Scoglio Penna con Peppe e Isabella

Si torna in acqua per incontrare un vecchio amico, Giuseppe “Peppe” Pignataro, grande interprete barese della fotosub italiana sia analogica e ora digitale. Dopo esserci abbracciati affettuosamente iniziamo la vestizione in attesa di Mimmo e dei suoi allievi Michele e Domenico. Siamo diretti a Punta Campanella, dove ci immergeremo allo Scoglio Penna. Il vento di scirocco non favorisce la navigazione e la permanenza in mare sul versante sud della Penisola Sorrentina, ma le onde non sono tali da pregiudicare la nostra uscita in mare.

Appena ci tuffiamo viene confermata l’impressione avuta guardando l’acqua dal gommone … l’acqua à torbida a causa del fitoplancton, fortunatamente migliora in profondità dove ahimè il sole intenso giunge filtrato maggiormente dalla colonna d’acqua opalescente. Mi dedico a seguire Mimmo, Michele e Domenico per scattare loro alcune foto in azione, mentre Isabella, Peppino ed il resto del gruppo effettuano il classico giro dello scoglio accompagnati da Edoardo e Gianluigi.

Le castagnole rosse si spostano al nostro passaggio tra le gorgonie rosse piene di enormi crinoidi, gialli, rossi e marroni. Tra i rami delle Paramuricee incontro due piccole aragoste. Proseguo ed incontro Mimmo impegnato a fotografare con il minidome un bellissimo Janolus cristatus su un Codium bursa. Vado quindi in cerca del branco di barracuda che trovo puntualmente sulla punta sud dello scoglio, l’acqua a bassa profondità è così torbida che rinuncio all’idea di fotografarli.

Isabella che è appostata per fotografare il bellissimo buco passante attraverso lo scoglio, tutto coperto di Astroides. E’ felicissima quando  mi vede casualmente transitare all’interno di esso, a completare l’inquadratura. La decompressione risulta un pochino fastidiosa a causa delle onde, ma i pochi minuti trascorrono veloci tra le donzelle pavonine che volteggiano incuriosite a pochi centimetri dalla maschera, mentre i grossi saraghi fasciati nuotano placidamente mantenendosi a distanza di sicurezza.

Rientrati a terra, come al solito fuggo via con lo scooter dopo aver lasciato  l’attrezzatura ad asciugare per averla pronta per la prossima immersione.