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Posto Segreto con David

Il sabato mattina è dedicato al riposo …. mentre tutti dormono ancora, scendo a comprare le sfogliatelle napoletane per i miei ospiti, David e Maria Cristina. Quando rientro a casa sono tutti svegli ed il caffé è già pronto. Tiriamo tardi a chiacchierare, fin quando ci mettiamo in moto per andare a fare una passeggiata sul Monte San Costanzo, da dove è possibile ammirare il Golfo di Salerno, le isole di Capri, Ischia e Procida, Napoli ed il Vesuvio. Raggiungiamo la frazione di Termini a Massa Lubrense e saliamo fino al punto dove bisogna lasciare l’auto ed iniziare un piccolo tratto in salita a piedi. La vista è meravigliosa ed anche la temperatura dell’aria è piacevolissima, con un bel sole caldo e assenza di vento.

Ci tratteniamo a lungo dimenticandoci dell’orologio …. sono le 14:30 quando ci muoviamo per cercare un posto dove mangiare …. ci fermiamo in un ristorante a Sant’Agata sui due Golfi, assaporando alcuni gustosissimi piatti, fin quando, orologio alla mano, decido che è il caso di muoverci per andare di nuovo a mare. Abbiamo ricevuto un invito a cena a Torca e dobbiamo fare in tempo per parteciparvi! Scendiamo così a valle e dopo esserci cambiati, sostituiamo le batterie nei flash e chiudiamo le borse sub. Prendo l’auto e porto il mio amico in un altro posto a me caro, sperando in una serata ricca d’incontri. 

Anche questa sera le condizioni sono ideali, mare calmo e acqua limpida. Ci vestiamo rapidamente, essendo in ritardo sul programma di circa 30′. Alle 18:30 stiamo nuotando in superficie per allontanarci un poco dalla riva. Scendiamo e sulla sabbia subito incontro una bella murena in caccia, David Invece si era attardato a fotografare una piccola seppia. La serata sembra promettere bene … un piccolo gronco e finalmente un cappone ubriaco. David mi raggiunge e gli lascio campo libero dopo aver effettuato qualche scatto. Ne trovo un secondo e poi un terzo esemplare a poche decine di metri di distanza. Questa sera c’è più “materiale” da fotografare. I minuti trascorrono veloci, lasciamo le zone profonde e risaliamo verso la parete dove incontro un esemplare di Tritone di Mare, un mollusco gasteropode molto raro che in oltre 40 anni d’immersione non avevo mai incontrato! Whow benissimo, peccato solo che l’animale sia poco fotogenico. Risaliamo per effettuare la decompressione mettendoci in cerca sulla sabbia e sulla ghiaia: solo qualche triglia, gli immancabili pesci lucertola, qualche tordo pavone addormentato e tante Pinna nobilis morte. Fortunatamente ne trovo una vivente, il che mi lascia sperare nella possibilità che possano un giorno ritornare a proliferare nel nostro mare. Una volta a terra, ci svestiamo rapidamente, poi di corsa andiamo a casa per fare una doccia velocissima. Le nostre signore sono già pronte, alle 21:00 siamo di nuovo in auto in viaggio di nuovo verso Sant’Agata dove ci attendono i nostri amici per cena!

Iups Weekend 

È da settimane che insieme all’amico Edoardo del Punta Campanella Diving siamo impegnati ad organizzare questo I.U.P.S. Italian Underwater Photography Society weekend e finalmente è arrivato il giorno d’incontrare gli amici fotografi.

Appuntamento al diving alle 10:00 ma io sono lì già dalle 9:00. Enzo Troisi si è anticipato come me, ma dopo pochissimo arrivano anche David Salvatori e Maria Cristina, Gabriella Luongo, Mimmo Roscigno, Pietro Cremone, Guido Villani, Pierluigi Gagliardo e Luisa ed infine il fotografo “del popolo” Raffaele D’Aniello.

