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Scoglio Bianco con Domy e Umberto

Preparo la fotocamera insieme a Domy, montando come lui il Micro Nikkor 60 mm per cercare di fotografare di nuovo e meglio la murena orientale. Stasera infatti torniamo al posto di ieri per provare ad ritrovare la rara specie aliena, avvistata nella spaccatura della roccia qui allo Scoglio Bianco. Mentre noi scendiamo verso il mare, i ragazzi provano a raccogliere della legna per fare un falò in spiaggia e si preparano a fare il bagno. 
Appena scendiamo in acqua, nei primi metri, un enorme trigone viaggia veloce in direzione di Domy che se lo ritrova davanti all’oblò macro che ha montato e non riesce a fotografarlo per intero. Io che sono a distanza osservo la scena e a stento riesco a far entrare il grande pesce cartilagineo nel fotogramma della mia Nikon D850, avendo montato anche io una lente per la  macrofotografia.  Arriviamo nel punto del precedente incontro e della murena non vi è traccia … la cerchiamo invano tra i sassi fin quando Domy non la trova fuori tana. Un solo scatto e lei “scatta” via sotto alcune rocce, rendendosi inavvicinabile. Passiamo oltre, con l’intento di ritornare più tardi, ci dedichiamo a cercare sul fondo sabbioso dove dopo poco troviamo una bellissima torpedine ocellata.  Ci alterniamo per fotografarla, seguendone gli spostamenti sul fondo, attenti a non disturbarla troppo, temendo la potente scossa elettrica. Nel tornare a terra ripassiamo nel punto dell’avvistamento ma non c’è traccia della murena. Domy ci riporta nel punto dove ci sono le aguglie in superficie che cacciamo gli anellidi e crostacei che sono nella colonna d’acqua. Riesco a fotografarle meglio di ieri, ma per seguirle nei loro movimenti fulminei, mi ritrovo insieme ad Umberto a centinaia di metri dal punto di uscita, arrivato quasi all’altezza della casa di Domy. Iniziamo a nuotare in superficie rivolgendo lo sguardo verso il cielo dove è ben visibile la via lattea … avrò contato le stelle ad una ad una nell’interminabile nuotata verso la spiaggia, con Umberto che arranca anche lui dietro di me. Raggiungiamo esausti la spiaggia ed affrontiamo i 60 metri di salita sulla sabbia che ci separano dalle automobili con grande affanno. I ragazzi intanto ci vengono incontro, delusi per non essere riusciti a reperire il materiale per il falò ma soddisfatti per il bellissimo bagno effettuato nell’acqua calda e cristallina.
La serata si conclude alla grande in pizzeria, nonostante la grande folla radunata per un quiz-game nel locale, riusciamo a consumare rapidamente una buona pizza & birra, mentre i ragazzi sono rimasti a mangiare un panino in spiaggia.

Carrello con Domy, Umberto e Pasquale

Suona la sveglia e subito vado a fare la colazione, l’appuntamento con Domy è per le 8:15 ma chiedo via whatsapp di posticiparlo di 10 minuti per montare il Superdome.  Ci mettiamo in auto, passiamo a prendere le bombole al diving e ci mettiamo in viaggio. Si ritorna al punto maledetto di Pellaro dove, nell’ultima notturna effettuata a fine aprile, ho perso il mio computer subacqueo. 

L’acqua è cristallina e c’è una discreta corrente, si vede il fondale precipitare rapidamente verso il blù con una distesa sabbiosa inclinata. Raggiungiamo quasi subito il punto preciso dove c’è un carrello affondato sul quale sono cresciuti tantissimi spirografi. Domy “doma” i pesci trombetta facendoli concentrare nel punto esatto per fotografrli sopra la struttura arborescente. E’ uno spettacolo bellissimo. Non possiamo restare a lungo e quindi risaliamo lungo il pendio sabbioso fino a raggiungere di nuovo gli scogli, qui ci sono tantissimi pesci pappagallo, adulti e giovani esemplari. Prima di uscire dall’acqua, mi fermo a scattare qualche foto ad una bellissima barchetta ormeggiata a pochi metri dalla spiaggia. Mentre ci spogliamo, io e Umberto e fingiamo di sentire un’odore inconfondibile … obblighiamo il nostro amico Domy a ritornare in acqua per togliere la muta e “depurarsi” … subito dopo andiamo via ed Umberto in auto inizia a reclamare una sosta al bar per andare a prendere una granita. Domy resiste alle avance e tira dritto portandoci di nuovo a Saline Joniche dove le ragazze ci attendono al mare. Alle 12 sono sotto la doccia pronto per andare a pranzo da Giuditta e poi riposare in vista dell’immersione notturna.

