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Trofeo Salento Sub con Mimmo

Ho trascorso un magnifico weekend insieme al mio grande amico Mimmo, in terra salentina, per partecipare ai lavori di giuria del concorso fotografico Salento Sub, insieme al mitico fotosub Andrea Giulianini, accompagnato dalla moglie Rosa. Dopo il lungo viaggio “ad ostacoli”, condito da lavori in autostrada ed indicazioni fallaci del navigatore satellitare che ci ha fatto transitare all’interno della città di Taranto, finalmente raggiungiamo Santa Caterina di Nardò in tempo per iniziare il workshop sulla fotografia subacquea tenuto dal prof. Roscigno. Al termine della serata ceniamo in riva al mare con gli efficientissimi organizzatori della manifestazione, Gianluca, Lucia, Umberto, Tiziana, Roberto, Maurizio, Vito e tanti altri che è impossibile citare. Finalmente alle 24, distrutti,  si va a dormire …. 
La sveglia suona alle 7 per andare in acqua insieme ai concorrenti del concorso, tra i quali ci sono alcuni grandi amici come Claudio Zori e Salvatore Carbone. Raggiungiamo il diving e carichiamo le attrezzature a bordo del gommone che partirà senza di noi, avviandosi per mare a Porto Cesareo, dove noi arriveremo con un pulmino e alcune auto. Dopo le operazioni preliminari, finalmente si parte per il campo gara. Mentre il gruppo di concorrenti si immerge io sono a bordo del gommone dell’AMP che mi porta in un punto diverso, ma poco distante a visitare la Grotta della Cattedrale. Dopo un primo errore di location, finalmente trovo la grotta che mi era stata segnalata. L’acqua non è limpida a causa del mare agitato dei giorni precedenti, ma lo spettacolo è notevole, con una serie di “finestre” che si aprono nella roccia coperta di coralligeno. 
Rientriamo a terra e ci spostiamo di nuovo a Santa Caterina dove pranziamo prima di riprendere il mare per la seconda immersione a Punta Lea. Questa volta sono in gommone insieme ai concorrenti ed è tutta un’altra storia! Immancabile il selfie a bordo. Lascio scendere i sub in acqua poi chiedo ad Andrea Costantini, titolare del Diving Costa del Sud, di indicarmila localizzazione dell’ancora ammiragliato che giace sul fondo. Inizio così la mia ricerca ma ben presto mi accorgo che, senza guida, sarà impossibile localizzarla sulla sabbia. Decido così di tornare indietro, ma nelle grotte ci sono i concorrenti intenti a scattare e non voglio disturbarli. Gironzolo così fin quando, quasi al termine del tempo di gara, mi dirigo di nuovo nella grande grotta in cui ci sono le spugne Axinella. Così, nonostante la visibilità non ottimale a causa del passaggio di altri fotografi, mi dedico alle contorte forme dei poriferi che si ergono dal fondo e si stagliano nel blu/nero della caverna. Un vero spettacolo! Risalgo e torniamo a terra dove finalmente ci concediamo un’ora di riposo prima della cena.
Raggiungiamo così un antico casale sede dell’Amp dove è stata aorganizzata una cena all’aperto con annessa “padellata”. La serata trascorre piacevolissima tra gli aneddoti di Andrea e Rosa, le imitazioni di Claudio e gli sfottò di Mimmo al malcapitato Pietro, seduto alla sua destra.
Domenica mattina la sveglia suona ancora presto, ci attende la colazione e l’attività principale per cui siamo ospiti qui in salento. Alle 9 iniziamo i lavori di giuria, dopo una preve visualizzazione di tutte le foto, inizia la votazione e la scelta delle immagini vincenti. Il lavoro procede spedito e sono eccitato dall’essere in compagnia di due grandissimi fotosub. Tra di noi comunque regna una grande armonia, svolgiamo le operazioni con grande fluidità e terminiamo in tempo per l’aperitivo.
Dopo una piacevole sosta al bar, dispiaciuti per non poter presenziare alla premiazione che si terrà nel pomeriggio, ripartiamo con direzione casa usando il “navigatore manuale”, le preziose indicazioni stradali forniteci da Gianluca che ci ha fatto “saltare” i passaggi cittadini. Rientriamo così in serata dopo aver trascorso un bellissimo weekend ed aver conosciuto nuovi amici, gentilissimi e simpatici, disponibili e premurosi, GRAZIE RAGAZZI!

