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Banco di Santa Croce con Gabriella

Il meteo favorevole invita ad andare a mare ed io non ho saputo resistere al richiamo. Sveglio di primo mattino, mi preparo e vado in pescheria per ordinare per il pranzo per la mia famiglia, poi dopo un caffe’ sono in auto con direzione Castellammare di Stabia. Raggiungo il Diving Amici degli Abissi e parcheggio l’auto, scarico le attrezzature e vado ad abbracciare i miei carissimi amici Raffaele, Angelo, Giovanni, Rosa e Gabriella. C’e’ un folto gruppo di sub in uscita con il gommone, mentre noi siamo sulla barca e siamo in pochi. Trascorro il tempo del trasferimento in cabina con Raffaele, intento ad ascoltare i racconti del fantastico viaggio appena concluso da Gabriella e da altri grandi amici fotosub in British Columbia, Vancouver Canada. Resto estasiato dall’ascoltare notizie ed aneddoti a riguardo di un mare incredibilmente ricco ma difficile da fotografare. Arriviamo finalmente a destinazione e ci “accodiamo” al gommone che ovviamente e’ arrivato prima di noi. Scendo con Gabriella sulla “Secca di Terra” del Banco di Santa Croce, l’acqua e’ particolarmente torbida e la luce intensa solare viene drasticamente attenuata dalla colonna d’acqua. Raggiungiamo il fondo dove le gorgonie rosse sono belle aperte e attorniate da migliaia di castagnole rosse. Si vedono un gran numero di cernie brune di grandi dimensioni che si avvicinano curiose e poi si mantengono a distanza. Provo ad arrivare piu’ vicino possibile ma quando sembra che il pinnuto si lasci avvicinare a sufficienza, inesorabilmente si sposta qualche metro piu’ in la tenendosi a distanza di sicurezza. E’ un vero spettacolo, per tutta l’estate sono mancato da questo posto che e’ magico e me ne pento. Alzo gli occhi al cielo mentre guardo Gabriella scattare qualche metro sotto di me e vedo due bellissime aquile di mare svolazzare tra le nostre bolle. Trattengo il respiro e provo a dimezzare la distanza che ci divide …. riesco ad arrivare abbastanza vicino a loro, ma l’obiettivo grandangolare non rende merito alla breve distanza raggiunta. Proseguo l’esplorazione degli scogli guardando nei buchi della roccia in cerca di gattucci, i rami delle gorgonie sono pieni delle loro uova, ma niente. Gabriella mi segnala l’intenzione di passare sulla “Secca di Fuori”, ci scambiamo un cenno d’intesa e andiamo. Raggiungiamo lo scoglio e ci fermiamo a fotografare le spugne Axinella che crescono lungo la parete. Segnalo alla mia buddy che ho poca pressione nella bombola caricata da Raffaele con un ottimo Nitrox 32%, ideale per questa immersione, invitandola a ritornare verso la cima di ormeggio per effettuare la lunga decompressione che comunque ci attende. Aspettiamo lo scadere dei 10 minuti necessari attorniati da saraghi e occhiate che volteggiano in cerca di cibo, per ingannare l’attesa approfitto per effettuare la canonica seduta di selfie subacquei, prima di risalire. In superficie rimprovero Raffaele per non avermi messo a disposizione l’ascensore per i sub che riportava in barca i miei amici “canadesi”, intimandogli l’obbligo dell’installazione anche sul “Gabbiano Primo”! Rientriamo a terra ed io “rientro” nella modalita’ rientro immediato a casa …. inizio a smontare le attrezzature e appena sbarcato a terra inizio a sciacquare il tutto. Dopo qualche minuto sono gia’ rivestito, saluto   e salgo in auto pronto a ritornare a casa dove mia attende la famiglia per il pranzo. Anche oggi una gran bella giornata trascorsa in mare, grazie ancora ai miei Amici …. degli Abissi!

