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Relitto del Vervece

E’ da una settimana che il tuffo al relitto del Vervece è programmato, con tanto di evento pubblicato sui social …. ed in tanti siamo oggi in acqua. Il gommone è pieno fino al massimo della disponibilità consentita dall’A.M.P. Punta Campanella in zona A, il mare è calmo ma la temperatura dell’aria è torrida; alle 9 del mattino bisogna già passare a bagnare la la testa sotto la doccia del Punta Campanella Diving prima di saltare in gommone.  

Raggiungiamo il punto stabilito divisi in tre gruppi: Gianluigi e Vittoria accompagneranno alcuni sub scendendo sull relitto e proseguiranno verso lo scoglio del Vervece, dove il secondo gruppo guidato da Lisa inizierà la sua immersione, il terzo gruppo, composto da me medesimo e la mia fotocamera, resterà sul relitto per effettuare una immersione “quadra”. 

La corrente muove tanto particolato nella colonna d’acqua ma la visibilità è comunque accettabile, in grado da far distinguere chiaramente la sagoma del cargo dall’alto. Scendo lungo la sagola e raggiungo la zona poppiera ed attendo l’arrivo dei subacquei. Li lascio sfilare e mi sposto verso la parte sovrastante, per poi entrare all’interno della stiva dove a dritta si vede un grande foro sulla chiglia. L’interno della stiva è ricoperto da spugne, mentre migliaia di castagnole rosa si muovono tra le lamiere. Avevo portato con me un terzo flash per realizzare qualche scatto più creativo, ma senza collaborazione ho desistito. Raggiungo la prua del cargo, quando i miei amici hanno da tempo iniziato lo spostamento verso l’isolotto, mi trattengo qualche altro minuto e prima di risalire vado a scattare una foto ad una grande spugna che avevo visto durante la discesa. Non resta che effettuare la lunga decompressione ed attendere vicino al pallone segna-sub che i miei amici mi vengano a recuperare, leggermente preoccupato dal vedere sfrecciare, incuranti dei divieti, numerosi “pirati del mare” all’interno delle boe che delimitano la zona A. 

Rientrato al diving mi accorgo di avere un foro nella sacca del GAV che prontamente Gianluigi mi ripara prima di uscire in mare di nuovo per andare alla grotta di Mitigliano. Saluto il folto gruppo e torno a casa, oggi sono soddisfatto e non mi pesa saltare un’immersione. Torno a casa e posata la fotocamera, torno al mare raggiungendo la famiglia in spiaggia dove, tra un bagno e l’altro, ho il tempo di guardare con l’iPad sia la gara di MotoGp che quella di F1. 

Vervece con Edoardo

Imprevisto è qualcosa d’imponderabile, che può avere accezione negativa o positiva …. la giornata odierna è stata un susseguirsi di imprevisti … negativi e positivi. Così mi sono ritrovato a non riuscire a raggiungere Napoli per lavoro come programmato, bloccato a risolvere alcune questioni in terra stabiese. Mentre sono in procinto di spostarmi squilla il telefonino, è Edoardo che mi chiama da Napoli. Mi dice che sta partendo in gommone dal porto di Baia per accompagnare dei clienti a fare immersione allo scoglio del Vervece. Ha più di un’ora di navigazione per arrivare al Punta Campanella Diving di Massa Lubrense e si chiedeva se facessi in tempo a raggiungerlo. La fortuna ha voluto che io fossi ancora a Castellammare di Stabia, quindi non troppo distante da casa e dal diving per poterlo raggiungere. Così ho avuto il tempo di rientrare a casa a preparare la fotocamera, a cambiare l’obiettivo e l’oblò e dopo poco ero sullo scooter in direzione di Marina della Lobra. Edoardo è già pronto ed attende la mia vestizione, subito ripartiamo con il gommone per raggiungere lo scoglio del Vervece. C’è un poco di maestrale e leggera onda che si sente anche nei primi metri d’acqua. La visibilità non è ottimale a causa della bassa penetrazione della luce in acqua con il sole basso del tardo pomeriggio. Raggiungiamo la grande spugna gialla Axinella a -47 metri e stento a riconoscerla. Le sue dimensioni sono notevolmente ridotte, lo scorso anno avevamo notato che la spugna si era abbattuta verso il basso “tagliata” alla base sa una lenza di pescatori di frodo che entrano all’interno della zona A dell’A.M.P. Punta Campanella per pescare illegalmente al suo interno. La parte superiore (e più cospicua) deve essersi staccata dalla restante parte ed svanita. Sicuramente sarà andata incontro al deperimento non essendo più ancorata al substrato su cui giaceva da  decenni. Anche la parte restante sembra deperita e coperta di alghe filamentose. Lo sconforto è massimo così come vedere alcune gorgonie giá ricoperte di mucillagine. L’immersione prosegue come al solito tra cernie, saraghi, barracuda, murene e milioni di castagnole. Tra le gorgonie gialle trovo una lenza impigliata da poco tempo, segno che la pesca continua nonostante i divieti.  Dopo la decompressione, non resta che rientrare al diving per un selfie ricordo con Edo ed una birra ghiacciata. Grazie Edo per avermi fatto concludere alla grande la giornata!

