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Posto Segreto con David

Il sabato mattina è dedicato al riposo …. mentre tutti dormono ancora, scendo a comprare le sfogliatelle napoletane per i miei ospiti, David e Maria Cristina. Quando rientro a casa sono tutti svegli ed il caffé è già pronto. Tiriamo tardi a chiacchierare, fin quando ci mettiamo in moto per andare a fare una passeggiata sul Monte San Costanzo, da dove è possibile ammirare il Golfo di Salerno, le isole di Capri, Ischia e Procida, Napoli ed il Vesuvio. Raggiungiamo la frazione di Termini a Massa Lubrense e saliamo fino al punto dove bisogna lasciare l’auto ed iniziare un piccolo tratto in salita a piedi. La vista è meravigliosa ed anche la temperatura dell’aria è piacevolissima, con un bel sole caldo e assenza di vento.

Ci tratteniamo a lungo dimenticandoci dell’orologio …. sono le 14:30 quando ci muoviamo per cercare un posto dove mangiare …. ci fermiamo in un ristorante a Sant’Agata sui due Golfi, assaporando alcuni gustosissimi piatti, fin quando, orologio alla mano, decido che è il caso di muoverci per andare di nuovo a mare. Abbiamo ricevuto un invito a cena a Torca e dobbiamo fare in tempo per parteciparvi! Scendiamo così a valle e dopo esserci cambiati, sostituiamo le batterie nei flash e chiudiamo le borse sub. Prendo l’auto e porto il mio amico in un altro posto a me caro, sperando in una serata ricca d’incontri. 

Anche questa sera le condizioni sono ideali, mare calmo e acqua limpida. Ci vestiamo rapidamente, essendo in ritardo sul programma di circa 30′. Alle 18:30 stiamo nuotando in superficie per allontanarci un poco dalla riva. Scendiamo e sulla sabbia subito incontro una bella murena in caccia, David Invece si era attardato a fotografare una piccola seppia. La serata sembra promettere bene … un piccolo gronco e finalmente un cappone ubriaco. David mi raggiunge e gli lascio campo libero dopo aver effettuato qualche scatto. Ne trovo un secondo e poi un terzo esemplare a poche decine di metri di distanza. Questa sera c’è più “materiale” da fotografare. I minuti trascorrono veloci, lasciamo le zone profonde e risaliamo verso la parete dove incontro un esemplare di Tritone di Mare, un mollusco gasteropode molto raro che in oltre 40 anni d’immersione non avevo mai incontrato! Whow benissimo, peccato solo che l’animale sia poco fotogenico. Risaliamo per effettuare la decompressione mettendoci in cerca sulla sabbia e sulla ghiaia: solo qualche triglia, gli immancabili pesci lucertola, qualche tordo pavone addormentato e tante Pinna nobilis morte. Fortunatamente ne trovo una vivente, il che mi lascia sperare nella possibilità che possano un giorno ritornare a proliferare nel nostro mare. Una volta a terra, ci svestiamo rapidamente, poi di corsa andiamo a casa per fare una doccia velocissima. Le nostre signore sono già pronte, alle 21:00 siamo di nuovo in auto in viaggio di nuovo verso Sant’Agata dove ci attendono i nostri amici per cena!

Posto Segreto con David

E’ da settimane che programmiamo quest’immersione, ad inizio settimana il meteo ci mantiene in suspance, invece il weekend si presenta con un bel sole ed il mare calmo. David e Maria Cristina arrivano a casa in tarda serata, dopo aver seguito le mie istruzioni per evitare il traffico generato dalla chiusura delle gallerie di Castellammare di Stabia. Solo il tempo di sistemare le borse che già siamo pronti con i sottomuta per andare a fare un tuffo notturno in uno dei miei posti segreti.