Banco di Santa Croce con gli Amici degli Abissi

L’odore dei carciofi arrostiti si apprezza già a prima mattina, quando entro nel bar per prendere il caffè. Sono le 9:30 e sono a Castellammare di Stabia, pronto per andare ad immergermi con gli Amici degli Abissi. La giornata però è iniziata molto prima, alle 6.30 quando è suonata la sveglia …. per guardare il primo GP di F1 in Australia. Il risveglio è difficile, nel weekend d’inizio dell’ora legale, ma dopo un bel caffè, la velocissima rossa di Sebastian Vettel mi tiene incollato alla tv fino al vittorioso traguardo. Scendo così di casa soddisfattissimo e carico, pronto ad immergermi.

Il cielo è coperto ed inizia a montare un poco di vento. Il comandante Angelo preannuncia visibilità ottima e corrente intensa, condizioni confermate sul posto quando ci immergiamo. Oggi siamo in pochi, Raffaele è restato al Diving dopo essere sopraggiunto con larghissimo … ritardo.  Con me in acqua Giovanni e solo altri due sub, ma il Banco di Santa Croce è sempre una garanzia. 

Ormeggiamo sulla secca principale, c’è un pò d’onda fastidiosa in superficie. Scendo per primo lungo la boa di ormeggio e raggiungo il fondo. Seguendo le preziose indicazioni di Angelo, più accurate di Google Maps – Street View, raggiungo il punto stabilito. Il colore giallo del crinoide si staglia chiaramente sullo sfondo rosso della paramuricea che lo sostiene. Mi trattengo per fotografarlo al meglio, poi proseguo in cerca dei due rami di falso corallo nero che sono a poca distanza da li. Una bella cernia mi passa davanti mentre mi avvicino, la fotocamera non è settata al meglio per poterla fotografare a dovere. Passo oltre e risalgo  sulla sommità della secca dove ai saraghi onnipresenti si sono aggiunti anche i barracuda. Un piccolo branco di giovani esemplari si muove tra gli scogli allontanandosi dalla mia vista. Non riesco a scattare come voluto ma mi concentro a fotografare le belle gorgonie gialle e la barca che si intravede in superficie, grazie alla buona visibilità odierna. Guardo il computer e la deco è superiore ai 20′. Risalgo immediatamente e mi posiziono lungo la gomena per effettuarla, sballottato su e giù dal moto ondoso. Metre trascorrono i minuti, non posso che ammirare le meduse e gli ctenofori che fluttuano nella colonna d’acqua, ma anche un branco di sarde che brillano nell’acqua azzurra. Mentre torniamo in porto mi stendo comodamente sulla panca ed approfitto per godermi il sole che finalmente è uscito dalle nuvole. Che bella giornata targata “Amici degli Abissi”!

 

Banco di S. Croce con Pietro e Mimmo

Oggi sono leggermente “scollegato” con il cervello distratto dal graffio apportato ieri sera al minidome Isotta mentre montavo il Tokina 10-17 mm con il Kenko 1,4. Sono partito da casa solo con la borsa fotografica salvo accorgermi dopo qualche km di non esser passato a prendere l’attrezzatura in garage. Una volta a bordo poi, quando ho preso la bombola per indossarla, stavo scendendo con la cerniera della muta stagna aperta. Ringrazio calorosamente Maria per avermi avvisato in tempo. Siamo sul gommone del Diving Amici degli Abissi ed oggi con Mimmo Roscigno c’è anche Pietro Cremone  mentre Enzo Latora è attrezzato con il rebreather e l’iphone scafandrato. L’acqua sembra limpida, il cielo però è coperto con un mare calmissimo. Scendo per primo anticipando il gruppo, raggiungo il corallo nero e poi proseguo in cerca dello scorfano sulla parete verticale. Lo trovo dove immaginavo d’incontrarlo ed inizio a fotografarlo mentre si sposta allontanandosi dai miei flash. Vado in cerca dei miei compagni che sono in giro lungo il perimetro dello scoglio principale per fare qualche selfie con loro, infine risalgo a bordo dove Raffaele ci attende pazientemente. Torno a casa in tempo per il pranzo e per sedermi sul divano a gustarmi di derby di Torino in tv.