Punta Campanella e Vervece con Marco Cesaroni

La delusione è cocente e dura da digerire, l’ennesima finale persa dalla Juve suona ancora come una enorme beffarda maledizione. L’unica soluzione valida per mitigare la tristezza è fare un carico extralarge del mio mare! Così di buon mattino mi sono recato a Marina della Lobra dove mi attendono Gianluigi, Lisa, Rosy e Vittoria del Punta Campanella Diving. Oltre al mitico Virgilio è presente anche l’amico Marco Cesaroni, grande istruttore subacqueo, con il suo allievo Antonio. La giornata è splendida ed il mare ancora calmo, non ancora agitato dai motoscafi. Raggiungiamo Punta Campanella per il primo tuffo. L’acqua è bella limpida e Gianluigi ci accompagna al   grottino a -47 metri che si trova sul fondo. Entro per primo ed attendo l’ingresso di Marco ed Antonio, cercando di non sollevare troppo fango dal fondo, mentre fotografo i gamberi che si inoltrano nelle zone più buie della cavità. Lascio spazio a loro ed esco insieme a Gianluigi dirigendoci verso il faraglione. Qui una amara sorpresa …. ancora una volta, ampie zone della parete ricoperta dalle margherite di mare è stata da poco devastata dai pescatori di datteri di mare, i residui giacciono sul fondo destinati a morte in breve lasso di tempo. Ahimè i controlli non sono efficienti e le pene tali da scoraggiarne la pesca. Sono ormai rassegnato e penso che questa mia segnalazione sia ancora una volta inutile …..

Rientriamo a terra e dopo una pausa di superficie siamo pronti ad uscire di nuovo con direzione Scoglio del Vervece. Qui l’acqua è leggermente più torbida, ma assolutamente godibile per una bella immersione. Scendiamo lungo il pendio in direzione delle gorgonie rosse, non mi spingo troppo in giù essendo alla seconda immersione e costeggio la parete il cerca del pesce san pietro visto la scorsa settimana. Arrivo fino al massone con lo spirografo senza vederlo, in compenso si fanno ammirare tre belle cernie ed i soliti barracuda, più radi del solito ma tutti esemplari di grandi dimensioni. Solo il tempo ancora di una visita alla tana della murena ed al buchetto con le margherite di mare e l’immersione è terminata. Non resta che tornare a terra e proseguire con la giornata di mare con la mia famiglia che nel frattempo è scesa in spiaggia a Sorrento. 

