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Vervece con Punta Campanella Diving Center

Le gocce di una leggerissima pioggia si accumulano sulla visiera del casco. Quando raggiungo il diving a Marina della Lobra alle ore 8 del mattino, la pioggia è terminata ma il cielo è ancora carico di nuvole, mentre il mare è calmo, “spianato” dal vento di scirocco.

Al Punta Campanella Diving Center c’è Andrea, intento a sistemare le bombole dei clienti che sono in arrivo. Siamo ormai pronti per imbarcare ed andare allo Scoglio del Vervece quando una coppia di stranieri che avevano prenotato l’immersione, ci raggiungono  con un’ora di ritardo. Gianluigi e Vittoria si adoperano per vestirle completamente e finalmente prendiamo il mare. Appena siamo sul posto mi tuffo con la Nauticam NA-D850 assemblata con il Sigma 15 mm, il minidome Zen ed i flash Ikelite DS161. Ho indossato di nuovo la muta stagna in neoprene che è stata riparata ed il vecchio computer subacqueo che usavo prima di smarrire il mio Shaerwater in Calabria. L’acqua è abbastanza limpida ma la visibilità è attenuata fortemente dalla scarsa luminosità. Scendo verso le gorgonie rosse ma non raggiungo il solito punto, andandomene alla ricerca di qualche angolo meno usuale. Subito incontro delle uova di calamaro su una Paramuricea, in una spaccatura poi si mette in mostra una bella musdea e più avanti c’è un grosso scorfano. In ogni buco si vede una murena mentre oggi non sivedono le cernie ed i barracuda. Le popolazioni bentoniche sono molto cambiate in questi anni, ormai è predominante un “tappeto” algale che ha completamente soppiantato il “coralligeno” che era presente anni addietro, questo posto che conosco fin da bambino è ormai un sito d’immersione diverso da quello che ho ammirato per oltre 40 anni, sempre bello ma assolutamente diverso. La fanno da padrone le alghe brune e rosse, tra di esse sono presenti tanti spirografi che invece erano una rarità in questo posto, alle donzelle si sono sostituiti i tordi, in particolare Synphodus ocellatus e S. tinca. Le margherite di mare fortunatamente sono in ricrescita in molti punti, anche se le colonie sono di dimensioni molto ridotte rispetto al passato, quando furono distrutte dall’azione dei datterai. Terminiamo l’immersione dopo circa 60′ quando rientriamo alla base per sciacquare le attrezzature. I miei amici si organizzano per il secondo tuffo mentre io me ne torno dalla famiglia per il pranzo. Mentre sono sullo scooter sulla via di casa, riprende una leggera pioggerella, ma non importa, oggi sono tornato in mare e questo è fondamentale!

Vervece con don Tonino De Maio

Mi sento emozionato come un bambino che ha appena scartato il suo regalo natalizio e non vede l’ora d’iniziare a giocarci …. l’occasione propizia per farlo arriva finalmente oggi pomeriggio, dopo alcuni giorni di forte mal di schiena, finalmente sono in condizioni migliori per andare in acqua.

Così alle ore 15.30, presso il Circolo Nautico Marina della Lobra sono andato a presenziare alla benedizione di una scultura di Gesù Bambino, realizzata da Giusi Milone, che sarà collocata ai piedi della Madonnina del Vervece a 12 metri di profondità.
La statua all’epoca fu posta in ricordo del record mondiale di apnea stabilito nel 1974 da Enzo Maiorca che raggiunse nelle acque di Massa Lubrense la profondità di 87 metri.
In contemporanea si accenderà la stella cometa collocata sullo scoglio del Vervece nei giorni scorsi ad opera dell’associazione Aicast.
La cerimonia sarà celebrata da don Antonino De Maio alla presenza del sindaco di Massa Lorenzo Balduccelli, del presidente della fondazione Vervece Gaetano Milone, del presidente e del direttore del Parco Marino Punta Campanella Michele Giustiniani ed Antonino Miccio.

