono ormai le 12:30, mi aspetta come al solito la famiglia per andare al mare, mi metto subito in auto e rientro a fatica a Sorrento, la galleria di Seiano è sempre intasata e resto fermo dentro di essa per circa 40 interminabili minuti. Finalmente superato l’ingorgo, riesco ad arrivare velocemente a casa per le 14. Lascio tutte le borse a casa e scendo immediatamente con lo scooter al mare dopo aver preso la borsa con il cibo ma dimenticando di prendere il costume da bagno! 

 

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

E’ sempre stupendo poter immergersi al Banco di Santa Croce ed anche oggi è stata una giornata esaltante! Arrivo in scooter di buon mattino al Punta Campanella Diving Center, le operazioni d’imbarco sono già iniziate, prepariamo le attrezzature e partiamo con mare calmo con direzione Vico Equense. Raggiungiamo la boa di ormeggio della secca principale del Banco di Santa Croce e ci tuffiamo, Gianluigi ed Andrea accompagnano i clienti, Lisa resta in barca mentre Virgilio scende insieme a me. Dopo un primo passaggio alla Savalia savaglia mi sposto sulla secca di terra, dove di lontano si vedono i dentici, le cernie e le castagnole. E’ un tripudio di colori, degno dei reef esotici, solo la visibilità dell’acqua non è quella dei tropici ma accettabile in profondità. Mi avvicino alle pareti tapezzate dalle margherite di mare avvolte dalle castagnole rosa. Le spugne coloratissime competono tra loro e con gli altri organismi sessili per conquistare ogni cmdel substrato roccioso, un miscuglio di colori abbagliante. A malincuore devo lasciare la postazione e ritornare alla secca principale dove incontro i miei amici intenti ad effettuare il periplo dello scoglio. Le cernie sono molto confidenti e si lasciano avvicinare per qualche scatto prima di mettersi a distanza di sicurezza, guardando nel blù si vedono gruppi di Dentex dentex cacciare insieme le boghe e le castagnole. Diventa difficile iniziare la risalita ed effettuare la decompressione, mi rassegno e mi posiziono lungo la gomena per assolvere alle necessità di desaturazione. Quando ho ormai terminato la sosta vedo sopraggiungere un gruppo subacqueo dei Vigili del Fuoco con delle mute coloratissime … lascio la posizione e torno giù per qualche metro per scattare qualche foto con loro. Effettuo una nuova sosta di sicurezza e risalgo a bordo dove mi attende il gruppo. Si torna a casa dopo una bellissima immersione con i miei mitici amici del Punta Campanella Diving Center, durante il rientro è immancabile il selfie in movimento!

Un tuffo nell’Oasi in Città di Sant’Agnello

Era da lungo tempo che avevo intenzione di tornare nel laghetto dell’Oasi in Città; ho aspettato la fioritura delle ninfee ed atteso il primo giorno di ferie per poter andare di lunedì (giorno di chiusura del parco) ad immergermi nel “biolago”, uno specchio d’acqua artificiale installato al centro dell’area verde che è stata ricreata al di sopra di un parcheggio per automobili. Devo ovviamente ringraziare mio cugino Claudio D’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno, che mi ha aperto il parco quest’oggi ed ovviamente l’amministrazione comunale di Sant’Agnello per aver seguito le tenaci indicazioni di mio cugino per restituire alla città un’area verde  al di sopra dell’autorimessa. Arrivo con Lidia con lo scooter dopo il pranzo, Claudio ha appena aperto l’ingresso secondario per farci entrare, il giardino è in gran forma, con le piante che stanno colonizzando ogni metro libero del terreno. Fiori, farfalle, libellule, api, uccelli e alcune rondini che vengono ad abbeverarsi al laghetto, quest’area è un paradiso! 
Ho montato il Sigma 15 mm con minidome Saga sulla Nikon D850 in custodia Nauticam, mentre Lidia era equipaggiata con la Nikon D7200 per fare le foto esterne. 
Mi sono tuffato nell’acqua incredibilmente fresca, pensavo fosse molto più calda, subito sono stato “assalito” dalle gambusie che hanno iniziato a “mangiare” su tutta la superficie del corpo, la prossima volta indosserò una maglietta perchè alcuni “morsi” erano abbastanza fastidiosi. L’acqua è torbida a causa del sedimento che immediatamente si solleva dal fondo mentre cammino. Inizio a scattare alle prime ninfee, quelle che sono già in ombra e quindi prossime alla chiusura, poi passo alle altre, peccato invece che la ninfea amazzonica abbia il fiore ancora chiuso, ma le sue foglie sono bellissime e … spinose. Ogni tanto infatti mi pungo urtandole, ed anche questa sensazione non è il massimo. Al termine del pomeriggio Claudio si diverte a bagnarmi con l’acqua gelida simulando la pioggia!  Termino il mio giro in acqua cercando anche di fotografre i carassi, le carpe, le alborelle e le gambusie, ma la visibilità e l’obiettivo non sono ottimali, poterò la lente macro la prossima volta! Claudio ci accompagna poi in giro per il parco mostrandoci le tartarughe che ha in gestione, portate dalla guardia forestale e dai privati, ma anche  tutti i progressi e i futuri sviluppi dell’oasi, è un grande amante del verde e della natura e non riesce proprio a trattenersi, è un vulcano di idee e ci illustra tutte le modifiche che andranno effettuate nei prossimi mesi e stagioni. Lo salutiamo alle 17 quando ce ne torniamo soddisfatti a casa per mangiare una bella coppa di gelato!

