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20 Gennaio 2008 Banco S. Croce

Domenica piena di sole, il mare è un’olio, proprio il giorno adatto per bagnare il 2008!
Appuntamento al porto di Castellammare di Stabia con gli amici Raffaele e Pasquale del BIKINI DIVING. Il gommone è pronto in banchina mentre ci prepariamo sul molo S. Gennaro per andare al Banco di S. Croce. La navigazione procede velocissima verso il punto d’immersione, dove aspettiamo che alcuni sub escano dall’acqua per immergerci. L’acqua è fredda e la visibilità non ottimale ma sufficiente per farci raggiungere gli scogli di “terra” partendo dalla secca principale. A guidare il gruppo, l’esperto Franco, seguito da Michele e da sua moglie. Il resto del gruppo si mantiene sulla secca principale e precorre il giro classico compreso l’attraversamento della grotta. Raggiungiamo il passaggio tra gli scogli e proseguiamo in senso antiorario. Le gorgonie sono aperte e con grandi ventagli, in una grottina trovo un ghiozzo boccarossa che si lascia avvicinare e fotografare. Tra le spugne e le gorgonie abbondano i labridi e nelle spaccature si nascondono alcuni saraghi di medie dimensioni. Completiamo il giro dello scoglio e rientriamo verso la secca principale e dove raggiungiamo il resto del gruppo. Sulle paramuricee abbondano le uova di gattuccio, nei pressi della grotta una bella cernia si nasconde nella sua tana in attesa di uscire quando la situazione sarà più tranquilla. In risalita uno spirografo si lascia fotografare mentre ondeggia in corrente; la deco fortunatamente non è lunga e dopo poco siamo tutti in gommone a goderci il sole ed un goccio di thè.

30 dicembre 2008 Fossa Papa

Domenica mattina, ore 945 tutti pronti in banchina per fare l’ultima immersione dell’anno. Stamattina al timone della Ligeia c’è Lucia. Il comandante Mario si sta godendo qualche giorno di riposo. Partiamo in direzione Fossa Papa, durante la navigazione il neo comandante avvista un oggetto galleggiante e ci avvisa …  sorpresa è un bellissimo esemplare di Pesce Luna, Mola mola. L’animale si inabissa subito e non è più possibile osservare la sua ondeggiante andatura con la pinna dorsale che fuoriesce dall’acqua. L’apparizione è stata così inattesa e fugace che fotografarlo è stato impossibile. Proseguiamo sconsolati verso il punto d’immersione prestabilito, ci vestiamo al largo della cala e poi, appena tutti sono pronti, ci avviciniamo per tuffarci in acqua. Salto per primo insieme a Roberto e ci avviamo lungo il promontorio subacqueo che parte dall’insenatura di Fossa Papa. Dietro di noi, due nuovi amici dalle mute fluorescenti Riccardo e Raffaele, infine Mariangela con due giovani brevettati insieme al loro papà. Sul fondo sono presenti numerose Pinna Nobilis di notevoli dimensioni, oltre ad una grande quantità di ricci e stelle marine. Negli anfratti della parete, perchie, castagnole e guarracini rosa, decine di donzelle ed altri labridi. Qui troviamo solo gorgonie gialle, tra cui riposa in attesa di qualche boccone prelibato un Serranus scriba.
Sul fondo Roberto mi mostra uno scorfano rosso dalla livrea screziata di giallo. Siamo a -42 mt e da qui risaliamo entrando in una grossa fenditura in cui troviamo una famiglia numerosa di Apogon imberbis e un’Antedon mediterranea rossa ed uno spirografo che si staglia nel blu. Proseguiamo lungo la parete che porta verso la Cala di Mitigliano sorvolando alcune zone con Posidonia oceanica, tra le foglie si scorge ul buffo Tordo musolungo. L’acqua è limpida, il sole alto e migliaia di riflessi si scorgono voltando lo sguardo in alto verso la superficie. Qui incontro uno scorfano nero Scorpaena porcus e poi una bella Muraena helena con un gamberetto pulitore sulla testa. Mi avvicino e scatto altre foto poi uno slancio fulmineo e la murena fugge a distanza. La ritrovo qualche metro più in su nascosta in una piccola fessura della roccia ma ancora completamente visibile per intero ma … minacciosa più che mai.
Intanto i nostri amici psichedelici passeggiano dietro di noi alla ricerca di qualcosa, ma ovviamente i furbi pinnuti si tengono a loro debita distanza. E’ ormai deco-time e quindi ci fermiano a -5 mt per alcuni minuti, osserviamo una bella bavosa ruggine Blennius gattoruggineappoggiata sulla roccia tra le margherite di mare Astroides calycularis. Roberto finalmente tira fuori dalla tasca del suo GAV una bottiglia di spumante, la stappiamo e via con il brindisi di fine 2007!!! A bordo la festa prosegue e aprimamo tutti insieme altro spumante per augurare un 2008 ricco di immersioni!!!