Attendiamo il rientro del gommone con Lisa e Vittoria che sono andate con alcuni clienti al Vervece alle 8:00 di mattina e partiamo alla volta dello Scoglio a Penna. Il gommone, pieno di grandi fotografi, raggiunge il punto d’ormeggio. Il vento ha agirato un poco il mare ma il contributo del transito delle barche contribuisce a sballottarci abbondantemente durante la vestizione.


L’acqua è limpida, mentre attraverso il buco tra gli scogli riesco ad intravedere un branco di saraghi fasciati che solitamente stazionano in questo punto. Mi fermo a fotografare il passaggio dei miei amici poi scendo verso le gorgonie rosse insieme a loro.  Mentre loro fotografano mi sposto contro corrente in cerca dei barracuda. Li trovo dove ipotizzavo ma sono lontani nel blu, insieme ad una famiglia di cernie dorate. Mi ha seguito Pietro con il quale tento di “intrappolare” il branco di saraghi aggirandoli per metterli in mezzo alle nostre fotocamere. Risaliamo infine a bordo e torniamo al diving.

Dopo un breve intervallo ed un piccolo spuntino, ritorniamo in acqua. Ho cambiato fotocamera, ho preso la Nikin D7200 posando la D800e e ci tuffiamo all’interno della Cala di Puolo dove il mare è abbastanza agitato. Trascorriamo circa 80′ in immersione e poi torniamo di nuovo alla base.

È finalmente il momento di un lungo pitstop con anche il … rifornimento. Mentre attendiamo l’orario di cena mi diverto ad interviatare l’amico Raffaele per la rubrica del portale fotosub.net Trentaseipose, supportato dalle domande del mitico Direttore Roscigno e di David Salvatori. Dopo sostituisco le batterie nei flash e nella torcia, prepariamo le attrezzature in gommone e ci fermiamo al “Paguro” per mangiare un piatto di pasta. Attendiamo così le 22:00 prima di uscire di nuovo per l’immersione notturna. Sono felicissimo perché nel frattempo ci ha raggiunto anche mio fratello Arturo che mancava da tempo sitto il pelo dell’acqua.

Il vento intanto è calato ed anche il mare è migliorato ma residua ancora una fastidiosa onda … per il mio stomaco. Sorprendentemente non mi disturbo, ma sott’acqua “accuso” la bassa temperatura e mi mantengo a bassa quota dove l’acqua è più calda. Mi diverto a provare il nikkor 40mm sulla Nikon D7200. Trascorro altri 70 minuti sott’acqua e nonostante le 100 BAR residue della bombola me ne rusalgo colto da ipotermia. Mi riprendo solo sotto la doccia calda così come Maria Cristina, anche lei infreddolita dalla bassa temperatura. Si conclude così una gran bella giornata, peccato aver perso il Pesce San Pietro trovato da Arturo e “ceduto” galantemente a Gabriella, Edoardo e Pietro. Chi mi conosce bene sa che non avrebbe avuto molto spazio per fotografare se lo avessi trovato io 😆!

 