 

Banco di Santa Croce con Gabriella

Sono giorni che il mare è calmo, ma per svariati motivi non sono riuscito ad andare in acqua. Oggi finalmente vado a trovare i miei amici stabiesi presso il Diving Amici degli Abissi. Ho montato il microdome sulla Nikon D7200 ed il 10.5 mm non conoscendo le condizioni dell’acqua. Arrivo al diving dove abbraccio tanti cari amici, Raffaele, Michele, Angelo, Giovanni e tanti altri. C’è anche Ornella e la onnipresente Gabriella che oggi mi porterà a visitare un posto sulla secca di terra che non conosco, dove ci sono altri rami di “corallo nero”. Partiamo con la barca e raggiungiamo l’ormeggio lungo cui scendiamo. Mi avvio per primo sott’acqua, devo però attendere Gabriella ed il gruppo per andare in cerca della Savaglia savaglia, finalmente le raggiungo ed inizio a fotografare, ma sono ambedue chiuse. Proseguiamo il giro tra migliaia di Anthias anthias e tanti saraghi. Anche le cernie sono molto presenti, con un enorme esemplare che si allontana disturbato dal rumore delle bolle. Sulla parete tra le gorgonie e le spugne candelabro anche due scorfani, peccato per la visibilità dell’acqua non ottimale. Ritorno alla boa di ormeggio per iniziare la risalita, contornato da alici, castagnole e occhiate. Risalgo a bordo dove come al solito, Angelo ci offre dei cornetti per effettuare un piacevole spuntino. Una bellissima giornata trascorsa,  non resta che tornare a casa per andare a seguire l’ultimo atto del campionato mondiale di F1 e le partite in tv.

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

Dopo la bella serata trascorsa con tanti amici fotosub per festeggiare (con qualche mese di ritardo) il 50° compleanno del Prof. Roscigno, la sveglia alle 7:00 stamattina non è gradevole. Mi alzo e salto la colazione, non avendo ancora smaltito a dovere tutte le leccornie che ha preparato Mimmo con le sue mani. L’appuntamento al diving con Gianluigi è alle 8:30, per andare con un gruppo di clienti al Banco di santa Croce. Un peccato non potermi immergere più tardi con i miei amici fotosub, Gabriella, David e Cristina, che usciranno al nostro ritorno, perché nel pomeriggio ho un impegno familiare inderogabile.

Il cielo è coperto ma il mare è calmo, sullo scooter indosso un gubbino a vento, la temperatura dell’aria si è abbassata sensibilmente. Raggiungo il porto di Marina della Lobra e sistemo le attrezzature, attendendo che tutti completino la vestizione. Alle 9:00 salpiamo e con il gommone raggiungiamo in breve tempo la boa di ormeggio. Fortunatamente ancora nessuna barca è sul posto, sono quindi il primo a scendere in acqua, come spesso accade. L’acqua in superficie è torbida, migliora in profondità. Raggiungo la Gerardia e mi accorgo che ancora una volta si è spostato il selettore che limita la messa a fuoco. Non riesco così ad effettuare dei primissimi piani. Proseguo allora e mi dedico ai pesci, sempre abbondanti, che abitano la secca principale, poi decido di passare alla secca ti terra dove ci sono altre cernie e grossi dentici. In lontananza anche un’aquila di mare, ma si allontana subito. Mi “apposto” tra gli scogli cercando di non disturbare i grandi serranidi, ma il computer subacqueo già mi segnala di dover rientrare. Quando inizio il passaggio tra i due gruppi di scogli, vedo sotto di me sfrecciare ancora l’aquila di mare, questa volta è a “tiro” per qualche scatto. Ritorno alla secca principale dove trovo il gruppo intento a perlustrare alcune spaccature in cerca di scorfani, gronghi e gattucci. Li guardo dall’alto mentre sopraggiungono altri subacquei che sono appena arrivati con altri gommoni. Effettuo la decompressione sotto la boa fin quando ricevo dallo strumento il segnale per poter risalire a bordo. Rientriamo al diving dove nel frattempo sono arrivati i miei amici dopo aver lungamente riposato. Li saluto e torno a casa, nel pomeriggio mi aspetta la partecipazione ad un matrimonio!