Scoglio Penna e Vervece con Punta Campanella Diving

60 giorni possono essere interminabili e tali sono stati per me, fermo ai box dopo un periodo di convalescenza a seguito di un intervento ricostruttivo odontoiatrico. Solo dopo aver ricevuto l’ok dal mio dentista “Rino”, oggi sono potuto tornare in acqua per inaugurare la stagione estiva al Punta Campanella Diving Center.  L’attrezzature è da due settimane al diving ma la situazione clinica non mi consentiva di immergermi, è stato così semplicissimo raggiungere il porto di Marina della Lobra con lo scooter armato della sola fotocamera. C’è un bel sole ma c’è anche vento abbastanza teso. L’appuntamento era da non perdere perché oggi è prevista un’uscita dell’Associazione Jacques Cousteau capitanata da Nicola ed Antonella a cui si aggiungono Linda ed altri simpatici subacquei. Partiamo con il gommone alla volta dello Scoglio Penna dove ormeggiamo alla boa sommersa. C’è corrente abbastanza sostenuta e siamo costretti a raggiungere lo scoglio scendendo lungo la gomena di ormeggio e sorvolando il fondo. Il gruppo si avvia verso la punta dove ci sono i barracuda ma l’avanzamento è difficoltoso. Decido così di sganciarmi da loro e di tagliare il percorso passando attraverso il foro presente tra i due scoglioni per raggiungere più rapidamente la parete esterna con le gorgonie rosse. La visibilità è buona ma non entusiasmante. L’immersione prosegue senza grandi sussulti, decido così di attendere il rientro dei miei amici nello stretto buco di passaggio. Una volta passati tutti, mentre siamo pronti a risalire, Linda mi segnala la presenza di un polpo sulla parete che si sta muovendo verso la superficie in cerca di prede nella schiuma delle onde. Lo osservo risalire sempre più fino a fermarsi a pelo d’acqua, lo vedo anche fuoriuscire all’esterno scoperto dal cavo dell’onda. Ho gli ultimi minuti di deco da smaltire e lo osservo sperando che non vada via. Quando finalmente posso risalire in superficie mi avvicino ed inizio a scattare a raffica, fin quando non fugge via sotto gli occhi spalancati miei e dei miei amici. Risaliamo e finalmente facciamo un selfie prima di tornare a bordo. Rientriamo al diving verso le 12:00 e dopo una lunga pausa per attendere l’arrivo di alcuni clienti per l’immersione pomeridiana, approfitto per mangiare un panino in compagnia di Gennaro.

Alle 14:30 iniziamo di nuovo le operazioni di vestizione per uscire con direzione Scoglio del Vervece. Il vento è aumentato ed anche il mare. Raggiungiamo la boa di ormeggio e Vittoria si tuffa ancora per ormeggiare. Lisa è pronta con il resto della “truppa” e si tuffa dopo che tutti sono entrati in acqua per chiudere il gruppo. Faccio da apripista come al solito e mi dirigo verso le gorgonie rosse. Lascio il gruppo tra i grandi ventagli di Paramuricea e risalgo un poco in direzione dei massoni che si trovano in direzione di Capri. Lungo il pendio, quasi invisibile, la pinna dorsale del Pesce San Pietro fuoriesce dalle alghe che ricoprono il fondo. Mi avvicino aspettando già la pronta risposta del pinnuto. Puntualmente il pesce inizia a spostarsi tenendosi a debita distanza dalla cupola del mio scafandro. Eseguo qualche scatto inseguendolo, ma l’impresa è vana. Ancora una volta mi è sfuggito, di giorno resta un soggetto molto difficile da avvicinare, al contrario della notte.  

