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Oasi in Città di Sant’Agnello

Le mie condizioni psico-fisiche non sono ottimali, la schiena continua a tormentarmi, ma anche lo stress lavorativo resta a livelli molto alti. Nonostante l’invito di qualche amico, non mi sono sentito in forma per andare in acqua, ma grazie a mio cugino Claudio, ho potuto soddisfare la voglia di immergermi … senza grande aggravio di peso …
Subito dopo pranzo sono così uscito con i miei familiari per andare a Sant’Agnello presso l’Oasi in Città. Qui mi attendeva Claudio che da quattro anni porta avanti con il WWF, questo bellissimo angolo verde costruito al di sopra di una autorimessa interrata. Il punto d’attrazione del parco è il laghetto con le ninfee ed i carassi.
Oggi ancora una volta mi sono immerso con la fotocamera per fotografare le ninfee rosa e gialle che sono fiorite tra le foglie galleggianti della pianta. L’acqua si sporca istantaneamente al mio ingresso nel laghetto, con il sedimento che si solleva dal fondo al mio incedere verso i vasi fioriti. Tutto intorno a me si distribuiscono i pesci rossi, le carpe, le alborelle e le gambusie che approfittano dell’inaspettata disponibilità di cibo messa a disposizione nella colonna d’acqua. L’orario ahimè non è più ottimale, sopraggiunge l’ombra di un palazzo sul laghetto, e le ninfeee iniziano a richiudersi. Devo fare presto, ma anche muovermi in acqua con cautela, per non rendere inguardabili le foto scattate.
Mi dedico ad alcuni scatti a pelo d’acqua, con la speranza che qualche pesce si faccia ritrarre all’interno dell’inquadratura. Trascorro circa 60’ nell’acqua gelida, spostandomi tra le varie postazioni. Quando sono ormai pronto ad uscire, Claudio va a prendere due tartarughe acquatiche dalla pozza che ne accoglie una dozzina, portate dalla gente all’oasi perchè divenute troppo grandi per allevarle in un acquario di casa. Così mi sono divertito ad inseguirle nel laghetto, tra le foglie e la melma sollevata. Le ho perse di vista più volte, ma alla fine le abbiamo recuperate e riportate alla loro abituale dimora.
Alle 16:30 siamo di nuovo tutti a casa, dopo il doveroso risciacquo della superficie esterna della fotocamera, procedo al risciacquo della superficie esterna del sottoscritto, con il getto bollente della doccia!       

 

La Repubblica – Napoli

Anche oggi il mio amico Pasquale Raicaldo mi dedica uno spazio su La Repubblica – Napoli.
Ecco la “buffa” foto del paguro, fotografata a Marina Grande di Sorrento.
Grazie ancora Pasquale!

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/05/27/foto/sorrento_faccia_a_faccia_con_il_paguro_nel_mare_del_porto-257764690/1/?fbclid=IwAR2D3UFQSIJzJDPWkX030f84WX2JiG31GgvYryZ46nNZnFHiR5elZ3MzZFo#1

Magical Nature 2019

Apro la posta elettronica e trovo il link allo slideshow delle foto premiate al Concorso Internazionale di fotografia naturalistica MAGICAL NATURE 2019 che si tiene in Slovenia.
Quest’anno non ci sarà la premiazione e viene quindi diffusa la classifica in questo modo. Inizio a scorrere le immagini fino ad arrivare al punto di vedere due mie immagini premiate HIGHLY COMMENTED, nella sezione LANDSCAPE ed in quella MAN & NATURE. 
Sono contento, almeno arriva qualche piccola soddisfazione in questo periodo veramente buio causa pandemia.

Ecco le due foto

La Grotta-Tunnel dell’Isolotto Isca nella categoria Landscape

e la foto  dello Squalo Balena attorniato dai sub nella categoria Man & Nature.

