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Punta Lauro con Punta Campanella Diving Center

Provo a svegliare Lorenza chiamandola più volte … nessun segno di risveglio … riprovo dopo aver fatto colazione … niente ancora. Il cielo è plumbeo e promette pioggia … la lascio dormire, non è certo che riusciremo ad uscire in mare. Salgo sullo scooter e mentre raggiungo Marina della Lobra, inizia a piovere come era prevedibile. Raggiungo il diving e non vedo nessuno … sono tutti sotto la tettoia del bar “Paguro” per ripararsi dall’acqua. Mi dirigo verso il deposito per riprendere la muta e portarla a casa ma Gianluigi mi viene incontro dicendomi che l’uscita è confermata. Benissimo, non avevo voglia di ritornarmene a casa senza il carico d’azoto! Prepariamo le attrezzature al coperto e appena pronti saliamo sul gommone, con direzione Punta Lauro. C’è una leggera onda ma le condizioni del mare sono accettabili. Ci tuffiamo tutti insieme sulla punta e la percorriamo fin verso i -40 metri. Mi infilo nella piccola grotta alla base della parete, la cui volta  è ricoperta dai finissimi “merletti” di briozoi, più avanti incontriamo un grande pezzo di rete abbandonata che ahimè è ancora “pescante”, andrebbe eliminata quanto prima. Proseguiamo ancora un poco e poi iniziamo a rientrare nella baia. Gianluigi mi mostra una bella coppia adulta di Sparisoma cretense, il pesce pappagallo che è presente in mar mediterraneo che però non riesco a fotografare a dovere. Sulla parete, vicino ad un’altra grotta che è presente sulla parete, a pochi metri d’acqua, incontriamo un cimazio e una lepre di mare dagli anelli, Aplysia dactylomela dal caratteristico colore giallo-nero. Lascio sfilare tutto il gruppo per ammirarla e mi fermo seguendola nel suo muoversi lento sulla roccia, sballottato dal moto ondoso che nel frattempo è aumentato. Mentre scatto approfitto anche per smaltire i 6 minuti di decompressione accumulati. Sarei rimasto ancora a lungo a fotografarla, perché tra le nuvole ogni tanto si intravedeva anche il sole … e la situazione era particolarmente intrigante, ma l’idea di essere atteso dai miei compagni d’immersione  non mi piace. Termino così gli scatti e risalgo, raggiungendo tra le onde il gommone che è nei pressi della spiaggia. Fortunatamente subito mi vengono incontro  e posso risalire a bordo agevolmente. Rientriamo a terra con il meteo che inizia a migliorare, le nuvole si diradano sempre più. Mentre sistemo tutta l’attrezzatura per riportarla a casa, il sole prende completamente il posto delle nuvole. Vado a casa soddisfatto, in tempo per andare a guardare la Juventus in tv ed il Gran Premio di F1.

Scoglio Proteso e Grotta di Mitigliano

L’afa di questi giorni non ci lascia dormire. Così svegliarsi mezz’ora  prima del solito per andare al Punta Campanella Diving non è un problema. C’è calma piatta sul mare che ammiro percorrendo il lungo il nastro d’asfalto che mi porta a Marina della Lobra, quando arrivo non c’è ancora nessuno al diving, ma alle 9:00 in punto però, siamo già tutti operativi e pronti a partire per un doppio tuffo.

Raggiungiamo Punta Campanella e ormeggiamo alla boa. Mi separo subito dal gruppo nuotando in superficie per avvicinarmi e raggiungere lo Scoglio Proteso. L’acqua è particolarmente limpida e mi consente di identificarlo da lontano. Mi trattengo a scattare alcune immagini fin quando vedo sopraggiungere Gianluigi ed il gruppo. Mi sposto allora verso la parete dove si apre la piccola grotta piena di Apogon dove incontro Vittoria con Enzo ed Antonella. Proseguo il mio tour dirigendomi verso il faraglione di Punta Campanella per andare a raccogliere i frammenti di roccia staccati dalla parete dai datteri per recuperare parte delle colonie di Astroides che giacciono sul fondo. Scarto tra di esse per cercare quei pezzetti più integri da portare nel mio acquario mediterraneo. Lì potranno sopravvivere nutriti artificialmente con naupli di astemia salina insieme alle gorgonie che ho raccolto in precedenti immersioni, staccate dalle lenze dei pescatori. Nella mia passeggiata incontro due belle cernie mentre dei barracuda non c’è traccia. 