 

Scoglio Bianco con Domy, Andrea e Umberto

E’ lunedì mattina e sono alla guida della mia auto dopo venti giorni, non sono però a lavoro come mia moglie che ha già terminato le sue ferie, mentre Lorenza ha ripreso a studiare. Mi aspetta l’ultima settimana di relax e me ne sono andato con mia figlia Lidia a trovare i miei grandi amici calabresi, per “sfogare” la mia fame d’azoto e di fotografia subacquea …. la strada è lunga ma piacevole e viene interrotta da una sosta ad Altomonte, dove effettuo uno scambio di “ostaggio” incontrando l’amico Francesco Pacienza. Io consegno una copia autografata del libro “i Colori delle Sirene” e lui risponde regalandomi una copia del suo ultimo libro “Behind the Lens”. Mi invita insistendo a fermarmi per il pranzo ma noi, affamati, abbiamo già azzannato i panini lungo la strada. Lo salutiamo e proseguiamo il nostro viaggio …. Domy Tripodi mi aspetta per una notturna sotto casa sua!

Arriviamo finalmente al resort Le Saline e dopo aver scaricato i bagagli passiamo a casa dei coniugi Tripodi per salutare, ho portato con me una copia per il mio amico, ma minacciandolo, lo avviso che sarà consegnata solo al “consuntivo” della vacanza, invitandolo quindi a dare il meglio di sé per accontentare le mie richieste fotografiche.
Passa a prendermi sotto l’hotel e, mentre Lidia resta in compagnia di Giuditta, Rebecca e Gaia, noi ce ne andiamo al Ficarella Diving Center di Saline Joniche per preparare l’occorrente per la nightdive.
Lascio lì la muta stagna che avevo portato e prendo solo il monopezzo da 5 mm visto che l’acqua è caldissima …
Ci muoviamo di poche centinaia di metri e raggiungiamo gli Scogli Bianchi, proprio sotto casa del mio amico, pluripremiato fotosub internazionale, per andare in cerca di un soggetto “particolare” avvistato da un suo cliente ieri notte, quando Domy era senza fotocamera. Anche stasera ne è privo, mentre io ho montato anche la GoPro Hero7 black sullo scafandro Nauticam NA-D850. La lente montata è il Sigma 15 mm nel minidome Saga Dive ed i flash sono gli Ikelite DS161.

Scendiamo nell’acqua cristallina e Domy fa strada, si infila in un canalone roccioso e si ferma all’improvviso … c’è! Illumina il soggetto e mi segnala la presenza … il pesce è fuori tana e subito si infila in una fenditura, disturbata alla luce. La murena orientale Enchelycore anatina è davanti ai miei occhi.

La sua testa gialla e la sua bocca spalancata sono visibili all’interno della fenditura della roccia, ma troppo all’interno per essere fotografata a dovere. Arriva anche il resto del gruppo e mi faccio da parte, per lasciarli fotografare. Domy ha sicuramente guadagnato la sua copia dopo 3 minuti in acqua!
Proseguiamo l’immersione sulla sabbia in cerca di soggetti. Una mazzancolla, una coppia di nudibranchi Platydoris argo, alcuni pesci pappagallo addormentati e rientrando verso terra un bellissimo pesce civetta. Domy mi porta infine sotto una via di ormeggio, mi segnala di guardare in superficie … tre aguglie sono al riparo della cima, immobili. Salgo in superficie e gonfio il GAV per sostenermi, la torcia esce fuori dall’acqua e non m’illumino il soggetto … La messa a fuoco è difficoltosa, date anche le esili forme dei pinnuti. È comunque divertentissimo inseguirle a pelo d’acqua mentre si spostano cacciando i piccoli organismi attirati dalle nostre luci. Terminiamo l’immersione e risaliamo sulla spiaggia dove sono sopraggiunti i nostri familiari. Ci svestiamo e rivestiamo, preparandoci per la cena. Domy sa essere molto convincente con il ristoratore, rimproverando il cameriere di non aver riservato il tavolo per 12 (mai prenotato). Il ragazzo mortificato prepara il tavolo all’istante, lasciandoci accomodare nella sala esterna piena di clienti dopo un solo minuto. Con la stessa velocità ordiniamo le pizze che prontamente arrivano insieme all’antipastino caldo. La serata termina all’1:30, ho un altro quarto d’ora di lavoro alla fotocamera per rimettere tutto in carica per domattina.