30 Dicembre 2007 Fossa Papa

Domenica mattina, ore 945 tutti pronti in banchina per fare l’ultima immersione dell’anno. Stamattina al timone della Ligeia c’è Lucia. Il comandante Mario si sta godendo qualche giorno di riposo. Partiamo in direzione Fossa Papa, durante la navigazione il neo comandante avvista un oggetto galleggiante e ci avvisa … sorpresa è un bellissimo esemplare di Pesce Luna, Mola mola. L’animale si inabissa subito e non è più possibile osservare la sua ondeggiante andatura con la pinna dorsale che fuoriesce dall’acqua. L’apparizione è stata così inattesa e fugace che fotografarlo è stato impossibile. Proseguiamo sconsolati verso il punto d’immersione prestabilito, ci vestiamo al largo della cala e poi, appena tutti sono pronti, ci avviciniamo per tuffarci in acqua. Salto per primo insieme a Roberto e ci avviamo lungo il promontorio subacqueo che parte dall’insenatura di Fossa Papa. Dietro di noi, due nuovi amici dalle mute fluorescenti Riccardo e Raffaele, infine Mariangela con due giovani brevettati insieme al loro papà. Sul fondo sono presenti numerose Pinna Nobilis di notevoli dimensioni, oltre ad una grande quantità di ricci e stelle marine. Negli anfratti della parete, perchie, castagnole e guarracini rosa, decine di donzelle ed altri labridi. Qui troviamo solo gorgonie gialle, tra cui riposa in attesa di qualche boccone prelibato un Serranus scriba.
Sul fondo Roberto mi mostra uno scorfano rosso dalla livrea screziata di giallo. Siamo a -42 mt e da qui risaliamo entrando in una grossa fenditura in cui troviamo una famiglia numerosa di Apogon imberbis e un’Antedon mediterranea rossa ed uno spirografo che si staglia nel blu. Proseguiamo lungo la parete che porta verso la Cala di Mitigliano sorvolando alcune zone con Posidonia oceanica, tra le foglie si scorge ul buffo Tordo musolungo. L’acqua è limpida, il sole alto e migliaia di riflessi si scorgono voltando lo sguardo in alto verso la superficie. Qui incontro uno scorfano nero Scorpaena porcus e poi una bella Muraena helena con un gamberetto pulitore sulla testa. Mi avvicino e scatto altre foto poi uno slancio fulmineo e la murena fugge a distanza. La ritrovo qualche metro più in su nascosta in una piccola fessura della roccia ma ancora completamente visibile per intero ma … minacciosa più che mai.
Intanto i nostri amici psichedelici passeggiano dietro di noi alla ricerca di qualcosa, ma ovviamente i furbi pinnuti si tengono a loro debita distanza. E’ ormai deco-time e quindi ci fermiano a -5 mt per alcuni minuti, osserviamo una bella bavosa ruggine Blennius gattoruggine appoggiata sulla roccia tra le margherite di mare Astroides calycularis. Roberto finalmente tira fuori dalla tasca del suo GAV una bottiglia di spumante, la stappiamo e via con il brindisi di fine 2007!!! A bordo la festa prosegue e aprimamo tutti insieme altro spumante per augurare un 2008 ricco di immersioni!!!

