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Puolo con Ass. Cousteau – Immersione Notturna

Pensavo di aver già battuto il record dell’immersione notturna più affollata, ma i record sono fatti proprio per essere superati! Infatti stasera siamo proprio in tanti, Nicola e Antonella, Linda, Francesco, Dario, Andrea e Vittoria, tutti già in acqua al calare delle tenebre. Mi immergo poco dopo di loro, per attendere il buio assoluto e dopo aver salutato Gianluigi del Punta Campanella Diving Center che ha accompagnato dei clienti, effettuo il mio consueto percorso sulla sabbia in cerca della biscia di mare cieca che ha fotografato mio fratello nella scorsa immersione. Non sono fortunato e stasera non sono in “palla” come al solito. La produzione fotografica ne risente, non riuscendo a sfruttare a dovere le occasioni interessanti capitatemi. Nel mio giro infatti trovo un cavalluccio marino giallo, ancora il pesce pappagallo maschio addormentato tra le alghe ed un bellissimo gamberetto Hyppolite prideauxiana in un crinoide rosso, che, a causa dei problemi di presbiopia (non corretta) mi “perdo” quasi subito. Rientrato a terra trovo tutti i miei amici seduti sulla spiaggia a mangiare e bere, mi svesto di corsa ed “azzanno” al volo il panino che mi hanno conservato. In preda all’euforia prometto di lasciare tutta l’attrezzatura  “sporca” fino all’indomani, ma inesorabilmente mi ritrovo fuori al balcone a sciacquare la fotocamera e tutto il resto  fino all’una di notte, quando finalmente posso andare a fare la doccia e tuffarmi nel letto!

Puolo Con Ass. J. Cousteau – Immersione Notturna

Arrivo in spiaggia quando sono ormai tutti in acqua, dopo aver inoltrato l’sms al gruppo “Ragazzi vi raggiungo per le 21, avviatevi”. Mi vesto frettolosamente non per il ritardo, ma per la moltitudine di zanzare tigre che mi volano intorno pronte a mordere. Indosso velocemente la muta dopo essermi assicurato di aver portato con me la corda con i moschettoni che mi occorre per richiudere la cerniera stagna da solo. Entro in acqua con la mia Nikon D7200 in custodia Isotta ed il Micro Nikkor 40 mm abbinato ai flash Ikelite DS 161 comandati in fibra ottica, portando con me per la prima volta la torcia subacquea OrcaTorch D620, gentilmente omaggiatami dalla Sig.ra Zoe Qiu della OrcaTorch. L’acqua sembra proprio limpida, nonostante la leggera onda che disturba un poco a bassa profondità. Scendo sul pendio sabbioso in cerca di soggetti scandagliando il fondo con la potente lampada da 2700 lumen ma qui non sembrano esserci presenze interessanti. Di lontano vedo le luci dei miei amici ed i lampi dei flash …. li raggiungo subito, Francesco mi mostra un bel pesce ago tra le foglie di Posidonia oceanica. Proseguo verso la punta ma poi decido di rientrare verso terra. Qui la serata inizia a prendere “calore” facendosi interessante …. un enorme paguro bernardo con tante attinie, un granchio facchino, un cimazio e poi …. la “chicca” della serata … un pesce pappagallo addormentato! Lo sveglio con i miei potenti flash ed inizia a muoversi, ho il tempo di scattare qualche foto (ma ho immaginato che situazione interessante sarebbe potuta essere se avessi montato il minidome) prima che si dilegui nel buio.  Sulla via del ritorno a terra incontro anche una bellissima cerniotta, una piccola musdea ed infine una Aplysia dagli anelli, ma non riesco a “godermele” a dovere a causa del moto ondoso e dell’aria ormai esaurita delle bombole. 

L’accoglienza a terra è delle migliori …. i ragazzi casertani hanno portato la mozzarella di bufala e, ancora completamente vestito, azzanno il bocconcino approfittando per farmi scattare una foto ricordo. Che gran bella serata!