La Repubblica – Napoli

In occasione del mio 52° compleanno mi giunge un regalo del mio amico Pasquale Raicaldo, giornalista de La Repubblica che ringrazio sempre per la sua attenzione ai miei scatti! 
Oggi ha condiviso una delle ultime immagini scattate, dopo la lunga inattività forzata. Un prato di attinie Anemonia sulcata che si trova sul fondo a 1 metro di profondità, nello specchio d’acqua della Marina Grande di Sorrento.
La foto è realizzata utilizzando la tecnica della doppia esposizione direttamente nella fotocamera che è in grado di esporre più volte sullo stesso fotogramma (file).
Pasquale, grazie per il piacevole omaggio! 

26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!

Spiaggia San Francesco in Apnea

Stamattina sono tornato di nuovo in acqua; stessa procedura, con sveglia addirittura anticipata alle 5:15 per incontrarmi con il mio amico Antonino Maresca  alle 5:45 al porto di Sorrento. La borsa sub era già pronta mentre ho dovuto sistemare la fotocamera in gran fretta, evitando di far troppo trambusto in casa per non svegliare i miei familiari.

Raggiungo il porto e scarico l’attrezzatura dallo scooter, in quell’istante mi sento chiamare dal mio amico che è pronto a scendere in acqua. Scatto una foto ricordo con lui e inizio a vestirmi mentre lui va a fare il suo giro in mare. 
Il cielo è nuvoloso e l’acqua incredibilmente torbida, di un verde scuro e piena di sospensione, l’effetto lockdown sembra già essere completamente svanito dopo tre giorni di ripresa delle attività antropiche. Mi accorgo solo in acqua di aver mal sistemato la fotocamera nello scafandro, deve esserci qualcosa che tocca qualche pulsante ed ha bloccato le funzioni della fotocamera, non consentendomi di variare  nessun parametro della fotocamera, impostata su 1/80 f:11 iso 400. Funziona solo l’autofocus e lo scatto, non posso nemmeno rivedere le foto scattate, se non nell’istante nel quale le ho scattate. Inizio il mio giro dirigendomi all’esterno delle scogliere fino ad arrivare quasi alla Marina Grande, mi fermo infatti sotto Villa Tritone ed inizio il rientro, con i gabbiani che si scagliano urlanti verso di me per allontanarmi dai loro nidi che si trovano  tra le insenature della roccia. Mi fermo presso le rovine della villa romana di Agrippa e ritorno indietro passando all’interno delle scogliere frangiflutti. Qui dove l’acqua è leggermente più limpida, incontro alcuni nuotatori che hanno iniziato gli allenamenti in mare, non potendo nuotare ancora nelle piscine, ancora chiuse causa Covid-19. Proprio quando sono prossimo al rientro a terra vedo galleggiare un guanto in lattice a pelo d’acqua, più in là ce n’è un altro sul fondo; avviso uno dei ragazzi che li recupera prontamente. A pelo d’acqua, c’è anche una mascherina che galleggia nei pressi del bagnasciuga. La raccolgo e inizio a svestirmi, nel frattempo sopraggiunge anche il mio amico Antonino che ha terminato la sua passeggiata. Lo saluto e me ne rientro a casa per iniziare a lavorare in perfetto orario per le 8:30, come da programma. 

 

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!

Magical Nature – International Nature Photography of the Year 2019 Competition – Slovenia

Durante questo lungo periodo di quarantena causato dal Covid-19, qualche piccola soddisfazione arriva dalla Slovenia, dal concorso Magical Nature – International Nature Photography of the Year 2019 Competition.

Ho una foto segnalata nella categoria Natural Landscapes ed una nella categoria Man and Nature.

Al concorso hanno partecipato 274 fotografi provenienti da 43 nazioni, con oltre 44000 immagini presentate.

 