 

Punta Pizzaco con Virginia, Mimmo e Salvatore

Ore 6:30, suona anche oggi la sveglia … una lunga serie di complicazioni sembravano impedirmi di andare in acqua questo sabato a Sorrento …. sorge quindi l’occasione giusta per andare altrove …. pensavo di chiamare Raffaele a Castellammare oppure Ciro a Torre del Greco e poi valutare gli eventuali programmi … il messaggio WhatsApp di Virginia, che mi invitava a raggiungerla a Baia, ha invece sparigliato le carte! Così ieri sera, dopo essermi assicurato della possibilità di uscire con Edoardo del SUB BAIA Diving Center, ho preparato l’attrezzatura subacquea e fotografica ed ho caricato il tutto in auto per essere subito pronto a partire. Così, dopo la colazione, mi metto in auto per tempo ma all’altezza di Ercolano, un incidente autostradale mi ostruisce l’autostrada …. faccio giusto in tempo ad uscire e prendere una strada panoramica interna che porta a Ponticelli dove posso prendere di nuovo l’autostrada e poi la Tangenziale di Napoli per raggiungere Baia dove mi attendono per le 8:30. Arrivo con soli 10 minuti di ritardo ma ampiamente in tempo per l’immersione … scarico le attrezzature e parcheggio l’auto. Al diving incontro Virginia Salzedo e suo marito, venuti dal nord per un weekend ma anche Marco Fantin, Mimmo, Ivana & Ornella. Mentre ci prepariamo sopraggiunge “Taturiello” Ianniello che era di passaggio … stava andando a fare un tuffo in apnea … lo convinciamo ad aggregarsi … prontamente viene recuperato Gav ed erogatore e si aggiunge al nostro gruppo. Andiamo in banchina e saliamo sul gommone, la giornata è magnifica, il Golfo di Napoli è visibile per intero con tutte le isole in bella mostra … il mare è calmo ed in cielo splende un sole quasi estivo. Raggiungiamo prontamente Procida con Mimmo che naviga in “incognito”, incappucciato per proteggersi dal vento durante la navigazione. Arrivati a Punta Pizzaco ci immergiamo, l’acqua ahimè è tutt’altro che limpida, seguiamo Edo che ci porta lungo la parete a vedere il corallo rosso. Grazie al Nitrox 28% che abbiamo nelle bombole possiamo sostare alcuni minuti in profondità senza accumulare troppa decompressione, ovviamente risaliamo lungo la parete ammirando la grande ricchezza coralligena della falesia, con spugne, gorgonie e margherite di mare che tappezzano il substrato. Terminiamo l’immersione nell’insenatura sabbiosa contornata dalla prateria di Posidonia oceanica. Una volta saliti in barca ci spostiamo per ammirare da vicino la “Corricella” con i suoi molteplici colori, approfitto per fare qualche foto a pelo d’acqua sporgendomi per intero dalla prua del gommone. Chiedo ad Edo e Salvatore di mantenermi per le gambe ma ho il terrore di esser scaraventato in acqua per scherzo dai miei amici. Li imploro e sono costretto a fidarmi … alla fine sono salvo! 

Sbarchiamo al porto le attrezzature, il gruppo proseguirà la giornata con un secondo tuffo sulla città sommersa per ammirare i nuovi mosaici colorati di Villa Protiro.  Io, come al solito, fuggo via dopo aver mangiato la pizza offerta dal diving e aver salutato i miei amici. Il viaggio verso Sorrento è lungo ed ho il timore di trovare molto traffico sulla statale, la giornata magnifica avrà richiamato di certo molti turisti. Incredibilmente la strada è quasi completamente libera, riesco ad arrivare in tempo a casa per vedere persino la partita in tv!

 

 

Banco di Santa Croce con Mimmo e Gabriella

Decine e decine di podisti questa mattina corrono lungo la strada che mi porta a Castellammare di Stabia di primo mattino per raggiungere il Diving Amici degli Abissi. La settimana è stata splendida ed il mare calmo come l’olio, proprio l’ideale per un tuffo diurno per provare le nuove attrezzature, visto che di solito sono sempre avvolto dalle tenebre.