28 dicembre 2007 Banco S.Croce

Venerdì mattina, ore 930 al porto per andare a Capri, giornata soleggiata mare calmo. In banchina mi attende Mariangela insieme a Fabio e Gianni. Siamo già tutti presenti e possiamo partire in anticipo. Ci sono state alcune defezioni del gruppo storico: Giogiò, Roberto e Gigi hanno ben pensato di riposare dopo le “fatiche” di questi giorni natalizi!   Cambiamo itinerario e ci dirigiamo verso il Banco di S. Croce dove, a causa del sole in controluce, perdiamo qualche minuto per controllare le mire a terra che segnalano la secca.   Fabio si tuffa e assicura la barca alla boa sommersa, lo raggiungiamo in sequenza. L’acqua è abbastanza limpida, una leggera corrente non disturba le nostre pinneggiate. Iniziamo il giro dalla parte sud mantenendo la parete alla nostra destra, scendiamo a -40 m proseguiamo tra le Paramuricee, quasi subito incontriamo una grossa Cernia che si intana appena ci avvista. Anche questa volta non sono riuscito a fotografarla, eppure è sempre lì davanti alla sua tana!   Proseguiamo e raggiungiamo la zona dove c’è una piccola oasi di Gerardia savaglia. Scatto alcune immagini in controluce e proseguo verso la parte est della secca per poi svoltare ed infilarmi sotto alla rientranza della roccia dove pendono le Paramuriceee con i ventagli in corrente. Qui è pieno di spugne di ogni colore e una bella Bispira volutacornis di chiude rapidamente disturbata dal lampo del flash.

Risalgo poi in prossimità della grotta che attraversa la secca e mi fermo a scattare alcune immagini ad una spugna a candelabro, l’Axinella cannabina, alta circa 30 cm.

L’immersione volge al termine, ma c’è ancora da vedere la distesa di Parazoanthus axinellae che ricopre uno spuntone di roccia a circa -10 mt. La deco questa volta è lunga e i minuti passano ripensando al cernione che ancora una volta mi ha beffato. In barca ci godiamo il sole che garantisce un rientro molto piacevole, accompagnato da un bel thè caldo che dopo l’immersione non guasta mai!

28 Dicembre 2007 Banco S. Croce

Venerdì mattina, ore 930 al porto per andare a Capri, giornata soleggiata mare calmo. In banchina mi attende Mariangela insieme a Fabio e Gianni. Siamo già tutti presenti e possiamo partire in anticipo. Ci sono state alcune defezioni del gruppo storico: Giogiò, Roberto e Gigi hanno ben pensato di riposare dopo le “fatiche” di questi giorni natalizi!
Cambiamo itinerario e ci dirigiamo verso il Banco di S. Croce dove, a causa del sole in controluce, perdiamo qualche minuto per controllare le mire a terra che segnalano la secca.
Fabio si tuffa e assicura la barca alla boa sommersa, lo raggiungiamo in sequenza. L’acqua è abbastanza limpida, una leggera corrente non disturba le nostre pinneggiate. Iniziamo il giro dalla parte sud mantenendo la parete alla nostra destra, scendiamo a -40 m proseguiamo tra le Paramuricee, quasi subito incontriamo una grossa Cernia che si intana appena ci avvista. Anche questa volta non sono riuscito a fotografarla, eppure è sempre lì davanti alla sua tana! Proseguiamo e raggiungiamo la zona dove c’è una piccola oasi di Gerardia savaglia. Scatto alcune immagini in controluce e proseguo verso la parte est della secca per poi svoltare ed infilarmi sotto alla rientranza della roccia dove pendono le Paramuriceee con i ventagli in corrente. Qui è pieno di spugne di ogni colore e una bella Bispira volutacornis di chiude rapidamente disturbata dal lampo del flash.
Risalgo poi in prossimità della grotta che attraversa la secca e mi fermo a scattare alcune immagini ad una spugna a candelabro, l’Axinella cannabina, alta circa 30 cm.
L’immersione volge al termine, ma c’è ancora da vedere la distesa di Parazoanthus axinellae che ricopre uno spuntone di roccia a circa -10 mt. La deco questa volta è lunga e i minuti passano ripensando al cernione che ancora una volta mi ha beffato. In barca ci godiamo il sole che garantisce un rientro molto piacevole, accompagnato da un bel thè caldo che dopo l’immersione non guasta mai!

