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Grotta di Mitigliano con Arturo

Dopo una settimana trascorsa in riunione aziendale a Milano, sono proprio “bello carico” e pronto ad affrontare il futuro …. Appuntamento ore 8 a casa dei miei genitori dove arriva anche Arturo con mio nipote Enrico jr. Scendiamo tutti al porto e carichiamo le attrezzature sull’Armarc per dirigerci a Cala di Mitigliano. 

Ieri ho preparato l’occorrente per realizzare alcuni scatti in grotta ma portare il tutto sullo scooter insieme alle bombole e all’attrezzatura sub è una vera impresa. 
Durante la navigazione verso Mitigliano mi viene da pensare al mio amico e collega Mimmo Scaldaferri che oggi è impegnato nella Capri-Napoli, anche lui è “bello carico” ed ha da affrontare un arduo compito, moooolto superiore al mio! Forza Campione, ti guarderò sfrecciare da lontano!

Oggi è però anche la ricorrenza della festa della Madonnina del Vervece e le barche dei sub già a prima mattina cominciano ad avvicinarsi allo scoglio.

Noi proseguiamo ed ancoriamo nei pressi della grotta.  Enrico jr mi aiuta nella vestizione, mio fratello Arturo mi aiuterà a scattare sott’acqua …. oggi è indispensabile la sua collaborazione …. 
Entriamo nella grotta e com mia grande sorpresa, rivedo sciami foltissimi di misidiacei che forniscono il nutrimento per tutte le specie che abitano la grotta. Si vedono anche molti gamberi Palaemon e Stenopus, oltre agli immancabili scorfani e sciarrani. Segnalo a mio fratello di dedicarsi ai suoi scatti con la Isotta D7000 ed il micro nikkor 60 mm, mentre io inizio a fare alcune prove senza flash con la Isotta D850 ed il Sigma 15 mm con Superdome. Dopo qualche minuto, lo chiamo ed inizia a dedicarsi completamente a me.
Lavoriamo al buio per 80 minuti, fin quando il mio manometro non segna 20 bar …. accidenti, è il caso di uscire dalla caverna. Arturo prosegue la sua immersione, si dedica a fare qualche scatto ad una murena e alle numerose donzelle che si incontrano all’esterno della grotta. Io me ne risalgo a bordo della barca leggermente disturbato dalla risacca che c’è oggi. Mi stendo sul prendisole e resto immobile fin quando non ci rimettiamo in cammino per tornare a casa. Ahimè il moto ondoso mi mette KO e non sono in grado di smontare le attrezzature fin quando non siamo ridossati, nei pressi del porto.
Rientro a casa stanco ma soddisfatto, certo di aver fatto un buon lavoro a “quattro mani” …. e spero di aver prodotto almeno uno scatto come lo avevo in mente ….. ma non è il caso ancora di mostrarvelo, fin quando non sarà perfetto!

Scoglio Proteso e Grotta di Mitigliano

L’afa di questi giorni non ci lascia dormire. Così svegliarsi mezz’ora  prima del solito per andare al Punta Campanella Diving non è un problema. C’è calma piatta sul mare che ammiro percorrendo il lungo il nastro d’asfalto che mi porta a Marina della Lobra, quando arrivo non c’è ancora nessuno al diving, ma alle 9:00 in punto però, siamo già tutti operativi e pronti a partire per un doppio tuffo.

Raggiungiamo Punta Campanella e ormeggiamo alla boa. Mi separo subito dal gruppo nuotando in superficie per avvicinarmi e raggiungere lo Scoglio Proteso. L’acqua è particolarmente limpida e mi consente di identificarlo da lontano. Mi trattengo a scattare alcune immagini fin quando vedo sopraggiungere Gianluigi ed il gruppo. Mi sposto allora verso la parete dove si apre la piccola grotta piena di Apogon dove incontro Vittoria con Enzo ed Antonella. Proseguo il mio tour dirigendomi verso il faraglione di Punta Campanella per andare a raccogliere i frammenti di roccia staccati dalla parete dai datteri per recuperare parte delle colonie di Astroides che giacciono sul fondo. Scarto tra di esse per cercare quei pezzetti più integri da portare nel mio acquario mediterraneo. Lì potranno sopravvivere nutriti artificialmente con naupli di astemia salina insieme alle gorgonie che ho raccolto in precedenti immersioni, staccate dalle lenze dei pescatori. Nella mia passeggiata incontro due belle cernie mentre dei barracuda non c’è traccia. 

