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02 gennaio 2011 Banco S.Croce

E’ iniziato il 2011 e dopo cene e cenoni è l’ora delle bollicine!!! Questa mattina la meta è Hotel Montil a Castellammare di Stabia, confortevolissima sede invernale del BIKINI DIVING.  L’appuntamento è con gli amici  Stefano e Daniela che avevano lanciato l’happening su facebook! Come al solito mi muovo da Sorrento con anticipo per evitare il traffico ed approfitto allungandomi nella piazza del municipio, per gustare il migliore caffè della città, poi raggiungo il parcheggio vicino all’hotel, scarico l’attezzatura e saluto i mitici Raffaele, Pasquale, Giovanni e Luca. Il salone adibito alla vestizione è gremito di subacquei provenienti da Roma e Napoli, siamo più di trenta ma l’organizzazione è collaudata abbondantemente e le operazioni di vestizione si svolgono con rapidità, mentre in banchina arrivano i tre gommoni che ci porteranno al Banco di Santa Croce.

La giornata è splendida, il mare calmo e l’acqua abbastanza pulita; mi tuffo come al solito per primo, per anticipare il gruppo e scendo direttamente sul ramo della Gerardia savaglia evitando di entrare nella grotta. Qualche scatto fugace e subito proseguo in direzione dello scoglio del corallo nero, sfruttando la visibilità migliore del solito per raggiungerlo e ritornare in sicurezza. Raggiungo quota -47 mt. e fotografo il giallo ramo tra i ventagli rossi, poi un grosso scorfano adagiato su una Paramuricea clavata. Qui i minuti ahimè trascorrono in fretta … è l’ora di portarsi sulla secca principale e riaggregarmi al gruppo. Uno spirografo bianco fa bella mostra di se tra i rossi rami di gorgonia, mentre le castagnole rosse e nere si aprono al mio passaggio. Spugne, margherite di mare, uova di gattuccio e gorgonie gialle sono ovunque, ricoprendo ogni centimetro di roccia. E’ un tripudio di colori, unico come solo questo posto riesce a regalare! Non c’è modo migliore per inaugurare il 2011! L’aladin mi richiama all’ordine “suggerendomi” una opportuna lunga sosta di decompressione vicino alla boa di segnalazione di superficie, dove ritrovo TUTTI i sub intervenuti! Conquisto una posizione confortevole e scatto qualche immagine ricordo con i miei amici nell’attesa di guadagnare la superficie. Il rientro al Montil è rapidissimo, i gommoni sfrecciano velocissimi sul mare calmo spinti dai rombanti cavalli dei fuoribordo ed in banchina ci attende il thè caldo e la vasca per sciacquare mute ed attrezzature. Pochi minuti e sono già fuori nel parcheggio, pronto a rientrare a Sorrento dopo aver salutato ed augurato agli amici Raffaele & Co un anno 2011 bello così!

07 novembre 2010 Vervece

Finalmente dopo tanta pioggia e tanto raffreddore, oggi si esce per un’immersione! Peccato che la giornata non sia “estiva” come quella di ieri, ma lo scirocco garantisce mare calmo nonostante il cielo sia coperto e minaccioso. Appuntamento alle 8:30 con mio fratello Arturo sotto casa di papà, recuperata l’attrezzatura scendiamo al porto dove ci attende in banchina Mariangela con la sua Ligeia. L’acqua nel porto è limpidissima, speriamo sia lo stesso anche al Vervece! A sorpresa incontro Nunzio, il fratello di un mio collega di lavoro, da tempo desideroso di uscire in mare con me!  Ci vestiamo lungo il tragitto ed appena pronto eseguo subito la capovolta per sfruttare qualche attimo di solitudine  …

L’acqua non è fredda, non rimpiango infatti la muta stagna ancora riposta in garage, ma fortunatamente molto limpida! E’ allora il caso di allontanarsi dai tradizionali percorsi per cercare il ramo di Gerardia savaglia che si trova sui -27 m nella zona antistante la Madonnina. La ricerca ahimè resta infruttuosa, ma scopro un tratto dello scoglio a me sconosciuto, con alcuni enormi massoni e di lontano un pinnacolo di roccia che si staglia nel blu. A questo punto cambio direzione riaggregandomi al gruppo che nel frattempo mi ha raggiunto e proseguiamo verso la foresta delle gorgonie rosse. Scorfani, cernie, saraghi e murene sono ormai la consuetudine, i tonnetti invece un piacevole ed inconsueto incontro; più avanti barracuda e salpe si muovono in branchi serrati in giro per l’isolotto. Proseguo fino ad arrivare in prossimità della statua ed attendo l’arrivo del gruppo per fare una foto ricordo. I miei segnali però non sono compresi dai miei compagni d’immersione che invece si tengono a debita distanza per non disturbarmi … alla fine desisto e vado a desaturarmi dall’azoto a ridosso della parete coperta di margherite di mare.