 

Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Grotta e Tunnel dell’Isca con Virgilio

La sensazione di dimenticare qualcosa non mi lascia tranquillo fin quando arrivo al Punta Campanella Diving. Porto con me una maschera di scorta perchè non ricordo se l’ho lasciata lì, solo allora, con la cesta dell’attrezzatura completa di tutto, mi rassereno ed inizio ad assemblare il tutto. C’è anche una sorta di leggera emozione a ritornare nel mare di casa dopo la vacanza a Corfù. Ho portato con me alcuni nuovi accessori, arrivati a domicilio mentre ero fuori Italia: due bracci lunghi in carbonio e le nuove clamp Flex-Arm ma anche lo scafandro (vuoto) per la GoPro Hero 7 della T-Housing, sempre distribuita da Flex-Arm. Ho optato per una configurazione versatile della Nauticam NA-D850, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga, abbinata ai falsh Ikelite DS161 non conoscendo a priori il luogo dell’immersione.

La scelta dell’itinerario cambia più volte, si decide così di andare subito allo Scoglio dell’Isca e poi per la seconda immersione, a Puolo. Io sbarcherò al termine del primo tuffo per tornare a casa, effettuando solo la prima immersione. Partiamo e raggiungiamo il punto, durante la navigazione il cielo si rannuvola, ma più tardi tornerà a splendere il sole. Mentre siamo in barca, Virgilio mi chiede di seguirlo, mi porta infatti ad una piccola grotta a 35 metri che non conoscevo, mi racconta che un tempo c’erano migliaia di gamberetti Plesionika narval, adesso la cavità è apparentemente disabitata, con un fondale fangoso che può sollevarsi facilmente senza le doverose precauzioni. Virgilio non entra e mi lascia visitare indisturbato la grotta, all’ingresso ci sono delle Pinna nobilis morte ancora infisse nel sedimento.  

Quando esco non lo vedo ed inizio il ritorno verso il tunnel sommerso dove è diretto tutto il gruppo di olandesi ed americani. L’acqua è abbastanza limpida ma c’è una “nuvola” che si innalza dalla roccia, guardo da vicino e mi accorgo che le spugne sono in riproduzione e stanno emettendo i gameti. Visito la cavità con grande calma, lasciando andare via anche tutto il gruppo per provare a scattare una foto panoramica. I saraghi sono all’interno del tunnel e non fuori come al solito, sono abbastanza confidenti oggi, ma mi dedico poco a loro, provando a fotografare la grotta in toto. Appena rientra il gruppo sotto la volta del tunnel approfitto per scattare qualche foto anche con loro, fin quando giunge il momento di risalire. Torniamo al diving velocemente, alle 11:30 siamo già a terra, sono contento per aver assaporato di nuovo l’azoto e perchè così posso dedicarmi alle molteplici cose che ho da sistemare a casa, tra le quali … guardare e sistemare le foto della Grecia e quelle scattate oggi!

15th Trough Your Lens – Scuba Diving Magazine’s Underwater Photo Contest 2019

Primo giorno al mare a Sorrento dopo la parentesi Greca, caldo torrido, esco dall’acqua dopo un paio d’ore ammollo, mi sdraio all’ombra sul lettino e prendo l’ipad … controllo la posta in arrivo dagli USA …

ovviamente clicco sul link al website … per scoprire la foto e la posizione:
3° Classificato categoria MACRO nel prestigioso Concorso Fotografico Internazionale 15th Trough Your Lens – Scuba Diving Magazine’s Underwater Photo Contest 2019.
Sono felicissimo anche perchè ci sono altri grandi nomi tra i  premiati e le foto sono bellissime. Il mio  orgoglio è però sempre quello di portare le bellezze del mare di Sorrento in giro per il mondo, infatti è la foto di un Pesce San Pietro (Zeus faber) scattato quest’inverno a Marina Grande, sotto casa mia, con la mia fedele compagna d’immersione, la Nauticam NA-D850, nera come la notte nella quale ho scattato la foto!

