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Nissaki – Corfú (doppia immersione)

Sarà l’astinenza, sarà il caldo, sarà la fame, sarà che ho una voglia matta … alle 7 sono giù dal letto pronto per fare la prima colazione. Oggi dopo una settimana di “mare” con la famiglia da comune mortale, a bagnomaria per alcune ore e disteso al sole per qualche minuto, mi sono deciso ad andare a chiedere info al Diving Center presente in hotel per fare un’immersione nelle acque greche. La cosa più incredibile è che sono completamente disarmato, ho solo una maschera e la GoPro Hero7 (senza scafandro subacqueo) non avendo programmato nessun tuffo dall’Italia, non sapendo nemmeno che ci fosse un diving in hotel. Non mi aspetto grandi incontri, tartarughe o la foca monaca, tutti i giorni ho visto passare davanti al mio lettino i sub vestiti con monobombola da 10 litri per effettuare immersioni da terra, ma non posso andare via da quì senza aver controllato di persona. Ho anche ovviamente perlustrato con la maschera il fondale e al di là della rigogliosa prateria di Posidonia oceanica e delle grandi Occhiate Oblada melanura che stazionano sotto il pontile di cemento, non sembra ci siano grandi incontri da fotografare. Spero solo di non dover rimpiangere la mia Nauticam!
Alle 9:30 sono al diving per prendere l’attrezzatura a noleggio … fino alle 10:10 non si vede nessuno. Mentre invio un SMS al numero per chiedere informazioni, ecco arrivare Dimitrios e gli altri con le bombole in spalla. Inizia così il briefing pre-immersione ed il controllo dei documenti. La sensazione è quella di essere un pivellino, ma ci sta tutta quando ti presenti ad un diving solo con la maschera. Vengo vestito di tutto punto e mi viene fornito un monobombola da 12 litri in alluminio. Monto il GAV e l’erogatore e mi preparo per il tragitto da effettuare solito al sole per arrivare al punto d’immersione, il pontile di cemento. C’è con me un ragazzo americano con una GoPro, confido il lui per uno scatto, ma non la utilizzerà per tutta l’immersione. Scendiamo subito davanti all’hotel e raggiungiamo una parete rocciosa verticale dopo aver sorvolato una rigogliosa prateria di posidonia. Raggiungiamo un’enorme ancora di quasi 3 metri, poi finalmente lasciamo la parete e dopo un breve tratto sulla sabbia raggiungiamo un relitto a circa 35 metri. Lo scafo è in posizione di navigazione ma il fasciame è completamente distrutto. Si vede solo lo scheletro dell’imbarcazione all’interno della quale alberga una famiglia di 8-9 corvine Sciena umbra che si infilano tra le travi al nostro arrivo. C’è pure una bella cernia bruna che anch’essa si nasconde all’interno dello scafo. Effettuiamo rapidamente il giro intero e torniamo sulla parete, ricca di spugne Axinella. Iniziamo così il rientro al pontile dove arrivo con 130 bar … Tolgo le pinne ma Dimitrios mi fa segno di attendere, lasciamo il ragazzo al pontile e torniamo sotto, per un nuovo giro sulla parete. Al secondo giro vedo un paio di piccole cernie brune ed alcune cernie dorate, tre orate ed alcuni dentici. Ritorniamo così alla base dopo altri 20′ e con 80 bar nelle bombole. Una volta a terra vengo aiutato a cambiare la bombola, sostituita con una da 10 litri, perché ho effettuato una “deep-dive” ed attendo che il secondo gruppo di subacquei sia pronto. Usciamo di nuovo dopo un intervallo di 10-15 minuti (non saprei definirlo senza computer subacqueo o orologio) ed ho il terrore di tornare sulla stessa parete … fortunatamente al briefing ci spiegano che sorvoleremo la prateria di posidonia senza fermarsi per raggiungere un’altra falesia verticale. La parete è simile alla precedente e sui 20 metri, al termine del tragitto di andata Dimitrios mi mostra alcuni pezzi di anfora, tra i quali un bel collo con maniglie. Nel percorso di ritorno si vedono ancora delle cernie, alcuni pesci coniglio ed una femmina di pesce pappagallo. Rientriamo al pontile per terminare l’immersione, ho ancora 100 bar nelle bombole ma quando Dimitrios mi chiede di proseguire gli faccio segno che sono ok. Ritorniamo al diving sotto il sole, nel frattempo sono arrivate in spiaggia anche le mie donne, a cui chiedo una foto ricordo prima di andare a spogliarmi. Dimitrios mi viene vicino per chiedermi se sono soddisfatto, confermo il gradimento per l’immersione e comprendo la sua “apprensione” professionale nei mie confronti, sarei stato qualche minuto in più al relitto che meritava qualche bello scatto, ma le dinamiche dei diving sono queste e le rispetto in pieno. In ogni caso è stato bello “bagnare” le acque di Corfù!