Marina Grande – Immersione Notturna

Le temperature si avvicinano sensibilmente a quelle invernali e stasera anche un vento freddo da Nord inizia a soffiare verso la costa, smuovendo la superficie del mare. Mentre riprendo l’attrezzatura subacquea lasciata ad asciugare fuori al balcone vengo colto dal dubbio che le condizioni meteomarine non siano ottimali per una immersione notturna a Marina Grande, ma ho già dato appuntamento a papà per accompagnarmi e gli ho promesso che avrei preso qualcosa per il suo acquario mediterraneo, vuoto da mesi! Sono le 18:00 quando scendo per andare al garage a prendere le bombole e poi raggiungere mio padre. Arriviamo alla marina e parcheggiamo sul molo nei pressi della scala di pietra. L’acqua è limpida, la marea bassissima e sarà problematico risalire ed il vento non così intenso come sembrava esserlo da casa. Le condizioni sono quindi buone per immergersi così mi vesto e mi tuffo dalla banchina toccando il fondo. Oggi ho cambiato itinerario perché dalla banchina sarà più semplice passare il retino a mio padre, al rientro dal mio giro fotografico con il Micro Nikkor 60 mm. Scendo subito verso i -30 metri in cerca di soggetti, ma scatto pochissimo, sono stufo di scattare ancora immagini ai pesci lucertola, alle triglie, alle mennole ai paguri e agli scorfani. Cerco quindi di percorrere un tragitto più lungo, sperando di incontrare un bel Pesce San Pietro oppure un Pesce Civetta. Nulla di tutto ciò, mi devo accontentare solo di un piccolo cavalluccio camuso nascosto tra le foglie di Posidonia. Quando sono ormai sotto il pontile metallico a circa -2 metri di profondità, pronto a posare la fotocamera e prendere il retino, incontro l’unico soggetto degno di nota della serata, un “bellissimo” (si fa per dire) Pesce Prete, seminascosto nel sedimento di pietrisco. Inizio a scattare qualche immagine ed ad un tratto sembra quasi sul punto di tirar fuori la sua lingua che usa come esca, ma è solo il momento in cui decide di seppellirsi ancora più profondamente nel sedimento. Desisto e rientro a terra anche perché qui l’onda e la risacca si fanno sentire e diventa quasi impossibile restare in assetto con la muta stagna. Prendo il retino, con sommo gaudio di mio padre Enrico e ritorno sul pendio pietroso in cerca di qualcosina da mettere in acquario. Recupero così qualche stella serpentina, una bavosa, un paguro, alcuni Apogon e qualche gambero che andranno finalmente a popolare l’acquario di casa Gargiulo.