Ad attenderci piacevolmente a bordo, thè e caffè caldo ma soprattutto una gustosissima torta con mele, noci ed uvetta realizzata dalla nostra padrona di “barca”!

24 ottobre 2010 Scilla

Anche oggi sveglia all’alba, in attesa del responso della giuria. Mi vesto, sistemo la fotocamera e vado a fare colazione, poi subito al punto di ritrovo sulla spiaggia di Marina Grande di Scilla. Incontro alcuni atleti che mi preannunciano un ottimo risultato, ma fino a che la classifica ufficiale non viene pubblicata non mi lascio trasportare dall’euforia. Finalmente vedo la classifica, un ottimo secondo posto dietro il campionissimo Ciccio Sesso.

La giornata è nuvolosa e più fredda di ieri e … la muta è bagnata! Mi preparo e alle 9:30 siamo tutti in acqua. Decido di seguire l’amico Ciccio sulla “Montagna” per provare qualche scatto sulle gorgonie. Appena giunti sul posto dopo il primo scatto mi accorgo di uno schizzo d’acqua all’interno dell’oblò! Maledizione, rientro subito a terra dopo un lunghissimo tragitto con il cuore in gola pensando alla “salute” della mia Nikon D700! Guadagnata la riva asciugo il tutto, verificando che l’acqua è entrata dall’o-ring dell’oblò. Indeciso sul da farsi attendo qualche attimo, poi decido di lasciar montato il 16 mm e di ritornare a fare qualche foto ambiente. Così mi rituffo ed eseguo alcune doppie esposizioni. Infine rientro a cambiare l’obiettivo e montare quello macro. Ritorno in acqua con il 105 mm ed il faretto per la messa a fuoco. Subito tra i ciottoli trovo un piccolo polpo, poi un ghiozzo rasposo, un vermocane, alcuni scorfanetti ed infine una piccola cernia, appagata dal pasto appena conquistato, riposa su un sasso lasciandosi avvicinare per alcuni scatti. Infine mi dirigo al largo alla ricerca di qualche flabellina. Il freddo, i crampi ed una “incombenza idraulica” mi invitano a rientrare a terra con oltre un’ora di anticipo rispetto al termine della gara. Consegno la memory card e mangio un panino, subito dopo accendo il pc ed effettuo la scelta in grande fretta, desideroso di rientrare a casa sfruttando le ore di luce.

La strada verso Sorrento è irta di difficoltà, i cantieri dell’A3 sono memorabili, la pioggia disturba a tratti il mio incedere. Mi fermo per il gasolio ed un caffè e quando vado alla toilette mi imbatto in una coppia di detenuti, scortati da una marea di poliziotti penitenziari! Il momento è stato ricco di tensione … timoroso di veder spuntare all’improvviso i complici dei malviventi pronti a liberarli! Sono risalito in auto e sono schizzato via, solo quando sono giunto a casa ho appreso del modesto risultato conseguito, solo un nono posto che dovrebbe essere comunque sufficiente a garantirmi la qualificazione alla fase finale del campionato.

23 ottobre 2010 Scilla

“il giorno 23 e 24 ottobre saranno recuperate a Scilla due gare selettive per il Campionato Italiano Fotosub 2011, prego gli interessati di contattare urgentemente gli organizzatori ….”. Questa la email dell’amico Fabrizio Frixa che sconvolge il mio week end. Era in programma la mia discesa a Maratea per immortalare la manifestazione di Pesca Subacquea in Apnea, organizzata dalla mia società, il Poseidon Team A.S.D.. La mia presenza fortunatamente non è indispensabile per lo svolgimento della gara selettiva di pesca per cui, a malincuore, decido di disertare l’appuntamento per tentare la qualificazione alla fase finale del Campionato Italiano di Fotosub 2011; dopo l’ottimo secondo posto di Riva di Traiano, mi occorrono altri due risultati e questa occasione è da non perdere!