https://www.scubadiving.com/scuba-diving-magazines-2019-underwater-photo-contest-winners

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Nissaki – Corfú (doppia immersione)

Sarà l’astinenza, sarà il caldo, sarà la fame, sarà che ho una voglia matta … alle 7 sono giù dal letto pronto per fare la prima colazione. Oggi dopo una settimana di “mare” con la famiglia da comune mortale, a bagnomaria per alcune ore e disteso al sole per qualche minuto, mi sono deciso ad andare a chiedere info al Diving Center presente in hotel per fare un’immersione nelle acque greche. La cosa più incredibile è che sono completamente disarmato, ho solo una maschera e la GoPro Hero7 (senza scafandro subacqueo) non avendo programmato nessun tuffo dall’Italia, non sapendo nemmeno che ci fosse un diving in hotel. Non mi aspetto grandi incontri, tartarughe o la foca monaca, tutti i giorni ho visto passare davanti al mio lettino i sub vestiti con monobombola da 10 litri per effettuare immersioni da terra, ma non posso andare via da quì senza aver controllato di persona. Ho anche ovviamente perlustrato con la maschera il fondale e al di là della rigogliosa prateria di Posidonia oceanica e delle grandi Occhiate Oblada melanura che stazionano sotto il pontile di cemento, non sembra ci siano grandi incontri da fotografare. Spero solo di non dover rimpiangere la mia Nauticam!
Alle 9:30 sono al diving per prendere l’attrezzatura a noleggio … fino alle 10:10 non si vede nessuno. Mentre invio un SMS al numero per chiedere informazioni, ecco arrivare Dimitrios e gli altri con le bombole in spalla. Inizia così il briefing pre-immersione ed il controllo dei documenti. La sensazione è quella di essere un pivellino, ma ci sta tutta quando ti presenti ad un diving solo con la maschera. Vengo vestito di tutto punto e mi viene fornito un monobombola da 12 litri in alluminio. Monto il GAV e l’erogatore e mi preparo per il tragitto da effettuare solito al sole per arrivare al punto d’immersione, il pontile di cemento. C’è con me un ragazzo americano con una GoPro, confido il lui per uno scatto, ma non la utilizzerà per tutta l’immersione. Scendiamo subito davanti all’hotel e raggiungiamo una parete rocciosa verticale dopo aver sorvolato una rigogliosa prateria di posidonia. Raggiungiamo un’enorme ancora di quasi 3 metri, poi finalmente lasciamo la parete e dopo un breve tratto sulla sabbia raggiungiamo un relitto a circa 35 metri. Lo scafo è in posizione di navigazione ma il fasciame è completamente distrutto. Si vede solo lo scheletro dell’imbarcazione all’interno della quale alberga una famiglia di 8-9 corvine Sciena umbra che si infilano tra le travi al nostro arrivo. C’è pure una bella cernia bruna che anch’essa si nasconde all’interno dello scafo. Effettuiamo rapidamente il giro intero e torniamo sulla parete, ricca di spugne Axinella. Iniziamo così il rientro al pontile dove arrivo con 130 bar … Tolgo le pinne ma Dimitrios mi fa segno di attendere, lasciamo il ragazzo al pontile e torniamo sotto, per un nuovo giro sulla parete. Al secondo giro vedo un paio di piccole cernie brune ed alcune cernie dorate, tre orate ed alcuni dentici. Ritorniamo così alla base dopo altri 20′ e con 80 bar nelle bombole. Una volta a terra vengo aiutato a cambiare la bombola, sostituita con una da 10 litri, perché ho effettuato una “deep-dive” ed attendo che il secondo gruppo di subacquei sia pronto. Usciamo di nuovo dopo un intervallo di 10-15 minuti (non saprei definirlo senza computer subacqueo o orologio) ed ho il terrore di tornare sulla stessa parete … fortunatamente al briefing ci spiegano che sorvoleremo la prateria di posidonia senza fermarsi per raggiungere un’altra falesia verticale. La parete è simile alla precedente e sui 20 metri, al termine del tragitto di andata Dimitrios mi mostra alcuni pezzi di anfora, tra i quali un bel collo con maniglie. Nel percorso di ritorno si vedono ancora delle cernie, alcuni pesci coniglio ed una femmina di pesce pappagallo. Rientriamo al pontile per terminare l’immersione, ho ancora 100 bar nelle bombole ma quando Dimitrios mi chiede di proseguire gli faccio segno che sono ok. Ritorniamo al diving sotto il sole, nel frattempo sono arrivate in spiaggia anche le mie donne, a cui chiedo una foto ricordo prima di andare a spogliarmi. Dimitrios mi viene vicino per chiedermi se sono soddisfatto, confermo il gradimento per l’immersione e comprendo la sua “apprensione” professionale nei mie confronti, sarei stato qualche minuto in più al relitto che meritava qualche bello scatto, ma le dinamiche dei diving sono queste e le rispetto in pieno. In ogni caso è stato bello “bagnare” le acque di Corfù!