Raggiungo quindi i massoni e sotto di esso scorgo una bella corvina, in questo posto non ne vedevo da anni! La mostro a Vittoria e proseguo, ne incontro una seconda prima di imbattermi nel branco di barracuda che solitamente staziona sulla punta “terrestre” dello scoglio. Continuo ancora per raggiungere la statua della Madonna e per controllare la condizione delle telecamere di sorveglianza posizionate sul pianoro a -12 metri. Come ampiamente prevedibile, sono completamente “bio-ricoperte”, incrostate al punto da non essere assolutamente utilizzabili. La loro inutile installazione mi ha molto sorpreso, il mare invece non lo ha fatto, prendendone possesso come previsto. Ne sarà contento solo il responsabile della manutenzione che si è guadagnato un lavoro assicurato a vita! Mostro ai miei amici anche la tana delle murene ed il piccolo buco fortunatamente scampato al massacro compiuto alcuni anni fa ad opera dei pescatori di datteri. Il Vervece da allora è cambiato completamente, non è più quello che ho ammirato per decenni e non penso potrà più ritornare all’antico splendore. Risaliamo a fatica in gommone a causa del moto ondoso che è aumentato durante la nostra permanenza in acqua.  Rientrati a terra inizio rapidamente a sciacquare tutta l’attrezzatura, fotocamera compresa, per tornare subito a casa dai miei familiari, dopo una bellissima giornata di mare trascorsa con le mie amiche Rosy, Lisa e Vittoria del Punta Campanella Diving Center. 

Vervece con Punta Campanella Diving

“… latte, pane, burro, farina, zucchero. OK, preso tutto, posso andare alla cassa”.  Pochi minuti dopo sono già sullo scooter con direzione Massa Lubrense, dopo esser passato per casa a lasciare la spesa e prendere fotocamera e muta stagna. La giornata è soleggiata ma la temperatura è autunnale. Raggiungo il diving con cinque minuti di ritardo sull’appuntamento. I ragazzi sono quasi pronti, aspettavano il mio arrivo! Sono sveltissimo nell’assemblare la fotocamera Nikon D7200 + 105 mm e inizio a vestirmi, la bombola la preparo direttamente a bordo. Pochissimi minuti di navigazione e siamo già arrivati allo … (non avevo nemmeno chiesto dove saremmo andati) … Scoglio del Vervece.

Mi tuffo anticipando il gruppo capitanato da Gianluigi, scendo lungo la boa di ormeggio in un’acqua verde bottiglia a causa delle intense piogge dei giorni scorsi. La visibilità non migliora di molto in profondità. Sul pianoro roccioso, ormai completamente coperto da Caulerpa racemosa, a 30 metri di profondità, un enorme scorfano rosso resta immobile, incurante delle mie “attenzioni”. Proseguo verso le gorgonie rosse dove nel frattempo è sopraggiunto il gruppo di sub, trascorro poco tempo con loro e risalgo lungo la parete, il computer subacqueo mi segnala già alcuni minuti di decompressione. Mi trattengo quindi lungo la parete verticale ad ammirare le giovani castagnole rosse che nuotano tra le gorgonie e le margherite di mare. Infine raggiungo la spacca a pochi metri d’acqua dove incontro due murene. Scatto anche qualche immagine con lo snoot ma le operazioni sono complesse a causa della leggera onda di risacca che residua da ieri. E’ trascorsa quasi un’ora quando odo il rombo del motore … è il segnale che sono tutti a bordo e bisogna risalire. Immediatamente saluto le due murene e risalgo in gommone. Giusto il tempo di sistemare l’attrezzatura al diving e sono di nuovo sullo scooter. Quando rientro a casa, in largo anticipo rispetto al solito, mia moglie resta sorpresa, chiedendomi: “Cosa è successo?  Non siete usciti in mare?”

 

Tunnel dell’Isca con Punta Campanella Diving

Giugno è ormai arrivato, bisogna quindi completare il cambio di stagione, sostituendo gli abiti invernali con quelli estivi … così ho riposto in garage la muta stagna ed ho preso quella umida da 5mm!