Punta Lauro con Punta Campanella Diving Center

Dopo il sabato trascorso ad oziare in spiaggia con la mia family, stamattina sono tornato in acqua per un tuffo a Punta Lauro. Mentre  raggiungo Massa Lubrense è ancora visibile in cielo la luna … 50 anni fa avvenne il mitico allunaggio che ha segnato indelebilmente l’anno 1969 insieme alla incredibile partita di calcio Italia-Germania 4-3.

Arrivo sul posto alle 8:30, firmo la copia del libro “i Colori delle Sirene”  ringraziando i miei amici e partner del Punta Campanella Diving Center ed inizio a preparare la fotocamera e l’attrezzatura. Attendiamo le 9:30 prima di salpare per caricare a bordo l’ultimo cliente proveniente da Napoli. In acqua oggi scendono Lisa e Vittoria, mentre Gianluigi resta in barca ed Andrea al diving, in attesa dei clienti della successiva immersione. Dopo la brevissima navigazione ci tuffiamo a Punta Lauro. L’acqua è abbastanza limpida e mi consente di vedere la parete rocciosa terminare sul fondo sabbioso. Arrivo alla base e mi infilo in una piccola cavità della roccia dove c’è una famiglia di Anthias anthiasProseguo verso l’interno della baia costeggiando la parete fino a trovare l’ingresso della grotta che si apre a circa 25 metri di profondità. Entro solo per pochi metri non avendo il filo d’Arianna, scatto qualche foto ed esco subito, la cavità è angusta e tortuosa, pericolosa e quindi da evitare senza le opportune precauzioni. Proseguo incontrando Vittoria che ha mostrato ai suoi clienti un bellissimo pesce ago tra le foglie di posidonia. Più avanti incontro Virgilio mentre raggiungo il punto nel quale è affondato un albero dall’aspetto spettrale. Mi trattengo per scattare alcune immagini anche in controluce, con le castagnole che ormai lo hanno eletto a “reef” di casa. Il tempo scorre ed è il momento di tornare su, con i ragazzi già tutti sul gommone pronti per rientrare alla base.  Anche oggi vado via appena sbarcato, sono le 11:30 e a casa mi aspettano per andare al mare, mentre Andrea è pronto ad uscire di nuovo con il successivo gruppo di subacquei. 

Punta Campanella con Associazione Jacques Cousteau

Ho faticato ad alzarmi dal letto, ero quasi sul punto di desistere, spegnendo la sveglia; mi sono fatto coraggio pensando che sarebbe passata una settimana di lavoro prima di poter tornare in acqua! Così mi sono messo in azione, preparando anche la fotocamera con una lente diversa che non ho ancora utilizzato sulla mia Nauticam NA-D850 con il minidome. Controllo anche lo stato di carica dei flash Ikelite DS161 che mostrano due led rossi accesi, chiudo il tutto nel borsone e vado a Massa Lubrense. Durante il viaggio sullo scooter vedo il mare agitato dal vento forte di Grecale che ha anche pulito il cielo dalle nuvole rendendo visibili le isole del Golfo di Napoli. Con grande sorpresa al Punta Campanella Diving incontro gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau (non avendo letto il messaggio email  di avviso ai soci) capitanati da Nicola ed Antonella, ma ci sono anche Danilo, Francesco, Linda e l’australiano Dario.