Al diving saluto Angelo e Raffaele, già indaffarati a sistemare il tutto per l’uscita in barca, poco dopo sopraggiungono Gabriella e Mimmo, Rosa ed altri amici.

Ci prepariamo subito e dopo una graditissima colazione offerta da Francesco del Bar Pino,  usciamo per ormeggiare alla boa della “Secca di Terra” . Dalla superficie l’acqua sembra limpida, una volta in acqua le condizioni non sono ottimali, ma assolutamente positive per qualche scatto in grandangolare con il nuovo Superdome Isotta da 9″ ed i flash Ikelite 161. Confesso la scarsa conoscenza di questi ultimi, che mi ha portato a commettere l’errore di non ricaricarli ex novo, fidandomi delle due spie rosse accese sul flash che segnalavano una buona autonomia. Scendiamo lungo la gomena e raggiungiamo il fondo. Seguo Gabriella mentre Mimmo resta da solo nei pressi della boa. Raggiungiamo una bella parete di paramuricee piene di castagnole dove la “fotosubbina” prova a “spingere” i rosei pesciolini verso il mio oblò. Le chiedo contestualmente di scattarmi qualche foto mentre fotografo, poi proseguiamo fino a raggiungere la gerardia che si trova alla base dello scoglio. Più in là ci sono tre grandi cernie che mi guardano incuriosite, provo ad avvicinarmi ma si tengono a debita distanza da me. Il flash di sinistra mi lascia quasi subito, quello di destra regge quasi tutta l’immersione, ma alla fine va KO anche lui. Oggi mi porto a casa una nuova esperienza … meglio non fidarsi delle batterie … ricaricare ogni volta!

30 minuti trascorrono veloci, nonostante l’autonomia elevata del monobombola da 18 litri, sono costretto a risalire quando leggo sul display del computer subacqueo  … 30 minuti di deco a 6 metri! Inesorabilmente ritorno alla boa ed inizio la lunga deco, peccato aver dimenticato di portare  la bombola stage con EAN 50% per “tagliarne” una grossa fetta. Fortunatamente mi fanno compagnia Mimmo e Gabriella che, dopo aver terminato la sua sosta di sicurezza, si trattiene a scattare qualche foto ricordo con noi e ai mega-saraghi che si avvicinano a noi in cerca di cibo.  Alzando gli occhi al cielo è possibile scorgere Raffaele che ci guarda dalla prua della barca, l’acqua in superficie è ferma, smossa unicamente dalle nostre piccole bolle. Finalmente arriva il segnale di fine sosta e possiamo risalire. Durante il rientro a terra, mentre mangiamo di nuovo qualcosa, Mimmo si accorge di aver perso il suo computer VR3 mentre si svestiva per salire in barca. Angelo non si da per vinto, inverte la rotta della barca e ci riporta indietro sul punto presunto di smarrimento. Subito si prepara e si tuffa di nuovo. Scende a cercarlo ma sfortunatamente non riesce a ritrovarlo.  Rientriamo a terra con leggero ritardo sul previsto; mi spiace per Mimmo, per lui oggi non è stata una bella giornata. Un sentito ringraziamento agli Amici degli Abissi per avermi fatto godere anche oggi, di una bellissima giornata di mare! Dopo pranzo, mentre tutti guardano il Napoli in tv, me ne vado a passeggio per Sorrento con la famiglia per godere ancora del bel sole e della giornata che si allunga sempre più.

 

Rivista Asferico N°55

E’ con grande soddisfazione che vedo pubblicato sulla rivista Asferico un articolo scritto a quattro mani con Antonella Taddei, responsabile sezione AFNI Campania, e con le foto degli amici Mimmo Roscigno e Salvatore Ianniello, che valorizza le bellezze sottomarine del Golfo di Napoli. 
Penso sia venuto proprio bene, buona lettura!