Rientro a bordo e ci spostiamo nella Cala di Mitigliano. Facciamo un poco di sosta in superficie e poi ci prepariamo di nuovo a scendere all’interno della grotta. Questa volta scende in acqua anche Virgilio, ma non entrerà nella grotta che ha scoperto 50 anni fa insieme a mio padre, andandosene in giro per la baia. Noi invece entriamo nella profonda caverna. La visibilità è ottima all’esterno ed all’interno della grotta. Entro per primo e poi attendo il passaggio dei mie compagni. Raggiungiamo fino il fondo e saliamo nei camini che salgono fino in superficie, attraversando gli strati d’acqua dolce, per poi tornare all’esterno. Mi fermo nella parte dell’avangrotta per sfruttare la grande visibilità, ma peccato che i miei compagni sono già andati via, sarebbero stati ottimi soggetti per una bella foto. Quando torno in superficie mi accorgo che il gommone è ormeggiato nei pressi della spiaggia …. un lungo tratto da fare a nuoto in superficie. Meglio proseguire sott’acqua ammirando le salpe, le castagnole e le donzelle che nuotano vicino alla parete verticale. 

Sono particolarmente soddisfatto, la bella giornata prosegue nel pomeriggio al mare con mia moglie, mentre le ragazze sono  impegnate nelle prove del saggio di danza. Peccato solo che la cappa di calore sia accompagnata alla pioggia che nel tardo pomeriggio ci invita a tornare a casa!

Grotta Zaffiro e Grotta Isca

Il cielo è coperto da tante nuvole basse, ma il mare è calmissimo ed invita ad uscire. Raggiungo il Punta Campanella Diving alle 9:30 ed usciamo con direzione Grotta dello Zaffiro e Grotta dell’Isca.  Quando arriviamo sul posto il cielo inizia a pulirsi, promettendo un miglioramento. Mi tuffo per primo ed entro nella grotta attraverso il basso cunicolo in cui sono presenti nuvole di giovani Apogon. Entro all’interno e attendo l’ingresso del gruppo guidato da Lisa e Vittoria. Effettuiamo alcune foto ricordo all’interno della caverna, poi usciamo per proseguire lungo la costa. Appena uscito risalgo a bordo del gommone e mi faccio trasportare da Gianluigi nei pressi del punto in cui si trova una grande spugna Axinella. Le indicazioni sono precise e dopo poche pinneggiate sono già intento a fotografarla. Intanto sopraggiungono le ragazze del Punta Campanella Diving, pronte a mettersi in posa. Risaliamo e ci fermiamo per una sosta di superficie prima di effettuare il secondo tuffo all’Isca.

Anche questa volta mi tuffo in anticipo, entro nel tunnel dove mi trattengo, mentre i miei compagni sfilano proseguendo in direzione della grotta. Li raggiungo mentre sono in superficie ad ammirare le bellissime concrezioni calcaree che pendono dalla volta. Quando rientro in barca, dopo aver fotografato le stalattiti che raggiungono l’acqua, mi raccontano dell’incontro di un bel cavalluccio marino giallo! Argh, che peccato non averlo visto.

Mitigliano con Mimmo, Edo e Stefano

Il forte vento di Nord-Est mi mette in allarme, contatto Edoardo con WhatsApp che mi conferma che si esce comunque, destinazione da definire in funzione delle condizioni meteo.