Cala di Puolo – Immersione Notturna con David, Gabriella e Mimmo

La settimana lavorativa è stata intensa e piena di “nubi”, come quelle che oggi sono arrivate a smorzare leggermente l’afa di questi giorni. In serata però un vento di tramontana ha spazzato via le nuvole portando via anche le “turbolenze” accumulate. Così, una volta rientrato a casa ho potuto dare sfogo al desiderio di andare in acqua. Al Punta Campanella Diving mi attende David, venuto da Roma e Mimmo e Gabriella. Hanno già effettuato un’immersione in mattinata e sono in attesa della notturna. Quando arrivo al diving c’è un gran numero di subacquei e passa a salutarci anche il milanese Paolo che è in vacanza qui in Penisola Sorrentina. Il vento è in continuo rinforzo ed il mare si è agitato, mettendo a serio rischio l’uscita in mare. Attendiamo le 21 e decidiamo di uscire nonostante il moto ondoso. Ci immergiamo con ancora luce all’orizzonte, un poco troppo presto per fare incontri interessanti. Infatti la prima parte dell’immersione è veramente magra di soddisfazioni, l’acqua è limpida e piena di minuscoli gamberetti misidiacei, in quantità mai vista così prima d’ora.  Solo con il passare dei minuti, quando la serata è “maturata” si incominciano a vedere alcuni soggetti. Risaliamo a bordo del gommone con il moto ondoso che è aumentato, il rientro in porto avviene comunque in tutta sicurezza, assicurato dalla grande maestria di Gianluigi ai comandi. Quando finalmente raggiungiamo il porto, mi trattengo con i miei amici a cena, tirando molto tardi a parlare di fotografia subacquea …… cosa ci può essere di più piacevole?

Marina Grande con David e Mauro – Immersione Notturna

Ci sono avvenimenti nella vita che segnano il passare del tempo e ti accorgi di aver percorso un discreto cammino. Oggi infatti, con somma gioia familiare, mia figlia Lorenza ha completato l’iter per conseguire la patente automobilistica ed è un giorno in cui bisogna festeggiare ….. con gli amici fotosub romani! 

Da settimane avevamo programmato questa immersione con David e Mauro ma mille imprevisti avevano reso impossibile l’incontro. L’inverno è avviato a concludersi e le occasioni di incontrare i pesci San Pietro cominciano a diminuire. Non volevo deludere i miei amici, e penso di esserci riuscito …..

I ragazzi mi raggiungono in serata dopo essersi fermati a Napoli per fare un tuffo anche con l’amico Pasquale Vassallo. Dopo aver recuperato le bombole e fornito un flash supplementare a Mauro che aveva avuto un KO del suo Subtronic, ci dirigiamo a Marina Grande di Sorrento dove ci vestiamo con tutta calma, per attendere il calare delle tenebre. 

L’acqua è cristallina e il mare calmo, la giornata è stata splendida, con un bel sole primaverile. Scendiamo lungo il pendio e mi metto subito in “caccia” con la mia torcia Isoled che sfonda il buio con il suo raggio concentrato. Trascorrono i minuti ma al di fuori di alcune stelle corazzate, non sembra esserci gran ché. Poi all’improvviso la torcia illumina i raggi dorsali dello Zeus faber. Segnalo subito la presenza a David che mi segue da vicino, mentre Mauro è attardato di qualche metro. Scatto le prime foto al volo e lo lascio subito a disposizione dei miei amici, rimettendomi in cerca di soggetti. Vedo i loro flash scattare a raffica, poi mi raggiungono a più bassa profondità. Mi accorgo delle luci di un pescatore presente sulla scogliera e non procedo oltre, torno così indietro in cerca del pesce serpente che dopo poco trovo. Anche in questa occasione scatto e poi mi scanso, per favorire i fotosub romani. Proseguo ancora e vado in acqua bassa per cercare qualcos’altro …. ecco qui un secondo esemplare, molto più piccolo e dalla colorazione più intensa. Procedo come prima e lascio scattare David, mentre torno indietro per chiamare Mauro. Quando raggiungiamo David, il pesciolino è oramai scomparso nelle tenebre.  Risaliamo quindi e ci svestiamo, trattenendoci per circa un’ora per condividere le nostre sensazioni. È ormai ora di tornare a casa, a loro tocca un lungo trasferimento, a me …. l’agognata cena!

Marina Grande con David e Mauro

La luna piena è alta nel cielo e rischiara la bellissima  serata. Mentre le persone “normali” sono in giro a fare shopping prenatalizio, il sottoscritto è nel negozio Maresca-Sport per raboccare le bombole in vista di una immersione notturna. Con largo anticipo sull’appuntamento mi avvio al porticciolo di Marina Grande di Sorrento ed attendo i miei amici romani che sono per strada, attanagliati dall’immancabile traffico di questo periodo. Nell’attesa comincio a preparare le attrezzature, dopo aver passeggiato sulla banchina per salutare i pescatori che mi conoscono fin da bambino.