Le condizioni sono ottimali e l’acqua è cristallina. Iniziamo ad assemblare le fotocamere e mi accorgo di aver dimenticato di rimontare sui flash inon i “cappucci” per innestare i cavi a fibra ottica! Maledizione, non ho soluzione alternativa, se non assicurarli con del nastro isolante nero …. a terra sembra funzionare perfettamente. Ci tuffiamo ed iniziamo la nostra immersione dirigendoci subito in profondità, fino a raggiungere i -40 metri. Non “gira” gran ché , solo un piccolo cappone ubriaco trovato da David, ma che fugge via rapidamente. I flash funzionano a tratti, e quasi sempre solo quello di sinistra che sono costretto a spostare centralmente per riuscire a scattare qualche foto decente. In risalita incontro qualche Alicia mirabilis e poco altro …. maledizione! Il mio amico ha fatto tanti km per venire qui ad ammirare le bellezze del Golfo di Napoli e ancora non si vede nulla di “consistente”.  Sorvoliamo il fondo fangoso a lungo, risalendo gradualmente, fino a raggiungere una grande radura di Posidonia oceanica, inizio a setacciare la zona, guardando alla base delle foglie con grande attenzione ….. ci deve essere di certo qualche cavalluccio marino …. cerco ancora ma invano, fin quando vengo attirato dal rosso bruno di un maschio che staziona alla base di una foglia. Prendo i riferimenti e vado a chiamare David che è intento a fotografare una grande stella Astropecten aranciacus, lo distolgo portandolo sul posto individuato. Quando lo individuo d nuovo mi accorgo che c’è anche un altro esemplare nascosto tra le foglie, si tratta di un maschio con la sacca rigonfia contenente le uova! Yeah, sono felice …. scatto una foto solo per ricordo e lascio spazio al mio amico che inizia a fotografare. Mentre lui scatta io cerco ancora, sperando di trovare anche un pesce ago! Sicuramente è chiedere troppo …. vedo qualche murena e tanti paguri, alcuni assembrati come a formare un cerchio e una ventina di Pinna nobilis morte, mentre le Pinna rudis fortunatamente sono vive. Ci siamo allontanati molto dal consueto punto d’uscita, durante il ritorno a terra David trova tra le foglie un terzo “destriero”, un esemplare maschio di colore giallo, un vero capolavoro. Terminiamo l’immersione soddisfatti per aver chiuso l’immersione al meglio. Appena possibile, con le mani ancora bagnate, telefono alle donne di  casa per avvisare che siamo prossimi per rientrare e quindi si può procedere a cucinare per la cena, siamo moooolto affamati!

Marina Grande – Immersione Notturna

Ogni giro sul circuito di F1 di Interlagos in Brasile, con la Ferrari di Vettel in prima posizione, scandisce il countdown per il mio tuffo notturno odierno. Terminata la gara con il successo del ferrarista, mi metto in moto per organizzare l’uscita. La giornata è stata splendida, ma è previsto l’arrivo di “Attila” con la sua sciabolata artica accompagnata da abbondanti piogge e neve, è il caso di approfittare …..

Questa volta però, andrò in acqua senza la fotocamera, ma solo “armato” di retino per prendere qualche pesciolino per il mio acquario marino mediterraneo, momentaneamente vuoto dopo un guasto meccanico che ha sconvolto l’equilibrio della vasca che avevo faticosamente raggiunto. In verità ad ogni giro della corsa si alternavano nella mia mente i dubbi … apnea o bombole … Marina Grande, Spiaggia San Francesco, Puolo o Spiaggia Caterina ….. scooter o automobile … muta stagna oppure umida … Essendo i monobombola da 15 litri scarichi l’idea era quella di andare in apnea, ma le operazioni di pesca sarebbero state più laboriose …. in garage c’è un mono da 10 litri carico ma ha una “caramella” che non si svita e devo vuotarla per farla sistemare …. forse potrebbe essere il caso di usarla ma non ho un erogatore INT disponibile, ma solo quelli DIN. Scendo di casa e vado in garage con tutti questi dubbi nella mente … una sola certezza ….. l’automobile. Prendo il monobombola e mi metto in cerca di un erogatore tra l’attrezzatura che non ho in uso. Ne trovo uno che farebbe al caso ma non ha le fruste per il gav …. dovrei usare lo schienalino …. bah … valuto allora l’idea dell’apnea … tiro fuori le pinne e la muta umida ma poi mi ricordo che mia figlia ha nel suo borsone un erogatore INT con le fruste ….. benissimo, c’è solo da sistemare la fascia del GAV per adattarla alle dimensioni del 10 litri. Finalmente sono pronto e carico l’attrezzatura in auto. Mi dirigo subito a Marina Grande di Sorrento, il posto più vicino vista l’ora (le 20:30). Alle 21 sono vestito e pronto a scendere in acqua con il retino. Lascio un secchio pieno d’acqua di mare su una barchetta ormeggiata per potervi trasferire il “pescato” al mio rientro e m’immergo.