Banco di Santa Croce con Pietro

Sono le 2:00 quando finalmente mi addormento dopo aver messo in carica le batterie dei flash e delle torcie subacquee. L’appuntamento è al diving alle 8:30 per un tuffo mattutino al Banco di Santa Croce con Pietro Formis. Il vento sembra calato quando mi affaccio dalla finestra di casa, mi preparo e monto il Sigma 15 mm ed il superdome sulla Isotta D800. Lascio le mie figlie che dormono e vado al diving dove è tutto pronto, con le bombole già a bordo! Ringrazio ufficialmente quindi Claudia e Vittoria che mi hanno reso un grande favore …. ma almeno la prossima volta montatemi pure il GAV! Ahah 😄

Il vento rinforza ed il mare pure, le onde vengono tagliate dalla prua del gommone sapientemente manovrato da Gianluigi che ci porta in una trentina di minuti a destinazione. Ormeggiamo alla boa e stendiamo una cima con galleggiante per aiutare i sub a contrastare la forte corrente superficiale. Quando Mary e Pietro sono pronti, li accompagno nella discesa lungo la cima ancorata allo scoglio principale, la visibilità migliora sensibilmente in profondità e la corrente svanisce. Andiamo subito alla Savaglia savaglia, dopo aver ammirato 3 grandi cernie brune che volteggiano nei pressi del “pizzo fiorito”. Oggi finalmente i polipi delle gorgonie sono aperti, ma ho qualche problema al flash di sinistra che non sempre scatta. L’handicap mi affligge per tutta l’immersione, anche quando le pareti ricoperte di spugne gialle frammiste di gorgonie rosse lasciano il posto alla spugna Axinella. Pietro e Mary mi seguono estasiati dal magnifico spettacolo della parete sommersa. Edo ed Ivana sono andati alla secca di terra, mentre il gruppo di sub capitanato da Lisa è andato nella grotta, per poi proseguire in giro sulla secca principale. Terminiamo l’immersione ammirando il giardino fiorito di margherite di mare che si trova nei pressi della sagola che ci segnala la boa. Non resta che effettuare la decompressione conservando negli occhi lo spettacolo che ogni volta il Banco di Santa Croce riesce a regalare. Il ritorno in porto è molto più agevole con il vento in poppa. Quando rientriamo al diving, Mimmo ci aspetta, pronto per uscire di nuovo con il gruppo con direzione Capri. Peccato non potermi trattenere con loro, saluto tutti e rientro a casa per poi tornare in spiaggia con le mie figlie.

Banco di Santa Croce con Mimmo, Edo e Stefano

Sono entrato nell’ultima settimana di ferie, lunedì prossimo sarò in giacca e cravatta al posto di maschera e pinne! Bisogna quindi capitalizzare al meglio questi giorni, ergo, stamane, di buon mattino sono andato a Massa Lubrense per immergermi con i miei amici del Punta Campanella Diving Center.

Lungo il tragitto che mi porta al porto di Marina della Lobra incontro sullo scooter Virgilio Liguori che è anch’egli diretto al diving. Quando arriviamo troviamo anche l’amico Stefano Pietroso, venuto da lontano per una vacanza fotografica nel Golfo di Napoli presso il diving notoriamente amico dei fotosub. Oggi infatti siamo in tanti armati di fotocamera subacquea, ad iniziare dal Prof. Roscigno con la sua Nauticam per Sony Alfa 7R II, Edoardo e Stefano con le Seacam, Virgilio con una Underwave Igloo ed io con la mia inseparabile rossa Isotta D800.

Ieri sera ho avuto molti dubbi sulla scelta dell’ottica, poi ho deciso di montare in ogni caso il grandangolare al posto del 105 mm. Nelle immersioni come quella odierna al Banco di Santa Croce, l’ideale sarebbe poter portare in acqua due scafandri con diversa configurazione …. sarà per la prossima volta.

Raggiungiamo velocemente la boa di ormeggio, c’è solo una barca di subacquei che stanno risalendo. L’acqua nei primi metri è torbidissima ma come sempre, si “apre” in fondo con una visibilità accettabile per godere a pieno dello spettacolo che si può ammirare. Cernie, dentici, salpe, saraghi, qualche aquila di mare e miriadi di castagnole rosse e nere, un “tuffo” al cuore in ogni angolo della secca. Eseguo un passaggio nello “spacco” poi mi dirigo alla “secca di terra” per poi tornare sul “cappello” dove una cernia rossa volteggia tra le salpe. L’aria nelle bombole non è mai abbastanza quando ci si immerge in questo paradiso. Malinconicamente saluto i docili pinnuti per effettuare la risalita e la decompressione, con impresse negli occhi le immagini delle magnifiche cernie che si lasciano ammirare in questo magico tratto di mare.