Rientro a bordo e ci spostiamo nella Cala di Mitigliano. Facciamo un poco di sosta in superficie e poi ci prepariamo di nuovo a scendere all’interno della grotta. Questa volta scende in acqua anche Virgilio, ma non entrerà nella grotta che ha scoperto 50 anni fa insieme a mio padre, andandosene in giro per la baia. Noi invece entriamo nella profonda caverna. La visibilità è ottima all’esterno ed all’interno della grotta. Entro per primo e poi attendo il passaggio dei mie compagni. Raggiungiamo fino il fondo e saliamo nei camini che salgono fino in superficie, attraversando gli strati d’acqua dolce, per poi tornare all’esterno. Mi fermo nella parte dell’avangrotta per sfruttare la grande visibilità, ma peccato che i miei compagni sono già andati via, sarebbero stati ottimi soggetti per una bella foto. Quando torno in superficie mi accorgo che il gommone è ormeggiato nei pressi della spiaggia …. un lungo tratto da fare a nuoto in superficie. Meglio proseguire sott’acqua ammirando le salpe, le castagnole e le donzelle che nuotano vicino alla parete verticale. 

Sono particolarmente soddisfatto, la bella giornata prosegue nel pomeriggio al mare con mia moglie, mentre le ragazze sono  impegnate nelle prove del saggio di danza. Peccato solo che la cappa di calore sia accompagnata alla pioggia che nel tardo pomeriggio ci invita a tornare a casa!

Mitigliano con Mimmo, Edo e Stefano

Il forte vento di Nord-Est mi mette in allarme, contatto Edoardo con WhatsApp che mi conferma che si esce comunque, destinazione da definire in funzione delle condizioni meteo.

UnknownPerfetto, monto il 105 mm per effettuare qualche altra prova in doppia esposizione e raggiungo il Punta Campanella Diving con lo scooter. E’ ancora qui a Massa Lubrense l’amico Stefano Pietrobon che mi fa omaggio di un bellissimo calendario “il regno degli squali” da lui realizzato, oltre a Mimmo, Edo e Virgilio. Decidiamo di andare a Mitigliano dove il mare è più calmo. Ci tuffiamo nei pressi della grotta ed entriamo nella prima camera dove ci sono numerosi gamberi Palaemon serratus e qualche gambero meccanico. Più dentro, verso la strettoia, una musdea si nasconde tra le alghe morte depositate sul fondo, al riparo di un sasso. Mentre mi trattengo a fotografare vengo superato da  Edoardo e Ivana che entrano nello stretto passaggio dove vivono le diafane attinie Halcampoides purpurea. Qui abbondano anche i misidiacei di cui le attinie rosa si nutrono, ma certamente sono anche il cibo per le botole nere che abitano l’ultima porzione della grotta. Non riesco a vedere nessun Oligopus ater, subito disturbati dalle luci degli altri sub. Dopo poco esco dalla grotta lasciando Stefano e Mimmo intenti a fotografare un granchi facchino e torno all’esterno in cerca del sole … mi occorre la luce per le mie prove. Proseguo quindi lungo la parete in direzione della spiaggia dove Gianluigi ci attende con il gommone, fermandomi ogni tanto a scattare qualche immagine ai saraghi. Quando riemergo però, mi accorgo di avere il vento contro e la barca a grande distanza! Non resta che “incamminarsi” in superficie fino a raggiungere l’asciutto, attendendo il rientro anche del gruppo di fotografi che si è trattenuto nella caverna. La navigazione verso il porto è ricca di spruzzi d’acqua, il vento è aumentato ed il mare si è increspato ulteriormente. Ancora una bella giornata trascorsa in mare, peccato solo che la notturna programmata per la sera debba essere abortita a causa delle avverse condizioni meteomarine.

Grotta di Mitigliano con Arturo

Suona la sveglia e contemporaneamente squilla il telefono … è Arturo che vuole sapere quale obiettivo montare. Sono le 6:30 e ieri sera sono andato a dormire all’1:30!