Quest’oggi ho montato per necessità una configurazione nuova, visto che Mauro, un po’ distratto, ha lasciato il 105 mm montato sulla sua fotocamera e dall’autostrada mi ha chiamato per prestargli il mio Micro Nikkor 60 mm. Così, dopo una leggera indecisione se portare il minidome, ho rispolverato un obiettivo che non usavo da tanti anni, il 18-55 mm che abitualmente viene venduto di serie nei kit Nikon.

Solo alle 1930 l’auto di David raggiunge il piazzale dove ho parcheggiato. Dopo gli abbracci, ricevo in anteprima assoluta la graditissima copia del suo libro “Reflections of the past” sul lago di Capodacqua, appena ritirata dal tipografo a Nola.

Scendiamo in acqua dalla spiaggia e ci immergiamo all’imbocco del porticciolo, sorvoliamo il pendio fangoso fino a circa -30 metri dove raggiungiamo una barchetta affondata diversa da quella solita, all’interno della quale mostro ai miei amici due gamberi vinai. Mentre David subito scorge il piccolo animaletto, è vana l’impresa con Mauro che invece non riesce a comprendere le mie indicazioni. Proseguiamo verso sinistra raggiungendo la barca affondata sulla prua della quale staziona da tempo una bellissima Alicia mirabilis. Questa volta ci siamo accordati di restare leggermente più separati, a contatto visivo delle lampade, per evitare di disturbarci nelle foto. Vado così in giro sul fondo ma la serata non sembra essere molto frequentata, solo al ritorno, dopo un grosso scorfano, ritrovo l’ormai famosa bavosa ocellata, nei pressi della scogliera frangiflutti. Inizio a fotografare ma dopo poco vengo raggiunto dai miei amici e lascio loro il campo d’azione. Dietro un massone vedo l’inconfondibile sagoma del pesce serpente con la testa fuori dal fango di oltre 30 centimetri. Spengo immediatamente le luci accendendo quella rossa e mi avvicino. L’animale, dopo essere rientrato quasi completamente nella sua tana, si lascia avvicinare senza paura, riesco infatti a fare molte foto e addirittura, decido di accendere i fari per provare a girare un breve filmato mentre respira. Quando sopraggiunge Mauro, mi invita calorosamente ad allontanarmi! Va bene allora proseguo … Ritorno indietro a segnalare la presenza del serpente a David e mi avvio all’interno della scogliera per fare ritorno a terra. Improvvisamente noto un piccolo esserino nascondersi in una bottiglia di birra abbandonata sul fondo. Mi avvicino e guardo bene all’interno, un piccolissimo polpo ha stabilito la sua dimora al suo interno. Inizio a scattare mentre il piccolo mollusco inizia a tirare fuori dal collo il primo tentacolo, pian piano viene fuori e lo immortalo nella sua “fuga” verso un luogo più tranquillo. Quando ormai siamo tutti a terra, arriva il momento delle foto ricordo e del brindisi natalizio con annesso panettone al cioccolato che incredibilmente “sparisce” dopo pochi minuti!