Per sfuggire al forte vento l’opzione è quella di voltare la Punta Campanella. Saliamo tutti a bordo del gommone comandato da Vittoria e raggiungiamo la boa di ormeggio al di sotto del faro. Gianluigi ed Andrea accompagnano il gruppo alle gorgonie rosse, mentre io me ne vado in cerca della Savalia savaglia che si trova sulla punta, in mezzo al mare. Anticipo il gruppo ed effettuo la capovolta, Vittoria mi passa la fotocamera e scendo subito sotto il faraglione per poi raggiungere gli scogli da cui partire in cerca del “corallo nero”. Mi fermo a scattare una foto alle prime gorgonie che incontro e mi accorgo che la cupola dell’obiettivo Nikon 10,5 mm è completamente appannata! Nelle fasi di preparazione ho lasciato forse per troppo tempo la fotocamera al sole dopo averla assemblata, distratto dalla presenza dei miei amici. Fotografare è impossibile, ma vado comunque in cerca dello scoglio isolato, sorvolo l’area ma non vedo nulla che ricordi il ramo che sto cercando, dovrò ritornare con Gianluigi che conosce bene il posto! Torno indietro placidamente, l’immersione fotografica è ormai compromessa, passeggio sul fondo roccioso dove si vede qualche piccola cernia, alcuni dentici e tanti saraghi fasciati. Controllo ogni tanto l’appannamento dell’oblò che piano piano inizia a pulirsi.  Raggiungo il grottino con la famiglia di Apogon imberbis dove finalmente posso scattare qualche foto, mentre ritorno verso il faraglione, trovo Nicola e Dario che sono in cerca della piccola caverna. Li porto sul posto, scatto qualche foto con loro e me ne vado di nuovo, alla ricerca del banco di barracuda che solitamente staziona sulla punta. Trovo subito alcuni piccoli esemplari abbastanza confidenti, più distante c’è l’intero gruppo, formato comunque da individui di piccole dimensioni. A pochi metri d’acqua mentre effettuo la sosta di sicurezza si sente la risacca ed è fastidioso rimanere ulteriormente in acqua. Me ne risalgo così a bordo, il gruppo è già al completo, torniamo alla base con le onde a prua ma gli spruzzi d’acqua sono pochi poichè l’intensità del vento è calata, girando anche di quadrante, adesso soffia il Maestrale tipico dell’orario. Non mi trattengo sul posto e come al solito scappo subito a casa per andare al mare con mia moglie presso lo stabilimento “Bagni Salvatore” di Sorrento dove sono stati sostituiti i vecchi ombrelloni verdi con quelli nuovi gialli, qui trascorro il pomeriggio in estremo relax.

 

Oggi non è andata come sperato ma non importa, porto a casa ancora una volta l’insegnamento di restare concentrato al 110% nella fase di preparazione, fortunatamente non ho fatto danni e questo è fondamentale, ma è grazie a queste giornate che si ricaricano le batterie per il prossimo tuffo!