L’appuntamento è per le 7:00 al porto di Sorrento con mia madre per uscire con l’Armarc. Soffia un vento teso di grecale che agita al largo il mare, dopo qualche titubanza durante la quale decidiamo di risalire a casa per prendere gli obiettivi macro che non avevamo predisposto, torniamo al porto. Proviamo ad uscire comunque con direzione Banco di Santa Croce, la nostra meta programmata, ma quando arriviamo nei pressi della Punta Scutolo, decidiamo di tornare indietro e andare ad immergerci a Cala di Mitigliano, dove saremo ridossati dal mare agitato. La navigazione è lunga e ci consente di effettuare anche le modifiche alle nostre attrezzature. Arturo abbandona il Tokina 10-17 mm e monta il Micronikkor 60 mm sulla sua Nikon D7000. Io conservo la configurazione montata, il Sigma 15 mm sulla Nikon D800e, salvo poi cambiare per il Micronikor 105 mm. Raggiungiamo la baia ed ancoriamo nei pressi della grotta. L’acqua è limpida e fredda.

Entriamo all’interno della caverna, mentre Arturo fotografa i tanti gamberi presenti, proseguo verso l’interno e risalgo nel camino che porta in superficie. Mi trattengo pochi attimi perché la risacca si sente forte a livello superficiale e torno subito sul fondo dove mi attende mio fratello. Proseguiamo nel basso passaggio dove un singolo esemplare di Halcampoides purpurea si ritrae nella sabbia rifuggendo la luce dei nostri fari. Passo oltre ed entro nell’ultima camera da un piccolo cunicolo basso ed attendo l’ingresso di Arturo dal percorso principale. Qui troviamo una piccola brotola nera Oligopus ater che vive nella parte completamente oscura della cavità. Effettuiamo i nostri scatti, poi torniamo indietro e mi fermo ad scattare foto all’ingresso. Avviso poi Arturo che ho intenzione di tornare in barca per cambiare obiettivo e lo saluto. Procedo come convenuto, con l’aiuto di mia madre sostituisco la lente e torno in acqua. Trascorro solo qualche altro minuto rendendomi conto che la risacca è fastidiosa e disturba eccessivamente le prove che avevo intenzione di effettuare. Decidiamo quindi di risalire per tornare a casa dove, dopo aver pranzato con la famiglia, mi “schianto” sul letto per una dormita ristoratrice.

Vervece con Uwe e Mitigliano con Mimmo

Il vento forte di grecale agita il mare, ma le condizioni meteomarine ci consentono comunque di uscire, anche se con onda ben formata. Partiamo dal Punta Campanella Diving Center con il gommone, ed oggi con me e Mimmo, c’è un bravissimo fotografo tedesco, Uwe Schmolke, venuto per una settimana di vacanze in Penisola Sorrentina. Sarà un onore accompagnarlo nella sua prima immersione in mar mediterraneo, allo scoglio del Vervece. Scendiamo subito in profondità, l’acqua non è limpidissima ma la visibilità generale è buona. Mentre Mimmo si ferma nella zona superficiale per fotografare in macro una grossa murena con i gamberetti pulitori, noi raggiungiamo subito le gorgonie rosse. La corrente che in profondità spinge forte da Ovest verso Est, in senso contrario al vento che soffia da Est verso Ovest, ci costringe a cambiare l’itinerario programmato con il periplo dello scoglio e ci invita a mantenerci protetti dalla parete. Raggiungo quindi la statua della Madonnina e poi mostro ad Uwe il grosso masso sotto il quale alberga una numerosa famiglia di Apogon imberbis. Terminiamo l’immersione in cerca delle poche macchie di margherite di mare, sopravvissute allo scempio dei pescatori di frodo di datteri di mare. Rientriamo a terra tra gli spruzzi, il tempo di cambiare solo la bombola e siamo di nuovo pronti ad uscire per un tuffo a Mitigliano, la baia infatti è ridonata dal vento e ci consente di uscire ancora in mare per la seconda immersione.

Questa volta però, Uwe resta a terra preparandosi all’immersione pomeridiana, esco quindi con Mimmo e Virgilio che nel frattempo si è aggiunto alla comitiva. Non entriamo subito in grotta perché ci sono svariati clienti che vogliono visitarla, io ed il Prof. allora decidiamo di tuffarci sul sabbione in cerca di pesci civetta & co. Subito incontriamo un guscio di un granchio melograno, poi dopo poco ci separiamo, è proprio allora che da lontano vedo sul fondo un grosso pesce civetta. Eseguo la manovra di aggiramento lentamente senza disturbarlo, arrivo quasi a tiro ma vedo che inizia a sollevarsi pronto a spostarsi … decido allora di scattare subito ed un attimo dopo l’alato pinnuto è già a 30 metri di distanza da me, scappato fulmineamente verso terra. Peccato, occasione sprecata! Proseguo ed incontro un granchio stecco all’interno di una grande attinia. Arrivato nei pressi della grotta mi infilo nella lunga spaccatura che si apre lungo la parete, quando vedo uscire dalla grotta il gruppo di subacquei, mi infilo nella grotta ma l’acqua è molto sporca. Effettuo una rapida incursione all’interno della prima camera, ma gli oltre 8 minuti di deco mi suggeriscono di tornare presto fuori. Solo il tempo di osservare la solita musdea, alcuni gamberi meccanici e qualche ciprea.  Mi trattengo solo qualche attimo nell’avangrotta per fare qualche scatto panoramico, poi termino l’immersione in parete ad ammirare le bavose che fanno capolino nei buchi della roccia.