La giornata è stata splendida, ma con il calar del sole, la temperatura scende sensibilmente ed inizia a fare freddo. Ci vestiamo e iniziamo la cerimonia di benedizione, poi saliamo sulla barca per andare al Vervece. Il mare è calmo e la stella cometa sullo scoglio è ancora spenta …. scendo qualche minuto prima dei miei amici per controllare la situazione “luminosa” del sito, ma anche per familiarizzare con i comandi della nuova Nauticam D850. Vedo così arrivare Tonino e don Tonino con il bambinello sospeso con un pallone elevatore, lo portano alla base della statua della Madonna e poi si inizia la fase di sistemazione definitiva. Quando tutto è finito, aspetto che si pulisca un poco l’acqua che si è molto intorbidita, poi finalmente posso scattare qualche immagine. Mentre loro risalgono a bordo io mi trattengo per scattare una foto in superficie con la stella cometa finalmente accesa ….

Tornati a terra, possiamo finalmente festeggiare con i dolci offerti da Antonio Cafiero della Pasticceria Primavera di Sorrento e brindare anche al nuovo anno 2019.  

Le sensazioni sulla nuova attrezzatura Nauticam sono positive, il superdome è l’ideale per realizzare le immagini a pelo d’acqua ed i comandi sono facilmente accessibili, sicuramente c’è da memorizzare la posizione di alcuni pulsanti che sono in posizione diversa, ma sarà necessario forse solo un altro tuffo. Bene così, l’anno 2019 inizia in anticipo!

Vervece con Luisa & Pierluigi

Il vento è assente ed il cielo sereno in questa domenica di “mezz’agosto”, ultimo giorno delle ferie estive 2018. La giornata va quindi celebrata adeguatamente con un tuffo … “nel passato”.
Consueto appuntamento al Punta Campanella Diving Center alle 9 per l’uscita sub allo Scoglio del Vervece, zona A dell’A.M.P. di Punta Campanella. Oggi ritrovo una coppia di cari amici, Luisa & Pierluigi che, venuti da Napoli con le loro figlie, non si immergevano con me dalla scorsa estate.

Mentre preparo l’Isotta D850 con il Micro Nikkor 105 mm e la lente SMC +15, arriva un vassoio di cornetti ….. la tentazione di resistere è grande, ma siccome siamo all’ultimo giorno di “libertà”, mi lascio  sconfiggere dalla golosità.

Partiamo alle 10 dal diving e ormeggiamo subito alla boa predisposta per l’ormeggio dei gommoni. Sono previsti diversi gruppi, così decido di seguire un percorso “antico” che non percorrevo da decenni, quando non c’era ancora l’area marina protetta ….. il Viale delle Gorgonie. Qui scattai una delle prime fotosub con la Nikonos III, ritraendo entrambi i miei genitori tra i ventagli rigogliosi di Eunicelle avvolti da milioni di Anthias anthias. Mi seguono Rosy, Gianluigi e Vittoria, che accompagnano i miei amici in immersione. Il fondale è cambiato molto da allora, c’è molta più alga sul fondo, ci sono anche molti sargassi oltre alla Caulerpa racemosa che ricopre qualsiasi cm di roccia. In compenso c’è tantissimo pesce, con cernie, dentici e barracuda che approfittano della grande abbondanza di prede di piccola taglia, castagnole, alici e boghe. Le gorgonie gialle sembrano essere in perfetta forma, peccato non avere montato l’obiettivo adatto per riprenderle in toto. Lascio il gruppo a visitare il punto e proseguo effettuando un giro in senso orario a bassa quosta, provando ad avvicinare il più possibile i barracuda ed immortalarne lo sbadiglio ma ovviamente, è sempre quello non a fuoco che apre la bocca! Mi dedico così a fotografare una bella musdea in una piccola tana e poi le immancabili castagnole rosa. Quando mi accorgo che sono tutti radunati sotto la boa per la decompressione, mi stacco dal fondo senza nemmeno aver provato la lente macro, ma va bene lo stesso. Risalgo, mi spoglio e inizio a salutare in anticipo, così da poter andare via di corsa una volta tornato a terra, per andare al mare con la famiglia a Sorrento.

