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Punta Campanella e Vervece con Marco Cesaroni

La delusione è cocente e dura da digerire, l’ennesima finale persa dalla Juve suona ancora come una enorme beffarda maledizione. L’unica soluzione valida per mitigare la tristezza è fare un carico extralarge del mio mare! Così di buon mattino mi sono recato a Marina della Lobra dove mi attendono Gianluigi, Lisa, Rosy e Vittoria del Punta Campanella Diving. Oltre al mitico Virgilio è presente anche l’amico Marco Cesaroni, grande istruttore subacqueo, con il suo allievo Antonio. La giornata è splendida ed il mare ancora calmo, non ancora agitato dai motoscafi. Raggiungiamo Punta Campanella per il primo tuffo. L’acqua è bella limpida e Gianluigi ci accompagna al   grottino a -47 metri che si trova sul fondo. Entro per primo ed attendo l’ingresso di Marco ed Antonio, cercando di non sollevare troppo fango dal fondo, mentre fotografo i gamberi che si inoltrano nelle zone più buie della cavità. Lascio spazio a loro ed esco insieme a Gianluigi dirigendoci verso il faraglione. Qui una amara sorpresa …. ancora una volta, ampie zone della parete ricoperta dalle margherite di mare è stata da poco devastata dai pescatori di datteri di mare, i residui giacciono sul fondo destinati a morte in breve lasso di tempo. Ahimè i controlli non sono efficienti e le pene tali da scoraggiarne la pesca. Sono ormai rassegnato e penso che questa mia segnalazione sia ancora una volta inutile …..

Rientriamo a terra e dopo una pausa di superficie siamo pronti ad uscire di nuovo con direzione Scoglio del Vervece. Qui l’acqua è leggermente più torbida, ma assolutamente godibile per una bella immersione. Scendiamo lungo il pendio in direzione delle gorgonie rosse, non mi spingo troppo in giù essendo alla seconda immersione e costeggio la parete il cerca del pesce san pietro visto la scorsa settimana. Arrivo fino al massone con lo spirografo senza vederlo, in compenso si fanno ammirare tre belle cernie ed i soliti barracuda, più radi del solito ma tutti esemplari di grandi dimensioni. Solo il tempo ancora di una visita alla tana della murena ed al buchetto con le margherite di mare e l’immersione è terminata. Non resta che tornare a terra e proseguire con la giornata di mare con la mia famiglia che nel frattempo è scesa in spiaggia a Sorrento. 

Immersione Notturna con Dario

Ci sono giorni in cui essere in ferie è più faticoso che andare a lavoro. La giornata è stata un continuo correre avanti e indietro in auto e sullo scooter per riuscire ad incastrare le mille incombenze da assolvere quando si ha un poco di tempo libero a disposizione. Solo nel tardo pomeriggio riesco a fermarmi ed approfitto per organizzarmi per la notte. La trascorrerò con Dario …. sott’acqua, nonostante il gelo artico che ha iniziato ad attanagliare il Sud Italia.

Passo a prenderlo a casa verso le 20 e dopo un lungo tratto di strada trafficato, raggiungiamo il punto stabilito. L’acqua è tornata di nuovo cristallina dopo la pioggia, ma c’è un poco di risacca che disturba leggermete la nostra entrata in acqua. In lontananza si vedono in arrivo i nuvoloni neri carichi di pioggia. Ci immergiamo ma c’è qualcosa che non va ….. accidenti, ho dimenticato i piombi in auto. Dario mi attende pazientemente in acqua mentre torno a terra per recuperare la zavorra, finalmente possiamo andare in cerca di soggetti. Questa volta abbiamo invertito le configurazioni, il ho montato il microdome Isotta sulla Nikon D800e ed il Tokina 10-17@15 mm mentre Dario ha montato il 105 mm, sperando di trovare qualche gamberetto tra i crinoidi.

La luna crescente e l’onda sembrano non esser favorevoli. I primi 15 minuti a fondo sono una desolazione totale …. poi finalmente qualcosa si materializza sotto i nostri occhi. Un pesce San Pietro di piccole dimensioni riposa nei pressi del fondo. Segnalo la presenza al mio compagno ed inizio a scattare. Mi raggiunge mentre il pesce si sposta verso il basso …. siamo ad oltre -30 metri quando la scena diviene ancora più intrigante. Il San Pietro raggiunge una radura dove stazionano due “gallinelle” che ahimè scappano via spaventate dal nostro arrivo. Che spettacolo! Non faccio nenneno in tempo a ripensare alla situazione svanita che immediatamente un altro soggetto si materializza sotto la torcia di Dario. Una magnifica rana pescatrice mimetizzata sul fondo fangoso in attesa di qualche preda. Dario inizia a scattare ma non riesce a fotografarla per intero con la sua configurazione macro, io scalpito in attesa della possibilità di scattare. Quando inizia a spostarsi e nuotare in acqua libera, con Dario in difficoltà per inquadrarlo a dovere mentre si muove veloce, decido di rompere gli indugi e “conquistare” una posizione di privilegio. Riesco così a effettuare una serie di scatti molto accattivanti, ma il computer subacqueo ed il manometro ci obbligano a salutare il pinnuto. Risaliamo a quote più sicure dove incontriamo ancora alcuni cavallucci marini ed una bottiglia con dentro un messaggio. Rientriamo a terra senza un filo d’aria nelle bombole soddisfatti e felici. Confesso che quella odierna è da annoverare tra le immersioni più ricche d’incontri dei miei 40 anni e più di carriera subacquea. Straordinario! Sono esausto, ma non so se riuscirò a prender sonno stanotte!