L’acqua è cristallina e fredda, il mare calmissimo anche a causa dello scirocco. Avanzo nel buio e mi fermo a pochi metri di profondità per iniziare la mia ricerca, trascorro circa 60′ in acqua bassa e me ne risalgo con un discreto numero di piccoli esemplari per la mia vasca. Mi spoglio infreddolito nel bagagliaio dell’auto e rientro a casa soddisfatto per aver portato a termine due importanti attività: riempire l’acquario e svuotare il monobombola da riparare. Mentre risciacquo l’attrezzatura nel lavatoio fuori al balcone dello studio, inizia a piovere …… Bene così ma per oggi niente foto da pubblicare!

Posto Segreto – Immersione Notturna

Le tensioni che si accumulano durante la settimana hanno un rimedio infallibile … una bella immersione notturna!
Cosi’ rientrato da lavoro ho atteso che la notte “maturasse” e come di consueto sono andato al mio posto preferito … ma l’influsso del venerdi’ 13 non ha portato bene. Non sono riuscito infatti a trovare un parcheggio per l’auto ed ho dovuto cambiare itinerario. A questo punto avevo due possibilita’, ho fatto un primo tentativo ed ho trovato subito un ambiente tranquillo ideale per una immersione in solitaria. Mi sono cosi’ spogliato e sono sceso in acqua, il mare e’ calmo e l’acqua sembra limpidissima. Inizio a scendere ma subito “sento” che non ci saranno molte “presenze”,  spero di sbagliarmi …. 
Sul pendio sabbioso incontro un rombo ed una seppia perfettamente mimetizzati. Gronchetti, menole e triglie ce ne sono, ma non come di solito. Proseguo a scandagliare il fondo con la torcia ma nulla si palesa sotto il fascio luminoso. Fortunatamente finalmente qualcosa di buono si vede … un cappone ubriaco o coccio che riposa sul fondo. Mi fermo, regolo la fotocamera Nikon D7200, montata con il Nikkor 10.5 mm ed il Microdome Isotta e mi avvicino per uno scatto frontale. Essendo abituato ad usare il mirino magnificatore angolare a 45* che non e’ montato su questo scafandro, non sono a mio perfetto agio. Cio’ penalizza sensibilmente gli scatti che ahime’ risultano spezzo con  “tagli” indesiderati. Fatico a riprendere il feeling e cio’ comporta la fuga inesorabile del pinnuto. Proseguo e risalgo a quote piu’ basse.  Non incontro nulla di esaltante, se non una grande Aplysia punctata che e’ in movimento sul fondo. La seguo e ne provo a “catturare” il nuoto impostando tempi di scatto lenti, la lascio andare lontano visto che l’aria delle mie bombole e’ ormai in esaurimento. Nel basso fondale, prima di rientrare a terra, riposano tra i sassi alcuni tordi pavone, mentre i pesci lucertola abbandonano la radura sabbiosa per cacciare anche sulla roccia. Risalgo a terra e mi svesto, telefono a casa e provo a chiamare il mio amico Alberto che mi aveva telefonato poco prima di andare in acqua. Non risponde, ma stasera non ho gran che’ da raccontargli ….

Quando rientro a casa, dopo aver sciacquato tutta l’attrezzatura, vado a guardare le foto sul display della fotocamera …. ho scattato in formato JPG e non ho i RAW/NEF delle foto scattate! Maledizione …. a questo punto, sara’ stato il venerdi’ 13?