http://photonature.si/results.html

25 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

Da settimane desideravo andare a fare immersione al Banco di Santa Croce. Per vari motivi, soprattutto metereologici non mi è stato  possibile e fino a questa mattina alle 730 la mia uscita era ancora in forse. Fortunatamente il cielo limpido ed il mare calmo nonostante le previsioni, mi ha consentito di incamminarmi verso il porto di Marina di Stabia dove ha sede in Bikini Diving. Mi sono mosso da casa in leggero ritardo rispetto al previsto ma le incombenze familiari (spesa in pescheria per il pranzo) mi imponeva di svolgerle di primo mattino. Alle 830 sono in auto e, mio malgrado, arrivo alle 910 in banchina, con 10 minuti di ritardo rispetto all’idea che avevo in mente per il mio arrivo lì, ma in tempo per l’appuntamento in gommone alle 930 per l’uscita.
Sono velocissimo a preparare la fotocamera e a vestirmi, approfittando di non dover salutare calorosamente, come avrei fatto, Giulia, Pasquale ed i ragazzi del diving, ma solo abbozzando un saluto a distanza di sicurezza Covid-19. Sono così svelto da essere pronto prima di tutti, avviandomi per primo al gommone che è ormeggiato in banchina. 
Appena sono pronti tutti i sub, partiamo alla volta del punto d’immersione, sul gommone ci sono due rebreather ed immagino già l’attesa che dovremo fare in barca per aspettarli per la decompressione.
Mi immergo in un’acqua bianco-verdognola, veramente pessima, come da tempo non vedevo. Sperando nell’abituale miglioramento sul fondo, vengo smentito … è terribile anche a 35 metri dove ci sono le gorgonie rosse. Inizio a scattare ma non riesco a capire perchè sulla sinista c’è poca luce … poi mi rendo conto che il flash è settato per la connessione via cavo e non fibra … perdo alcuni scatti ma non è un problema. Proseguo il mio giro vedendo alcuni scorfani e tante cernie.
Una di esse è immobile sul fondo, poco davanti a me, io sono intento a fotografare le margherite di mare e le mi mostra la coda. Solo quando faccio il giro per fotografarla, mi accorgo che è impegnata in  una seduta odontoiatrica, con un gamberetto Lysmata seticaudata che è all’interno della sua bocca. Confesso di aver perso l’occasione ma le fauci appena appena aperte non mi lasciavano intendere la preziosità del momento. 


Proseguo il giro fino ad accumulare 12 minuti di decompressione, mio malgrado sono costretto a guadagnare la gomena ed iniziare la sosta di sicurezza. Dopo poco arrivano anche i componenti del secondo gommone del diving, uscito insieme a noi dal porto e vengo inondato di bollicine fin quando scatta la “Deco Clear” sul mio computer subacqueo.
Risalgo a bordo per primo e sistemo la mia attrezzatura al sicuro, c’è un piacevolissimo sole ed in barca si sta benissimo per i successivi 40 minuti di attesa dei due sub impegnati nella lunga desaturazione.
La temperatura cambia repentinamente quando ci mettiamo in moto per tornare alla base, il vento è freddo e la temperatura diventa improvvisamente gelida, anche a causa delle nuvole che nel frattempo sono arrivate a sovrastare la città di Castellammare di Stabia. 
Sono velocissimo anche nella svestizione e alle 13 sono in auto. Impiego oltre un’ora per raggiungere casa a causa dell’intenso traffico di auto e persone che si trova sul lungomare, incuranti delle raccomandazioni utili ad evitare il contagio: passeggiano in gruppi numerosi in riva al mare. Al mio arrivo a casa poi sono costretto ad evitare l’ascensore, caricandomi tutto il materiale per le scale … a causa della fobia da coronavirus, visto che è appena rientrato da Milano, il figlio della mia vicina di casa … la prudenza non è mai troppa!

42° PAF TACHOV FESTIVAL 2020

Ricevo un tag sulla mia pagina facebook dal mio amico Max Giorgetta, che annuncia i risultati del 42° Concorso Internazionale PAF TACHOV FESTIVAL di fotografia subacquea che si tiene in Repubblica Ceca.

La foto “Helios & Zeus” del pesce San Pietro, scattata a Sorrento, conquista il secondo posto nella categoria COLOR SEAWATER. 🙂 

 

Complimenti ai miei amici Paolo Bausani, Raffaele Livornese, Max Giorgetta, Francesco Visintin, Salvatore Ianniello e Giacomo Marchione per i loro piazzamenti. 

http://festival.paftachov.cz/front/winners?fbclid=IwAR2BZk9LmYWDaVGZxLNjqmv3vH435ZPA5u24nJsuoJ62-XUjZ7CzjLYPPPI