Una volta rientrati a terra, ci accoglie la gradita sorpresa di un buffet presso il Ristorante Paguro.  Solo il tempo di salutare ed ancora una volta termina una magnifica giornata, peccato solo non esser riuscito a ritornare in mare nel pomeriggio con Uwe.

Grotta Zaffiro e Grotta Mitigliano con Lorenza

SMS delle ore 00:00 “Rosy ma facciamo ancora in tempo ad aggregarci al tuffo di domani allo Zaffiro?”. Nessuna risposta fino alle 8:00 di questa mattina, quando sento al telefono un assonnato Edo che mi conferma la possibilità di uscire. Io e Lorenza siamo già pronti da un’ora, in attesa della conferma. Partiamo con lo scooter e raggiungiamo il Punta Campanella Diving Center presso Marina della Lobra dove troviamo Mimmo, Guglielmo ed altri clienti. Siamo tantissimi in barca e proprio loro sono costretti a restare a terra. Saliamo sul gommone e navighiamo verso la Grotta dello Zaffiro, Mattia ha da effettuare alcune riprese per un documentario sulla caverna, per cui entra per primo all’interno, seguito dopo poco da tutti noi. Lo spettacolo è magnifico, Lorenza resta colpita dalle dimensioni e dai riflessi azzurri che si proiettano sulle buie pareti della caverna, poi passa ad ammirare le stalattiti e stalagmiti che si incontrano nella parte più interna della grotta. Dopo il giro all’interno, usciamo e risaliamo sul gommone. Ci spostiamo di poche decine di metri e ci tuffiamo di nuovo in cerca della grossa spugna Axinella cresciuta sulla parete verticale. La troviamo quasi subito, grazie alle precise indicazioni di Edo. L’esemplare è maestoso e magnifico, con le sue curve ramificazioni che si ergono nel blu del mare. Inizio a fotografare io, poi passo la fotocamera a Lorenza per farle fare un po’ di pratica con la Nikon 1 J2. Continuiamo con Lorenza che insegue qualche pesciolino per fotografarlo, poi finalmente risaliamo e rientriamo al diving.

Sono ormai le 13:00 quando terminiamo di sciacquare le attrezzature dopo aver fatto la doccia. Ci fermiamo a mangiare qualcosa al ristorante Paguro prima di rientrare a casa. Quando siamo ormai prossimi ad andar via, con le borse richiuse pronte per essere caricate sullo scooter, Mimmo ci convince a restare per andare di nuovo in mare nella Grotta di Mitigliano. Dopo un attimo d’indecisione, siamo già freneticamente a lavoro per rimontare le attrezzature … usciamo di nuovo!

Nella Cala di Mitigliano incontriamo mia moglie Mariolina con Lidia e mia madre, usciti in barca per un bagno in famiglia. Li salutiamo poi ancoriamo. Io e Mimmo ci infiliamo subito nella grotta, Lorenza e Guglielmo invece, seguono Edoardo e ci raggiungono dopo un poco all’interno della caverna. Entriamo subito in fondo in cerca della brotula che puntualmente incontriamo. Mentre Mimmo la fotografa mi sposto più avanti dove ne vedo ancora una, leggermente più grande. Quando siamo in procinto di ritornare nello stretto cunicolo ci fermiamo attendendo il passaggio del piccolo gruppo di sub prima di percorrerlo in direzione dell’uscita.  Incontriamo tanti gamberi e granchi, tra cui due Dromia ed una grossa Musdea che si nasconde al riparo di un sasso cavo. Terminiamo l’immersione e rientriamo a Marina della Lobra dove risciacquiamo il tutto nuovamente, soddisfatti per la bella giornata trascorsa in mare.