Posto Segreto – Immersione Notturna

Ho provato in tutti i modi a reperire un compagno d’immersione, ma la ricerca e’ stata vana. In questo weekend non sono riuscito ad andare a mare nonostante le belle giornate,  ieri il Punta Campanella Diving era in overbooking, mentre stamattina avevo da svolgere una commissione insieme all’inseparabile amico Elio. Cosi’ in previsione della serata, sono andato a ritirare le bombole alla stazione di ricarica Maresca-Sport e le ho portate in garage, dove ho preparato la muta stagna, certo di poterla far chiudere dal mio compagno d’immersione. Poco male, devo riprendere la muta umida e cambiare cintura di piombi, con la grande tentazione di portare in acqua il retino per prendere qualche pesciolino per l’acquario, al posto della fotocamera. Nel frattempo il cielo si e’ coperto, anche la temperatura e’ scesa sensibilmente, bisognerà non dimenticare il cappello di lana … 
Attendo le 19:30 per prepararmi, mi muovo senza affrettarmi, per consentire che la serata “maturi”. Un leggero spicchio di luna si intravede nel cielo pieno di nuvole, quando arrivo sul posto trovo il mare che inizia a frangere sulla spiaggia, a causa del vento da Nord che ha iniziato a soffiare. Mi vesto lentamente ed infine entro in acqua. La visibilità e’ pessima nei primi metri. Appena accendo la torcia migliaia di latterini iniziano a schizzare via in tutte le direzioni. Sento i “proiettili” colpirmi continuamente in una frenetica corsa di allontanamento dalla luce. Inizio a scattare poi rallento i tempi d’esposizione e provo a catturarne il movimento. Le scie luminose sono evidenti sul display della mia Nikon D800e, continuo a scattare, proseguendo verso le zone più profonde, dove l’acqua si ripulisce ed i latterini  si diradano.  Raggiungo il fondale sabbioso dove la fanno da padrone i piccoli gronchi, le triglie e le seppie. Ne incontro due, la prima a mezz’acqua in caccia di latterini, l’altra in cerca di prede nei pressi del fondo. Questi incontri sono segnali premonitori di “soggetti” importanti in arrivo … alzo la soglia di attenzione ed inizio a scandagliare il fondale alcuni metri sotto di me. Non riesco a vedere nulla, fin quando la torcia individua nel suo raggio un cappone ubriaco. Regolo la fotocamera e mi avvicino, inizio a scattare mentre il pesce fugge via a scatti “borbottando” con l’inconfondibile grugnito. Lo seguo nei suoi balzi a mezz’acqua inducendolo a risalire di qualche metro di profondità. Mi riesce per svariati metri fin quando inverte la sua direzione di nuoto e fugge via nel buio della notte. Risalgo ancora e raggiungo la parete rocciosa. Qui ci sono gamberi, murene, polpi e polpesse, paguri e scorfani, ma anche alcune enormi stelle marine ed un cimazio.  Provo infine ad avvicinarmi ad un piccolo polpo con la luce rossa accesa per non disturbarlo … sono cosi’ vicino che il mollusco decide di “abbracciare” il Microdome Isotecnic che ho montato stasera. E’ tempo di tornare a terra, attraverso di nuovo la zona dove stazionano i latterini e l’acqua e’ torbida. Qui ci sono anche tanti piccoli scorfani in caccia. Proprio grazie alla luce della mia torcia uno di essi cattura una preda che si era posizionata immobile davanti alla sua bocca … non riesco a cogliere il momento, ma subito dopo vedo e fotografo la preda sparire via via all’interno della grande bocca. 
Stasera sono particolarmente soddisfatto e contento per essere  riuscito comunque ad andare in acqua in questo weekend. Lavorare domani sarà sicuramente più piacevole dopo una bella dose d’azoto!  