UnknownPerfetto, monto il 105 mm per effettuare qualche altra prova in doppia esposizione e raggiungo il Punta Campanella Diving con lo scooter. E’ ancora qui a Massa Lubrense l’amico Stefano Pietrobon che mi fa omaggio di un bellissimo calendario “il regno degli squali” da lui realizzato, oltre a Mimmo, Edo e Virgilio. Decidiamo di andare a Mitigliano dove il mare è più calmo. Ci tuffiamo nei pressi della grotta ed entriamo nella prima camera dove ci sono numerosi gamberi Palaemon serratus e qualche gambero meccanico. Più dentro, verso la strettoia, una musdea si nasconde tra le alghe morte depositate sul fondo, al riparo di un sasso. Mentre mi trattengo a fotografare vengo superato da  Edoardo e Ivana che entrano nello stretto passaggio dove vivono le diafane attinie Halcampoides purpurea. Qui abbondano anche i misidiacei di cui le attinie rosa si nutrono, ma certamente sono anche il cibo per le botole nere che abitano l’ultima porzione della grotta. Non riesco a vedere nessun Oligopus ater, subito disturbati dalle luci degli altri sub. Dopo poco esco dalla grotta lasciando Stefano e Mimmo intenti a fotografare un granchi facchino e torno all’esterno in cerca del sole … mi occorre la luce per le mie prove. Proseguo quindi lungo la parete in direzione della spiaggia dove Gianluigi ci attende con il gommone, fermandomi ogni tanto a scattare qualche immagine ai saraghi. Quando riemergo però, mi accorgo di avere il vento contro e la barca a grande distanza! Non resta che “incamminarsi” in superficie fino a raggiungere l’asciutto, attendendo il rientro anche del gruppo di fotografi che si è trattenuto nella caverna. La navigazione verso il porto è ricca di spruzzi d’acqua, il vento è aumentato ed il mare si è increspato ulteriormente. Ancora una bella giornata trascorsa in mare, peccato solo che la notturna programmata per la sera debba essere abortita a causa delle avverse condizioni meteomarine.

Grotta dello Zaffiro con Lorenza

Svegliarsi stamattina è durissimo, lo è ancora di più per mia figlia Lorenza che ha tirato tardi in discoteca con le amiche. Il meteo è incerto, il cielo è nuvoloso e promette pioggia. Ho preparato la fotocamera Nikon D7200 con il Tokina 10-17 mm ed il Microdome di Isotta, appositamente realizzato per me. Passiamo rapidamente per il garage a prendere l’attrezzatura di Lorenza poi raggiungiamo il Punta Campanella Diving. Quando apriamo le borse ci accorgiamo di due “mancanze”: il GAV di Lorenza e … i cavi syncro flash in fibra ottica! Maledizione, non è giornata, la fretta è sempre cattiva consigliera. Partiamo alla volta della Grotta dello Zaffiro dopo aver modificato l’assetto della fotocamera utilizzando solo i faretti Archon e Gralmarine. La navigazione è accidentata, le onde sono alte e soffia vento che alza spruzzi d’acqua sui nostri volti, quando arriviamo nei pressi della caverna il mare è più calmo, protetto dal promontorio di Punta Campanella. Mi tuffo subito con Lorenza ed entriamo nella grotta, subito dopo segue il gruppo. Emergiamo all’interno ed ammiriamo le bellissime strutture calcaree che arricchiscono la grotta. Sostiamo brevemente all’interno ed usciamo di nuovo, dopo aver esplorato anche il buco profondo che collega la grotta con l’esterno. Proseguiamo l’immersione mantenendo la parete sulla nostra destra. L’intento sarebbe quello di raggiungere la spugna gialla che si trova sulla parete, ma è molto distante, non so se riusciremo ad arrivarci. Approfitto così per far fare qualche prova a Lorenza con la “sua” fotocamera Nikon D7200, mi metto in posa per lei nei pressi di una gorgonia gialla, lasciandole la possibilità di familiarizzare con i comandi e la regolazione delle luci.

Non ci accorgiamo di esser stati superati dal gruppo, non vedendoli, decidiamo di tornare indietro verso la grotta. Lungo il percorso vedo una catasta di pietre bianche nei pressi di uno scoglio … come atteso, un grosso polpo ossigena le uova appese al soffitto. Anche in questa situazione non è possibile realizzare delle buone foto, le luci sono ormai scariche ed il buco troppo piccolo per infilare lo scafandro all’interno. Risaliamo così lungo la parete, dove ci sono nuovi segni del passaggio dei pescatori di datteri di mare, in attesa di Gianluigi che è alle prese con il gruppo di sub che riemerge ad oltre 100 metri da noi, nei pressi della spugna Axinella. Non resta che attendere pazientemente in superficie per essere recuperati e fare ritorno al porto, quella di oggi è proprio una giornata NO!