26 dicembre 2007 Scoglio Penna

Stamattina la sveglia è faticosa, reduci dal cenone natalizio, ma la giornata è soleggiata ed il mare calmo. Sistemo la muta nella sacca, chiudo la fotocamera nella sua custodia  prendo l’Aladin dall’armadietto e sono pronto a scendere al porto sul mio motorino. La strada è bagnata perchè stanotte è piovuto, in piazza controllo l’ora e … approfitto per scattare una foto all’albero di natale che troneggia di fronte al mare. Al porto incredibilmente tutti puntuali, alle dieci siamo già pronti a salpare, ma ecco una telefonata imprevista che ci invita ad attendere ancora qualche minuto in banchina l’amico Ferrante.
Si parte alla volta dello Scoglio Penna, la giornata ha cominciato ad annuvolarsi ma resta comunque il mare liscio come l’olio. La navigazione procede veloce e ci vede impegnati nei preparativi ed in alcune foto ricordo del gruppo degli irriducibili. Con noi oggi, capitanati da Mariangela, la padrona di bordo, ci sono alcuni amici di Agropoli in visita per la prima volta nei nostri mari.
Arrivati allo scoglio incrociamo un peschereccio che tira su le reti da posta, saltiamo in acqua uno dietro l’altro in prossimità della fenditura che divide a metà lo scoglio.
Rapido check in superficie e tutti giù a -6 mt dove c’è il buco passante che ci porta all’esterno dello scoglio. Le pareti sono ricche di Astroides e proprio nel passaggio ha stabilito la sua tana un bel polpo. Sorvoliamo senza fermarci, riservandoci di ripassare alla fine dell’immersione a vedere se gradisce essere fotografato! Incontriamo alcuni saraghi fasciati e subito raggiungiamo la foresta di gorgonie rosse a -35 mt, poco più su altre gorgonie, le Eunicella singularis muovono in corrente i rami dai polipi espansi. Tra i rami drgonie, alcuni labridi si lasciano fotografare così come dei grossi serranidi. Tra le fenditure della roccia non mancano alcuni timidi saraghi, che al primo pericolo si intanano sempre più per evitare qualsiasi inconveniente al cospetto dei subacquei! Guardo il computer e … sorpresa si è spento!! Recupero subito l’attenzione del mio compagno Roberto e gli segnalo l’inconveniente. E’ una vera disdetta!
Il gruppo si tiene compatto, Giovanni chiude la comitiva, segnalandoci un branco di barracuda mediterranei avvicinarsi alle nostre spalle. Approfitto per fare una foto ma il gruppo si è ormai diradato. Raggiungiamo il pianoro all’interno dello scoglio dove ci sono svariati massoni poggiati su di un fondale di -15 mt. Al di sotto di essi vedo una famigliola di corvine che subito guadagna l’oscurità. Non mi è possibile fare più di uno scatto e neanche decente! Fortuna che, alzando gli occhi, riesco a vedere una piccola aragosta nascosta nel suo buco, con le gialle antenne protese in avanti per difendersi da incontri indesiderati. La mostro a Roberto che è vicino a me e ci fermiamo alcuni minuti prima di iniziare la deco. Risaliamo al buco e torniamo all’appuntamento con il nostro amico polpo che riposa ancora nella sua tana.
Risaliamo in barca dove ancora ci attende un thè caldo e qualche pezzo di panettone!