 

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Le parole Coraggio … Pazienti … Obiettivi … Performance …  si alternano nella mia mente a seguito della piacevole riunione lavorativa di Roma, ma tra queste ce n’è anche qualcun altra …. Mare … Immersione … Fotosub
La settimana si conclude infatti al meglio con una bella immersione notturna con mio fratello Arturo a Cala di Puolo, eppure la giornata è stata alquanto complessa. Sono partito di primo mattino alla volta di Napoli per portare in officina la mia auto aziendale che, a causa dei terribili temporali scaricatisi in zona, si è allagata mandando in tilt la centralina elettronica. Dopo le inevitabili procedure mi consegnano una vettura sostitutiva e resto a lavorare su Napoli. Quando rientro a casa mi devo occupare delle consuete attività familiari, ma non ho nessuna fretta, anche mio fratello è impegnato nelle stesse attività! Quando anche lui ha terminato e mi viene a prendere sono le 2130, carico l’attrezzatura in auto e ce ne andiamo a Puolo. Il meteo non promette nulla di buono, si vedono i fulmini in lontananza all’orizzonte, ma il mare è calmo “lisciato” dallo scirocco. Scarichiamo le attrezzature sulla spiaggia mentre alcuni turisti tedeschi escono dall’acqua dopo il bagno notturno.

 

Ci prepariamo ed entriamo in acqua alle 2230. La temperatura è elevata e la visibilità accettabile nonostante l’intensa pioggia dei giorni passati. Raggiungiamo il pendio sabbioso in cerca di soggetti dopo aver scavalcato la rete che è stata calata a pochi metri di profondità e distanza dalla spiaggia. Impigliata nelle sue maglie c’è solo una grande triglia, già morta. Sono presenti come al solito i gronchetti, i pesci lucertola, le stelle corazzate, le polpesse e i latterini, ma non scatto a questi soggetti per non sovraccaricare l’archivio inutilmente. Arturo perlustra il fondo parallelamente a me, a distanza di qualche metro. Abbiamo ambedue una configurazione grandangolare: io ho montato sulla Nikon D800 il Sigma 15 mm con il paraluce tagliato per farlo entrare nell’oblò Microdome Isotecnic che avevo rigato internamente in una delle mie “prove” e sapientemente “riportato a nuova vita” dal mio amico speciale Rosario Scariati. Arturo invece ha il Tokina 10-17 mm sulla Nikon D7000 e l’oblò Minidome Isotecnic da 4,5″ anch’esso “rianimato” dal mitico Rosario. Trascorriamo in immersione circa 70′ senza particolari sussulti, solo un piccolo esemplare di Octopus  macropus  che sembra danzare davanti all’obiettivo. Risaliamo in superficie con la pioggia che inizia a cadere.

Mentre ci spogliamo, Arturo mi segnala di aver fotografato un pesce pappagallo addormentato tra i sassi, ma non ha fatto in tempo a mostrarmelo perché al secondo lampo dei flash è fuggito via come un razzo. Carichiamo le attrezzature ancora montate in auto e fuggiamo via al mio garage, dove smontiamo tutto al riparo dalla pioggia. Mi riaccompagna a casa all’una di notte e ci salutiamo con un selfie in auto, dopo una bella serata trascorsa insieme, “rubata” al maltempo.

 

Torre Vado con Lorenza

Questa è l’ultima giornata utile per fare immersione in salento, domani si rientra a casa, per riprendere l’attività lavorativa. Come le altre mattine sveglio Lorenza dopo aver assemblato le due custodie Isotta e ci precipitiamo a fare la prima colazione appena apre il buffet, subito dopo siamo in auto con direzione Diving Service. Scarichiamo le ceste con le fotocamere, parcheggiamo l’auto con il pass gratuito messo a disposizione dal diving e ce ne andiamo a piedi al porto. Qui troviamo tutta la nostra “roba” a bordo e dobbiamo solo saltare sulla pedana per imbarcarci. Oggi il vento è calato e Marcello dovrebbe portarci in due punti nuovi d’immersione, Paseddhu e Punta Barracuda, nei pressi del faro di Leuca. Navighiamo per circa un’ora fino a raggiungere il punto d’immersione dove però è già ormeggiato un gommone di un altro diving. Ci ancoriamo a poca distanza per poi raggiungere sott’acqua il punto migliore. Marcello mi lascia di nuovo la possibilità di fotografare da solo con Lorenza, lui invece guiderà il folto gruppo seguendo noi. Scendiamo lungo la catena, avvertiamo una intensa corrente che contrasta il notro incedere. Raggiungiamo la balza sommersa a circa -30/35 metri che scende fino a -70 m ricoperta di gorgonie rosse e popolamenti coralligeni, pieno di castagnole rosse e boghe che si muovono sincrone intorno a noi. Lorenza è ancora con la sua D7200 ed il 40 mm ed inizia a fotografare un enorme vermocane adagiato su una paramuricea. Solo il tempo di uno scatto che le arriva dal basso una serie di bolle di un altro subacqueo che le rovina la scena, impedendole di “catturare” al meglio l’interessantissima situazione. Proseguiamo e lei continua a scattare, resto a sorvegliarla mentre fotografa ricordandole che siamo a -40 metri e che dopo ci tocca una lunga decompressione! Risaliamo soddisfatti lungo la catena e poi ci spostiamo alle cime piombate che si trovano a poppa. Qui  effettuiamo la sosta fino a che i nostri computer non ci segnalano di poter uscire. 