Montalto e Grotta Falcone con Punta Campanella Diving

Una settimana importante si conclude oggi per la mia famiglia, nei luoghi mesi di preparativi inesorabilmente si accumula un poco di stress, che è il caso di allontanare con una bella immersione rilassante!

 Le temperature sono ormai pienamente estive, fatto salvo qualche scroscio d’acqua che è caduto nello scorso weekend. Le condizioni meteomarine invece presentano un vento teso che ha smosso anche il mare, quindi persiste una sostenuta onda da Nord. Appena arrivato ho la bella sorpresa di incontrare il mio amico barese Michele Lacriola, venuto in penisola sorrentina per godersi un fine settimana subacqueo. E’ grazie a lui che oggi posso fotografare, dato che, mentre monto la fotocamera, mi accorgo di aver dimenticato i cavi sincroflash in fibra ottica. Fortunatamente Michele ha in borsa una coppia di cavi nuovi da prestarmi, MITICO!

Usciamo con il gommone dal Punta Campanella Diving Center alle 9:30 con direzione Scoglio Penna. Quando raggiungiamo il punto d’immersione mi tuffo e mi accorgo di una intensa corrente che spinge verso Est e che mi rende la traversata dal gommone allo scoglio quasi impossibile. Decidiamo così di cambiare sito, ci muoviamo quindi verso la parete di Montalto, dove le condizioni sono migliori. Tutti pronti scendiamo lungo la falesia, sorvolando i massoni fino a raggiungere la foresta di gorgonie rosse ed il ramo di Savaglia savaglia. Michele è dietro di me e mi osserva mentre cambio più volte quota prima di risolvere i problemi di compensazione causati dal raffreddore. Inizio a fotografare il ramo giallo tra i ventagli rossi, poi lascio spazio a lui che con il minidome può avvicinarsi ancora di più. Proseguiamo nel giro fino a terminare l’immersione tra le onde, con Vittoria che ci recupera sotto costa evitando abilmente di finire sugli scogli.

Rientriamo al diving e ci prepariamo per un secondo tuffo. Mentre aspettiamo che le bombole siano nuovamente pronte, mi fermo a chiacchierare con alcuni amici subacquei di rientro da una immersione a Punta Campanella, tra questi c’è il bravissimo Dott. Caiazzo che oggi ha avuto un incontro fortunatissimo con una enorme tartaruga Caretta caretta che riposava sul fondo ad oltre 40 metri. Gran bel colpo di fortuna! Bravissimo Gennaro!

La tartaruga Caretta caretta fotografata dal Dott. Gennaro Caiazzo a Punta Campanella

Usciamo di nuovo alle 13:30 con direzione Punta Falcone dove visiteremo la grotta, sita a circa 20 metri di profondità. Questa volta siamo un piccolo numero di sub, ideale per visitare in sicurezza la cavità. Ci tuffiamo nella caletta lungo la parete, proseguendo in direzione della Cala di Mitigliano mantenendo la roccia alla nostra destra, finalmente raggiungiamo l’ingresso della caverna che non è facilmente individuabile. Entro per primo ed aspetto Michele, poi arrivano Gianluigi ed il resto dei sub. Li lascio sfilare poi li seguo all’interno. I massoni che si trovano nella parte iniziale lasciano spazio ad un sedimento finissimo che si solleva al minimo movimento. Sulle pareti si incontrano decine di gamberi, quelli comuni (Palaemon serratus) ma anche i rossi (Lysmata seticaudata), i meccanici (Stenopus spinosus) ed i Parapandali (Plesionika narval). Raggiungiamo il fondo della cavità e risaliamo verso la superficie dove è presente una sacca d’aria. Ammiriamo le stalattiti che si immergono nell’acqua e le altre concrezioni calcaree sommerse che sono ricoperte da spugne e serpulidi. Dopo qualche attimo di contemplazione ritorniamo verso l’ingresso dove Gianluigi ci mostra una magnosa (Scyllarides latus) avvinghiata con le potenti zampe alla roccia. Aspetto che Michele abbia terminato i suoi scatti prima di avvicinarmi per fotografarla. È all’ingresso della grotta che scatto l’ultima immagine subacquea, prima di tornare a casa alle 15:30 dalla mia famiglia, con una fame da lupo.  In serata posso finalmente rilassarmi ed assistere fino a tarda ora al saggio di danza delle mie bravissime figlie!