Puolo con Dario & Co – Immersione Notturna

La giornata odierna è storica per tre motivi …. #1 la Germania campione del mondo di calcio viene eliminata al primo turno dalla Corea, #2 dispongo un corposo bonifico per pagare la nuova “bambina” Nikon D850, dopo aver venduto la mitica D800E, #3 effettuo l’immersione notturna più affollata della mia storia subacquea!

Ebbene si, quando alle 20:30, con tutta calma, raggiungo la spiaggia di Cala di Puolo per immergermi con gli amici dell’associazione  Jacques Cousteau, mi trovo difronte ad un folto gruppo di subacquei, capitanati da Nicola ed Antonella già pronti per immergersi, tanto che non trovo posto per “sistemarmi” sulla piattaforma di cemento che abitualmente utilizzo per la vestizione e sono “costretto” ad arrangiarmi sui ciottoli della spiaggia! Tra di essi ci sono anche Francesco e Linda insieme ad un gruppo di simpatici  amici provenienti da Capua, ma  soprattutto il mio amico Dario venuto in vacanza dall’Australia.  Mi vesto lentamente per lasciar calare le tenebre ma devo ricorrere alla forza bruta di Nicola per smontare la  “caramella” dalla rubinetteria. Alle 21 siamo in acqua, con una leggera onda frangente che è in aumento e che ci ha quasi impedito di organizzare l’immersione, con la luce del sole che ancora illumina il fondo. 

Anche stasera sulla sabbia incontro pochi soggetti, ma l’orario non è ottimale, meglio quindi riagganciarmi al gruppo che invece è a ridosso della parete rocciosa. Gamberi e granchi sono onnipresenti nelle spaccature, anche una Galathea strigosa si lascia fotografare con il 40 mm Nikkor e la Nikon D7200 in custodia Isotecnic, abbinata ad una coppia di bracci galleggianti Flex-Arm che sorreggono i flash Ikelite DS 161. Proseguo la ricerca tornando verso terra dove Dario ha trovato il vermocane gigante che ho già incontrato altre volte in questo posto. Lo fotografo da lontano per farlo entrare nel fotogramma e mostrarne le spropositate dimensioni, doppie rispetto ad un’oloturia! Terminiamo l’immersione con grandi onde che frangono a riva, rendendo l’uscita alquanto disagevole. Fortuna che c’è Antonella sulla piattaforma pronta a prelevare la mia fotocamera Isotta e metterla al sicuro. Ci spogliamo così dopo aver trascorso ancora una serata interessante, c’è chi mangia subito un bel panino farcito prima di affrontare il lungo viaggio verso Capua e chi, come me, non vede l’ora di andare a mangiare la pasta e fagioli ripassata in padella che mia moglie mi ha lasciato per cena!

 

Puolo con Ass. J. Cousteau – Immersione Notturna

Va bene, ci vediamo stasera alle 19:45, pioggia permettendo” è quanto mi scrive Antonella in mattinata. Sono le ore 10 e ci sono 33°C e di pioggia non ce n’è traccia …. cosa avrà mai consultato Antonella per scrivere ciò? Proseguo la giornata lavorativa come al solito, durante il mio rientro da Napoli vedo in lontananza minacciose nubi nere avvolgere il Vesuvio …. poco dopo in autostrada un intenso temporale mi sorprende e mi accompagna fino a Sorrento. Certo … esistono le previsioni meteo anche sul telefonino …. come ho fatto a non ipotizzarlo? Intanto la temperatura è calata di dieci gradi centigradi ed il cielo alle 19 è oscurato dalle nuvole. Ci sentiamo ancora con Messenger e restiamo in attesa del sopralluogo di Rossella e Ciro che si sono avviati sul posto per controllare le condizioni del mare. Da Puolo giungono notizie confortanti, decidiamo così di confermare l’immersione notturna.