Appuntamento alle 8:00 al Punta Campanella Diving Center, oggi sono previste 5 immersioni e data la grande affluenza, stamane si inizia prima del solito. Quando raggiungo il diving è già tutto pronto, mentre Gianluigi è intento ad ultimare il briefing sull’immersione che faremo al Tunnel dell’Isca, Rosy e le altre girls del Punta Campanella Diving (Vittoria, Lisa e la new entry Claudia) provvedono ad assistere i clienti nella vestizione. Siamo pronti e salpiamo con mare calmo, solo un leggero vento freddo ci accoglie quando doppiamo Punta Campanella. Raggiungiamo lo scoglio dell’Isca e ci tuffiamo nei pressi dell’ingresso Nord del tunnel sottomarino. Come di consueto, sono il primo ad entrare, iniziando a scattare qualche immagine prima che sopraggiungano i sub. La visibilità dell’acqua non è ottimale per le immagini che ho in mente di realizzare, ma comunque gradevolissima per ammirare le bellezze di questa cavità sottomarina. Mentre il gruppo sfila davanti al mio oblò emisferico dirigendosi alla grotta che si trova sul lato Sud dello scoglio, mi trattengo nel tunnel, andando a riesplorare alcune cavità che solitamente trascuro quando effettuo la “classica” immersione che prevede la visita della grotta.

Le tante aperture che si aprono nella roccia formano una scenografia  magnifica, le pareti sono completamente ricoperte di Astroides calycularis e di spugne. Nei pressi delle aperture stazionano alcune centinaia di saraghi fasciati che si muovono lentamente nonostante la presenza dei subacquei. Quando i sub fanno ritorno nel tunnel capisco che è l’ora di tornare in superficie. Il rientro al diving è rapidissimo così alle 11.00 la squadra è già pronta per un nuovo tuffo. Saluto Gianluigi “beato tra le donne” e torno a casa per andare al mare con la famiglia, ma è solo un arrivederci, stasera sarò di nuovo in acqua per una bella immersione notturna.

Vervece e Puolo – immersione notturna

Un violento temporale mi sveglia alle 7:00 con il suo intenso fragore. Mi alzo e dopo aver fatto colazione, mi metto a lavorare al pc per sistemare le foto del viaggio alle Maldive. All’improvviso, il monitor si spegne, il  black out che durerà fino alle 10:45 mi blocca in tutto. Alle 9:00 ricevo una telefonata da Mimmo che mi chiede informazioni sulla giornata di monitoraggio dei fondali organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. Non essendo in sintonia con le informazioni ricevute dal Prof., telefono prontamente a Rosa Linda Testa per avere dettagli precisi. Scopro con grande sorpresa di dover coprire il mio turno insieme ad altri amici, nel pomeriggio e in notturna. Preparo la fotocamera e raggiungo con lo scooter Massa Lubrense che nel frattempo si è liberata dalle nuvole ed è illuminata dal sole. Il vento di scirocco poi, ha spianato e pulito il mare sotto costa. Quando arrivo al diving incontro il mio amico fotosub Pietro Formis insieme agli amici del circolo Jaques Cousteau che rientrano dalla loro immersione al Vervece. Li attendiamo nella svestizione per poi andare a mangiare qualcosa al ristorante sopra il porto. Qui ci attardiamo a tavola ma alle 16:00 siamo pronti per scendere in acqua. Da Napoli è sopraggiunto anche Guido Villani che scenderà con me al Vervece in pomeridiana. L’acqua è limpida e c’è molto pesce in giro, tante cernie, saraghi fasciati e maggiori, murene, occhiate, castagnole rosse e nere, donzelle e labridi, bavose e cerchie, stranamente sono pochi i barracuda, solo piccoli esemplari, ma molto confidenti con i sub. Mentre eseguo la decompressione, tre grandi orate volteggiano sotto di me in cerca di cibo sollevatole dalle mie pinne. Quando rientriamo al diving anche Mimmo Roscigno ci ha raggiunto per il tuffo notturno a Puolo. Ritorno a casa a cambiare obiettivo, posando il Micro Nikkor 105 mm per passare al Nikon 10.5 mm con il Microdome di Isotta Isotecnic.