Puolo con Filippo, Edo, Pietro e Mimmo

Disteso sul lettino ricevo una telefonata da mio fratello, mentre scrivo sul blog il resoconto mattutino. Mi avverte che non sarà con noi stasera poiché domattina la sveglia suona presto per andare a lavoro. Rientro a casa e riassemblo la fotocamera con un nuovo corredo ottico, montando il Tokina 10-17 mm. Mangio qualcosa di leggero prima di scendere per andare al diving alle 20 dove trovo i miei amici a tavola per la cena.

Aspettiamo che sia terminata e saliamo sul gommone con direzione Cala di Puolo. Il cielo è sereno e pieno di stelle, la luna è nuova ed il mare abbastanza calmo. Ci immergiamo disposti a raggiera in cerca del Pesce San Pietro, io sono all’estrema sinistra sotto la parete rocciosa, poi c’è Filippo, Pietro, Edoardo e Mimmo. Subito incontro un granco in caccia fuori tana, lo seguo per parecchio tempo cercando di anticiparlo nei suoi movimenti. I miei amici proseguono sul pendio e li perdo dopo poco, ci rivediamo in acqua bassa circa 60′ dopo, intenti alla decompressione. Una volta sul gommone apprendo con soddisfazione che Filippo è riuscito a “scovare” uno Zeus faber a -50 metri e fotografandolo lo ha portato a risalire fino a -30 metri lasciandolo all’obiettivo di Pietro che così ha potuto fotografare il suo santo. Filippo ci racconta di aver visto anche una gallinella ed un polpo di rena, niente male visto che noialtri abbiamo visto poco o nulla al di fuori di piccoli polpi, seppie e triglie.

Ritorniamo al diving e ci svestiamo. Filippo è velocissimo, come lo sono io quando ho fretta di rientrare a casa. Chiude le borse subacquee e subito si mette in viaggio per Siena, dopo aver bevuto un caffè. Mi trattengo ancora un poco con Edo, Pietro e Mimmo al bar consumando un gelato, mentre Mimmo, con il saliscendi degli spaghetti che hanno “tormentato” la sua immersione, giura categoricamente di non cenare più … prima del tuffo! È stato un grande piacere ed onore accompagnare Filippo sott’acqua, peccato debba andare già via così presto. Resto in debito con lui di un’immersione “guidata” allo scoglio proteso ….. 😃

Punta Campanella con Filippo, Pietro e Mimmo

Appuntamento alle 10 al diving per andare a Punta Campanella, finalmente incontro Pietro che oggi sarà dei nostri. Aspettiamo l’arrivo di Mimmo e di alcuni clienti snorkelisti e partiamo. Raggiungiamo la boa gialla ed ormeggiamo il gommone. Mi assumo la responsabilità di accompagnare Filippo allo Scoglio Proteso ma commetto una grave leggerezza …. non controllo il punto di riferimento sulla costa. Iniziamo a scendere e Filippo mi mostra un branco di piccoli barracuda. Gli faccio segno d’ignorarli e di segurmi, saremmo tornati a cercarli dopo. Pinneggio a lungo contro corrente, che probabilmente mi inganna, trascorre troppo tempo in navigazione e dello scoglio non c’è traccia! Chiedo subito scusa 😥  a Filippo e dirottiamo sulle gorgonie rosse, ma di certo non sono floride come quelle a cui è abituato in Toscana. L’immersione prosegue lungo il pianoro fino al faraglione, con alcuni minuti di deco da smaltire. Sono mortificato e vengo deriso dal maestro Mimmo che si diverte a stuzzicarmi. Ci spostiamo poi con il gommone all’interno della Baia di Jeranto per accompagnare gli snorkelisti per un secondo tuffo. Non avevo compreso il programma nel dettaglio e ne resto sorpreso, avendo dato appuntamento alla famiglia al mare per ora di pranzo. Quando rientriamo a terra sono già completamente svestito e pronto a tornare a casa. Raggiungo la famiglia al mare per pranzare e riposare un poco, prima di ripartire per la notturna in cui proverò a riscattare la brutta figura! 