Banco di Santa Croce con Vittoria e Gianluigi

Il Vesuvio è ancora in fiamme, i due Canadair continuano ad alternarsi sul pendio del vulcano per spegnere il fuoco che non dà loro tregua. Mi sono svegliato prestissimo per modificare la configurazione della mia fotocamera Nikon D800e, sostituendo il Sigma 15 mm ed il Superdome con il Micro Nikkor 105 mm. L’intento è quello di fotografare al meglio gli abbondanti pesci che popolano il Banco di santa Croce. Appuntamento alle 8:00 al Punta Campanella Diving Center, Gianluigi e le ragazze hanno già predisposto le bombole in barca per il gruppo che è appena arrivato, alle 8:30 siamo già in navigazione verso “O’ Caveraruso” dove arriviamo prestissimo, grazie al mare piatto. Alle 9:00 sono il primo a scendere in acqua sulla “Secca Principale”. Immediatamente vedo una grande aquila di mare allontanarsi dallo scoglio, disturbata dalla mia incursione in acqua. L’acqua à sufficientemente limpida da consentirmi di passare agevolmente sulla “Secca di Terra” dove solitamente c’è tanto pesce. Quando arrivo sugli scogli lo spettacolo è indescrivibile! Le cernie brune sono ovunque, i saraghi e le salpe sono così abbondanti che ne oscurano la vista. Sullo sfondo si vedono sfrecciare alcuni grossi dentici in caccia di alici. E’ necessario concentrarsi un attimo per decidere a cosa destinare l’attenzione. Decido così di seguire le cernie e mi “apposto” al riparo di un masso cercando di non disturbarle. Le ammiro così nuotare con estrema grazia mentre si dedicano a continue evoluzioni, incontri e scontri prima di dedicarsi alla ricerca del cibo. I minuti trascorrono veloci, vedo da lontano anche una piccola aquila di mare, poi ritorno sulla secca principale. Qui c’è il gruppo di sub che esegue il periplo dello scoglio. Mi fermo di nuovo sulla sommità del “panettone” e mi siedo su una protuberanza rocciosa. Aspetto così l’avvicinamento di saraghi e cernie brune, in particolare di una cernia rossa che volteggia nel blu e ogni tanto si unisce ad un branco di enormi salpe.

I subacquei ritornano alla boa, capisco quindi che è terminato il mio tempo in acqua. E’ veramente duro dover risalire in barca! Pazienza, fortunatamente la giornata promette ancora grandi incontri … stasera immersione crepuscolare al Vervece e notturna a Cala di Puolo … Stay Tuned!

