Marina Grande -Immersione Notturna

Oggi sveglia comoda, la mattinata è dedicata a liberare alcuni scarichi domestici intasati e a mettere in ordine casa insieme a mia moglie. La giornata è magnifica, con un sole splendente ed una temperatura primaverile gradevolissima che invita ad uscire di casa. Scendiamo tutti insieme alle 13:30 a Marina Grande di Sorrento per pranzare dal mio amico Michele O’ Puledrone, che qualche settimana fà ha visto disintegrarsi sotto i suoi occhi il peschereccio su cui era cresciuto, distrutto dalle onde della mareggiata. Sorrento è stata presa d’assalto dai turisti e dobbiamo aspettare a lungo per poterci sedere per mangiare, c’è da attendere anche molto visto che i tavoli sono tutti occupati e la cucina è in overbooking. Sugli stabilimenti balneari ci sono già i primi avventurosi in costume, la giornata è splendida. La lunga attesa però è ripagata dall’eccellente qualità dei piatti ordinati. Ci godiamo il sole in riva al mare e terminiamo proprio quando alle 16:30 l’ombra comincia ad arrivare sul nostro tavolo, abbassando notevolmente la temperatura. 

Rientriamo a casa dopo una passeggiata per le strade di Sorrento gremite di turisti, mi rilasso ancora un pò sul divano, attendendo che le batterie dei flash siano ben cariche e alle 20 mi metto in moto. La strada è affollata di auto, tutto bloccato in uscita dalla città, sono quasi sul punto di desistere, ma effettivamente il blocco è nella direzione opposta rispetto alla mia meta ….. prendo l’attrezzatura, passo al garage a prendere le bombole e mi dirigo di nuovo a Marina Grande.

Faccio tutto con calma perché c’è ancora tanta gente al borgo, sono fortunato nel trovare parcheggio, anche se non al solito posto vicino alle scale. Immancabili le beneauguranti domande di un cuoco del Ristorante Delfino: “Andate a pescare?” e … “ma così non vi bagnate?” ….  me ne scendo in acqua speranzoso. Inizio il mio giro dopo aver attraversato lo specchio d’acqua cristallino con una bassissima marea, decido di fare un tour alternativo, confidando nella scelta.

Raggiungo i 30 metri ed inizio a guardare il fondale fangoso ma cerco anche nel “nero” della colonna d’acqua per scorgere qualche soggetto sollevato dal fondo. Sono abbastanza fortunato perchè dopo poco incontro un capone ubriaco. Inizio a scattare dei primi piani con la lente SMC, ovviamente il pinnuto si sposta dispiegando le colorate pinne pettorali, nel suo spostamento s’incrocia con un secondo pesce, più piccolo che, spaventato, “parte” come un aereoplano dirigendosi lontano. Seguo il primo esemplare fin quando anche lui si congeda dalle mie attenzioni ….

Continuo a cercare e dopo una piccola sogliola pelosa, incontro il polpo di rena Macrotripothus (Octopus) dephilippii. Solleva il capo per guardarmi e subito dopo fugge via … lo seguo e scatto a raffica con la Nauticam NA-D850, l’obiettivo 60 mm ed i flash Inon Z240.

Passo oltre e trovo un piccolissimo scorfano entrato all’interno di una bottoglia di vetro. Dopo aver scattato qualche foto, con il pesciolino in evidente difficoltà, prendo la bottiglia e, svuotandone il contenuto di sabbia misco a pietre, faccio uscire lo scorfanetto all’esterno. Il pesce sembra in grande difficoltà, lo tengo per un poco sul dorso della mano per farlo riprendere, poi lo lascio tornare al sicuro sul fondo, dopo averlo ovviamente fotografato.

Le luci del ristorante illuminano il basso fondale e sono bellissime da ammirare, mi avvicino ed inizio a scattare. Rientrando nel porto incontro alcune Pinna nobilis vive, alcuni labridi addormentati e … tanti rifiuti. All’interno di un bicchierino monouso da caffè un microscopico polpo. La serata è stata particolarmente proficua, non mi sbagliavo …. mentre apro l’auto per posare l’attrezzatura, mi sento chiamare …. è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.

… è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.