Safari a Nerano con Antonio e Giancarlo

Un vento gelido da Nord soffia da giorni rendendo il mare agitato, fortunatamente la Penisola Sorrentina ha un versante Sud …. che è riparato dal vento. La temperatura è comunque molto rigida fin dal mattino, con l’auto che alle  8:00 segna 3°C. Passo a prendere Antonio a casa, ci fermiamo a prendere il caffè e ci avviamo a Nerano dove ci raggiungerà il nostro compagno d’immersione Giancarlo che proverà per la prima volta una fotocamera reflex. Quando arriviamo a Marina del Cantone il paesaggio è idilliaco, il mare calmo, un caldo sole ed il cielo limpido, con vento assente. Scarichiamo le attrezzature e ci vestiamo sulla spiaggia, da cui partiamo per il nostro giro. L’acqua sotto costa è biancastra, mentre più al largo si pulisce ma non è cristallina come appariva dall’alto. Trascorriamo oltre 120′ tra le “isole” di Posidonia oceanica e le radure sabbiose. Ci divertiamo così ad effettuare un pò di scatti, un allenamento in vista delle future gare selettive di safari fotosub per gli atleti del Poseidon Team A.S.D.. Ritornare a “caccia” di pesci è stato emozionante, devo però confessare di aver perso lo smalto di un tempo, nell’avvicinamento dei pesci e nel riuscire a “beccarli” prima di vederli sparire tra le verdi foglie, mentre i miei amici mostrano un elevatissimo potenziale. Giancarlo infatti ha subito familiarizzato con la mia Nikon D7200 in custodia Isotecnic, mentre Antonio affina il suo feeling con il flash Inon S2000 e la sua Canon, i loro progressi mi fanno ben sperare, peccato che il nostro pluricampione Gianpiero non sia riuscito a venire con noi. 

Si chiude così l’anno 2016 …. speriamo in un 2017 ricco di foto, immersioni e … premi!

 

 

Banco di S. Croce con Pietro e Mimmo

Oggi sono leggermente “scollegato” con il cervello distratto dal graffio apportato ieri sera al minidome Isotta mentre montavo il Tokina 10-17 mm con il Kenko 1,4. Sono partito da casa solo con la borsa fotografica salvo accorgermi dopo qualche km di non esser passato a prendere l’attrezzatura in garage. Una volta a bordo poi, quando ho preso la bombola per indossarla, stavo scendendo con la cerniera della muta stagna aperta. Ringrazio calorosamente Maria per avermi avvisato in tempo. Siamo sul gommone del Diving Amici degli Abissi ed oggi con Mimmo Roscigno c’è anche Pietro Cremone  mentre Enzo Latora è attrezzato con il rebreather e l’iphone scafandrato. L’acqua sembra limpida, il cielo però è coperto con un mare calmissimo. Scendo per primo anticipando il gruppo, raggiungo il corallo nero e poi proseguo in cerca dello scorfano sulla parete verticale. Lo trovo dove immaginavo d’incontrarlo ed inizio a fotografarlo mentre si sposta allontanandosi dai miei flash. Vado in cerca dei miei compagni che sono in giro lungo il perimetro dello scoglio principale per fare qualche selfie con loro, infine risalgo a bordo dove Raffaele ci attende pazientemente. Torno a casa in tempo per il pranzo e per sedermi sul divano a gustarmi di derby di Torino in tv.

 

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

Dopo la bella serata trascorsa con tanti amici fotosub per festeggiare (con qualche mese di ritardo) il 50° compleanno del Prof. Roscigno, la sveglia alle 7:00 stamattina non è gradevole. Mi alzo e salto la colazione, non avendo ancora smaltito a dovere tutte le leccornie che ha preparato Mimmo con le sue mani. L’appuntamento al diving con Gianluigi è alle 8:30, per andare con un gruppo di clienti al Banco di santa Croce. Un peccato non potermi immergere più tardi con i miei amici fotosub, Gabriella, David e Cristina, che usciranno al nostro ritorno, perché nel pomeriggio ho un impegno familiare inderogabile.