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Oggi programma invertito, prima al mare con la famiglia e poi al mare con mio fratello Arturo, in immersione notturna. Tutto è stato preparato in mattinata, fotocamera, muta e bombole, bisogna attendere solo il calare delle tenebre. In meteo oggi è variabile, con caldo torrido ma con nuvole in arrivo. Cade anche qualche goccia di pioggia ma il vento ed il mare sono calmi. Per prepararmi alla serata, nel pomeriggio effettuo un carico di zuccheri, azzannando una ciambella appena sfornata dalla cucina dello stabilimento Bagni Salvatore. Precedentemente ho effettuato anche una prima prova con la GoPro Hero7 Black per familiarizzare con lei prima di ricevere lo scafandro Flex-Arm appena acquistato, attualmente in viaggio con il corriere verso Sorrento. 

Passo a prendere mio fratello alle 20:30 per andare a Puolo, ci vestiamo con tutta calma ma le condizioni del mare sono peggiorate, una intensa onda frange sulla spiaggia dovuta al mare che nel frattempo si è alzato. Alle 21:30 entriamo in acqua, la visibilità nei primi metri è pessima, migliora un poco in profondità e nei primi metri si apprezza l’intensa risacca causata dal moto ondoso. La serata comunque sembra subito interessante, il movimento dell’acqua si riflette anche in una discreta attivazione dei pinnuti nella baia. I gronchi, pagelli e menole sono abbondanti sul sabbione, anche un piccolo sarago viene sorpreso a dormire sul fondo. Il mio compito oggi è di fare da “guida” ad Arturo, scovando i soggetti per lui che da lungo tempo non riusciva ad andare in mare per fotografare. Mentre lui è alle prese con un grosso paguro io trovo un piccolo pesce San Pietro a circa 35 metri. Inizio a scattare ma quasi subito provo a segnalare “lampeggiando” la presenza dello Zeus faber a mio fratello che prontamente sopraggiunge. E’ bellissimo ed avrei potuto scattare una bella serie d’immagini, ma il piacere di “offrirlo” a lui è più grande, quindi mi faccio da parte appena è vicino a me. Avanzo mentre lui scatta e trovo una bavosa cornuta all’interno di un riccio morto, anche questa volta la segnalo e lui arriva, qualche metro più avanti ce n’è un’altra sempre dentro un riccio morto. Osservo una Flabellina affinis sopra una oloturia e poi raggiungiamo la parete rocciosa dove ci sono gamberi meccanici e vinai. Tra le foglie di Posidonia oceanica come preannunciato nel briefing, troviamo due pesci ago mimetizzati tra le foglie. Il computer subacqueo mi segnala una lunga decompressione, ho tardato parecchio a fondo per mostrare il San Pietro ad Arturo e gli segnalo la necessità di guadagnare una batimetrica più tranquilla. Lungo il percorso di ritorno trovo una piccola cicala e qualche Apogon imberbis con le uova in bocca, mentre Arturo mi mostra l’enorme vermocane che abita la parete di Punta Lauro. Ovviamente a 6/7 metri d’acqua si sente tantissimo l’onda di risacca ed i pinnuti sono sballottati come noi avanti e indietro. Negli ultimi metri prima di salire sorprendo anche una piccola cernia fuori tana mentre Arturo mi mostra sul display della sua Nikon D7000 l’immagine di una piccola corvina che dopo qualche scatto è fuggita via, non dandogli il tempo di avvisarmi. 

