Marina Grande di Sorrento

“No batteries … No diving ….” questa è la dura realtà per un fotosub nottambulo come me.  Oggi, di primo mattino, metto in carica le batterie dei fari, prima di andare a lavoro. Dopo aver lasciato sfumare una potenziale immersione ieri, non voglio perseverare nell’errore. Quando rientro la potenza è al massimo, ed anche io lo sono. Sbrigo le incombenze domestiche e finalmente alle 20:00 sono in procinto di immergermi al mio solito posticino. Quando finalmente indosso il mio computer subacqueo Mares Icon HD, mi accorgo che il livello della batteria è bassissimo! Maledizione, ho dimenticato di rimetterlo in carica! Penso per un istante di desistere, poi di salire in garage per prendere l’Aladin, ma sono vestito di tutto punto …. decido allora di andare lo stesso, mantenendomi a bassa profondità.

La serata è bellissima, il mare calmo e limpido. Mi immergo come sempre dalla spiaggia ed esco fuori alla scogliera scendendo sul piano inclinato fangoso che porta fino in profondità. L’acqua non è proprio trasparente come credevo, ma la visibilità è comunque soddisfacente. Resto in acqua per oltre 90′ senza trovare alcunché di interessante, fin quando, sulla via del ritorno, a bassa profondità a ridosso della scogliera rocciosa, incontro una bavosa ruggine che sorveglia le uova deposte in una nacchera di mare morta. Più avanti una grossa seppia e poi alcune Dromie uscite allo scoperto dagli anfratti oscuri in cui si celano durante il giorno. Mi avvicino con il minidome alla più grande di esse che mi allontana, infastidita, sollevando le grosse chele. Rientro allora all’interno della scogliera dove, a pochi centimetri d’acqua, trovo una piccola seppia intenta a caccia alcuni avannotti. Riesco a malapena a fotografarla, alternando la posizione distesa a quella in ginocchio. Alla fine si dilegua tra i massi dopo aver nuotato quasi in superficie. Soddisfatto rientro a casa a gustarmi in tv i supplementari di Chelsea-PSG di Champion’s League.