 

Pulizia dei Fondali a Sorrento

Quest’oggi giornata dedicata a ripulire il mare della mia Sorrento. Presso la spiaggia di San Francesco a Sorrento, sono sceso in campo insieme ai miei soci del Poseidon Team A.S.D per effettuare la pulizia dei fondali in collaborazione con Luigi Di Prisco e l’Area Marina Protetta Punta Campanella che ha messo a disposizione il battello spazzamare.
Appuntamento ore 8:00 in piazza Tasso per la colazione al bar, poi tutti in spiaggia attrezzati con retini e ceste per effettuare le operazioni di “bonifica” dello specchio d’acqua interno ed esterno alle scogliere degli stabilimenti balneari di Sorrento. Mentre tutti i sub in apnea si manterranno all’interno per motivi di sicurezza, io e Francesco De Rosa dell’Associazione Jacques Cousteau, siamo usciti all’esterno con le bombole per recuperare materiale a maggiore profondità. Nonostante la fotocamera tra le mani, ho raccolto svariate bottiglie e lattine, ma anche ceneriere, bicchieri ed asciugamani che ho passato a Francesco che non aveva più dove metterle. 
Al termine di un paio di ore di “pesca” rientriamo tutti a terra dove ci fermiamo soddisfatti a gustare una bibita fresca al bar. 
Tanti i rifiuti raccolti,  un segno tangibile della presenza della società civile a favore della salvaguardia dell’ecosistema marino.

Punta Campanella con Gianluigi

Un’intensa foschia nasconde la vista dell’orizzonte, il Vesuvio e Capri oggi sono indistinguibili, nel contempo il mare è calmo e finalmente anche la temperatura ambientale comincia ad essere allineata con il periodo. Come al solito raggiungo il Punta Campanella Diving Center di primo mattino con lo scooter, carico di attrezzatura e fotocamera. Attendo con Gianluigi, Vittoria e Virgilio l’arrivo dei clienti e ci mettiamo a bordo del gommone per raggiungere Punta Campanella. Ormeggiati alla boa troviamo la barca degli amici subacquei napoletani, capitanati da Enzo e Lorenzo, a bordo della quale c’è anche il mio carissimo amico Gennaro. Scendiamo lungo il pendio in direzione della grotta dei gamberi, qui incontro Gennaro e scatto un selfie, arriviamo nei pressi dell’ingresso, mentre Gianluigi entra insieme ai suoi clienti, io non vi entrerò essendo già transitati troppi sub, resto fuori e mi godo le gorgonie che ornano l’entrata. Rientriamo sotto il faraglione dove Gianluigi mi mostra una bella murena fuori tana. Mentre loro proseguono nel giro, io mi trattengo a scattare qualche controluce alle margherite di mare, dove un grosso polpo è in caccia sulla parete, poi risalendo alle meduse che sono state portate sotto costa dalla corrente. Attendo in gommone il rientro degli altri sub godendomi il sole disteso sul tubolare! Che bella vita!