Banco di Santa Croce con Rosario

I gabbiani sono alti in cielo mentre con l’auto raggiungo il diving Amici degli Abissi. Il mare è calmo ed il sole si sta facendo sempre più largo tra le nubi del mattino. Anche il mare è calmo “stirato” da una leggerissima brezza che soffia da Est. Raggiungo con grande anticipo i miei amici Raffaele, Michele, Angelo e Rosa che sono impegnati ad assistere i subacquei che arrivano sempre numerosi anche da fuori regione. In orario con l’appuntamento arriva pure il mio amico Rosario, finalmente libero da impegni per un tuffo fotografico in Wideangle. Anche io ho montato il Sigma 15 mm ed il superdome, abbinato ai diffusori Glodive, posizionati sui miei flash Inon Z240. Usciamo con un leggero ritardo a causa di un problema ad una rubinetteria di un bibombola di un cliente arrivato dalla Puglia, sapientemente riparato dalle esperte mani di Michele Langellotti. Finalmente siamo sul gommone e tutti pronti a scendere. Raffaele oggi rimane in gommone ad attenderci ma ci ha preparato un bel mono da 15 litri caricato con Nitrox 33%, una vera delizia per i tipi come me che amano fotografare con tutta calma. Scendiamo sulla secca principale e raggiungiamo la Savaglia savaglia che si trova sui -35 metri. Rosario si posiziona a qualche metro di distanza da me per non disturbarmi, non so se riesco a fare lo stesso! Con i supergrandangolari è sempre difficile non disturbare un fotografo nelle vicinanze, specialmente quando i soggetti sono quasi “obbligati”. Proseguiamo l’immersione sulla parete Ovest dello scoglio, ricoperto da una foresta di Paramuricee con i polipi tutti espansi. Mentre Rosario fotografa, vedo due belle cernie ma non riesco ad avvicinarmi come vorrei. Raggiungiamo l’ingresso Sud della grotta passante nello scoglio che si trova ad una minore profondità. Entro e mi giro verso l’apertura con Rosario che mi fa da modello restando all’esterno della caverna. Non posso trattenermi molto quindi esco di nuovo e ci dirigiamo verso l’Axinella. Mentre aspetto qualche minuto con Rosario alle prese con il grande porifero, sul pianoro trovo due diffidenti scorfani. Quando il mio buddy ha terminato i suoi scatti, dedico anche io attenzione alla magnifica spugna. Percorriamo il giro completo dello scoglio ma ad un tratto Rosario mi segnala di aver già terminato l’aria. Così, mentre lui risale in barca, mi trattengo sul cappello della secca per scattare qualche foto dall’alto alle pareti coperte di margherite di mare e ai saraghi abbondantissimi che pascolano sulla roccia. Ricordandomi infine delle raccomandazioni di mio padre …  sposto la leva del comando foto/video ed inizio a girare qualche scena di prova con la mia Nikon D800e. Risalgo a bordo dopo oltre 60′ di goduria, soddisfatto e rilassato. Finisce così una bella giornata di sole e mare, condita anche da un graditissimo omaggio ricevuto dal mio grande amico Rosario!

Banco di Santa Croce con gli Amici degli Abissi

Le temperature si abbassano a livelli ordinari per il periodo natalizio. L’auto è gelata ed impiega un bel po’ per riscaldarsi. Questa mattina ho molta fretta per evitare il blocco della Strada Statale Sorrentina a causa di una corsa podistica. Raggiungo il Diving Amici degli Abissi in largo anticipo sull’appuntamento. Passo al bar a prendere un caffè con il mio amico Vincenzo e poi raggiungo i ragazzi intenti a preparare le attrezzature. Oggi mi sono fatto preparare da Raffaele un bel mono da 18 litri, con l’intento di raggiungere lo scoglio della Gerardia situato a -46 metri. Ho montato il superdonne ed il Sigma 15 mm sperando nell’ottima visibilità che perdura da giorni nel Golfo di Napoli. Raggiungiamo la boa dove ormeggiamo e mi tuffo per primo in acqua. Subito mi accorgo della pessima visibilità, non è il caso di allontanarsi dalla secca principale, sarà per la prossima occasione. Decido quindi di andare subito alla Savaglia savaglia che si trova a -35 metri e inizio a scattare. Proseguo sugli scogli coperti di gorgonie rosse dove abbondano le uova di gattuccio, contrassegnate con le targhette con i nomi. Proseguo per un poco in avanti, poi torno indietro ed entro nello spacco da un passaggio superiore. Raggiungo il punto desiderato e osservo delle luci all’esterno della grotta. Spero in un loro ingresso ma tardano a farlo. Sono costretto ad uscire, avendo già accumulato alcuni minuti di decompressione. Fuoriesco e mi fermo sulla parete all’esterno di essa, dove, poco più su, si trova la spugna candelabro a cui Gabriella sta dedicando le sue attenzioni fotografiche. Raffaele invece è alle prese con la lente macro +5 e staziona sul pianoro a “caccia” di bavose. Termino l’immersione effettuando delle prove video alla parete di Parazoanthus axinellae che si trova sul “cappello” della secca, prima di effettuare la decompressione tra le bolle dei miei amici subacquei. In gommone, mentre il sole ci scalda, non manca la gustosa pizza marinara che ci sfama a dovere, al diving poi, brindiamo tra amici, all’anno 2015 che si appresta a salutarci.