A bordo Elvio ci prepara le “frise” con il pomodoro fresco mentre noi sostituiamo le bombole montando il consueto Nitrox 32% per la seconda immersione. Ci spostiamo a ridosso della punta dove si erge il faro per prepararci e fare un bagno e poi usciamo di nuovo per immergerci a Punta Barracuda. Marcello decide allora di concederci il privilegio di essere guidati direttamente da lui, affidando il gruppo a Roberto ed Elvio. Ha “dichiarato” in anticipo che ci avrebbe fatto vedere qualche Felimare picta e puntualmente ne vediamo una mezza dozzina! Devo tenere a bada la verve di Lorenza che non mollerebbe la presa per nessun motivo, ce n’è una coppia intenta a riprodursi, mia figlia si “contorce” in prossimità del fondo roccioso per riuscire a fotografarle al meglio, fin quando le faccio segno che abbiamo accumulato ancora alcuni minuti di deco prima di risalire. Così, soddisfatti ma dispiaciuti per essere al termine della nostra esperienza subacquea salentina, guadagniamo una posizione di privilegio sul tetto della barca dove ci godiamo un’ora di sole durante la navigazione verso il porto.

Andiamo infine al diving per ritornarvi in tarda serata a ricomporre le borse subacquee. Marcello ci attende con la sua “calcolatrice” in mano e mi prepara il conto ….

il Boss Marcello Ferrari e la sua calcolatrice

lo ringrazio per l’accoglienza offertami, per il gentilissimo pensiero avuto nei riguardi di mia figlia Lorenza, per avermi fatto sentire a casa mia, complimentandomi per l’efficientissima organizzazione del Diving Service, dove nulla è lasciato al caso e dove ho notato alcune finezze che non ho mai visto altrove. Bravo Marcello 👏!

Torre Vado con Lorenza e Fabio Palumbo

Il mio rapporto con la sveglia in vacanza è di odio/amore …. si tira sempre tardi la sera e svegliarsi presto è sempre faticoso, ma la prospettiva di andare in acqua mi fa alzare anche prima di sentirla squillare. Inizio subito ad assemblare le fotocamere (Nikon D800E e D7200) per me e Lorenza che lascio ancora dormire per una mezz’ora. Alle 7:30 la sveglio per poi andare a fare la prima colazione di corsa …. abbiamo pochi minuti, il buffet apre alle 8 e non prima …. e noi dobbiamo essere al diving per le 8:15! Ormai abbiamo  collaudato i tempi, riusciamo anche ad ottimizzate il carico delle custodie fotosub in auto e subito partiamo. Raggiungiamo in tempo il diving, mentre Lory va a prendere le ceste sub da caricare sul furgone e poi in barca, io scacico le ceste fotografiche con le due “rosse” Isotta per farle portare in barca. Parcheggio l’auto ed andiamo al porto. La sorpresa odierna è quella di trovare in barca un caro amico fotosub, Fabio Palumbo, venuto per un tuffo qui a Pescoluse. Il vento c’è ancora anche se in netto miglioramento, possiamo quindi tornare nei pressi del faro di Leuca nel punto chiamato Le Ancore, dove ci immergeremo nel blu. Anche oggi Marcello mi lascia anticipare il gruppo facendomi immergere prima di tutti con Lorenza e Fabio.