La settimana trascorre tra mille telefonate alla ricerca di un compagno per il lungo viaggio, alla fine decido di partire comunque da solo. Arrivo a Scilla in nottata dopo esser passato per Cosenza a salutare un caro amico e collega. Mi sistemo in stanza, metto in carica le batterie e vado a raggiungere gli altri concorrenti che mi attendono al Dalì Pub dove consumiamo l’abbondante pastasciutta preparata dal gestore Franco! La notte trascorre quasi insonne, come accade alla vigilia degli appuntamenti che contano … alle 5:45 sono già a terra, preparo la fotocamera con estrema attenzione e alle 7:00 scendo a fare la colazione. La giornata sembra buona ed il mare è calmo, speriamo non ci sia troppa corrente sott’acqua. Raggiungiamo il Dalì Pub, base logistica della manifestazione ed effettuiamo le fasi preliminari della gara con iscrizione, controllo delle memory card e fotografia con il giudice di gara. Poi sulla spiaggia a preparare la fotocamera ed attrezzatura sub. L’acqua sembra limpida a pochi centimetri d’acqua, ma più al largo è torbida e persiste una leggera corrente; raggiungere la “Montagna” non è conveniente per cui decido di trattenermi tra i massi antistanti la Rocca di Scilla. Effettuo alcuni scatti alle pareti rocciose ricoperte di spugne ed astroides, poi rientro a terra per cambiare l’obiettivo. Il sole è definitivamente spuntato dalle montagne e sulla spiaggia di Marina Grande ci sono anche tante persone intente a prendere una tintarella ottobrina. Ritorno in acqua con il 105 mm e mi dirigo verso gli scogli che ho appena lasciato. Sulle colorate pareti sono abbondanti le bavose e tra queste incontro una bavosa ruggine che si lascia fotografare di profilo. Proseguo e ne incontro una seconda, questa volta eseguo un primo piano frontale. Soddisfatto, mi dedico ad altri soggetti e tra questi un polipo di astroides cattura la mia attenzione. Alla fine saranno questi gli scatti selezionati dopo la scelta effettuata al computer. Finalmente in camera per una doccia e qualche ora di riposo. Il lavori della giuria si protraggono fino a tarda sera, fin quando i giurati decidono di interrompere per venire a cena. Mentre gli atleti trepidanti consumano un ottimo gelato, i giudici ritornano al lavoro fino a mezzanotte. A tale ora, vista l’incombenza della sveglia per domani, decido di andare a dormire sperando in questo modo di trascorrere una notte più serena ….

29 agosto 2010 Montalto e Punta Campanella

Il sole splende caldissimo fin dal primo mattino quando sveglio Lorenza, è tempo di prepararsi perchè siamo attesi in banchina alle 9:00 per una doppia immersione con Ligeia. Partiamo in perfetto orario da Sorrento ma appena usciamo dal porto ci accorgiamo di una imprevista onda lunga. Ahimè il vento di ieri sera ha fatto montare un bel mare, speriamo che si possa fare immersione come previsto alla Punta Campanella. La navigazione procede lentamente a causa del moto ondoso finchè raggiungiamo e il faro di Punta Campanella, qui il mare sembra migliore, ma decidiamo di proseguire verso Montalto dove saremo più ridossati dalla montagna. Ci tuffiamo insieme a Joaquin, mentre Lorenza mi attende in barca per la successiva immersione. Scendiamo lungo il canalone roccioso che ci guida fina ai -25 mt, poi proseguiamo con la parete alla nostra destra. L’acqua è limpida e ancora calda, subito mi dirigo verso l’oasi in cui è presente una distesa di gorgonie rosse e mi trattengo sui -35mt il tempo giusto per portare a casa qualche scatto. Poi mi riaggrego al gruppo fino a raggiungere la zona dove inizia la prateria di posidonia. Qui la corrente è sensibile e decidiamo di ritornare indietro ad una batimetrica minore. Le pareti ombrose sono completamente ricoperte da margherite di mare e spugne, mentre le castagnole punteggiano di nero l’intenso blu del mare. Risaliamo soddisfatti e ci spostiamo all’interno della Baia di Jeranto per riposare un poco e per godere del riparo naturale dell’insenatura, cogliendo ovviamente l’occasione di fare un magnifico bagno nell’acqua cristallina.