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving Center

L’ultima giornata da quarantanovenne trascorre nel modo migliore …. sott’acqua! Svincolatomi da un’invito ad una prima comunione a cui parteciperanno le mie donne, ho approfittato per andare a fare una bella immersione con i miei amici e partner del Punta Campanella Diving Center allo Scoglio Penna di Massa Lubrense. Ritrovo sul tavolato del diving è alle ore 9:30, arrivo come al solito in leggero anticipo, dopo aver caricato il mio scooter con tutte le attrezzature che ancora mi porto avanti e indietro da casa. Tra qualche settimana, quando la temperatura dell’acqua sarà salita ancora un poco, potrò abbandonare temporaneamente in garage la muta stagna SANTI per indossare solo quella umida che lascio comodamente a dimora al diving.
Partiamo con il gommone dopo aver atteso l’imbarco dei turisti sui charter che li porteranno in giro costiero della penisola sorrentina e raggiungiamo il punto d’immersione dove ormeggiamo alla boa. Gianluigi ci attende in barca mentre Vittoria e Virgilio, porteranno sott’acqua i clienti. La visibilità è ottimale ed è un bel vedere. Scendo verso le gorgonie rosse e mi fermo per alcuni minuti a circa -35 metri, proseguo poi in senso antiorario per andare subito in cerca dei barracuda. Li vedo in superficie sopra di me, ma non si lasciano avvicinare, disturbati da alcune barche che transitano a brevissima distanza dallo scoglio, incuranti della bandiera e del pallone segnasub. Proseguo il giro e mi fermo nel “canale” dove si sono le gorgonie gialle e bianche ed alcuni spirografi. Risalgo a bordo dopo aver recuperato due gorgonie strappate dal fondo dalle lenze dei pescatori di traina,  esse  andranno a popolare il mio acquario mediterraneo dove ci sono già altre gorgonie recuperate qualche mese fa a Sorrento. Dopo averle rimesse in posizione con una colla specifica sulle pietre dell’acquario, adesso godono di buona salute, avendo ricostruito il tessuto che era stato danneggiato. Sono contento della magnifica giornata trascorsa, non resta che rientrare a casa per riposare un pochino, in preparazione della grande festa di 50° Compleanno di domani sera!

Punta Campanella con Uwe

Qualche settimana fa ho ricevuto un messaggio dall’amico Uwe Schmolke che mi avvisava che sarebbe venuto dalla Germania a trascorrere alcuni giorni in Penisola Sorrentina. Questa mattina quindi ci siamo incontrati al Punta Campanella Diving Center per un’uscita prevista alle ore 12. Arrivo con largo anticipo trasportando tutta la mia attrezzatura sullo scooter e al diving incontro anche il mio amico Mimmo che è passato anche lui a salutare insieme a Monica. La nostra immersione è la seconda della giornata, oggi il diving è SOLD OUT, abbiamo infatti atteso il rientro del gommone, appena rimesso a nuovo, preparando tutto il necessario per l’immersione a Punta Campanella.  Ho montato sulla Isotta D800 il Sigma 15 mm “tagliato” all’interno del microdome, abbinato ai falsh Ikelite DS161 comandati manualmente dalla fibra ottica. Raggiungiamo il punto d’immersione dove il mare è calmo. Ci tuffiamo e raggiungiamo prima la parete con le gorgonie gialle, poi il fondo dove ci sono quelle rosse. Qui approfitto della presenza della modella di un altro fotografo “rubando” qualche scatto. Proseguo cambiando itinerario rispetto al previsto, decido di andare subito al grottino con gli Apogon e poi al faraglione, al contrario di ciò che avevamo programmato. Non sono un’ottima guida, sono troppo veloce in acqua ….. aspetto Uwe che mi segue a fatica …. raggiungiamo finalmente il grottino, segnalo di entrare per primo ma non ci intendiamo, così entro e mostro la famiglia di rossi pinnuti che si ritrae all’interno della parte più buia della caverna. Lo lascio passare e lo attendo, poi proseguiamo il trasferimento verso il faraglione che si trova sotto il faro. Terminiamo l’immersione girando intorno alle pareti coperte di margherite di mare, oggi però quasi tutte chiuse. Una volta fuori dell’acqua mi accorgo che … il faro di Punta Campanella è sparito ….. o meglio, c’è solo la lanterna montata su di una impalcatura metallica per mantenerla in sede, la parte in muratura è stata rimossa e sarà restaurata!

Rientriamo velocemente a terra dove altri sub sono pronti per una nuova uscita, io come al solito, dopo aver salutato il mio amico teutonico, fuggo via e corro a Sorrento dove mia moglie mi attende  in spiaggia per fare il bagno.