Il cielo è coperto ma il mare è calmo, sullo scooter indosso un gubbino a vento, la temperatura dell’aria si è abbassata sensibilmente. Raggiungo il porto di Marina della Lobra e sistemo le attrezzature, attendendo che tutti completino la vestizione. Alle 9:00 salpiamo e con il gommone raggiungiamo in breve tempo la boa di ormeggio. Fortunatamente ancora nessuna barca è sul posto, sono quindi il primo a scendere in acqua, come spesso accade. L’acqua in superficie è torbida, migliora in profondità. Raggiungo la Gerardia e mi accorgo che ancora una volta si è spostato il selettore che limita la messa a fuoco. Non riesco così ad effettuare dei primissimi piani. Proseguo allora e mi dedico ai pesci, sempre abbondanti, che abitano la secca principale, poi decido di passare alla secca ti terra dove ci sono altre cernie e grossi dentici. In lontananza anche un’aquila di mare, ma si allontana subito. Mi “apposto” tra gli scogli cercando di non disturbare i grandi serranidi, ma il computer subacqueo già mi segnala di dover rientrare. Quando inizio il passaggio tra i due gruppi di scogli, vedo sotto di me sfrecciare ancora l’aquila di mare, questa volta è a “tiro” per qualche scatto. Ritorno alla secca principale dove trovo il gruppo intento a perlustrare alcune spaccature in cerca di scorfani, gronghi e gattucci. Li guardo dall’alto mentre sopraggiungono altri subacquei che sono appena arrivati con altri gommoni. Effettuo la decompressione sotto la boa fin quando ricevo dallo strumento il segnale per poter risalire a bordo. Rientriamo al diving dove nel frattempo sono arrivati i miei amici dopo aver lungamente riposato. Li saluto e torno a casa, nel pomeriggio mi aspetta la partecipazione ad un matrimonio!

Vervece

La mattinata è trascorsa tra mille commissioni, compreso il ritiro dello scooter dopo la revisione periodica biennale. Così, dopo aver accompagnato la famiglia al mare, sono andato a Massa Lubrense per una immersione pomeridiana al Vervece.

Arrivo con largo anticipo, godendomi la tranquillità che regna qui giù a Marina della Lobra. Alle 15:00 siamo pronti per uscire con il gommone, con un folto gruppo di subacquei romani appena “sbarcati” al Punta Campanella Diving Center. In acqua con me oggi ci sono Claudia e Gianluigi. Il vento di maestrale è montato come di consueto e smuove la superficie del mare, sollevando molti spruzzi durante la navigazione. Vittoria ci assiste in barca e mi passa la fotocamera “armata” ancora una volta con il Micro Nikkor 105 mm. Mi immergo sul versante Nord dello scoglio e vado verso le gorgonie rosse ma mi fermo prima a fotografare alcuni Anthias anthias. Quando provo a doppiare la punta, la corrente intensa mi consiglia di tornare indietro, al riparo della roccia. Mi fermo così a fotografare ancora la coppia di castagnole che è intenta a deporre le uova sulla telecamera di sorveglianza. Proseguo ed incontro il gruppo di sub di ritorno dal “Viale delle Gorgonie”, qui si avvistano alcune cernie e qualche dentice. E’ qui che stazionano oggi i barracuda, sfilano in sequenza davanti al mio obiettivo. Li seguo per un po, ma non riesco a fotografarli frontalmente come avrei voluto, a causa dell’alto numeri di subacquei attualmente in acqua. Proseguo ed effettuo un giro superficiale completo dello scoglio. Saraghi, una cernia rossa e tante donzelle mi guidano fino al pianoro dove riposa la statua della Madonna. L’aria scarseggia, quindi risalgo in parete per terminare l’immersione, dove una grossa murena sonnecchia nella sua tana. Mi trattengo i minuti necessari a smaltire l’azoto accumulato e dopo poco sono fuori dell’acqua. Resto vestito sul gommone e scendo a terra con tutta l’attrezzatura ancora addosso, ottimizzando i tempi al massimo. Alle 17:00 sono già sullo scooter pronto per andare a riprendere la mia famiglia di rientro dal mare.

2013-09-01 Banco di Santa Croce

Mi sveglio di soprassalto alle 7:30 …. ma la sveglia era suonata un’ora prima! Accidenti mi sono riaddormentato! Salto giù dal letto e, senza fare colazione, inizio a montare con estrema calma, la fotocamera con il Nikon 16 mm e l’oblò da 9″. Prendo i Substrobe S200 e recupero i braccetti dimenticati a casa la settimana scorsa e attrezzo anche il flash Isotta AV100 per usarlo in slave tra le mani di mia madre. Oggi riproviamo la sortita mattutina al Banco di Santa Croce, sperando nell’acqua limpida e di anticipare la flotta che tra poco raggiungerà il sito d’immersione.