Ci ritroviamo in spiaggia dove attendiamo il calare delle tenebre, in lontananza si scorge una luce rosea che somiglia ad un’alba. Ci vestiamo e scendiamo in acqua quando ancora c’è visibilità residua solare e per i primi 15 minuti d’immersione non è ancora necessario usare la torcia. Sorvolo il fondo sabbioso e vengo colpito dalla presenza di due grandi lische di pesce che sono sul fondo, preda di murici e paguri. Proseguo avvicinandomi alla parete rocciosa dove vedo  Antonella, Nicola e Francesco che sono alcuni metri sopra di me con le loro lampade. Gamberi e castagnole riepiono ogni buco della roccia, ma sono scarsi i soggetti da fotografare con il 10,5 mm nel microdome Isotta, uniche “perle” della serata un enorme Umbraculum mediterraneum, una grande musdea ed un granchio facchino. Risaliamo dopo 90′ di grande divertimento, peccato solo non poter proseguire la serata in pizzeria con i miei amici, ho la cena preparata da mia moglie a casa!

Puolo con Jacques Cousteau

Si torna finalmente in acqua dopo due weekend con altri impegni che mi hanno tenuto lontano dal mare. Appuntamento ore 9 a Cala di Puolo con gli amici dell’associazione Cousteau, arrivo in anticipo e scarico le attrezzture iniziando a montare la fotocamera. Arriva Francesco, poi Nicola, Antonella, Linda e altri ragazzi e ci vestiamo. Mentre sono prossimo ad immergermi sopraggiunge il mio amico Rosario per salutarmi, sceso a fare il bagno con la famiglia. Mi racconta di aver visto un bel gattuccio nella sua ultima immersione qui. Mi spiega il percorso e ci salutiamo. L’acqua è bianca in riva al mare ma allontanandosi dalla spiaggia dove ancora frange l’onda montata ieri, la visibilità migliora sensibilmente. Sorvolo il fondo sempre in cerca di incontri “notevoli” alias rana pescatrice, seguendo le indicazioni del mio amico ….. incredibilmente mi trovo di fronte un gattuccio solo parzialmente nascosto sotto un sasso. Ha solo la testa infilata sotto lo stesso mentre tutto il corpo giace esternamente. Inizio a fotografare sfiorandolo con il minidome …. il pinnuto si desta dal sonno, si gira e si allontana girandomi intorno prima di prendere il largo. Lo seguo dall’alto attendendo che si fermi prima o poi, ma il suo nuoto prosegue flessuoso fino a far perdere di vista la sua sagoma ondulante. Peccato, avrei voluto fotografarlo da vicino …. nel frattempo sopraggiungono anche Nicola & Co, mi trattengo con loro per qualche minuto e mi mostrano sotto una roccia piatta un secondo gattuccio, adagiato sul fondo con la testa rivolta verso di noi. È bellissimo ammirarlo mentre respira placido, peccato per la presenza di una pietra all’ingresso della tana che mi impedisce di fotografarlo per bene con il minidome. Non resta che proseguire il giro verso terra, dove tra i sassi si nascondono perchie, sciarrani e qualche cerniotta, intente a cacciare nell’acqua lattescente il gran numero di latterini che si sono raccolti all’ombra delle piccole caverne che si aprono lungo la parete nei pressi della spiaggia. Riesco così incredibilmente a “bloccarle” alcuni esemplari in un piccolo buco mentre uno sciarrano ed un ghiozzo tentano d’insidiarli.

Non resta che salutare tutti, ricomporre le borse e tornare a casa per sciacquare il tutto. Terminata l’operazione sono di nuovo pronto per proseguire la giornata con la famiglia al mare!