Vervece con Gianluigi

Ieri notte mentre ero di ritorno sullo scooter con mia moglie da una manifestazione a Villa Fondi a Piano di Sorrento mi sento chiedere: “Ma domani vai a mare?” e la mia risposta immediata è: “Certamente!” Stamattina mi son dovuto svegliare prima del solito perchè non ho avuto modo di preparare nulla per andare a fotografare, così subito dopo la barba e la colazione, sono corso nello studio a sistemare la Nauticam NA-D850 con il Tokina 10-17 mm posizionato fisso a 15 mm ed il minidome Saga Dive, abbinato ai flash Ikelite DS161. Ormai sono sveltissimo nelle operazioni con la nuova fotocamera sebbene eseguite con perizia per evitare di far danni, subito dopo sono pronto a raggiungere il Punta Campanella Diving a Marina della Lobra. Viaggiare con lo scooter oggi è piacevolissimo, non c’è il caldo afoso della scorsa settimana, c’è un poco di vento ma il mare è calmo. Arrivo a destinazione e ci sono tutti i componenti dello staff in azione, Andrea alle prese con alcuni clienti brasiliani per fare snorkeling, Lisa e Vittoria “vestono” gli altri clienti americani per l’immersione allo Scoglio del Vervece. I miei compagni in acqua oggi sono Gianluigi, con la sua fotocamera Nauticam NA-D810 + Nikon 16-35 mm e Virgilio. Gianluigi mi racconta di aver visto molto pesce qui al Vervece, ieri pomeriggio in immersione, anche un Pesce San Pietro, proviamo così a ritrovarlo …

Acqua torbida nei primi metri, una leggera corrente spinge in direzione di Capri, più in profondità la visibilità migliora al di sotto del termoclino. Seguo Gianluigi che si dirige verso il Viale delle Gorgonie e raggiungiamo la parete con le spugne gialle. Qui c’è una bella aragosta sotto una rientranza della roccia. C’è n’è anche una seconda in una spaccatura più in basso, ma ha le antenne spezzate, probabilmente a causa di una “colluttazione” con un polpo predatore che non è andata a buon fine per quest’ultimo. Gianluigi mi sopravanza ed ha appena incontrato il pesce che cercavamo … lo vedo scattare alcune foto e lo raggiungo cercando di arrivare a metterlo tra noi due per provare a tenerlo sotto “scacco”. L’impresa è vana, il pinnuto si muove mostrandoci sempre la coda, intento a sfuggire “all’abbraccio” a tenaglia dei nostri flash elettronici. Dopo un rapido cenno d’intesa tra noi, lo lasciamo andare. Seguiamo il viale roccioso coperto di Eunicella cavolinii e raggiungiamo la parete esterna del Vervece per effettuare il giro completo dello scoglio, dove Lisa è in immersione con clienti. Lungo il percorso si vedono tante cernie, un piccolo gruppo di corvine e qualche dentice, raggiungiamo il banco di barracuda che staziona nell’acqua più calda e torbida, vicino alla parete sovrastante la statua della Madonna dove mi dedico a fotografare le margherite di mare che “lottano” con le alghe brune per riconquistare il substrato che un tempo era occupato dai coloratissimi polipi di Astroides calycularis e Parazoanthus axinellae. Mentre effettuo la decompressione mi affaccio in una spacca a sei metri di profondità dove c’è una murena che dopo un poco si sposta andando a scomodare, facendola spostare, una piccola cernia che era più dentro nella tana. Finiamo l’immersione e rientriamo al diving, come al solito risciacquo e sistemo l’attrezzatura per l’indomani e me ne torno a casa per pranzare, poi tornare al mare con mia moglie per qualche ora, prima di andare in serata a festeggiare l’onomastico (Sant’Enrico) di mio padre e mio nipote con tutta la famiglia.

 

Puolo con Ass. Jacques Cousteau – Immersione Notturna

Solita sveglia alle 6:30, mi alzo non un leggero mal di schiena. In previsione della serata, faccio colazione e prendo del diclofenac a lento rilascio per essere in perfetta forma per l’immersione notturna. Quando vado nello studio a prendere l’iPad per andare a lavoro, mi accorgo che l’Holacanthus ciliaris che ho nella vasca di quarantena è pieno di puntini bianchi, l’avevo lasciato la sera prima in perfette condizioni! Perdo qualche minuto per inserire in vasca il medicinale a base di rame e installare una pompa di movimento supplementare per aumentare l’ossigenazione della vasca e poi scendo di casa. Al mio rientro dopo un ritorno da Napoli in soli 60 minuti, il dolore alla schiena è andato via ed il pesce in vasca sembra aver reagito bene al trattamento, accettando anche un poco di cibo. La fotocamera è già pronta dalla sera precedente, stasera farò un esperimento, ho montato il Tokina 10-17 mm nel minidome Saga, ma posizionandolo a 15 mm senza usare la ghiera dello zoom.