Marina Grande con David

Il sole tramonta sul mare incendiando il cielo con un rosso magnifico, la serata si prospetta interessante, grazie al mare calmo come un lago. Sono  in attesa dell’arrivo del mio amico David, partito in mattinata da Roma per recarsi a Nola, dove è alle prese con gli ultimi dettegli di stampa del suo libro su Capodacqua. Mi raggiunge a Sorrento con leggero ritardo sul programma a causa dell’intenso traffico che è sempre presente in costiera sorrentina. Dopo aver scaricato l’occorrente per la notte a casa mia, andiamo in garage a recuperare le bombole e zavorra. Alle 20:00 siamo in spiaggia a Marina Grande ed iniziamo la vestizione. David mi confessa di non essere in perfette condizioni dopo le lunghe ore trascorse in tipografia ed in auto, ci prendiamo così tutto il tempo necessario per scendere in acqua in sicurezza. Sono quasi le 21:00 quando scendiamo dalla spiaggia nell’acqua cristallina. Raggiungiamo la punta del molo e ci immergiamo sul fondale fangoso. Immediatamente vedo spuntare dal fango l’inconfondibile testa del pesce serpente che subito inizia a ritrarsi nel foro scavato con la coda nel sedimento. Mi avvicino, scatto due immagini poi arretro per consentire a David di fotografarlo. Si solleva comunque un gran polverone e l’animale si ritira completamente all’interno del buco. Proseguiamo verso il fondo dove vado in cerca della barchetta affondata sulla cui prua c’era una Alicia mirabilis … come desiderato, l’attinia è proprio lì dove l’avevo vista la scorsa settimana con mio fratello. Questa volta non mi avvicino proprio, ma la mostro al mio amico per lasciargliela fotografare in pace. Mentre lui scatta io cerco qualcosa di diverso. Una grande seppia, alcune mennole, un cimazio e, nello stesso punto il cui l’avevo fotografata con Arturo,  un’altra piccola Alicia mirabilis su di un galleggiante in sughero di una rete abbandonata. Non essendo pienamente soddisfatto, mi metto ancora in cerca, lanciando lo stretto fascio luminoso della mia torcia verso zone lontane del pendio fangoso che scende fino ad oltre 40 metri. Mentre David è intento a fotografare un altro esemplare di serpente di mare, mi imbatto in una bavosa ocellata, con la sua pinna dorsale sollevata come una vela. Mi avvicino e scatto qualche foto, poi chiamo il mio amico per fargliela vedere per la prima volta. Inizia a scattare ma dopo poco il pesciolino reclina la sua bandiera. Mi avvicino e con un delicato movimento l’induco a spostarsi più in là dove l’acqua è anche più limpida. Ecco così di nuovo possibile fotografarla in tutta la sua eleganza. La bavosa dopo qualche minuto però ci abbandona spiccando un balzo per sparire nel nero della notte. Rientriamo così a terra, soddisfatti della bella serata, affamati e pronti per raggiungere casa, dove ci attende mia moglie che ha preparato una gustosa cena. La voglia di chiacchierare fino a tarda ora è tanta, ma a tutti noi domattina aspetta una giornata di lavoro, così felici, si va tutti a nanna!

Vervece – Raduno Seacam

Si torna in mare dopo la bella serata trascorsa a cena insieme a tutti i fotosub intervenuti al raduno Seacam e le interessantissime presentazioni di Franco Banfi e Luca Carraro. Il cielo è coperto e nella notte è piovuto, il mare è agitato con grandi onde che frangono sullo Scoglio del Vervece, non prevedo una situazione “semplice” da affrontare con il mio mal di mare! Quando arrivo al Diving tiro fuori dalla borsa la “mia” versione della Seacam Silver …. riscuotendo un clamoroso successo! Quando siamo tutti pronti usciamo con il gommone e le onde sono ancora più grandi di quanto immaginavo …. appena fermi mi tuffo, non aspetto Alberto Gallucci e Mimmo Tritto come avevo promesso, ma la situazione in mare è veramente complicata, con il moto ondoso che si sente forte anche a -15 metri. Scendo più giù e mi fermo ad ammirare il folto branco di barracuda mediterranei che staziona a poca distanza dal fondo, dietro di loro le alici sfrecciano via sotto attacco dei tonnetti. Proseguo ancora verso le gorgonie rosse, incontrando alcune cernie poi risalgo per non accumulare azoto, al fine di non effettuare la decompressione, ma solo la sosta di sicurezza. Risalgo sul pianoro dove incontro Mimmo Roscigno con le sue due custodie Seacam, mi fermo a fotografarlo mentre scatta con il 70-180 ad una famiglia di Apogon imberbis, ma qui l’onda ci sballotta a destra e sinistra. Appena terminata la safety stop, risalgo tra le onde e raggiungo il gommone, sul cui tubolare attendo pazientemente il rientro di tutti i sub, compreso Franco Banfi che con il suo rebreather si è intrattenuto a fondo ad ammirare dentici, cernie e aquile di mare sul versante sud dello scoglio. Quando rimetto i piedi a terra non mi sembra vero … sono distrutto. Sistemo a fatica l’attrezzatura e quindi saluto gli amici, rientro a casa con lo stomaco sottosopra e la testa che mi gira. Raggiunto il divano di casa, mi stendo e crollo in un profondo sonno ristoratore.