Scendiamo lungo la catena e raggiungiamo il fondo a -42 metri. Sono un poco in apprensione avendo con me Lorenza ma “armata” di fotocamera …. scatto le mie foto ma confesso di aver prestato più attenzione a controllare lei che a guardare nel mio mirino. Inesorabilmente la devo avvisare che è il momento di risalire, non resta che affrontare alcuni minuti di decompressione sotto la barca, il momento “ideale” per la sessione selfie! Risaliamo a bordo e iniziamo subito a smontare le attrezzature, mentre la barca è ancora sgombra di subacquei, poi ce ne andiamo a prua a magiare le “pucce” e a prendere in poco di sole.

Dopo circa un’ora, tra sosta/relax e navigazione verso Torre Vado, raggiungiamo il sito della seconda immersione, il relitto Sanandrea, una nave cisterna affaondata durante la seconda guerra mondiale, di cui residuano solo alcune lamiere, ma comunque interessanti, adagiate su un fondale di circa -25 metri. Ritorniamo tutti e tre in acqua con un Nitrox 32% e con le nostre fotocamere, ancora una volta per primi. Qui ci divertiamo a guardare in ogni anfratto in cerca di pesci. Sotto una lamiera tra le più grandi, una coppia di cernie brune si ripara mantanendosi comunque a distanza di sicurezza dal mio oblò emisferico. Il tempo passa veloce, Lorenza è sempre più a suo agio con la fotocamera e ciò mi rende orgoglioso. È tempo di risalire, l’aria scarseggia, a Lorenza è toccato in monobombola da 12 litri e per un fotografo l’autonomia non è mai abbastanza!

Risaliamo soddisfatti e divertiti, pronti ai tuffi di domani. Una volta rientrati al diving senza aver dovuto trasportare nulla 😀 provvediamo al risciacquo delle fotocamere e mute, pronti poi a raggiungere mia moglie e mia figlia in spiaggia per mangiare e fare il bagno!

Torre Vado Relitto con Lorenza, Antonio e Gianmarco

Stamattina la sveglia non suona presto e possiamo scendere tutti insieme a fare colazione in hotel. Dopo il giorno di stop di ieri per il meteo avverso, dedicato ad una visita a Otranto, oggi si torna in acqua nel pomeriggio con i miei amici del Poseidon Team A.S.D., Antonio Mario e Gianmarco Giordano.

Mi raggiungono con le famiglie per le 14:00 in spiaggia e dopo pranzo ci spostiamo al diving per prendere le attrezzature e raggiungere la barca in banchina.

Alle 16:00 ci muoviamo per andare al relitto Tefvik Kaplan I che si trova a poca distanza dal porto di Torre Vado. Il vento è ancora sostenuto e c’è ancora onda, ma si può andare in acqua in sicurezza. Marcello Ferrari mi fa sentire a casa mia e mi concede di entrare per primo in acqua con i miei amici lasciando guidare me il gruppo, lui invece scenderà dopo qualche minuto con oltre quindici subacquei, evitandomi il “traffico” che di li a poco ci sarebbe stato lungo lo scafo. La visibilità è buona, ma la luce bassa del pomeriggio non aiuta. Ci godiamo un bel giro tranquillo con Lorenza, Antonio e Gianmarco che mi seguono, fermandosi ogni tanto a scattare le foto. Visitiamo il relitto in ogni angolo, fino a trovare sulla zona della coperta una bella cernia dorata che si è nascosta tra le lamiere. Qui nasce una inevitabile disputa per accaparrarsi la posizione migliore …. Lorenza ha sangue blu e non si smentisce …. conquista la posizione e non la molla ad Antonio che in ogni caso riesce a scattare qualche buona foto. Risaliamo a bordo molto soddisfatti. Non posso che ringraziare calorosamente il boss per la fiducia accordatami. Well done Marcello! 

I miei amici purtroppo devono andare via, ci salutiamo dandoci appuntamento alle prossime immersioni di casa nostra. La mia serata prosegue con la famiglia con una bella passeggiata a Leuca con cena sul mare.