Punta Lauro con Vittoria e Gianluigi

Finalmente stamane sono riuscito a sciogliere la “salsedine” che si è formata nelle mie articolazioni ossee, l’acqua salata in questi due mesi d’assenza da mare è evaporata lasciando solo le scorie!

Non potevo quindi attendere le 9:30 dell’appuntamento prefissato con Gianluigi e con un’ora di anticipo mi sono diretto con l’auto a Marina della Lobra per andare al Punta Campanella Diving, dopo esser passato in garage per “ritrovare” l’attrezzatura dispersa. Anche la fotocamera era pronta da tempo, con il Micro Nikkor 105mm montato sulla Isotta D800 e i due flash Inon Z240.

Saluto qualche amico del borgo prendendo con loro un caffè al bar e poi vado al diving a prendere le bombole. Aspetto con Gianluigi l’arrivo di Vittoria e ci mettiamo in auto con direzione Baia di Puolo. Oggi andremo in acqua immergendoci da terra causa una momentanea indisponibilità dell’imbarcazione, ma forse è il modo migliore per godersi la tranquillità della spiaggia in questi giorni di fine maggio. Al nostro arrivo incontriamo gli amici subacquei Nicola ed Antonella, alle prese con tre allievi di un corso open water, scarichiamo le attrezzature e ci prepariamo insieme a loro.

Appena immerso mi accorgo che il mio computer subacqueo si è scaricato completamente, Gianluigi mi cede il suo  restando in compagnia di Vittoria. Scendo lungo il pendio fin verso i 30 metri, poi risalgo lentamente guardando nei mille buchi che si aprono sulla parete verticale di Punta Lauro. Effettivamente sono abbastanza “arrugginito” dall’inattività e mi perdo alcune buone occasioni scattando in ritardo. Decido quindi di fermarmi a familiarizzare di nuovo con il cursore di scatto, dedicandomi a qualche piccolo nudibranco, per poi ripartire in cerca di nuovi soggetti. Una piccola aragosta mangia una stella marina ed un grande granchio rosso (mai visto prima) passeggia nella zona semioscura di una delle piccole grotte che si aprono lungo la parete. In essa ci sono anche alcune cipree ed una coppia di Cymathium partenopaeum. Uscendo dalla grotta mi accorgo della presenza di una cernia vicino allo scoglio con le margherite di mare. Immediatamente si sposta nella sua tana e non riesco a fotografarla. Allora aggiro lo scoglio e la trovo, come atteso, dall’altro ingresso della tan. Riesco così a farle un unico scatto prima che fugga di nuovo all’interno di essa. Ormai ho familiarizzato abbastanza con la fotocamera e mi dedico a fotografare i numerosissimi sparidi che mi accompagnano nel rientro a terra. Qualche bavosa ed ancora una cernia fuori tana, ahimè persa anch’essa per non essermi accorto in tempo della sua presenza. Non resta che tornare a terra dove Gianluigi, Vittoria e Rosy, che nel frattempo ci ha raggiunti, sono sulla spiaggia a godere della bellissima giornata di sole.