Pulizia dei Fondali a Sorrento

Quest’oggi giornata dedicata a ripulire il mare della mia Sorrento. Presso la spiaggia di San Francesco a Sorrento, sono sceso in campo insieme ai miei soci del Poseidon Team A.S.D per effettuare la pulizia dei fondali in collaborazione con Luigi Di Prisco e l’Area Marina Protetta Punta Campanella che ha messo a disposizione il battello spazzamare.
Appuntamento ore 8:00 in piazza Tasso per la colazione al bar, poi tutti in spiaggia attrezzati con retini e ceste per effettuare le operazioni di “bonifica” dello specchio d’acqua interno ed esterno alle scogliere degli stabilimenti balneari di Sorrento. Mentre tutti i sub in apnea si manterranno all’interno per motivi di sicurezza, io e Francesco De Rosa dell’Associazione Jacques Cousteau, siamo usciti all’esterno con le bombole per recuperare materiale a maggiore profondità. Nonostante la fotocamera tra le mani, ho raccolto svariate bottiglie e lattine, ma anche ceneriere, bicchieri ed asciugamani che ho passato a Francesco che non aveva più dove metterle. 
Al termine di un paio di ore di “pesca” rientriamo tutti a terra dove ci fermiamo soddisfatti a gustare una bibita fresca al bar. 
Tanti i rifiuti raccolti,  un segno tangibile della presenza della società civile a favore della salvaguardia dell’ecosistema marino.

Puolo con Ass. Jacques Cousteau

Il ciuffo di capelli dritti in testa, che osservo allo specchio del bagno  appena sveglio, mi sembra la pinna dorsale di un pesce …. così penso che possa essere un buon presagio … Il cielo è coperto ed è montato un vento forte che da casa sembra essere fin troppo sostenuto, con la possibilità di smuovere il mare e complicare l’entrata in acqua. Quando invece arrivo sul posto dove mi attendono gli amici dell’associazione Jacques Cousteau le condizioni del mare sono ottimali, peccato solo che l’acqua non sia limpida.

Ci vestiamo e ci tuffiamo fuori del molo. Parto in avanscoperta dirigendomi al certo della Cala di Puolo in cerca di un pesce che è stato visto la settimana scorsa, ma della sua pinna dorsale usata come esca, nessuna traccia …. mi devo accontentare di fare solo qualche ulteriore prova con i flash Ikelite DS161 ed il Microdome Isotta con dentro il Sigma 15 mm col paraluce segato. Solo la pinna dorsale di un piccolo Pesce San Pietro riesce a distogliere la mia attenzione dal “controllare” il fondo ciottoloso …. il pinnuto però non è felice di vedermi, vorrebbe riposare dopo il pasto effettuato, il suo addome è bello rigonfio …. si allontana velocemente in direzione di Raffaele, proviamo a metterlo in mezzo per fotografarlo ma non ci riusciamo. Era forse questo il presagio mattutino dello specchio. Lo seguo fino a circa 3 metri d’acqua e quando ormai sono convinto di poterlo “sorprendere” dopo averlo visto svoltare dietro un grosso masso, resto di stucco per non trovarne più traccia! Rientriamo verso terra sorvolando le posidonie ed i massoni che ci sono nei pressi della spiaggia, terminando l’immersione. 

Fortunatamente a terra c’è la pastiera di grano che ci attende, il dolce tipico pasquale della Campania, che sparisce solo qualche secondo dopo esser stata tagliata da Antonella. Buona Pasqua a tutti!

 

Cala di Puolo con Jacques Cousteau

“Per chi è interessato all’immersione di domani, per problemi tecnici, l’appuntamento è spostato alle 9:45. Ciao da Antonella”