Grotta di Mitigliano con Arturo e Lorenza

Dopo qualche commissione dal medico, alla posta e dal gommista, finalmente è l’ora di scendere al porto con la mia famiglia per andare a fare una immersione nella Grotta di Mitigliano. Mentre nonna Rosaria ci porta a destinazione con l’Armarc, mi dedico a sistemare fotocamere ed attrezzature di tutti e tre, infatti oggi non sarò solo ad esplorare la caverna, ma ci sarà anche Lorenza e mio fratello Arturo con la sua nuova e fiammante Isotta D7000. Personalmente ho montato sulla mia Isotta D800 il nuovo minidome ribassato per il 10.5 mm nikon, abbinato ai due flash Sea & Sea YS D1, ancora con i cavi, per effettuare ulteriori test.

Non entriamo tutti insieme nella grotta, poiché li anticipo per fotografarli mentre penetrano nella parte anteriore della caverna, dove è presente la grande colonna.  Proseguiamo quindi verso l’interno e Lorenza mi mostra una ciprea su una parete rocciosa dietro la quale si nasconde una musdea. Raggiungiamo quasi la strettoia quando  mi mostra una piccola corvina, mentre ero intento a fotografare le migliaia di microscopici crostacei che popolano la cavità. Dopo essermi accertato della sua volontà di proseguire oltre la strettoia, la attraversiamo mano nella mano, fino a trovarci nella camera finale della grotta dove solitamente stazionano gli Oligopus ater. Ancora una volta è lei a scovarne uno in una spaccatura, ma non fotografabile. Ne trovo poi uno grande ed uno piccolissimo. Dopo qualche scatto, lascio campo libero ad Arturo per fotografare la diffidente brotula. Iniziamo allora il ritorno, questa volta più velocemente fino a tornare  all’esterno della grotta dove proseguiamo la passeggiata inseguendo le migliaia di salpe per uno scatto in controluce. Concludiamo infine con qualche scatto alle bimbe che giocano in apnea.

Grotta di Mitigliano con Lorenza

Si torna in mare con la famiglia, a bordo dell’Armarc ci dirigiamo verso la Cala di Mitiglino, dove ho intenzione di immergermi per visitare la grotta. A bordo con me, Lidia e Lorenza, insieme a mio fratello Arturo, mia madre e mia nipote Elena. Raggiungiamo la baia verso le 11:00 e ci fermiamo nei pressi della cavità. Mi immergo da solo, in cerca dei brachiopodi, per poi ritornare in barca e riscendere con Lorenza. L’acqua è abbastanza limpida, ma spreco 50 bar per raggiungere la parete dopo aver sbagliato direzione. Finalmente entro nella grotta dove incontro svariati paguri e granchi Herbstia condyliata. Entro ancora e nello stretto passaggio incontro una torpedine. Mi avvicino ma è troppo  attaccata alla parete rocciosa verso la quale sbatto con i lunghi bracci dei flash. Vorrei farla spostare per fotografarla di faccia, ma ho paura di prendere la scossa. Si sotterra dopo poco e la lascio lì, dirigendomi verso la parte totalmente oscura. Qui subito incontro una brotula Oligopus ater, con l’addome insolitamente molto rigonfio. Inizio a fotografarla e dopo poco dall’altro lato della cavità osservo un altro esemplare …. un maschio! Allora l’altro pesciolino deve essere una femmina gravida! Provo allora a fotografarli insieme ma non riesco nell’operazione a causa del sedimento che si è sollevato. Ritorno fuori ed incontro una piccola corvina in una profonda spaccatura. Esco e vado di nuovo in cerca della torpedine, ma invano. Ritorno in barca, cambio obiettivo montando il 50 mm rovesciato e  scendo insieme a Lorenza per un nuovo tuffo. Le chiedo se ha voglia di visitare la parte semioscura della caverna. Mi conferma la sua intenzione e quindi entriamo mano nella mano. Le mostro ogni angolo della grotta facendole notare il cambiamento di biocenosi sulle pareti che diventano sempre più spoglie e decolorate. Le mostro i paguri ed i granchi e poi usciamo di nuovo fuori. Proseguiamo lungo la parete per un tratto, poi, quando la mia aria è termina completamente, Lorenza mi passa il suo erogatore di scorta e proseguiamo “abbracciati” l’un l’altro, fin quando il freddo e la fame non ci invita a risalire.

Una bella giornata di mare non può che essere conclusa con un grande bagno con la mia piccola Lidia che mi ha atteso a lungo in barca e con un riposino al sole durante la navigazione di rientro in porto.