Vervece con Uwe e Mitigliano con Mimmo

Il vento forte di grecale agita il mare, ma le condizioni meteomarine ci consentono comunque di uscire, anche se con onda ben formata. Partiamo dal Punta Campanella Diving Center con il gommone, ed oggi con me e Mimmo, c’è un bravissimo fotografo tedesco, Uwe Schmolke, venuto per una settimana di vacanze in Penisola Sorrentina. Sarà un onore accompagnarlo nella sua prima immersione in mar mediterraneo, allo scoglio del Vervece. Scendiamo subito in profondità, l’acqua non è limpidissima ma la visibilità generale è buona. Mentre Mimmo si ferma nella zona superficiale per fotografare in macro una grossa murena con i gamberetti pulitori, noi raggiungiamo subito le gorgonie rosse. La corrente che in profondità spinge forte da Ovest verso Est, in senso contrario al vento che soffia da Est verso Ovest, ci costringe a cambiare l’itinerario programmato con il periplo dello scoglio e ci invita a mantenerci protetti dalla parete. Raggiungo quindi la statua della Madonnina e poi mostro ad Uwe il grosso masso sotto il quale alberga una numerosa famiglia di Apogon imberbis. Terminiamo l’immersione in cerca delle poche macchie di margherite di mare, sopravvissute allo scempio dei pescatori di frodo di datteri di mare. Rientriamo a terra tra gli spruzzi, il tempo di cambiare solo la bombola e siamo di nuovo pronti ad uscire per un tuffo a Mitigliano, la baia infatti è ridonata dal vento e ci consente di uscire ancora in mare per la seconda immersione.

Questa volta però, Uwe resta a terra preparandosi all’immersione pomeridiana, esco quindi con Mimmo e Virgilio che nel frattempo si è aggiunto alla comitiva. Non entriamo subito in grotta perché ci sono svariati clienti che vogliono visitarla, io ed il Prof. allora decidiamo di tuffarci sul sabbione in cerca di pesci civetta & co. Subito incontriamo un guscio di un granchio melograno, poi dopo poco ci separiamo, è proprio allora che da lontano vedo sul fondo un grosso pesce civetta. Eseguo la manovra di aggiramento lentamente senza disturbarlo, arrivo quasi a tiro ma vedo che inizia a sollevarsi pronto a spostarsi … decido allora di scattare subito ed un attimo dopo l’alato pinnuto è già a 30 metri di distanza da me, scappato fulmineamente verso terra. Peccato, occasione sprecata! Proseguo ed incontro un granchio stecco all’interno di una grande attinia. Arrivato nei pressi della grotta mi infilo nella lunga spaccatura che si apre lungo la parete, quando vedo uscire dalla grotta il gruppo di subacquei, mi infilo nella grotta ma l’acqua è molto sporca. Effettuo una rapida incursione all’interno della prima camera, ma gli oltre 8 minuti di deco mi suggeriscono di tornare presto fuori. Solo il tempo di osservare la solita musdea, alcuni gamberi meccanici e qualche ciprea.  Mi trattengo solo qualche attimo nell’avangrotta per fare qualche scatto panoramico, poi termino l’immersione in parete ad ammirare le bavose che fanno capolino nei buchi della roccia.

Una volta rientrati a terra, ci accoglie la gradita sorpresa di un buffet presso il Ristorante Paguro.  Solo il tempo di salutare ed ancora una volta termina una magnifica giornata, peccato solo non esser riuscito a ritornare in mare nel pomeriggio con Uwe.

Grotta dell’Isca con Arturo

Finalmente, dopo una serie innumerevole di tentativi abortiti, riusciamo ad organizzare una spedizione “biologica” all’interno della Grotta dell’Isca. Con me oggi, mio fratello Arturo e la Prof.ssa universitaria Emma Ruggiero Taddei, paleontologa e studiosa di brachiopodi, piccoli organismi sessili che vivono all’interno delle grotte oscure.

Appuntamento alle 8:30 alla stazione di Sorrento, prelevo con l’auto la mia amica e passiamo a casa di mio padre dove c’è Arturo con la sua attrezzatura. Raggiungiamo il Camping Nettuno a Marina del Cantone, dove Michele, il padrone, ci organizza l’uscita in solitaria con una lancia in vetroresina. Raggiungiamo l’isolotto e ci tuffiamo, in cerca di un punto preciso della grotta dove era stato posizionato un riquadro che era stato posizionato venti anni fa. Al suo interno erano presenti alcuni esemplari di Neocrania anomala, che sono stati seguiti dagli studiosi per dieci anni, ma ormai ne sono trascorsi altrettanti dall’ultima spedizione.