 

 

Torre Vado con Lorenza – Punta Meliso e Le Aragoste

Sveglia ore 7 e subito inizio ad assemblare la mia fotocamera e poi quella di Lorenza, alle 7:30 la sveglio dopo aver terminato le operazioni e alle 8 scendiamo a fare la prima colazione. Arriviamo all’appuntamento al diving alle 8:30 dove ci attende Marcello Ferrari  dietro al suo computer, indaffarato a sistemare tutte le persone sull’elenco barca.  Il meteo non è ottimale, di notte è piovuto e residua molto vento che ci obbliga ad un’uscita sotto costa. Raggiungiamo così il faro di Leuca e ci immergiano a Punta Meliso sulla parete che scende formando un gomito roccioso.

Le pareti sono completamente coperte da grandi spugne blu Dysidea avara e tantissimi briozoi, ma abbondano le boghe che ci avvolgono completamente. Si vede sfrecciare anche un branco di piccole ricciole e qualche cernia. Lorenza mi segue senza fotocamera e con la maschera nuova, che fortunatamente non si appanna, pronta a mettersi in posa quando necessario mentre Marcello mi guida passo passo a scoprire le bellezze del sito. Ahimè c’è tanta gente in acqua e risulta difficile inquadrare solo lei nel fotogramma, arduo quindi evitare di scattare agli ignari sub in acqua. 

Risaliamo a bordo e dopo aver cambiato le bombole e montato del nitrox 32% ci spostiamo verso Torre Vado in un sito chiamato Le Aragoste o Elmi, dove la roccia ricca di coralligeno si “perde” sulla sabbia finissima dove è frequente l’incontro del Dolium galea, un grosso mollusco gasteropode che vive infossato nel sedimento. Qui si incontrano anche alcune razze, pronte a scappare via, le seppie, i pesci civetta e pettine. Noto con grande piacere che ci sono tante Pinna nobilis vive, anche se una nacchera morta la trovo anche qui …. speriamo non ci siano problemi anche in salento. Questa volta Lorenza è munita della sua fotocamera Nikon D7200 con lo scafandro Isotecnic, il micro nikkor 40 mm ed una coppia di flash Inon Z240 collegati con i cavi elettrici, sostituiti in navigazione perché quelli in fibra non volevano saperne di funzionare. Mi diletto a guardarla mentre scatta, sposta i flash angolandoli al bisogno …. sono orgoglioso 😃. L’immersione infatti è quasi totalmente dedicata ad ammirarla e correggerla. Mi mostra sul display i suoi scatti e sembrano abbastanza incoraggianti. E’ la prima volta che usa la SUA fotocamera e mi segnala che è fin troppo neutra, la prossima volta elimineremo qualche galleggiante. In ogni caso vedo una razza schizzare via sorpresa dal nostro arrivo e finalmente un doglio vivo, anche se ritirato all’interno della sua conchiglia perché spostato da Marcello per mostrarmelo. Grazie! 

Risaliamo dopo oltre 60′ di puro divertimento e torniamo al diving. Anche questa volta troviamo tutto lì e procediamo al lavaggio e stoccaggio completo. Sono ormai le 15 e andiamo a raggiungere i familiari in spiaggia. Quando parcheggiamo l’auto nei pressi dell’hotel, noto una vettura a me familiare …. con l’adesivo del Poseidon Team A.S.D. sul portabagagli … è Antonio Mario con la sua famiglia che è venuto a trovarci in spiaggia essendo anche lui in vacanza in salento.

Restiamo al mare fino alla sera, una doccia e ce ne andiamo a cena a Salve, un paesino vicino Pescoluse dove stasera si svolge la XVIII Sagra della Taranta. Vi arriviamo con pochi minuti di automobile e parcheggiamo. La folla è oceanica, difficile riuscire a mangiare alla sagra con una fila chilometrica alla cassa. Decidiamo di cercare un ristorante ma è tutto sold-out … optiamo per una macelleria con annessa grilleria, ma l’attesa è lunga mentre impieghiamo solo qualche minuto per consumare il tutto. Qui ci raggiunge da Torre Suda anche un altro socio Poseidon, Gianmarco che è con Carmen ed una coppia di amici. Trascorriamo una bella serata e dopo una foto ricordo ci salutiamo, dandoci appuntamento per mercoledì quando proveremo a fare una immersione pomeridiana tutti insieme!