Vervece con Mimmo e Filippo Borghi

Nella notte è tornata l’ora solare, l’occasione per dormire un poco in più ed approfittare per guardare il MotoGP in televisione. Alle 9:00 sono al diving con il sottomuta per la stagna e la mia fotocamera con il microdome, ma ho portato anche il 105 micro per un successivo tuffo.

Anche oggi mi immergo con Mimmo e Filippo, in cerca di crinoidi e dei loro ospiti. Il meteo è molto migliorato ed il sole riscalda l’aria mentre il mare è veramente calmo. Andiamo al Vervece e mi immergo da solo e mi dirigo verso le gorgonie gialle, poi raggiungo quelle rosse. L’acqua è piena di flocculi sospesi e le condizioni non sono ottimali per delle foto panoramiche. Il fondale è ormai completamente modificato rispetto al passato, infatti, dopo il danno arrecato dai pescatori di datteri di mare,  sulla roccia su cui cresceva un ricco “coralligeno” adesso cresce tantissima Caulerpa racemosa, che ha asfissiato qualsiasi altra forma di vita, animale e vegetale; un vero scempio. Fortunatamente il pesce non manca anche se ce ne dovrebbe essere molto di più, a distanza di quindici anni dall’istituzione della A.M.P. Punta Campanella. Trovo infatti alcune lenze impigliate tra le rocce, segno evidente che di malintenzionati ce ne sono ancora tanti che disturbano così la fauna ittica del luogo.

Fortunatamente in alcuni punti le margherite di mare hanno ripreso a crescere, sono numerose le chiazze arancioni che si vedono sulla parete rocciosa, ma nulla di confrontabile rispetto a ciò che esisteva prima del danno. Risalgo quindi a bassa quota per effettuare la sosta di sicurezza, dove incontro un paio di scorfani.

Mimmo e Filippo sono sul pianoro in cerca dei gamberetti sui crinoidi ma anche in questo caso la ricerca è infruttuosa. Tornati a terra, causa il rientro a Siena di Filippo, decidiamo di abortire la successiva uscita, rientro così a casa per andare a pranzo.