Una mezz’ora può cambiare una giornata ….. la lettera di Antonella ai soci dell’Associazione Jacques Cousteau che preannunciava un cambio d’orario, è stata particolarmente gradita dal sottoscritto che, essendo sprovvisto di bombole cariche ed automobile, non sarebbe riuscito a raggiungere gli amici all’appuntamento, causa problemi tecnici …. Così, dopo esser passato a prendere con lo scooter la bombola da MarescaSport, sono andato a recuperare le seconde chiavi dell’auto di mia moglie a casa di mio suocero, mentre l’auto era sotto casa del fidanzato di mia figlia ….  infine sono ritornato a casa a prendere l’attrezzatura subacquea e la borsa fotografica. Alle 9:45 ero, in orario, sul piazzale dove i miei amici erano già intenti alla vestizione. Nicola ed Antonella mi vengono incontro offrendomi la possibilità di trasportare l’attrezzatura usando una “carriola” messa loro a disposizione dal loro amico pescatore Nicola. Trasporto tutto il materiale agevolmente risparmiando uno sforzo dannoso per la mia colonna vertebrale malconcia. Siamo quindi pronti ad immergerci, il mare è calmo con lo scriroccho che “spiana” il mare, ma l’acqua è chiaramente torbida. Decidiamo di mantenerci in sulla punta in prossimità del manufatto in cemento, senza raggiungere la parete dove solitamente ci immergiamo.
La visibilità è scarsa anche in profondità, mentre Nicola, Ciro e Rossella si mantengono più alti, io e Antonella scendiamo sul fondo fino a raggiungere la sabbia, ci addentriamo verso il centro della baia e poi ritorniamo indietro, dopo aver visto svariate Pinna nobilis morte ed una “gallinella” che non si lasciava avvicinare come accade di notte. Sulla parete guardiamo nei buchi in cerca di cavallucci marini e gattucci, ma oggi non siamo fortunati. Rientriamo a terra dopo circa 60′ d’immersione, idonei per testare la nuova configurazione dei flash Ikelite 161 ed il nuovo oblò da 9″ di ISOTTA.

Concludiamo la piacevole mattinata con un immancabile selfie ricordo della bella giornata, un tuffo che si era complicato non poco. 

Puolo con Ass. Jacques Cousteau – Immersione Notturna

Un inferno di fuoco avvolge il Vesuvio ed il monte Faito da alcuni giorni. Le fiamme ed il fumo si espandono nonostante l’incessante attività dei Canadair e dei pompieri, giunti ormai al collasso delle energie. Il disastro è immane con decine di ettari di bosco e pineta distrutti, insieme ai loro abitanti. 

In serata ho appuntamento con Nicola & Antonella per un tuffo notturna con gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau alla Cala di Puolo. Ci vediamo in spiaggia alle 20:15 quando la luce è ancora tanta, ci vestiamo e scendiamo in acqua. Entro per primo in acqua per effettuare delle prove con la Nikon D800, poi ritorno a terra e prendo la seconda fotocamera Nikon D7200 con il Nikkor 40 mm, posando la prima e seguo il gruppo che è già lungo il pendio sabbioso.
La serata non è particolarmente ricca d’incontri, degna di nota solo la piccola corvina addormentata tra i sassi che mi mostra Antonella,  ma come al solito divertente, con un epilogo piacevolissimo ….. picnic sulla spiaggia! Grandi i miei amici! Bisogna replicare al più presto!

 