In abbinata ci sono i due flash Inon Z240 con le cupole GloDive, montati sui bracci galleggianti Flex-Arm. Metto le batterie nelle lampade ed inizio ad assemblare il tutto, fortunatamente mi accorgo di aver dimenticato di mettere anche le batterie stilo nei flash e chiudere i tappi posteriori! Avrei sicuramente fatto un gravissimo danno ….. Alle 19:30 sono pronto a vado al garage a prendere la muta e le bombole.

Arrivo a Puolo alle 20, in perfetto orario, Linda e gli altri soci stanno già scaricando le attrezzature, dopo poco arriva anche Antonella con Nicola. Ci vestiamo lentamente per aspettare il calare delle tenebre, ma è il caso di vestirsi subito per sfuggire all’assalto delle zanzare tigre. Chiudo la muta stagna (quella umida l’ho lasciata al Punta Campanella Diving) e mi tuffo in un’acqua calda e verdognola. Subito incontro un grosso albero caduto in mare dall’aria spettrale,  recupero un paio di occhiali da sole caduti in mare e trovo un piccolo pesce ago nascosto al riparo di un puntale di una canna da pesca. La visibilità migliora nettamente al calare della temperatura dell’acqua, a 30 metri è fredda e limpida, ma le tenebre non sono ancora assolute e ci sono poche presenze in giro sul fondale. Il percorso sul sabbione è privo d’incontri, taglio verso la parete dove si vedono le lampade dei miei compagni. Mentre li raggiungo trovo una bella bavosa cornuta far capolino da uno scheletro di un riccio. Sarebbe stato ideale avere montato un obiettivo macro e lo snoot, ma va bene lo stesso. Passo oltre e raggiungo i miei amici, guardiamo insieme tra le foglie di posidonia dove si nascondono alcuni pesci ago, due dei quali hanno le uova sotto il ventre. Tra le foglie vedo anche svariate conchiglie Smaragia viridis e le mostro ai miei amici che hanno obiettivi adatti alle minuscole dimensioni, di ippocampi invece non vi é traccia. Mentre ritorniamo verso terra un grosso polpo mi viene incontro, ci mettiamo in fila per fotografarlo tutti, poi raggiungiamo di nuovo il basso fondale dove l’acqua torna calda e torbida. Qui passeggia un grosso paguro bernardo che trascina con se le sue enormi attinie ed una piccola murena è sorpresa a cacciare fuori tana.  Anche Antonella trova un paio di occhiali caduti in mare e li recupera. Dopo 90 minuti d’immersione è ora di salire e qui comincia la parte più brutta della serata …. le scalette da salire più volte per portare tutto in auto ed il risciacquo dell’attrezzatura a casa che mi impegnano fino a dopo la mezzanotte, quando finalmente posso cenare qualcosa ed andare a fare una doccia, domattina la sveglia suona ancora alle 6:30!

Posto Segreto con Pasquale Vassallo

È da tempo che desideravo immergermi con il mio amico (e grande fotografo subacqueo) Pasquale Vassallo, ma gli impegni di lavoro mi hanno sempre impedito di realizzare il progetto. Oggi finalmente, grazie ad alcuni giorni di ferie non programmati, sono riuscito ad andare in acqua con lui. La giornata è magnifica, primaverile, mare calmo ma acqua torbida, raggiungo Pasquale che mi attende al porto  di Baia. Prendiamo un bel caffè e dopo aver posato la mia vettura ci spostiamo con la sua auto nel suo regno. Pasquale mi guida nei suoi luoghi del cuore e questa è la cosa più bella! Siamo stati a lungo in acqua in apnea, nonostante un piccolo imprevisto con la fibra ottica che mi ha costretto a tornare a terra per sostituire i cavi. La giornata è stata magnifica, con scorci mozzafiato che mi hanno lasciato esterrefatto. Per ringraziarlo della sua gentilezza, mi guardo bene dal pubblicare le foto scattate, ma vi assicuro, che prima o poi, con il suo consenso, ve le mostrerò!

Rientriamo a prendere la mia auto dove incontriamo tanti amici che sono di ritorno da un’immersione nella zona archeologica, ci salutiamo qui, dandoci appuntamento per i prossimi giorni!