Dopo circa quaranta minuti siamo ormai pronti alla seconda immersione, ci vestiamo e questa volta sarà in acqua con me anche Lorenza … andremo alla Punta Campanella e ci immergeremo sul pianoro mentre l’altro gruppo, più esperto girerà la punta per poi ritornare indietro. Scendiamo subito sul pianoro dove sono situati tanti enormi massi. L’acqua è limpida anche quì ma leggermente più fredda. Lorenza nuota tranquilla alla ricerca di nudibranchi e gamberetti, raggiungiamo una grossa attinia e mi fermo a scattare un pò, faccio segno a Lory e Mariangela di avvicinarsi, ma pensando di crearmi fastidio, non si avvicinano … peccato era una bella situazione. Proseguiamo fina a raggiungere la grottina con due aperture che si trova al centro della parete, questa volta faccio capire chiaramente mie intenzioni e, dopo essermi infilato nel buco più piccolo, aspetto il loro ingresso per ammirare la colonia di Apogon che la occupa totalmente. Giriamo ed iniziamo il ritorno, un gruppo di triglie si lascia avvicinare, poi all’improvviso nel blù appaiono gli argentei “siluri”, un enorme branco di barracuda mediterranei che staziona indisturbato a mezz’acqua. Mi avvicino e scatto a raffica, poi faccio un giro e cerco di metterli tra me e Lorenza per immortalare l’evento. Dopo le foto di rito, i manometri ci suggeriscono di riemergere e mentre siamo prossimi a guadagnare l’asciutto, un piccolo branco di tonnetti sfreccia lanciandosi in caccia tra le alici. L’immersione è terminata ed ora ci attende una lunga e “movimentata” traversata per rientrare a Sorrento, ma condita di tante belle immagini fissate nella nostra mente!

25 agosto 2010 Baia di Puolo

La luna piena splende nel cielo libero da nuvole, l’aria è calda ed il mare calmo come l’olio … siamo ancora una volta a bordo di Ligeia, pronti per un tuffo notturno. La torrida giornata lavorativa si conclude nel migliore dei modi con un’immersione alla Baia di Puolo, la barca è piena di sub alla loro prima esperienza d’immersione notturna. Con me stasera due ottimi compagni d’immersione … “Quelli della Notte” – Mike e Michela. Siamo infatti i primi a tuffarci sul pianoro esterno alla punta di Puolo anticipando il resto del gruppo, il fondale è roccioso con alcune zolle di Posidonia oceanica molto rigogliose. L’acqua è particolarmente limpida anche a causa della leggera corrente contraria che affrontiamo per rientrare all’interno della baia. Le potenti lampade alogene dei miei compagni fendono l’acqua buia, ad un tratto un gruppo nutrito di calamari si avvicina e si lascia ammirare per qualche istante ma, prima che possa scattare una foto, si dilegua in un attimo.  Scendiamo lungo la parete rocciosa fino a circa -30 m. e perlustriamo ogni anfratto in cerca di un bel gattuccio. Le tane sono vuote, mi aspettavo di vedere qualche grosso sarago, forse sono più in profondità dove l’acqua è più fredda. Dalla roccia spuntano le inconfondibili antenne bicolori di un’aragosta, in ogni buco sono presenti gamberetti e castagnole, tantissimi scorfanetti e qualche sarago fasciato; la roccia è ricoperta dalle margherite di mare, da spugne e briozoi dai mille colori. Mike mi mostra una dromia intenta a brucare le alghe dal fondo, poco più in là una rara Pinna rudis abbarbicata nella roccia. Siamo ormai giunti all’interno della Cala di Puolo ed è tempo di riemergere dopo oltre 60 minuti, sono ormai quasi tutti in superficie quando, risalendo, incontro una piccolissima occhiata che si lascia docilmente fotografare in mille posizioni; una volta soddisfatto del risultato, riemergo all’interno della baia illuminata dalla luna.