Scoglio Penna e Vervece con Punta Campanella Diving

60 giorni possono essere interminabili e tali sono stati per me, fermo ai box dopo un periodo di convalescenza a seguito di un intervento ricostruttivo odontoiatrico. Solo dopo aver ricevuto l’ok dal mio dentista “Rino”, oggi sono potuto tornare in acqua per inaugurare la stagione estiva al Punta Campanella Diving Center.  L’attrezzature è da due settimane al diving ma la situazione clinica non mi consentiva di immergermi, è stato così semplicissimo raggiungere il porto di Marina della Lobra con lo scooter armato della sola fotocamera. C’è un bel sole ma c’è anche vento abbastanza teso. L’appuntamento era da non perdere perché oggi è prevista un’uscita dell’Associazione Jacques Cousteau capitanata da Nicola ed Antonella a cui si aggiungono Linda ed altri simpatici subacquei. Partiamo con il gommone alla volta dello Scoglio Penna dove ormeggiamo alla boa sommersa. C’è corrente abbastanza sostenuta e siamo costretti a raggiungere lo scoglio scendendo lungo la gomena di ormeggio e sorvolando il fondo. Il gruppo si avvia verso la punta dove ci sono i barracuda ma l’avanzamento è difficoltoso. Decido così di sganciarmi da loro e di tagliare il percorso passando attraverso il foro presente tra i due scoglioni per raggiungere più rapidamente la parete esterna con le gorgonie rosse. La visibilità è buona ma non entusiasmante. L’immersione prosegue senza grandi sussulti, decido così di attendere il rientro dei miei amici nello stretto buco di passaggio. Una volta passati tutti, mentre siamo pronti a risalire, Linda mi segnala la presenza di un polpo sulla parete che si sta muovendo verso la superficie in cerca di prede nella schiuma delle onde. Lo osservo risalire sempre più fino a fermarsi a pelo d’acqua, lo vedo anche fuoriuscire all’esterno scoperto dal cavo dell’onda. Ho gli ultimi minuti di deco da smaltire e lo osservo sperando che non vada via. Quando finalmente posso risalire in superficie mi avvicino ed inizio a scattare a raffica, fin quando non fugge via sotto gli occhi spalancati miei e dei miei amici. Risaliamo e finalmente facciamo un selfie prima di tornare a bordo. Rientriamo al diving verso le 12:00 e dopo una lunga pausa per attendere l’arrivo di alcuni clienti per l’immersione pomeridiana, approfitto per mangiare un panino in compagnia di Gennaro.

Alle 14:30 iniziamo di nuovo le operazioni di vestizione per uscire con direzione Scoglio del Vervece. Il vento è aumentato ed anche il mare. Raggiungiamo la boa di ormeggio e Vittoria si tuffa ancora per ormeggiare. Lisa è pronta con il resto della “truppa” e si tuffa dopo che tutti sono entrati in acqua per chiudere il gruppo. Faccio da apripista come al solito e mi dirigo verso le gorgonie rosse. Lascio il gruppo tra i grandi ventagli di Paramuricea e risalgo un poco in direzione dei massoni che si trovano in direzione di Capri. Lungo il pendio, quasi invisibile, la pinna dorsale del Pesce San Pietro fuoriesce dalle alghe che ricoprono il fondo. Mi avvicino aspettando già la pronta risposta del pinnuto. Puntualmente il pesce inizia a spostarsi tenendosi a debita distanza dalla cupola del mio scafandro. Eseguo qualche scatto inseguendolo, ma l’impresa è vana. Ancora una volta mi è sfuggito, di giorno resta un soggetto molto difficile da avvicinare, al contrario della notte.  

Raggiungo quindi i massoni e sotto di esso scorgo una bella corvina, in questo posto non ne vedevo da anni! La mostro a Vittoria e proseguo, ne incontro una seconda prima di imbattermi nel branco di barracuda che solitamente staziona sulla punta “terrestre” dello scoglio. Continuo ancora per raggiungere la statua della Madonna e per controllare la condizione delle telecamere di sorveglianza posizionate sul pianoro a -12 metri. Come ampiamente prevedibile, sono completamente “bio-ricoperte”, incrostate al punto da non essere assolutamente utilizzabili. La loro inutile installazione mi ha molto sorpreso, il mare invece non lo ha fatto, prendendone possesso come previsto. Ne sarà contento solo il responsabile della manutenzione che si è guadagnato un lavoro assicurato a vita! Mostro ai miei amici anche la tana delle murene ed il piccolo buco fortunatamente scampato al massacro compiuto alcuni anni fa ad opera dei pescatori di datteri. Il Vervece da allora è cambiato completamente, non è più quello che ho ammirato per decenni e non penso potrà più ritornare all’antico splendore. Risaliamo a fatica in gommone a causa del moto ondoso che è aumentato durante la nostra permanenza in acqua.  Rientrati a terra inizio rapidamente a sciacquare tutta l’attrezzatura, fotocamera compresa, per tornare subito a casa dai miei familiari, dopo una bellissima giornata di mare trascorsa con le mie amiche Rosy, Lisa e Vittoria del Punta Campanella Diving Center.