26 Dicembre 2007 Scoglio Penna

Stamattina la sveglia è faticosa, reduci dal cenone natalizio, ma la giornata è soleggiata ed il mare calmo. Sistemo la muta nella sacca, chiudo la fotocamera nella sua custodia prendo l’Aladin dall’armadietto e sono pronto a scendere al porto sul mio motorino. La strada è bagnata perchè stanotte è piovuto, in piazza controllo l’ora e … approfitto per scattare una foto all’albero di natale che troneggia di fronte al mare. Al porto incredibilmente tutti puntuali, alle dieci siamo già pronti a salpare, ma ecco una telefonata imprevista che ci invita ad attendere ancora qualche minuto in banchina l’amico Ferrante.
Si parte alla volta dello Scoglio Penna, la giornata ha cominciato ad annuvolarsi ma resta comunque il mare liscio come l’olio. La navigazione procede veloce e ci vede impegnati nei preparativi ed in alcune foto ricordo del gruppo degli irriducibili. Con noi oggi, capitanati da Mariangela, la padrona di bordo, ci sono alcuni amici di Agropoli in visita per la prima volta nei nostri mari.
Arrivati allo scoglio incrociamo un peschereccio che tira su le reti da posta, saltiamo in acqua uno dietro l’altro in prossimità della fenditura che divide a metà lo scoglio.
Rapido check in superficie e tutti giù a -6 mt dove c’è il buco passante che ci porta all’esterno dello scoglio. Le pareti sono ricche di Astroides e proprio nel passaggio ha stabilito la sua tana un bel polpo. Sorvoliamo senza fermarci, riservandoci di ripassare alla fine dell’immersione a vedere se gradisce essere fotografato! Incontriamo alcuni saraghi fasciati e subito raggiungiamo la foresta di gorgonie rosse a -35 mt, poco più su altre gorgonie, le Eunicella singularis muovono in corrente i rami dai polipi espansi. Tra i rami drgonie, alcuni labridi si lasciano fotografare così come dei grossi serranidi. Tra le fenditure della roccia non mancano alcuni timidi saraghi, che al primo pericolo si intanano sempre più per evitare qualsiasi inconveniente al cospetto dei subacquei! Guardo il computer e … sorpresa si è spento!! Recupero subito l’attenzione del mio compagno Roberto e gli segnalo l’inconveniente. E’ una vera disdetta!
Il gruppo si tiene compatto, Giovanni chiude la comitiva, segnalandoci un branco di barracuda mediterranei avvicinarsi alle nostre spalle. Approfitto per fare una foto ma il gruppo si è ormai diradato. Raggiungiamo il pianoro all’interno dello scoglio dove ci sono svariati massoni poggiati su di un fondale di -15 mt. Al di sotto di essi vedo una famigliola di corvine che subito guadagna l’oscurità. Non mi è possibile fare più di uno scatto e neanche decente! Fortuna che, alzando gli occhi, riesco a vedere una piccola aragosta nascosta nel suo buco, con le gialle antenne protese in avanti per difendersi da incontri indesiderati. La mostro a Roberto che è vicino a me e ci fermiamo alcuni minuti prima di iniziare la deco. Risaliamo al buco e torniamo all’appuntamento con il nostro amico polpo che riposa ancora nella sua tana.
Risaliamo in barca dove ancora ci attende un thè caldo e qualche pezzo di panettone!