Città Sommersa di Massa Lubrense (?) con Ernesto e Lorenza

Avevo letto qualcosa su un post uscito su facebook, poi nulla più fin quando mi giunge la telefonata del mio amico Gigi De Pasquale …. “Ciao Marco, saresti disponibile per un rilievo fotografico subacqueo archeologico? ….. ok, allora quando possiamo andare? Mercoledì …. perfetto, prima che ne chiudano l’accesso!”

Ho lavorato in questi giorni guardando il meteo previsto per il 1 novembre, giorno stabilito per il rilievo, fortunatamente la giornata è splendida, soleggiata, con mare calmo e acqua limpida!

L’appuntamento con Gigi ed i suoi amici è al porto di Marina della Lobra alle 9, con me ci sono mia figlia Lorenza, con la sua fotocamera Isotta Nikon D7200 ed Ernesto Fiorentino, mio carissimo amico e provetto subacqueo. Ci incontriamo con un veterano delle immersioni in penisola sorrentina, Lorenzo Corcione che conosco da bambino quando frequentavo il Centro Immersioni Sorrento di Guido Picchetti. Con lui ci sono Michele Giustiniani, presidente della cooperativa di Marina della Lobra e Gaetano Mastellone che ha scoperto il sito subacqueo da rilevare. Effettuiamo la vestizione sulla banchina del porto e poi saliamo sulla barca dell’A.M.P. Punta Campanella che ha autorizzato preventivamente la nostra immersione, guidati da Luca che aveva precedentemente segnalato il sito con una boa da sub. 

Mi immergo nell’acqua cristallina direttamente sopra il primo dei manufatti che sono stati avvistati …. subito mi rendo conto che chi ha visto dalla superficie queste strane “pietre” ha notato qualcosa di assolutamente anomalo. Insieme ai miei compagni inizio a scattare fotografie a questi reperti che hanno tutto l’aspetto di basi di colonne o di capitelli. Sono dispersi sul fondo a breve distanza tra loro, se ne vedono a decine, ricoperti da vegetazione algale. Lorenzo ne pulisce alcune superfici per provare ad osservare cosa c’è sotto e capirne la consistenza. Trascorriamo circa un’ora in acqua nel basso fondale ed inizio anche a girare alcuni video con la fotocamera Nikon D800 ed il Sigma 15 mm per poterli mostrare ai miei amici e poi agli esperti archeologi, per capire la reale entità di questi manufatti. 
Risaliamo a bordo felici per aver forse scritto una pagina nuova per Massa Lubrense, emozionati raccontiamo le nostre prime impressioni a caldo a Gigi che le registra con il suo telefonino. Rientriamo a terra e smontiamo tutte le attrezzature, mostro alle persone a terra le foto ed i video …. sono tutti elettrizzati … Anche Michele Giustiniani, il più cauto, sembra concorde sulla straordinarietà del ritrovamento. Non resta che tornare a casa, soddisfatti e felici, peccato solo non poter pubblicare subito il materiale …. bisognerà farlo visionare agli esperti, per evitare d’incappare in una clamorosa “svista”.  In ogni caso un’emozione grandissima condivisa con mia figlia Lorenza! 

 

 

 