Approfitto per rilassarmi un poco con i mie nipoti sfidandoli alla Playstation, ceno brevemente con loro e ritorno al diving con lo scooter per la notturna ….. Usciamo di nuovo con direzione Baia di Puolo con il gommone. Questa volta accompagnerò Pietro Formis in giro sul sabbione in cerca di soggetti, mentre Edo si dirige in profondità, Guido e Mimmo si mantengono in acque basse. L’acqua è limpida anche qui nonostante il temporale di questa mattina. Scendiamo sul dolce pendio sabbioso ed incontriamo un gronchetto che si lascia fotografare sorprendentemente senza fuggire. Ad un tratto mostro a Pietro una seppia ed un polpo vicini tra loro. Mentre segnalo la coppia al mio amico, perdo l’attimo per immortalare l’agguato fulmineo del polpo ai danni della seppia. Il duello si protrae a lungo, con la seppia ormai sottomessa e spacciata …. la sua serata però è fortunata poiché i nostri ripetuti flash alla fine disturbano il polpo, lasciandolo privo della sua grossa preda!

Proseguo in cerca dell’Alicia mirabilis, ma questa sera non ne vedo nemmeno una. Peccato, fortuna non mancano i paguri con le attinie simbionti ed i pesci lucertola. Quando siamo ormai sotto la barca Pietro mi mostra un bellissimo gasteropode, che striscia velocemente tra la roccia e la sabbia.

Rientrati al diving soddisfatti per l’insolito incontro,  saluto tutti e rientro a casa con lo scooter, faticando non poco a seguire “sveglio” le tortuose curve che mi portano a casa!

Massa Lubrense – Immersione notturna con Edo e Mimmo

Continuano le sortite notturne, questa volta in un posto non ben specificato, all’interno dell’A.M.P. Punta Campanella, al termine di una lunga giornatata lavorativa condita anche dall’affiancamento del mio capo. Mi ritrovo con i mie amici fotosub Edoardo e Mimmo, al Punta Campanella Diving Center per un tuffo “privato”.

Attendiamo le 21:00 e raggiungiamo il nostro posto con Ivo che ci aspetta in gommone. La serata è bellissima e calda,  mentre l’acqua in profondità è molto fredda ma limpidissima. Quasi subito trovo ancora un gamberetto nel crinoide, lo fotografo con calma, poi mi sposto e osservo Mimmo fotografare una bavosa ocellata, non lo disturbo e proseguo. Sul pendio durante la risalita incontro in bel capone ubriaco, mi avvicino per effettuare alcuni scatti frontali, ma all’improvviso schizza via allontanandosi nel nero della notte. Risalgo in cerca di acqua più calda e guardando ancora nei crinoidi  trovo un altro gamberetto. L’aria è terminata e devo risalire. Pazientemente attendo il rientro dei miei compagni in gommone. Appena messo i piedi a terra, risalgo sullo scooter e torno immediatamente a casa a dormire, domani la sveglia suona alle 6:15. Ancora una volta una bellissima serata trascorsa in mare!

Liberazione Tartarughe

A volte accade di avere un richiamo improvviso per una persona, che non senti da molto tempo … però i potenti mezzi “social” ti consentono  in un attimo di entrare in contatto con quella stessa persona e di riceverne immediatamente le notizie …. attese!

Domenica, dopo essere stato in mare con la famiglia, mentre scaricavo le foto al computer, pensavo all’itinerario che avrei percorso per lavoro l’indomani a Napoli, in zona lungomare Caracciolo e mi è balzato alla mente il mio amico Fulvio Maffucci, che lavora al Turtle Point della Stazione Zoologica Anthon Dohrn. Contestualmente gli ho inviato un messaggino per salutarlo e per chiedergli di informarmi su eventuali liberazioni di testuggini in mare, visto che precedentemente non mi era stato possibile aderire ad un suo invito. La sua sollecita risposta mi coglie di sorpresa: “Caro Marco, martedì nel tardo pomeriggio liberiamo 5 tartarughe a Piano di Sorrento, in collaborazione con l’A.M.P. Punta Campanella e il Punta Campanella Diving Center, fammi sapere se riesci a venire così ci scatti qualche bella foto”. Rispondo immediatamente sperando di fare in tempo a raggiungerli.