Esco dall’acqua per primo, poso la bombola e la fotocamera e vado ad aiutare mio fratello per uscire dall’acqua, operazione che è alquanto complessa. Ci svestiamo soddisfatti, Arturo è raggiante e mi confessa di essersi molto divertito, sono strafelice, spero solo che sia riuscito a scattare qualche bella foto!

P.S. mi sono dimenticato per l’euforia di scattare la foto-ricordo con lui, ma replicheremo il prima possibile!

 

Secca di Saddam con Pasquale e Ciro

Mare di Norvegia? No, San Giovanni a Teduccio nelGolfo di Napoli, a due passi dal Vesuvio. Continua così la mia ricerca di nuovi siti d’immersione. Grazie alle ferie estive appena iniziate, approfitto per onorare l’invito del mio amico Ciro dell’Anno che mi ha per anni parlato di alcune secche popolatissime nella zona antistante il miglio d’oro, tra Ercolano, Portici e Napoli. A rinforzare la voglia di raggiungerlo c’è la concomitante presenza dell’amico Pasquale Vassallo, con il quale avevo preso appuntamento mentre bevevamo qualcosa post-immersione notturna.

Raggiungo alle 8:30 il Porto del Granatello dove ha base nautica il Diving EuroSub di Ciro,  scarico l’attrezzatura e la fotocamera e vado a parcheggiare l’auto, raggiungo la banchina e carico tutto a bordo del comodissimo gommone. Fa un gran caldo, Pasquale è in arrivo da Napoli ma è in ritardo di una mezz’ora sull’appuntamento delle 9:00 causa lavori in tangenziale, noi approfittiamo per andare a prendere un caffè in centro cittadino e bagnarci con l’acqua fresca ad una fontana che si trova sul piazzale antistante la Guardia Costiera. La location è ottimale, il molo facilmente raggiungibile, il parking comunale è economicissimo, c’è finanche la stazione ferroviaria FS sul porto, tale da poter raggiungere il punto d’imbarco senza prendere l’auto, manca solo un bar sul porto. Finalmente arriva anche Pasquale e ci mettiamo in moto verso Napoli. Pochi minuti di navigazione e raggiungiamo il punto esatto.

Si tratta di un sito roccioso vulcanico su un fondale di circa 20 metri, ricchissimo di Eunicelle cavolinii e grandi rami multicolor di Leptogorgia sarmentosa di colore arancio, giallo, rosso e rosa. 
Scendiamo lungo l’ancora nell’acqua verde e torbida, sul fondo fortunatamente la visibilità migliora ma l’atmosfera è incredibile con un colore verdognolo che domina la scena. Sembra di essere nei mari  del Nord Europa, anche perchè la vita bentonica è rigogliosa come in questi mari freddi. Ho indossato la muta stagna solo per opportunità, l’avevo già pronta nella borsa in garage, ma è tornata molto utile, l’acqua era freddina sotto. Ho usato il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash Ikelite DS161 e bracci lunghi. Ciro eccezionalmente senza videocamera si presta a guidarci e a fare da modello, richiamato da ciascuno di noi fotografi a posizionarsi nel modo e luogo appropriato per lo scatto. Trascorriamo 60 minuti di puro divertimento, Ciro ci mostra anche una grande ancora che è sul fondo, molto interessante. Ad un tratto mi accorgo però che il flash di sinistra non scatta, accendo e spengo, poi mi accorgo che la fibra ottica si è lesionata vicino alla base di aggancio. Riesco a fatica a far scattare il flash, costretto a mantenere con la mano sinistra il cavetto in posizione perpendicolare per far scattare il lampo. C’è purtroppo anche una rete da pesca che è adagiata sul fondo ed avviluppa le gorgonie, strappandone alcune quando viene salpata; si vedono infatti alcuni rami sul fondo, privi del naturale ancoraggio. Un piccolo sarago fasciato è finito nella rete, il suo destino è segnato, non potendo intervenire per liberarlo. Ci ritroviamo all’ancora per effettuare la decompressione, qui scatto un doveroso selfie subacqueo, per festeggiare l’evento. Una volta a bordo, consumiamo dei biscotti ed il caffè, godendoci lo spettacolo della città di Napoli vista da mare. Rientriamo al porto e dopo aver sbarcato le attrezzature e recuperato l’automobile, approfitto per autografare e consegnare una copia del libro al mio amico Ciro.