Scoglio Penna e Punta Campanella – Raduno Seacam

Parto con comodo da casa per accompagnare le mie donne al mare, mentre io vado ad immergermi con tantissimi amici venuti da molto lontano a Massa Lubrense, in occasione del Raduno Seacam. Si si, è corretto … Marco Gargiulo e Seacam per un giorno insieme ….

Grazie al fraterno amico Mimmo, ho la possibilità di provare nuove attrezzature, in particolare una custodia subacquea Silver per Nikon D3X abbinata con il particolarissimo obiettivo Nikon zoom 70-180, del quale sto meditando l’acquisto. Usciamo in mare alle 11:00 al rientro del primo gruppo di sub uscito di primo mattino, dopo aver salutato gli amici pugliesi, romani, milanesi, svizzeri, salernitani e napoletani presenti. Il cielo è coperto ed il mare leggermente mosso. Raggiungiamo lo Scoglio Penna e ci tuffiamo, provo a scattare e la macchina non mette a fuoco … bah, riprovo svariate volte … non va; probabilmente è stato spostato per errore il selettore della messa a fuoco manuale sull’obiettivo …

Termino l’immersione dopo aver fatto assistenza all’amico Michele alle prese con il suo minidome. Rientrato a terra cambio subito la bombola e mi faccio sistemare la fotocamera a dovere per il successivo tuffo a Punta Campanella. Usciamo di nuovo con il sole che finalmente è venuto fuori dalle nuvole. Raggiungiamo la punta e mi tuffo sul pianoro a -12 metri per prendere un poco di feeling con la nuova attrezzatura. L’obiettivo è interessante ma non mi convince appieno, lo scafandro è sicuramente di altissimo livello, con un bilanciamento perfetto, nonostante il lungo oblò necessario per contenere lo zoom, assetto neutro e comandi ben disposti. Impiego un poco di tempo prima di familiarizzare completamente con tale nuova configurazione, solo alla fine finalmente riesco a scattare qualche immagine soddisfacente.

Terminata l’immersione ritorno a casa a riprendere mia moglie e le ragazze per poi ritornare a Massa Lubrense per la magnifica serata che ci attende con i tantissimi amici fotosub.

Banco S.Croce con David

Un lungo periodo stressante è trascorso dall’ultima immersione, così intenso da indurmi persino a far crescere la barba. Oggi finalmente mi sono preso una giornata di “stacco” per riuscire a riprendere fiato prima di rituffarmi nelle incombenze dei prossimi mesi. L’occasione è quella di ritirare il terzo premio vinto al concorso “Sora nel Blù”, approfittando dell’occasione di avere presenti al Banco di Santa Croce, tutti gli amici di Sora presso il Diving Amici degli Abissi. Con loro ci sono anche David con Maria Cristina, venuto da Roma per un tuffo in trimix alla Gerardia savaglia.