Mentalmente inizio a pianificare la cosa, preparo in anticipo la fotocamera con il Sigma 15 mm e l’oblò più grande per scattare al meglio le foto a mezz’acqua. Poi non resta che sperare di terminare la giornata lavorativa in tempo …

Quando finalmente mi sono ritrovato al porto con i ragazzini che sommergevano di domande Fulvio ed il suo entourage, mi sono sentito felice come loro, non vedevo l’ora di scendere in acqua per ammirarle.

Dopo una lunga navigazione per raggiungere il largo fuori la Punta del Capo, allontanandosi dalle rotte degli scafi che transitano numerosi nel golfo, finalmente si procede alla liberazione della più piccola di esse. Il suo scatto è fulmineo, mi coglie alquanto impreparato anche per i settaggi della fotocamera. Da una seconda barca già sono pronti a rilasciarne un’altra … a stento faccio in tempo a scattare che è già lontanissima. A tal punto chiedo un time-out … invitando a coordinarci meglio nelle operazioni … cambio setup della fotocamera e mi piazzo sotto la barca proprio di fronte al grosso rettile, smanioso di riguadagnare l’acqua. E’ così che finalmente riesco a catturare una buona immagine, prima di vederla sparire nell’acqua scura del pomeriggio. Così procediamo anche per le altre due, finché soddisfatti, risaliamo a bordo del gommone per tornare a terra dove, davanti ad una bibita, programmiamo le future iniziative. Grazie caro Fulvio per avermi regalato questo indimenticabile pomeriggio.

Vervece

Dopo un continuo scambio di messaggi su WhatsApp con il mio amico Rosario, apprendo in tarda serata che il suo programma di venire ad immergersi al Vervece oggi sfuma inesorabilmente. Il meteo è stato buono tutta la settimana, per guastarsi puntualmente nel weekend. Ho preparato tutto, anche la muta umida e scendo con lo scooter a Massa Lubrense dove l’attività del Punta Campanella Diving Center è in pieno fermento. Preparo l’attrezzatura e saliamo a bordo del gommone insieme ad alcuni subacquei stranieri. Raggiungiamo lo scoglio e mi tuffo quasi subito insieme a “Nonno Virgilio” con la mia Nikon D800e ed il micro nikkor 105 mm, per provare i nuovi bracci snodati Flexarm della Tuboflex. L’acqua è torbida a causa dell’intensa pioggia di ieri ed il mare ancora mosso con onda lunga che si avverte anche a 10 metri di profondità.

Vado subito in cerca del raro todo fischietto che ho visto l’ultima volta qui, per fotografarlo con la lente macro. Eseguo un largo giro sorvolando le gorgonie rosse dove l’avevo avvistato, poi proseguo risalendo di qualche metro, fino a raggiungere una spacca orizzontale con delle gorgonie gialle dal quale vedo fuoriuscire il roseo pinnuto. Dall’emozione quasi sbaglio a fotografarlo, poi finalmente riesco a coglierne anche qualche particolare. Risalgo soddisfatto in cerca della murena con i gamberi che solitamente riposa nel suo buco a pochi metri d’acqua. Ahimé ci sono i gamberetti, ma niente murena. Proseguo quindi sul pianoro dove giace la statua della Madonna e mi fermo a fotografare le donzelle ed i saraghi che gironzolano abbondanti intorno a me. Infine termino l’immersione eseguendo qualche prova in supermacro con la lente Subsee +10. E’ qui che i braccetti esprimono tutto il loro enorme potenziale, consentendo delle piccole e fluide regolazioni dei flash in grado di assicurare in ogni momento la giusta illuminazione. Soddisfatto me ne risalgo a bordo, con tutto l’equipaggio che mi attende impaziente per rientrare a terra. Un immenso grazie agli amici del Punta Campanella Diving Center che ancora una volta dimostrano la grande sensibilità e pazienza nell’accudire  noi fotografi subacquei, è proprio per questo che viene annoverato tra le eccellenze tra i Diving Photographers Friendly.