23 dicembre 2007 Punta Campanella

Dopo circa un mese di assenza dall’acqua causa impegni lavorativi a Milano, ecco finalmente una domenica dedicata al mare.
La giornata è nuvolosa ma la temperatura non è sgradevole. Al porto è in corso una gara di barche a vela radiocomandate, spinte dalla leggera brezza che tira.
Per la fretta ho dimenticato il mio Aladin Pro, ma non c’è problema, farò coppia con Roberto che mi terrà a vista per tutta l’immersione. Alle dieci siamo tutti pronti al porto di Sorrento per partire alla volta dello Scoglio Penna.
La navigazione procede tranquilla fino alla Punta Campanella, doppiato il promontorio il mare e la corrente si fanno sentire, decidiamo di cambiare itinerario e ci immergiamo sotto la Torre Saracena. Ci tuffiamo quasi tutti con le mute stagne, l’acqua è limpida, scendiamo subito verso i 30 metri dove trovo una bella Gorgonia gialla con alcune trasparenti Ascidie Clavelina attaccate tra i rami. Poco più avanti, Roberto mi mostra un grosso Scorfano rosso adagiato sul fondale in attesa di catturare gli avannotti di Anthias che sono abbondantissimi e gli volteggiano davanti al muso. Mi avvicino e scatto alcune immagini, prima che si allontani per un posto più sicuro.
Ci siamo attardati rispetto al gruppo e quindi, spinti dalla corrente a favore proseguiamo rapidamente verso il gruppo che è lontano fuori dalla nostra vista. Mentre nuotiamo, con la coda dell’occhio noto sul fondo la sagoma inconfondibile di uno Zeus faber, il Pesce San Pietro; subito mi dirigo in sua direzione segnalandolo a Roberto che mi segue repentinamente. Siamo sui -26 mt, lo raggiungo e subito scatto alcune foto a ripetizione, senza neanche controllare bene l’inquadratura e la messa a fuoco. Ho timore che di giorno si allontani, ed infatti così accade. Faccio segno al mio compagno di accerchiare il pesce per riuscirlo a fotografare meglio ma non riusciamo nell’operazione perchè ormai è spaventato e scappa via verso la superficie; lo seguo fino a -13 mt ma alla fine desisto, preoccupandomi delle conseguenze di una risalita troppo rapida. Che spettacolo, è la prima volta che mi capita di incontrarne uno di giorno! Effettivamente l’incontro è stato molto diverso dai tanti episodi notturni! Solitamente riesco a fotografarli in tutta tranquillità, aiutato dal fascio potente della torcia subacquea che lascia per qualche attimo l’animale come “ipnotizzato”.
Sorvoliamo una piccola oasi di Posidonia oceanica e questa volta raggiungiamo il gruppo capeggiato da Mariangela, senza ulteriori soste. L’immersione continua ancora per un poco ma, devo confessare, era già finita quando il San Pietro ci ha lasciati!
Rientro in barca dopo la canonica tappa di Deco, ad attenderci a bordo della Ligeia c’è Mario con il thermos con la cioccolata calda, con il pandoro, il panettone e lo spumante per il brindisi augurale natalizio!!!

23 Dicembre 2007 Punta Campanella

Dopo circa un mese di assenza dall’acqua causa impegni lavorativi a Milano, ecco finalmente una domenica dedicata al mare.
La giornata è nuvolosa ma la temperatura non è sgradevole. Al porto è in corso una gara di barche a vela radiocomandate, spinte dalla leggera brezza che tira.
Per la fretta ho dimenticato il mio Aladin Pro, ma non c’è problema, farò coppia con Roberto che mi terrà a vista per tutta l’immersione. Alle dieci siamo tutti pronti al porto di Sorrento per partire alla volta dello Scoglio Penna.
La navigazione procede tranquilla fino alla Punta Campanella, doppiato il promontorio il mare e la corrente si fanno sentire, decidiamo di cambiare itinerario e ci immergiamo sotto la Torre Saracena. Ci tuffiamo quasi tutti con le mute stagne, l’acqua è limpida, scendiamo subito verso i 30 metri dove trovo una bella Gorgonia gialla con alcune trasparenti Ascidie Clavelina attaccate tra i rami. Poco più avanti, Roberto mi mostra un grosso Scorfano rosso adagiato sul fondale in attesa di catturare gli avannotti di Anthias che sono abbondantissimi e gli volteggiano davanti al muso. Mi avvicino e scatto alcune immagini, prima che si allontani per un posto più sicuro.
Ci siamo attardati rispetto al gruppo e quindi, spinti dalla corrente a favore proseguiamo rapidamente verso il gruppo che è lontano fuori dalla nostra vista. Mentre nuotiamo, con la coda dell’occhio noto sul fondo la sagoma inconfondibile di uno Zeus faber, il Pesce San Pietro; subito mi dirigo in sua direzione segnalandolo a Roberto che mi segue repentinamente. Siamo sui -26 mt, lo raggiungo e subito scatto alcune foto a ripetizione, senza neanche controllare bene l’inquadratura e la messa a fuoco. Ho timore che di giorno si allontani, ed infatti così accade. Faccio segno al mio compagno di accerchiare il pesce per riuscirlo a fotografare meglio ma non riusciamo nell’operazione perchè ormai è spaventato e scappa via verso la superficie; lo seguo fino a -13 mt ma alla fine desisto, preoccupandomi delle conseguenze di una risalita troppo rapida. Che spettacolo, è la prima volta che mi capita di incontrarne uno di giorno! Effettivamente l’incontro è stato molto diverso dai tanti episodi notturni! Solitamente riesco a fotografarli in tutta tranquillità, aiutato dal fascio potente della torcia subacquea che lascia per qualche attimo l’animale come “ipnotizzato”.
Sorvoliamo una piccola oasi di Posidonia oceanica e questa volta raggiungiamo il gruppo capeggiato da Mariangela, senza ulteriori soste. L’immersione continua ancora per un poco ma, devo confessare, era già finita quando il San Pietro ci ha lasciati!
Rientro in barca dopo la canonica tappa di Deco, ad attenderci a bordo della Ligeia c’è Mario con il thermos con la cioccolata calda, con il pandoro, il panettone e lo spumante per il brindisi augurale natalizio!!!