Alle 8:10 sono sotto casa dei miei genitori, scendiamo tutti al porto e prendiamo la barca, facendo subito rotta per Vico Equense. Il mare è calmo ma l’acqua in superficie è verdognola come al solito, il cielo sereno e soleggiato. Raggiunta la boa gialla che segnala la secca, troviamo il gommone di Pasquale e Luca del Bikini Diving già ormeggiato sulla secca principale, ma sono diretti alla secca di terra! Bene, abbiamo allora la possibilità di entrare per primi nella grotta per fare qualche scatto. Scendo insieme a mia madre lungo la catena e sopra la spaccata ci separiamo dopo aver fatto una prova con il flash in slave. Io entrerò dall’ingresso Nord mentre mamma da quello Sud. Dopo essere entrato mi posiziono sul fondo ma mantenendomi a distanza dalla scena da ritrarre per non sporcare l’acqua, attendendo l’arrivo di mia madre … il tempo trascorre e della sua figura nemmeno l’ombra! Quando sono pronto per uscire per andare a cercarla, la vedo avvicinarsi alla fenditura con le gorgonie rosse. Proviamo qualche scatto ma il risultato non è accettabile, quindi usciamo dirigendoci alla Gerardia savaglia. L’intesa con lei ahimè non è più quella di un tempo ed ho difficoltà a far si che si posizioni dove vorrei … intanto l’orda di subacquei raggiunge la secca. Mi innervosisco e decido di abortire ogni ulteriore altro tentativo fotografico … con i 180° del mio grandangolo “vedo” subacquei ovunque nel mirino e diventa impossibile realizzare qualcosa di dignitoso. Risalito a bordo, tra i gommoni di Maurizio Zurolo, Amici degli Abissi e Bikini Diving stracolmi di sub, mamma mi spiega che si era attardata perché non ritrovava l’ingresso, dopo aver ammirato l’aquila di mare volteggiare sulle nostre teste. Ok, va bene lo stesso, bisognerà rinnovare l’intesa di un tempo!

2013-08-13 Marina Grande – Boa

L’organizzazione dell’uscita odierna è stata tardiva e leggermente laboriosa … quattro viaggi con lo scooter per portare bombole, attrezzature sub per due persone e poi accompagnare al porto moglie e figlie sotto un sole cocente non è stata una delle migliori esperienze …. ma ampiamente ripagate dalla gioia di avere Lorenza come mia modella subacquea!

Saliamo a bordo dell’Armarc dopo mezzogiorno, ci dirigiamo verso la Punta del capo per profare ad effettuare uno scatto alla Regina Giovanna. Arrivati sul posto e verificate le condizioni non ottimali del mare per eseguire lo scatto che ho in mente, decidiamo di spostarci come da programma iniziale, al largo della Marina Grande di Sorrento, per qualche scatto wideangle con Lorenza sulla boa con gli spirografi. Nei primi metri l’acqua è lattiginosa, più sotto invece migliora sensibilmente. Inizio a scattare con Lorenza rigorosamente relegata alle mie spalle … poi le faccio segno di posizionarsi dietro la fune ed illuminare con la torcia gli ondulanti pennacchi colorati. Qualche breve indicazione sulla posizione delle mani e delle pinne viene subito recepita alla perfezione. Non c’è che da esser felice, la partenza è ottimale e presto arriverà anche il giusto feeling che occorre tra fotografo e sua modella!

Quando ormai ho terminato gli scatti, emozionato come un bambino, le faccio segno di iniziare la risalita e … lei mi ferma indicandomi, qualche metro più in basso delle mie pinne, delle uova di calamaro … benissimo! Si avvicina e le scatto alcune foto, poi finalmente iniziamo l’ascesa verso la superficie. Una volta a bordo, proseguiamo il pomeriggio con il pranzo ed un bagno con i nonni, fin quando impegni serali non ci richiamano all’ordine costringendoci ad abbandonare il venticello di maestrale che finalmente ci stava deliziando.

19 febbraio 2011 Fiera del Mare Roma “Pelagos” – Mostra Fotografica M.A.R.E.

In occasione della Fiera del Mare BIG BLUE di Roma, è stata esposta una mostra collettiva della famiglia Gargiulo intitolata: M.A.R.E. acronimo di Marco, Arturo, Rosaria ed Enrico.

All’interno della sala di esposizione campeggiava la foto dei barracuda stampata su di un pannello 4×3 metri! Anche presso lo stand della FIPSAS, erano presenti altre due nostre immagini.