Entriamo nella grotta ed esploriamo tutta la parete a 5 metri di profondità, dove era posizionato il reticolo, ma dopo oltre 60′ di ricerca, nessun risultato. Sulle pareti sono presenti tanti esemplari ormai morti di questi piccoli lofoforati, probabilmente a causa di variazioni della salinità dell’acqua. Desistiamo anche nel posizionare un nuovo riquadro, non riuscendo ad individuare individui viventi da monitorare nel tempo. Usciamo delusi dopo aver scattato qualche foto alla grotta, sempre bellissima da visitare.

Non resta che salutare la Prof.ssa ed accompagnarla alla circumvesuviana, per fare rientro a Napoli. Peccato, sarebbe stato bello riuscire a ritrovare il punto preciso.

Solo a casa, riguardando le foto, sulla stalattite con i “pomodori di mare” che scende in acqua, mi sembra di vedere qualche brachiopode ancora vivo … torneremo a fotografarli!

Grotta Zaffiro e Grotta Mitigliano con Lorenza

SMS delle ore 00:00 “Rosy ma facciamo ancora in tempo ad aggregarci al tuffo di domani allo Zaffiro?”. Nessuna risposta fino alle 8:00 di questa mattina, quando sento al telefono un assonnato Edo che mi conferma la possibilità di uscire. Io e Lorenza siamo già pronti da un’ora, in attesa della conferma. Partiamo con lo scooter e raggiungiamo il Punta Campanella Diving Center presso Marina della Lobra dove troviamo Mimmo, Guglielmo ed altri clienti. Siamo tantissimi in barca e proprio loro sono costretti a restare a terra. Saliamo sul gommone e navighiamo verso la Grotta dello Zaffiro, Mattia ha da effettuare alcune riprese per un documentario sulla caverna, per cui entra per primo all’interno, seguito dopo poco da tutti noi. Lo spettacolo è magnifico, Lorenza resta colpita dalle dimensioni e dai riflessi azzurri che si proiettano sulle buie pareti della caverna, poi passa ad ammirare le stalattiti e stalagmiti che si incontrano nella parte più interna della grotta. Dopo il giro all’interno, usciamo e risaliamo sul gommone. Ci spostiamo di poche decine di metri e ci tuffiamo di nuovo in cerca della grossa spugna Axinella cresciuta sulla parete verticale. La troviamo quasi subito, grazie alle precise indicazioni di Edo. L’esemplare è maestoso e magnifico, con le sue curve ramificazioni che si ergono nel blu del mare. Inizio a fotografare io, poi passo la fotocamera a Lorenza per farle fare un po’ di pratica con la Nikon 1 J2. Continuiamo con Lorenza che insegue qualche pesciolino per fotografarlo, poi finalmente risaliamo e rientriamo al diving.

Sono ormai le 13:00 quando terminiamo di sciacquare le attrezzature dopo aver fatto la doccia. Ci fermiamo a mangiare qualcosa al ristorante Paguro prima di rientrare a casa. Quando siamo ormai prossimi ad andar via, con le borse richiuse pronte per essere caricate sullo scooter, Mimmo ci convince a restare per andare di nuovo in mare nella Grotta di Mitigliano. Dopo un attimo d’indecisione, siamo già freneticamente a lavoro per rimontare le attrezzature … usciamo di nuovo!

Nella Cala di Mitigliano incontriamo mia moglie Mariolina con Lidia e mia madre, usciti in barca per un bagno in famiglia. Li salutiamo poi ancoriamo. Io e Mimmo ci infiliamo subito nella grotta, Lorenza e Guglielmo invece, seguono Edoardo e ci raggiungono dopo un poco all’interno della caverna. Entriamo subito in fondo in cerca della brotula che puntualmente incontriamo. Mentre Mimmo la fotografa mi sposto più avanti dove ne vedo ancora una, leggermente più grande. Quando siamo in procinto di ritornare nello stretto cunicolo ci fermiamo attendendo il passaggio del piccolo gruppo di sub prima di percorrerlo in direzione dell’uscita.  Incontriamo tanti gamberi e granchi, tra cui due Dromia ed una grossa Musdea che si nasconde al riparo di un sasso cavo. Terminiamo l’immersione e rientriamo a Marina della Lobra dove risciacquiamo il tutto nuovamente, soddisfatti per la bella giornata trascorsa in mare.