8 novembre 2007 Marina Grande

E’ una splendida giornata, tira un leggero scirocco e … stasera sono libero da impegni. Provo a telefonare al mio amico Roberto per invitarlo a fare immersione ma mi accorgo di non avere con me sul telefonino aziendale il suo nuovo numero!
Passo per casa verso le 1600, recupero il numero telefonico e riscendo a lavoro. Roberto mi chiede un pò di tempo per confermarmi la sua presenza in mare ma sfortunatamente non riesce a liberarsi.
Ore 18: La rassegnazione si fa largo nel mio animo ma non mi lascio sopraffare dalla delusione e riprendo il telefonino: “papà, cosa hai da fare più tardi? Mi accompagneresti a mare?”
La risposta affermativa mi rianima immediatamente, tempo una mezz’ora sono sotto casa sua con la muta, le bombole e la macchina fotografica pronte nel bagagliaio.
Alle 1930 sono pronto a scendere nella cristallina acqua della Marina Grande di Sorrento. E’ davvero una rarità, complice alcuni giorni di grecale che ha ripulito l’acqua in tutto il Golfo. Qui giù la montagna ci ripara dallo scirocco, la serata è dolce ed invitante, senza un filo di vento. Il rumore di una lampara in pesca rompe il silenzio che regna nel borgo in questo periodo dell’anno.
L’acqua è davvero splendida, come solo poche volte mi è capitato in oltre 30 anni di immersioni, la via Vega2 fende l’oscurità fino a 15-20 metri di distanza. Riesco infatti a vedere fin lontano le sagome delle rocce e dei pesci che si stagliano dal fondale. L’esplorazione è facilitata e riesco subito a scovare una murena nascosta tra i sassi. Più avanti uno scorfano che spaventato scappa ad alcuni metri di distanza e si va ad adagiare al riparo di … una scatola di latta tutta incrostata. Al suo interno una Perchia riposa tranquilla. Dopo qualche scatto mi accorgo che c’è anche uno Stenopus che si allontana dal luogo in cerca di un posto più tranquillo. Anche una Castagnola hato un grosso bivalve morto come dimora per la notte.
La rossa immagine di una Polpessa, Octopus macropus, si materializza sotto il fascio della torcia e il mollusco si comincia a muovere allontanandosi prima lentamente poi a reazione spingendo l’acqua nel suo sifone.
Immancabili nel paesaggio le Menole e le Triglie, così come i Sacchetti adagiati sul fondo. Sono ormai prossimo ad invertire la rotta e iniziare il rientro quando dalla sabbia intravedo la silouette del Pesce Lucertola, mi avvicino senza spaventarlo e riesco a fotografarlo anche in macro. poi lo stuzzico un pochino e il pesce schizza via per infossarsi di nuovo a metri di distanza. Inizio il rientro e incontro ancora altre due Polpesse e tre Lucertole, qualche bel Paguro bernardo con le attinie oltre a numerose Triglie. Infine uno Stenopus in caccia pronto a catturare qualche preda.
Il rientro a terra è accompagnato dalle voci dei pescatori del borgo che mi chiedono cosa ho pescato ed io rispondo che ho tutto …. nella mia fotocamera!!!