Il meteo di primo mattino è nuvoloso, durante la giornata però, inizia a splendere un bel sole. Arrivo presto al diving dove saluto tutti, compresa Gabriella che, su mio consiglio, sostituisce l’obiettivo macro con il grandangolo. Sono in configurazione fotografica “light”, a causa di un problema tecnico occorso alla mia Nikon D800e ho portato con me la Nikon 1 J2 di Lorenza. Dopo lunga attesa di tutti i subacquei provenienti da lontano, siamo finalmente pronti ad uscire sul gommone.

Il mare è calmo come l’olio, ma l’acqua è veramente torbida, tanto da non consentirmi di individuare subito la Gerardia savaglia. Ho l’occasione di avere con me una gran modella, la mitica Maria Cristina, peccato solo non essere equipaggiato con la mia Isotta. Raggiungiamo finalmente il ramo di falso corallo nero, ma Cristina, abituata a posizionarsi nel fotogramma nella classica posizione in silouette, si allontana molto da me. Le faccio segno di avvicinarsi e di mettersi in asse con i soggetti da fotografare, poiché non ho la possibilità di fotografarla a figura intera con l’obiettivo che ho montato sulla J2. Passiamo poi all’interno del tunnel pieno di gorgonie rosse e poi usciamo a fotografare l’Axinella cannabina sulla parete meridionale. Proseguiamo il giro intorno allo scoglio, incrociando in senso inverso, l’enorme gruppo di subacquei presenti al diving. Quando ormai siamo al termine dell’immersione, ritroviamo Gabriella che doveva seguirci e ci fermiamo sotto il pizzo con le margherite di mare, dove le mostro come sistemare la fotocamera per ottenere qualche buono scatto. Terminiamo la deco tra le mille bolle, i saraghi curiosi e le onnipresenti castagnole che popolano il Banco di Santa Croce. Mentre attendiamo il rientro dei sub tecnici, gustiamo le prelibatezze preparate da Angelo sulla cianciola.

Quando rientriamo al diving sono le 14:00,  solo il tempo di una foto ricordo mentre ritiro il premio prima di correre a casa mi attendono per il pranzo!

Punta Montalto con Franco, Uwe e David

Dopo il prezioso successo durante la  premiazione di ieri al Neapolis International Contest, oggi si torna in acqua a Marina della Lobra. Alle 9:00 sono al diving dove incontro Gianluigi in acqua intento ad effettuare una riparazione alla scaletta del gommone. Pian piano arrivano tutti gli amici fotografi, Franco Banfi, Uwe Schmolke, David Salvatori con Cristina e Gianni, ma anche Edoardo e Mimmo. Siamo così pronti per partire per Montalto, a fotografare la Savaglia savalia. Raggiungiamo la parete e ci tuffiamo in cerca del grosso ramo di falso corallo nero, lo vediamo dall’alto, tra le gorgonie rosse. Mi avvicino scatto due foto poi lascio campo a David che ha la possibilità di scattare con la modella. Dopo poco si allontana, ha problemi ad uno dei flash così mi segnala di avvicinarmi. Ritorno vicino ed inizio a scattare quando vedo apparire nel mio mirino la sagoma flessuosa di Maria Cristina in posa per me! Che magnifica presenza e che abilità! Peccato solo che l’acqua sia stata intorbidita dal passaggio di molti subacquei. Proseguiamo lungo la parete in direzione di Punta Campanella e veniamo recuperati all’interno di una piccola insenatura, dove siamo riparati dalle onde che il vento di scirocco ha generato. Mentre rientriamo in porto, notiamo l’insolita presenza in banchina di una barca di un diving di Sorrento, vicino ad essa alcuni uomini della Capitaneria di Porto … intuiamo subito che ci deve essere stato un incidente subacqueo … quando sbarchiamo a terra, veniamo a conoscenza che un nostro anziano amico, l’ing. Gigi, compagno di alcune immersioni, ha avuto un malore sott’acqua ed è successivamente deceduto per arresto cardiaco. Una tragica notizia che rovina una bella giornata di mare con gli amici. Bye bye caro Gigi.