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Puolo con Ass. Jacques Cousteau – Immersione Notturna

Un inferno di fuoco avvolge il Vesuvio ed il monte Faito da alcuni giorni. Le fiamme ed il fumo si espandono nonostante l’incessante attività dei Canadair e dei pompieri, giunti ormai al collasso delle energie. Il disastro è immane con decine di ettari di bosco e pineta distrutti, insieme ai loro abitanti. 

In serata ho appuntamento con Nicola & Antonella per un tuffo notturna con gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau alla Cala di Puolo. Ci vediamo in spiaggia alle 20:15 quando la luce è ancora tanta, ci vestiamo e scendiamo in acqua. Entro per primo in acqua per effettuare delle prove con la Nikon D800, poi ritorno a terra e prendo la seconda fotocamera Nikon D7200 con il Nikkor 40 mm, posando la prima e seguo il gruppo che è già lungo il pendio sabbioso.
La serata non è particolarmente ricca d’incontri, degna di nota solo la piccola corvina addormentata tra i sassi che mi mostra Antonella,  ma come al solito divertente, con un epilogo piacevolissimo ….. picnic sulla spiaggia! Grandi i miei amici! Bisogna replicare al più presto!

 

Cala di Puolo con gli amici della “Jacques Cousteau”

Dopo tante immersioni notturne, finalmente riesco ad organizzarmi per un tuffo diurno. Il weekend è infatti soleggiato ed anche la temperatura dell’aria inizia ad essere più gradevole, l’acqua è limpida ed il mare calmo. L’appuntamento è alla Cala di Puolo con Antonella, Nicola, Francesco, Raffaele ed altri ragazzi appartenenti all’associazione Jacques Cousteau, sul piazzale antistante il porticciolo. Attendo l’arrivo di tutti e poi iniziamo la vestizione, trasportiamo le attrezzature fino alla scogliera e ci tuffiamo nell’acqua gelida. Quasi immediatamente perdo i miei compagni, attardati da un problema alla bombola di Francesco. Costeggio la parete di roccia in cerca di soggetti per il Micro Nikkor 105 mm montato sulla Nikon D7200., anche se sono stato indeciso fino all’ultimo su quale configurazione montare. Quasi subito trovo una coppia di Janolus cristatus, ma i problemi di vista che cominciano ad insorgere mi rendono difficoltosa la corretta  composizione dell’immagine. Poco più in la una Felimare picta e un piccolo scorfano. In una profonda buca un bellissimo esemplare maschio di gattuccio riposa nella sua tana, impossibile fotografarlo a dovere. Proseguo la mia immersione in solitaria tra le foglie di Posidonia oceanica per poi far rientro verso la scogliera dove ritrovo Raffaele e poi il resto del gruppo. Tra i massoni  ecco che trovo un’altra Felimare picta dal colore molto più giallo, e poi una coppia di Aplysia dactylomela, in accoppiamento. Devo spostarmi di qualche metro per inquadrare tutta la scena, con risultati scarsi. Che peccato, il Tokina 10-17 mm sarebbe stato proprio appropriato per questa situazione, in verità anche il mirino magnificatore che ho dietro lo scafandro della D800 non sarebbe stato male … vabbè, è giunto il momento di andare dal mio amico ottico per farmi preparare una bella maschera graduata. La giornata è sempre bellissima quando riesco a prendere una boccata d’azoto, anche oggi lo è stato e mi aiuta ad iniziare una nuova settimana di lavoro.  

Immersione Notturna con Dario e Francesco

L’anno nuovo sembra iniziare malissimo, con l’Imac 27″ che mi ha quasi abbandonato, bloccato e lentissimo come mai prima d’ora. Riavvio più e più volte eliminando progressivamente files e programmi, la situazione migliora solo di poco in serata, ma almeno riesco ad utilizzarlo e … leggere la posta elettronica.

Il cielo è coperto ma il mare è calmo e da giorni, abbiamo programmato questa immersione con gli amici Dario e Francesco. Questa volta sono autonomi, ci vediamo quindi direttamente al posto stabilito per fare la nostra prima escursione fotografica del nuovo anno. 

Ci tuffiamo e mentre siamo a pelo d’acqua per fare un selfie ci accorgiamo di qualcosa che nuota a pelo d’acqua ….. un piccolo gattuccio, probabilmente liberato da qualche rete dei pescatori, nuota in difficoltà nei pressi della superficie. Dario è il primo a raggiungerlo, poi arriviamo anche noi e ci mettiamo in fila per fotografarlo. Sembra tranquillizzarsi e fermarsi finalmente sul fondo, dove riusciamo a fotografarlo nell’acqua cristallina. Iniziamo quindi la nostra immersione andando in profondità in cerca di soggetti. Mostro a Dario, che mi segue da vicino, una bella attinia sul fango, l’Andresia partenopaea e poi una Alicia mirabilis. Mentre lui è intento a fotografare le due attinie, incontro un piccolo polpo, l’Octopus dephilipii. Più in là, un tordo rosso si nasconde in una nacchera morta, ma infastidito dalle mie luci, si sposta altrove. Polpi, seppie e polpose stasera si fanno ammirare nel loro incedere mimetizzati sul fango e tra le alghe. Un piccolo ippocampo si sposta sul fondo fino a raggiungere una bottiglia di vetro dove ha la sua dimora una bavosa. si avvicinano per un attimo poi si separano inevitabilmente. A poca distanza Francesco sta fotografando un ippocampo maschio giallo, mentre poco distante Dario è alle prese con una femmina marrone. In questo punto però l’acqua è divenuta molto torbida, con tanti flocculi in sospensione. Quando risaliamo, dopo aver ritrovato il piccolo gattuccio, l’acqua è diventata sporchissima ma non riesco a spiegarmi il perché. Solo quando ritorno a terra vicino all’auto mi accorgo del violento temporale che si è scatenato durante i 120 minuti trascorsi sott’acqua.  

Saluto i miei compagni d’immersione e torno a casa, sciacquo le attrezzature fuori al balcone mentre la pioggia mi bagna più di quanto abbia fatto andando sott’acqua! Buon Anno 2017! 

 Grazie a Pasquale Raicaldo per averlo pubblicato su La Repubblica

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/01/04/foto/sorrento_la_danza_del_polpo_lillipuziano-155377201/1/#2

 

Immersione Notturna con Dario, Fabio e Francesco

La giornata trascorre interamente sul filo di lana, di corsa fino a tarda sera quando, dopo una grande delusione sportiva a Doha per l’amata Juventus, vado a smaltire l’adrenalina mescolandola con …. l’azoto!

Raggiungo in ritardo sul programma i miei amici Dario, Francesco e Fabio per andare a fare immersione in un posto a noi caro, dal quale il mio amico “australiano” manca da oltre un decennio. Così ci ritroviamo tutti in spiaggia per una bella immersione. Fabio e Francesco sono muniti di 18 litri ed andranno più a fondo mentre io e Dario con il 15 litri, saremo qualche metro sopra di loro, in attesa di un qualche segnale dall’abisso.

La temperatura dell’acqua è fredda così come quella esterna,  la marea è bassissima e visibilità  è ottimale. Iniziamo a scendere e subito incontro un cavalluccio marino che mostro a Dario, è il primo di tanti incontri di una bellissima serata, peccato solo non esser riuscito a vedere il Pesce San Pietro che hanno fotografato egregiamente i miei compagni d’immersione.