Marina Grande di Sorrento

Un raggio di luce che finalmente si fa largo tra le nuvole, dopo dieci giorni di neve e pioggia intensa su tutta l’Italia, mi sveglia molto presto. Il programma odierno è quello di effettuare una manutenzione straordinaria ai due acquari dove sono temporaneamente accuditi i pesci tropicali. Immaginando di non poter andare in acqua oggi, non ho preparato nulla! Eppure la giornata sembra ottima. Intanto osservo su Facebook le foto degli amici che si apprestano ad immergersi in giro per la Penisola Sorrentina …. mumble mumble … quasi quasi … vado anch’io stasera!

Così, dopo aver fatto tappa al garage per cercare la muta stagna in trilaminato con la sua cerniera anteriore, ho montato la fotocamera con il minidome, il Tokina 10/17 mm e i due flash Inon Z240, sono andato a casa di mio padre per fare un cambio d’acqua generoso alla vasca. Rientrato per ora di pranzo, guardo lo sport in tv e sonnecchio sul divano, prima di procedere alla pulizia del filtro della vasca che ho montato a casa di mio suocero, dove attualmente vivo in attesa di completare la ristrutturazione dell’appartamento.

Attendo con ansia le 18:30, passo a prendere le attrezzature in garage e scendo a Marina Grande di Sorrento. Parcheggio  l’auto vicino alle scalette che portano alla spiaggia e vado a controllare il mare. Si è agitato leggermente rispetto a questa mattina a causa del forte vento che ha cominciato a soffiare in tarda mattinata. Per un attimo penso di desistere, poi prende il sopravvento la voglia matta di immergermi. Completo allora la vestizione e scendo le scalette che mi portano all’interno del porticciolo dove l’acqua è calma e pulita. Man mano che mi sposto verso il largo, l’acqua diventa via via più sporca. Scendo allora in profondità ma la situazione non migliora. Anche il fondale a me familiare sembra essere privo degli abituali riferimenti … nella mia mente inizia a farsi largo lo sconforto. Proseguo confidando in qualche  buon incontro, ma la serata sembra molto negativa, vedo solo alcuni saraghi e tante triglie. Decido allora di iniziare il rientro quando finalmente trovo un piccolo cappone ubriaco. Sarà l’unico sussulto di una serata che si conclude sotto la pioggia che nel frattempo è sopraggiunta insieme ad una nuova perturbazione. Mi spoglio al riparo del portellone dell’auto, comunque soddisfatto per dose d’azoto odierna.