22 agosto 2010 Banco di Santa Croce

Stamane sveglia alle 6:30, motorino pronto e carico alle ore 7:00 … alle ore 7:45 sono già arrivato a destinazione … prendo il telefono e … “Raffaele, ma a che ora arrivate? Io sono all’ingresso del Bikini, sono in … leggero anticipo” e Raffaele che mi risponde … dall’oltretomba: … “Sto arrivando, tra qualche minuto sono lì“. All’appuntamento alle ore 8:00 si presentano puntualissimi prima Pasquale e poi Raffaele, qualche attimo dopo l’amico Pietro, sceso da Roma per il weekend. E’ proprio per godere della sua compagnia che oggi mi sono “allungato” fino a Vico Equense con il motorino. La giornata è splendida, il mare calmo, anche se inizia a montare un leggero vento da est. Ci prepariamo sul tavolato dell’attrezzatissimo Diving, fotocamere e flash sono ormai pronti, impazienti saltiamo a bordo del gommone diretti al Banco di Santa Croce. In acqua con noi tutto lo staff del Bikini Diving, con Pasquale, Luca e Giovanni diretti con il loro gruppo alla “Secca di Terra”, muniti anche di qualche leccornia per un grosso gronco che li attende a -35mt. Io, Pietro e Raffele, armati di fotocamere siamo diretti alla “Secca Principale” dove ci attende … la gerardia! Scendiamo subito in profondità ed inizio a scattare qualche foto sui gialli rami mentre Raffaele è impegnato a ritrarre uno scorfano enorme. Lascio campo libero a Pietro e mi avvicino per fotografarlo anche io ma proprio nell’istante dell’ultimo flash di Raffaele, il grosso pinnuto decide di infilarsi in una stretta fessura. Proseguiamo il giro della secca soffermandoci su paramuricee, spirografi e spugne gialle che ricoprono totalmente lo scoglio. Ad un tratto, alzando gli occhi al cielo durante una foto panoramica in controluce … ecco svelarsi l’altra ricchezza segreta del Banco: un branco di dentici e saraghi staziona sul cappello della secca, mi avviccino lentamente per non disturbarli ed ecco venir fuori quattro cernie che mi guardano arrivare al loro cospetto. Peccato per  l’ottica super grandangolare montata sulla mia fotocamera, forse Pietro con il suo zoom riuscirà a fare di meglio. Mi giro e lo vado a chiamare, Raffaele invece, attardatosi su una coppia di enormi spirografi, arriva con ritardo ma ancora in tempo per ammirare lo spettacolo. Terminiamo l’immersione con una lunga decompressione ma con gli occhi abbagliati da tale splendore, approfittiamo allora per scattare qualche foto ricordo. Ormai sbarcati a terra godiamo del bel sole e del venticello che rinfresca questa torrida giornata, sbirciando all’interno dei display delle nostre macchine fotografiche per guardare il risultato del nostro “lavoro”. Una giornata al Banco di Santa Croce è sempre spettacolare, ma con la compagnia di tanti cari amici ancora di più!

17 agosto 2010 Punta del Capo di Sorrento

Ieri sera appena ho riacceso il telefonino uscendo dal cinema con i bambini è arrivato l’SMS di Mariangela: Domani sera, meteo permettendo, notturna ore 20:00. Beh, speriamo che calmi il mare … Il risveglio odierno è accolto con un bel sole, esco subito fuori al balcone della cucina per verificare le confizioni meteomarine. Il mare è calmo anche se sesidua una leggera onda lunga. Esco infatti con la famiglia per andare a fare il bagno con la barca, rientrando per ora di pranzo. Un riposino e poi a sistemare l’attrezzatura, con le batterie dei flash e delle lampade ormai ben cariche. L’operazione è meticolosa e sempre piacevole, pregustando i momenti piacevoli ed incogniti dell’immersione. Al porto mi accoglie la sorpresa di vedere una barca al femminile, è infatti la prima volta in cui che le ragazze in acqua sono più presenti di noi maschietti! Ci vestiamo in porto per evitare il moto ondoso residuo e ci dirigiamo alla Punta del Capo di Sorrento solo quando tutti sono pronti. Mario, il comandante di Ligeia, mi porge la fotocamera e ci immergiamo all’altezza dei Bagni della Regina Giovanna.