Sono ormai le 12:30, mi aspetta come al solito la famiglia per andare al mare, mi metto subito in auto e rientro a fatica a Sorrento, la galleria di Seiano è sempre intasata e resto fermo dentro di essa per circa 40 interminabili minuti. Finalmente superato l’ingorgo, riesco ad arrivare velocemente a casa per le 14. Lascio tutte le borse a casa e scendo immediatamente con lo scooter al mare dopo aver preso la borsa con il cibo ma dimenticando di prendere il costume da bagno! 

 

Laghetto con Pasquale Vassallo – Immersione Notturna

Dopo un trentennio di appuntamenti mancati finalmente sono riuscito ad immergermi con uno dei grandi maestri della fotosub italiana; il suo è uno stile unico, apprezzato in tutto il pianeta … Pasquale Vassallo.
A dire il vero probabilmente abbiamo qualche problema di comunicazione, visto che ci eravamo sentiti per prendere appuntamento per l’immersione al laghetto ma non era chiaro che saremmo andati in acqua di notte! Quando infatti la sera prima mi ha detto che dovevamo essere in acqua per le 8:30 per sfruttare la marea propizia e che ci saremmo sentiti alle 7 per darmi conferma …. io ho messo la sveglia alle 6:30 e alle 7 ero pronto a partire … Pasquale non risponde ai miei messaggi ed io rischiavo di far tardi avendo due ore circa di viaggio in auto per raggiungerlo. Quando finalmente mi risponde al telefono viene svelato l’arcano … lui è un “fotosub” internazionale ed utilizza l’orario anglosassone … AM e PM … aveva dimenticato di specificare 8:30 PM! Chiarito il dubbio, dopo colazione mi vado a rimettere a letto aspettando con ansia le 18 quando mi metto in auto. Il nostro appuntamento è a Baia alle 19:45 ed io, nonostante il traffico intenso riesco ad arrivare alle 19:44, con un minuto d’anticipo sul programma. Pasquale arriva una decina di minuti dopo e mi porta con se al laghetto. Parcheggiamo ed attendiamo il calare delle tenebre e la stanca di marea.

Approfitto per consegnare la prima copia in mio possesso del libro “I Colori delle Sirene” autografandola per il mio amico e pian piano ci vestiamo. Quando il momento è quello giusto scendiamo in acqua, siamo in 80 cm d’acqua con il monobombola da 15 litri ed ancora una leggera onda che si avverte nel canale. L’acqua non è limpida ma subito Pasquale mi mostra un nudibranco che sta deponendo le sue uova. Fatico non poco ad abituarmi alla scomoda posizione e all’onda residua, man mano, prendo dimestichezza con la configurazione della mia Nauticam NA-D850 + MicroNikkor 105 mm e lente Nauticam SMC, i bracci montati sono troppo lunghi, bastava mettere due piccoli pezzi fissi ai lati dell’oblò, per essere più compatto e meno ingombrante, anche il posizionamento delle lampade va rivisto, bisogna usare una luce più dal basso visto che spesso la lampada finisce fuori dall’acqua, trovandoci di sovente a fotografare sotto la sua superficie. La marea intanto inizia a cambiare e si avverte l’inversione della corrente, acqua pulita entra dal mare e via via ne diventa sempre più apprezzabile il movimento, tale da rendere difficoltoso il restare fermi per fotografare le bavose, i gamberi e i ghiozzi che sono onnipresenti in questo punto. Finalmente riesco a fotografare la bavosa pavone, alcune di esse hanno anche le uova adese alla parete del piccolo buco in cui si trovano, ma è difficilissimo riuscire a fotografarle. Bisogna avere anche una buona vista, molti soggetti sono piccolissimi, come le caprelle e le ovature di nudibranchi e bavose. 

E’ comunque divertentissimo e le due ore che siamo in acqua trascorrono in un attimo. Alle 23 usciamo e ci svestiamo, ci tratteniamo a chiacchierare per un’oretta al bar, peccato solo di non aver potuto consumare una “doverosa” birretta in compagnia del mio amico, avendo da guidare per almeno un’ora e mezza.

Ci salutiamo così dopo la mezzanotte, Pasquale mi guida fino alla tangenziale per evitare di farmi “perdere” nelle stradine del posto. Arrivo a casa alle 2:00, stanco ma soddisfatto, risciacquo solo la fotocamera, a tutto il resto penserò domattina!