Puolo con Filippo, Arturo e Mimmo

Un magnifico tramonto del sole dietro Ischia “incendia” la serata di ferragosto, giornata caratterizzata dall’ennesimo incendio  sul monte Faito contrastato dai Canadair. Raggiungo il diving a Marina della Lobra dopo essere stato al mare con la famiglia, con me c’è anche mio fratello Arturo che stasera mi accompagna in immersione. Arriviamo al porto nel bel mezzo della festa patronale, con migliaia di persone intervenute per ammirare la processione della Statua della Madonna. Raggiungiamo a fatica il parcheggio dei motorini, scarichiamo le attrezzature e ci incontriamo con Filippo, Mimmo & Co che stanno ultimando la cena prima di andare in acqua. Sono passato per il garage ed ho preso la muta stagna, memore del freddo patito nell’ultima notturna e che mi aveva fatto risalire in cerca di “calore”. Ci prepariamo lentamente anche perché bisogna attendere il rientro delle barche che hanno seguito la processione in mare ed anche l’amico Pietro da Roma, ma di lui nessuna traccia …

Finalmente alle 21 molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo a Cala di Puolo. Siamo tutti desiderosi di mostrare a Filippo le bellezze del nostro mare e delle immersioni notturne a Puolo, è venuto qui proprio con questo scopo, con la speranza d’incontrare un Pesce San Pietro.  Ormeggiamo nella baia e mi accorgo di aver dimenticato il computer subacqueo nel borsone al diving. Fortunatamente Edoardo ha con se il suo orologio subacqueo Suunto che mi presta consentendomi di non abortire il tuffo. Grazie Mille Edo! Ci tuffiamo, l’acqua in superficie è torbidissima e calda, fortunatamente sotto i 15 metri è ottima e gelata. La scelta della muta stagna è stata corretta. Scendo con Arturo sul pendio sabbioso, insieme a Mimmo,  Filippo e Gianluigi che, per la prima volta, è in versione fotosub.  Ci sono tanti piccoli polpi in caccia sulla sabbia, ma anche triglie, rombi e pesci lucertola. Quando raggiungiamo la parte pietrosa del fondale incontriamo due piccole Alicia mirabilis. Dopo un primo scatto segnalo la presenza a Filippo  che è poco distante da me. Proseguiamo il giro tornando verso riva dove mi diverto a fotografare alcune grandi triglie, abbastanza confidenti sotto il potente fascio di luce della torcia Archon. Rientriamo a terra senza nessun grande sussulto fotografico, nessun “Pietro” avvistato, santo e non,  ma pronti a replicare anche domani sera!

 

Grotta dell’Isca con Filippo e Mimmo

Ci sono un napoletano, un senese e … un 1/2 napoletano e 1/2 senese che si incontrano al Punta Campanella Diving …

sembra una barzelletta ma non lo è; oggi è con me e Mimmo (il 1/2 senese) un grande fotografo subacqueo, tra i più bravi che conosco personalmente, che è venuto a trovarci da Siena  per fare alcuni tuffi con i suoi amici fotosub  napoletani. Quando arrivo al diving trovo già tutti in posizione, c’è anche Edoardo, venuto da Baia con Ivana, poi Antonella, Virgilio e lo staff al completo. Mi chiedono un consiglio sull’immersione da effettuare …. un rapido check mentale e rispondo: Scoglio dell’Isca! Ricevere l’approvazione per l’opportuna scelta del sito dal prof. Roscigno è fonte di grande soddisfazione 😁 , ci prepariamo quindi per uscire con il gommone a visitare le due cavità che si aprono al di sotto dello scoglio. 

Accompagno Filippo Borghi all’interno del tunnel subacqueo mostrandogli subito le “finestre” in cui stazionano i saraghi fasciati, poi lo lascio scattare in tranquillità e mi accorgo della presenza di un gronco in una piccola fenditura della volta. Lo fotografiamo a turno, prima che esca fuori tana per cercare un luogo più appartato. Porto quindi il mio amico a visitare la grotta che si apre nella roccia poco oltre l’uscita dal tunnel subacqueo in cui ci troviamo, ma Filippo, per evitare problemi di compensazione, non sale fino alla superficie ad ammirare la parte emersa della grotta, restando sul fondo. Ritorniamo al tunnel dove Mimmo si è trattenuto in cerca di un cavalluccio marino che era stato avvistato in situ qualche tempo fa, ma la ricerca è stata vana. Risaliamo in gommone e ritorniamo al diving con Vittoria che è costretta allo slalom per evitare la collisione con la miriade di barche che sfrecciano a ferragosto davanti a Punta Campanella. Sbarcati a terra smontiamo le attrezzature, fermandoci per un lungo pit-stop, attendendo la sera …. più tardi ci aspetta una bella immersione notturna a Puolo, a cui si aggiungerà anche mio fratello Arturo e  il “romano” Pietro, ma questa però, è la barzelletta seguente 😅!

Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Dopo giorni fermi ai box a causa del mare agitato, oggi finalmente si torna in acqua. Il mare è ancora mosso e torbido, non ci sono molte opzioni disponibili … ripieghiamo alla Cala di Puolo dove il mare consente l’immersione in sicurezza. Raggiungiamo Punta Lauro dove mi tuffo insieme a Gianluigi, mentre il resto del gruppo, compreso Mimmo, si tuffa al centro della baia. Nei primi metri l’acqua è terribile …. più sotto migliora sensibilmente, essendo anche più fredda. Subito mi infilo in una piccola grotta dove staziona una bella cernia bruna che non faccio n tempo a fotografare. Proseguo di poco e ne vedo un’altra più piccola. Negli anfratti della parete c’è tanta vita: scorfanetti, castagnole, re di triglie e gamberi meccanici. Mi diverto a scattare con il 105 mm anche se avrei dovuto portare anche la lente macro +15 e lo snoot per fotografare i tanti nudibranchi che ho visto. Trascorro circa 70′ in massimo relax fin quando decido di terminare l’immersione, leggermente infreddolito. Anche oggi ho osservato alcuni “gusci” di Pinna nobilis morte, così come riferitomi anche da Mimmo e Virgilio che ne hanno viste altrettante morte. La situazione è preoccupante, speriamo di trovarne qualcuna ancora in buona salute nelle prossime immersioni. Una volta ritornato al diving, saluto gli amici e me ne vado a prendere il sole con la mia famiglia che mi attende in spiaggia a Sorrento. E domani si replica con amici in arrivo!

Punta Campanella e Puolo con Mimmo

Le giornate d’agosto iniziano presto, ci si sveglia sempre per un “bagno” di sudore. E’ piacevole però fare la colazione prestissimo con la prospettiva di una bella immersione. L’attrezzatura è già pronta da ieri, così impiego poco tempo per uscire di casa. Raggiungo il Punta Campanella Diving con lo scooter  ed arrivo alle 8:30. Mimmo è già lì, così come Gianluigi, Lisa e Vittoria. Attendiamo fino alle 10:00 per uscire poiché alcuni clienti stranieri necessitano di essere vestiti di tutto punto. Usciamo dal porto e raggiungiamo Punta Campanella, dove ormeggiamo alla boa. Io e Mimmo siamo subito in acqua, scendiamo in profondità verso le gorgonie rosse. Dopo qualche minuto risaliamo lungo il pendio in cerca di soggetti tra i grandi massi che si trovano sul pianoro. Terminiamo l’immersione nei pressi della piccola grotta abitata da una grande famiglia di Apogon imberbis, dove Mimmo scorge un Cimazio che non avevo visto, proprio davanti ai miei occhi! 

Torniamo al diving per cambiare le bombole e quasi subito usciamo ancora per andare a Puolo. Ci rituffiamo con la medesima configurazione fotografica, io ho una Nikon D800e con Sigma 15 mm e minidome Isotta mentre Mimmo è con il suo inseparabile 10.5 mm ed i nuovi flash Ikelite DS161. Girovaghiamo sul fondo sabbioso ed anche qui osserviamo con sgomento che, come a Punta Campanella,  tutte le enormi “nacchere” Pinna nobilis sono morte. Non ricordo dove ho letto la notizia di una simile moria in mediterraneo, sarebbe interessante capirne la causa … stranamente le nacchere della specie Pinna rudis sono integre … probabilmente trattasi di qualche parassita selettivo come il punteruolo rosso per le palme 🌴.

Risaliamo a bordo increduli e dispiaciuti, ma pronti a monitorarne la situazione negli altri siti d’immersione della zona e a documentarci sul fenomeno. Tornato a terra e vado via di corsa per raggiungere le mie figlie al mare a Sorrento. La giornata al mare continua con loro!