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving Center

La giornata e’ magnifica, con il cielo sereno ed il mare calmo come l’olio. Mi accorgo che siamo a meta’ ottobre e non ad agosto solo perche’ la temperatura sullo scooter di primo mattino e’ particolarmente bassa.  Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato a prendere la muta stagna in garage, la navigazione in gommone dopo l’immersione e’ sempre mididiale. Oggi andiamo allo Scoglio Penna ed il barcaiolo e’ il carissimo “zio”  Virgilio, mentre in acqua con me c’e’ Vittoria che accompagna un gruppo di sub napoletani. Raggiungiamo il punto stabilito ed ormeggiamo. Lascio scendere tutti in acqua poi finalmente entro io, con la Nikon D7200 ed il Nikon 10.5 mm all’interno del microdome Isotta. L’acqua e’ abbastanza limpida, ma non come appariva dalla superficie. Scendiamo in gruppo ed attraversiamo il buco passante tra gli scogli e scendiamo in direzione delle gorgonie rosse, ahime’ quasi tutte chiuse. Anticipo il gruppo e gaggiungo un folto branco di barracuda che staziona in una insolita posizione, probabilmente attirato dall’abbondante mangianza  presente. Mi avvicino ma subito cominciano a separarsi in piccoli gruppi, passo oltre e raggiungo la parte interna dello scoglio, fermandomi sulla balza rocciosa verticale che ne delimita il pianoro ricoperto di gorgonie e caulerpa. Sorvolo i massi che si trovano su di esso e raggiungo la parete dove ci sono le margherite di mare. Mi dedico a qualche scatto del buco ma l’illuminazione autunnale non e’ ottimale per riuscire a renderlo in tutta a sua bellezza. Quando risalgo a bassa quota per terminare la decompressione mi accorgo che nei primi metri d’acqua ci sono i segni inequivocabili del passaggio dei pescatori di frodo di datteri! Maledizione, ancora un danno recente, conferma che durante i mesi autunnali/invernali i datterari hanno vita ancor piu’ facile senza il controllo degli enti preposti a combattere il fenomeno.  Risaliamo in barca e tornando al porto ci godiamo il bellissimo sole. Non resta che sistemare le attrezzature e salutare tutti, dandoci appuntamento al prossimo tuffo! 

Vervece con Punta Campanella Diving Center

Apro gli occhi e mi affaccio alla finestra per guardare il mare … il sole è accecante e corro subito ad abbassare le tende in cucina per fare colazione in penombra … le condizioni meteorologiche sembrano ottimali. Divoro rapidamente yogurt e cereali e vado ad inserire le batterie, ormai cariche, all’interno dei due fedelissimi flash Inon Z240. La fotocamera è pronta da giorni, configurata ancora come l’ultima volta con il Sigma 15 mm ed il Microdome Isotecnic. Appena sono pronto salto sullo scooter, ma il meteo inizia a cambiare, il cielo si rannuvola sempre di più. Raggiungo il Punta Campanella Diving Center  alle 9:00 dove con piacere incontro gli amici dell’associazione Jacques Cousteau che, rientrati da un tuffo allo scoglio del Vervece, sono alle prese con l’identificazione delle specie osservate in immersione, per contribuire al monitoraggio “Blue Team in Action” all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Al diving incontro anche il mio amico Andrea che non vedevo da tempo ed un gruppo di sub romani venuti per il weekend a Massa Lubrense. 

Mi preparo velocemente come al solito e carico l’attrezzatura sul gommone ormai pieno di bombole. Anche noi andiamo allo Scoglio del Vervece che raggiungiamo ormeggiando alla boa. Una improvvisa “tempesta” di vento meridionale si scatena sul posto, le onde cominciano a formarsi con la spuma bianca che ne caratterizza la cresta. Mi tuffo per primo con il cielo plumbeo, in lontananza si vedono le nuvole nere su Ischia cariche di pioggia, ma il vento le spinge via lontane.  L’acqua è molto torbida e “buia” …. seguo un percorso leggermente diverso dal solito cercando di raggiungere qualche punto meno conosciuto. Mi diverto a testare anche di giorno questa configurazione fotografica, per avere ben chiaro in quali situazioni utilizzarla. Non mancano i dentici, i barracuda, qualche orata, le cernie e gli scorfani. Non vedo però la famigliola di corvine che ultimamente ho incontrato, ma solo tanti saraghi. Termino l’immersione nei pressi della statua della Madonnina che è stata appena ripulita in occasione dei festeggiamenti e risalgo a bordo del gommone. Il rientro è caratterizzato dagli spruzzi che ci sommergono completamente mentre raggiungiamo il porto, ma una volta sbarcati il vento cala drasticamente e riappare il sole ….. oserei dire: situazione “fantozziana”. Smonto tutto e scappo a casa, salto la seconda immersione e la notturna prevista stasera, ahimè ho già altri impegni.