L’acqua in profondità è limpida fortunatamente, subito un piccolo scorfano rosso attrae la mia attenzione, poi una bella perchia ed in ogni anfratto uno Stenopus. Mariangela da lontano mi segnala di avvicinarmi, mostrandomi un grosso buco, quando arrivo, il gronco che vi alberga si è già ritratto all’interno. Tanti i gamberetti tra cui un vinaio che sfugge rapidamente alla mia vista ed una Lysmata seticaudata che invece si lascia immortalare adeguatamente. Sulla parete ad un certo punto, la sagoma inconfondibile di una grossa cicala, dalla livrea arancione screziata da alcune linee viola. Mi avvicino e la fotografo per bene, prima di avvisare gli altri componenti del gruppo per mostrargliela. Era da tanto che non se ne vedevano, eppure Mario in barca mi aveva avvisato dell’incontro nei giorni passati nella stessa zona. Proseguiamo lungo la parete, si vedono tanti paguri e qualche bella ciprea; quasi al termine dell’immersione, una flabellina ed una coppia di saraghetti si lasciano docilmente fotografare, abbagliati dalle potenti lampade notturne. Ormai a bordo, ascolto i commenti e l’entusiasmo delle ragazze, alcune alla loro prima immersione notturna, che sicuramente non dimenticheranno più!

04 agosto 2010 Banco di Santa Croce

“si si, l’abbiamo trovata!” Mike e Mariangela finalmente riemergono dopo aver individuato la boa sommersa del banco. Sono le ore 21:00 a bordo di Ligeia, quando una corale esultanza accoglie la buona notizia. Avevamo temuto fortemente di dover cambiare meta per l’immersione, a causa della scarsa visibilità notturna e di un ecoscandaglio bizzoso …. dopo una lunga ricerca ci siamo e siamo pronti a tuffarci.

La giornata era cominciata presto al mattino con un’uscita familiare in barca; rientrato a casa ho preparato torcia e  fotocamera e mi sono rilassato un po in attesa dell’appuntamento serale, desideroso di un’immersione “extrastrong” come ad esempio il Banco di Santa Croce. Speriamo che la compagnia sia adeguata ed il meteo pure … consulteremo il comandante …. Al porto arrivo come sempre in leggero anticipo, dopo aver recuperato l’attrezzatura dal garage. La serata è splendida ed il mare leggermente mosso dal vento. Attendiamo l’arrivo dei sub e scopro con immenso piacere che oggi ci saranno anche gli amici “esperti” Tonino, Mike e Michela. “Allora dove volete andare?” chiede Mariangela al gruppo … e noi “al Banco di Santa Croce!” Ok, sbrighiamoci allora, per arrivare sul posto con ancora visibilità per i segnali ….

Appena tuffati avvertiamo il calore superficiale dell’acqua che è però abbastanza torbida in superficie, eppure nel golfo in questi giorni l’acqua è davvero stupenda! Sicuramente sotto sarà migliore, come sempre …. ed infatti la discesa del gruppo lungo la catena mostra l’approssimarsi del fondo in modo sempre più chiaro. Siamo al di sopra della grotta passante per lo scoglio, prima di entrare scatto una foto ad una sabella ma …. le prime foto sono molto sovraesposte, controllo sul display e mi accorgo di aver lasciato il diaframma tutto aperto …. correggo e proseguo verso il basso quando mi imbatto nei primi due, di una lunga serie, di scorfani enormi! Il mio compagno Tonino mi mostra nella spaccata della grotta un grosso gronco che si nasconde in tana. Entriamo per ultimi nell’antro e subito tra le rosse gorgonie vedo in basso un’aragosta di notevoli dimensioni; ammiriamo i ventagli rossi stagliarsi nel nero ed i rosei anthias addormentati tra i rami, fuoriusciamo seguendo il consueto percorso mantenendo la parete alla nostra destra.

Scorfani, spirografi bianchi e multicolori, spugne e gamberetti sono ovunque! Gli Stenopus sono fuori delle tane in caccia ma pronti a ritrarsi al riparo, spaventati dai fasci luminosi delle nostre lampade. Due cipree ed ancora una piccola aragosta, tantissime le uova di gattuccio. Un giro completo è stato effettuato e ne eseguiamo un altro risalendo verso la superficie, qui le pareti sono adesso completamente gialle ricoperte dalle margherite di mare con i polipi completamente estroflessi. Prima di risalire un trio di scorfani proprio sotto la catena che ci guiderà in superficie e ci accompagnerà per gli oltre dieci minuti di decompressione! A bordo della Ligeia, i racconti entusiastici si susseguono durante tutto il cammino che ci divide dal porto … Oramai disteso nel letto, stento a prender sonno abbagliato dai mille colori che riesce a donare ” ‘o caveraruso“!